Archivio: novembre 2010

Bruno Cabrerizo approda sul grande schermo

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Bruno Cabrerizo

Bruno Cabrerizo è l'ex calciatore brasiliano che aveva raggiunto una discreta popolarità dopo essere stato scelto come velino di Barbara D'Urso nel programma pomeridiano "Domenica 5".
Finite le varie selezioni a suon di provini in diretta e voti popolari, il suo ruolo nel programma era diventato settimana dopo settimana sempre meno significativo, trasormandolo quasi un un pezzo d'arredo. Forse è anche per questo che Bruno preferì abbandonare il grande palcoscenico di Canale 5 per approdare sul canale satellitare Comedy Central (bouquet Sky) alla conduzione, insieme a Katia Follesa, del programma mattutino "Salsa rosa".
Dopo la prima serie di puntate, il duo è stato riconfermato anche per la seconda stagione che è iniziata proprio poche settimane fa. Basta guardare pochi secondi della trasmissione per notare come Bruno sia diventato molto più spigliato nel parlare e di come abbia preso piena padronanza della lingua (anche se il dubbio che nella veste di uomo-oggetto non gli venisse offerta la possibilità di dimostrarlo è più lecito).
Nel frattempo ha mantenuto viva anche la sua attività di modello, posando per varie campagne pubblicitarie che spaziano da Comete Gioielli a Police e da Frau alla Colmar.
Il suo sogno, però, è sempre stato quello di fare cinema. Ed è proprio inseguendo quel sogno che ha deciso di abbandonare la sua promettente carriera da calciatore per tentare entrare nel mondo dello spettacolo. A quanto pare, un primo passo per coronalo è già stato compiuto: Bruno ha infatti esordito come attore in "Pipì Room", il nuovo film diretto da Jerry Calà che uscirà nelle sale nel corso dell'inverno del 2011. Si tratta di un racconto, alle volte crudo, che tenta di raccontare i contorni sfuocati di una generazione di adolescenti che spinta da un'irrefrenabile esigenza di bruciare le tappe ha raggiunto una forma che la rende non solo diversa dal mondo degli adulti, ma anche dalle generazioni di soli due o tre anni prima.
Ad un giornale brasiliano Bruno ha raccontato di come la sua fosse solo una piccola parte e non ha nascosto che la scelta sia caduta su di lui principalmente per la sua bellezza fisica, aggiungendo: «Non mi considero ancora un attore. Sto studiano per diventarlo ma ora sono un modello. La vita di un artista è come quella di un giocatore di calcio: è necessario praticare e dedicarsi molto».

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Les Dieux Du Stade: arriva il making of

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Backstage del Les Dieux Du Stade

Nei mesi scorsi ci siamo già occupati dell'edizione 2011 del "Les Dieux Du Stade", il calendario che annualmente propone alcuni scatti erotici ed omoerotici che ritraggono dei veri giocatori di rugby.
Quella del calendario non è l'unica uscita a creare aspettativa: molto atteso è anche il dvd con il "Making of" che a partire dal 2004 viene allegato all'uscita cartacea. Qui vengono raccolte una serie di immagini tratte dal backstage che mostra molte fasi del servizio fotografico, alcuni inediti (come pose e scatti magari scartati) ed alche qualche sorpresa (come in qualche caso delle inquadrature che mostrano alcuni giocatori in nudo integrale).
Lo Stade Français, lo stadio di Parigi a capo del progetto, ha iniziato già a diffondere alcune immagini che saranno contenute proprio nel dvd. Quasi inutile dirlo, l'obiettivo pare essere quello di smuovere gli ormoni attraverso immagini ricche di muscoli e sederi sodi.

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Jake Gyllenhaal nudo nel suo ultimo film

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Jake Gyllenhaal

In molti hanno sempre desiderato poter vedere senza veli il loro beniamino Jake Gyllenhaal. Una speranza in quella direzione era arrivata prima dell'uscita del suo ultimo film, "Love and Other Drugs": alcune indiscrezioni avevano annunciato che con l'uscita della pellicola l'attore sarebbe apparso completamente nudo in una foto. Su internet ha così iniziato a circolare uno scatto che mostrava Jake in una posa decisamente sexy e provocante mentre si stava sfilando le mutande (clicca qui per guardare la foto). Peccato che fosse solo un falso messo in giro da qualche bontempone e che le indiscrezioni facessero riferimento alla ben più casta locandina, dove il protagonista appare sì nudo, ma con un grosso cuscino che ricopre le sue parti intime (clicca qui per guardare la foto).
Se le speranze di poterlo vedere nudo sembravano svanite, il destino alle volte riserva qualche sorpresa. All'interno di quel film, infatti, c'è una scena dove Jake recita come mamma l'ha fatto e c'è chi ha passato al setaccio la pellicola trovando dei fotogrammi in cui si si possono scorgere distintamente le sue parti basse.
A voler essere pignoli, se ne vede solo la parte finale e non è certo una delle fotografie più chiare ed esaustive, ma alla fine ci si deve pur saper accontentare, no?

Clicca qui per guardare il fotogramma.


Venduti su Ebay i diritti del film a luci rosse con Sylvester Stallone

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Sylvester Stallone in 'The Party at Kitty and Stud's'

F​orse non tutti sanno che l'esordio cinematografico di Sylvester Stallone e il suo primo ruolo da protagonista ebbero luogo nel 1970 in un film softcore dal titolo "The Party at Kitty and Stud's"​. L​a pellicola, non proprio memorabile, raccontava la vita sessuale di Kitty (interpretata da Henrietta Holm) innamorata dalle prestazioni sessuali del suo fidanzato Stud (Sylvester Stallone), un uomo di indole brutale. Sul finire del film, i due decidono di organizzare una festa e distribuiscono dei biglietti d'invito: in molti accettarono e si presentano nel loro appartamento per fare sesso di gruppo mentre Stud, da perfetto padrone di casa, di adopera per non far soddisfare tutte le donne presenti.
Un film che lo stesso Stallone non ha esitato a definire «orribile», ​raccontando di come avesse accettato di prendervi parte solo per non morire di fame: la scritturazione​ era avve​nuta all'aperto mentre Stallone si trovava alla stazione degli autobus e la paga per due giorni di lavoro era stata di 200 dollari.
D​opo il grande successo dell'attore all'interno della fortunata serie cinematografica di Rocky, il titolo di quel film venne ​modificato in "Italian Stallion"​ per presumibili motivi di marketing (in italiano è uscito con il titolo "Porno proibito"). A​llo stesso tempo venne proposto ​all'attore di acquistare la pellicola al prezzo di circa 100.000​ dollari per bloccarne l'uscita. Lui rifiutò​ò, dichiarando che non sarebbe stato disposto a spendere neppure due dollari per quel film​.
Ed è così che il film uscì e che venisse presentato alla stampa con piccolo stratagemma: ai giornalisti venne detto che ​si trattava di un porno hardcore che era stato rimaneggiato per​ poter essere proposto in una versione più soft. Tutti i tentativi che si fecero allora di provare a trovare tracce delle presunte scene a​ luci rosse​ finirono in un nulla di fatto e col tempo anche il clamore suscitato attono alla notizia iniziò a scemare.
Nel 2007 la pellicola venne nuovamente tirata fuori dal cassetto e rimaneggiata attraverso l'inserimento di nuove scene di sesso esplicito che, però, non erano ovviamente interpretato da Stallone.
In questi giorni la casa di distribuzione Bryanston Distributors, produttrice del film, ha messo in vendita su Ebay la pellicola originale e tutti i diritti internazionali del film. L'asta si è conclusa con la vendita del tutto per circa 412mila dollari: ora bisognerà vedere come i nuovi proprietari vorranno sfruttare il loro acquisto e se la scelta sarà quella di riproporre nuovamente il film sul mercato.

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I migliori pettorali di Hollywood? Secondo il People sono quelli di Zac Efron

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I pettorali di Zac Efron

E tempo di classifiche e così, dopo aver parlato degli la uomini più sexy del 2010, la rivista People ha stilato anche una lista dei 25 uomini con i più bei pettorali di Hollywood.
Una scelta che, lo anticipiamo, non ha mancato di sollevare stupore e proteste, ad iniziare proprio dal primo classificato. Sul primo gradino del podio troviamo l'attore 23enne Zac Efron che nel corso dell'ultimo anno ha lavorato molto sul proprio corpo, potenziando in modo visibile la sua massa muscolare. Un risultato, quest'ultimo, apprezzato ma che secondo molti non è un motivo sufficiente per vederlo al di sopra di altri nomi.
Nella top ten seguono Hugh Jackman, Joe Manganiello, Kellan Lutz, Bradley Cooper, Mechad Brooks, Jude Law, Eddie Cibrian, Channing Tatum ed Eric Dane.
Se, però, vi sembra che manchi qualche nome, probabilmente potrebbe stupirvi o infastidirvi il poterlo trovare in una qualche posizione più bassa, ma di fatto questa è stata la scelta della rivista. Ed è così che dall'undicesimo al venticinquesimo posto incontriamo Jesse Williams, Matthew McConaughey, Gavin Rossdale, Pauly D, Josh Duhamel, Isaiah Mustafa, Stephen Moyer, David Beckham, Brian Austin Green, Ashton Kutcher, Taylor Lautner, Maksim Chmerkovskiy, Mario Lopez, Roger Federer e Jake Gyllenhaal.
Nella galleria di fine post, le immagini primi dieci personaggi in classifica e dei loro pettorali.

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La Scottish Tartans Authority invita all'uso di biancheria intima sotto al kilt, ma la proposta non piace a tutti

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Kilt

La tradizione è sempre stata molto chiara su questo punto: il kilt, il tradizionale gonnellino scozzese, deve essere portato senza indossare biancheria intima. Una consuetudine che in più occasioni non ha mancato di causare imbarazzanti incidenti, ma che ciò nonostante è rimasta viva negli anni.
La Scottish Tartans Authority -l'organizzazione che si occupa della promozione del particolare disegno dei tessuti in lana delle Highland scozzes- pare intenzionata a fermare questa tradizione. Da loro, infatti, è arrivato l'invito a tutti gli scozzesi ad indossare un paio di mutande sotto i loro kilt, sostenendo che si tratti di una consuetudine infantile e legata a problemi di decenza e di igiene.
Secondo il direttore dell'organizzazione, Brian Wilton, «l'idea che non si sia un vero scozzese meno che non si rimanga nudi sotto il kilt dovrebbe essere gettata nel cestino della carta straccia come l'idea che non si sia un vero scozzese a meno che non si metta il sale sulla minestra».
Una presa di posizione che pare non sia piaciuta a molti, al punto da suscitare un gran numero di reazioni in tutta la regione: da un lato c'è il concetto puritano di indecenza che è facilmente impugnabile per la sua soggettività, dall'altro un'accusa di mancanza di igiene che è stato contestata da chi sostiene che il passaggio d'aria abbia un effetto esattamente contrario. Ma in realtà, quel che maggiormente unisce il coro di voci contrarie, è la voglia di tenere in vita una tradizione che in fin dei conti è abbastanza innocente.
A difesa nel nudo sotto al kilt è sceso anche David Coulthard, l'ex pilota di Formula 1, che ha dichiarato: «I kilt arrivano dal passato, così come la tradizione di non indossarci sotto biancheria intima. Sono orgoglioso di essere un vero essere scozzese. Quella è una tradizione che dovrebbe essere lasciata tale».
Ian Chisholm, un portavoce del Scottish Kilt Makers' Association, ha inoltre sottolineato come la tradizione abbia origini non casuali, ma legate ad una esplicita clausola del regolamento militare scozzese.


Il Papa e la mano dell'omofobo

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Benedetto XVI

In questi giorni, grazie anche ad alcune anticipazioni che alle volte sembravano una vera e propria operazione di marketing, si sta parlando tantissimo del nuovo libro di Benedetto XVI dal titolo "Luce nel mondo".
In quelle pagine il pontefice è tornato a parlare di un tema spesso pare stargli molto a cuore, l'omosessualità. Quasi unitile dirlo, il suo discorso è in termini di condanna, definendola un «qualcosa che è contro la natura di quello che Dio ha originariamente voluto».
Poi mettendo in dubbio gli studi scientifici fino ad oggi condotti sull'argomento sull'argomento, prosegue: «Se qualcuno presenta delle tendenze omosessuali profondamente radicate -ed oggi ancora non si sa se sono effettivamente congenite oppure se nascano invece con la prima fanciullezza- se, in ogni caso, queste tendenze hanno un certo potere su quella data persona, allora questa è per lui una grande prova, così come una persona può dovere sopportare altre prove».
Una stoccata è stata riservata anche ai gay con la vocazione per il sacerdozio: secondo lui, infatti, «l'omosessualità non è conciliabile con il ministero sacerdotale, perché altrimenti anche il celibato come rinuncia non ha alcun senso».
L'unica nota positiva è il passaggio in cui il pontefice ha ricordato che le persone omosessuali «non devono essere discriminate perché presentano quelle tendenze», anche se date le premesse, quest'ultimo passo pare cadere un po' nel vuoto: ad esempio il negare il sacerdozio ai gay è già di per sé una discriminazione, così come l'opposizione del Vaticano alla moratoria Onu sulla depenalizzazione dell'omosessualità pare essere andata in senso esattamente contrario a quell'ultima affermazione.
Durissima la reazione di Paolo Patanè, presidente nazionale Arcigay, che ha commentato: «[Il Papa] non si assume alcuna responsabilità etica e, tacendo colpevolmente sulle persecuzioni di cui le persone lgbt sono vittime in tutto il mondo, finisce per armare la mano dell'omofobo, offrendo una giustificazione a chi discrimina e resuscita l'odio verso il diverso, rendendosi corresponsabile di omicidi, arresti e violenze».
L'onorevole Anna Paola Concia, deputata del PD, ha rilanciato: «Affermare che l'omosessualità è contro la natura ed è moralmente ingiusta è l'ennesima, insopportabile discriminazione che gli omosessuali sono costretti a subire. Sono parole violente, che offendono e umiliano i milioni di persone che, accettando la propria omosessualità, non vogliono e non possono in alcun modo considerarsi immorali solo perché amano una persona del loro stesso sesso».


Per combattare la violenza verso le donne, il Cile incoraggia l'omofobia

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Si tratta di una campagna pubblicitaria a sostegno della lotta alla violenza contro le donne promossa da Carol Schmidt Zaldivar, il ministro del Servizio Nazionale Femminile del Cile.
Potrebbe sembrare impossibile essere contrari ad una campagna per la sensibilizzazione su un tema simile, ma quando lo sloga è "Chi picchia una donna è frocio" il discorso cambia.
Mente il ministro continua a sostenere che una simile campagna possa davvero far diminuire le violenze domestiche, in molti sollevano il dubbio che cercare di fermare un tipo di violenza promuovendone un altra non possa essere un mezzo accettabile. E' innegabile, infatti, che il tutto faccia perno sull'omofobia e che lo stato cileno stia promuovendo un immagine negativa dei gay, cercando di usarli come un "qualcosa" che dovrebbe generare ribrezzo nei violenti.
Ipotesi confermata anche dal gruppo "Soy Hombre Soy Mujer" che ha sottolineato come quel messaggio non stia facendo altro che incrementare l'omofobia e il sentimento anti-gay nel Paese, soprattutto considerato come negli ultimi anni si sia già registrato in Cile un aumento del 600% dei casi di violenza nei confronti degli omosessuali.
Contro il messaggio passato dalla campagna è stata create anche una raccolta di firme per chiedere al ministro di pensare ad una nuova campagna a sostegno della sua nobile causa, ma cercando questa volta di tenere in considerazione il rispetto verso altre minoranze. Nella lettera si legge l'invito rivolto allo stato di tener presente che ogni categoria di cittadino cileno dovrebbe essere tutelato dalla violenza, sia esso donna, bambino, gay, nativo... insomma tutti, compresi gli uomini.

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In arrivo l'ottava edizione del Florence Queer Festival

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Si terrà a Firenze dal 26 novembre al 2 dicembre l'ottava edizione del Florence Queer Festival, un evento organizzato dall'Associazione Ireos.
L'obiettivo dell'evento è quello di raccontare e descrivere il variegato universo gay, fatto di emozioni e di sentimento e di sogni e quotidianità, attraverso cinema, video, fotografia ed altre forme d'arte, prevalentemente indipendenti.
Tra le proposte cinematografiche offerte, l'atteso "Bear City", una sorte di "Sex and the City" in versione ursina, "Due Padri per David", la storia di una coppia gay che desidera fortemente avere un figlio, "Prayers for Bobby", la vera storia di Bobby Griffith morto suicida a causa dell'oppressiva madre Mary che non accettava il suo orientamento sessuale per poi diventare paladina dei diritti gay dopo la perdita del figlio, e il film d'animazione "The Gus & Waldo Show", la storia di due pinguini gay.
Per gli amanti del teatro segnaliamo "Una Vita spezzata", spettacolo dedicato a Matthew Shepard (il ragazzo statunitense che venne derubato e torturato nella notte fra il 6 e il 7 ottobre 1998 perché gay e che morì cinque giorni dopo a causa delle ferite riportate) e "Benzina", la storia di una coppia omosessuale all'indomani del coming out in famiglia da parte di una delle due.
Gli amanti della musica, della fotografia e di altre arti non rimarranno comunque a bocca asciutta: il programma completo delle manifestazioni in programma è disponibile sul sito ufficiale dell'evento.

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Justin Bartha, lo scopritore di tesori

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Justin Bartha

Ieri sera Canale 5 ha trasmesso il film "Il mistero delle pagine perdute", un film d'avventura incentrato sul racconto fantastico del ritrovamento di alcune carte segrete riguardanti l'assassinio di Abramo Lincoln e che indicavano come mandante dell'omicidio proprio un antenato del protagonista (interpretato da Nicolas Cage). Ad aiutarlo a scoprire la verità, c'era anche il suo collega Riley Poole (interpretato da Justin Bartha).
Ed è proprio sull'interprete di quest'ultimo personaggio (i cui occhi azzurri forse non saranno passati inosservati a molti nonostante il suo ruolo secondario nella vicenda) che puntiamo l'attenzione.
Justin Lee Bartha nasce a Fort Lauderdale (Florida, Stati Uniti) il 21 luglio 1978. Si trasferisce a West Bloomfield (Michigan) all'età di otto anni, dove si diploma presso la West Bloomfield High School nel 1996. Si trasferisce così a New York per studiare recitazione alla New York University.
Il suo esordio nel mondo del cinema è dietro le scene come assistente di produzione per il film "Terapia e pallottole". Per vederlo davanti alla macchina da presa bisognerà attendere il 1999, quando debutta come attore nel cortometraggio "Tag".
Nel 2003 è uno degli attori principali del film "Amore estremo - Tough Love", mentre nel 2004 raggiunge il grande pubblico proprio con il suo ruolo ne "Il mistero delle pagine perdute".
Nel 2006 ottiene un ruolo di supporto nella commedia "A casa con i suoi".

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Glee: da gennaio su Italia Uno

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Glee

Dopo essere stata trasmessa da Fox Italia, la serie televisiva "Glee" approderà sui canali free a partire dal 17 gennaio prossimo. A trasmetterlo sarà Italia Uno, che proporrà tutti gli episodi della prima serie nella fascia oraria delle 19:30.
Inizialmente concepita come un film, la serie è incentrata sulle vicende di una compagnia di canto corale di una ipotetica William McKinley High School a Lima, in Ohio.
Il tutto ha inizio quando Will Schuester, un professore di spagnolo, vuole dar vita ad un gruppo di canto all'interno della scuola. La sua proposta che non raccoglie grandi consensi, anche considerato l'ambiente pare ruotare attorno solo a cheerleader e a giocatori di football. E' così che il professore decide di puntare su un gruppo di ragazzi considerati da molti come degli "sfigati".
Fra i personaggi della serie c'è anche Kurt Hummel (interpretato da Chris Colfer), un ragazzo dichiaratamente gay con una voce da soprano che proprio per questa sua caratteristica è spesso il bersaglio delle angherie di alcuni giocatori di football della scuola.

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Gli uomini più sexy del 2010 secondo il People

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E' ormai dal 1985 che la rivista "People" stila annualmente una classifica di quelli che sono da loro sconsiderati gli uomini in vita più sexy. Si tratta di una lista molto attesa ma, al contempo, molto discussa (è innegabile, infatti, che non esistano criteri oggettivi per la scelta e che la bellezza e le vibrazioni emanate da un uomo possano essere percepite in modo anche diametralmente opposto da persone diverse).
In questi giorni è stata resa pubblica la classifica del 2010, capeggiata dall'attore canadese Ryan Reynolds scelto -a detta della rivista- per il suo humor. Sul secondo gradino del podio è salito Jon Hamm, l'attore statunitense noto per il suo ruolo nella serie televisiva "Mad Men", seguito dall'attore e modello Kellan Lutz, apprezzato da molti mentre recitava a torso nudo nel film "Twilight".
Seguono il rapper Drake, l'attore e cantante Mattew Morris, il cantante Jon Bon Jovi, l'attore Joe Manganiello, l'attore Robert Downey Jr., l'attore Jesse Williams, il cantante Justin Timberlake, l'attore Vin Disel e l'attore Jake Gyllenhaal.
Se qualche nome non vi fosse del tutto familiare o se semplicemente desiderate rinfrescarvi la memoria, la gallery di fine post ripropone le fotografia di ciascun personaggio, riprendendo la scelta effettuata da "People" per il loro sito Internet.

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L'Onu toglie i riferimenti all'omosessualità nella sua condanna alle esecuzioni ingiustificate

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Le uccisioni extragiudiziali a causa dell'orientamento sessuale di una persona non sono più formalmente condannate dalle Nazioni Unite. La richiesta era stata avanzata da alcuni Paesi arabi ed africani e la decisione dell'Assemblea generale è andata proprio in quella direzione, con 79 voti a favore e 70 contrari.
L'Onu, infatti, approva ogni due anni una nuova risoluzione che condanna le esecuzioni extragiudiziali. Nel 1998 si decise di indicare espressamente i motivi legati all'orientamento sessuale di una persona. Ora la dicitura "orientamento sessuale" è stata sostituito con un più generico ma maggiormente ambiguo "ragioni discriminatorie su qualsiasi base".
Si potrebbe anche pensare che nelle ragioni di discriminazione rientri anche l'omosessualità, ma il rischio che non sia così è molto alto. Ad esempio in tutti quei Paesi dove l'omosessualità è ritenuta reato, un'azione nei confronti di chi è reo di quella che legalmente è ritenuta colpa non costituirebbe una discriminazione e, quindi, non sarebbe da ritenere un'azione condannata dall'Onu.
Nonostante quella mozione sia passata per soli nove voti, l'intera risoluzione è stata poi approvata dalla commissione con 165 voti favorevoli, 10 astenuti e nessun voto contrario.


Un flashmob all'Opera House di Sydney

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Domenica 14 novembre, ora di pranzo. Davanti all'Opera House di Sydney inizia ad aggirarsi Joyce Maynge, una tra le più famose drag queen australiane. Ad un certo punto si odono alcune canzoni di Dannii Minogue e di Kylie Minogue. Joyce inizia a ballare ed un numero crescente di persone si unisce a lei.
Stiamo parlando di un nuovo flashmob organizzato nella città australiana da un gruppo di volontari, gli stessi che nel 2009 diedero vita al primo flashmob gay di Sydney e ad un divertente scontro fra due improbabili Lady Gaga organizzato lo scorso maggio.
Davanti al monumento simbolo della città sono intervenuti un centinaio di ballerini, in età compresa fra i 5 ai 60 anni, che si sono esibiti in mezzo alla folla presente in piazza.
A sottolineare come l'evento stia ottenendo di volta in volta un eco sempre maggiore, anche i post che entrambe le cantanti scelte per la colonna sonora (Dannii Minogue e Kylie Minogue) hanno scritto sulle loro pagine Twitter, così come lo spazio che il quotidiano "Sydney Morning Herald" e il telegiornale di "Channel 10" gli hanno dedicato.

Clicca qui per guardare il video dell'esibizione.


Un 14enne al consiglio d'istituto: «Un giorno spero di poter essere giudicato per quello che sono, e non per le persone che amo»

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Si chiama Taylor Graham, ha soli 14 anni ma è riuscito a lanciare un messaggio che in breve tempo sta facendo il giro del mondo.
Il tutto ha avuto inizio quando un professore della sua scuola, Jay McDowell, era stato sospeso e lasciato a casa per un giorno senza stipendio dopo che aveva punito due suoi studenti che avevano utilizzato termini omofobi nei confronti di un loro compagno. Una decisione che non è piaciuta per nulla al piccolo Taylor, tant'è che nel corso di un consiglio scolastico, proprio mentre si discuteva dell'accaduto, ha chiesto la parola: «Sono gay, e sono giovane e posso assicurarvi che essere gay è motivo di tante difficoltà. Così come Martin Luther King sperava che i suoi figli sarebbero un giorno stati giudicati non per il colore della loro pelle ma per la loro persona, così anche io spero un giorno di poter essere giudicato per quello che sono e non per le persone che amo».
Poi, parlando del professore, ha aggiunto: «Qualcuno ha avuto finalmente il coraggio di farsi avanti e di prendere una posizione. Nelle classi di questa scuola, fra i ragazzi di questa scuola, si sentono cose orribili: le stesse cose orribili che mi hanno spinto verso il suicidio a soli nove anni. La cosa migliore che possiate fare ora come ora è ridargli il suo stipendio e annullare il provvedimento disciplinare nei suoi confronti. Il professore ha fatto una cosa straordinaria, una cosa che è valsa da ispirazione per moltissime persone. E semmai avrò un insegnante come Jay McDowell, cambierebbe sicuramente ai miei occhi. Appoggio in pieno il signor McDowell, e spero voi facciate lo stesso».
Un discorso che sembra incredibile sia stato pronunciato da un ragazzo così giovane, ma che proprio per questo è riuscito a raggiungere il cuore di molte persone.


Clint Mauro

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Clint Mauro nasce negli Stati Uniti nel 1986. Cresce a Mishawaka (Indiana, Stati Uniti) in una famiglia di origine italo-americana. Il padre, un grande fan di Clint Eastwood, decide di chiamarlo così proprio in onore del suo attore preferito.
Alle superiori diviene il capitano della squadra di basket della scuola. Inizia a studiare presso l'università di Anderson, ma poi decide di trasferirsi a Los Angeles per tentare la carriera di modello ed attore.
Dopo aver collezionato un buon numero di rifiuti, viene scoperto quasi per caso da Al David che lo nota mentre Clint stava lavorando come commesso in un negozio di Abercrombie & Fitch. Ben presto David diventa il suo agente ed inizia a farlo lavorare nel campo della moda.
Appare sulla copertina di "Out magazine" ed alcuni scatti che lo coinvolgono sono realizzati ancheda fotografi del calibro di Bruce Weber e Tony Duran. Nel 2007 conquista il titolo di "supermodel" grazie alla sua partecipazione alla campagna pubblicitaria dell'intimo maschile di Armani Exchange.

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Il Giudizio universale, fra santo e profano

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Il "Giudizio Universale" è l'affresco dipinto in quattro anni all'inizio del sedicesimo secolo da Michelangelo Buonarroti per adornare il soffitto della Cappella Sistina. La bellezza dell'opera è pressoché riconosciuta in modo universale ed è difficile non rimanere a bocca aperta nell'ammirarlo.
Elena Lazzarini, una ricercatrice dell'Università di Pisa, l'ha studiato a fondo per scoprirne alcuni dettagli poco noti, portando alla luce un risvolto molto profano dietro ad uno dei dipinti sacri più famosi al mondo. Al centro delle sue attenzioni, infatti, sono i soggetti ai quali Michelangelo si sarebbe ispirato per la realizzazione dell'opera: corpi maschili e femminili visti nelle «stufe», una sorta di bagno turco in cui si praticavano anche salassi e massaggi, ma in un clima abbastanza promiscuo non troppo lontano da quello un bordello.
Qui l'artista si recava in compagnia di alcuni suoi colleghi (fra cui il Vasari che ha ne ha parlato in più testimonianze) e qui osservava i corpi per prenderne spunto per le sue opere. E' così che gli uomini del dipinto hanno spesso i muscoli tesi e volti dai quali trasuda fatica, esattamente come quelli dei manovali e facchini delle stufe nel pieno svolgimento del loro lavoro.
Nell'opera non mancano anche atteggiamenti osceni più adatti a quei luoghi che ad un dipinto, come un dannato che viene trascinato negli inferi dopo essere stato afferrato per i testicoli. Fra i beati, inoltre, non mancano abbracci e baci promiscui, a detta dell'esperta di probabile natura omosessuale.
Un promiscuità che non era passata inosservata alle gerarchie vaticane, al punto che dopo l'approvazione dei decreti Tridentini, l'opera rischiò addirittura la distruzione. A salvarla fu fortunatamente un intervento Daniele da Volterra, un allievo di Michelangelo, che dovette aggiungere i pantaloni ad alcune delle figure proposte per riportarle a quello che era ritenuto il desiderato decoro.


C'è anche l'italiano Alex Marte fra le pornostar proposte sulla copertina di Attiude

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E' una copertina interamente dedicata alle maggiori star internazionali del porno gay quella che la rivista "Attitude" ha riservato al suo numero di dicembre. Fra loro, anche un italiano: Alex Marte.
Nato a Milano nel 1986 e dichiaratamente gay, aveva iniziato a a lavorare come personal trainer, dedicandosi solo saltuariamente alla professione di spogliarellista. Nel 2007 si era presentato ad un casting organizzato a Roma dalla casa di prosuzione Lucas Kazan in occasione del Porn Star Wanted 2007, conquistando la partecipazione agli "XXX Casting" di Ettore Tosi (un film in cui venivano mostrati alcuni casting video) già a febbraio 2008. Successivamente gli venne offerta una parte nel il film "Italians and other strager", ma Alex non poté partecipare. Una nuova occasione, però, gli arrivò già alla fine di quell'anno, quando la rivista australiana "DNA" lo scelse per un servizio fotografico che lo portò immediatamente all'attenzione del pubblico internazionale.
Nel 2010 è stato il protagonista insieme a Bruno Knight di una clip realizzata da "Men at play" (un sito specializzato nella realizzazione di filmati pornografici che coinvolgono uomini vestiti in giacca e cravatta e con i quali ha lavorato successivamente in altre due clip) e di una scena del film "Costa Brava, The Wild Coast" di Kristen Bjorn.
Ad ottobre la sua performance per Men at play venne premiata all'Hustlaball di Berlino con l'assegnazione del premio per il "Best Newcomer" (miglior nuovo arrivato) europeo.
Con la scelta di "Attitude" di inserirlo in mezzo ad alcuni "mostri sacri" della pornografia gay, la sua carriera in quel settore pare essere sempre più promettente.
Per chi non avesse ancora avuto il piacere di vederlo (o semplicemente desidera rivederlo) in fondo al post sono pubblicate alcune immagini e video della sua carriera.

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Harol Baez

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Harol Baez nasce 27 anni fa nella Repubblica Domenicana. Alla tenera età di quattro anni, si trasferisce a New York (Stati Uniti). Inizia a posare come modello, ma ai tempi non aveva preso in seria considerazione l'ipotesi di farlo come lavoro fisso. Nel frattempo studia e diventa un analista di computer.
L'occasione di lavorare in più occasioni con il fotografo Justin Monroe gli fa scoprire un nuovo modo di rapportarsi con il suo lavoro di modello. E' così che per lui si sono aperte le porte verso una strada in cui quella carriera poteva iniziare ad essere presa come un'opzione seria.
Curiosa anche la storia che ha portato i due a conoscersi: Justin Monroe si è imbattuto nel suo profilo su MySpace ed è rimasto così colpito dalle forme del suo sedere da iniziare a desiderare di fotografarlo. Una volta contattato, Harol gli ha subito specificato che non intendeva posare per scatti pornografici, ma forse non si sarebbe aspettato quella risposta: «Il sesso con i roditori conta come tale?». La sua idea, infatti, era quella do fotografarlo a letto con un grosso ratto (la foto è fra quelle proposte in fondo al post).
All'inizio di quest'anno, Harol è anche apparso in un servizio fotografico realizzato da Devious Honey per la rivista DNA.

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Finisce un'era: Ask esce di scena ed arriva il duopolio nella gestione delle informazioni

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Chi ha qualche anno e ha avuto l'occasione di navigare su Internet negli anni novanta, si ricorderà come in quegli anni non esistesse un vero e proprio predominio fra i motori di ricerca. C'è chi usava HotBot, chi Altavista, chi Lycos, chi Infoseek e così via. Nomi che oggi si sentono difficilmente pronunciare e siti che sono spesso caduti nell'oblio e nell'abbandono.
Fra di loro due sono sopravvissuti a quegli anni rimanendo competitivi sul mercato: si tratta di Yahoo e di Ask Jeeves (che a settembre hanno coperto rispettivamente il 17,4% e il 2,3% del volume totale di ricerche effettuato negli Stati Uniti). Lo scorso anno Microsft (proprietaria di Bing, il terzo motore di ricerca più utilizzato dopo Google e Yahoo) ha investito ingenti quanità di denaro nel tentativo di acquistare Yahoo, contrattazione poi terminata a fine luglio 2009 con un accordo decennale di collaborazione fra le due parti, in cui la società di Redmond imponeva al concorrente l'uso della sua tecnologia di ricerca in cambio del passaggio a quest'ultimo di alcune attività legate alle pubblicazione di inserzioni pubblicitarie sue entrambi i portali. Nel corso del 2010 è così stato chiuso lo sviluppo di Yahoo! Slurp, il software che stava dietro alle ricerche su Yahoo, ed il portale ha iniziato a fornire i risultati di Bing. Nonostante sia un portale ancora attivo ed apprezzato, quell'accordo ha segnato di fatto la sua uscita dalla competzione diretta nel mondo dei motori di ricerca.


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Outing per Matteo Casnici del Gf?

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Matteo Casnici, un concorrente dell'edizione di quest'anno del Grande Fratello, sarebbe gay. A sostenerlo è Roger Gart, che a "Pomeriggio 5" ha dichiarato: «Ho un messaggio per un ragazzo all'interno della casa del "Gf" da parte del suo uomo, c'è un omosessuale non dichiarato, un finto etero e ti posso dire che ci sta provando con Francesca. Il fidanzato all'esterno si sta innervosendo di questa situazione...».
Brbara D'Urso ha approfondito l'argomento chiedendo: «Ma è fidanzato ufficialmente con un uomo e non ha mai detto di essere omossessuale?». «Si è un ragazzo molto carino del nord Italia e mi pare che vive all'estero...» è stata la pronta risposta.
A quel punto è intervenuta la ex gieffina Angela Sozio che ha ipotizzato: «Se è quello che penso io, ricciolino e che cerca una storia con Francesca direi che è Matteo e che è fidanzato con un noto imprenditore».
Ipotesi che pare sia stata implicitamente confermata dall'espressione di Roger Gart. Inutile dire che in assenza di conferme o smentite (soprattutto da parte dei diretti interessati) è difficile dire se la notizia possa rivelarsi fondata o se sia destinata a rimanere un semplice pettegolezzo.

Update 11/11/2010: In un'intervista Roger Garth ha ritrattato parzialmente le sue dichiarazioni, sostiene di non aver mai fatto nomi e di non aver capito perché tutti abbiano pensato a Matteo (anche se a suo dire questo non lo esclude). Nell'occasione ha anche ritrattato la sessualità del misterioso personaggio, sostenendo che non sia gay ma bisex.


Tornano gli uomini delle Alpi

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Torna nella sua sesta edizione "Men in the Alps", un calendario che si sta sempre più affermando nel panorama dei calendari maschili. Da sottolineare anche che si tratta di un progetto con scopi benefici e che l'intero ricavato delle vendite viene destinato ad istituzioni dell'Alto Adige e dell'Europa centrale che si occupano di persone malate, handicappate o socialmente svantaggiate. Anche i modelli e il team di sviluppo rinunciano ai loro compensi per non gravare fra le spese ed aumentare il numero di soldi destinati ai progetti benefici.
L'edizione 2011 è interamente dedicata ai momenti culinari, con immagini che associano la sensualità al cibo. Ogni modello viene ritratto in due scatti distinti: uno a colori ed uno -generalmente più erotico- in bianco e nero.
Maggiori informazioni sul calendario e sulle modalità per acquistarlo online si trovano sul sito del progetto.

Immagini: [1] [2] [3] [4] [5]


A «Vieni via con me» si è parlato anche di omosessualità

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Lunedì scorso su Rai Tre è andata in onda la prima puntata di "Vieni via con me", un programma condotto da Fabio Fazio e Roberto Saviano. Seguita in televisione da più di 7 milioni di telespettatori, il programma ha avuto anche alcuni strascichi anche su internet, ad esempio con l'home page del programma che è risultata la pagina più cliccata di tutto il portale Rai nella giornata di martedì.
Tra i tanti temi trattati, si è parlato anche di omosessualità. Per farlo si è scelto di utilizzare degli elenchi, due dei quali letti da Nichi Vendola ed uno da Roberto Saviano.
Quest'ultimo, indubbiamente il meno serio, riguardava tutti i dettagli che nel sud d'Italia fanno pensare che una persona possa essere omosessuale. Il governatore della Puglia, invece, ha dapprima elencato le molte (e spesso sqallide) denominazioni che si usano per indicare un omosessuale («invertito, deviato, pederasta, sodomita, frocio, depravato, arruso, bardassa...»), poi l'ancor più vergognoso elenco dei metodi con i quale nel corso della storia si è cercato di espiare l'omosessualità («impalato, arso vivo, squartato, decapitato, impiccato, lapidato, accecato, evirato, deportato nei lager e marchiato col triangolo rosa, deportato nei gulag, esiliato, confinato ricoverato in manicomio e curato con gli elettrochoc, incarcerato, stuprato per punizione, torturato, perseguitato in ogni luogo e in ogni tempo della storia umana, violato nella sua dignità e nei suoi diritti nel nome del costume, della religione, dell'ideologia, dell'ordine pubblico, dell'etica»).
Tra altri temi appuntamenti della serata, il monologo di Saviano su quella che lui definisce "la macchina del fango" (ossia il tentativo da parte dei poteri forti di attaccare gli li contrasta prendendo come spunto dei fatti insignificanti della loro vita) e l'atteso ritorno sul piccolo schermo di Roberto Benigni.

Video: [1] [2] [3]


Daniel Bueno al Grande Fratello brasiliano

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Il Grande Fratello italiano punta sempre di più sull'idea di "caso umano", proponendo una schiera di concorrenti caratterizzati da vissuti discutibili o incredibili: dal figlio del camorrista (presentato quasi come se l'esser tale fosse in un qualche modo motivo di vanto o di interesse) al gigolò che a suo dire vende il corpo perché disoccupato (anche se forse a catturare l'attenzione non è tanto la sua attività, quando il domandarsi chi mai possa avere un qualche interesse ad andare a letto con lui).
All'estero, però, il programma non ha sempre preso ovunque la stessa direzione. In Brasile, ad esempio, la bellezza fisica dei concorrenti è rimasto un motivo di interesse. Ed è così che si scopre che all'interno della casa de "La fazenda", uno degli inquilino è Daniel Bueno, un modello internazionale 33enne. Ed è qui che Daniel mostra generosamente il suo fisico durante le sue docce all'interno della casa, con telecamere che non esitano a mostrare il suo "lato b" mentre il modello è impegnato ad asciugarsi.
Come consuetudine, al termine del post trovate alcuni fotogrammi ed il filmato di una delle sue docce.

Immagini: [1] [2] [3] [4]


Barcellona: 200 gay e lesbiche si baciano davanti al papa

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La singolare protesta era stata annunciata qualche tempo fa e, nonostante gli ostacoli incontrati durante l'organizzazione (primo fra tutti la chiusura da parte di Facebook della pagina dedicata all'iniziativa), in oltre duecento fra gay e lesbiche si sono radunati davanti al selciato della Sagrada Familia per scambiarsi un bacio collettivo durante il passaggio della papamobile.
Gli attivisti intervenuti hanno contestato la politica di chiusura adottata da Benedetto XVI verso gay e lesbiche e i continui attacchi che le alte gerarchie clericali riservano alla comunità lgbt in numerose località del mondo. Va precisato, però, che gli organizzatori hanno sottolineato molto chiaramente che le loro accuse riguardano perlopiù solo i vertici della Chiesa, senza mettere in discussione i "cristiani di base" che spesso portano avanti un lavoro meritevole.
Manifestazione, questa, che si va a sommare a quella dello scorso settembre a Londra, nonché ad un altro bacio collettivo che ha accolto il passaggio del papa anche sabato scorso a Santiago. In altre parole, una protesta conto le politiche della Chiesa che si sta rinnovando sistematicamente ogni volta che Benedetto XVI varca i confini del Vaticano e dell'Italia (Pese, quest'ultimo, dove lo scorso ottobre il governo ha scomodata la Digos per scongiurare ogni forma di protesta nei confronti del pontefice).

Video: [1]


Il codice Hanky

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Si può definire una specie di "codice segreto" che veniva utilizzato negli Stati Uniti, in Canada e in Europa negli anni settanta per comunicare agli altri gay i propri gusti in fatto di pratiche sessuali, in particolar modo quelle legate al sado-masochismo. Si tratta dell'hanky code (o handkerchief code), ossia la pratica di infilarsi nella tasca posteriore dei pantaloni un fazzoletto colorato: il colore del fazzoletto indicava le pratiche sessuali che si stavano cercando, mentre la tasca in cui veniva infilato indicava il ruolo ricoperto (il fazzoletto nella tasca sinistra indicava generalmente un ruolo attivo mentre in quella di destra un ruolo passivo).
La distinzione fra destra e sinistra aveva valenza anche quando il fazzoletto veniva indossato in altri modi, ad esempio legato alla caviglia destra o sinistra o legato al collo con il nodo a destra o sinistra.
Quel codice era difficilmente intuibile per gli eterosessuali e per i non "addetti ai lavori", fatto non di poco conto in quegli anni quando le persecuzioni verso gli omosessuali erano all'ordine del giorno.
Di per sé, tale codice non è mai andato in disuso, anche se con il tempo il suo utilizzo è andato via via scemando.
Ad eccezione di alcuni casi, non esiste un significato univoco ed universalmente riconosciuto associata a ciascun colore: in alcuni casi, infatti, questi potevano cambiare di località in località ed anche il disegno riportato sul fazzoletto (come pallini, scacchi...) potevano modificarne il significato.


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Scopri la differenza, ma non fare differenza

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Da lunedì farà la sua comparsa nelle strade di Bari per poi diffondersi in altre località della Puglia; si tratta della campagna di sensibilizzazione organizzata dall'associazione Between a sostegno dei diritti civili degli omosessuali.
Tutti i manifesti conterranno le fotografie di due volti ed una scritta inviterà a cercare di riconoscere quale dei due sia gay, lesbica o trans. Il tutto, però, è accompagnato da uno slogan molto chiaro: «Scopri la differenza, ma non fare differenza».
Viviana Loprieno, una delle fondatrici di Between, ha così spiegato il senso della campagna: «E’ ancora lunga la strada del rispetto verso chi è portatore di una diversità sessuale: in Europa si marcia in questa direzione, in Italia no. Noi, da qui, proviamo a cambiare il senso di marcia».

Immagini: [1] [2] [3]


Il calendario dei pompieri catalani

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Personalmente credo che la realizzazione di un calendario si possa definire a metà strada fra una moda e l'occasione per reperire fondi (soprattutto quando di fondi ce ne sono pochi).
Ed è così che all'elenco dei calendari che ritraggono dei professionisti nudi o generosamente svestiti, si va ad aggiungere quello realizzato da alcuni pompieri catalani. Per l'esattezza si tratta dei vigili del fuoco della Generalitat de Catalunya, che hanno posato davanti all'obiettivo fotografico per raccogliere i soldi necessari a potersi recare ai Giochi di pompieri e polizia che si terranno a New York.
L'edizione viene venduta online ed è biennale (ossia di 24 mesi che comprendono il 2011 e il 2012). Dato che il vigile del fuoco non è più un lavoro esclusivamente maschile, fra le pagine patinate compaiono anche alcuni scatti che ritraggono delle ragazze (nonostante sia immediatamente visibile una netta predominanza di fotografie dedicate ad aitanti ragazzi).

Immagini: [1] [2] [3] [4] [5]


Ryan Phillippe nudo nel film "MacGrubor"

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Dopo aver mostrato le sue natiche nel film "Cruel Intention", Ryan Phillippe torna a spogliarsi. Questa volta l'occasione è il film "MacGrubor". Anche in questo caso il nudo non è integrale ed il contesto è molto differente da quello del 2008: in questo caso, infatti, si tratta di una scena abbastanza grottesca inserita in un contesto comico.
Verrebbe da aggiungere qualche dettaglio in più, ma il rischio sarebbe solo quello di togliere la sorpresa a chi si accinge a guardare la scena per la prima volta (lo spezzone in questione è proposto al termine del post): va infatti detto che il poter ammirare nuovamente l'attore con i pantaloni abbassati non è l'unico motivo di curiosità del video.

Clicca qui per guardare il video.


Berlusconi sui gay. Sgarbi lo difende e rilancia: «Inizia la campagna elettorale contro Vendola. Silvio è sul pezzo»

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L'uscita di Berlusconi sui gay è piaciuta a pochi, al punto che anche alcuni esponenti del suo partito hanno preso le distanze da lui. Il ministro Mara Carfagna ha dichiarato che «Sarebbe opportuno che ciascuno di noi si astenesse dal fare battute», la capogruppo Pd al Senato Anna Finocchiaro l'ha definito «Un uomo che non è all'altezza di governare il nostro Paese» ed il presidente di Arcigay, Paolo Patanè, ha parlato di «Battuta gratuita e volgare».
A difenderlo a spada tratta, però, è arrivato Vittorio Sgarbi che in un'intervista pubblicata da Libero ha sentenziato che secondo lui quella battuta non è stata per nulla offensiva.
Al di là del suo pensiero personale sulla vicenda, Sgarbi ha raccontato anche quella che sarebbe stata la reazione del premier davanti alle proteste suscitate dalle sue parole. «Il premier -dice Sgarbi- mi ha chiamato e gli ho espresso la mia solidarietà. Mi ha detto: "E' quello che ci hanno insegnato i nostri genitori". Nel mondo musulmano, ebraico e cristiano l'omosessualità non è una virtù. Dire che è meglio guardare le belle ragazze che essere gay non è una frase offensiva. I gay direbbero senza problemi: meglio andare con gli uomini che con le donne».
Dichiarazioni preoccupati, che da un lato mostrano un Presidente del Consiglio pronto a sostenere che sia sbagliato essere gay perché i suoi genitori gli hanno insegnato ad andare con le donne e, al contempo, sottolineano come in un paese laico il pensiero religioso possa avere il sopravvento su quello civile (per non parlare del fatto che dire "meglio andare con gli uomini che con le donne" non equivale a dire "meglio andare con gli uomini che essere eterosessuale": nella seconda affermazione verrebbe dato un giudizio, peraltro negativo, nei confronti di un modo di essere e non ci si limiterebbe ad un pensiero del tutto personale).
Il suo discorso di Sgarbi non si è fermato qui. E' in un'altra sua frase che rilancia un'ipotesi a dir poco preoccupate: «Inizia la campagna elettorale contro Vendola. Silvio è sul pezzo». Come dire che pur di screditare l'avversario politico agli occhi degli elettori, Berlusconi sarebbe solo all'inizio di una campagna mediatica contro i gay volta a far apparire l'omosessualità di Vendola come motivo sufficiente per non votarlo (indipendentemente dalle sue idee politiche, ma facendo leva sulle possibili discriminazioni verso il suo orientamento sessuale). Una tesi, questa, che se confermata potrebbe preannunciare una stagione di istigazione all'omofobia, in un'ottica di un Berlusconi pronto a gettare nell'arena davanti al leoni l'intera comunità lgbt italiana per il proprio tornaconto elettorale.


Berlusconi: «Meglio essere appassionati delle belle ragazze che gay»

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Anziché dare una risposta seria alle numerose domande rimaste aperte sul cosiddetto "caso Ruby", Berlusconi ha preferito scherzarci sopra in occasione della sua visita all'inaugurazione del salone del ciclo e motociclo presso la Fiera di Milano-Rho. Non contento delle sue prime battute dette fra gli stand («Ho un problemino, avrei da sistemare in qualcuno di questi stand una certa Ruby»), una volta salito sul palco ha pensato bene di dichiarare: «Da sempre conduco una attività ininterrotta di lavoro, se qualche volta mi succede di guardare in faccia qualche bella ragazza... meglio essere appassionati di belle ragazze che gay».
Non è la prima volta che Berlusconi ricorre a simili paragoni: già in passato aveva utilizzato frasi omofobe volte a stringere l'occhio ai più incalliti sostenitori del concetto di "virilità italiana", quasi come se il non essere gay fosse un motivo più che sufficiente a giustificare certi eccessi.
In altre parole, il guardare la bellezza di una minorenne (con tutti i dubbi del caso sull'ipotesi che ci sia stato qualcosa in più di un semplice sguardo), l'utilizzo del proprio potere per fini personali, il lasciarsi chiamare "papi" in intimità da un'altra minorenne o, ancora, il considerare la bellezza di una donna come motivo per preferire un ministro piuttosto che un altro siano episodi che si giustifichino automaticamente solo perché comprova del suo essere eterosessuale e, quindi, l'opposto di ciò che pare voglia far passare come il male peggiore: l'essere gay.

Video: [1]


Il primo nudo ripreso dalle telecamere Sky negli spogliatoi di sera A

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Una delle novità introdotte quest'anno da Sky è la presenza di telecamere all'interno degli spogliatoi dei campi di serie A. Una presenza che inevitabilmente limita la privacy dei giocatori, rendendo difficili anche semplici gesti che generalmente verrebbero considerati del tutto normali all'interno di uno spogliatoio (tipo lo spogliarsi).
Ed è così che domenica scorsa è scattato il primo nudo catturato da quelle telecamere e trasmesso dall'emittente satellitare. Il campo è quello delle partita fra Roma e Lecce, ed è proprio un giocatore di quest'ultima squadra ad essere stato "colto" nell'atto di cambiarsi le mutande. La scena mostra tranquillamente gli slip che cadono al suolo lasciando i glutei in bella mostra, il giocatore che nota la telecamera e cerca di coprirsi tirando la maglia per poi infilarsi velocemente un nuovo paio di mutande.
Il bello è che quelle immagini non vengono trasmesse in diretta ma in differita: in altre parole la regia si Sky ha visionato le immagini prima di mandarle in onda, probabilmente senza ritenere di dover tagliare quella sequenza.

Immagini: [1] [2] [3] [4] [5] - Video: [1]


Scott Evans

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Scott Evans nasce il 21 settembre 1983. Fratello minore dell'attore Chris Evans, è noto negli Stati Uniti per la parte che interpreta all'interno della soap opera "One Life to Live".
La sua omosessualità venne resa pubblica dal fratello Chris che ne parlò nel corso di un'intervista rilasciata alla rivista "The Advocate" nel febbraio 2009. Quattro mesi più tardi Scott decise di parlarne in prima persona nel corso di un'intervista ad AfterElton.com: qui raccontò di come avesse deciso di fare coming out all'età di 19 anni, prima di tentare di intraprendere la carriera di attore. «Io non volevo essere una di quelle persone che tornano indietro e cercano di nasconderlo -ha dichiarato- perché sapevo che sarebbe venuto fuori. Grazie al successo di mio fratello, ho ritenuto non fosse necessario nasconderlo una volta fatto coming out».
Il suo esordio sul piccolo schermo ha avuto luogo nel 2008, quando venne scelto per vestire i panni dell'agente di polizia Oliver Fish nella soap opera "One Life to Live". Qui sarebbe dovuto comparire solo in cinque episodi. Le sue apparizioni nella serie, però, si sono fatte sempre frequenti e il suo personaggio è stato coinvolto in una relazione omosessuale con un altro uomo.
Nel 2008 è apparso anche in un episodio di "Law & Order: Criminal Intent" e in uno di "Fringe". Nel 2009 ha debuttato sul grande schermo con il film "I love shopping" di P.J. Hogan.

Immagini: [1] [2] [3] - Video: [1] [2]