Licenziato perché drag queen?

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Un ragazzo campano di 34 anni aveva una doppia vita: di giorno lavorava come commesso nella provincia di Teramo mentre di notte danzava in discoteca come Drag Queen.
A suo dire, quella doppia vita gli è costata il lavoro. Secondo la ricostruzione del legale, il giovane è stato tradito da un filmato pubblicato su YouTube che avrebbe svelato la sua doppia identità al datore di lavoro. Quest'ultimo lo avrebbe così minacciato di ridicolizzarlo rendendo pubblico il filmato, costringendolo a firmare una lettera di licenziamento in cambio del suo silenzio. Poi, dopo aver firmato le dimissioni, ci ripensa e le ritira ma scatta il licenziamento per aver violati gli "obblighi di correttezza e dirittura morale".
L'azienda, dal canto suo, nega tutte le accuse e ribatte che il motivo è tutt'altro: il ragazzo sarebbe infatti andato a ballare in discoteca durante un periodo di malattia ed il fatto che fosse vestito in abiti femminili è del tutto irrilevante ai fini del licenziamento.
Il 34enne ha confermato di aver ottenuto un mese di malattia in seguito a un incidente stradale, ma sostiene di essere andato a ballare in discoteca fuori dall'orario di reperibilità.
Al momento, dunque, non è possibile sapere quale delle due versioni sia quella reale e se si abbia avuto a che fare con un caso di discriminazione e ricatto o con un licenziamento legato all'abuso della malattia. Se il caso arriverà in tribunale, sarà un giudice a tentare di far chiarezza sugli avvenimenti.
3 commenti
loran
12 gennaio 2010 11:45 - Delete
Tutte e due le tesi del datore di lavoro non reggono ed è evidente il licenziamento senza validi motivi.
Patrizia P.
20 gennaio 2010 21:16 - Delete
scusate ma cosa c'entra l'orario di rintracciabilità?
Mia madre quando lavorava per motivi di salute ha chiesto spesso giorni di malattia,ma non sapevamo quando passasse il medico...
Se uno non va a lavorare perchè malato deve stare a casa e non andare a ballare.
Red
21 gennaio 2010 03:09 - Delete
Anche a me non convince molto la cosa (insomma, se vado a ballare di solito riesco anche ad andare al lavoro). L'unica ipotesi che mi viene in mente è che la malattia rendesse impossibile lo svolgimento della mansione lavorativa ma non impedisse altre attività (un po' come quando viene prescritto il 2riposo" lontano dallo stress lavorativo, che non significa necessariamente lo stare chiusi in casa). Mah... staremo a vedere.

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