Usa: utente anonimo del Congresso modificava in chiave transofobica i lemmi di Wikipedia

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La denuncia è stata lanciata da Business Insider che ha indagato su alcune modifiche anonime apportare a Wikipedia da parte del range di indirizzi IP assegnati al Congresso degli Stati Uniti d'America.
A partire da lunedì scorso, dozzine di articoli della celebre enciclopedia sono stati modificati in chiave transofobica da un utente anonimo che evidentemente ha accesso ai computer di Capitol Hill.
Una pagina di un movimento che si batte contro l'esclusione delle donne transessuali dal Michigan Womyn's Music Festival è stato modificato per sostenete che la partecipazione sia giustamente riservata alle «donne vere», così come l'articolo di Laverne Cox è stato modificato per sostenere che l'artista transessuale sia un «vero uomo che finge di essere una donna». E così via per dozzine e dozzine di lemmi.
Dato che l'indirizzo IP utilizzato risulta condiviso tra molti politici, non è possibile sapere se le modifiche siano state apportate solo da una singola persona o se se più soggetti si siano prestati a questo vandalismo trasofobico.
Dal canto suo Wikipedia ho ora sospeso per un mese la possibilità di apportare modifiche ai lemmi dagli indirizzi IP del Congresso. Negli ultimi mesi è la terza volta che l'enciclopedia deve prendere provvedimenti nei confronti delle modifiche anonime apportate dai politici del Congresso statunitense.


Il Ticino tornerà ad avere un bar gay

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«In Ticino finora non c'era nemmeno un bar gay: siamo guardati quasi con preoccupazione! Proprio per questo era necessario venire allo scoperto e creare un luogo d'incontro. Dispiace però che ancor prima di nascere il nostro locale sia già stata etichettato come un "ghetto", quando invece vuole essere un luogo d'incontro aperto a tutti, gay e non gay».
È quanto dichiara a Ticinonline il responsabile di Quasar 56, un bar gay-friendly che aprirà presto i battenti a Besso. Dopo la chiusura del D.Loft, sarà l'unico locale gay di Lugano e del Ticino.
Ed è sempre il responsabile a raccontare come iniziative simili siano sempre fallite in passato: «Colpa di chi fa polemica e ci discrimina: ti fanno il vuoto attorno accrescendo l'immagine di un cantone ancora troppo provinciale». Una discriminazione che lui stesso ha provato sulla propria pelle: «Io stesso al vecchio D.Loft, nel quartiere di Loreto, sono stato colpito da un uovo lanciato da un'auto...»


Wille Gomez torna a posare per Teamm8

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Wille Gomez è il volto scelto da Teamm8 anche per la promozione della sua linea basic di intimo maschile. Nelle immagini incontriamo il modello che posa su uno sfondo ligneo volto a sottolineare la solidità e la robustezza del suo fisico. Così come abitudine del brand, infatti, la scelta è caduta su un ragazzo che vanta un corpo particolarmente muscoloso e lineamenti duri.
Difficile è non notare anche come lo sfondo si sposi alla perfezione con la pelle abbronzata di Wille, permettendo agli slip bianchi di brillare e risaltare in un contesto di colori caldi.
Il sodalizio con la casa di moda non è certo nuovo e Wille è stato il protagonista anche di altre campagne. Proprio recentemente ha omaggiato il mondo del football americano in un servizio fotografico anch'esso caratterizzato da sfondi quasi neutri in grado di esaltare il suo corpo e i suoi muscoli scolpiti.

Immagini: [1] [2] [3] [4]


Ecco i finalisti di Mister Gay Italia 2014

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Tutto è già pronto per la finale di Mister Gay Italia 2014 che si terrà domani, venerdì 22 agosto, presso il Mamamia di Torre del Lago. A contendersi l'agognata fascia fascia ci saranno undici ragazzi selezionati in tutta Italia. Sul palco incontreremo così Francesco De Carlo (Puglia), Simone Saverna (Emilia-Romagna), Nicola Bertoli (Toscana), Gianluca Perazzi Boato (Friuli-Venezia Giulia), Mirko Mirto (Lombardia), Marco Porcelli (Campania), Alessandro Dei Agnoli (Veneto), Fabio Panzarella (Emilia-Romagna), Matteo Alciati (Piemonte), Arziom Cristofaro (Puglia) e Marco Fantini (Liguria).
I ragazzi dovranno sfidarsi attraverso cinque prove: tre sfilate (in costume, casual ed eleganti), una prova di abilità in cui, suddivisi in squadre, dovranno montare un mobile in un tempo stabilito e una prova di cultura generale che li vedrà chiamati a conoscere i maggiori personaggi della storia del movimento omosessuale italiano e internazionale.
Nel corso della serata ci sarà anche l’elezione di Mister Gay Italia Social(e), un premio attribuito al finalista che dimostrerà più di altri consapevolezza e partecipazione alle battaglie per i diritti delle persone lgbt.
La giuria sarà composta da Carlo Gabardini, Franco Grillini, Gianmarco Romanini (vice sindaco di Viareggio) e Alessio Cuvello (Mister Gay Italia 2012). La serata sarà presentata da Paolo Tuci e dalla drag La Wanda Gastrica.

Immagini: [1] [2] [3] [4] [5] [6] [7] [8] [9] [10] [11] - Via: Gay.it


I cristiani europei si sentono discriminati perché non possono discriminare

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L'Osservatorio sull'Intolleranza e la Discriminazione contro i Cristiani è una realtà che annualmente redirige un report sui casi di discriminazione a cui i cristiani europei sarebbero sottoposti in Europa.
Nella premessa del report 2013 si precisa come «una comunità religiosa è in possesso di privilegi per ragioni storiche, ma ciò non significa che gli altri siano discriminati finché i loro diritti sanciti siano protetti. In una certa misura il ritiro dei privilegi dal cristianesimo costituisce una rottura innaturale con la storia e l'identità, rappresentando un'espressione di ostilità. Questa ostilità non finisce con la rimozione dei privilegi, ma provoca emarginazione ed esclusione sociale e conduce alla negazione dei diritti dei cristiani. È in gioco la parità dei diritti per i cristiani». Ed ancora: «Alcuni governi e attori della società civile lavorano nel senso dell'esclusione anziché dell'accoglienza».
Interessante è che a dirlo siano gli stessi gruppi che stanno conducendo una strenua lotta nei confronti del riconoscimento dei diritti gay, spesso accusando la comunità lgbt di vittimismo o lamentando una presunta volontà di avere dei privilegi attraverso l'approvazione di leggi contro l'omofobia. Ma l'impressione che ci siano due pesi e due misure non finisce certo qui. Ad esempio nell'elenco dei «crimini d'odio commessi contro i cristiani» compare anche una voce in cui si lamenta che «Nell'edizione di gennaio del giornale diocesano, il vescovo di Triste ha pubblicato un articolo sugli insegnamenti della Chiesa riguardo all'omosessualità. A causa di questo il 12 di gennaio circa duecento attivisti omosessuali hanno manifestato davanti alla sua casa costringendolo a non uscire per tutto il pomeriggio». Fermo restando che è facile presumere non si sia trattato di sequestro di persona e che la decisione di non uscire dalla sede vescovile fosse del religioso, pare che il diritto all'opinione e alla manifestazione valga solo per una parte. Così come ribadito anche più avanti quando il documento sostiene che «sui temi moralmente controversi come l'aborto o l'omosessualità, dev'essere sempre rispettata la libertà di coscienza». Inutile a dirsi, a rendere «moralmente controversi» tali temi sono i medesimi che vorrebbero diritto di poter esimersi dal rispetto delle leggi sulla base del propri convincimenti (ovviamente mentre le opinioni opposte non avrebbero il medesimo diritto, considerato come ci si propaga come giudici e beneficiari delle proprie scelte).


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Il presidente dell'Uganda ha formato una legge che criminalizza la trasmissione dell'HIV

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Dopo aver firmato il progetto di legge che aveva introdotto l'ergastolo per i gay (poi invalidata dalla Corte Costituzionale), il presidente ugandese Yoweri Museveni ha ora firmato una nuova legge che introduce la criminalizzare della trasmissione dell'HIV. La norma prevede una pena detentiva di dieci anni per la «trasmissione intenzionale del virus HIV» e cinque anni per la «tenta trasmissione del virus HIV». Sarà anche introdotto l'obbligo di sottoporsi a test decisi dai tribunali anche senza il consenso del diretto interessato.
Nonostante i documenti ufficiali riportino la data del 31 luglio, in Uganda non è raro che tali atti vengano retrodati e c'è da ipotizzare che la firma presidenziale sia stata apposta in questi giorni. La norma venne approvata dal Parlamento il 13 maggio scorso.
Gli attivisti temono che la normativa possa risultare controproducente, rendendo più difficile l'accesso alle cure da parte di persone affette da HIV.
Il coordinatore di US Global AIDS ha sottolineato come «negli ultimi 30 anni abbiamo più assistito allo stigma, alla discriminazione e alla paura, con tutte le politiche sbagliate che derivano da esse e che finiscono con l'alimentare ulteriormente l'epidemia attraverso la dissuasione di chi ha più necessità di accedere alle cure o alla prevenzione». La legge, infatti, assomiglia molte a leggi introdotte negli Stati Uniti in anni passate e poi abrogate una volta costatata la loro inefficacia. Asia Russell, un avvocato con l'organizzazione statunitense Gap Salute (con sede nella capitale ugandese di Kampala) ha aggiunto: «La criminalizzazione dell'HIV non funziona. Si spingono le persone lontano dai servizi e si contribuisce solo a far crescere discriminazione e paura».