Archivio: febbraio 2010

Thyago Alves

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Thyago Alves nasce il 30 giugno 1975 a Goiania (Brasile) e cresce in un piccolo paesino vicino Brasilia. La sua bravura nello sport e le sue doti calcistiche gli fecero presagire un futuro da calciatore professionista e, proprio per provare a seguire quella strada, decide di lasciare il paese natio.
All'età di 18 anni, però, viene scoperto da un talent scout di modelli che nota la sua bellezza fisica più che le sue doti sportive: si apre per lui una nuova possibilità di carriera che Thyago decide di provare a percorrere. Inizia così a lavorare per un'importante agenzia di Milanoed iniziano le sue collaborazioni su passerelle di stilisti come Versace ed Armani. Posa anche per fotografi di fama mondiale come Christopher Rihet, Steven Meisel, Mario Testino, Tom Munro, Ellen von Unwerth, Aldo Fallai, Gianpaolo Barbieri e Michael Roberts.
Nel 2008 deide di provare ad intraprendere anche la carriera cinematografica, ottenendo una parte nel film "Il compleanno" di Marco Filiberti.
Nel 2009 viene invitato come ospite alla terza serata del Festival di Sanramo, condotto quell'anno da Paolo Bonolis e Luca Laurenti.

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Ofer Shechter

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Ofer Shechter nasce l'8 aprile 1981 a Hadar Am (Israele). All'età di 7 anni prende parte alla sua prima pubblicità televisiva ed inizia a studiare recitazione fino agli anni dell'università. Presta servizio militare a Gadna e, finito il periodo di leva, torna a studiare recitazione teatrale e prende parta ad un programma televisivo per ragazzi dal titolo "Exit".
Nel 20076 inizia a lavorare al fianco di Yehuda Levi nella telenovela "Champions" (האלופה). L'anno successivo prende parte alla seconda stagione di "'Til the Wedding" (עד החתונה) dove interpreta il ruolo di un gay. Quest'ultima serie ha avuto un eco internazionale ed alcuni appassionati hanno anche pensato di pubblicare su YouTube alcune puntate sottotitolate in inglese (Clicca qui per visualizzare il canale).
Negli anni successivi continua a recitare in "Champions", affiancando anche lavori da modello. A fine 2009 ha iniziato a recitare anche nella serie "Noah's Ark" nel ruolo di Ronnie.

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La dimensione media del pene è diminuita del 10% in sessant'anni

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Un'equipe del Centro regionale di crioconservazione dei gameti maschili dell'università degli Studi di Padova ha condotto un singola studio. Righello alla mano, ha misurato il pene a 2.123 diciottenni veneti con lo scopo di tracciare una statistica sull'evoluzione di quelle misure nel corso del tempo.
Il risultato è stato poco gratificante: gli studi hanno evidenziato come negli ultimi sessant'anni sia cresciuta l'altezza media (negli uomini attualmente è risultata essere 1,79 metri) e l'obesità (rilevata nella misura di un ragazzo su quattro). Allo stesso tempo la misura media del pene si è ridotta di quasi il 10% rispetto a sessant'anni fa e dell'1% rispetto al 2001. Il calcolo è stato fatto sul pene a riposo, risultando in base al campione esaminato di 8,9 centimetri contro i 9,7 di media del 1950. Lo studio ha rilevato anche un aumento dei casi di "micropene" (ossia con dimensioni inferiori ai 5 cm a riposo) riscontrati nel 3,5% dei ragazzi presi in esame.
L'equipe ipotizza che la causa di questa diminuzione delle misure sia da imputare all'inquinamento ambientale con i suoi effetti anti-androgenici legati a diossine, pesticidi, metalli pesanti, additivi di plastiche, vernici e materiali tossici liberati dai detergenti.
La riduzione degli androgeni nell'organismo, i cui effetti negativi sullo sviluppo del pene iniziano già in fase embrionale per proseguire fino alla fine dell'età dello sviluppo, sono legati anche allo sviluppo di tumori e all'aumento della sterilità. Aspetti, quest'ultimi, non di poco rilievo: non a caso gli studiosi sottolineano che il problema non sia di per sé nella diminuzione delle dimensioni del pene ma la diminuzione della capacità sessuale delle nuove generazioni.

Via Gay.it


Michael Camiloto

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Michael Camiloto nasce il 2 dicembre 1985 a Vargeão in Brasile. La sua carriera da modello ha inizio all'età di 20 anni quando firma un contratto con l'agenzia Next Management. Ben presto inizia a sfilare tra Milano e Parigi per marchi importanti come Alessando Dell'Acqua, Dolce & Gabbana e Louis Vuitton.
Il successo vero e proprio arriva nel 2006 quando viene scelto per rappresentare Gucci nella campagna pubblicitaria dell'azienda: le foto del suo volto fanno così il giro del mondo.
Nel gennaio dello stesso anno sfila a Milano per Calvin Klein, DSquared2, Etro, Moschino e Versace e compare nell'editoriale della rivista "L'Uomo Vogue" con alcuni scatti realizzati da Greg Kadel. L'anno successivo torna sulle passerelle di Milano per Dolce & Gabbana, Versace, Vivienne Westwood e Valentino. Appare anche nel catalogo di H&M di quell'anno.

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Simone Bolelli

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Simone Bolelli nasce a Bologna l'8 ottobre 1985. Tennista professionista, è allenato dall'ex-tennista Claudio Pistolesi. Nel febbraio 2009 ha raggiunto il suo miglior piazzamento classificandosi al numero 36 nella classifica ATP (il numero 2 italiano, dietro ad Andreas Seppi). Nel doppio si è classificato 154°.
Il suo gioco è veloce e moderno, volto a cercare di concludere il punto con pochi colpi senza escludere salite a rete o colpi smorzati.
Insieme ad Andreas Seppi, riesce ad essere competitivo non solo sui campi da gioco in terra battuta, ma anche su altre tipologie di superfici.
Particolarmente forte nella battuta, il suo tallone d'Achille era la risposta, ma col tempo è riuscito via a via a migliorarsi da quel punto di vista.
Sul campo da gioco ha anche un atteggiamento molto pacato e misurato, senza facili esaltazioni: caratteristiche caratteriali che potrebbero rivelarsi molto utili per lui nelle partite d'alta classifica.

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Perché si dice "fare il porco"?

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E' innegabile come nella lingua italiana sia molto diffusa l'attribuzione del titolo di "maiale" o "porco" a persone che compiono gesti o dicono affermazioni a sfondo sessuale.
Contrariamente a quanto si possa pensare, l'origine di quell'espressione è legata principalmente ad una peculiarità poco nota dell'animale: quando un maiale mangia una ghianda, è incapace di accontentarsi ed immediatamente ne vuole un'altra. Questa caratteristica lo ha reso nella tradizione artistica il simbolo dell'ingordigia e del vizio. Proprio in contrapposizione a queste caratteristiche, l'icona della castità è stata spesso ritratta nell'atto di calpestare un maiale alludendo alla sua vittoria sul vizio sessuale.
Secondo gli esperti di interpretazione dei sogni, il maiale mantiene quella stessa accezione anche nel nostro inconscio. Il sognare una scrofa che allatta i suoi piccoli è simbolo di fertilità, mentre in tutti gli altri casi il sognare un maiale è simbolo di desiderio sessuale nella sua accezione più bassa di desiderio materiale ed egoistico.
Di ben altra origine, pure facendo riferimento allo stesso animale, è l'accezione che viene data all'espressione quando ad esempio si fa riferimento a qualcuno che mangia come un maiale: in tal caso l'allusione è legata esclusivamente alla sporcizia in cui quegli animali si nutrono (perlomeno nella concezione comune anche se nei fatti il maiale è di per sé un animale abbastanza pulito e fino a qualche tempo fa era costretto a vivere nello sporco più per decisione degli allevatori che per sua indole) in un contesto che nulla ha a che vedere con il precedente.


Paga 50mila euro per "curare" l'omosessualità del figlio

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La vicenda ha avuto luogo nelle Marche. Un imprenditore 49enne aveva saputo da un suo conoscente di un di un gruppo che vantava di poter curare malattie come l'aids e i tumori e di poter far diventare eterosessuali i gay. Ad avvalorare la presunta efficacia delle cure gli era stato raccontato che il Luca cantato da Povia lo scorso Sanremo era tornato etero proprio grazie alla "cure" di quel gruppo.
L'uomo, che ha un figlio 18enne gay, non ci ha pensato due volte e pur di avere un figlio eterosessuale ha deciso di provare quella strada ed è andato a conoscere il gruppo che si è poi rivelato una vera e propria setta con tanto circa 10mila adepti. Per partecipare ai loro seminari era necessario pagare e, nel caso specifico, gli erano stati chiesti 50mila euro visto che a detta del capo carismatico, quello di suo figlio era un caso particolarmente complesso. L'uomo ha prontamente pagato. Col tempo, però, si è accorto di aver affidato il figlio a persone che hanno sottoposto il ragazzo a terribili umiliazioni, cercando anche di convincerlo di aver subito delle violenze da bambino.
La procura di Bari ha aperto un fascicolo sulla vicenda, arrestando fino ad oggi undici persone accusate di truffa, esercizio abusivo della professione medita, maltrattamento di minori e violenza privata.


Le fiction e i gay che preferiscono le donne

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Ieri sera è andata in onda la settima puntata della fiction "Caterina e le sue figlie 3". Premesso che non è ancora dato sapere cosa succederà nell'ultima puntata, a molti non sarà sfuggito quello che pare ormai diventato quasi un vizio per tutte le fiction Mediaset: dopo il commissario tornato mezzo eterosessuale in "Distretto di Polizia", anche qui c'è gay decide di lasciare un uomo per una donna.
Pablo ed Enrichetto fanno la loro comparsa nella seconda stagione. Nel corso della storia i due si lasciano per poi rimettersi assieme e, nell'ultima puntata, si scopre che il padre del bambino di Eleonora è Pablo (ma non era gay?). Caterina giustamente commenta: «Neanche i gay sono più quelli di una volta!».
Nella terza stagione i due lottano per poter vedere la figlia di Pablo e, per una serie di eventi, Eleonora decide di affidare la bambina alla coppia, iniziando a convivere provvisoriamente con loro.
Due gay gay che fanno da genitori ad una bambina dev'essere sembrato un po' troppo, tant'è che ieri Pablo finisce a letto con Eleonora (ma non era gay?) e lascia Enrichetto (che per qualche motivo in una scena era a letto pure lui con una donna) per trasferirsi in Spagna con lei e la figlia.
Non so cosa succederà nella prossima puntata: nel promo si vede Pablo che va in chiesa mentre l'ex compagno gay si sta per sposare con una donna, ma stando ai fatti visti fino ad oggi si inizia a sentire puzza di una visione dei gay come di persone che sotto sotto non disdegnano affatto la compagnia femminile, anzi! Il rischio è quello che passi un messaggio che alimenti la falsa idea che un gay possa tranquillamente tornare eterosessuale, messaggio tanto dannoso per l'accettazione della comunità lgbt da parte della società quanto maggiormente compiacente a chi nel 2009 ancora ha una visione distorta dell'omosessualità come di un disordine sessuale.
Non resta che sperare che gli avvenimenti della puntata di ieri non siano solo una "sbandata" nella trama e che nell'ultima puntata i gay tornino ad essere gay.


E' tornato Iris Arcobaleno

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Per il secondo anno, Iris (un canale gratuito del gruppo Mdiaset visibile sul digitale terrestre) propone una rassegna cinematografica di film omosessuali.
La rassegna dal titolo "Iros Arcobaleno" si è aperta qualche giorno fa con i film "Saturno Contro" di Ferzan Ozpetek e "Salvare la faccia" di Alice Wu e proseguirà fino al 21 marzo, trasmettendo un totale di dieci film.
Senza nulla voler togliere all'iniziativa, è da notare che il numero di film in programma è significativamente inferiore rispetto allo scorso anno e che molti film in programma sono già stati trasmessi nelle precedente edizione.

Di seguito l'elenco dei film in programma nelle prossime settimane:

28/02/2010 "Prima che sia notte" di Julian Schnabel (2002)
"Terapia di gruppo" di Robert Altman (1987)
07/03/2010 "Eva contro Eva" di Joseph Mankiewicz (1950)
"Scandalo a Londra" di Ian Iqbal Rashid (2004)
14/03/2010 "Rent" di Chris Columbus (2005)
"Gli occhiali d'oro" di Giuliano Montaldo (1987)
21/03/2010 "Hedwig - la diva con qualcosa in più" di John Cameron Mitchell (2001)
"My summer of love" di Paul Pawlikovsky (2004)

* i due film indicati per ciascuna serata andranno in onda rispettivamente in prima e seconda serata.


I pantaloni che non lasciano nulla all'immaginazione

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La stilista Isabel Mastache è nota per i suoi abiti così bizzarri al punto che molti personaggi si sono rifiutati di indossare le sue creazioni.
Durante la settimana della moda di Madrid ha presentato la sua collezione autunno-inverno che include anche abiti a forma di coniglio, cappelli a forma di cavolo giallo e rosa e via dicendo. la collezione, però, ha suscitato alcune polemiche per un capo ben specifico: un pantalone con una protuberanza attillata che seguiva in tutto e per tutto il profilo del pene del modello (con tanto di "sballonzolio" durante la passerella).
Ora... passi qualche aderenza che lasci immaginare, vada per forme e cuciture che possano mettere in risalto quella parte, ma forse qui si esagera un po'. Sarà, ma non mi ci vedo ad andare vestito così al supermercato a fare la spesa... E voi? Indossereste mai un capo simile?

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John Paul Ospina

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John Paul Ospina nasce il 2 settembre 1980 a Vancouver (Canada). Nato in un'area di cultura prevalentemente colombiana, è cresciuto con la passione per la musica latina. Decide così di frequentare un liceo lirico presso la Antioquia University ed entra a far parte della band pop-rock El Sótano.
Nel 2003 si trasferisce a Bogotà, dove viene notato da una talent scout televisiva: due anni dopo inizierà ad essere ospite di "Mucha Música", un programma trasmesso dalla TV della città. Sempre lo stesso anno, Fashion TV lo sceglie come inviato per alcune sfilate uomo.
Nel 2006 partecipa fra 20.000 aspiranti alla selezione per il programma "Latin American Idol" (una specie di "Amici" italiano), entrando a far parte del programma. L'anno successivo torna a fare il presentatore su una televisione internazionale, iniziando a lavorare per E! Entertainment Television Latin America (l'audience raggiunto è di circa 14 milioni di telespettatori di lingua ispanica).
Nel frattempo non ha abbandonato la sua passione per la musica e con la sua band ha pubblicato nel corso degli anni svariati album.

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Le Sorelle Marinetti

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Il Festival di Saremo si è ormai concluso. Restano le polemiche e anche una richiesta del Codacons di sequestrare i tabulati del televoto per l'elezione dei tre finalisti al fine di verificare le utenze di provenienza per escludere che si tratti di utenze collegate ad agenzie specializzate. Allo stesso tempo, resta anche la scia delle esibizioni che si sono viste sul palco. Fra queste, una figura sicuramente pittoresca è stata quella delle Sorelle Marinetti che hanno accompagnato Arisa nel suo brano "Malamorenò!".
Le tre artiste sono state anche al centro di una polemica post-festival: si sono infatti rifiutate di salire sul palco in occasione della puntata speciale di "Domenica In" trasmessa proprio dal Teatro Ariston. Pippo Baudo, conduttore della trasmissione, le ha offese paragonandole alle Sorelle Bandiera e chiedendo ad una imbarazzatissima Arisa se non fosse riuscita a trovare tre donne normali per il ritornello. Dulcis in fundo, è proseguito con il suo sarcasmo fuoriluogo esordendo con un «Ma sì, che poi le sorelle sono tre uomini vero? [...] Sorelle Marinetti. Certo... Che si sono ispirate al grande Francesco Tommaso Marinetti, inventore del Marinettismo, no?« (probabilmente riferendosi a Filippo Tommaso Marinetti, inventore del Futurismo). La goccia ha fatto traboccare il vaso ed il trio ha deciso di non entrare su quel palco.

Le Sorelle Marinetti sono un trio maschile di vocalist che si esibisce en travesti. In arte Turbina, Mercuria, Scintilla al secolo sono rispettivamente Nicola Olivieri, Andrea Allione e Marco Lugli.
La loro carriera ha avuto inizio nel 2006 in uno spettacolo teatrale di Gennaro Cosmo Parlato, acquisendo poi con il tempo un ruolo autonomo.
Le tre hanno sempre rifiutato l'etichetta di drag queen, preferendo autodefinirsi (in modo decisamente autoironico) "signorine perbene" o "suffragette della musica".
Nel febbraio 2008 hanno pubblicato il loro primo CD, dal titolo "Non ce ne importa niente". Seguono le loro prime apparizioni televisive in programmi come "Stella", "Maurizio Costanzo Show" e "Markette". Nel 2009 tornano ad esibirsi in televisione presentando il brano "Il topolino al mercato" al "Chiambretti Night". Nel febbraio 2010, come già detto, hanno affiancato Arisa al 60° Festival della canzone italiana di Sanremo.

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La nascita dell'Arcigay

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Era il 9 dicembre del 1980, la cronaca aveva da poco registrato il suicidio di due ragazzi di Giarre (CT) che si erano tolti la vita dopo che la notizia del loro amore si era diffusa per tutto il paese. A Palermo nasce il primo circolo dell'Arci Gay, seguito a breve dalla nascita altri circoli che, comunque, rimasero un'emanazione della Commissione Nazionale Diritti Civili dell'Arci. Promotore dell'Arci Gay è Don Marco Bisceglia, prete cattolico dell'area del dissenso.
Nel 1982, alla presenza dei dirigenti nazionali dell'Arci, si tiene la prima riunione nazionale dei circoli Arci Gay: ancor oggi quell'appuntamento viene considerato come il primo congresso nazionale dell'associazione.
Nel 1984 i vari circoli concordano sulla necessità di consolidare e costruire una più significativa presenza sul territorio nazionale: quella necessità porterà l'anno successivo alla nascita dell'Arcigay.
Il gruppo, nato come costola dell'Arci, trasforma in un'associazione vera e propria con un direttivo, un presidente e un segretario nazionale. Il primo presidente eletto è Beppe Ramina, affiancato dal segretario Franco Grillini. La sede nazionale viene stabilita a Bologna presso il Cassero di Porta Saragozza.
In quegli anni l'associazione canalizza i suoi sforzi nella lotta e prevenzione dell'Aids e nel tentativo di combattere gli stereotipi e il razzismo attraverso la diffusione attraverso i media tradizionali di articoli ed interventi.
Nel 1989 trecento lesbiche si incontrano a Verona per discutere di impegno politico: il discorso porterà l'anno successivo alla nascita di Arcigay Donna.
Nell'aprile del 1994 l'associazione muta la sua denominazione in Arcigay Arcilesbica, inserendo nello statuto una quota del 50% di presenza negli organismi dirigenti per ambo i sessi.


Andrea Minguzzi

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Andrea Minghuzzi è il wrester che ci ha fatto sognare durante le olimpiadi del 2008. Nato il 1° febbraio 1982 a Castel San Pietro Terme, ha iniziato la sua carriera agonistica nell'U.S. Placci Bubano di Mordano. Passato al Club Atletico CISA di Faenza, viene allenato dal campione olimpico Vincenzo Maenza. Nel 2004 entra nella squadra delle Fiamme Oro, il gruppo sportivo della Polizia di Stato.
Proprio in forza a quella squadra, ha partecipato alle olimpiadi di Pechino del 2008, salendo sul gradino più alto del podio il 14 agosto 2008 dopo aver battuto in finale l'ungherese Fedor.
Inutile dire che i suoi successi a Pechino hanno attirato l'attenzione dei mass media e della gente (come spesso accade per gli sport minori che ottengono visibilità solo quando qualcuno raggiunge obiettivi di un certi rilievo), ma è innegabile che qualcun altro non sia rimasto attratto solo dai suoi risultati agonistici, ma probabilmente anche dal suo fisico possente.

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Fabrizio Moro e dj Jad si baciano a Sanremo

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E' così anche la sessantesima edizione del Festival di saremo si è conclusa. Il vincitore è Valerio Scanu, ma in finalissima sono arrivati anche Marco Mengoni e il trio Pupo-Emanuele Filiberto-Luca Canonici (con una canzone che personalmente mi meraviglio sia anche solo stata accettata al Festival e che è stata ampiamente contestata a suon di fischi durante tutta la manifestazione, ancor più dopo il ripescaggio che l'ha riportata in gara dopo l'eliminazione del primo giorno).
Ma, al di là delle eliminazioni condivise o meno, a far parlare è anche un fatto accaduto venerdì e che non è stato mostrato dalle telecamere Rai. Fabrizio Moro e dj Jad si sono scambiato un bacio sulla bocca mentre si trovavano sul palco prima dell'esibizione del cantante romano. Come già accennato, il bacio non è stato ripreso dalle telecamere ma non è sfuggito ai fotografi presenti in sala.
Si è trattato per lo più gesto affettuoso (o magari scaramantico), ma al contempo lo si può anche pensare come l'infrangimento di un tabù, quasi una conferma di come per parte della società un bacio fra due uomini non sia più un motivo di vergogna, ma qualcosa che possa essere tranquillamente scambiato anche su un palco come quello dell'Ariston.


Ewan McGregor si stupisce che qualcuno possa ancora ridere vedendo un bacio fra due uomini

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Ewan McGregor è un attore scozzese protagonista di film come "Trainspotting", i primi tre episodi di "Star Wars", "Big Fish - Le storie di una vita incredibile" e "The Island" (giusto per citarne solo alcuni).
E' anche il protagonista di "The ghost writer", il prossimo film di Roman Polanski.
Proprio per parlare di quel film, è stato ospite al programma televisivo "Good Morning America show". Durante la trasmissione, la regia ha mostrato una fotografia di un bacio gay fra lui e Jim Carry nel film "I love you Philip Morris". In sala qualcuno è scoppiato a ridere, ma l'attore ha voluto prendere in mano la situazione e, senza scomporsi, ha commentato: «Beh, ci sono solo due uomini che si baciano e... siamo nel 2010. È straordinario che per qualcuno possa essere ancora oggetto di risata».
Il integrale video dell'intervista è disponibile sul sito della ABC (l'affermazione in questione è verso il termine del filmato).


Alessandro Matri

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Alessandro Matri nasce a Sant'Angelo Lodigiano il 19 agosto 1984. Di professione calciatore, attualmente gioca come attaccante al Cagliari.
Fino alla stagione 2006-2007, era sotto contratto al Milan, ma si mise in mostra in serie C e B rispettivamente con le maglie di Lumezzane e Rimini.
A metà della stagione successiva, viene venduto al Cagliari, segnando fin dalla sua prima partita (Napoli-Cagliari che si disputò la prima giornata del campionato).
Durante la gestione della squadra da parte dell'allenatore Davide Ballardini, Alessandro venne spesso rilegato in panchina, anche grazie alla forma dell'altro attaccante Robert Acquafresca.
Anche nei due anni successivi, Matri è costretto a guardare la partita da bordo campo nella prima parte del torno, giocando sempre più spesso nel girone di ritorno.
Alessandro si è fatto conoscere non solo per i suoi meriti sportivi, ma anche per il gossip: ha infatti avuto dei flirt con più di una velina di Striscia la notizia e le immagini dei suoi appuntamenti galanti sono spesso state pubblicate dai giornali scandalistici.

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Spuntano le foto hard di Mr Gay Word

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Charl Van Den Berg è stato eletto Mr Gay Word 2010 pochi giorni fa. Come spesso accade, l'acquisita popolarità ha fatto sì che alcuni suoi scheletri nell'armadio venissero alla luce.
Già subito dopo la sua incoronazione come Mr Gay Sudafrica, Charl ha dovuto fare i conti con alcune fotografie hard e un filmato per adulti realizzati otto mesi prima della sua partecipazione al concorso. dalla Liberate Studios che lo vedevano protagonista sotto lo pseudonimo di Chad.
Tali eventi non hanno interferito con il concorso internazionale se non in un po' di inchiostro versato dalla stampa dopo che quel fatto è diventato di dominio pubblico anche su scala mondiale. I più curiosi, inoltre, hanno potuto scoprire i dettagli più intimi del vincitore grazie al profilo pubblicato sul sito della casa di produzione: si scopre, così, che Charl non è circonciso, ha un pene di 20cm di lunghezza e ricopre un ruolo attivo nel sesso.
Va anche detto che lui ha sempre parlato con grande sincerità di quell'esperienza: «Se le persone mi incontrano mi conosceranno per quello che sono davvero e non per un sito dove non sono io. [...] La pornografia è una parte integrante dello stile di vita gay, è solo che la maggior parte dei ragazzi non ha il coraggio di fare quello che ho fatto io».
La notizia parrebbe così esaurita, ma a far scalpore ancor più del fatto in sé è la presa di posizione che ha avuto l'organizzazione di Mr Gay World. «A volte nella scena gay -ha dichiarato Tore Aasheim, direttore del concorso- ci sono degli opportunisti che individuano questi ragazzi e promettono loro una vita migliore, in realtà finiscono per sfruttarli. La nostra organizzazione abbraccia tutti questi uomini che hanno trovato il coraggio di scappare dallo sfruttamento in cerca di una vita migliore». Inutile dire che questa definizione del mondo della pornografia che vede protagonisti solo vittime e lupi ha fatto storcere il naso a molti operatori del settore. Altri ancora accusano l'organizzazione di "vittimismo pubblicitario", notando anche una certa discrepanza discrepanza fra questa dichiarazione e quelle rilasciate da Charl.

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Scoperta l'origine degli occhi azzurri

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Hans Eiberg è un ricercatore danese del Dipartimento di Medicina Cellulare presso l'Università di Copenhagen. Insieme al suo team, ha concentrato i suoi ultimi studi sull'origine degli occhi di colore azzurro.
Secondo i risultati ottenuti, gli occhi cerulei hanno avuto origine fra i seimila e i diecimila anni fa. A quei tempi tutti gli uomini avevano gli occhi castani ma una qualche mutazione deve aver colpito il gene OCA2, responsabile della produzione di melanina (sostanza che determina anche il colore dell'iride) di un unico individuo.
Proprio quell'individuo, attraverso la sua progenie, avrebbe permesso la diffusione di quel colore e, al tempo stesso, ne consegue anche che tutte le persone con l'iride azzurro avrebbero un antenato comune.
Curiosa anche la teoria sostenuta dal professore sul perché di questa mutazione genetica. In natura le mutazioni sono spesso imputabili ad un qualche tipo di vantaggio per la specie e, nel caso specifico, secondo il ricercatore gli occhi azzurri avrebbero portato alla nascita di un numero maggiore di bambini. In altre parole, belli da vedere e funzionali nello stimolare atti che potenzialmente possono tramutarsi in una gravidanza (si è calcolato che in Europa una percentuale compresa fra il 20 ed il 40 per cento della popolazione ha gli occhi azzurri, percentuale molto alta se si considera che si ipotizza siano tutti discendenti di un'unica persona).


Alexandre Freitas

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Si chiama Alexandre Freitas, ha 28 anni ed è originario di Rio de Janeiro. Di professione modello, si era trasferito negli Stati Uniti a Miami Beach ma, dopo sei mesi di permanenza, ha deciso di far ritorno alla città natale in Brasile per concludere gli studi.
Nel 2007 le sue foto hanno iniziato a fare il giro del mondo anche grazie alla sua partecipazione alla campagna pubblicitaria di Mount Olympus of the Gods: gli scatti che lo ritraevano a torso nudo su di una spiaggia assolata e il suo fascino brasiliano non sono certo passati inosservati.
E' alto 187 centimetri, pesa 80 chili e porta il 42 di scarpe.

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Malawi: la polizia cerca di arrestare tutti i gay e le lesbiche del Paese

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Il giornale britannico Guardian ha pubblicato un articolo per descrivere il crescente clima di accanimento nei confronti di gay e lesbiche. Il tutto era già nell'aria da circa un anno e mezzo, ma il pretesto è stato il matrimonio fra Steven Monjeza e Tiwonge Chimbalanga (nella foto) avvenuto lo scorso dicembre. Ora i due che ora rischiano 14 anni di carcere e il governo ha messo all'ordine del giorno la discussione di nuove leggi che prevedono anche la pena di morte per alcuni reati legati ai rapporti omosessuali.
Nel frattempo la polizia è impegnata in un'ondata di arresti nei confronti di persone accusate di atti omosessuali. E' stato addirittura chiesto ai cittadini di avvisare la polizia qualora si venga a conoscenza di persone coinvolte in atti sessuali gay: chi è a conoscenza dei fatti e non dovesse sporgere denuncia rischia fino a 3 anni di carcere.
Phumĭ Mtetwa, direttore esecutivo della Lesbian and Gay Equality Project, ha denunziato come il clima che si sta instaurando in quel Paese sia una vera e propria «caccia alle streghe che nega al popolo il diritto all'autodeterminazione». Mtetwa denuncia anche come l'ondata persecutoria non sia del tutto casuale, ma piuttosto appia "pilotata" dai gruppi cristiani evangelici degli Stati Uniti.
Il sesso gay è illegale in 36 paesi africani. Solo il Sudafrica ha legalizzato il matrimonio omosessuale ma anche lì la lotta contro il fanatismo è ancora lontana dalla conclusione.


Pastore proietta film porno in chiesa: «Ecco cosa fanno i gay»

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Un pastore anglicano ugandese, noto per le sue posizioni contro i gay, ha proiettato un film porno gay in una chiesa di Kampala, con lo scopo di mostrare quelli che a suo parere sono "gli orrori di tale perversione".
I circa trecento fedeli accorsi hanno così assistito al film con i commenti del pastore che non si è risparmiato neppure un fermo immagine con tanto di spiegazione: «Qui c'è un uomo che mangia il pene di un altro uomo».
Durante i suoi discorsi, il religioso ha attaccato anche il Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, per aver messo in atto alcune norme contro la discriminazione degli omosessuali. A tal proposito ha dichiarato: «Barack, le cui origini sono africane, ha dimenticato che in Africa la sodomia è considerata un abominio?».
In Uganda esistono leggi che puniscono l'omosessualità con pene che possono arrivare anche all'ergastolo. Attualmente si sta discutendo una nuova proposta di legge che prevede anche la pena di morte per gli omosessuali sieropositivi che praticano sesso e l'arresto di chi sostiene o aiuta i gay. Proprio a tal proposito, il pastore ha dichiarato: «Speriamo che la legge passi entro il 4 aprile: sarà il regalo di Pasqua per tutti gli ugandesi».
Speriamo di no.


Spartacus: Blood and Sand

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Si chiama "Spartacus: Blood and Sand" ed è una serie televisiva che l'emittente via cavo Starz ha iniziato a trasmettere negli Stati Uniti da gennaio. La trama è incentrata sulla figura di Spartaco, il gladiatore romano, interpretato sul piccolo schermo dall'attore australiano Andy Whitfield. In un mix di romanticismo e azione (non prive di sequenza di violenza e di sesso), la serie narra le sue gesta e la sua rivolta contro la Repubblica romana nel 73 a.C.
Ai tempi le relazioni omosessuali erano all'ordine del giorno e la serie, contrariamente a quanto spesso è stato fatto da Hollywood, ha deciso di non tralasciare quest'aspetto. La presenza di scene di nudo integrale (sia maschile che femminile) e la presenza di rapporti omosessuali è uno dei motivi che ha fatto molto parlare della serie ancor prima della sua uscita. Tali discussioni sono state anche alimentate dall'annuncio di un personaggio gay, che si sarebbe scoperto solo nel corso della quarta puntata.
Da sottolineare anche il clima omoerotico che scaturisce dalle riprese e che a detta di chi ha potuto vedere i primi episodi, è simile a quello del film 300 (ossia dove la bellezza maschile è esaltata dalle forme del corpi e non necessariamente legata alle azioni compiute).

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George Leonard nudo

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George Leonard è uno dei concorrenti del Grande Fratello 10. Prima della sua eliminazione, era stato vittima di svariate prese in giro (senza neppure particolare delicatezza) dopo che Sara aveva confidato ai compagni che il "principe" era poco dotato nelle sue parti basse.
George ha ovviamente respinto quella tesi, vantandosi della sua virilità e delle sue misure, anche se in mancanza di prove dirette era difficile capire da che parte stesse la verità.
Nella puntata di lunedì di "Mai Dire Grande Fratello", la Gialappa's ha mostrato un filmato dove si vedono Carmela e George a letto insieme nella casa del Grande Fratello. I due stanno facendo sesso e, ad un certo punto, le coperte si abbassano quanto basta per poter vedere chiaramente il pene dell'ex concorrente.
In fondo al post, alcune immagini tratte proprio da quella sequenza video, dalla quale è possibile anche trarre le proprie conclusioni sulle dichiarazioni di Sara.

Immagini: [1] [2] [3]


Milano: tornano i raid e i controlli nei locali gay

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A Milano pare che l'ordine e il rigore morale siano due priorità, soprattutto quando si avvicinano le elezioni. A farne le spese, come già capitato in passato, sono le serate e i locali per gay.
Negli ultimo anni nel capoluogo lombardo si è assistito ad un vero e proprio accanimento nei confronti dei locali gay: il Binario Uno è stato chiuso, La Nuova Idea ha dovuto lasciare la sede storica, l'Illumined è stato chiuso temporaneamente così come l'Amnesia (che ospitava la serata gay Billy), l'After Line, il Plastic, l'Alcatraz, il Tocqueville e lo Shocking Club. Controlli a tappeto, invece, si sono registrati nei confronti degli avventori di locali gay-friendly come ad esempio Lelephant.
Ora sono altre due serate ad essere finite nell'occhio del ciclone: il That's All e il Taboo.
Nella notte tra venerdì e sabato scorso la serata Taboo! si stava svolgendo regolarmente presso il Black Hole di viale Umbria. Verso l'1:15 di notte sono sopraggiunte sul logo la guardia di finanza, l'Annonaria, l'Asl, i vigili del fuoco e la Siae. Una riunione al gran completo, insomma, per verificare la presenza di eventuali irregolarità strutturali con il conseguente blocco temporaneo dell'9ingresso agli avventori ed impedendo il normale svolgimento della serata (per controlli che magari sarebbero potuti essere svolti anche in orario di chiusura del locale). A quanto pare, però, non è stata riscontrata alcuna irregolarità.
Al That's All, una serata gay che si svolge da un paio d'anni, la Commissione di vigilanza si è presentata sempre nella notte fra venerdì e sabato scorso verso le 23 presso l'attuale sede al Set Club di via Massarani (zona corso Lodi). La commissione ha addirittura impedito l'apertura del locale, prendendolo in custodia per controlli. Nel frattempo l'organizzazione si è vista costretta a rimandare indietro gli avventori.
«Ormai è diventata una lotta trovare posti per fare le serate –ha dichiarato uno degli organizzatori del That's All– all'ultimo momento cambiano sempre le carte in tavola, facendoci perdere tempo e molto denaro. Anche all'Alcatraz, dove avevamo iniziato la stagione, è stata la stessa storia. Dopo il sequestro per alcuni mesi, al locale dove si svolgono regolarmente concerti con migliaia di persone, per le serate danzanti è stata concessa la capienza di 193 persone. È ridicolo!».

Via Gaynews


Bradley James

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Bradley James è nato a Devon (Inghilterra) l'11 ottobre 1983.
da bambino sognava di diventare un giocatore di calcio professionista o un attore: ben presto la vita lo porterà a realizzare proprio ques'ultimo sogno, anche se il calcio è rimasta uno dei suoi hobby preferiti.
Studia recitazione a Londra, diplomandosi presso il Drama Centre nel 2007. L'anno seguente esordisce in televisione con una parte in un episodio della serie televisiva "Lewis". Ottiene una parte anche nelle sete televisiva prodotta dalla BBC "Tre Dis/Connected", dove veste i panni di Ben Davies.
Il ruolo di maggior successo arriva sempre nel 2008, quando viene scelto come co-protagonista della serie televisiva "Merlin", anch'essa prodotta dalla BBC. Nella serie Bradley veste i panni del leggendario Re Artù, recitando al fianco di Colin Morgan che ricopre il ruolo di Merlino, il vero protagonista dei vari episodi.

Immagini: [1] [2] [3] [4] - Video: [1] [2] [3]


Spot anni '80: Pioneer Shelf Digit

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Facciamo un salto nel passato. Era il 1986: in un'epoca dove il nudo maschile non era così frequente, la Pioneer ha realizzato una pubblicità piuttosto inusuale per i tempi.
Lo spot, ambientato a New York City, mostra un uomo che scappa dalla frenesia della città, spogliandosi dei suoi abiti mentre correva per le vie cittadine. E così, dopo aver fatto intravedere il suo fondoschiena (cosa per l'appunto inusuale per quegli anni) si rifugiava in una grotta (probabilmente simbolo delle origini) dove poter ascoltare, comodamente seduto nudo su di una poltrona, il suo Pioneer Shelf Digit.
Il tutto sulle note di "Jump" dei Van Halen (brano realizzato due anni prima ed incluso nell'ultimo album del gruppo, intitolato "1984") che sicuramente è ancora nei cuori di molti nostalgici degli anni ottanta.

Clicca qui per guardare lo spot.


UE: la lotta alla discriminazione LGBT è una prerogativa per l'ingresso nell'unione

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Il 10 febbraio scorso il Parlamento Europeo ha chiesto a Croazia, Macedonia e Turchia di dimostrare un impegno anche nel garantire iniziative concrete contro la discriminazione di gay e lesbiche come prerogativa per poter la loro candidatura all'ingresso nell'unione.
I tre stati, infatti, sono stati spesso criticati per le loro politiche nei confronti della comunità lgbt. Nel 2009 la Croazia aveva vietato lo svolgimento del Zagreb Pride e non ha mantenuto la promessa di aumentare le leggi anti-discriminatorie. La Turchia, invece, ha leggi che consentono una persecuzione sistematica di gay e lesbiche e limita la loro libertà di riunirsi. In Macedonia, infine, la UE ha sollevato dubbi sulla discriminazione verso l'orientamento sessuale e l'identità di genere.
Soddisfazione è stata espressa dall'Intergruppo parlamentare per i diritti LGBT che ha vista accolta la loro richiesta di garantire la lotta alla discriminazione come previsto dall'articolo 19 della Costituzione Europea.


Kellan Lutz in mutande per Calvin Klein

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L'attore Kellan Lutz è il nuovo testimonial per l'intimo di Calvin Klein. Nato il 15 marzo 1985 a Dickinson (Stati Uniti), Kellan ha preso parte film come "Twilight". Inutile negare che il suo corpo scolpito è così appariscente da essere stato addirittura utilizzato come vero e proprio strumento di marketing per il lancio di "Twilight: New Moon" dove l'attore vestiva i panni di un vampiro.
Ora è Calvin Klein ad aver utilizzato il suo corpo per la sua nuova collezione di intimo maschile. Nella foto si vede Kellan vestito con il solo intimo in una foto in bianco e nero con una grossa "X" rossa che copre l'immagine (e che richiama il nome della linea pubblicizzata).
Sono state diffuse anche alcune foto e un video del backstage dove, se possibile, l'attore mette ancor più in risalto il suo corpo.

Immagini: [1] [2] [3] [4] [5]


Paolo Patané è in nuovo presedente dell'Arcigay

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Paolo Patané è il nuovo Presidente di Arcigay. Fino ad oggi presidente di Arcigay Sicilia, succede ad Aurelio Mancuso alla guida dell'associazione nazionale.
L'elezione ha avuto luogo nella domenica di san Valentino, al termine del XIII Congresso nazionale dell'associazione che ha avuto luogo a Perugia.
Paolo Patané è un avvocato siciliano si 43 anni. Ha due lauree ed è un militante del movimento lgbt e dell'Arcigay dal 2005. Nel 2006 ha fondato il Comitato provinciale Arcigay Catania di cui è stato Presidente. Negli anni successivi ha collaborato attivamente alla fondazione di ben altri cinque circoli a Messina, Ragusa, Siracusa, Palermo ed Agrigento. Nel 2007 è entrato nella Segreteria nazionale di Arcigay come responsabile del settore Salute.
Al suo fianco ci sarò Luca Trentini, fino ad oggi rappresentante dell'Arcigay di Brescia, che subentra a Riccardo Gottardi nel ruolo di Segretario nazionale.


Charl Van Den Berg è Mr Gay World 2010

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Charl Van Den Berg, il concorrente che rappresentava il Sud Africa, si è aggiudicato sabato ad Oslo (Norvegia) il titolo di Mr Gay World 2010.
I partecipanti erano in totale 32. Il secondo posto è stato vinto dal rappresentante di Hong Kong, seguito da quello cinese e spagnolo.
Charl Van Den Berg ha 28 anni e di professione è ristoratore in un ristorante di Città del Capo. Nel tempo libro ama uscire con gli amici e suonare la chitarra. Ama il sushi, la pasta e le bistecche.
Significativo anche il buon piazzamento per il concorrente cinese, dove la manifestazione per la sua elezione era stata bloccata dalla polizia lo scorso gennaio. Quella sarebbe dovuta essere la prima edizione della manifestazione, celebrata in un Paese dove gli omosessuali sono quotidianamente vittima di discriminazione.


Gran Bretagna: nessun calciatore presta il suo volto alla campagna anti-omofobia

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Secondo quanto riportato dall'Independent, nessun giocatore della Premier League (la serie A del calcio inglese) ha accettato di prendere parte ad uno spot contro l'omofobia per paura di essere ghettizzati o ridicolizzati.
La richiesta di partecipazione era giunta dall'agenzia che sta curando la campagna e che avrebbe voluto mostrare dei volti di calciatori noti al grande pubblico proprio per infrangere il tabù sull'omosessualità che esiste nel mondo del calcio. Un tabù che però nessun giocatore si è sentito di infrangere.
Lo spot è comunque stato realizzato anche se l'agenzia ha dovuto rivedere il formato: nella nuova versione non compare alcun volto noto e forse la credibilità stessa di uno spot che chiede di fermare l'omofobia del calcio risulta poco credibile se gli stessi giocatori si rifiutano di farsi portatori di quel messaggio.
Va anche detto che nella storia del calcio inglese, un unico giocatore ha avuto il coraggio di dichiararsi gay: si tratta di Justin Fashanu che, però, dopo il suo annuncio iniziò ad essere perseguitato e finì con il suicidarsi nel 1998.
A far sperare che i tempi siano cambiati è giunto lo scorso mese il coming out dell'ex capitano della nazionale scozzese di rugby Gareth Thomas.


In origine era il Lupercalia

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Il Lupercalia era una festa dell'antica Roma che si celebrava il 15 febbraio in onore del dio Fauno, protettore del bestiame, e per celebrare la fertilità della terra e delle donne. In quel periodo, infatti, si raggiungeva il culmine del periodo invernale, con il riposo delle terre agricole e un crescente rischio alle greggi da parte dei luoi affamati.
Fra il 492 e il 496 papa Gelasio I decise di sostituire quella festa pagana con una nuova ricorrenza legata ad un santo e, nella fattispecie a San Valentino. L'intento era quello di sostituire la festa della fertilità con una nuova festa per gli innamorati legata ad un messaggio cristiano e l'anniversario della morte di Valentino cadeva proprio in quei giorni. La data della ricorrenza venne fissata al 14 febbraio.
Sul perché di quella scelta si sa poco: c'è chi sostiene che la scelta sia ricaduta su quel santo grazie alla sua predicazione dell'amore (nel termine più ampio del termine) e il rispetto reciproco in anni in cui quei concetti erano estranei a gran parte dei cristiani stessi, altri sostengono che la scelta sia stata perlopiù casuale e motivata solo dalla contingenza di trovare un sostituto a quella festa pagana.
San Valentino si convertì al cristianesimo e venne ordinato vescovo da san Feliciano di Foligno nel 197. Nel 207 l'imperatore Claudio II tentò di convincerlo a tornare al paganesimo, ma Valentino si oppose e come contromossa cercò di convertire al cristianesimo l'imperatore stesso. I suoi sforzi furono vani e rischiò di essere giustiziato per il suo gesto anche se all'ultimo momento Claudio II decise di graziarlo. Sotto Aureliano venne nuovamente arrestato e questa volta non sfuggì alle persecuzioni dei cristiani in atto in quegli anni. Venne decapitato il 14 febbraio 269.
Nel tempo la festa assunse una connotazione maggiormente legato all'amore fra due persone anche grazie al gesto di papa Paolo II, che il 14 gennaio 1400 decise di cogliere l'occasione di quella ricorrenza per distribuire una dote alle donne nubili in modo da aumentare il numero dei matrimoni. Quel gesto creò un'associazione fra la festa di San Valentino e i matrimoni ed i fidanzamenti.


Lo spot gay-friendly di FoxLife per San Valentino

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Per festeggiare San Valentino, il canale televisivo FoxLife ha realizzato uno spot che celebra l'amore in tutte le sue forme. Si vedono coppie che si baciano, l'amore dei genitori per un figlio ma anche l'amore fra due uomini e due donne (e per non farci mancare nulla, con un po' di ironia c'è pure l'amore di un padrone per il suo cane).
Una celebrazione dell'amore, dunque, privo di preconcetti e di facili perbenismi che immediatamente ha riscosso il plauso di un numero crescente di persone (in pochi giorni questo spot sta praticamente facendo il giro di Internet).
Mi viene da dire che la naturalezza delle sequenze e la purezza dei sentimenti espressi non può che lasciare il segno, forse ancor più di spot studiati a tavolino come quello anti-omofobia realizzato dal Governo, dove il clima teso e cupo della situazione poteva creare un impulsivo gesto di rifiuto da parte degli spettatori.

Clicca qui per guardare lo spot.


Coppia gay in prima fila negli aiuti alla popolazione di Haiti

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In molti si sono indignati nel leggere la notizia dello sbarco di una crociera gay sulle coste di Haiti nell'immediato dopo-terremoto, ma fortunatamente da quelle terre arrivano anche notizie di gesti indubbiamente più nobili compiute da persone appartenenti alla comunità gay.
E' il caso di Luke Montgomery e Nate Gudias, una coppia gay americana che ha deciso di rimboccarsi le maniche e di darsi da fare in prima persona per aiutare la popolazione locale.
Rispettivamente consulente aziendale e ricercatore ambientale, hanno deciso di mettere da parte la loro carriera professionale per qualche tempo per dedicarsi a tempo pieno alla realizzazione di progetti concreti di solidarietà. Hanno ad esempio fondato il sito "Cause Commandos", attraverso il quale hanno già raccolto 10mila euro da destinare all'acquisto di medicinali e di cibo per i bambini.
I due non sono nuovi ad iniziative del genere: qualche anno fa Nate aveva fondato un orfanotrofio per bambini affetti da HIV proprio ad Haiti. Il caso vuole che quell'edificio sia miracolosamente rimasto intatto nonostante fosse nel bel mezzo di un'area colpita in pieno dal sisma.

Via Gay.it - Video: [1]


San Valentino: musei a metà prezzo anche per le coppie gay

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Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, in occasione di San Valentino, ha organizzato un'iniziativa riservata a tutte le coppie. Nelle giornate del 13 e 14 febbraio, chi si presenterà in coppia alla cassa potrà entrare nei musei, monumenti e siti archeologici statali pagando un solo biglietto.
Nell'annuncio pubblicato sul sito del Ministero si dice che l'iniziativa è rivolta a tutte le coppie e, quindi, non include implicitamente né esclude del coppie gay. A chiarire la situazione era intervenuto, nel corso del suo mandato, l'allora ministro per i Beni Culturali Buttiglione che aveva assicurato che in quell'accezione rientreranno anche le coppie gay: sarebbe bastato presentarsi in due per aver diritto allo sconto.
san Valentino potrà così diventare un'occasione per visitare a metà prezzo (ed insieme al proprio compagno o alla propria campagna) luoghi come la Galleria degli Uffizi a Firenze o il Cenacolo di Leonardo a Milano. L'elenco completo dei luoghi che aderiscono all'iniziativa è consultabile alla pagina dedicata all'evento sul sito del Ministero.


Altro giro, altro regalo

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Dopo averci deliziati con gli interventi dell'ex vescovo di Pistoia e del vescovo di Grosseto, il sito religioso Pontifex Roma è tonato a chiedere l'ennesima opinione sull'omosessualità ad un uomo di Chiesa. Da sottolineare anche la neppure troppo velata faziosità con cui il loro giornalista ha posto la domanda: «Omosessualità, che fare?».
L'intervistato questa volta è il Monsignor Odo Fusi Pecci, Vescovo Emerito di Senigallia. La sua risposta è più o meno la stessa delle precedenti interviste: «La Chiesa non ha mai discriminato questa categoria e non è giusto farlo, vanno trattati con delicatezza e misericordia e mai devono sentirsi fuori della Chiesa che li accoglie». A sottolineare come la Chiesa non abbia mai discriminato i gay giunge la sua "soluzione" al problema: «Anche gli omosessuali facciano qualche cosa per convertirsi, per cambiare stile di vita e quel disordine mentale che è alla base delle loro terribili sofferenze. Dalla malattia ci si può riprendere e loro da questo punto di vista, sono ammalati».
Complimenti per il paragone con la malattia (un concetto appartenente più al XIX secolo che ai giorni nostri) e non è del tutto chiaro di quali "terribili sofferenze" vada parlando... forse di quelle dovute alla discriminazione che derivano da parole simili alle sue.
Viene però da chiedersi se l'interesse di Pontifex Roma per l'omosessualità sia del tutto casuale, sia una crociata moderna o sia più semplicemente il tentativo di collezionare pareri che facciano notizia e che quindi portino traffico al loro sito. Chissà se faranno mai sentire anche l'opinione di chi all'interno della Chiesa la pensa diversamente, nonostante quel tipo di dichiarazioni difficilmente rimbalzano di testata in testata facendo il giro del Paese.


L'omosessualità come malattia e la Bibbia come prova empirica alla base dell'insegnamento di un professore statunitense

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Bradley Lopez è un professore di scienze umane del Fresno City College (California, Stati Uniti) ed attualmente è nell'occhio del ciclone per alcuni suoi singolari insegnamenti.
Alcuni studenti, infatti, si sono rivolti alla Aclu (American Civil Liberties Union) per denunciare alcune delle bislacche teorie che il professore cercava di insegnargli.
Secondo le loro parole, l'uomo avrebbe spiegato in aula che l'omosessualità è un disordine mentale da trattare con una terapia ed integrazioni di ormoni e che i gay sono una minaccia per l'umanità, avrebbe sostenuto che la Bibbia è una prova empirica di come la vita abbia avuto inizio attraverso la creazione e avrebbe assegnato compiti a casa sul patrimonio genetico di Gesù.
L'Aclu ha rivelato come le teorie d'odio personali dell'uomo non potessero essere materia d'insegnamento e ha sottolineato come l'uomo abbia violato la costituzione federale e statale che garantisce la separazione tra Chiesa e Stato (valida in quanto la scuola in questione è finanziata da soldi pubblici). Tali dubbi sono stati racchiusi in una lettera inviata al college che ha risposto in modo generico sostenendo di aver sempre preso in seria considerazione la politica della non discriminazione e la punizione del razzismo. Inutile dire che una simile risposta, priva di riferimenti ai provvedimenti che si vogliono prendere per quanto denunciato, rimane del tutto fine a sé stessa.


Un appello per chiedere all'Istat di contare le coppie omosessuali

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L'iniziativa è stata lanciata da Gay.it che ha deciso di lanciare una petizione per chiedere all'Istat di contare le coppie gay in occasione del censimento della popolazione del 2011.
L'intento è quello di evitare quanto accaduto nel 2001, quando il censimento non tenne conto dei rapporti d'affetto tra conviventi dello stesso sesso, equiparandoli ad esempio alle relazioni lavorative tra persone anziane e badanti.
«Questa volta -dice il testo dell'appello- non lasceremo che i nostri rapporti d'affetto vengano declassati: se la politica non vuole darci il matrimonio ponendo il nostro Paese in grave ritardo rispetto a tutti gli altri Stati europei, che almeno l'Istituto di statistica ci consideri per quello che siamo: coppie, coppie di fatto».
Nel 2004 venne fatto un nuovo censimento, ma anche questa volta i gay non vennero considerati. Il motivo era riconducibile al decreto legislativo sulla privacy approvato l'anno precedente e, quindi, il rilevare la vita sessuale di un individuo era stato letto come una violazione della tutela della privacy.
L'Istat dal canto suo ha già preso posizione, dichiarandosi pronta a fornire entro le prime settimane di marzo una risposta all'appello lanciato da Gay.it. Secondo un loro portavoce l'istituto di statistica sta attualmente valutando gli aspetti giuridico legali della richiesta, conclusi i quali, verrà fornita una «risposta chiara e coerente, senza il rischio di ambiguità«.

Clicca qui per visitare la pagina dedicata all'iniziativa.


Niente porno gay per i carcerati

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John O'Reilly è un gay dichiarato che attualmente si trova in stato di detenzione in un carcere di Dovegate, nello Staffordshire (Inghilterra). Durante il suo trasferimento da Birmingham all'attuale prigione, John si è vesto sequestrare tutte le riviste pornografiche gay che aveva con sé, sentendosi dire che in quel carcere la pornografia non era permessa.
Peccato, però, che ben presto si è accorto che quel divieto pareva valere solo per lui visto che tutti i reclusi eterosessuali leggevano senza problemi riviste pornografiche.
Alle sue proteste ha fatto seguito una dichiarazione rilasciata da un portavoce del carcere: il materiale pornografico è permesso solo dietro permesso ed è vietato se il contenuto è inappropriato o se i richiedenti stanno scontando pene per crimini di pedofilia o violenza sessuale.
Calcolando che John non risulta essere in carcere né per pedofilia né per violenze sessuali, per esclusione si deduce che quelle riviste siano state ritenute inappropriate. secondo John il motivo potrebbe nascondersi dietro la forte religiosità cristiana del direttore del carcere che, quindi, potrebbe ritenere inappropriata la pornografia per gay al contrario di quella eterosessuale dove "secondo natura" gli uomini fanno sesso con donne.


Valerio Pino

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Valerio Pino nasce a Cosenza il 13 agosto 1981. Frequenta il liceo artistico fino a diplomarsi e nel tempo libero si dedica a pallavolo, pattinaggio e judo.
Ben presto diventa ballerino, specializzandosi in svariati generi che vanno dal liscio, al latino americana e dal rock'n roll al contemporaneo. Nel 2000 fa la sua prima apparizione televisiva nel corpo di ballo della trasmissione "Sarabanda", seguita negli anni successivi da altre trasmissione Mediaset come "Buona Domenica" o "C'è posta per te". E' nel 2005, però, che raggiunge la sua massima popolarità, prendendo parte come ballerino professionista al programma "Amici di Maria de Filippi".
Valerio, però, non vede in quel successo delle reali prospettive di crescita professionale e decide di trasferirsi in Spagna per seguire in veste di coreografo il programma televisivo "Supermodelo". Sempre in Spagna partecipa anche alla versione iberica della nostra "Isola dei famosi" ("Supervivientes") e debutta anche come modello.
Parlando di quegli anni, ha dichiarato: «Volevo provare a fare una TV diversa: non presentarmi più come ballerino, inchiodato alla mia disciplina, ma mettermi alla prova come uomo. Ho perso 15 chili e ho resistito un mese e una settimana come naufrago».
Quest'anno ha fatto ritorno in Italia per partecipare nuovamente ad "Amici" sempre nelle vesti di ballerino professionista. A distanza di poche puntate dal suo ritorno nel Bel Paese perché si iniziasse a parlare di lui come di vero e proprio nuovo sex symbol della televisione italiana.

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Vodafone UK si scusa per il messaggio omofobo. Sospeso l'autore del tweet

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Vodafone UK è una società di telefonia cellulare inglese, solita utilizzare anche Twitter come metodo per comunicare e dare assistenza ai loro utenti (la loro pagina su Twitter è seguita da oltre 8.000 persone).
Qualche giorno fa, su quelle pagine è comparso un messaggio molto particolare che diceva: "VodafoneUK is fed up of dirty homo's and is going after beaver" (una frase piuttosto volgare che grossomodo significa "Vodafone UK è stufa degli sporchi gay e va a caccia di f*ga").
Alcuni avevano pensato ad un pirata informatico, ma è stata la stessa società ad ammettere responsabilità interna.
Il messaggio che non ha mancato di creare polemiche e proteste, infatti, è stato postato da un impiegato della compagnia, evidentemente in vena di schierzi di pessimo gusto. Vodafone lo ha immediatamente sospeso dal suo incario e ha immediatamente provveduto a postare su Twitter un messaggio di scuse (in taluni casi anche inviato personalmente agli utenti che si erano lamentati dell'accaduto). Il messaggio in questione dice: "Ci dispiace moltissimo. Una grave infrazione delle regole è stata commessa dal nostro staff e stiamo gestendo la cosa internamente. Per favore, continuate ad avere fiducia in noi".


Mailcol fa sesso con Giorgio nel lettone. Per finta

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Da tempo la rete è piena zeppa di illazioni sul rapporto che intercorre fra Maicol e Giorgio, due concorrenti del Grande Fratello 10. Quest'ultimo aveva anche preso le distanze dall'altro, con tanto di sfoghi nel confessionale e l'intervento della fidanzata in studio a ribadire la sue piena eterosessualità. Maicol, invece, è quasi senza dubbio innamorato anche se a tutte le domande sui suoi sentimenti ha sempre negato ciò che nei fatti sembra evidente.
La situazione di stallo fra i due non lasciava immaginare quello che è successo.
Maicol è letteralmente saltato addosso a Giorgio gridando: «Tu mi vuoi possedere in questo letto! Diglielo! Diglielo a Signorini!». E così, fra le risate di entrambi, i due hanno simulato un breve rapporto sessuale. Non è mancato neppure un gesto provocatorio di Giorgio che ha cercato di fargli annusare la sua mano dopo essersi toccato per bene le parti basse...
I due stavano evidentemente scherzando, ma c'è chi sostiene che nella casa qualche concorrente sta iniziando ad avere i primi dubbi sulla sessualità di Giorgio (non seguendo il programma, mi fido di quanto scrivono gli altri al riguardo pur senza poter dire quanto si stia sconfinando del gossip).
E intanto Mauro, anche lui presente nella stanza, chiede: «Maicol ma tu ci faresti un figlio con Giorgio?». «Certo! Anche tre o quattro...».

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Lorella Cuccarini: «Sempre stata a favore al riconoscimento delle unioni omosessuali»

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Dopo la contestazione avvenuta qualche giorno fa al Muccassassina Lorella Cuccarini è tornata a parlare di matrimoni gay. L'occasione è stata un'intervista rilasciata a "Tatami" domenica scorsa.
La show girl ha parlato di un malinteso: «Il mio era un discorso più completo ridotto ad una battuta. Io sono sempre stata a favore al riconoscimento delle unioni omosessuali, ma anche delle coppie di fatto».
Poi parla di matrimonio, cercando di far capire quale fosse il punto che a suo parere ha fatto mal interpretare le sue parole. «Ho fatto una precisazione riguardo alla mia idea di matrimonio -ha detto- perché da cattolica ho sempre dato più importanza al rito celebrato davanti a Dio che non a quello celebrato davanti al sindaco».
Ad aiutarla anche Luca Tommassini che ha dichiarato: «Io non so se Lorella ha fatto confusione o l'ha fatta il giornalista nel riportare le sue parole. Lorella è sempre stata a favore delle unioni gay, ma contraria al matrimonio, ma come può essere un matrimonio religioso tra due uomini o due donne in chiesa».
Una precisazione un po' fumosa quindi, che non ha convinto proprio tutti. Per farsi un'idea più precisa è possibile sentire le sue dichiarazioni dalla sua viva voce nel video pubblicato al termine del post.

Video: [1] [2]


Ryan Carnes fotografato da Jeff Slater

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Molti di voi si ricorderanno di Ryan Carnes per film come Eating Out o telefilm come Desperate Housewives (dove interpretava il compagno di stanza di John, nonché il ragazzo di Andrew).
Oggi l'attore è anche il protagonista di un servizio fotografico realizzato da Jeff Slater, intitolato "Sunday Morning with Ryan Carnes". L'idea è quella di fotografare un uomo durante il risveglio domenicale in tutta la sua fragilità e sensualità.
Al momento circolano per la rete solo alcune anticipazioni: l'intero servizio fotografico sarà infatti reso disponibile integralmente su iTunes la prossima settimana.

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Zanardi sospende lo sciopero della fame

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Dopo 35 giorni di digiuno, Francesco Zanardi ha interrotto il suo sciopero (iniziato il 4 gennaio scorso) volto a chiedere l'inserimento nell'agenda parlamentare di una discussione sulle unioni civili fra persone dello stesso sesso.
In una nota pubblicata ieri, Francesco denuncia il «più totale indifferenza delle istituzioni italiane. A nulla sono servite le mail degli italiani, le mie, quelle delle associazioni, persino i richiami dell'Unione Europea sono stati totalmente ignorati dai nostri politici, una classe politica sorda, che non ci rappresenta affatto».
Sul fronte estero, è fa segnalare una lettera aperta inviata al Parlamento Italiano dall'intergruppo al Parlamento europeo per i diritti lgbt e uno spazio sempre crescente dedicata dai media stranieri allo sciopero (in contrapposizione con i medi italiano che in alcuni casi hanno quasi ignorato la notizia). L'ultimo riscontro in questa direzione è l'articolo pubblicato pochi giorni fa della prestigiosa agenzia di stampa Reuters, nota per non occuparsi di fatti da loro ritenuti marginali.
«Sono soddisfatto del risultato che tutti insieme abbiamo ottenuto -ha dichiarato- l'Unione Europea e gli Stati membri ci hanno sostenuto e appoggiato moltissimo. Chi ha saputo guardare ha trovato una strada percorribile, che non è purtroppo quella della politica italiana, una classe politica che assolutamente non rappresenta una enorme parte di italiani e che li costringe dietro le porte della repressione».


Anne Hathaway abbandona il cattolicesimo dopo il coming out del fratello

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Si sa che la Chiesa Cattolica non ha mai avuto un atteggiamento di particolare accoglienza nei confronti degli omosessuali (ne sono una testimonianza, ad esempio, le recenti dichiarazioni del vescovo di Grosseto e dell'ex vescovo di Pistoia). fatto sta che quest'atteggiamento non piace a tutti e in alcuni casi provoca l'allontanamento di alcuni fedeli.
Anne Hathaway, l'attrice che ha interpretato Andrea Sachs nel film "Il diavolo veste Prada" pare essere una di queste persone. Cresciuta nel New Jersey in una famiglia cattolica, ha rimesso in discussione il suo credo dopo che il fratello Michael ha detto alla famiglia di essere gay.
In un'intervista rilasciata a GQ ha dichiarato: «L'intera famiglia si è convertita ed è diventata episcopale, dopo le parole di mio fratello maggiore. Perché dovrei supportare un'organizzazione che ha intenzione di limitare la libertà del mio amato fratello? Non so nemmeno io adesso in cosa sto credendo, Sono… Fanc**o, non lo so. Mi sto dando una formazione, diciamo che sono in lavorazione».


L'ex vescovo di Pistoia vuole negare la comunione ai gay dichiarati

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Dopo il vescovo di Grosseto, anche l'ex-vescovo di Pistoia ha voluto dire la sua sull'omosessualità, e ancora un volta il comunicato è affidato alle pagine del sito internet Pontifex Roma.
Il Monsignor Simone Scatizzi, l'ex leader spirituale della diocesi di Pistoia, ha dichiarato: «La pratica omosessuale e l'ostentata e dichiarata omosessualità dice Scatizzi impediscono l'amministrazione della comunione, secondo quanto dice la Chiesa, e nessuno è in grado di contraddire questo precetto».
«L'omosessualità in quanto tale -prosegue- è un disordine e su questo non ci sta discussione. In ogni caso con gli omosessuali è necessario usare delicatezza e misericordia e alla fine il giudice ultimo è Dio, pertanto sulla terra nessuno è autorizzato ad emettere sentenze».
Al di là del fatto che la scienza pare abbia già affossato l'ipotesi che l'omosessualità sia un disordine (non me ne voglia il prelato, ma direi che la cosa sarebbe quantomai da discutere senza prendere un assunto privo di fondamenti scientifici come verità assoluta), Scatizzi precisa che se una persona dichiara la propria omosessualità «le cose cambiano un tantino. Da pastore sono obbligato, sempre in linea generale, a rifiutare la comunione. Certo, se si presentano davanti a me non posso dire di no, non per buonismo, ma perché non so se questi possano essersi confessati, pentiti o aver cambiato vita. Il principio generale è che la conclamata, ostentata e praticata omosessualità è un peccato che esclude dalla comunione».
In conclusione al suo discorso, il monsignore ha ricordato che la comunione dev'essere rifiutata non solo agli omosessuali, ma anche ai divorziati.


Nick Snider tenta di corrompere due poliziotti offrendo sesso orale

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Nick Snider, un modello 21enne di New York che ha sfilato per marchi come Dolce & Gabbana e Prada, rischia di passare dei guai seri per quanto avvenuto lo scorso lunedì, mentre si trovava ad una festa a casa di una sua amica.
Il vicino di casa della ragazza, presumibilmente infastidito dal rumore, ha chiamato la polizia che è prontamente sopraggiunta sul posto Appurata la situazione, gli agenti hanno provato ad arrestare anche il modello per abuso di alcolici e schiamazzi.
Ed è proprio in quel momento che Nick Snider ha pensato bene di offrire un rapporto orale ai due poliziotti in cambio della libertà. I due hanno rifiutato e, una volta giunti alla centrale, hanno raccontato nel rapporto dell'offerta che gli era stata rivolta e anche del tentativo di intimidirli con la classica frase del «Voi non sapete chi sono io».
Portato in carcere, il modello è stato rilasciato dietro il pagamento di una cauzione di 800 dollari,. Il 17 febbraio prossimo, però, sarà il tribunale a stabilirà l'entità della pena da scontare. Inutile dire che il tentativo di corruzione degli agenti ha aggravato pesantemente la sua pozione.
Viene anche da pensare che le tante acclamazioni da parte del mondo della moda e l'essere il quarto modello più pagato del mondo debbano avergli dato un po' alla testa... ora Nick si è dovuto scontrare con la dura realtà, scoprendo che non può ottenere tutto ciò che vuole solo grazie alla sua bellezza fisica.


Roberto Bolle

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Roberto Bolle nasce a Casale Monferrato (Alessandria) il 26 marzo 1975. Il suo percorso nel mondo della danza inizia a 12 anni, quando entra alla Scuola di ballo dell'Accademia Teatro alla Scala. Nel 1996, al termine di una rappresentazione di Romeo e Giulietta, viene nominato Primo Ballerino e la sua visibilità e i suoi impegni iniziano a crescere esponenzialmente. La sua popolarità cresce anche all'estero, offrendogli l'occasione di lavorare con prestigiose compagnie di balletto come il Royal Ballet di Londra, il Balletto Nazionale Canadese, il Balletto di Stoccarda, lo Staatsoper di Berlino, il Teatro dell'Opera di Vienna ed altri ancora.
Nel 2003 il Teatro Alla Scala gli riconosce il titolo di Étoile. L'anno successivo danzerà davanti al papa in occasione della giornata mondiale della gioventù.
Nel 2006 prende parte alla cerimonia di inaugurazione dei XX Giochi olimpici invernali di Torino, mentre nel 2007 il primo italiano invitato a danzare al Metropolitan di New York.
All'inizio dell'anno è stato al centro dell'attenzione anche per un presunto outing, poi ritrattato sostenendo che si era trattato di un malinteso dovuto alla lingua in cui era stata realizzata l'intervista.

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