Anche ad Empoli sarà possibile richiedere la trascrizione dei matrimoni gay contratti all'estero

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Anche il comune di Empoli ha deciso di aprire le porte alla trascrizione dei matrimoni gay contratti all'estero. La delibera emanata dal sindaco Brenda Barnini (in foto) ha avuto effetto immediato ed è già possibile presentare domanda presso gli uffici comunali.
«Auspico che questo nostro atto possa essere, insieme a quelli di altri Comuni che ci hanno preceduto, di stimolo per approvare al più presto una legge nazionale che estenda i diritti dei coniugi alle unioni civili fra persone dello stesso sesso», ha dichiarato Barnini.
Immediata è stata ala controffensiva lanciata dal circolo di Empoli de La Manif Pour Tous Italia che, attraverso un lungo comunicato stampa, afferma: «È gravissimo che il Comune di Empoli abbia deliberatamente scelto di procedere con una pratica illegittima e, quindi, antidemocratica. Il matrimonio è un istituto fondamentale della nostra società, previsto nella stessa Costituzione come dimensione laica di riconoscibilità della famiglia, fondata sull'unione tra un uomo e una donna». Per questo motivo l'immancabile Gianfranco Amato, presidente dei Giuristi per la Vita, parteciperà ad una riunione indetta per il 2 ottobre con lo scopo di spiegare alla popolazione come la trascrizione dei matrimoni gay contratti all'estero sia da intendersi come una minaccia per i bambini e un'apertura all'utero in affitto. Insomma, i soliti argomenti fuorvianti con cui si cercherà di alimentare la paura fra gli omofobi.
Intanto anche il Codacons scende in campo e, in merito alla lettera con cui il prefetto ha cercato di fermare la trascrizione dei matrimoni a Bologna, l'associazione ribadisce come quell'atto sia assolutamente legale e che un prefetto non possa annullare le disposizioni di un sindaco che vanno in questa direzione. A difesa della propria tesi il Codacons cita la sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo che ha riconosciuto il diritto alla vita familiare anche in favore delle coppie formate da persone dello stesso sesso.


Buonanno sulla tv russa, tra orologi sincronizzati con l'ora di Mosca e proclami anti-gay

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Sulla sua pagina Facebook lo definisce un «reportage», ma nella realtà appare più come un semplice servizio propagandistico (della durata di due minuti e mezzo) con cui un'emittente filo-governativa russa ha cercato di sostenere che l'Europarlamento riconosce la supremazia di Putin. Ad essersi prestato a tale farsa incontriamo il deputato della Lega Nord Gianluca Buonanno.
Il servizio è stato trasmesso all'interno del programma "Uomini veri" di Ntv (una controllata della Gazprom, l'azienda energetica statale a cui Putin ha assicurato il monopolio delle esportazioni di gas naturale) e mostra come nell'ufficio dell'eurodeputato campeggi l'immagine del presidente russo (poi sostituito dinnanzi alle telecamere con una nuova gigantografia del leader donatagli dall'intervistatrice).

Il commento che ha accompagnato le immagini (stando alla trascrizione proposta dal sito dell'emittente) ha del surreale:

In varie città europee si possono incontrare tantissimi fan del presidente russo e ci sono anche nella sede del Parlamento europeo. Mentre alcune persone vogliono imporre sanzioni, un funzionario italiano vuole vedere Mosca e vuole incontrare Vladimir Putin. Dopo tutto per Gianluca Buonanno il leader russo è l'incarnazione della virilità. L'italiano ha anche detto che Putin è un leader forte e un politico intelligente. Il suo ritratto occupa il posto d'onore nel suo ufficio. Buonanno è sicuro: con lui la Russia avrà grande futuro.
Per Buonanno Vladimir Putin è il politico numero uno. Chiaramente il presidente americano Obama non piace al funzionario italiano. Buonanno accusa di stupidità i politici locali.
Gianluca Buonanno, un membro del Parlamento europeo, è contro la Merkel, contro Obama, contro la pazzia dei politici europei. Gianluca Buonanno proviene dal nord d'Italia, è Sindaco di Borgosesia ed è al Parlamento europeo da pochi mesi. Indossa anche due orologi: uno indica l'ora locale, l'altro quella di Mosca. La sua idea principale è che la Russia sia amica, non nemica. Ma in Parlamento sembrava nessuno lo voglia sentire.

Tra le poche parole farfugliate dal leghista davanti ai microfoni, l'eurodeputato si è affrettato ad esprimere la sua piena piena approvazione delle norme anti gay russe. «I don't like the homosexuals», dice in un inglese stentato. E poi, mentre la voce narrante copre le sue parole, aggiunge: «Homosexuals ok, but in own house. Finish». Insomma, non gli piacciono gli omosessuali e i gay devono restare chiusi nelle proprie case (dove forse è rinchiuso da tempo anche i suo professore d'inglese, ndr).
A seguito del servizio, Buonanno ha poi deciso di rimarcare la sua posizione filo-russa e di è presentato in parlamento indossando una maglietta che chiedeva di non sanzionare la Russia (ottenendo nuovamente l'attenzione di Ntv, anche se la descrizione lo identifica erroneamente come un «deputato francese»). Con il cattivo gusto che lo contraddistingue, Buonanno si è poi mostrato fiero in una fotografia che lo ritrae così vestito mentre rivolge il dito medio al parlamento. Insomma, l'ennesima umiliazione dell'Italia in sede europea.

Clicca qui per guardare il servizio trasmesso da Ntv


Renzi ha rimandato di mille giorni la legge sulle civil partnership (ed ha accolto Gitti fra le proprie fila)

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Matteo Renzi aveva promesso una legge sulle civil partnership entro 100 giorni dal suo insediamento, poi entro settembre. A luglio aveva rassicurato i cattolici ed ora annuncia: «Al termine dei mille giorni ci sarà una legge sui diritti civili, perché non è pensabile che questo tema torni ad essere argomento di discussione politica».
Insomma, bisognerà attendere più di tre anni e mezzo prima che se ne riparli o, com'è più probabile, prima che il governo cada o si ricorra ad una nuova scusa per rimandare la questione.
Ed intanto il Pd ha accolto fra le proprie file Gregiorio Gitti, l'ex parlamentare di Scelta Civica noto come autore del subementamento che nel settembre del 2013 svuotò di ogni significato la proposta di legge contro l'omofobia, esonerando dal suo rispetto le associazione, i partiti e le confessioni religiose. «Continuerò il mio impegno parlamentare nell'area politica che riconosco come la più in sintonia con i miei principi e ideali», dice Gitti. E forse non ha tutti i torni nel riconoscersi in un Pd ssempre più schiavo di Alfano e del Vaticano.

«Unioni civili entro 1000 giorni? Non gli crediamo: il premier si sta prendendo gioco di noi -tuona Flavio Romani, presidente nazionale di Arcigay- I continui rinvii e le promesse da marinaio sono una pratica intollerabile per un Primo Ministro, una modalità imbarazzante e poco seria con cui Renzi si prende gioco delle vite di milioni di cittadini e cittadine. Aveva annunciato una legge sulle unioni civili a settembre e oggi scopriamo che quel settembre durerà 1000 giorni, ammesso e non concesso che il suo governo arrivi a quella scadenza. Renzi sacrifica i diritti delle persone lgbt sull'altare delle larghe intese e abusando della sua doppia veste di capo del governo e segretario di partito tenta di paralizzare il lavoro parlamentare, facendosi beffe contemporaneamente di noi, delle regole della nostra democrazia e delle insistenti sollecitazioni delle supreme corti. Le persone gay e lesbiche, che come tutte le altre contribuiscono con il proprio lavoro e le proprie tasse a mantenere a galla questo paese malandato, non meritano questa ennesima presa per i fondelli. Se Renzi intende procrastinare la piena cittadinanza di queste persone, le sollevi per tutto il tempo di questa attesa dal pagamento di tasse e tributi. Oppure liberi il potere legislativo dalle sue continue e ormai inaccettabili invasioni di campo, permettendo l'approvazione di un disegno di legge che da troppo tempo attende il via libera».


La polizia egiziana ha iniziato ad utilizzare Grindr per cercare di localizzare ed identificare i gay

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In Egitto l'omosessualità non è reato ma, con frequenza sempre crescente, le autorità continuano a perpetrare arresti sulla base di una generica norma contro «la dissolutezza e l'immoralità». Le pene previste vanno da semplici multe sino a 17 anni di carcere (in alcuni casi anche con la condanna ai lavori forzati).
L'ultimo allarme lanciato dalla comunità lgbt locale vedrebbe le autorità egiziane impegnate ad utilizzare applicazioni come Grindr al fine di localizzare i gay che vivono nel paese.
Un testimone interpellato da France 24 dice: «Nel clima attuale non ho più il coraggio di utilizzare applicazioni che mi permettano di incontrare qualcuno. Agenti di polizia in borghese utilizzano quelle applicazioni per dare appuntamenti ai gay nei caffè. È una trappola». Un'altra fonte anonima aggiunge: «Negli ultimi mesi ci sono stati numerosi arresti legati a queste applicazioni. Stanno usando la tecnologia per scovare la nostra posizione».
La tesi viene stata avvalorata anche dal sito internet Gay Egypt, il quale ha dato ampio spazio a numerosi appelli per invitare la comunità gay locale a non utilizzare applicazioni e siti di incontro.
Dall'ottobre 2013 si stima che circa 77 persone lgbt siano state arrestate dalla polizia egiziana per aver frequentato luoghi di ritrovo o feste gay. Dal canto suo Grindr ha recentemente disabilitato l'utilizzo dei dati di geolocalizzazione in alcuni Paesi, tra cui l'Egitto, proprio per evitare che gli utenti possano essere localizzati e perseguitati sulla base del loro orientamento sessuale.


Un politico del Kazakistan vuole identificare (e punire) i gay attraverso un esame del sangue

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La potente lobby anti-gay del Kazakistan ha chiesto al governo l'approvazione di una legge di stampo russo contro la cosiddetta «propaganda omosessuale» e la reintroduzione nel codice penale del reato di sodomia. Ma il solito proclamo omofobo rischia di rasentare il ridicolo dopo l'appoggio ricevuto l'appoggio di Dauren Babamuratov, alla guida del movimento nazionale Bolashak, pronto a sostenere che: «Penso che sia molto facile per identificare una persona omosessuale dal suo DNA. Un esame del sangue può mostrare la presenza di degenerazione in una persona».
Non pago della sua "teoria" riguardo alla possibilità di identificare i gay attraverso esami clinici, Babamuratov denuncia come la popolazione lgbt ostenterebbe il proprio orientamento sessuale: «Si possono vedere un sacco di persone nei centri commerciali della città e in altri luoghi pubblici -dice- questi sono i giovani in pantaloni colorati». Insomma, un semplice pantalone colorato sarebbe indice di omosessualità e un criterio più che sufficiente per alimentare odio verso chi li indossa. Da qui l'attacco: «Purtroppo la soppressione delle attività della comunità lgbt è estremamente difficile in Kazakistan , perché non c'è legge nel nostro paese che vieta questo tipo di attività, cioè la promozione dell'omosessualità».
La vita dei gay nel paese è difficile data la diffusa omofobia, tant'è che la giornalista Zhanar Sekerbayeva ha replicato: «Non c'è nessun alcuna propaganda gay in Kazakistan, ma c'è l'omofobia. La comunità lgbt non è un'invenzione dell'Occidente, i sono molto più tradizionali rispetto agli eterosessuali. Le persone lgbt sono sempre state lì fin dai tempi antichi: dall'antica Roma alla Grecia. È solo che l'atteggiamento verso di loro era diversa».


Esasperazione

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Esasperazione. È probabilmente questo il termine che meglio descrive la situazione. Se non altro forse ora comprendo meglio quali sentimenti possa provare una vittima di bullismo. Alla fine la violenza è sufficientemente lieve perché nessuno se ne curi, ma la costanza è tale per cui ti colpisce. E, soprattutto, non si vedono vie d'uscita.
Nel mio caso li ho conosciuti anni fa. Avevano chiesto il mio auto per lanciare il loro sito ed io avevo accettato con entusiasmo. Passato qualche tempo, però, li ho sentiti citare in tv per un articolo che avevo scritto io: un semplice confronto era sufficiente per capire che si erano limitati a cambiare il nome dell'autore e a godersi la visibilità ottenuta. Ma quello era solo l'inizio dell'incubo: credevo sarebbe bastato chiedere la rimozione dei contenuti copiati per chiudere la vicenza, ma quella richiesta ha forse accesso la loro voglia di vendetta. Da lì è iniziato uso sempre incontrollato di ciò che non era loro. Più chiedevi di smettere, più continuavano. Con violenza ed arroganza.
Da allora sono passati più di due anni e nulla è cambiato (nella gallery, giusto per intenderci, ci sono solo alcuni esempi presi negli ultimi giorni). Certo, una volta le uniche differenze nel materiale pubblicato riguardavano finte accuse di stupro inventate di sana pianta, ora qualche parola in più viene modificata. Ma ciò non cambia che simili somiglianze non possono certo essere considerate casuali.
Ho provato a scrivergli, ma non ho ottenuto nulla. Ho provato a commentare, ma i commenti sono stati modificati ed utilizzati a fini diffamatori. Ho chiesto il diritto di replica garantito dalla legge, ma mi è stato negato. Ho provato a parlarne sul mio blog, ma sono finito col fargli pubblicità gratuita. Mi sono rivolto alla polizia postale, ma ho ottenuto solo silenzio. Ho contattato un avvocato, ma il preventivo era tutt'altro che accessibile.
In fondo per chi non c'è dentro sono tutti fatti da poco, scaramucce da blogger. Ma l'impotenza dinnanzi al sopruso e alla costanza degli attacchi finiscono per lasciare il segno, soprattutto quando non si intravedono via di fuga. Ed è così che ogni santo giorno torni a casa e guardi cosa hanno preso, leggi e guardi quale realtà hanno distorto... insomma, sai che capiterà e non sai come evitarlo. Ed intanto te li immagini lì a ridere compiaciuti.
A nessuno frega nulla di chi ha scritto un articolo o della presenza di inesattezze, basta che sia lì. Sei tu che hai lavorato per scovare, elaborare ed argomentare dei testi e vorresti gli fosse garantito un minimo di dignità o, quantomeno, che ne sia citata la fonte. Vederli battuti lì tra pubblicità porno e vendite di sex-toys non fa certo piacere. E non fa piacere neppure vedere che associazioni nazionali o vari attivisti gli diano credito perché a loro poco importa dell'origine di quelle pagine.
Quello che faccio lo faccio per passione. Non mi paga nessuno e i sacrifici sono tanti. Quale gratificazione può dunque giungere dal vedere altre persone lodate per il proprio lavoro? E allora che fare? Devi chiudere il tutto per evitare che vadano avanti? Devi rassegnarti a vederli mentre si crogiolano fra i benefici derivanti dal tuo lavoro? Alla fine il risultato è sempre quello: sei tu che devi rinunciare a qualcosa perché qualcun altro ha deciso che per lui tu non sei altro che carne da macello.
Certo, a me hanno portato via solo l'entusiasmo di un progetto che ho curato e coccolato per quasi dieci anni, alcuni ragazzi sono privati della voglia di vivere. Lo so, il paragone è quasi indegno. Ma alla fine alla base del bullismo c'è questo: il divertirsi a portare all'esasperazione l'altro, mentre il mondo continua a girare nell'indifferenza.

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