A Milano va in scena una commedia sulla vita dei web-dipendenti e la loro possibilità di riscatto

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Dal 26 novembre all'1° dicembre 2014 la compagnia teatrale Chronos³ porterà sul palco del Teatro Libero di Milano (in Via Savona, 10) lo spettacolo "La mia massa muscolare magra".
Si tratta di una commedia surreale -scritta da di Tobia Rossi e diretta da Manuel Renga- che racconta la vita di Dario, un aspirante attore trentenne che galleggia in una routine di sesso occasionale con ragazzi sempre diversi procacciati tramite Grindr. Durante una serata in discoteca, però, conosce Luca e perde totalmente la testa: la scoperta dell'amore e l'affondo in un sé più autentico costringono Dario a guardare dentro la più profonda delle sue ferite scatenando una guerra tra mondo virtuale e mondo reale, tra paure e coraggio, tra nevrosi e vita autentica. Un monologo scandito in quadri di 10 minuti: il tempo consentito per ogni intervento ai partecipanti al gruppo di auto aiuto per web-dipendenti che Dario frequenta. Lo spettacolo proporrà così una discesa nell'anima di una creatura ferita ed un possibile riscatto nascosto dietro ai portoni di Milano.

La Chronos³ nasce nel gennaio 2011 alla Scuola d'Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano dall'incontro di tre registi: Manuel Renga, Vittorio Borsari e Valentina Malcotti. Nei 3 anni passati ha rappresentato la fucina creativa dove sviluppare diversi progetti che poi si sono trasformati in spettacoli messi in scena con un gruppo stabile di attori diplomati alla Paolo Grassi.
I tre registi hanno già creato progetti collettivi o singoli presentati nei teatri più importanti di Milano (Piccolo Teatro, Teatro Franco Parenti, ATIR, Teatro Libero,Teatro della Cooperativa) e al Festival di Asti. Tutti i progetti della compagnia teatrale portano in scena le opere di giovani autori impegnati ad indagare una realtà sfaccettata come quella odierna, soprattutto sperimentando la creazione di opere in spazi non teatrali e con particolari rapporti tra pubblico e attore.


Il Ncd tenta (nuovamente) di bloccare i progetti scolastici sull'identità di genere

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È necessario impedire che nelle scuole di possa parlare di identità di genere. È quanto chiede un'interpellanza presentata alla Camera e al Senato da Carlo Giovanardi ed Eugenia Roccella, entrambi del Ncd. Il tentativo è quello di impedire lo svolgimento del programma redatto dal Ministero della Pubblica Istruzione  e dall'Unar che si svolgerà dal 24 al 30 novembre nelle scuole di ogni ordine e grado.
I due sostengono che «mentre è sacrosanto combattere nelle scuole ogni forma di violenza e di discriminazione è intollerabile un indottrinamento degli alunni sin dalla scuola primaria alla teoria del gender, tramite un organismo che non garantisce le "condizioni di imparzialità" previste dalla legge con pesanti giudizi negativi sulla religione cattolica la famiglia e la società e inaccettabili e offensivi apprezzamenti sul ruolo di questi fondamentali istituti nella storia e nella cultura del nostro paese».
In altre parole, nelle scuole non bisognerebbe neppure dire che il colore della pelle non influisce sul valore delle persone dato che, così facendo, si rischierebbe di non essere imparziali e ci si schiererebbe contro i razzisti. O non bisognerebbe parlare del Big Bang dato che esistono anche i creazionisti.
Simona Malpezzi, deputata del Partito Democratico e componente in Commissione Cultura alla Camera, ha commentato: «Lasciano di stucco le parole con cui autorevoli esponenti del Ncd hanno chiesto di escludere l'identità di genere dal programma organizzato dal ministero della Pubblica Istruzione. Ciò segnerebbe un intollerabile passo indietro. Già è stato stato molto grave bloccare la diffusione dell'opuscolo promosso dall'Unar "Educare alla diversità a scuola". In un momento, poi, dove si assiste all'intensificarsi di episodi discriminatori e omofobici nei confronti di molti studenti, queste parole suonano davvero fuori luogo [..] Oggi più che mai è necessario sostenere iniziative che nelle scuole insegnino il valore della diversità e del rispetto degli altri. Non si tratta chiaramente di attaccare l'idea di famiglia tradizionale di famiglia ma semplicemente dell'affermazione di principi inderogabili che insegnino il valore della diversità e educhino alla differenza di genere in un clima di serenità e rispetto delle differenze».


Sean Hayes si è sposato

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Sean Hayes ha sposato il compagno Scott Icenogle dopo otto anni di vita passata insieme.
L'attore, celebre per aver ricoperto il ruolo di Jack McFarland nella serie "Will & Grace", aveva cercato di depistare la stampa e lo scorso ottobre si presentò in televisione con l'anello al dito dicendo che le nozze erano già state celebrate... ma in realtà non era vero dato che ora è lui stesso a parlare della reale celebrazione -tenutasi nei giorni scorsi nella sua casa di Los Angeles- attraverso i social network. Il suo piano, però, pare aver funzionato dato che la celebrazione si è tenuta in un'atmosfera riservata lontana dall'occhio indiscreto dei fotografi.
Dopo anni di indiscrezioni, Sean Hayes ha fatto coming out solo nel 2010, a quattro anni di distanza dall'inizio della sua convivenza con Scott Icenogle (iniziata nel 2006). «Ero così giovane -dichiarò ai tempi- e non volevo la responsabilità, non sapevo come gestire il ruolo impegnativo di parlare per la comunità gay».


Paolo Tuci rivisita i cartoni animati anni '80

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Pare impossibile pensare agli anni '80 senza dedicare almeno un pensiero alle sigle dei cartoni animati di quegli anni. Ed è così che Paolo Tuci ha pensato bene di iniziare a lavorare su un album che possa porsi come un'omaggio a quel mondo.
Il tutto verrà anticipato a dicembre con l'uscita del singolo "Jam", cover della sigla dell'omonima serie animata targata 1985. Il cartone animato ruota attorno alla figura di Jerrica Benton, una ragazza che ha ereditato dal padre una casa discografica rovinosamente in bolletta. Grazie al potentissimo computer Energy, però, Jerrica scopre la possibilità di trasformarsi nella popstar Jem. Da qui l'appiglio per un nuovo progetto musicale che possa ricalcare i successi lanciati nella serie (anche considerato come quel cartone animato sia stato un cult per un'intera generazione di gay).
Dal punto di vista musicale, invece, la sigla originale è stata composta da Carmelo Caruccim, è stata scritta da Alessandra Valeri Manera ed è stata interpretata da Cristina D'Avena.

Clicca qui per guardare il teaser di Jam.


L'omofoba Chick-fil-A è sotto accusa: i suoi polli sono modificati geneticamente o spennati ancora vivi

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La Chick-fil-A è una catena statunitense di fast food con sede ad Atlanta. L'azienda è nota anche per essersi sempre vantata della propria omofobia e di aver cercato in ogni modo di limitare i diritti della comunità lgbt in nome delle proprie «convinzioni cristiane». Davanti alla sede centrale è stata eretta un'enorme statua di Gesù, sulle tazze servite ai clienti sono riportate citazioni della Bibbia e l'intera catena viene chiusa di domenica per permettere agli impiegati di poter andare a messa.
Eppure appare difficile ravvisare qualcosa di cristiano dinnanzi ad un recente reportage che testimonia come la catena si rifornisca da aziende che maltrattano i polli destinati ad essere serviti ai loro clienti.
Le immagini, realizzate tra gennaio e aprile di quest'anno da un gruppo di animalisti, mostrano alcuni lavoratori che prendono a calci i polli, che gli gettano addosso acqua bollente o che rinchiudono li rinchiudono in casse per il trasporto senza preoccuparsi di schiacciargli o spezzargli le ali. Altri polli vengono mostrati con deformità alle gambe che, secondo gli attivisti, sarebbero il risultato di ormoni destinati a produrre più rapidamente dei polli più grandi.
Temple Grandin dell'autorità sul trattamento del bestiame ha commentato alcune immagini: «Questo produttore sta facendo un pessimo lavoro di abbattimento -dice- e lasciare gli uccelli rimasti senza cibo ed acqua è pura crudeltà. Nei macelli i polli possono essere ucciso con una lama progettata per fendere rapidamente la loro gola, qui invece soffrono a causa di tagli alle ali o al tronco. In migliaia respirano ancora e sono ancora cosciente passano attraverso le macchine per la rimozione piuma, venendo scottati vivi».
Il video è narrato dal co-creatore dei Simpson, Sam Simon, che è fortemente impegnato nel sostenere e finanziare cause animaliste. «Ho un conto in sospeso con Chick-fil-A e suo trattamento che riserva ai suoi polli», dice Simon dice all'inizio del video.
Le strutture riprese nel video sono tutte di proprietà di Koch Foods, una società con sede a Chicago. Chick-fil-A si è limitata a sostenere che non si riforniscono da loro sin dall'aprile del 2013, dato che «non perdoniamo maltrattamenti agli in qualsiasi punto lungo la catena di approvvigionamento». Eppure quelle affermazioni sono state smentite dall'associazione Mercy For Animals che ha dichiarato: «Abbiamo parlato con i dirigenti e lavoratori di Koch Foods e tutti hanno confermato confermato che forniscono i polli di Chick-fil-A. Siamo delusi nel vedere che stanno cercando di negarlo».

Immagini: [1] [2] [3] [4] [5] [6] [7] - Video: [1]


Alfano si stupisce dinnanzi alle famiglie che non abbandonano gli anziani malati o i figli disoccupati

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«Se dovessi scoprire che mio figlio è gay, va via di casa». Lo ha sostenuto uno dei manifestanti del Ncd dopo aver precedentemente raccontato che due uomini non devono potersi baciare per strada perché lui non saprebbe come spiegarlo al figlio.
È solo uno degli interventi registrati dalla trasmissione televisiva "Gazebo" nel corso di un servizio dedicato al Family Act. Già, perché nonostante la maggioranza dei manifestanti fosse lì per dirsi contrario ai gay, la loro presenza è andata in quota per sostenere una proposta di legge di Sacconi che prevede che le famiglie eterosessuali con figli minorenni possano votare più volte e valere di più degli altri cittadini.
Le immagini mostrano anche l'intervento di Alfano che, una volta giunto sul palco, ha esordito con il classico: «Io sono qui da italiano che crede che la famiglia sia una e sia quella composta da un uomo e una donna. Io sono qui come italiano che non crede di essere vintage se pensa che un bambino ha bisogno di un papà e di una mamma». Ma la logica del suo discorso ha iniziato a vacillare non appena il ministro si è lanciato nel raccontare meravigliato che c'è gente che ha degli anziani in casa e li cura al di là dell'indennità che percepisce. E racconta anche come ci siano persino incredibili famiglie in cui i genitori non cacciano di casa i figli se non trovano lavoro o sono disoccupati!
Insomma, Alfano si stupisce se qualcuno non pensa solo a sé stesso ma si occupa persino dei genitori anziani o dei figli.... Ma che razza di idea di famiglia può avere un uomo che si meraviglia dinnanzi all'ovvio e che si stupisce che le famiglie non siano composte da persone che pensano solo a loro stessi?
Sul fonte delle famiglie gay, Alfano si è limitato a sostenere che: «Una famiglia è arcaica perché composta da un padre e una madre? E chi li fa i figli? Chi li fa?». Vien da sé che a farli siano gli stessi che a volte li abbandonino, così come il suo ragionamento pare buttare fori dalla sua definizione di famiglia anche tutte quelle coppie sposate che non hanno procreato (nonostante poco prima le abbia considerate famiglie nell'invitarli a fare più figli degli immigrati).

Clicca qui per guardare il servizio (a partire dal 25° minuto).