Italia: Paese di versatili
Pubblicato il 01 giugno 2009
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![]() Ieri vi ho parlato di una statistica statunitense che fotografava il rapporto fra gay attivi e passivi nel paese, sottolineando come in numerose città il numero di passivi fosse eccezionalmente maggiore a quello degli attivi, con tutte le problematiche di difficoltà nel reperire un partner sessualmente compatibile che ne conseguono. Ma qual è la situazione in Italia? Ho voluto provare ad utilizzare lo stesso sistema adottato negli Stati Uniti, provando così ad analizzare i profili degli iscritti ad un servizio di incontri online. Spulciando oltre 28.000 profili presenti sul sito Gay Romeo (includendo solo gli iscritti che si sono dichiarati gay e che hanno specificato le loro preferenze sessuali), la fotografia che se ne ricava è radicalmente diversa da quella d'oltreoceano. Il sito preso in esame permette di autoclassificarsi in cinque categorie: passivi, preferibilmente passivi, versatili, preferibilmente attivi e attivi. Da nord a sud quasi la metà dei profili si inserisce nella categoria versatili. Le altre categorie, però, non risultano particolarmente sbilanciate e la percentuale di di passivi è molto simile a quella degli attivi, così come quella dei preferibilmente passivi si avvicina a quella dei preferibilmente attivi. Ecco i dati regione per regione (in alcune aree i dati sono poco significativi perché il numero di iscritti in quella zona geografica è troppo bassa per avere un qualsiasi valore statistico):
Per gioco ho provato a dividere tutti i dati in due sole categorie: attivi e passivi. Per farlo ho considerato i versatili al 50% attivi e al 50% passivi, così come chi è preferibilmente passivo è stato contato al 75% passivo e al 25% attivo con la stessa logica applicata anche ai "preferibilmente attivi". Anche in questo caso in tutte le regioni italiane ne scaturisce un ottimo equiliberio vicino al 50% (il dato più sbilanciato è quello del Molise ma il basso numero di iscritti in quell'area ne giustifica un valore non attendibile). Il dato su scala nazionale è del 50,15% di passivi contro il 49,85% di attivi. Ecco i dati regione per regione:
Un dato curioso riguarda l'età: in Lombardia, ad esempio, il numero di passivi fra i 18 e i 24 anni supera del 7% quello degli attivi; percentuale che si ribalta negli over 45 dove si conta il 6% in più di attivi rispetto ai passivi. Nel resto d'Italia i dati non sono molto dissimili con i passivi under 24 in maggioranza del 9% in Lazio e del'8% in Sicilia contro una maggioranza degli attivi fra gli over 45 del 4% al centro e del 3% al sud. Difficile, però, trarne una conclusione: se ne potrebbe dedurre che i le nuove generazioni preferiscono un ruolo passivo, ma non è da escludersi che si tratti esclusivamente di un dato legato al numero di iscritti per ciascuna fascia d'età. |


01 giugno, 2009 20:58 - Delete
La prossima volta cercherò di provarne un po' per verificare il dato e capire se sono davvero passivi. Il tutto per il solo amore della scienza, ovviamente! :)