Archivio: gennaio 2011

The Arcore's nights

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Mentre l'intero Paese ne discute, anche la satira non ha potuto fare a meno di occuparsi delle vicende giudiziarie di Silvio Berlusconi, indagato per concussione e prostituzione minorile.
In particolar modo quella musicale ha già sfornato alcuni tormentoni, come l'ormai celebre rivisitazione del Waka Waka o "Silvio, ti ci vuol la fidanzata" di Elio e le storie Tese o, ancora, "Santanché (in ginocchio da te)" di Tony Troja.
A quest'elenco non si può non aggiungere un nuovo e divertente video che proprio in queste ore sta spopolando per la rete. Si tratta di un nuovo doppiaggio di Grease, nel quale John Travolta e Olivia Newton-John ripercorrono il ricordo delle loro notti ad Arcore.

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Monsignor Bertoldo assolve Berlusconi: è una raggazzata e, soprattutto, è secondo natura

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Si sa che una delle attività preferite del sito Pontefix Roma è quello di attaccare sempre e comunque gli omosessuali, anche grazie all'appoggio di alti prelati che concedono le loro interviste (qui, qui e qui alcuni esempi).
Il RubyGate e l'intervento di Vendola al riguardo sono stati l'occasione per Monsignor Arduino Bertoldo per poter rilasciare loro un'intervista e per poter esprimere il suo punto di vista su quelle che ha definito come «ragazzate» del Premier.
«In Italia si inventano i problemi, da altre parti la cosa sarebbe finita subito. [...] Ora non dico che Berlusconi meriti un premio e la sua condotta è quanto meno superficiale e contraria ai doveri del cattolico, magari si pentirà e confesserà. Ma che alla fine giudizi etici li debba dare Vendola, siamo alla frutta. Vendola chiede a Berlusconi di cambiare stile di vita. Ma lui si è guardato? Almeno Berlusconi nel peccato, non offende la regola naturale, segue la natura. Vendola offende sia il peccato che la natura e dunque sta messo molto, ma molto peggio e taccia».
Dunque, il concetto che pare emergere dalle sue parole è qualcosa di molto simile al "meglio put**nieri che gay" e "basta essere eterosessuali e una confessione sistema tutto". Ora, per favore, qualcuno mi dica che il Monsignore non aveva capito a chi stava rilasciando l'intervista e che nn realtà quello era il pezzo comico che aveva scritto per Cornacchione, oppure qui stiamo veramente superando qualsiasi limite di decenza.


Al via la fusione fra la Falcon Entertainment e la Raging Stallion Studios

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Due fra le più grandi case di produzione di film gay per adulti saranno fuse in un'unica società. La decisione è stata presa dopo l'acquisizione della Falcon Entertainment e della Raging Stallion Studios da parte dell'Adult Entertainment Broadcast Network (più nota come AEBN), una compagnia specializzata nella distruzione di video per adulti in streaming e on demand su Internet (fra cui anche PornoTube).
Le due casi di produzione, insieme a Naked Sword e a Gunzblazing Affiliate Program, confluiranno nella nuova divisione gay della AEBN. Il personale sarà fuso in un unico staff, con l'obiettivo di creare una macchina produttiva in grado di sfornare circa 60 nuovi film titoli all'anno. Anche i vari attori coperti da contratto di esclusiva per l'una o per l'altra casa finiranno sotto lo stesso "tetto", con la conseguente possibilità di poter lavorare insieme all'interno dello stesso film.
I due marchi ed i loro sotto-brand, però, non spariranno. La Falcon Entertainment è nata nel lontano 1971 da Chuck Holme e la Ralling Stallion Studios nel 1998 per mano di Chris Ward e J.D. Slater: anno dopo anno si sono affermate sul mercato ed è facile presumere che la scelta sia stata quella di non buttare via il prestigio e la popolarità acquisita nel settore dai due marchi.

Via Queerblog


L'ondata omofoba fra insulti e stupri punitivi

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La cronaca ci porta all'attenzione due nuove brutte storie di omofobia.
La prima ha avuto luogo a Canazei, in provincia di Trento. I fatti risalgono all'aprile scorso ma le accuse della Procura sono state formulate solo ora, al termine delle indagini preliminari. Secondo la ricostruzione, un cuoco inglese avrebbe fatto alcune avances ad un ventenne che, non gradendole, avrebbe reagito aggredendolo e picchiandolo. Questo, però, era solo il primo round, precursore di quello che poi si sarebbe trasformato in un brutale stupro punitivo, per fargli pagare il suo essere gay.
Poco dopo, infatti, il giovane in compagnia di due suoi coetanei ha incrociato per strada il cuoco che si trovava in stato di ubriachezza. Dapprima l'hanno aggredito, poi picchiato con alcune assi staccate da una staccionata ed infine sodomizzato con dei bastoni appuntiti. Al termine se ne sono andati, lasciando l'uomo in stato di incoscienza in mezzo alla neve. Solo dopo alcune ore un passante l'ha notato, sanguinante e in stato di ipotermia, ed ha potuto chiamare i soccorsi.

La seconda vicenda, invece, si è svolta a Roma, dove il muro dell'XI municipo è stato imbrattato con la scritta "Curate i gay, non plagiate i bambini" a firma di Militia Christi (foto). Il riferimento è al progetto "Famiglia Arcobaleno" -voluto dal minisindaco Andrea Catarci- che si propone di insegnare nelle scuole il concetto di omogenitorialità, spiegando ai ragazzi che possono esistere tipologie di famiglie diverse e che non per questo devono essere discriminarle.
Immediata la reazione di Andrea Catarci: «La scritta, firmata da Militia Christi, non è solo un'offesa al mondo omosessuale. Dimostra una volta di più quanto sia labile il confine tra il fondamentalismo, il razzismo e altri elementi di chiara matrice nazifascista che convivono nel movimento ultra cattolico. Se poi voleva essere un messaggio intimidatorio nei confronti del Municipio XI, otterrà l'effetto contrario».


Brock Yurich

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Brock Yurich

Brock Yurich è uno studente di teatro presso l'University of Central Florida (Stati Uniti). Nato in Ohaio, si è aggiudicato la vittoria in numerosi concorsi di bodybuilding e di fitness. Successi che, uniti al lavoro per modellare e tenere in forma il suo corpo, lo hanno portato a diventare un modello di fitness di successo.
Non è facile trovare molte informazioni su di lui e sulla sua vita privata, ma a dimostrazione del successo ottenuto dai suoi scatti è facile notare come le sue fotografie siano state pubblicate e riprese un po' ovunque su Internet.
I suoi studi in recitazione, però, lo hanno portato anche a parallelizzare all'attività di modello a quella di attore, vedendolo coinvolto anche in alcune importanti rappresentazioni teatrali realizzate nella sua zona.
Biondo e con gli occhi azzurri, è alto 178 cm e pesa 88 chili.

Immagini: [1] [2] [3] [4] [5] [6] [7]


Il sex-tape di James Franco

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James Franco riesce spesso a stupire per la naturalezza con cui parla di dettagli intimi della sua vita, magari affrontando anche argomenti che altri cercherebbero in tutti i modi di evitare. E così, dopo le dichiarazioni circa le sue abitudini in fatto di masturbazione e dopo aver raccontato di aver assistito ad un incontro di sesso tra escort e cliente, questa volta ha parlato della sua esperienza personale all'interno di un film amatoriale a luci rosse.
L'occasione è stata una tavola rotonda in cui James, presentatore della prossima notte degli Oscar, si stava confrontando con altri personaggi del mondo del cinema. Mentre Nicole Kidman ha parlato della difficoltà di rendere credibili i baci dati davanti alla macchina da presa, lui ha preso la parola raccontando: «Tutti quelli che hanno girato un porno amatoriale lo sanno: quello che sembra fatto al meglio non appare sempre così. Mi ricordo di averlo sperimentato a 19 anni: quando rividi il film, era orribile! E' per questo che ho un grande rispetto per gli attori pornografici: non solo fanno sesso, ma riescono anche a rivedersi. È un po' lo stesso che per un bacio».
Per com'è fatta la mente umana, credo in pochi abbiano continuato a seguire il discorso sul bacio senza che per la testa riecheggiassero le parole della prima parte della frase e le mille domande che ne seguono: che fine ha fatto quel video? Esiste ancora? E se esiste, dov'è? La mia videoteca ne avrà una copia?
Domande che per il momento rimangono senza una risposta.


Omosessualità e cattolicesimo secondo Signorini

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Durante l'ultima puntata di "Kalispera", il conduttore Alfonso Signorini ha scelto di farsi intervistare da Maria De Filippi e parlare della sua vita privata. Fra i temi trattati anche quello della sua omosessualità, sulla quale afferma di avere dei sensi di colpa anche derivanti dal suo essere cattolico.
«Essere cattolici e gay non è facile -ha detto-, non perché la Chiesa non accolga i peccatori, Dio è accoglienza, è più mamma che papà. Ma è il fatto che ogni volta devi avere un confronto con il sacerdote che imbarazza sempre un po'». Quest'ultimo punto viene poi approfondito facendo riferimento al momento della confessione: «Ogni volta devi ammettere la tua colpa e chiedere scusa a Dio... ma non lo vivo mai bene».
Su un tono più distensivo nei confronti della Chiesa (e indirettamente anche della accuse di omofobia che le vengono rivolte) specifica: «Loro non sono contro gli omosessuali ma, anche nel caso delle persone etero, sono contrari al sesso fatto non per scopo riproduttivo».
Al di là delle inesattezze di quest'ultima affermazione (per la Chiesa la finalità naturale dell'atto sessuale -ammesso solo dopo il matrimonio- è anche unitiva e non soltanto procreativa), le sue affermazioni hanno fatto storcere il naso ad un po' di persone, compresi altri gay cattolici che non si sono ricvonosciuti in quelle parole dette dall'alto.
Il concetto banalizzante e colpevolista dell'omosessualità espresso nell'intervista, inoltre, pare anche stridere un po' con l'intelligenza del personaggio (che al di là che si si d'accorso o meno con le sue idee, in altre circostanze ha dimostrato di avere). Anche se il rischio è quello di fare della dietrologia, un mea culpa mediatico in un momento ben particolare in cui giornali come Libero e Il Giornale stanno portando avanti una crociata contro l'omosessualità per fini politici, il dubbio che il berlusconiano Signorini abbia voluto cogliere mandare un suo terzo messaggio politico agli spettatori potrebbe anche venire. Dopo la telefonata in diretta di Berlusconi e l'intervista in cui Rubi ha smentito tutto, non è da escludersi che questa fosse la volta di appoggiare una certa linea del governo (e screditando quella degli avversari) presentando l'omosessualità come una colpa. Il tutto condito da alcune scene teatrali come un bacio al rosario rigorosamente portato in tasca (momento che probabilmente sarà piaciuta molto al pubblico più bigotto) o frasi come: «Spero che ci sia il paradiso anche per noi», riferendosi ai gay che a suo dire devono chiedere scusa a Dio per il loro essere.

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Il Giornale attacca Vendola al Gay Pride, ma la sua tesi pare tratta dalle loro pagine

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Il tutto ha avuto inizio quando Nichi Vendola ha espresso la sua opinione sul Ruby-gate: «È una strana storia in cui si mescolano fiction e reality. Resta però sullo sfondo un problema che riguarda, non la privacy del premier, ma i profili politici di questa vicenda. Qui si discute di luoghi importanti che vengono attraversati da persone discutibili che mettono a rischio la sicurezza dello Stato. Questo testimonia il disordine della vita del presidente del Consiglio. È una palude di ridicolo dal sapore grottesco».
Tanto è bastato perché Il Giornale, il quotidiano di proprietà del Presidente del Consiglio, si attivasse immediatamente per cercare contrastare le sue parole... non trovando nulla di meglio da fare se non di cercare di screditarlo sostenendo che un gay non può parlare di morale. E così sulla prima pagina di ieri è stata pubblicata una foto che ritrae Vendola al gay pride mentre un manifestante fa finta di leccargli l'orecchio. Il tutto, naturalmente, condito da un commento molto esplitio: «Eppure Nichi non lo ricordavamo con la tonaca. Lo ricordavamo piuttosto al Gay Pride, come testimonia questa foto, mentre un gentile fan in paglietta e sorrisino gli avvicina la soffice a gagliarda lingua all'orecchio. In pubblico, mica nella tavernetta di casa sua. Come diceva, governatore? Grottesco? Ridicolo? Chi è senza effusione scagli la prima indignazione. E chi ha orecchie per intendere, non le usi per farsi solleticare».

Mettere sullo stesso piano chi va al Gay Pride e chi è accusato di favoreggiamento della prostituzione femminile è un po' arduo, ma proviamo a carcere di capire cosa possa spingere il quotidiano di via Negri a sostenere con così tanta forza il fatto che quanto avvenuto nella villa di Berlusconi sia solo un fatto privato. Per farlo, quale modo migliore se non quello di leggere un loro articolo che parla di politica e di prostituzione? Ecco alcuni passaggi:

[...] Vi sono reati etici peggiori di quelli sanzionati dal codice penale. Se [un uomo delle istituzioni va a prostitute] non è per niente affar suo, ma di tutti. Un uomo pubblico che si rende ricattabile espone lo Stato a gravi rischi, al cui confronto l’estorsione diventa una bazzecola[...]
Ma poi [l'uomo delle istituzioni] non lo sa che la Convenzione sulla soppressione del traffico di persone, ratificata dall'assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1949, recita: «La prostituzione e il male che l'accompagna, cioè la tratta degli esseri umani, sono incompatibili con la dignità e il valore della persona e mettono in pericolo il benessere dell'individuo, della famiglia e della società»? Non lo sa che la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea all’articolo 3 sancisce il divieto «di fare del corpo umano una fonte di lucro»? [...]
In ogni caso non si capisce perché [l'uomo delle istituzioni] debba godere d'un trattamento di favore rispetto agli altri cittadini, moralmente riprovevoli, che si mettono nelle sue stesse condizioni. [...] Sono i clienti ed i guardoni i primi responsabili dello sfruttamento e della riduzione in schiavitù di migliaia di esseri umani. [...]
Ma resta intatto il nostro diritto di cittadini a poter disporre di responsabili della res publica che non siano nemmeno lontanamente sfiorati dal sospetto di una qualche contiguità col mondo della prostituzione. Perché andare a puttane non è affatto una cosa normale. Anzi, è la scorciatoia per mandare a puttane prima i governi e poi le nazioni.

Siete caduti dalla sedia? State pensando a un falso? No, tranquilli, l'articolo non parla di Berlusoni. Il pezzo, infatti, risale al 24 marzo 2007 quando al potere c'era il governo Prodi. Silvio Sircana, il portavoce dell'allora premier, venne fotografato a Roma mentre a bordo della sua autovettura scambiava due parole con una prostituta transessuale, per poi allontanarsi solo. Ai tempi il fatto venne ritenuto da Il Giornale più che sufficiente per chiederne le dimissioni.
A questo punto mi verrebbe da rigirargli la domanda: può un giornale che a distanza di pochi anni sostiene una tesi e il suo esatto contrario in sudditanza al potere mettersi a fare la morale a chi sceglie di partecipare al Gay Pride?

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La vita in un giorno

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Si intitola "Life in a day" ed è un lungumetraggio documentaristico diretto da Kevin Macdonald e prodotto da Ridley Scott con lo scopo di raccontare una giornata sulla Terra attraverso gli occhi di migliaia di persone.
Il tutto ha avuto inizio la scorsa estate, quando su YouTube è stato pubblicato un invito a realizzare dei brevi filmato che potessero raccontare un momento qualsiasi di una giornata già prestabilita, il 24 luglio. E così è stato: i filmati raccolti sono stati più di 80mila, per un totale di circa 4.500 ore di riprese tutte girate in quelle 24 ore.​
A Macdonald e al suo staff è spettato il compito di scegliere i frammenti più significativi e di condensarli in soli 90 minuti. I filmati scartati, però, non verranno buttati ma saranno conservati su YouTube in una sorta di "capsula del tempo" che possa tenere traccia integrale di quella giornata.​
Il film verrà presentato al Sundance Film Festival e sarà trasmesso in diretta sul canale YouTube dedicato all'iniziativa stanotte alle 2 (con replica domani alle 19).

Video: [1] [2]


Una giornata per ricordare, un ricordo per agire

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La Giornata della Memoria è una ricorrenza istituita in Italia il 20 luglio 2000, aderendo alla proposta internazionale di dichiarare il 27 gennaio come giornata in commemorazione delle vittime del nazionalsocialismo e del fascismo, dell'Olocausto e in onore di coloro che a rischio della propria vita hanno protetto i perseguitati.
Un'occasione per non dimenticare una tra le pagine più oscura della nostra storia, un periodo storico che in nome della presunta superiorità di una razza ha portato alla cancellazione di milioni di vite di ebrei, rom, gay e lesbiche, perseguitati ed oppositori politici, testimoni di Geova, malati di mente ed handicappati.
Il rischio delle ricorrenze è quella che possano diventare parte dell'abitudine, un qualcosa sul quale non vale la pena soffermarsi. Eppure è la proprio la cronaca odierna a rendere il tutto così attuale, a far presagire che il rischio di cadere negli errori del passato non sia del tutto scongiurato o scontato: omofobia, razzismo e xenofobia sono concetti ancora troppo radicati in tutta la loro drammaticità.
Solo in Germania furono 10mila gli omosessuali arrestati, 60mila i condannati a pene detentive e migliaia quelli torturati ed uccisi nei lager. Eppure questo non è bastato e tutt'oggi sono ancora troppi i Paesi in cui gay e lesbiche sono torturati, imprigionati od uccisi per la loro diversità.
Ecco dunque l'importanza del ricordo, anche se il ricordo non serve a nulla se non è di spinta per l'azione.
Nasce spontaneo anche un appello al mondo della politica, anche a quella spicciola che tutti noi pratichiamo nella vita quotidiana con le nostre scelte: evitiamo pianti, discorsi e cerimonie che durano solo un giorno se poi non si è in prima linea a lottare perché il passato non torni ad essere il presente.
Ricordare è il primo passo: senza di quello non si può iniziare a camminare, ma l'importante è che non ci si fermi prima di aver compiuto anche quello successivo.


Thyago Alves naufrago sull'isola (dei famosi)

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Avrà inizio il 14 febbraio prossimo, proprio nella giornata di San Valentino, l'ottava edizione de L'Isola dei Famosi, il reality show condotto da Simona Ventura. Il concorrenti (la cui lista completa è pubblicata nella pagina del permalink) saranno 19 fra personaggi famosi, parenti e persone sconosciute al grande pubblico.
Scorrendo i loro nomi, salta all'occhio la presenza di qualcuno di cui ci siamo già occupati in questo blog: il modello ed attore Thyago Alves. Considerato che ce ne si presenta l'occasione, tanto vale occuparcene ancora.
Nato il 30 giugno 1975 a Goiania (Brasile), Thiago si è trasferito a Milano per intraprendere la carriera di modello. Dal 2003 inizia a lavorare per i famosi stilisti internazionali, come Giorgio Armani, Versace, Iceberg, Ermenegildo Zegna, Valentino, Gucci, Diesel e Tommy Hilfige.
Nel 2009 è sul palco dell'Ariston ad affiancare Paolo Bonolis e Luca Laurenti nella conduzione della terza serata del Festival di Sanremoe, sempre lo stesso anno, debutta come attore sul grande schermo nel film "Il compleanno" di Marco Filiberti. Proprio in questa pellicola, che però il regista preferisce non venga etichettato come "a tematica gay" ma come storia di due uomini innamorati al di là delle specificazioni sessuali, Thiago è il protagonista di scene di passione e di sesso con un altro uomo. Con un po' di superficialità, estraniandoci dalla drammatica del momento all'interno del film, proviamo a gustarci quelle immagini nella gallery di fine post. Giusto un assaggio che ci possa rinfrescare la memoria sulle sue doti in attesa di vederlo passeggiare in costume da bagno sulle spiagge delle Honduras.

Immagini: [1] [2] [3] [4] [5] - Video: [1]


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«Ricky Martin è gay? Allora non lo ascolto più»

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Esistono varie forme di omofobia: c'è quella più violenta che vive nella pagine della cronaca e c'è quella più subdola, ma non per questo meno odiosa, del rifiuto e dell'irrazionalità.
A raccontarcela è il cantante Ricky Martin che, in un'intervista alla rivista "Veja", ha parlato di come molti dei suoi fans sparsi per il mondo gli abbiano fatto sapere che non lo avrebbero mai più ascoltato la sua musica dopo il suo coming out.
Come dire, fino a ieri quella era la loro canzone preferita ma dopo aver saputo che a cantarla era un gay, allora quella canzone non piace più. E non si parla di brani nuovi o inediti: è quel brano, quella canzone ascoltata mille volte... ma a far la differenza è se a cantarla è un gay o un etero (o magari anche se è un bianco o un nero). Una tesi inammissibile, aberrante ma reale, che sottolinea la pochezza di alcuni individui della nostra società.
«Vorrei che il mondo capisse -ha proseguito Ricky nell'intervista- che il modo in cui amo non è rivoluzionario, è una cosa naturale, la mia natura mi ha fatto così. Ogni gay è nato gay. La vita sociale è l'opposto della natura ed è qui che ha inizio il conflitto».
Un plauso va sicuramente al suo coraggio e alla sua tenacia nel tentare di dare un messaggio che possa scuotere quella parte di società che pare rimasta ferma al Medioevo e, come a lui, a tutti i personaggi che si sono messi in gioco in prima persona. Dall'altra parte, però, questa storia può anche aiutarci a comprendere i timori nell'esporsi di chi vive sulla propria immagine, come nel caso di alcuni finti etero del mondo dello spettacolo che però devono fare i conti anche a chi gli offre il proprio appoggio solo a patto di poter far finta di non sapere.


Robbie nudo nel videomessaggio per il compleanno di Gary

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Se vostro amico compisse quarant'anni e voi non potereste partecipare alla sua alla festa, non è da escludere che vi possa venire in mente di fargli gli auguri attraverso un video messaggio... che so, magari mentre siete completamente nudi e con un barboncino in braccio.
No? Non vi verrebbe mai in mente? Bhe, questo è quanto venuto in mente a Robbie Williams.
Assente al compleanno dell'amico Gary Barlow, il cantante ha affidato i suoi auguri ad un video che è stato trasmesso su di maxischermo. Sul finire del discorso, l'inquadratura si è allargata: dapprima lasciando intravedere il barboncino che aveva in braccio e poi fino a mostrarlo a figura intera, completamente nudo, mentre nascondeva le pudenda fra le gambe.
Poi, simulando indifferenza, si è voltato per offrire -come ormai quasi una sua consuetudine- un bel primo piano del suo lato B.

Immagini: [1] [2] [3] - Video [1]


Un modello di Bel Ami nel Grande Fratello ungherese

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Questa è la classica storia che parrebbe confermare il detto secondo il quale tutto il mondo è paese.
Se in Italia i lettori di Marikikka hanno riconosciuto Matteo Casnici (concorrente del Grande Fratello nostrano) nel volto di una comparsa di un film gay a luci rosse, quelli Gayporntimes hanno fatto una scoperta del tutto simile: Jerzy, un concorrente di ValoVilag (il Grande Fratello ungherese), è stato notato in un servizio fotografico realizzato per la Bel Ami, una casa di produzione di video gay per adulti.
La differenza -che va ricordata per dovere di cronaca- è che mentre Matteo ricopriva un ruolo del tutto marginale mentre Jerzy è stato il protagonista di un servizio fotografico esplicito, realizzato sotto lo pseudonimo di Marek Pietrak.
La notizia è già stata confermata anche dalla casa di produzione, la quale ha dichiarato: «Marek ha fatto un servizio fotografico per noi, ora è al Grande Fratello. Nessuno ha nulla in contrario».

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In arrivo il Lodo Ruby

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L'idea è di Gaetano Pecorella, uno degli avvocati-deputati del Pdl: portare la maggiore età a 16 anni in maniera retroattiva. Una soluzione che secondo molti versi potrebbe salvare il premier Silvio Berlusconi dalle accuse che lo vedrebbero coinvolto in festini a luci rosse a cui avrebbe partecipato anche la minorenne Ruby.
«Sono dell'idea -ha dichiarato Pecorella- che oggi l'età per diventare maggiorenni sia troppo alta rispetto alla maturità raggiunta dai giovani. Un conto è avere rapporti sessuali con una dodicenne, altro con una di 17 anni e 9 mesi che partecipa a concorsi di bellezza e balla nei night».
A questa tesi ha fatto eco anche il presidente dei deputati del Pdl, Fabrizio Cicchitto, che ha dichiarato: «L'ipotesi di abbassare la maggiore età è fra le questione sul tavolo ma non è la questione più urgente».
Inutile dire che non è affatto incoraggiante l'idea che il Pdl stia già predisponendo delle contromisure atte a salvare il premier qualora le accuse a lui rivolte (e da lui sempre negate) vengano confermate.
Al contempo c'è da chiedersi anche se, considerate l'immaturità che oggi viene attribuita ai giovani (anche a quelli maggiorenni), una mossa simile possa davvero far bene al Paese. E' innegabile che i giovani si avvicinino al sesso o cerchino di vivere altre esperienze prima del tempo, ma senza la maturità non è detto che ciò sia un bene, soprattutto quando l'inesperienza può portare a gravi conseguenze (da gravidanze indesiderate alla contrazione di malattie sessualmente trasmissibili, solo per citare alcuni esempi). Va però detto che, al di là di quello che pensano i parlamentari del Pdl, sono ancora molti i minorenni che non passano le loro serate nei night a mostrare il loro fondo schiena e che non vanno alle selezioni per diventare Veline, così come sono molti i genitori che forti delle loro responsabilità lavorano per evitare che i figli brucino le tappe o che si lascino ingannare dalla vista del paese dei balocchi.
Vale davvero la pena di delegittimare tutto ciò solo per salvare il premier dai suoi guai giudiziari? Ha senso che sia proprio il governo ad imporre di bruciare le tappe? Siamo pronti ad avere una generazione di "giovanissimi maggiorenni" che a soli 16 anni potranno scegliere se seguire la strada dello studio e della fatica proposta dai loro genitori o quella del mettere in mostra il loro corpo per far carriera come pare gli venga proposto dai parlamentari del Pdl?
E il tutto senza entrare nel merito di altre possibili nefaste conseguenze, come l'ombra del turismo sessuale da parte di vecchi bavosi che qui potrebbero consumare tranquillamente e legalmente dei rapporti sessuali con giovani 16enni.


Str8 against H8

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Se ognuno pensasse solo ai propri interessi e se nessuno si unisse alle battaglie degli altri, le minoranze difficilmente potrebbero far sentire la propria voce. E' in quest'ottica che notizie come queste fanno sempre piacere.
Si chiama "Str8 against H8" ed è un calendario realizzato da soli uomini eterosessuali per sostenere la comunità lgbt. L'iniziativa è stata organizzata dall'associazione FckH8 (che se pronunciato suona come "fanc*lo odio") con lo scopo di raccogliere fondi da destinare alle associazioni che si occupano di prevenire i suicidi fra gli adolescenti gay.
Gli scatti mostrano i ragazzi in pose sexy ed abiti succinti, avvolti dal simbolo dell'associazione e nell'atto di mostrare la loro rabbia (in alcuni casi in maniera forse anche un po' troppo marcata) verso gli omofobi e il male che scaturisce dal loro odio irrazionale.
Il calendario è venduto via internet al costo di 10 dollari. Maggiori informazioni si possono trovare sul sito dell'associazione all'indirizzo www.fckh8.com.

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14enne gay si toglie la vita: i compagni lo prendevano in giro su Facebook

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Kameron Jacobsen ha 14 anni e vive nella comunità di Orange Country, a New York (Stati Uniti). nella sua vita, però, c'era un problema che evidentemente stava diventando per lui ogni giorno sempre più insopportabile: i suoi compagni lo prendevano in giro perché il suo comportamento lasciava pensare che fosse gay. Insulti gratuite e battute poco piacevoli venivano anche lanciate attraverso Facebook, tormentando il giovano anche quando si trovava a distanza dai suoi aguzzini.
Lui non ha trovato altro modo di rispondere se non quello di togliersi la vita. E quando un ragazzo di quell'età non trova risposte e combatte da solo una battaglia troppo grossa per lui, la colpa non può che essere della società che non è stata in grado di offrirgli o di rendergli accessibili quelle risposte tanto cercate.
La comunità si dice shoccata dal fatto, ma quel che è più aberrante, è che neppure la morte ha posto fine a quell'ondata di messaggi omofobi. La sorella denuncia come tutt'ora continuino a venir postate sulla pagina di Kameron insulti e prese in giro riguardo al suo orientamento sessuale.
Il suo caso non è isolato: già la scorsa settimana un altro ragazzino si è suicidato perché preso in giro per il suo orientamento sessuale dai compagni della squadra di football. Ora finalmente le autorità scolastiche hanno annunciato di voler prendere dei provvedimenti, organizzando corsi rieducativi per studenti e professori per mettere fine a quell'ondata omofoba. Un provvedimento necessario, ma che arriva troppo tardi, dopo che due giovani vite sono state spezzate.
Anche Facebook ha rilasciato una nota sull'accaduto: si dicono addolorati per quanto successo e rinnovano il loro impegno a combattere queste forme di violenza chiedendo agli utenti di segnalare al loro staff questi fenomeni d'odio.


Zeb Atlas: dal porno alla musica

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Zeb Atlas lavora come bodybuilder, cubista, personal trainer, modello ma anche come attore pornografico. Ed è proprio in quest'ultimo ruolo che è conosciuto in mezzo mondo e molto apprezzato per la sua considerevole massa muscolare.
Lo scorso ottobre comparve nel videoclip "Stop For Love" di Pearly Gates (video), ma in quel caso in veste di comparsa. In questi giorni, nonostante l'annuncio ufficiale pare non sia ancora stato dato, sta iniziando a circolare su internet un nuovo videoclip che, questa volta, mostra il suo esordio da cantante.
Il brano in questione è una versione dance di "Love Hangover" di Diana Ross, interpretata con da Zeb ed accompagnata da immagini nelle quali non perde occasione per mettere in bella mostra i suoi muscoli (che tanto lo hanno aiutato nelle sue altre professioni). Al suo fianco, questa volta in veste di corista, Pearly Gates che probabilmente da deciso di ricambiargli il favore di qualche mese fa.

Zeb Atlas nasce il 15 ottobre 1970 ad Andy Bick, in Oregon (Usa). Laureatosi in scienza della salute e sport, inizia a lavorare come modello dopo essere stato notato ad uno spettacolo di bodybuilder. E proprio la carriera a portarlo ad incontrare Ron Lloyd, il fotografo che per primo gli propose di posare per alcuni scatti erotici. Nel 2003 (e poi anche nel 2006) viene nominato "Man of the Year" dalla rivista Men magazine.
Nel 2008 partecipa al suo primo filmato con scene di sesso esplicito: si tratta di un video realizzato dalla JakeCruise in cui Zeb ha un rapporto orale con un altro uomo (seppur con un ruolo passivo). Seguono un'altra serie di produzioni luci rossi, sia eterosessuali che gay. In quet'ultime, col tempo inizia, anche a cimentarsi da attivo in scene di sesso anale ed orale, conquistando una crescente attenzione da parte del pubblico.

Immagini: [1] [2] [3] - Video: [1]


Rafael Nadal per Armani: le foto

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La notizia era stata resa pubblica già a dicembre: Emporio Armani ha deciso di prendersi una pausa dal mondo del calcio (rappresentato negli anni passati da David Beckham e Cristiano Ronaldo) e di scegliere come nuovo testimonial una star del tennis, Rafael Nadal. A lui era stato affidato il compito di posare per la campagna pubblicitaria della collezione primavera/estate 2011 attraverso gli scatti realizzati dai fotografi Mert Alas e Marcus Piggot.
Queste le anticipazioni, ma quello che ancora non si era visto erano proprio gli scatti. Almeno fino ad oggi.
Nelle ultime ore hanno iniziato a circolare le due immagini tratte dal servizio fotografico che ritraggono il tennista in tutto il suo splendore fisico e con addosso, rispettivamente, solo un paio di slip e dei jeans (le due immagini sono quelle proposte nella gallery di fine post).

Immagini: [1] [2]


Umberto Bossi giustifica Berlusconi: «Pensate se agli uomini non piacessero le donne»

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Da giorni le prime pagine dei giornali sono affollate da notizie che riguardano il cosiddetto "Caso Ruby", l'inchiesta che vede indagati Silvio Berlusconi, Lele Mora, Emilio Fede e Nicole Minetti per il presunto reato di favoreggiamento della prostituzione, tornata alla ribalta dopo la pubblicazione degli atti.
E così la giostra mediatica si è rimessa in moto, con chi chiede le dimissioni immediate del premier e chi lo difende a spada tratta. Dal canto suo Berlusoni non ha solamente deciso di far ritorno all'uso di video messaggi per raccontare la sua verità e tentare di delegittimare la magistratura, ma ha chiamato in campo anche la sua macchina di propaganda mediatica. E' così che dal fedele Signorini è stata invitata Ruby a raccontare che si è inventata tutto (in netta contraddizione con numerose storie raccontate lo scorso ottobre), Sabina Began è andata su Sky a dire che «Bunga Bunga» è il suo soprannome, Emilio Fede lancia appelli ai sindacati dei giornalisti per chiedere di difenderlo e i comitati di redazione del Tg1 e del Tg5 hanno espresso preoccupazione per le linee editoriali scelte che non forniscono un'informazione imparziale sulla vicenda.
Ma come spesso accade quando si ha il bisogno di sostenere tesi scomode, il rischio di farsi tentare dal ricorrere a varie forme di razzismo popolare è alto. Ed ovviamente l'omofobia non è un'eccezione.
E' così, dopo l'infelice uscita di Gasparri a Vendola («Critica l'altrui bunga bunga che intanto non è nulla di male, ma almeno avviene con donne. Prediche, da certi pulpiti, lasciano per lo meno perplessi, viste le predilezioni particolari»), è arrivato il turno del senatur.
Umberto Bossi, infatti, ha addotto una giustificazione sicuramente curiosa, affermando davanti ai cronisti: «Pensate se agli uomini non piacessero le donne». In altre parole, il leader leghista sembrerebbe sostenere che l'andare a pagamento con una donna (anche minorenne) sia perdonabile perché molto meglio dell'essere gay.
Se la mettiamo su questo piano mi verrebbe da dire che allora potrebbe convenire eleggere direttamente Rocco Siffredi come premier: se non altro è sempre andato con maggiorenni e le prove della sua mascolinità eterosessuale son ben documentate (in più con la furbizia dell'essere pagato e non del dover pagare per andare con delle donne).

Video: [1] [2]


Francesco Cura

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Francesco Cura nasce il 7 marzo 1977 a New York City (Stati Uniti). Il suo approccio alla recitazione avviene già in tenera età grazie al padre, un promettente filmaker indipendente ed un direttore teatrale.
Il suo primo ruolo è nelle vesti del del figlio di Ponzio Pilato in una rappresentazione teatrale sulla passione di Cristo. Sempre da bambino appare anche in alcuni spot televisivi.
Si trasferisce in Europa per studiare arte e, una volta laureatosi, davanti a lui si prospetta una carriera da graphic designer o da storico dell'arte ed archeologo. Prnde seriamente in considerazione quest'ultima ipotesi, ma poi la sua predisposizione per l'espressione attraverso la fisicità lo porta a trasferirsi a Milano per iniziare una carriera come modello.
Dopo breve tempo si accorge che quella non è la sua strada ed inizia a studiare come tenore lirico sotto la guida di Caterina Grandi. Dopo due anni - nel 1998- chiede di essere ammesso alla Julliard School (uno dei conservatori più famosi di New York) ma il costo della retta è troppo elevato per le sue tasche e Francesco deve così rinunciare. Decide così di sfruttare la ritrovata vocalità per provare riprendere in mano la sua carriera di attore.
Dopo aver ottenuto un gran numero di ruoli importanti presso vari teatri della grande mela, nel 2003 decide di trasferirsi alla volta di Los Angeles per iniziare a recitare anche il film e serie televisive.
Già quell'anno è sceto come guest star nella serie televisiva "Scribs", a cui seguono ruoli in "The Deep and Dreamless Sleep", "Singularity" e "Criminal Minds".

Immagini: [1] [2] [3] [4] [5] [6] [7] [8]


Berlino: Girano un film porno durante il pride. Indignati gli attivisti

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Indignazione. E' questa la parola che riassume lo stato d'animo di numerosi attivisti gay tedeschi dopo l'aver appreso della realizzazione da parte della Berlin Star di un film pornografico dal titolo "Berlin Pride" realizzato durante il gay pride di Berlino della scorsa estate.
Non solo le telecamere della hanno ripreso squarci della parata, ma alcune scene meno esplicite (anche se non così troppo poco esplicite) sono state realizzate proprio nel cuore delle manifestazione, in strada e sui carri mentre i manifestanti passavano lì attorno.
Politici cattolici, verdi, socialisti ed attivisti si sono detti intenzionati ad avere delle spiegazioni dal sindaco della città, Klaus Wowereit, che probabilmente non potrà far altro che rigirare la domanda agli organizzatori dell'evento.
Inutile dire che sono molti gli elementi che contribuiscono a creare scandalo: dall'uso commerciale di una manifestazione pubblica alla partecipazione inconsapevole dei passanti al film, nonché la rappresentazione cinematografica di ideali molto diversi da quelli del pride (nei trailer si vedono alcuni ragazzi che confondono la parata con un'occasione per fare nuove conoscenze e per far sesso impunemente in strada o appartati in qualche angolo... ma gli altri 500 mila partecipanti probabilmente erano lì per motivi ben più nobili).

Via Notiziegay.com


Grande Fratello: nel passato di Raoul Tulli un film softcore

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Forse qualcuno dovrebbe spiegare agli autori del Grande Fratello che la presenza di una telecamera rossa nel logo della trasmissione non significa che ci debba essere per forza un'attinenza con i film a luci rosse...
E così, dopo la comparsa in un film hard gay di Matteo Casnici, le immagini da cubista di Roberto Manfredini è il turno di Raoul Tulli.
Entrato in trasmissione nel corso della quattordicesima puntata, è stato presentato come un macellaio di Roma. Frugando un po' nel suo passato, però, si scopre che al suo attivo c'è anche una partecipazione in un film softcore del 2001, dal titolo "Belle da morire" (nel quale utilizzava il non troppo dissimile pseudonimo di Raul Elvio Tulli). Al suo attivo anche alcuni lavori da stripman.
Raoul non è nuovo neppure al mondo televisivo: ha partecipato una puntata de "I raccomandati" su RaiUno e in un'altra di "Ciao Darwin 6" come membro della squadra dell'amor profano (protagonista di qualche brutta figura riguardo alla sua cultura generale nel gioco del "viaggio del tempo" nonché messo in bella mostra nella sfilata di moda mentre indossava solo un tanga attillato).
Ma, tornando al Grande Fratello, è possibile che sia solo una coincidenza se un un numero così elevato di partecipanti ha avuto in passato dei lavori legati alla sensualità del proprio corpo?

Immagini: [1] [2] [3] [4] [5] [6]


Roberto Manfredini e Matteo Casnici: due concorrenti del Grande Fratello, la stessa discoteca gay

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Pare senza fine la telenovela che sta accompagnando i concorrenti del Grande Fratello e i loro legami con il mondo gay.
Matteo Casnici, concorrente da poco uscito dalla casa, venne riconosciuto all'interno un film pornografico gay (seppure come comparsa senza alcun coinvolgimento in scene esplicite). Lui stesso ha confermando il fatto, smentendo di essere gay e spiegando che il locale doveva essere riempito per le riprese e, dato che un suo amico gli aveva chiesto di partecipare e che lui aveva più volte collaborato con quella discoteca, aveva accettato.
Con il passare dei giorni, però, la vicenda si sta arricchendo di nuovi particolari. Si è scoperto che la location delle riprese è una discoteca gay della Lombardia, per l'esattezza l'Art Club di Desenzano del Garda (Brescia). Per chi non lo conoscesse, si tratta di un locale abbastanza moderato e frequentato anche da eterosessuali dove di esibisce un nutrito gruppo di drag queen guidate da Madame Sisì. Al loro fianco, ovviamente, anche alcuni cubisti.
Ed è proprio qui che si nasconde la curiosità. Un ex cubista di quella discoteca è Roberto Manfredini, new entry dell'attuale edizione del Grande Fratello, che si è esibito su quel palco fino a Natale.
Naturalmente il fatto che i due abbiano fatto i cubisti nella medesima discoteca gay non significa assolutamente nulla circa le loro preferenze sessuali (entrambi si dichiarano etero), ma di certo è una curiosa casualità.
A gettare altra legna sul fuoco ci ha pensato Marikikka (il blog che per primo ha riconosciuto Metteo nel film a luci rosse). Questa volta lo scoop riguarda proprio Roberto, immortalato in una foto in cui presumibilmente lui era vestito da drag queen (foto). Anche in questo caso, però, bisogna andarci con i piedi di piombo e prendere in esame i vari fattori: vestirsi da donna in un locale di drag queen non è poi così strano, così come è da considerare il fatto che vestirsi da drag non è un elemento sufficiente per trarre conclusioni (anche alcuni eterosessuali lo fanno!). La stessa Marikikka parla nel suo post di alcune fonti che parrebbero confermare che nel passato si Roberto ci siano state diverse ragazze.

Via: Gay.it e Marikikka


Michiel Huisman

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Michiel Huisman nasce il 18 luglio 1981 ad Amstelveen, nel nord dell'Olanda. Inizia a suonare in un gruppo chiamato Fontane e con loro arriverà a realizzatore anche la colonna sonora dei film "Costa!" (2001) e "Full Moon Party" (2002), entrambi lungometraggi che lo vedono coinvolto anche come attore.
Il suo esordio sul grande schermo, infatti, ha luogo con il film "Suzy Q" nel 1999, lavoro a cui seguiranno i titoli già citati. Negli anni successivi partecipa a "Phileine Says Sorry" (2003), "Floris" (2004), "Johan" (2005), "Black Book" (2006) e "Unmade Beds" (2008).
Il 2008 sarà anche l'anno in cui inizierà ad affiancare alla carriera cinematografica con quella televisiva, ottenendo ruoli in serie come "De Co-Assistent" (2008–oggi), "Margot" della BBC4 (2009), "Bloedverwanten" (2010) e "Treme As Sonny" (2010–oggi).
Il piccolo schermo, però, non lo distoglie dal proseguire il suo lavoro anche in opere dedicate al grande schermo: negli stessi anni partecipa anche a "The Young Victoria" (2009), "London Nights" (2009) e "First Mission" (2010).
Di aspetto decisamente degno di nota, Michiel è stato anche protagonista di scene che mostrano generosamente il suo corpo, come nel caso del film "Phileine Says Sorry". Qui viene raccontata la storia di Phileine (Kim van Kooten) e del suo ragazzo Max (Michiel Huisman): quest'ultimo si trasferisce a New York per lavorare come attore e, quando la fidanzata lo raggiunge, lei scopre che lui era stato ingaggiato per recitare in una versione quasi pornografica del Romeo e Giulietta di Shakespeare. Proprio nelle scene dove il personaggio recita nudo davanti alla sua platea teatrale, qualche stacco un po' ritardato e qualche posizione a tre quarti non troppo marcata lasciano intravedere dei nudi integrali dell'attore.

Immagini: [1] [2] [3] [4] - Video: [1]


Il calendario dei canottieri

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Se per certi calendari sono tutti in trepidante attesa di anticipazioni, per opere meno conosciute può capitare che il tam-tam attraverso la blogsfera avvenga in maniera più lenta e che le immagini possano impiegare più tempo prima di varcare i confini nazionali. E' così che ad anno già iniziato arrivano ancora notizie di calendari realizzati per il 2010.
Dopo calciatori, ginnasti e varie altre categorie di sportivi, anche la squadra dei canottieri dell'università britannica di Warwick ha deciso di realizzare un proprio calendario. L'ambientazione è quella del quotidiano, con scatti presi durante gli allenamenti, i trasferimenti dei materiali e la vita in palestra. L'unica piccola differenza con la reale quotidianità è il non poco trascurabile fatto che in quegli scatti gli universitari non indossavano alcun indumento.
Il tutto è stato organizzato con il nobile scopo di raccogliere fondi per Right To Play, un'associazione umanitaria che utilizza lo sport come strumento per i loro interventi a salvaguardia della salute, dello sviluppo e della pace per i bambini delle aree più disagiate del pianeta.

Immagini: [1] [2] [3] [4]


Svastichella: pena ridotta a soli 4 anni

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Ricordate la storia di Alessandro Sardelli, soprannominato "Svastichella"? E' l'uomo che il 22 agosto 2009 aggredì due ragazzi all'uscita del Gay Village, ferendone uno in modo grave. Venne ritenuto colpevole di tentato omicidio, lesioni e porto improprio di arma e condannato a sette anni di reclusione (pena che risultava già automaticamente ridotta di un terzo per effetto della richiesta del rito abbreviato da parte dell'imputato).
La sentenza d'appello pronunciata in questi giorni, però, gli ha ridotto ulteriormente la pena a soli 4 anni, riconoscendogli lo stato di semi infermità mentale. L'avvocato dell'aggressore, però, pare non volersi accontentare ed oltre ad aver già chiesto gli arresti domiciliari per il suo assistito, si è detto intenzionato a ricorrere in Cassazione per cercare di ottenere un'ulteriore riduzione.
Amara è stata la reazione di Dino, il ragazzo che ha riportato le ferite maggiori (a destra nella foto di apertura mentre mostra le cicatrici che gli stono state procurate dal suo aggressore): «Sono davvero indignato di fronte a questa decisione, per un tentato omicidio solo quattro anni? Non ho parole, il bello è che non sarò neanche risarcito dei danni da me subiti visto che quell'uomo è nullatenente».
Il loro avvocato, Daniele Stoppello della Gay Help Line, ha invece voluto puntare il dito verso un vuoto normativo: «Se ci fosse stata una legge che punisce l'omofobia, la pena non sarebbe mutata e questo mostra la grave lacuna presente nel nostro ordinamento che non punisce la violenza ai danni delle persone lesbiche, gay e trans. Il fatto che la Corte abbia confermato il reato di tentato omicidio conferma la gravità di quanto compiuto da Sardelli e rappresenta comunque un fatto molto importante, per un procedimento di questo tipo. Il Giudice conferma anche la costituzione di parte civile di Arcigay Roma e del Comune di Roma, un fatto non scontato che testimonia come questa aggressione violenta abbia danneggiato tutta la nostra comunità e la città».
Un vuoto normativo che non solo è stato ripreso dalle dichiarazioni di Arcigay, ma anche in quelle del sindaco di Roma Alemmanno: «Tutto questo è impensabile -ha dichiarato il primo cittadino- sono davvero perplesso, se varassero una legge che prevede un aggravante per omofobia forse le cose cambierebbero. Credo che gli organi del Parlamento debbano pensare a questa eventualità e prendere provvedimenti nel più breve tempo possibile. Queste persone hanno il diritto di essere tutelate».


Robert Pattinson e Taylor Lautner nelle fantasie erotiche di David Duchovny

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David Duchovny, l'attore protagonista di serie cult come "X-Files" e "Californication", è sposato, ha de figli e fino a prova contraria è eterosessuale. In occasione di un'intervista, però, ha voluto parlare anche di alcuni uomini in grado di risvegliare le sue fantasie sessuali.
Ecco le sue parole: «Penso che Woody Allen sarebbe il primo di una lunga lista di uomini per cui potrei diventare gay. E poi anche per ognuno degli attori del film Twilight: non ricordo i nomi di ognuno, ma vanno bene tutti. Lupi, vampiri? Sono tutti fantastici».
Che Robert Pattinson e Taylor Lautner, i due interpreti maschili principali della saga di Twilight, fossero in grado girare la testa a molti non è una novità, ma stupisce un po' lo scoprire che la loro bellezza è addirittura in grado di far cambiare i gusti sessuali di una persona.
Il tutto, naturalmente, è stato detto in un contesto goliardico e l'attore ha anche raccontato di come ami fare la doccia nudo in giardino nella sua casa di Massachusetts e di come non si faccia problemi ad usare la sua popolarità per ottenere qualche favore (come, ad esempio, la possibiltà di scendere in campo quando va a vedere una partita di basket).


Libero si scaglia contro i gay

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Chissà se Vittorio Sbarbi aveva ragione quando aveva ipotizzato che la campagna elettorale della destra avrebbe preso di mira i gay per cercare di screditare Vendola, loro avversario politico ed omosessuale dichiarato. Certo è che guardando la prima pagina di Libero di ieri, un dubbio viene...
In prima pagina, infatti, compare un articolo di Francesca Specchia dal titolo "Alta froceria: all'Università insegnano a fare gli omosessuali!". Notizia che fa riferimento alla creazione di un corso facoltativo sulla cultura omosessuale organizzato presso l'Università Statale di Milano.
Proviamo a leggere.

Alta froceria. Chissà se, tra una lezione e l’altra, risuoneranno i Village People; se verrà recitato "La lingua perduta della gru" del finissimo David Leavitt; se saranno proiettate le puntate dei Simpson in cui il religiosissimo Nell Flanders scopre che il figlio è una checca o quella in cui Jerry Rude ospita delle gladiatrici lesbiche nel suo talk show».

L'incipit non sicuramente dei migliori ed il tentativo di fare dell'ironia non gli è riuscito un granché. L'articolo, però, pare non risollevarsi neppure nella pagina interne. Dopo la curiosa teoria sul fatto che quel corso "insegni a fare i gay" (forse anche un bambino capirebbe che in realtà parlare di omosessualità non vuoi dire "fare gli omosessuali"), il giornalista spiega anche una curiosa sulla inutilità di fare qualcosa davanti agli episodi omofobi:

I prof spiegano che il suddetto corso è la reazione, evocata dal collettivo gay universitario, "all'attacco omofobo subito da un ragazzo in Statale". Il che è come dire che se ti fottono il motorino sotto la facoltà, il giorno dopo urge un seminario su "Furto con destrezza tra motocicli di piccola cilindrata: eziologia dei processi cognitivi", 15 lezioni e 4 crediti: così la gente capisce che rubare non è politicamente corretto.

A far pensare ad un'associazione con un clima di campagna elettorale, invece, è anche la foto di apertura proposta dal quotidiano. Lì si vede Berlusconi che passa il Natale in famiglia (con i figli, i loro compagni ed i nipotini... il tutto per dare l'idea di un contesto familiare e nella quale la gran folla non fa notare neppure troppo che lì manca una moglie). La stessa immagine era anche già apparsa sulla copertina di "Chi", una delle riviste dirette Alfonso Signorini, personaggio di cui molto si è parlato in questi giorni dopo lo spazio concesso ad una telefonata a Berlusconi (presentato come "Lui", "il numero uno") mentre nel suo programma di gossip si stava parlando ironicamente di Massimo D'Alema. Una grande occasione per il presidente di parlare male della sinistra e dei magistrati ad un pubblico che difficilmente segue telegiornali o programmi di approfondimento politico.
Ancora una volta auguriamoci che sia una casualità e che l'ipotesi paventata da Sgarbi si possa rivelare infondata. Anche perché il rischio che articoli come questo possano andare ad alimentare ulteriormente l'omofobia già presente nel Paese è più che reale.


Matteo Casnici conferma: «È vero, ho fatto la comparsa in un film porno gay»

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Quando si ha un dubbio, non c'è modo migliore per toglierselo se non quello di sentire una versione ufficiale da una fonte attendibile. Ed è quello che è successo oggi riguardo alle ipotesi della partecipazione di Matteo Casnici (fino a pochi giorni fa concorrente del Grande Fratello) ad un film pornografico gay della Lucas Kazan.
A confermare il tutto è lui stesso in un'intervista rilasciata a Mondo Reality: «È vero -ha raccontato- È stato girato in una discoteca di un carissimo amico, tra l'altro ho sempre collaborato con lo staff di questa discoteca. Un pomeriggio stavano girando un film, avevano bisogno di riempire questa sala, perché era di pomeriggio e la discoteca era giustamente chiusa, e ci siamo messi a ballare. Questa è la mia comparsa nel film porno».
Quindi -al di là delle varie spiegazioni- il fatto che quella comparsa fosse realmente lui è un fatto ora assodato.
Per chi non avesse seguito la vicenda, ricordo che la scena in questione era del tutto priva di atti sessuali espliciti, ma un semplice intermezzo fra una scena e l'altra (stando alla "trama" del film, l'ambientazione in discoteca doveva introdurre un rapporto fra due ragazzi che si erano appartati in un angolo isolato del locale).
Nella sua intervista Matteo ha anche parlato delle varie ipotesi su una sua presunta omosessualità emerse nei mesi scorsi: «Durante i miei 12 anni nella moda e nello spettacolo ho avuto sempre il dito puntato. Soprattutto dove son cresciuto. Sono passato da fare l'elettricista, ad andare a vivere a New York, ad andare a vivere in Giappone. Logicamente in tanti hanno detto "per farlo ha dovuto dare qualcosa in cambio". Purtroppo è la mentalità di tanti in Italia, non credono che ci posso essere tanti modi per poter cambiare vita [...] Ho voglia di dire la mia in difesa di un mondo omosessuale che in tante occasioni paga per una stupidata del genere, quando la gente dovrebbe pensare a cose più importanti. Il fatto di avere molte amicizie omosessuali è ancora più facile cadere in queste cose. Comunque sono tranquillo, ci rido sopra. Non mi stanno puntato il dito per aver rubato, per aver ucciso qualcuno».

Immagini: [1] [2] [3] [4] [5] - Video: [1]


Luke Worrall nudo su Skype? Probabilmente è un fake

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Un'immagine che ritrae Luke Worrall completamente nudo e in piena erezione sarebbe stata carpita dalla videochat di Skype e resa pubblica. Questa è la notizia che in queste ore sta rimbalzando per mezzo mondo.
Ma andiamo con calma e partiamo dall'inizio, magari proprio spiegando chi è Luke Worrall. Nato a Londra nel 1989, diventa modello nel 2007 quando un talent scount lo nota mentre è pratica sport con il suo skateboard. Nel 2008 diventa il fidanzato della cantante Kelly Osbourne e la sua popolarità aumenta notevolmente. Ora che la loro storia è finita, ecco che ce lo ritroviamo nudo in videochat in una foto pubblicata dal sito Unrated Perez.
Ma come ha preannunciato il titolo, se si è un minimo diffidenti è difficile credere alla veridicità dell'immagine.
I dubbi nascono proprio da alcuni dettagli della fotografia: ammettiamo che quello sia veramente lui e che si trovi sdraiato e senza maglietta su Skype (il che potrebbe far anche supporre che non stesse parlando con l'agente della sua assicurazione), ma il quadrato nero che censura il suo pube già fa sospettare qualcosa (che senso avrebbe nasconderlo se non si censurano anche le pudenda?). Se poi si prendono in considerazione le varie proporzioni del corpo (nella seconda fotografia della gallery all'immagine sono state "incollate" due gambe prese in prestito da un'altra foto) ci si accorge che il suo pene non solo sarebbe esageratamente lungo, ma dovrebbe partire da metà coscia. Se così fosse, forse la vera notizia riguarderebbe una curiosa malformazione fisica e non tanto la sua nudità. Tanto più che si ah certezza del fatto che l'attaccatura del suo pene si trovi esattamente dovrebbe trovarsi in base ad uno scatto pubblicato su Qvest Magazine (riproposto come la terza immagine della gallery).
Dunque, con buona pace per le fonti che hanno dato per autentica l'immagine, gli elementi per sospettare un falso (forse neppure troppo curato) ci sono tutti.

Immagini: [1] [2] [3]


Silvio si prende l'Italia e gli omofobi il suo sito...

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Se n'è parlato molto oggi. Secondo quanto pubblicato dall'agenzia stampa Dire, Silvio Berlusconi fonderà un nuovo partito (reso necessario dall'impossibilità di continuare ad usare il nome attuale dopo l'uscita del co-fonbdatore Gianfranco Fini dal Pdl) che pare si chiamerà "Italia".
Inutile dire che l'idea di un'auto attribuzione di un nome che dovrebbe appartenere a tutti ad una singola fazione politica non è piaciuta a molti. C'è anche chi ha rievocato il ricordo del 1994, quando la nascita dell'allora "Forza Italia" privò di uno slogan gli sportivi, costretti a dover portare allo stadio striscioni alternativi con scritte del tipo "Italia olé" o "Forza azzurri". Se ora il nome stesso dei una nazione sarà riconducibile ad un partito, il rischio è quello di non avere più un nome con il quale identificarsi come popolo.
Ma se Berlusconi si sta prendendo il nome del Paese, c'è chi ha pensato bene di prendersi il suo sito Internet. Per tutto il pomeriggio era sufficiente digitare l'indirizzo www.partitoitalia.com per ritrovarsi in quella che si spacciava per l'home page del nuovo movimento. L'autore, però, non era lo staff del presidente, ma quello del sito internet "Da Uomo."
Di loro ci eravamo già occupati qualche mese fa, in occasione della loro pubblicità omofoba pubblicata su Facebook in cui si sosteneva che il loro sito era solo per uomini veri e che i gay non erano ammessi. Alle proteste seguì la pubblicazione di uno slogan in cui si dichiaravano sostenitori dei gay, anche se dagli gli articoli che si possono leggere tutt'oggi pare pare che non abbiano certo perso il vizio. Sulle loro pagine, infatti, si possono trovaredelle vere e proprie perle di ignoranza del tipo «Quali orizzonti di demenza giovanile ci toccherà ancora osservare prima di giungere alla conclusione che se ci sono tanti gay in giro deriva tutto dalla mancanza di modelli maschili?» o, ancora, in occasione della battuta del Presidente del Consiglio sui gay «Berlusconi è stato fin troppo rispettoso della vostra specie. Perché meritavate di sentirvi ben altre parole. Tanto di cappello Signor Presidente, grazie ancora per rincuorarci di aver votato dalla parte giusta»). Che il sito cerchi talvolta di sembrare ironico è un dato di fatto, ma qui come minimo si sconfina nel cattivo gusto e i toni usati non sembrano eliminare del tutto il sospetto che certe cose le pensino davvero... ma, tornando all'Italia (il partito, non il Paese) il loro spacciarsi per sito ufficiale deve avergli fruttato un bel po' di traffico e di visibilità. La cosa, però, probabilmente non dev'essere piaciuta a qualcuno (magari anche per l'accostamento dell'immagine del partito a quella di articoli di spessore come "Tecniche per conquistare una donna sui mezzi pubblici" o "Come chiedere il numero di telefono ad una donna"), tant'è che già dalle prime ore della serata il sito risulta irraggiungibile.

Update 12/01: Il sito risulta ora raggiungibile, ma è stata aggiunta -ben visibile sotto il logo- la dicitura "Sito non ufficiale". I proprietari del dominio hanno anche reso pubbliche le prime statistiche, parlando di 120mila visite nel primo giorno. Viene indicata anche l'intenzione di cedere il dominio a titolo gratuito al Pdl.


Matteo Casnici ha partecipato ad un film porno gay?

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C'è chi è meno fisionomista e chi riesce a riconoscere al volo un volto anche a distanza di anni. Ed è probabilmente qualcuno appartenente a quest'ultima categoria ad aver notato fra i figuranti di un film pornografico gay un volto familiare. La scoperta è stata comunicata al blog Marikikka che ne ha prontamente dato pubblica notizia: quel viso pare essere proprio quello di Matteo Casnici, il concorrente del Grande Fratello 11.
Il film in questione è "Italian and other strangers", un film della Lucas Kazan girato in Italia con tutti attori nostrani. Va detto che non c'è certezza che la comparsa sia davvero lui e che la scena in questione non presenta scene esplicite: si tratta solo di una comparsa che fa parte del gruppo di ragazzi presenti in un locale di soli uomini. In altre parola, anche qualora fosse realmente lui, quella partecipazione non sarebbe comunque di per sé una prova che possa dimostrare i suoi gusti o le sue attività sessuali, anche se dato il contesto il dubbio potrebbe forse diventare un po' più lecito.
Di una sua presunta omosessualità se n'era già parlato a lungo, quando due mesi Roger Garth ne parlò in televisione. Le dichiarazioni vennero prontamente ritrattate dallo stesso Roger, ma i rumors al riguardo non si fermarono, forse anche alimentati da un continuo parlarne in vari programmi scandalistici delle reti Mediaset. La stessa trasmissione cavalcò l'onda, ponendo una domanda diretta al concorrente (che ha prontamente negò, confermando la sua storia etero all'interno della casa) ed invitando in studio la madre per chiederle (dopo averle fatto vedere le foto di Matteo nudo, giusto per metterla a suo agio) di parlare della sessualità del figlio figlio (ma anche lei negò... anche se mi viene naturale pensare che la madre potrebbe essere l'ultima persona al mondo a conoscere quello che il figlio fa sotto le coperte).
Ai tempo si parlò anche di una presunta lettera scritta dal suo ragazzo e recapitata alla redazione di Barbara D'Urso, ma di quel documento poi non se ne seppe più nulla (chissà, magari era troppo inverosimile o forse era un qualcosa di troppo prezioso da conservare per momenti in cui si sarebbe potuto fare uno "scandalo" maggiore...).
Va infatti detto che Matteo stava risultando una specie di "miracolato" dagli autori del programma, sempre in gara nonostante sia stato protagonista di più episodi che di certo non gli fanno onore: il mese scorso ha maltrattato una gallina (gesto per il quale era stato preannunciato un provvedimento prima che il tutto finisse a tarallucci e vino) e successivamente ha bestemmiato (ma anche in questo caso l'espulsione non è arrivata, perlomeno non immediatamente).
Non solo, pur di non espellere Matteo, gli autori hanno riaccolto nel programma Massimo Scattarella, il concorrente della scorsa edizione del Grande Fratello, espulso lo scorso anno a causa di una bestemmia e ora precipitatosi a "Mattino 5" per minacciare una causa legale a Mediaset nel caso di un trattamento diverso nei confronti del nuovo concorrente: morale della favola, nessuno espulso ed entrambi dentro.
Così tanta solerzia nel perdonarlo a dispetto di tutto e tutti potrebbe anche far pensare ai più maliziosi che dietro ci potesse essere qualcosa, chissà, magari un qualche "scandalo" preconfezionato (forse questo o magari altro) sempre utile per rilanciare gli ascolti.
La gente, però, non se ne è stata in silenzio a guardare e si era sollevato un vero e coro di proteste, tant'è che gli autori sono giunti alla decisione di fare piazza pulita e di espellere in un sol colpo dalla casa (ma vedremo se anche dall'attenzione mediatica) Matteo Casnici, Massimo Scattarella e Pietro Titone (tutti e tre protagonisti di una qualche bestemmia o atteggiamento scorretto in trasmissione). L'impressione, però, è che questa sembri una scelta più obbligata che desiderata, altrimenti sarebbe difficile capire il perché ci si sarebbe presi il disturbo di far rientrare Massimo per poi buttarlo fuori nel giro di pochi giorni per fatti avvenuti nella scorsa edizione.

Immagini: [1] [2] [3] [4] [5] - Video: [1]


Raoul Bova: «Il mio miglior amico è gay»

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E' Raoul Bova il protagonista della nuova copertina di Vanity Fair. Immortalato a petto nudo, mostra un fisco che a dispetto dei suoi 39 anni è ancora perfetto, quasi come se il tempo si fosse fermato dai tempi dei celebri scatti realizzati per il calendario di Max.
Ma se in copertina mostra il meglio del suo lato estetico, è nelle pagine interne che ha dato il meglio di sé, riuscendo ad affrontare il tema dell'omofobia in un modo semplice, familiare ma incisivo.
«Il mio migliore amico è gay -ha dichiarato nell'intervista- così pure altre persone a me molto vicine, e conosco i problemi a cui sono esposti nella nostra società: ho avuto amici che sono stati picchiati a Roma, dalle ronde anti-omosessuali».
Non un messaggio pronunciato dal pulpito, dunque, ma un'affermazione che parte dalla visione del gay come "amico", come "persona", come qualcuno con cui ci si relaziona e si costruisce qualcosa assieme. Una visione che spesso non si percepisce in molti appelli, a volte esasperati al punto da sembrare che si stia parlando di qualcosa di distante e lontano, da lasciare stare ma da lasciare lì dov'è.
Ben diverso è il messaggio di chi è in prima linea e, pur non essendo omosessuale, parla di omofobia attraverso un'esperienza diretta.
Un plauso a Raoul, dunque, e tutta la nostra solidarietà al suo miglior amico... Perché sappiamo che con gli amici non ci si prova, ma essere amico di Raoul Bova e non provarci non dev'essere per nulla facile :)

Via Gaywave


Don Gallo: «Rispettate i gay, le lesbiche, i trans»

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Quando di parla di Chiesa e di omosessualità viene spesso in mente una contrapposizione. Eppure c'è chi porta avanti un messaggio ben diverso. E' il caso di Don Andrea Gallo, prete di strada, sopite sabato scorso alla trasmissione "Che tempo che fa".
Nel suo discorso ha affrontato il tema dell'omosessualità dichiarando che «Dove c'è amore... Cosa sono tutti questi tabù moralistici? La sessualità è un dono di Dio o del demonio? La sessualità è un dono di Dio, è un enigma, come si fa a scoprire fino in fondo? E allora rispettate i gay, l'eterosessuale, l'omosessuale, il transessuale, l'azione, le varie culture».
Nel suo intervento Don Gallo ha parlato anche di come la Chiesa sia formata da un'unità di uomini ma non necessariamente da un'uniformità di pensiero e attraverso la parole di Pio IX ha spiegato di come si possa essere in disaccordo: «Dopo secoli siamo dovuti arrivare al Concilio Vaticano II. Al fine dell'800 Pio IX fu terribile dichiarando -ed è qui il punto- che ormai nella nostra Madre Chiesa il primato della coscienza personale è dottrina certa. Chi dice il contrario è eretico».
In chiusura del suo intervento ha anche parlato di sacerdozio femminile, dicendosi a favore e scherzando sul fatto che Gesù non ha detto: «Voi siete i miei fratelli e le mie sorelle. Le donne un po' meno».


Riparte il serale di Amici

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Amici 10

Martedì 11 gennaio andrà in onda la prima puntata del serale di "Amici 10", il talent show condotto da Maria de Filippi.
Per chi non conoscesse bene il programma, ricordiamo che il format prevede una prima fase (trasmessa in televisione nella fascia pomeridiana) in cui due squadre, formate da ragazzi fra i 18 e i 25 anni, studiano canto o ballo con i loro insegnanti e si sfidano per determinare chi andrà avanti nella sua avventura. Nella seconda fase (che comunque non arresta la prima), i dodici allievi ritenuti più talentuosi vengono suddivisi in due nuove squadre (quella dei bianchi e quella dei blu) e si sfidano nel serale per determinare i vincitori.
Uso il plurale perché una delle novità di quest'anno è proprio la decisione di proclamare due vincitori distinti, uno per la categoria di canto e uno per quella di ballo.
La squadra blu sarà composta da Annalisa Scarone, Costantino Imperatore, Debora Di Giovanni, Denny Lodi, Diana Del Bufalo e Francesca Nicolì (inseriti nello stesso ordine di apparizione dei nomi nella prima riga dell'immagine di apertura), mentre nella squadra bianca vedremo Antonella Lafortezza, Antonio Mungari, Giulia Pauselli, Riccardo Riccio, Virginio Simonelli e Vito Conversano (anch'essi nello stesso ordine nella seconda riga della fotografia di apertura).


Apre la prima discoteca gay di Cuba

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E' collocata presso il il ristorante statale "El Sótano" presso l'Havana Vecchia e l'ingresso costa 25 pesos in moneta nazionale. Si tratta della prima discoteca gay di Cuba.
La sala può contenere fino a 400 persone, è dotata di aria climatizzata, giochi di luce ed un'area ristoro: in altre parole un locale del tutto funzionale e non un qualche ghetto come potrebbe sembrare dall'immagine di apertura (trovata su di una mappa ma di cui non ho la certezza si tratti del locale giusto).
La notizia della nuova apertura ha superato i confini nazionali grazie al post pubblicato sul blog "Paquito el de Cuba", dove l'autore racconta della sua prima visita in compagnia del compagno al locale. I toni festosi del suo racconto lasciano anche trasparire quale debba essere importanza che la nuova discoteca ricopre la comunità lgbt dell'isola.


Carlos Villar fotografato da David Wagner

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Il tutto ha avuto inizio quando il fotografo David Wagner si è imbattuto nel profilo di Carlos Villar su ModelMayhem, un sito specializzato per i professionisti del settore. Il 19enne di origine cubana catturò la sua attenzione e il suo fisico modellato da anni di studio della danza gli ricordò quello di un pugile. Da lì il passo fu breve: David proposte a Carlos un servizio fotografico per Beautifulmag, rievocando la sensazione da lui provata alla prima vista da quel corpo ambientando il tutto nel mondo della boxe.
David Wagner lasciò Cuba al seguito del corpo di ballo di cui faceva parte od oggi vive a Los Angeles dove frequenta l'The American Musical and Dramatic Academy per prepararsi alla carriera di attore e modello.
Forse la strada della sua carriera sarà un po' più spianata dopo grande successo ottenuto da questi scatti che in questi giorni stanno letteralmente facendo il giro del mondo.

Immagini: [1] [2] [3] [4] [5] [6] [7]


Adam Levine: nudo in copertina ma forse non sul set

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Le immagini di Adam Levine, il leader dei Maroon 5, nudo sulle pagine di Cosmopolitan stanno facendo il giro del mondo. Gli scatti, realizzati per una campagna di prevenzione ai tumori della prostata e dei testicoli, sono stati realizzati da Ben Riggot ed immortalano il cantante senza veli con delle mani femminili che gli coprono gli attributi.
Un bel vedere, non c'è che dire, ma alcuni scatti realizzati sul set che hanno iniziato a circolare sul web paiono mostrare un curioso retroscena. Si vedono Adam Levine e una modella davanti all'obiettivo fotografico, ma a dispetto delle immagini pubblicate, lì la modella tiene in mano il pacco di Adam ancora saldamente rinchiuso in un paio di slip. Da qui il sospetto che la nudità delle foto non sia altro che il risultato della fase di post-produzione, con l'intimo cancellato attraverso l'uso di tecniche di foto ritocco.
Un trucco che, se confermato, probabilmente porterebbe via un po' di poesia agli scatti, anche se ormai è purtroppo un dato di fatto come Photoshop ci sta abituando a bellezze sempre meno naturali e a corpi sempre più ritoccati prima della loro pubblicazione.

Immagini: [1] [2] [3]


Ancora un ruolo gay per James Franco

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L'attore californiano James Franco tornerà a vestire i panni di un gay nel film "The Broken Tower", la storia del poeta modernista gay Hart Crane ispirato alla biografia scritta da Paul Mariani.
Crane nacque a Garrettsville (Usa) nel 1899. Alcolista ed incline alla depressione, venne perseguitato per la sua omosessualità al punto da spingerlo a vivere una storia eterosessuale con Peggy Crawley. A trentadue anni si suicidò lanciandosi in mare da una nave, sulla quale era stato malmenato dopo aver fatto delle avences ad un membro dell'equipaggio.
Non è la prima volta che James Franco veste i panni di un personaggio gay. A chi ha avanzato ipotesi circa una sua presunta omosessualità, ha sempre risposto di essere eterosessuale, pur precisando che non avrebbe alcun problema ad essere gay. Il suo atteggiamento gay-friendly e le sue risposte molto pacate sull'argomento lo hanno portato ad essere particolarmente apprezzato dalla comunità lgbt.
In occasione della conferenza stampa per il suo nuovo film, James non è venuto meno alle aspettative dichiarando: «Ci sono molte altre ragioni per cui provo interesse verso personaggi gay, che non siano il mio coming out o fare sesso con i ragazzi. Ci sono altri aspetti che mi interessano di questi personaggi, al di là della loro sessualità. In un certo senso si tratta di coincidenze, in un certo senso no. Voglio dire, ho interpretato uomini gay che hanno vissuto negli anni sessanta e settanta, un uomo gay rappresentato negli anni cinquanta e uno negli anni venti: tutti periodi nei quali essere gay, almeno esserlo pubblicamente, era qualcosa di molto difficile. Parte di ciò che mi interessa è come queste persone che vivevano una vita anticonformista hanno controbattuto con chi la pensava diversamente. Oppure, chissà, forse sono solo gay».


Ashton Kutcher nudo in "No Strings Attached"

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Ashton Kutcher

Che ci fa Ashton Kutcher nudo in mezzo al salotto? La risposta la si avrà solo a fine gennaio quando il film "No Strings Attached" uscirà nelle sale cinematografiche americane. Fatto sta che in uno dei trailer è contenuta proprio questa scena ed il suo proseguo, dove l'inquadratura mostra in primissimo piano anche il "lato b" dell'attore.
Il film (che in Italia uscirà con il titolo "Amici, amanti e..") ruoterà attorno alle vite di due amici che fanno sesso fra di loro finendo per innamorarsi l'uno dell'altra.
Ashton Kutcher nasce a Cedar Rapids (Usa) il 7 febbraio 1978. I suoi esordi come modello hanno inizio dopo la partecipazione ad un concorso: nonostante non avesse vinto, nel 1998 ottiene comunque un contratto ed inizia ad apparire in campagne pubblicitarie di Calvin Klein e in sfilare a Parigi e Milano. Acquisita una certa popolarità, si trasferisce a Los Angeles per tentare la carriera di attore. Ottiene un ruolo nella serie televisiva "That '70s Show" e ben presto esordisce anche sul grande schermo, prendendo parte a film come "Fatti, strafatti e strafighe" (2000), "Oggi sposi... niente sesso" (2003), "The Butterfly Effect" (2004) e "Indovina chi" (2005).
E' sposato con l'attrice Demi Moore e il 16 aprile 2009 il suo profilo Twitter è stato il primo al mondo a superare il milione di seguaci.

Immagini: [1] [2] [3] - Video: [1]


Mettiti alla prova con Strip Bricks

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La Befana non lascia solo carbone nelle calze dei bambini, spesso regala anche dolci e giocattoli. Ma visto che noi non siamo più bambini, Gayburg vi porta nella calza un gioco per adulti.
Il funzionamento è quello classico del Tetris: i vari pezzi dovranno essere incastrati in modo da non lasciare spazi. Ogni qualvolta una riga sarà completa, questa sparirà facendovi guadagnare punti ed avanzare nei livelli.
Ad accompagnarvi, però, ci sarà anche Mark, un modello virtuale ("virtuale" perché non esiste in natura, essendo composto da foto di più persone diverse): ogni volta che passerete un livello, lui vi premierà togliendosi un indumento.
Per chi volesse fare una partita anche in futuro, segnalo che fra i link della colonna di destra dell'home page è stata aggiunta la voce "giochi online" che vi permetterà di accedere in modo rapido ad una pagina dedicata con l'elenco di tutti i giochi pubblicati fino ad ora.
Buona epifania a tutti!

Clicca qui per giocare a Strip Bricks.


La 40 Graus mostra il backstage di un casting

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Se siete insoddisfatti del vostro lavoro vi suggerisco di non guardare questo video perché sarebbe un po' come mettere il dito nella piaga. Le immagini, infatti, mostrano il backstage dell'invidiabile lavoro di casting per la scelta di un modello.
Il video è stato realizzato dall'agenzia 40 Graus Models in occasione della scelta di un ragazzo adatto a rappresentare la marca di costumi da bagno Ca-rio-oca sulle pagine del DNA magazine.
A susseguirsi davanti ai selezionatori anche alcuni voti abbastanza noti del settore, come Felipe Anibal, Sebastião Neto, William Prazeres e Murilo Rezende.
Se volete farvi del male o se volete scoprire un posto interessante dove inviare il vostro curriculm viate, vi lascio alle immagini.

Clicca qui per guardare il video.


L'Onu e l'Unesco vogliono rendere gay metà della popolazione entro i prossimi 20 anni

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Che alcuni esponenti della Chiesa siano sempre più alla ricerca di nuove motivazioni per portare avanti la propria crociata contro l'omosessualità è un dato di fatto, ma a tutto c'è un limite ed alcune affermazioni paiono quasi più degne di una commedia comico di bassa lega che di un discorso che si possa anche solo pensare di poter sostenere.
Ma andiamo con calma. Il protagonista della vicenda è il vescovo Demetrio Fernandez di Cordoba (Spagna), convinto che l'Onu e l'Unesco stiano lavorando per rendere gay metà della popolazione mondiale. Sembra incredibile ma è così.
Nel corso della sua omelia pronunciata alla messa del 26 dicembre scorso, il vescovo ha dichiarato: «L'Unesco, riunitasi pochi giorni fa, sta lavorando affinché per i prossimi 20 anni la metà della popolazione mondiale diventi omosessuale […] l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura utilizza vari programmi per introdurre "l'ideologia di genere" che in realtà è già presente nelle nostre scuole».
Alche riguardo all'ideologia di genere in sé, il religioso ha una propria teoria: «Secondo l'ideologia di genere uno non nascerebbe uomo o donna, ma sarebbe quello che sceglie secondo i suoi capricci, potrà cambiare genere quando gli pare. In questo modo, abbiamo l'ultimo risultato di una cultura che vuole rompere totalmente con Dio, con il Dio creatore, che ha fissato nella nostra natura la distinzione tra uomo e donna».

Via Gaywave.