I volti della Naked Issue 2015 di Attitude

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Oltre 30 ragazzi si sono spogliati per dar vita alle oltre 100 pagine che compongono la nuova naked issue di Attitude, finalizzata a sensibilizzare e promuovere il sesso sicuro attraverso l'uso del profilattico.
Come consuetudine la rivista inglese permetterà ai proprio lettori di scegliere tra cinque copertine diverse, ciascuna dedicata ad un grande volto del panorama inglese.
Ci siamo già occupati di quella dedicata a Duncan James, il cantante dei Blue che fece coming out nel lontano 2009. Tra gli altri protagonisti c'è Charlie King, star del reality The Only Way Is Essex che ha fatto coming coming out lo scorso ottobre nel corso di This Morning, e Davood Ghadami, star della soap opera inglese Eastenders.
Un'altra opzione è fornita da James Hill, un concorrente di The Apprentice che ha lottato per otto settimane prima della sua eliminazione, così come anche l'imprenditore gay Sanjay Sood-Smith ha partecipato a quel programma per oltre dieci settimane (ottenendo anche lui una cover e la possibilità di parlare dell'omofobia nel mondo degli affari).

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Duncan James nudo su Attitude

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Duncan James è tornato a spogliarsi sulle pagine di Attitude. Il cantante dei Blue ha infatti accettato l'invito della rivista inglese a prendere parte alla loro tradizionale naked issue, un'edizione speciale finalizzata alla raccolta di fondi per la lotta all'HIV.
Nell'intervista che accompagna il servizio fotografico, Duncan ha parlato di paternità e famiglia, nonché dell'importanza di proteggersi durante i rapporti sessuali a rischio. Nel 2009 si dichiarò bisessuale, salvo poi precisare di essere gay. In un'intervista rilasciata a Gay Star News ha spiegato: «Sono un ragazzo omosessuale. Mi piacciono gli uomini, e questo mi rende gay. Non fraintendetemi, credo che uno possa essere bisessuale. Quando mi definirono "bisessuale", lì per lì, fu molto più facile grazie proprio a quella parola. Ora mi definisco gay».

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Eurispes. Gli italiani si dicono contrari ai matrimoni gay, ma vogliono la prostituzione legale

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La fotografia scattata dall'Eurispes ci mostra un'italia sempre più ipocrita e lontana dal resto d'Europa. I dati raccolti nel "Rapporto Italia 2015" mostrano come la maggior parte degli italiani sia favorevole alla tutela giuridica delle coppie di fatto indipendentemente dal sesso dei partner (64,4%) ma il 59% si dice contrario ai matrimoni omosessuali ed il 72% è contro le adozioni. La percentuale risulta in preoccupante crescita rispetto al 2014, quando le percentuali registrate erano rispettivamente del 50,7% e del 71,2%.
Questo potrebbe risultare l'effetto della propaganda moralizzatrice lanciata da chiesa ed istituzioni, pronte a sostenere che i diritti altrui possano portare alla perdita di un qualche privilegio. Eppure non è certo quella presunta morale a spingere il 65,5% della popolazione a chiedere a gran voce la legalizzazione della prostituzione.
Dal rapporto emerge anche come il 55,2% sia favorevole all'eutanasia, il 67,5% al testamento biologico, il 47,2% alla fecondazione eterologa e 49,8% all'utero in affitto.
Secondo l'Eurispes «se è vero che su alcune tematiche gli italiani si confermano, come nel recente passato, "più avanti" rispetto alle leggi che regolano o che ancora non riconoscono dignità ad alcune aree della sfera privata e della relazionalità tra individui, gli shift e le modifiche dei dati, quasi sempre di segno "regressivo", attestano una minore apertura alle nuove sensibilità, patrimonio diffuso delle società più avanzate con cui l'Italia si confronta e relaziona. Oltre quelli economici e strutturali, anche questo rischia di diventare un gap difficilmente sanabile che -prodotto delle difficoltà generate dalla crisi- contribuisce a rendere più complessa la fuoriuscita del Paese dalle tante paludi che lo avviluppano».


Francia: la Corte di Cassazione ha riconosciuto il matrimonio come un diritto fondamentale

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La Corta Costituzionale francese ha stabilito che il matrimonio è un diritto fondamentale e non può essere limitato da trattati stretti con i governi stranieri.
La decisione è giunta in seguito al ricorso presentato da Dominique e Mohammed, una coppia che si era visto negare la licenza matrimoniale dai funzionari città di Chambery comunicarono a causa delle origini marocchine di uno degli sposi. Il Marocco, infatti, è una delle undici nazioni che non riconoscono il matrimonio omosessuale e che hanno redatto dei trattati vincolanti per i funzionari francesi con cui si impedisce l'accoglimento di richieste matrimoniali con persone del proprio sesso giunte dai propri cittadini.
La coppia aveva già ottenuto due vittorie anche nei primi gradi di giudizio ed ora la Corte di Cassazione ha stabilito che tali accordi non possono essere ritenuti validi perché «ovviamente incompatibile con l'ordine pubblico».


Lotta Studentesca imbratta i muri di sette liceo romani con striscioni omofobi: «La vostra cultura è contro natura»

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«La vostra cultura è contro natura», «L'unica famiglia è quella naturale, no alle richieste della lobby omosessuale». Sono alcuni degli slogan omofobi apparsi sui muri di sette licei romani dopo l'approvazione di un registro delle coppie di fatto da parte del Comune di Roma.
Il gesto è stato rivendicato dalla sezione romana di Lotta Studentesca (Forza Nuova) che in un comunicato afferma di aver colpito gli istituti Socrate, Stendhal, Mamiani, Majorana, Pascal, Righi e Albertelli perché «con la partecipazione ed i finanziamenti della regione Lazio sono stati organizzati corsi di propaganda ed indottrinamento a favore della teoria gender».
«Dopo le deliranti teorie di sostituire mamma e papà con il genitore 1 e il genitore 2 -afferma il comunicato- prosegue la sottomissione delle istituzioni nei confronti delle lobby gay e delle teorie di genere. Non importa che le scuole cadino a pezzi, non importa che in Italia non venga praticamente più fatta ricerca, quel che conta è che ci saranno sempre fondi per finanziare teorie artificiose, ideologiche e volte a snaturare la realtà naturale. Con questi striscioni vogliamo dunque esprimere tutto il nostro dissenso verso chi non incoraggia la natalità, ma investe in teorie per cui la sessualità sarebbe qualcosa da stabilire a tavolino. Non possiamo che guardare con favore a tutte quelle iniziative, politiche e culturali, volte a promuovere la famiglia naturale e la differenza dei sessi. Noi stessi, continueremo a batterci nelle scuole su questi temi, con la volontà di diventare quella "minoranza creativa" in grado di promuovere modelli diversi da queste costruzioni abnormi».
L'attacco omofobo è avvenuto nella notte tra mercoledì e giovedì scorso e segue il blitz con cui il gruppo di estrema destra prese d'assalto il liceo Giulio Cesare per protestare contro la lettura del romanzo "Sei come sei" di Melania Mazzucco. In quell'occasione sostennero che quel testo promuovesse «modelli di vita deviati e perversi».

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L'American Family Association ha licenziato Bryan Fischer

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Per anni Bryan Fischer è stato il volto dell'American Family Association (AFA). Di destra, religioso e fortemente omofobo, era anche il direttore delle analisi dell'associazione e conduttore di un talk show radiofonico. Ed è in questa veste che Fischer non si è mai sottratto dal lanciarsi in affermazioni offensive e disinformate sulle persone omosessuali: ha sostenuto che gay hanno causato l'Olocausto, che il primo emendamento della costituzione statunitense difenda solo il cristianesimo o che la strage di Newtown del 2012 sia stata una punizione divina per i matrimoni gay.
Ora non più. L'American Family Association ha fatto sapere che l'uomo è stato rimosso dal suo incarico direttivo, diffidando chiunque a continuare a definire Fischer un loro portavoce. La causa scatenante del licenziamento pare sia il suo aver collegato il nazismo con l'omosessualità, l'ennesima tesi campata in aria che sta portando l'intera popolazione statunitense a riconoscere il fanatismo che muove l'associazione.
Pare comunque che all'uomo sarà permesso di continuare a condurre il suo programma radiofonico, ma non avrà altri ruoli associativi. L'American Family Association è elencato come un gruppo d'odio dal Southern Poverty Law Center.