Usa: incostituzionale il «Don't ask, don't tell»

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Laddove le proteste degli attivisti e le promesse presidenziali non sono riusciti a portare l'esercito ad un cambio di rotta nelle loro politiche verso gli omosessuali, è stato un tribunale a smuovere le acque. Il Tribunale d'appello della California, infatti, ha sancito l'incostituzionalità del divieto per i cittadini statunitensi di entrare a prestare servizio nell'esercito se dichiaratamente omosessuali.
La legge vigente dal 1993, chiamata "Don't ask, don't tell", era nata sotto la prima amministrazione Clinton e prevedeva la possibilità per i gay di entrare a far parte dell'esercito a patto che la loro omosessualità fosse tenuta nascosta. Se un lato è evidente una componente discriminatoria della norma, dall'altro si era trattata una vittoria per Clinton che era riuscito a far accertare all'esercito una seppur minima apertura verso la comunità gay.
Ora il verdetto del giudice Virginia Philips (di area democratica) sancisce che una simile legge non è compatibile con la costituzione americana (che garantisce a chiunque la libertà di espressione) e pertanto non è applicabile.
1 commento
Davide
13 settembre 2010 21:31 - Delete
Il fatto che le ultime due vittorie della comunità lgbt americana (i gay nell'esercito ed il matrimonio in California) siano una conseguenza di una sentenza di tribunale e non di leggi mi mette un po' di amarezza.
Considerato che tutte le proteste e le manifestazioni erano state ignorate, sembra quasi che anche là la politica sia diventata qualcosa che vive a sé, incurante dei bisogni dei cittadini ed incurante delle leggi vigenti...

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