Archivio: settembre 2010

Adam Lambert è stufo di parlare sempre solo della sua omosessualità

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Adam Lambert è un cantante divenuto famoso negli States grazie ad "American Idols", un programma televisivo che potremmo definire simile al nostro "X-Factor". Lo scorso anno aveva dichiarato pubblicamente di essere gay e aveva creato scandalo quando lo scorso novembre aveva simulato un rapporto orale con un ballerino in diretta televisiva durante gli American Music Awards.
In questi giorni è tornato nuovamente a parlare della sua omosessualità, ma questa volta per chiedere ai giornalisti di dare più attenzione alla sua musica e meno a ciò che fa sotto le coperte.
«Sono davvero a mio agio con la mia sessualità -ha dichiarato- e non ho apprensioni nel parlarne. È importante per me essere coraggioso nel farlo. Non ci sono molti esempi come questi nella cultura pop. Sono felice di avere questo ruolo. Ma l'altro giorno ho fatto un'intervista e ogni punto era una sensazionale domanda sull'essere gay e sullo stile di vita omosessuale».
Una dichiarazione, la sua, che permette anche di vedere sotto un altro occhio gli artisti omosessuali hanno deciso di non fare coming out: episodi come questo mostrano come di fronte ad un gay l'attenzione mediatica possa perdere completamente di vista il lavoro dell'artista per concentrarsi solo sulla sua vita privata.


La scuola che insegna a sparare

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La scuola ha da poco riaparto le porte e le novità per gli studenti sono molte. Il minsitro Gelmini ha deciso che al liceo scientifico non si studierà più il latino, così come in quasi tutti gli indirizzi non si insegnerà più la georafia (prepariamoci, dunque, ad una generazione che non saprà dove si trova una qualsiasi città senza l'uso di un navigatore). In una lettera inviata a Famiglia Cristiana, il ministro ha spiegato anche la sua intenzione di proporre l'insegnamento della Bibbia nelle scuole, sostenendo che «La scuola deve istruire i ragazzi ma deve anche formare dei cittadini responsabili e degli adulti consapevoli dei propri diritti e dei propri doveri. Questo insieme di valori e insegnamenti, nel mondo occidentale, è rappresentato dalla tradizione cristiana».
Ora, insieme al ministro della difesa La Russa, ha lanciato la sua ultima geniale idea: l'insegnamento nelle scuole pubbliche dell'uso della armi da fuoco (fortunatamente al momento ad aria compressa) con tanto di "gita" ad un poligono di tiro.
L'iniziativa si chiama "Allenati per la vita" e sarà rivolta agli studenti delle scuole superiori lombarde (con adesione volontaria) come corso valido per l'accumulo di crediti formativi. Ci saranno lezioni teoriche e pratiche con argomenti che spaziano dalla sopravvivenza in luoghi ostili all'uso delle armi e dalla difesa nucleare ai percorsi ad ostacoli. Il tutto con uno scontro finale fra alcune "pattuglie" di studenti (e "pattuglie" è proprio il termine utilizzato nella circolare ministeriale).
Secondo il ministro «Le attività in argomento permettono di avvicinare, in modo innovativo e coinvolgente, il mondo della scuola alla forze armate, alla protezione civile, alla croce rossa e ai gruppi volontari del soccorso». Sono in molti, però, a non pensarla come lei: insegnanti e gruppi studenteschi si sono immediatamente mobilitati espimenndo grossi dubbi sull'utilità di insegnare l'uso della pistola ad un 15enne, così come sul fatto che tale esperienza possa indurre i ragazzi a dedicarsi al servizio civile ancihé sentirsi "forti" della loro arma in pugno per dedicarsi a criminalità o sopprisi.
Le polemiche sono giunte così numerose che La Russa ha già annunciato di voler abbandonare il progetto già il prossimo anno, destinando quai fondi alla cosiddetta mini-naja (ossia la possibiltà di poter andare in una caserma per tre settimane) dedicata a ragazzi di età compresa fra i 18 e i 30 anni (quindi perlomeno maggiorenni). Costo previsto: 19,8 milioni di euro in tre anni.

Via La Repubblica.


Il porno gay scopre il reality

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Si chiama "So you think you can fuck" ed è un nuovo reality show ideato da Dominic Ford. Un po' come avviene per i vari siti con filmati tra performer (che oggigiorno stanno facendo una spietata concorrenza alle case di produzione di film hard) i video prodotti sono riservati ai soli abbonati, ma in questo caso è il format a suscitare particolare curiosità: non si tratta di un classico filmato di sesso fra ragazzi, ma di un vero e proprio reality show con tanto di presentatore.
A sfidarsi ci sono dodici ragazzi divisi in due squadre: quella degli attivi e quella dei passivi. In ciascun episodio viene estratto a sorte un concorrente per ogni squadra e i due devono esibirsi dando sfoggio delle proprie capacità sessuali. Ad essere sorteggiata è anche l'ambientazione della performance, sulla quale i due dovranno ideare autonomamente un minimo di trama e decidere i tempi e i modi dell'esibizione.
A rendere il tutto ancor più imprevedibile, c'è anche l'esistenza di una terza estrazione che prevede alcune varianti come, ad esempio, la temutissima inversione dei ruoli fra i due performer.
Le varie esibizioni saranno sottoposte alla dapprima votazione di una giuria e poi a quella del pubblico. Il vincitore si porterà a casa l'assegnazione di un servizio fotografico su Playgirl e per la copertina di Just Us Boys Magazine, una settimana di vacanza un resort a Key West, un ruolo in un film di Dominic Ford ed alcuni premi minori che spaziano da un iPod Touch alla fornitura per un anno di lubrificante.

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Lele Mora: «Ho avuto una relazione con Fabrizio Corona»

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La voce circolava da tempo ormai, ma a confermare il tutto sono arrivate le dichiarazioni di uno dei diretti interessati o, meglio, delle sue "deposizioni". La fonte, infatti, sono proprio gli atti del processo per il fallimento della Corona's, l'agenzia fotografica di Fabrizio Corona, fra cui anche una deposizione rilasciata lo scorso anno da Lele Mora. Ora che le indagini si sono concluse, gli atti sono diventati pubblici e con essi anche le dichiarazioni in essi contenute.
Davanti ai magistrati Lele Mora ha affamato: «Ebbi una relazione con Fabrizio Corona», aggiungendo subito dopo «Spesi per lui circa 2 milioni di euro nel periodo 2004-2006».
Un rapporto, il loro, che avrebbe anche portato alla separazione del fotografo da Nina Moric: «Nel 2005 -afferma Mora- sono iniziati i litigi tra Corona e la Moric, avendo scoperto l'esistenza della nostra relazione, cosa che avevo sempre negato e che poi è emersa durante Vallettopoli [...] In quel periodo capitava spesso che Corona veniva buttato fuori di casa e mi chiedeva ospitalità».
Lele Mora, infine, ha precisato la tipologia e l'entità dei regali che avrebbe fatto a Fabrizio: «Gli ho comprato otto autovetture a partire da un'Audi cabriolet per arrivare alla Bentley Continental. Anche l'appartamento di via De Cristoforis a Milano gliel'ho comprato io, o meglio ho rifornito Corona di circa 1 milione 500mila euro in contanti che doveva utilizzare per l'acquisto dell'appartamento».


Chris Riggi, l'altro Jacob

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E' difficile rimanere impassibili davanti alla bellezza di Jacob, il licantropo interpretato da Taylor Lautner nella serie cinematografica Twilight. A sfidare la sua prestanza fisica, però, è arrivato Chris Riggi, l'attore che interpreta Jacob in "Mordimi", la parodia del film uscita nelle sale italiane lo scorso 17 settembre.
Chris Riggi (vero nome Christopher) nasce il 18 settembre 1985 a New York (Stati Uniti). La sua carriera da attore ha inizio nel 2008 all'interno del cortometraggio "Brotherhood" di Brooke Sebold. Nel 2009 esordisce sul grande schermo con "Dare" di Adam Salky e "Toe to Toe" di Emily Abt.
Sempre nel 2009 partecipa a sei episodi di Gossip Girl nei panni del belloccio Scott Rosson. Ora è al cinema con il film "Mordimi" e ha già partecipato ad altri due film attualmente in fase di post produzione ("Hated" che uscirà quest'anno e "Dancehall" che uscirà nelle sale nel 2012).

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I primi scatti del Dieux du Stade 2011

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Anche quest'anno alcuni rugbisti dello stadio di Parigi tenteranno di mandare in subbuglio gli ormoni di molti uomini con il consueto appuntamento con il calendario Dieux Du Stade. Gli scatti dell'edizione 2011 sono stati realizzati da Francois Rousseau, già fotografo dell'edizione del 2004.
A qualche mese dalla sua pubblicazione, è già stata diffusa l'immagine della nuova copertina, nella quale appare il 27enne Dimitri Szarzewski in tutta la sua prestanza fisica.
Probabilmente per aumentare un po' l'aspettativa, hanno fatto la loro comparsa anche alcune immagini di backstage. Va detto, infatti, che nonostante la grande aspettativa che annualmente si crea attorno al Dieux du Stade, non manca chi osserva che tutte le edizioni sono sempre simili a quelle dell'anno passato: un lavoro, dunque, in cui mancherebbe un senso di innovazione paragonabile a quella del lancio (dove l'idea di fotografare senza veli dei veri rugbisti era una novità. Sull'altro piatto della bilancia, però, dei fisici scolpiti che non mancano mai di smuovere gli ormoni e una cure tecnica nella realizzazione del prodotto che migliorano di anno in anno.

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Un sito dedicato al cinema lgbt d'autore

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In Italia il cinema d'autore lgbt non è mai riuscito a conquistare una particolare visibilità ed anche il materiale esistente risulta spesso difficile da reperire. E' per questo che la Atlantide Entertainment ha recentemente deciso di lanciare sul mercato un sito chiamato Queerframe, un portale in lingua italiana interamente dedicato a quella tipologia di film.
Sul sito è presente un archivio di film (che verrà ampliato col tempo) che potranno essere guardati, scaricati o acquistati. Alcune opere saranno anche visibili gratuitamente in streaming nella loro versione integrale.
I titoli scelti per il lancio del sito sono tre: "Oublier Cheyenne - Dimenticando Cheyenne" di Valérie Minetto, "La León" di Santiago Otheguy e "Domaine - La Tenuta" di Patric Chiha.


Ragusa: gettano un secchio di urina contro un gay. Individuati gli autori

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E' una vicenda di violenza gratuita, quella che ha colpito Vincenzo, un gay ventiquattrenne di Ragusa. Martedì scorso si trovava all'interno della sua macchina in un'area della città solitamente frequentata da omosessessuali. Ad un tratto è stato affiancato da un'auto con cinque persone a bordo che l'hanno aggredito lanciandogli addosso un secchio pieno di urina (presumibilmente preparato in anticipo e trasportato a bordo proprio per quello scopo). Mentre i cinque si allontanavano, Vincenzo è riuscendo a prendergli il numero di targa, per poi recarsi dalle autorità competendti a sporgere regolare denuncia.
Per il giovane non si trattava della prima aggressione subita: già sei anni fa. mentre si trovava con un amico a bordo di un motorino, una macchina con alcuni ragazzi a bordo gli si affiano per insultarli. In quell'occasione rispose alla provocazione: i quattro decisero così di scendere dall'auto per pestarlo: ricoverato in ospedale con le costole rotte in seguito all'aggressione e con un mese di prognosi, denunciò il fatto ma i responsabili non vennero mai individuati.
Questa volta, invece, l'indicazione del numero di targa ha permesso alla polizia di individuare i cinque presunti autori. Si tratta di ragazzi vent'enni senza precedenti penali. Denunciati per violenza privata, hanno cercato di giustificarsi sostenendo che si era trattato solo di una "bravata". La procura, però, sta valutando l'ipotesi di contestargli anche l'aggravante della discriminazione sessuale.
Nei giorni scori il gesto è stato condannato anche dal Sindaco di Ragusa, Nello Dipasquale, che ha dichiarato: «Un atto deprecabile da condannare con fermezza e determinazione. Nulla può giustificare un comportamento di questo genere. Ragusa non merita questo, non merita tali vigliacchi. E se si accerterà la matrice omofoba, ciò che è successo è ancora più grave».


Mario Loncarski

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Mario Loncarski nasce nel 1991 a Belgrado, in Serbia. Durante gli anni della scuola superiore si dedica al nuoto agonistico, raggiungendo anche traguardi importanti. Lo sport gli modella anche il corpo, tant'è che nel 2009 viene ingaggiato dall'agenzia Wiener Models.
Mario lascia così il nuoto per dedicarsi alla sua nuova carriera di modello. A soli 19 anni è uno die più giovani modelli a a viaggiare in lungo e in largo per il mondo, collezionando un porfolio di tutto rispetto.
Le sue fotografie sono apparse su varie riviste e alcuni scatti sono stati realizzati anche da fotografi di fama mondiale come Kosmas Pavlos e Sam Scott Schiavo.
Attualmente vive a Vienna, in Austria.

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Usa: Il Senato dice «No» ai gay dichiarati nell'esercito

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Stati Uniti. L'incostituzionalità della norma sancita dal tribunale d'appello della California non è bastata a far abrogare il «Don't ask, don't tell», la norma che permette ai gay di entrare a far parte dell'esercito purché nessuno sospetti il loro orientamento sessuale.
Con soli quattro voti di vantaggio, all'interno del Senato è prevalso il gruppo repubblicato che ha respinto la proposta democratica di aprire un dibattito su quella legge. Va infatti detto che la possibile abrogazione sarebbe dovuto essere il passo successivo, ma i repubblicani hanno preferito giocare di anticipo ed evitare direttamente anche solo di discuterne in aula.
Dall'altra parte, però, nessuna decisione in merito è stata presa e quindi in un futuro (al momento ancora indeterminato) la proposta di modifica potrà essere nuovamente avanzata.
Delusione è stata espressa anche dalla Casa Bianca (in più occasioni Obama si era espresso favorevole all'eliminazione della norma) e promette che il Presidente continuerà a cercare l'occasione per proporne l'abrogazione.


Il bacio più lungo del mondo è gay

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Si chiamano Matty Daley e Bobby Canciello e sono due ragazzi che hanno deciso di provare ad entrare nel Guinness dei primati.
Per farlo, hanno allestito una tenda nel campus del College of New Jersey, e lì si sono baciati per ben 33 ore consecutive, stabilendo così il record per il bacio più lungo di sempre (il precedente record precedente apparteneva ad una coppia eterosessuale tedesca che lo scorso anno si era baciata ininterrottamente per 32 ore, 7 minuti e 14 secondi).
Secondo le regole definite Guinness dei primati, le labbra di entrambi dovevano essere in continuo movimento e non potevano mai separarsi.
Al termine della loro performance hanno dichiarato: «Abbiamo partecipato per dare un messaggio mondiale contro l'omofobia e le discriminazioni verso le persone lgbt».

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E' morta Sandra Mondaini

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Sandra Mondaini si è spenta oggi, poco prima delle 13, all'ospedale San Raffaele di Milano. Aveva 79 anni.
Malata da tempo, non era riuscita a riprendersi dalla morte del marito (avvenuta lo scorso aprile), rendendo necessario anche due ricoveri presso la casa di cure San Rossore di Pisa.
Il suo debutto nel mondo dello spettacolo risale al 1949, quando prende parte alla commedia "Ghe pensi mi" di Marcello Marchesi al Teatro Olimpia di Milano, accanto a Tino Scotti e Franca Rame. Nel 1953 inizia la carriera come attrice cinematografica, mentre l'anno successvo entra a far parte della compagnia di rivista della televisione di Stato: al debutto della tv italiana, lei è già presente (al fianco di Virgilio Riento con il programma "Settenote").
Nel 1958 conosce Raimondo Vianello e solo quattro anni dopo i due decideranno di sposarsi. Sandra e Raimondo diventano inseparabili anche sul lavoro, iniziando fin da subito un connubio professionale con l'opera teatrale "Sayonara Butterfly".
Nel 1961 viene chiamata a condurre "Canzonissima" , raggiungendo il suo primo vero grande successo televisivo. Proseguono innumeroli consuzioni televisive e film. Nel 1978 conduce con il marito il varietà "Io e la Befana" abbinato alla Lotteria Italia: è qui che veste per la prima volta i panni del clown Sbirulino.
Nel 1982 lasciano la Rai per iniziare a lavorare nelle reti Fininvest: qui il due inizierà a condurre lo show "Attenti a noi due". In quegli anni Sandra scopre anche di avere un tumore al polmone, riuscendo però a sconfiggerlo: deciderà così di diventare testimonial dell'Airc, sempre insieme al marito (anche lui operato ad un rene per lo stesso male).
Nel 1988 prende il via "Casa Vianello", una sit-com destinata a diventare una delle più famose del panorama televisivo italiano e che verrà trasmessa fino al 2007.
Il 26 giugno 1996 il presidente Scalfaro insignisce Sandra e Raimondo con medaglia di Grande Ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana. Nel 2008 la coppia è invitata alla finale del festival di Sanremo per ricevere il Premio alla Creatività della Siae: salgono sul palco ma si vede che Sandra continua a tossire, si vede che non sta bene. Il 10 dicembre 2008 si presenta in sedia a rotelle alla presentazione della loro ultima fiction, dal titolo "Crociera Vianello" annunciando il suo ritiro dalle scene per motivi di salute. E' affetta da vasculite, una malattia rara dei vasi sanguigni.


Fernando Vitale realizzerà filmati hard dedicati ai gay

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Fernando Vitale, l'ex tronista della trasmissione "Uomini e donne" è sempre più impegnato nella sua nuova attività di attore pornografico. Dopo il suo esordio con il film dall'eloquente titolo di "Da tronista a trombista", Fernando ha deciso di continuare a lavorare nel settore realizzando più di 22 film.
Ad ottobre intende anche inaugurare un proprio sito internet sul quale inizialmente verranno pubblicati dieci filmati hard, il cui numero aumenterà di settimana in settimana. Alcuni di questi saranno anche destinati ad un pubblico gay.
A spiegarne il motivo è lui stesso in un'intervista rilasciata ad HardCelebrity: «Durante la giornata ricevo molte mail da ammiratrici ma anche da ammiratori. La cosa mi ha fatto capire di avere un certo seguito anche tra il pubblico gay, quindi ho pensato che fosse giusto offrire dei contenuti mirati anche per questo tipo di pubblico».
A smorzare la fantasia di chi lo vedrebbe volentieri coinvolto in scene homosex a luci rosse, però, arriva una sua dichiarazione in cui spiega più nel dettaglio i suoi progetti riguardo alle scene dedicate ai gay: «Per soddisfare anche le numerose richieste del pubblico femminile e del pubblico gay, ho inserito una mia scena di auto erotismo». Dunque niente sesso con altri uomini ma semplicemente scene che non vedranno donne coinvolte sul set, almeno da quel che si intuisce dalle sue parole. Rimane comunque lecito pensare che in molti gradiranno ugualmente.

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L'Italia ha già avuto un Presidente del Consiglio gay. Parola di Nichi Vendola

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A pochi minuti dalla mezzanotte, il programma televisivo "Le Iene" ha mandato in onda un'intervista di Enrico Lucci a Nichi Vendola. Ed è proprio qui che il Presidente della Regione Puglia ha dichiarato che in Italia c'è già stato un Presidente del Consiglio gay. Pur dicendosi pronto a non svelare quel nome nemmeno sotto tortura, ha però affermato che si tratta di un democristiano.
Già nella giornata odierna, dopo l'anticipazione dell'intervista pubblicata da alcuni quotidiani, si è scatenato un vero e proprio toto-gay alla ricerca del nome che Vendola non ha voluto svelare.
Scorrendo l'elenco dei Presidenti del Consiglio democristiani, i nomi dei possibili "candidati" restano comunque numerosi. Eccoli: Alcide De Gasperi, Giuseppe Pella, Amintore Fanfani, Mario Scelba, Antonio Segni, Adone Zoli, Fernando Tambroni, Giovanni Leone, Aldo Moro, Mariano Rumor, Emilio Colombo, Giulio Andreotti, Francesco Cossiga, Arnaldo Forlani, Giovanni Goria, Ciriaco De Mita e Lamberto Dini.


Brian Austin Green a Wisteria Lane

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In molti si ricorderanno di Brian Austin Green per il ruolo di David Silver nel telefilm cult degli anni novanta "Beverly Hills 90210".
Nella sua carriera ha preso parte a numerosi altri film e telefilm e quest'anno gli americani lo potranno all'interno di un'altra serie di successo: stiamo parlando di "Desperate Housewives" la cui settima serie andrà in onda negli Stati Uniti a partire da domenica prossima.
L'attore 37enne vestirà i panni di Keith, un playboy single trentenne che non passerà inosservato agli occhi delle casalinghe del quartiere (grazie al fisico giovanile di Brian, la produzione non ha esitato ad assegnargli il ruolo di un personaggio di quasi dieci anni più giovane).
Nelle prime immagini rilasciate dalla produzione lo si può ammirare mentre si trova a torno nudo nella cucina di Bree. Per saperne i motivi, però, bisognerà probabilmente attendere l'arrivo in Italia di quelle puntate.
Brian Austin Green non è l'unica novità della settima stagione: a Wisteria Lane faranno ritorno Paul Young e Felicia Tillman a cui si affiancheranno Maxine (una signora tra i sessanta e gli ottant'anni, vicina di casa di Mike), Beth (una trent'enne che ha avuto un rapporto epistolare con Paul Young mentre quest'ultimo era in carcere) e la figlia di Lynette e Tom.

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Truccatrice trans rimossa da "Io canto". Secondo la produzione «turba i bambini»

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«Mi dispiace: la tua immagine turba i bambini. Sei rimossa». E' quanto si è sentita dire lunedì scorso, dopo sole due ore dall'arrivo, una truccatrice trans che per anni ha lavorato all'interno di Mediaset per trasmissioni come "Verissimo", "Paperissima", "Pomeriggio 5" ed "Il Milionario".
«Ho già lavorato con i bambini -spiega- sono una persona sobria e non vado in giro con piume e parrucche». In alcuni casi, infatti, si era addirittura già occupata di truccare proprio i piccoli protagonisti della trasmissione condotta da Gerry Scotti: «Ho truccato i bimbi cantanti della scorsa edizione di "Io Canto" quando erano ospiti di "Verissimo". Sa, per coprire i brufoletti e altro. E poi anche quelli che andavano a "Pomeriggio Cinque"».
Ora verrà trasferita nello staff del programma "Velone".
E' stato il quotidiano Libero a diffondere la notizia, ed è proprio lì che la truccatrice racconta di come non intenda intraprendere azioni legali nei confronti dell'azienda: «Non si può piacere a tutti, non è un problema: mi basta che si sappia però cosa succede oggi, nel 2010. Bisogna far capire che la sessualità non influisce sulla professionalità. E' squallido usare i bambini come scusa: l'Italia, a quanto pare, non è preparata per il diverso».


I Gaydar's Warrior Angels ed il Papa

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Prosegue fra proteste e contestazioni la visita di Benedetto XVI in Inghilterra. Ieri, dopo la conclusione della celebrazione presso la cattedrale di Westminster, per le strade di Londra si è svolta una manifestazione dall'eloquente nome "Protest the Pope". Cittadini ed associazioni hanno contestato le posizione del pontefice riguardo al mancato sacerdozio per le donne e per la mancata denuncia di casi di pedofilia all'interno della Chiesa.
Nei pressi del St Mary's University College, invece, al passaggio del Papa si è svolta un'altra manifestazione, questa volta per chiede alla Chiesa un più disponibile nei confronti dei diritti delle persone appartenenti alla comunità lgbt. A aprire il corteo tre modelli omosessuali con lunghe ali dorate, dal nome Gaydar's Warrior Angels (ingaggiati, come il nome stesso suggerisce, dal sito per incontri Gaydar che ha sede a Twickenham, un quartiere di Londra). I tre sono stati immediatamente fermati dalla polizia e i partecipanti all'incontro previsto presso l'università sono stati perquisiti anche se l'unica "arma" trovata è stato un paio di forbici dalle punte arrotondate.
Un'altra protesta che va in questa direzione, anche se del tutto personale, è stata quella adottata dalla moglie di Sally Bercow, lo Speaker della Camera dei Comuni: mentre il marito accoglieva il pontefice in Parlamento, lei era davanti al computer a pubblicare un messaggio su Twitter per raccogliere i fondi per una manifestazione a favore dei diritti gay.

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A Napoli un convegno internazionale sull'omofobia

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Si terrà oggi a Napoli un convegno internazionale sull'omofobia, realizzato in collaborazione con l'Ordine degli psicologi della regione Campania, il Comune di Napoli, Arcigay e la Facoltà di Psicologia dell'Università degli studi di Napoli.
Ospiti di fama mondiale si incontreranno per discutere del fenomeno, nel tentativo di confrontarsi su modelli e strategie di intervento, prevenzione e supporto. A stimolare la discussione e a portare la loro testimonianza interverranno anche alcune realtà del territorio che spaziano dalla scuola agli ambienti di lavoro e dalle istituzioni agli enti formativi: contesti diversi ma uniti dalla preoccupante persistenza dell'omofobia.
In occasione dell'evento è stato istituito anche un premio da destinarsi al miglior poster di giovani ricercatori non strutturati. Il loro lavoro, ovviamente, dovrà far riferimento all'omofobia nei suoi vari contesti, dalle implicazioni strettamente intrapsichiche ad un'accezione sociale del fenomeno, in termini culturali e di relazioni inter-gruppo. Il termine massimo per la consegna dei lavori è fissato per il 30 settembre prossimo (maggiori informazioni sono disponibili sul sito www.bullismoomofobico.it).


Il bacio tra i calciatori Darren O'Dea e Chris Killen

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Quest'estate l'attenzione dei giornali scandalistici era stata catturata da uno scatto che mostrava Ibrahimovic e Piqué che si tenevano teneramente per mano. Nonostante le secche smentite dei due, la stampa di settore aveva versato litri di inchiostro cercando di formulare ipotesi circa una loro possibile relazione.
Oggi altri due calciatori sono rimasti coinvolti in un caso molto simile, ed ancora una volta è uno scatto fotografico a far nascere ipotesi e pettegolezzi. La telecamera di un casinò di Glasgow, infatti, ha immortalato Darren O'Dea (giocatore del Celtic, fidanzato con una ragazza) mentre si baciava sulla bocca con il suo ex compagno di squadra Chris Killen.
Le immagini hanno fatto il giro del mondo ed immediata è arrivata anche le smentite a possibili voci circa una relazione fra i due. I giornali inglesi hanno pubblicato numerose testimonianze di alcune persone che raccontano che i due erano ubriachi e che quel bacio non era altro che uno scherzo. Si sa, però, che il mondo del calcio è piuttosto omofobo e così tanta solerzia nel negare il tutto e la comparsa di così tante testimonianze non hanno fatto che aumentare le fantasia di chi preferisce credere alle foto piuttosto che alle versioni ufficiali.
Versioni ufficiali, tra l'altro, che alle volte sono pure pessimiste. Un portavoce della squadraha sostenuto che per colpa di quello che lui reputa un malinteso i due passeranno brutti momenti nello spogliatoio e con i tifosi. Forse chi l'ha presa con maggior sportività la versione è staqto proprio da uno dei due protagonisti: O'Dea, infatti, ha preferito buttarla sul ridere dichiarando che «Era solo Killen che voleva il bacio della buonanotte!». Al momento nessun commento è arrivato dall'altro giocatore coinvolto.

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Jason Biggs nudo e a quattro zampe su Facebook

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Si sa che uno dei grandi rischi di Facebook è la privacy: molti dei dati che vengono immessi diventano di pubblico dominio ed è facile che la situazione possa sfuggire di mano.
Questa vola a farne le spese è stato l'attore Jason Biggs (protagonista, fra gli altri, dei film della serie di "American Pie"): sul social netword ha infatti fatto la sua comparsa una foto che lo ritrae mentre cammina a quattro zampe completamente nudo. A pubblicarla pare sia stata la moglie, Jenny Mollen Biggs, ed è così che una foto presumibilmente molto privata ha iniziato a fare il giro del mondo. Immediate sul web sono nate anche numerose discussioni e teorie su quale possa essere stata l'occasione in cui è stata scattata quella foto (è quasi superfluo dire che un gioco erotico è l'ipotesi più diffusa, anche se al momento nessuno -tranne i presenti- possono conoscere quale sia la verità, né sapere se la sua pubblicazione sia legata solo ad una leggerezza o ad un gesto di "vendetta" nei confronti del marito).
I due si sono sposati il 23 aprile 2008, dopo essersi conosciuti sul set del film "My Best Friend's Girl".

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Chris Salvatore

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Chris Salvatore inizia la sua carriera nel campo dello spettacolo come cantante ed autore di testi musicali, scrivendo il suo primo brano a soli 15 anni. Una volta diplomatosi, inizia a studiare canto presso la Berklee College of Music di Boston.
Il suo album di debutto, intitolato "After All Is Said And Done" riscuote un ottimo successo.
Pur senza abbandonare mai la musica, nel 2006 si trasferisce a New York per studiare recitazione presso il Conservatory for Dramatic Arts. Nel 2009 trasloca nuovamente, questa volta alla volta di Los Angeles: a sole due settimane dal suo arrivo in città, ottiene uno dei ruoli principali del film gay "Eating Out: All You Can Eat" (il terzo episodio della trilogia di "Eating Out"). Per la cronaca, nel film è anche il protagonista di una scena di nudo integrale (così come accaduto per Ryan Carnes e Marco Dapper nei primi due episodi della saga).
Nel campo musicale ha lavorato al suo secondo album e alcune sue canzoni sono state scelte come solonna sonora all'interno di film e programnmi televisivi (come il caso di "Paris Hilton's My New BFF" di MTV o lo stesso "Eating Out: All You Can Eat" che contiene un suo brano).
Attualmente è impegnato nella realizzazione della seconda parte del suo album musicale intitolato "Dirty Love".

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Valerio Pino lancia il suo primo singolo e parla di omosessualità

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Valerio Pino è un personaggio poliedrico che nella sua carriera ha lavorato come ballerino, conduttore e modello. Dopo aver preso parte alla scorsa edizione di "Amici" come ballerino professionista, Valerio torna a far parlare di sé presentandosi al pubblico nelle vesti di cantante.
Il singolo d'esordio è di genere house e si intitola "Perchè?". Nel testo parla apertamente di omosessualità, con il ripetere della frase «Gay? Perchè? Cos'è? Un etichetta che offende la virtù di un re?». E' facile immaginare che ci siano riferimenti autobiografici dopo il suo recente coming out e i rumors che lo vedono come presunto ex-compagno di Ricky Martin.
Dal punto di vista dell'immagine, Valerio ha cambiato look riproponendosi con una cresta da punk ed il fisico in bella mostra, caratteristiche che sembrano quasi voler sottolineare il ruolo da sex symbol che sempre più spesso gli viene attribuito.

Immagini: [1] [2] - Video: [1]


Bannato da Xbox Live perché abita a Fort Gay

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Josh Moore è un ragazzo statunitense di 26 anni che vive nel comune di Fort Gay, un centro urbano di circa 800 abitanti nello stato del West Virginia, al confine ovest con il Kentucky.
Nel suo tempo libero Josh si concedeva qualche partita online sulla sua console di gioco, una Xbox 360 prodotta da Microsoft. Un bel giorno, però, si è ritrovato con il suo account sospeso e attraverso una telefonata al customer service di Microsoft ha scoperto che il motivo era legato all'aver inserito come residenza un nome contenente la parola "gay". A nulla sono serviti i suoi tentativi di spiegare che quel comune esiste davvero, anzi, una centralina lo aveva addirittura messo in guardia sul reinserire nuovamente quel nome come comune di residenza perché in quel caso avrebbe perso del tutto i soldi già spesi per il pagamento anticipato di due anni d'abbonamento.
La vicenda è arrivata fino alla scrivania del sindaco del paese che si è subito attivato per cercare di spiegare a Microsoft che in quel nome non c'è nulla di offensivo ma, anzi, che quello è il nome del suo comune. Ma anche in questo caso il customer service non ha voluto sentire ragioni. «Non volevano nemmeno pronunciare la parola. Dicevano quella parola» ha spiegato il primo cittadino.
L'interminabile e grottesca vicenda ha avuto fine solo quando il caso è finito fra le mani del responsabile delle politiche di Xbox Live, Stephen Toulouse, che ha dichiarato: «Qualcuno pensava che con 'Fort Gay' si volesse offendere qualcuno. C'è stato un errore ma ora abbiamo revocato la sospensione dell'account».
Sulla vicenda Josh Moore ha commentato: «C'è un odio incredibile verso i gay: io non sono gay ma ho sentito sulla mia pelle tutta la discriminazione di cui loro sono vittime».
Inoltre non sono chiare le circostanza in cui la presenza della parola "gay" avrebbe dovuto motivare un ban: recentemente Microsoft aveva stabilito delle nuove norme che permettessero agli utenti di specificare la propria identità sessuale nei profili come risposta alle numerose critiche che gli erano state volte per per le sue azioni nei confronti degli utenti omosessuali.


Usa: incostituzionale il «Don't ask, don't tell»

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Laddove le proteste degli attivisti e le promesse presidenziali non sono riusciti a portare l'esercito ad un cambio di rotta nelle loro politiche verso gli omosessuali, è stato un tribunale a smuovere le acque. Il Tribunale d'appello della California, infatti, ha sancito l'incostituzionalità del divieto per i cittadini statunitensi di entrare a prestare servizio nell'esercito se dichiaratamente omosessuali.
La legge vigente dal 1993, chiamata "Don't ask, don't tell", era nata sotto la prima amministrazione Clinton e prevedeva la possibilità per i gay di entrare a far parte dell'esercito a patto che la loro omosessualità fosse tenuta nascosta. Se un lato è evidente una componente discriminatoria della norma, dall'altro si era trattata una vittoria per Clinton che era riuscito a far accertare all'esercito una seppur minima apertura verso la comunità gay.
Ora il verdetto del giudice Virginia Philips (di area democratica) sancisce che una simile legge non è compatibile con la costituzione americana (che garantisce a chiunque la libertà di espressione) e pertanto non è applicabile.


Inghilterra: un calciatore su quattro conosce colleghi gay

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Mentre Marcello Lippi qualche mese fa dichiarava: «Non mi è mai capitato in 40 anni di carriera di incontrare un giocatore gay», due ricercatori britannici hanno condotto uno studio per conto della federazione calcistica e dell'associazione calciatori inglesi che avrebbe evidenziato dati ben diversi.
I ricercatori Ellis Cashmore e Jamie Cleland hanno intervistato 3.000 professionisti tra allenatori, giocatori ed arbitri. Dai risultati emerge un 27% di loro che ha ammesso di conoscere dei giocatori professionisti omosessuali che hanno, però, deciso di nascondere il loro orientamento sessuale.
Particolarmente interessante è anche il dato secondo cui i giocatori non nascondono la propria omosessualità per paura del giudizio dei tifosi, ma sotto la pressione dei procuratori e delle società calcistiche inglese. Secondo altre statistiche, infatti, il 90% dei tifosi inglesi non avrebbe problemi nel vedere dei gay giocare nella loro squadra del cuore, dato noto ai giocatori e che alcuni riterrebbero sufficiente per decidere -se gli fosse concesso- di uscire allo scoperto.


Ronaldo in mutande nel nuovo spot di Armani Jeans

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Per anni Armani ci aveva abituato a vedere un David Beckham particolarmente sexy sui cartelloni pubblicitari che venivano disseminati per intere città. Lo scorso gennaio, però, il testimone di testimonial passò ad un altro calciatore: Cristiano Ronaldo. In quell'occasione il campione del Real Madrid posò in mutande davanti all'obiettivo per una campagna pubblicitaria su carta per la promozione della linea underwear.
Oggi Cristiano Ronaldo torna al suo ruolo di testimonial in un nuovo spot destinato al mercato televisivo. Il filmato integrale verrà reso pubblico solo 15 settembre prossimo, ma ad oggi sono già state già diffuse alcune fotografie e uno spezzone del video (probabilmente per creare quanta più attesa possibile).
Nelle immagini di anteprima si vede un Cristiano Ronaldo che entra in mutande in una stanza da letto per indossare un paio di jeans. In un angolo, però, c'è una cameriera che stava risistemando il letto e che osserva l'intera scena, facendo trapelare molto chiaramente le sue emozioni attraverso lo sguardo. Una volta indossati i suoi jeans, il calciatore si volta e lascia la stanza.

Immagini: [1] [2] [3] [4] - Video: [1]


E' morto l'agente di polizia che guidò l'irruzione al Stonewall Inn nel 1969

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Era il 27 giugno 1969. Poco dopo l'1 e 20 di notte, la polizia fece irruzione nel "Stonewall Inn", un bar frequentato da gay e travestiti in Christopher Street, nel Greenwich Village di New York.
Gli avventori erano abituati a simili retate, tant'è che spesso il locale riapriva il giorno dopo se non la notte stessa. Quella volta, però, i gay e i travestiti presenti decisero di reagire e di protestare, dando così vita a quelli che vennero poi ribattezzati i moti di Stonewall. L'episodio è generalmente considerato la nascita del movimento di liberazione omosessuale.
A guidare quell'irruzione c'era l'ufficiale di polizia Seymour Pine. Negli anni seguenti il poliziotto raccontò che «La polizia compiva regolarmente raid nei locali gay per due ragioni: la prima era che molti club erano controllati dal crimine organizzato e la seconda era che arrestare gay era uno modo per gli agenti di aumentare il numero degli arresti compiuti. Erano arresti facili, non creavano alcun problema». Pine raccontò anche di come in quegli anni gli agenti di polizia avevano dei pregiudizi e non sapevano esattamente che cosa fosse l'omosessualità.
Nel 2004, in occasione di un seminario dedicato all'evento, Pine chiese scusa per le sue azioni.
Pine si è spento lo scorso 2 settembre all'età di 91 anni.


James Franco dichiara di masturbarsi più volte al giorno

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James Franco è l'attore che veste i panni di Aaron Ralston nell'ultimo film diretto da Danny Boyle. La pellicola ripercorre la vera storia dell'alpinista che, nel maggio del 2003, rimase incastrato in un canyon col braccio intrappolato sotto una roccia mentre si trovava fra le montagne dello Utah. Prima di partire, però, non aveva comunicato a nessuno il tragitto del suo viaggio e, quindi, le speranze che qualcuno venisse a cercarlo erano veramente poche. L'attesa era vana ma era impossibile liberarsi.
Senza svelare altri particolari del film, citiamo la presenza di un'ultima scena, ossia quella in cui l'alpinista si masturba mentre è ancora incastrato fra le rocce.
Alcune domande dei giornalisti in riferimento a quella sequenza hanno portato James Franco a parlare di alcuni dettagli privati della sua vita personale: «Quando sono solo mi masturbo molto, anche quattro o cinque volte al giorno. E probabilmente avrei fatto lo stesso se mi fossi trovato intrappolato tra le rocce».

Video: [1]


Niene affitto a gay ed extracomunirai

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«Potevi dirlo prima che sei gay. Perché mi hai fatto perdere tempo? Te l'avevo detto chiaramente: io ai gay e agli extracomunitari non affitto». E' quello che si è sentito dire un professore di 42 anni, insegnante di italiano e storia in una scuola superiore della capitale, dopo che si era presentato a visitare un appartamento in affitto in un condominio a Lucio Sestio, al Tuscolano (Roma).
La proprietaria di casa, un avvocato in pensione di 65 anni, avrebbe poi motivato la sua dichiarazione sostenendo di non essere razzista, ma di conoscere il condomino e di sapere che entro una settimana lo avrebbe dovuto buttar fuori per le proteste dei condomini a cui non sarebbe sicuramente piaciuto il suo orientamento sessuale.
Questo caso va ad aggiungersi a tutta una serie di altre discriminazioni registrate negli ultimi anni sul mercato degli immobili in affitto della capitale. Tant'è che lo scorso dicembre il ministro Mara Carfagna si era detta indignata per episodi simili, affermando di ritenerli inaccettabili in un paese civile e democratico.
L'Ufficio Nazionale Anti discriminazioni Razziali,che più volte si era occupato di sanzionare i giornali che pubblicavano fra gli annunci la dicitura "non si affitta agli immigrati", aveva anche deciso di allargare il suo intervento anche nei confronti dei numerosi annunci che facevano riferimento all'orientamento sessuale dei potenziali inquilini.
Azioni, quelle di dicembre, che al momento sembrano essersi dimostrate inefficaci a frenare il preoccupante fenomeno.


Il duo gay di X-Factor

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Ieri sera è andata in onda su Rai Due la prima puntata della quarta edizione del reality show "X-Factor", durante la quale si sono sfidati i dodici partecipanti scelti dai giudici fra gli oltre 80mila candidati.
Fra loro anche un duo dichiaratamente gay, chiamato i Kymera. Coppia nella vita e coppia artistica, Davide Dugros (1979) e Simone Giglio (1983) si sono così esibiti sul palco davanti ai nuovi quattro giudici del programma (Mara Maionchi, Anna Tatangelo, Elio delle Storie Tese ed Enrico Ruggeri), passando al turno successivo (anche se va detto che la prima puntata prevedeva una sola esclusione).
La loro esibizione è stata preceduta dalla classica scheda, nel quale si è visto anche un passaggio del discorso di Enrico Ruggeri che, durante il casting, ha sostenutoche la presenza di una coppia dichiaratamente gay in un panorama musicale dove spesso gli artisti omosessuali si fingono eterosessuali, richieda al pubblico un salto di qualità (dichiarazione alla quale Mara Maionchi aveva risposto con schiettezza e pragmatismo con un «Scrivere quelle canzoni e cantare bene è fondamentale. Il resto sono ca**i vostri»).
Al termine dell'esibizione è stata la volta dei giudici: mentre Elio, Mara Maionchi ed Enrico Ruggeri si sono limitati ad un giudizio tecnico, la Tatangelo ha voluto aggiungere un «Sono finalmente felice di vedere una coppia omosessuale in prima serata». Commento forse un po' fuori luogo dato il momento, quasi come se la loro sessualità fosse parte integrante dell'esibizione.
Poi la chiusura di Francesco Facchinetti che ha sottolineato ancora ancora una volta il loro essere gay: «Enrico si chiedeva se l'Italia fosse pronta a... ai Kymera. Secondo me si. Poi la risposta ve l'ha data il pubblico applaudendovi». Va detto che la domanda di Ruggeri era se l'Italia era pronta a due gay dichiarati (mi sa che in quella pausa nella frase stava per dire qualcos'altro) e poi ci sarebbe mancato che il pubblico non applaudisse solo perché erano gay!
Insomma, la puntata è passata ma forse con troppe sottolineature a metà fra l'imbarazzo e la voglia di cavalcare l'onda mediatica. I Kymera sono lì per dimostrare di essere due bravi cantanti e forse il non far passare il loro legame sentimentale come qualcosa di normale e di esterno alla competizione è risultato un po' fuoriluogo.

Video: [1] [2]


La Rai censura (ancora) Brokeback Mountains

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L'8 dicembre 2008 il film "Brokeback Mountains" venne trasmesso in prima serata da Rai Due, ma non in versione integrale. Tutte le scene che facevano un qualche riferimento al sesso fra i due cowboy erano state tagliate, al punto da rendere quasi incomprensibile la trama del film. Immediate furono le polemiche e il direttore di Rai Due si scusò pubblicamente sostenendo che la messa in onda della versione censurata era stata solo un errore e che avrebbe presto rimesso in programmazione il film in versione integrale. Cosa avvenuta due mesi più tardi, ma alle 23:40 e con un giorno d'anticipo rispetto al programma.
Questo accedeva due anni fa.
Ieri sera il film è andato nuovamente in onda su un'altra rete della Rai: questa volta su Rai Movie (un canale visibile sul digitale terrestre nelle aree dove è già avvenuto lo switch off). Peccato, però, che pare che ancora una volta abbiano mandato in onda la versione censurata (così come riporta il blog Spetteguless).
Ma è possibile che la Rai si sbagli (se di sbaglio si tratta) sempre la messa in onda dello stesso film e tutte le volte che la pellicola viene trasmessa in prima serata?


Stuprato, picchiato e derubato perché gay

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L'Italia è stata ancora una volta il teatro di un nuovo caso di omofobia, questa volta dai risvolti ancor più preoccupanti e violenti del solito.
I fatti -resi pubblici solo in questi giorni- risalgono al 25 agosto scorso, quando un giovane è stato aggredito, picchiato, derubato e stuprato a Rimini. Il giovane, al quale l'ospedale ha dato ben 25 giorni di prognosi, ha denunciato il suo aggressore e l'uomo è già stato fermato dalle forze dell'ordine.
L'uomo, che in passato era già stato denunciato per lo stupro di una donna, ha dichiarato di non essere omosessuale, ma di aver agito in quel modo perché quel ragazzo gli faceva schifo in quanto gay. Ai suoi occhi, dunque, lo stupro non era altro che una "punizione corporale" per "punire" con ancor più violenza rispetto alla sola aggressione e rapina la sua vittima, reo di gusti sessuali che lui non condivideva.
E' stato l'Arcigay di Rimini a rendere nota la vicenda, denunciando anche come il quotidiano "La Voce di Rimini" abbia cercato di sminuire i fatti facendo passare il tutto come una notte di sesso fra due uomini ubriachi, single ed in vacanza. Va detto, però, che la ricostruzione effettuata dalle forze dell'ordine pare avvalorare la versione fornita da Arcigay, smentendo quella della stampa locale.


Ivan Scannell

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Ivan Scannell nasce l'11 novembre 1985 a Sydney, in Australia. Modello ed atleta, si è aggiudicato il titolo di "Mr. Supermodel Australia" nel 2006.
Le sue fotografie sono apparse su numerose riviste nazionali ed internazionali, come "GQ Magazine", "Hair Magazine", "Salon Magazine", "InStyle Magazine" e "American Crew Catalogue".
Portato per gli affari (ha già aperto due fiorenti attività: una di psicologia pratica e l'altra di consulenza ai centri benessere e ai personal trainer), quest'anno si sta occupando di dar vita ad una sua nuova etichetta di moda e di sviluppare a livello internazionali le attività che ha già avviato.
Dal punto di vista sportivo, Ivan è un corridore di atletica leggera. Attualmente si sta allenando per rappresentare il suo Paese alle Olimpiadi del 2012 di Londra.
nel tempi libero si dedica al surl, alla chitarra e al sassofono.

Immagini: [1] [2] [3] [4] [5] - Video: [1]


Robert Randolph sostiene che John Travolta sia gay

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Se da un lato il numero di coming out fra i personaggi famosi è in crescita, dall'altro si sta diffondendo anche il vizio di dichiarare che altre persone sono gay anche contro la loro volontà.
Una nuova "vittima" delle dichiarazioni di qualcun altro è l'attore statunitense John Travolta. Nel suo caso, a dire il vero, le voci si rincorrevano già da tempo, dopo che un paparazzo l'aveva pizzicato nel 2006 a baciare sulla bocca un altro ragazzo prima di salire su un areo (l'immagine piccola in apertura). Travolta cercò di sdrammatizzare baciando sulla bocca Kirk Douglas davanti ai fotografi, ma la cosa non bastò a far cessare le voci.
Ora è arrivato anche Robert Randolph a buttare benzina sul fuoco: dopo essersi sottoposto alla macchina della verità ha dichiarato alla rivista "National Enquirer" che Travolta sarebbe gay e che il suo matrimonio non sarebbe altro che una farsa per depistare i sospetti.
«A John piacciono i ragazzi –ha dichiarato– sono anni che fa sesso con loro alle spalle della povera moglie. E' venuto da me diverse volte, ma io ho sempre rifiutato. A Hollywood sono tutti a conoscenza dell'omosessualità di Travolta. E la moglie? Anche lei, non può non sapere».


La Francia chiede il rilascio del gay condannato a morte in Iraq

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Si chiama Tabriz Ebrahim Hamidi, ha 18 anni e su di lui pende una condanna a morte per presunta omosessualità. In Iraq, infatti, l'esser gay è ancora considerato un reato ed è punito con la pena capitale (pena sospesa nel 2003 con l'annullamento di alcune leggi del regime e ripristinata nel 2005 dal nuovo governo).
Dai resoconti pare che Hamidi abbia confessato la propria omosessualità sotto tortura e che durante il processo non abbia avuto diritto all'assistenza di un avvocato. Nonostante l'assenza di prove concrete, la sentenza è stata pronunciata e non modificata neppure quando la presunta "vittima" delle attenzioni del giovane ha dichiarato che le sue accuse erano false ed erano state formulate sotto la pressione dei suoi genitori.
Immediata la reazione da parte della comunità internazionale che ha condannato senza mezze misure la sentenza e l'atteggiamento discriminatorio del governo locale nei confronti degli omosessuali e delle minoranze in genere.
La Francia è uno dei Paesi in prima fila nella mobilitazione per chiedere la sospensione dell'esecuzione. In una nota il loro Ministro degli Esteri ha dichiarato: «La Francia esprime viva preoccupazione dopo la condanna a morte di Hamidi. Condanniamo questa decisione che rivolta le coscienze per le gravi violazioni dei diritti umani fondati sugli orientamenti sessuali in Iran».


Il "mea culpa" di Fidel Castro

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In un'intervista rilasciata al quotidiano "La Jornada", il lider maximo cubano ha parlato di omosessualità, ammettendo una responsabilità personale nella persecuzione dei gay avvenuta a Cuba negli anno '60 e '70.
«Se qualcuno è responsabile, sono io. Non darò la colpa a nessuno» ha dichiarato l'84enne Fidel Castro.
In quei due decenni, i gay vennero sistematicamente mandati in campi di lavoro agricolo-militari, discriminati in base al loro ordinamento sessuale. Una situazione, quella, che oggi Castro definisce «una grande ingiustizia».
Nell'intervista spiega come quelli fossero tempi difficili a causa della guerra fredda e a quella che è stata ribattezzata "La crisi d'ottobre" (avvenuta per l'appunto nell'ottobre del 1962) dovuta alla scoperta di spie della Cia fra i suoi più stretti collaboratori. Concause che lo avrebbero spinto a disinteressarsi a quello che hai tempi era considerato "il problema omosessuale", decidendo di di liquidarlo frettolosamente inviando tutti i gay in campi detentivi.
Dietro alla decisione odierna di Castro di affrontare l'argomento e di ammettere una propria colpa si pensa ci possa essere la nipote: psicologa e da anni impegnata nella lotta contro ogni forma di discriminazione, potrebbe aver avuto una qualche influenza nella rilettura da parte del lider maximo di quei fatti storici.


Alla discoteca gay con mamma e papà

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Si chiama "Mamamamme" ed è una singolare iniziativa organizzata dal Mamamia, una nota discoteca gay di Torre del Lago (Lucca).
L'evento, dedicato in particolar modo ai più giovani, si terrà giovedì 2 settembre e sarà una serata in cui tutti saranno invitati a presentarsi in discoteca in compagnia dei propri genitori. L'idea è stata sviluppata in collaborazione con l'Associazione Genitori di Omosessuali in modo da offrire un'occasione ai più giovani di poter mostrare ai propri genitori come non si ci nulla di così torbido o strano in una serata gay.
In una dichiarazione rilasciata all'Ansa, il gestore del locale ha anche precisato che «E' giusto che madri e padri vedano con i loro occhi che qua ci si diverte e basta».
Insomma, un'occasione per sfatare delle leggende metropolitane su ciò che accede nei locali cosiddetti "gay" e per far stare un po' più sereni in futuro mamma e papà.