Gesù bambino diventa uno strumento di campagna elettorale sui manifesti di Fratelli d'Italia

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In un Paese che va a rottoli pare che alcuni politici abbiano priorità piuttosto curiose. Alcuni giorni fa alcuni giornali avevano sostenuto che in un centro commerciale di Piacenza sia stato messo in vendita un presepe "gay-friendly" contenente due San Giuseppe.
L'unica prova dell'accaduto pare riconducibile ad un'unica fotografia pubblicata dal consigliere regionale leghista Matteo Rancan, all'interno della quale si vedono due statuine identiche di san Giuseppe collocate in una capanna. Vien da sé che chiunque avrebbe potuto spostare le statuine (è facile ritenere che non sarebbero state identiche se fossero state prodotte appositamente per formare una coppia, ndr) ma quasi tutta la stampa di destra ha dato ampio risalto alla notizia. Ed è sempre la stampa a sostenere che «nel centro commerciale ci sono diversi negozi e non è stato possibile ricostruire in quale fosse stato allestito il presepe»... curioso, perché generalmente dovrebbe essere facile risalire ad una vetrina che si sostiene abbia causato forti polemiche fra la popolazione.
Eppure Giorgia meloni non ha perso l'occasione per scrivere su Facebook: «In un centro commerciale di Piacenza hanno messo in vendita un presepe gay: nella capanna due Giuseppe e nessuna traccia di Maria. Siamo al delirio. Per fortuna ci sono ancora persone capaci di indignarsi e le proteste sono state tali da farlo ritirare. La famiglia è sacra, non scherziamo».
In allegato anche un manifesto in cui il nome del suo partito è stato inserito come didascalia alla figura di Gesù bambino. Naturalmente, pur di creare un'inutile polemica nei confronti delle famiglie omoparentali, la Meloni non i dev'essere fatta alcun problema a strumentalizzare a fini elettorali una figura sacra, così come nei giorni scorsi non si era fatta problemi ad utilizzare il presepe come sfottò nei confronti di Renzi (da lei inserito come asinello).
Rica pilotando, dunque, pare che la Meloni reputi che la sacralità del presepio non sia lesa dall'uso di un simbolo sacro a fini elettorali o di denigrazione altrui, ma va condannato qualora rappresenti l'amore fra due persone (sempre ammesso che quel presepio da lei condannato sia mai esistito).


Una ricerca dimostra come possano bastare 20 minuti per far cambiare idea agli omofobi

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Secondo una ricerca pubblicata dalla rivista Science, in appena venti minuti è possibile far cambiare opinione ad un omofobo.
In occasione dell'abbattimento del DOMA da parte della Corte Suprema statunitense, Michael LaCour e Donald Green (rispettivamente un dottorando della University of California di Los Angeles e un docente di scienze politiche alla Columbia University) hanno selezionato 9.500 elettori provenienti dalle province più conservatrici della California. Per più volte nell'arco di un anno è stato chiesto loro di compilare un questionario, all'interno del quale erano presenti anche domande riguardanti il matrimonio gay.
Un terzo dei partecipanti è stato visitato da persone che hanno parlato loro dell'importanza del riciclaggio, un altro terzo è stato visitato da etero e gay favorevoli al matrimonio egualitario ed il terzo terzo non ha ricevuto alcuna visita.
Durante l'approccio, lungo solo una ventina di minuti, si iniziava a chiedere alle varie persone che cosa cosa gli piacesse del loro essere sposati, iniziando poi a raccontargli di avere le stesse aspirazioni e gli stessi desideri (per sé o per un amico caro nel caso dei visitatori eterosessuali).
Nel corso della compilazione dei sondaggio successivo, se nulla è cambiato sull'arroccamento degli altri due gruppi, l'8% delle persone visitate da persone gay o gay-friendly ha modificato la propria opinione riguardalo matrimonio egualitario. Anzi, molti di loro hanno cercato di convincere amici e parenti della necessità di legalizzare le unioni fra persone dello stesso sesso.
A riprova della sua validità, l'esperimento è stato ripetuto dopo nove mesi e i risultati ottenuti sono stati i medesimi. Secondo Michael LaCour, la spiegazione è nel fatto che «si tende a dimenticare il messaggio, ma a ricordare il messaggero».

Via: Queerblog


L'arcivescovo di Canterbury apre alle nozze gay

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Nel giorno delle nozze tra Elton John e David Furnish (già uniti da un'unione civile sin dal 2005), la massima carica della Chiesa d'Inghilterra ha lasciato trasparire un'apertura nei confronti dei matrimoni fra persone dello stesso sesso.
«Bisogna ascoltare le due parti», ha asserito l'arcivescovo di Canterbury durante un'intervista. «Quando ascolto la gente so che sto ascoltando persone per le quali non si tratta solo di una questione di sessualità, ma del modo stesso in cui la Chiesa vive ed esiste e si apre alla gente».
Naturalmente non basta così poco per poter parlare di una rivoluzione all'interno di una Chiesa che è stata fra i maggiori oppositori alla legge per la legalizzazione dei matrimoni gay (al punto che si è resi necessario includere un esplicito divieto alla celebrazione di nozze fra persone dello stesso sesso all'interno delle chiese), ma è innegabile come ci sia la volontà di interrogarsi seriamente sul tema mettendo da parte pregiudizi che ancor oggi vengono esaltate da altre confessioni cristiane.
Va anche riconosciuto come la Chiesa d'Inghilterra abbia accettato la scelta del Parlamento inglese ed abbia immediatamente deciso di interrompere le proprie campagne anti-gay una volta constatato l'esito del voto (contrariamente ai cattolici, ancor oggi impegnati nel chiedere l'abrogazione della norma e il divorzio forzato per i gay).


Intervista a Paolo Tuci dopo l'uscita di "Jem & C."

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Paolo Tuci è tornato con un'intero album di cover tratte dalle più famose sigle dei cartoni animati anni '80 e '90. Tra i brani proposti figurano figurano titoli come Jem, Occhi di gatto, Creamy, Mila e Shiro, Holly e Benjy... insomma, vere e proprie colonne portanti dell'infanzia di intere generazioni. Per conoscere meglio il progetto, l'abbiamo incontrato.

Com'è nata l'idea di un album basato sulle cover dei cartoni animati anni '90?
Ero al Queever Torino e ho visto che il pubblico saltave vertiginosamente al passaggio della sigla Jem. Preso dall'entusiasmo di qualche Vodka Redbull, ho partorito quella malsana idea di reinterpretarla in versione, manza!

La notizia della registrazione del video live al Queever di Torino ha creato un vero tam tam in rete e un'affluenza record. Te lo saresti aspettato?
Il Queever oltre che ad essere la serata di punta del nord-ovest Italia è una grande location che racchiude una piccola grande famiglia lgbt, e dunque abbiamo semplicemente ampliato questa famiglia rendendo il suo pubblico parte attiva durante le riprese e persino -con un numero limitato in questo caso- nei backstage.
Trovo carina l'idea di poter vedere come si gira un videoclip, ed ancor di più se parliamo dei nostri cartoni animati preferiti!


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Warwick Rowers: anche nudi frontali nel filmato per la promozione del video di backstage

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Ormai tutti noi conosciamo i canottieri dell'università inglese di Warwick, da anni impegnati nella realizzazione di un calendario omoerotico che possa finanziare le loro attività e la lotta al bullismo omofbico.
Ispirandosi alla concorrenza, anche loro hanno iniziato a realizzare un video di backstage che possa permettere di seguire le varie fasi dello shooting: un filmato lungo ben 66 minuti che quest'anno è stato intitolato "Some Like it Hotter".
Già in fase di crowdfunding erano stati gli stessi ragazzi ad anticipare che avrebbero osato più degli scorsi anni e che ci sarebbe stato molto da vedere (e chi ha avuto la fortuna di poter guardare il filmato può assicurare che la promessa è stata ampiamente mantenuta, ndr).
Ma a questa serie di eventi che parevano prevedibili se n'è aggiunto uno che in pochi avrebbero previsto: è dagli stessi canali ufficiali che è giunto un nuovo filmato di sei minuti volto alla promozione del loro dvd, all'interno del quale non mancano alcune sequenze che anticipano i nudi frontali che è possibile vedere nel backstage. Insomma, dopo la promessa di un video senza censure, persino nel promo si è scelto di non alludere ma di mostrare chiaramente il piatto forte.

Immagini: [1] [2] [3] [4] [5] [6] [7] [8] [9] [10] [11] [12] [13] [14] [15] [16] [17] [18] [19] [20] [21] [22] [23] [24] [25] [26] [27] [28] [29] [30] [31] [32] [33] [34] [35] [36] [37] [38] [39] - Video: [1]


Florida: probabilmente dal 5 gennaio potranno celebrarsi i primi matrimoni gay

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Con un ordine arrivato nella serata di venerdì, la Corte Suprema degli Stati Uniti si è rifiutata di sospendere in appello gli effetti della decisione, nei casi Brenner v. Scott e Grimsley v. Scott, del giudice federale Hinkle del 21 agosto scorso.
Il 28 febbraio 2014 alcune coppie chiesero la trascrizione e il riconoscimento dei loro matrimoni già contratti in Canada (Brenner v. Scott), successivamente altre coppie, sempre sposatesi in altre giurisdizioni (Grimsley v. Scott), si aggiunsero alla lotta contro le leggi della Florida. I due casi vennero decisi dal giudice federale Robert Lewis Hinkle il 21 agosto 2014, riconoscendo, non solo il i matrimoni delle coppie, ma anche il diritto al matrimonio a tutte le coppie dello stesso sesso della Florida. Tuttavia il giudice Hinkle lasciò in sospeso gli effetti della sentenza perché lo Stato della Florida potesse appellarsi. Dopo che la Corte Suprema si era rifiutata di di rivedere alcuni casi lo scorso ottobre, le coppie nei casi della Florida chiesero al giudice Hinkle di cancellare la sospensione agli effetti della sentenza. Il 5 novembre il giudice Hinkle acconsente; lo Stato della Florida si appella all'11° Circuito degli Appelli, per poi perdere di nuovo con altro rifiuto. Solo qualche giorno alla Corte Suprema venne chiesto di intervenire e nella tarda serata di ieri, sette giudici su nove decisero per l'ennesimo rifiuto.
Dal 5 gennaio le coppie gay e lesbiche potranno sposarsi, ma non è ancora definitivo visto che il caso non è ancora stato deciso in appello.