Archivio: febbraio 2011

Il set de "Il discorso del re" è lo stesso di un film pornografico gay?

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E' in pieno svolgimento la notte degli Oscar. In attesa di conoscere tutti i verdetti, ci concentriamo su una curiosità che riguarda "Il discorso del re", pellicola candidata a dodici statuette fra cui anche quella per la miglior scenografia. La curiosità riguarda proprio quest'ultima e, più in particolare, la stanza dove Lionel Logue (Geoffrey Rush) riceveva il re Giorgio VI d'Inghilterra (Colin Firth).
A qualcuno, infetti, non è passata inosservata una certa somiglianza con la stanza dove la UK Naked Men ha realizzato qualche tempo fa un film pornografico gay. Muri, vetrate e la peculiare vetrata sul soffitto parrebbero coincidere al punto da poter avere un ragionevole dubbio che la stanza sia effettivamente la stessa.
Anche se fosse, non ci sarebbe nulla di male... certo è che fa un po' sorridere che i muri di quella stessa abbia assistito a scene di sesso estremo prima di accogliere un film d'epoca acclamato dalla critica. E chissà se anche gli spettatori del film del'UK Naked Men hanno apprezzato e prestato attenzione al lato architettonico dell'ambiente, così come avvenuto ora per il film diretto da Tom Hooper.

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Berlusconi: «Mai equiparazioni tra le coppie gay e la famiglia tradizionale»

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«Finché governeremo noi non ci saranno mai equiparazioni tra le coppie gay e la famiglia tradizionale, così come non saranno mai possibili le adozioni di bambini per i single e per le coppie omosessuali». E' quanto ha Silvio Berlusconi intervenendo ieri al Congresso nazionale dei Cristiani Riformisti.
Se negli Stati Uniti Obama apre alle coppie gay, queste parole lasciano comprendere perfettamente come da noi tiri un'area ben diversa, perlomeno sotto l'attuale governo.
Divagando un po', vale la pena spendere due parole anche sul contesto in cui la frese è stata pronunciata. Il manifesto dei Cristiani Riformisti -organizzatori della manifestazione- recita: «Un vero, sano e costruttivo progetto politico deve avere principi e valori che lo fondino, altrimenti tutto diventa lecito, tutto consentito e la politica non può che divenire l'aberrazione di sé stessa. Occorre ripartire da un riscatto etico-morale che, prima umano e poi politico consenta una cesura con il passato e una speranza per l'avvenire». Ospite d'onore, Silvio Berlusconi.
Calcolando gli attuali guai giudiziari del primo ministro, i suoi ormai famosi festini di Arcore, il divorzio nel 1985 da Carla Dall'Oglio e la separazione nel 2009 da Veronica Lario, fa sorridere che sia stato chiamato proprio lui per incarnare i valori della famiglia. Il dubbio è che nel loro "tutto consentito" o nel "riscatto etico-morale" venga data priorità all'impedire che due persone dello stesso sesso possano amarsi anziché concentrasi sulla qualità di un rapporto, quasi se la facciata sia più importante della sostanza.
Ma ad impedirci di sorridere davanti a questa contraddizione in termini è il fatto che il governo non solo li sta ad ascoltare, ma li rassicura anche.


Brad Pitt e il suo passato nella pubblicità

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Prima di diventare l'attore che noi tutti conosciamo, Brad Pitt ha dovuto fare la sua gavetta. Ancora poco conosciuto ma indiscutibilmente affascinante, l'attore sbancava il lunario lavorando anche in spot pubblicitari.
E così, nel corso degli anni '80, una delle sue prime apparizione televisive è all'interno di uno spot per la patatine Pringles girato sulle spiagge di Miami. Ed ancora, nel 1991, ha interpretato un uomo che veniva scarcerato in mutande all'interno di uno spot per la Levis.
Ha lavorato molto anche all'estero, soprattutto in Giappone. Proprio qui (chissà se consapevole del fatto che 15 anni dopo ci sarebbero stati dei mezzi tecnologici tali da far conoscere quel lavoro all'intero pianeta) ha prestato la sua immagine in una pubblicità per un marca di cellulari: interamente vestito di giallo, si cimentava in una sorta di Mr. Bean imbranato e pervertito (ep.1, ep.2).
Per la stessa società realizzò successivamente un nuovo spot, nei panni di un uomo al servizio di un lottatore di sumo. In questo caso, però, viene da pensare che il compenso non sia stato esattamente lo stesso pagato agli esordi. Basti pensare, ad esempio, che nel 2005 ha ottenuto un ingaggio di ben 4.500.000 dollari per apparire in una pubblicità di Heineken trasmessa durante il Super Bowl.
Negli anni successivi non lo si vede mai abbandonare completamente i set del mondo pubblicitario: ad esempio è stato il protagonista di quattro episodi commerciali per Alice Germania (ep.1, ep.2, ep.3, ep.4) e di due spot realizzati per il mercato giapponese (quello per Rolex Japan e per Toyota Japan).


Kellan Lutz per Dylan George

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Kellan Lutz, l'attore che veste i panni di Emmett (fratello di Edward) nella saga di Twilight, non è nuovo al mondo della pubblicità. In passato ha già posato per una campagna per l'intimo maschile di Calvin Klein ed ora tonerà a ripetere l'esperienza per conto della Dylan George (una marca statunitense di abbigliamento specializzata in abiti casual).
Questa volta, però, l'attore si è spinto più in là: oltre a prestare la propria immagine, Kellen ha preso parte anche alla creazione della collezione stessa. Carta e matita alla mano, avrebbe disegnato alcuni jeans e magliette che la Dylan George produrrà in una linea chiamata "Abbot & Main".
«Sono cresciuto con l'idea di essere un inventore -ha dichiarato- Ho studiato ingegneria chimica. Amo creare. Ho sempre desiderato entrare nel mondo della moda. Mi è sempre piaciuto disegnare, non roba da Space Age ma di alta moda».


Nacer Chadli

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Nacer Chadli nasce a Liegi (Belgio) il 2 agosto 1989. Inizia a giocare a calcio fin da bambino e in età giovanile entra a far parte dello Standard Liegi e del MVV. Considerato da tutti un talento emergente, nel 2007 approda all'Agovv Apeldoorn, una squadra della Eerste Divisie (l'equivalente della serie B italiana).
Tre anni più tardi inizia a giocare nel massimo campionato con il Twente. Il 14 settembre 2010 debutta anche in Champions League (sempre con il Twente) nella partita contro l'Inter (gara conclusasi con un 2-2). Durante quell'edizione della Champions realizza un totale di tre goal: il 29 settembre contro il Tottenham, il 2 novembre contro il Werder Bremene il 7 dicembre ancora contro il Tottenham.
Una curiosità riguarda anche la sua doppia nazionalità (belga e marocchina) che gli ha permesso di scegliere in quale delle due nazionali giocare. Il 28 gennaio 2011 Nacer ha annunciato di aver compiuto la sua scelta e di voler rappresentare il Belgio.

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Obama: il divieto ai matrimoni gay è incostituzionale

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Dopo aver appoggiato l'abolizione del «Don't ask, don't tell», il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha deciso di cambiare rotta anche su un altro fronte e di non sostenere più il «Marriage Act» (l'attuale legge statunitense che riconosce come matrimonio solo quello celebrato fra un uomo e una donna).
A darne notizia il ministro della Giustizia, Eric Holder, che in un discorso ha fatto sapere come il Presidente abbia definito tale norma come «incostituzionale, visti numerosi fattori tra cui casi documentati di discriminazione».
Il primo effetto di queste parole è la decisione da parte del Dipartimento di non difendere più la costituzionalità dell'attuale legge presso le corti federali. Il passo successivo che ci si aspetta, invece, è un'accelerazione da parte dell'attuale amministrazione nell'avviare una discussione per poter giungere ad una nuova legge sui matrimoni gay.


Gay nel calcio? Il tormentone senza fine

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Volendo l'intera vicenda potrebbe essere racchiusa in poche parole: di calciatori gay ne esistono (così vuole anche la statistica), molti dicono di sapere ma ne parlano in modo vago e giocatori preferiscono spesso negarne o circoscriverne l'esistenza per la paura da parte delle loro società di possibili reazioni omofobe da parte dei tifosi.
Eppure ogni qualvolta qualcuno torna a parlare dell'argomento (rigorosamente riferendosi ad altri e senza fra nomi) alla dichiarazione viene dato un risalto quasi fosse stata scoperta l'acqua calda o si fosse rivelato un nuovo segreto di Fatima.
L'ultima dichiarazione in ordine temporale è quella di Victory (nome in codice di un calciatore di una serie minore scelto da Il Quotidiano in un loro articolo) che ha dichiarato: «Nel calcio è pieno di bisex, ci sono più attivi che passivi. In Italia nessun calciatore ammetterà mai di essere gay, ci sono troppi condizionamenti sociali. A me capita spesso di andare con calciatori di serie A. A molti di loro piace fare sesso in gruppo anche con compagni di altre squadre. Alcuni sono nazionali. Fanno sesso per il puro piacere di farlo e non c'è seguito si ferma tutto ad una sera».
Un concetto -quello della bisessualità- già tirato fuori lo scorso luglio da Marco Boriello: «Su alcuni ho avuto dei sospetti, ma i nomi non li faccio. Non omosessuali puri, forse. Magari bisessuali». Due mezze ammissioni che con un po' di dietrologia parrebbero volte a negare l'esistenza di gay nel calcio, ma solo di bisex che per giunta fanno solo "toccate e fuga" con altri uomini mantenendo le loro relazioni principali con donne (chissà, forse descritti così si pensa ad una maggiore accettazione sociale).


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E' lui o non è lui?

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Il mondo del gossip ha una vera e propria predilezione per immagini prive di contesto, perché questa loro caratteristica permette di poter costruire la storia che più piace attorno ad esse.
Quella proposta in apertura apertura è proprio uno di questo casi: il contesto è quello di un qualche bar ed in primo piano si vede l'attore Matthew Morrison che si bacia con un altro uomo. Per dovere di cronaca va sottolineato che non c'è alcuna certezza che si tratti veramente di lui (a quanto se ne sa potrebbe tranquillamente anche essere un ragazzo che gli assomiglia) e non si può neppure sapere se in quel momento fosse in atto fosse un qualche scherzo o gioco fra i due.
Fatto sta che la macchina del pettegolezzo si è già messa in moto e sono molti i siti che pubblicano lo scatto dando per certo il fatto che sia lui e che questa sia la prova inequivocabile che lui sia gay.
I motivi che potrebbero spiegare la spinta verso quella tesi sono presto detti: Matthew Morrison è l'attore che veste i panni del professore di spagnolo nel telefilm "Glee" (molto amato dalla comunità lgbt) e su di sui erano già state avanzate ipotesi di una una presunta omosessualità (da lui respinte e a cui hanno fatto seguito alcune sue dichiarazioni in cui si definisce uno scipafemmine). Questa foto, invece, permette di rimettere il tutto in discussione e di far sognare un po' chi ha storto il naso nello scoprire la sua eterosessualità (magari permettendo anche di arrivare a definirla come "presunta" tale).


Papere... a luci rosse (errori sul set)

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Partiamo da un semplice assunto: gli attori pornografici sono esseri umani e come tali possono sbagliare. E così a chi fosse capitato di domandarsi come fosse possibile stare in certe improbabili posizioni senza perdere l'equilibrio o di come tutto riuscisse sempre tutto al primo colpo, la risposta parrebbe celata dietro la possibilità di poter scegliere quali scene mostrare e quali altre tagliare durante il montaggio.
Perlomeno questo è quanto si può evincere dalle scene mostrate nel filmato a cui questo post è dedicato (e che potete trovate al termine dell'articolo): una raccolta di papere realizzate sui set di film a luci rosse: da difficoltà "tecniche" a più semplici gaffes ed incidenti, passando anche da spezzoni che svelano qualche trucco del set (a voi provare ad individuarli). Premetto che, nonostante lo spirito goliardico, la presenza di immagini esplicite rende la visione del video riservata esclusivamente ad un pubblico adulto.
Per chi se lo chiedesse, spendo due parole anche sulla genesi del progetto. L'incipit è stato un forum in cui due ragazzi discutevano di quanto si sentissero inadeguati e goffi perché incapaci di eguagliare le prodezze dei loro beniamini viste in alcuni film porno. Da qui l'idea: dimostrare che al di là delle indubbie doti fisiche o tecniche degli attori, il paragone con un prodotto montato e confezionato non può reggere nella vita reale... sarebbe un po' come andare al cinema a vedere Superman e poi sentirsi inadeguati perché non si è capaci di volare. In queste scene, invece, non solo si vede che errare è umano, ma anche come si possa reagire alla situazione nel più semplice e naturale dei modi: niente drammi ma solo una bella risata catartica prima di ricominciare.

Clicca qui per guardare il video.


Thyago Alves in slip sull'isola

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La prima puntata de "L'isola dei famosi", il reality show condotto da Simona Ventura, non ha brillato per gli ascolti. Messo da Rai Due in diretta competizione con "Il grande Fratello", ha ottenuto 12.36% di share con 3.101.000 telespettatori contro il 23.26% del concorrente, seguito da 5.356.000 spettatori. Tanto è bastato per far decidere alla rete di spostare il reality al mercoledì, evitando un confronto diretto con Canale 5.
A gettare legna sul fuoco anche alcune polemiche scaturite nei giorni seguenti per la presenza fra i concorrenti di Raffaella Fico (una delle "papi girls") e per la telefonata in diretta del direttore generale della Rai Mauro Masi (con tanto di riferimenti abbastanza espliciti contro "Annozero").
Polemiche ed ascolti a parte, la nostra attenzione è caduta fin da subito su uno dei suoi protagonisti. Ed è proprio di lui che ci occuperemo ancora una volta (precedentemente ne abbiamo parlato qui e qui).
Sto parlando di Thyago Alves, il modello ed attore brasiliano che non ha mancato di suscitare simpatie per la sua bellezza e prestanza fisica. In questi giorni hanno iniziato a circolare su Internet anche alcuni suoi scatti, realizzati proprio durante il programma, che lo ritraggono sullo yatch di lusso che sta accogliendo la squadra dei famosi nei primi giorni di gara. Un panorama da sogno e un costumino abbastanza aderente sono i due ingredienti che li rendono particolarmente interessanti.
Come consuetudine, le immagini in questione sono proposte nella gallery di fine post. Buona visione.

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Intervista a Francesco Mariottini

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Francesco Mariottini nasce a Jesi il 6 novembre 1985. E' stato uno dei concorrenti della settima edizione del talent show "Amici di Maria De Filippi". Giunto all'ultima puntata come unico ballerino ancora in gara, è stato sconfitto in finale dal cantante Pasqualino Maione. Nelle edizioni successive, è rimasto nel cast del programma come ballerino professionista.
Di seguito proponiamo una sua intervista che ci è stata girata dall'ufficio stampa de "Il cigno nero" in occasione dell'uscita del film.

Hai fatto danza classica per anni prima di specializzarti nella danza moderna. Quali sono gli aspetti che preferisci sia dell'uno che dell'altro?
La danza classica è senza dubbio la base di tutto, è quella che ti dà la percezione prima e l'autocontrollo poi, di ogni più piccola parte del corpo, ti insegna come gestire ogni singolo muscolo, come dosare la forza, come riuscire a sostenerla per il tempo necessario, senza che trapeli alcuno sforzo. La danza classica è quello che per una casa sono le fondamenta. L'aspetto che amo di più del classico è il rigore e la professionalità che ti inculca fin da adolescente, ed inoltre la possibilità che ti offre di acquisire quella tecnica necessaria ad eseguire bene ogni tipo di performance. Ma la tecnica da sola nella danza, secondo me, non basta, anzi credo che il puro e semplice virtuosismo sia più vicino alla ginnastica o al circo. La danza è di più; quando ho sperimentato lo stile neoclassico e poi il contemporaneo ho scoperto che mi piacevano molto e il motivo è che entrambi riescono, molto più della danza classica, a narrare sensazioni ed emozioni che sono da sempre dentro all'essere umano. Ecco, per me la "Danza" è unione di capacità tecniche indiscutibili e di espressività energia, intensità emotiva.

Nel film, la protagonista sogna da sempre di ballare Il lago dei cigni. Tu hai un "balletto nel cassetto", un pezzo o una parte che sogni di interpretare?
Una notte d'estate, non riuscivo a prendere sonno e mi sono messo ad ascoltare musica, ascolto sempre musica quando ne ho il tempo, e sempre, inevitabilmente, la musica finisce per trasformarsi in coreografie nella mia testa. Quella notte ascoltavo le colonne sonore di film famosi. Ed una mi ha profondamente colpito per la sua struggente bellezza: la colonna sonora di "Schindler's List", film che narra il tema della "Shoah". Quella sarà la musica di un passo a due che sicuramente coreograferò e ballerò, prima o poi, con una brava partner.


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"Il cigno nero" è uscito nelle sale

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È uscito venerdì nelle sale cinematografiche "Il cigno nero", un thriller psicologico a forte tematica lgbt diretto da Darren Aronofsky.
Il film ripercorre la storia di Nina, una ballerina di una compagnia di balletto a New York, la cui esistenza è completamente assorbita dalla danza. Quando il direttore artistico, Thomas Leroy, decide di nominare una nuova prima ballerina per mettere in scena "Il lago dei cigni", lei sembra la sua prima scelta. Ma sulla sua strada si inserirà Lily, una nuova ballerina perfettamente in grado di competere con lei per quel ruolo.
I posti disponibili sono due: quello del cigno bianco, ricco di grazia ed innocenza, e quello del cigno nero, ingannevole e sensuale. Nina si cala perfettamente nei panni del cigno bianco, ma Lily è la personificazione del cigno nero. Mentre le due giovani ballerine trasformano la loro rivalità in un'amicizia contorta, Nina comincia a conoscere meglio il suo lato oscuro e lo fa in maniera tale da rischiare di essere distrutta.

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Facebook ora riconosce le unioni civili (anche gay)

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Facebook, il famoso social network, ha introdotto nella sua versione anglosassone la possibilità di specificare due nuove tipologia di relazione sentimentale: "unione civile" e "coppia di fatto".
Una scelta che è stata maturata anche prendendo in esame le molte richieste in questa direzione giunte dalla comunità lgbt, con coppie che a fatica riuscivano ad inquadrarsi negli status fino ad oggi disponibili (fidanzato, sposato, in una relazione complicata, in una relazione aperta, vedovo, separato e divorziato).
Il quartier generale della società ha dichiarato: «Vogliamo che chiunque su Facebook abbia la possibilità di comunicare al meglio la propria situazione sentimentale o di relazione».
A commentare la notizia anche Jarrett Barrios, presidente di Glaad, che ha affermato: «Oggi Facebook ha lanciato un messaggio chiaro in favore delle coppie omosessuali rivolto agli utenti di tutto il mondo».


Travis Milne

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Travis Milne nasce a La Biche (Alberta, Canada). Durante le superiori è apprezzato per le sue doti nello sport, ma il suo professore di recitazione riesce a convincerlo a tentare la carriera di attore.
La scelta si rivela ben presto corretta e bastano poche settimane di studio alla scuola di teatro perché Travis si innamori di quel lavoro. Si cerca un agente ed inizia ad ottenere le prime parti in alcune serie televisive.
La sua prima occasione importante arriva nel 2007, quando vene scelto come co-conduttore di una serie televisiva a tematica ambientale dal titolo "My Green House". La visibilità acquisita lo porteranno ad ottenere dei ruoli nelle serie televisive "Bionic Woman" e "Confessions of a Go-Go Girl" e nel film "Leslie, My Name is Evil".
Nel 2009 viene scelto per vestire i panni di un poliziotto nel telefilm "Rookie Blue" (trasmesso in Canada e negli Stati Uniti): sarà proprio questo ruolo a farlo conoscere al grande pubblico.

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Lukas Ridgestone sulla copertina di DNA

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La rivista australiana DNA ha scelto Lukas Ridgeston per la sua copertina di marzo. L'ex attore (ed ora regista) della Bel Ami torna a mostrare il suo fisico dopo essere rimasto lontano dalle scene per qualche tempo: le immagini, però, mostrano inequivocabilmente che il passare del tempo non ha scalfito in alcun modo il suo fascino.
La scelta della rivista è caduta su di lui perché alcuni attori della Bel Ami (una famosa casa di pruduzione di film per adulti gay) lasceranno l'est europeo per recarsi in Australia a girare un nuovo film e per partecipare alla parata del Mardi Gras di Sydney. E' per questo che quello scatto è solo il preludio di un servizio pubblicato all'interno della rivista, con una raccolta di immagini dedicate ad alcuni fra i più promettenti attori della compagnia slovacca (da Ryan Kutcher a Kris Evans e da Rick Day al già citato Lukas Ridgestone).

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Luca e Paolo cantano Berlusconi e Fini a Sanremo

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Si è conclusa da poco la prima puntata dell'edizione 2011 del Festival di Sanremo. Dai primi commenti che si trovano in rete, l'accoglienza dei brani proposti pare abbastanza fredda, con un'eccezione per l'unico brano, peraltro fuori concorso.
A far parlare di sé, infatti, più che le esibizioni dei big pare essere la parodia di una canzone di Morandi eseguita da Luca e Paolo dal titolo "Ti sputtanerò". Presentata come un omaggio per una coppia comica italiana e con l'immagine di Berlusconi e di Fini sullo sfondo, il brano ripercorre la cronaca degli ultimi mesi, dal caso della casa di Montecarlo ai festini di Arcore, passando per le vicende di Marrazzo, Lele Mora e Patrizia D'Addario.
Il ping-pong di reciprochi "sputtanamenti" si conclude con l'inequivocabile frase: «Tanto il 6 aprile in aula ci vai solo tu» (con riferimento al «si» espresso ieri del giudice per le indagini preliminari riguardo alla richiesta di rito immediato per Silvio Berlusconi, con le accuse di concussione e prostituzione minorile).

Clicca qui per guardare il video dell'esibizione canora di Luca e Paolo.


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La Lega vuole chiudere l'ufficio anti-discriminazioni

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In Italia esiste l'Unar (l'Ufficio nazionale anti discriminazioni razziali) che ha il compito di contrastare le varie forme di discriminazione contro le minoranze come immigrati, disabili e gay. Lo scorso anno sono state sanzionate le aziende che hanno effettuato assunzioni sulla base di razza e religione o i giornalisti che hanno usato con troppa libertà parole come "negro" e "frocio". Ma anche alcuni uffici pubblici sono stati al centro delle loro attenzioni e, in particolar modo, alcune ordinanze deliberate da comuni governati dalla Lega Nord.
Quando la richiesta di modifica delle delibere presentata dall'Unar non venivano accolte, spesso poi erano associazioni provate a sporgere denuncia e a sottoporsi al giudizio del tribunale, uscendone quasi sempre vincitrici.
E così ha avuto inizio la controffensiva: cinque senatori della Lega Nord capitanati da Sandro Mazzatorta (in foto) hanno presentato un emendamento al decreto ormai noto con il nome di "Milleproroghe", chiedendo la soppressione dell'Unar.
«Questi oscuri burocrati -sostiene Mazzatorta- da sei mesi a questa parte si sono messi a fare politica trasformandosi in maestrini dalla penna rossa: qui siete razzisti, lì xenofobi». Ed ecco dunque la soluzione: se qualcuno ti impedisce di agire contro la legge, basta togliere di mezzo il controllore e ognuno può tornare a fare ciò che più gli piace. Peccato che a rimetterci saranno le minoranze che, in molti casi, si ritroveranno privi di un organismo statale che li tuteli.


Thyago Alves si dichiara etero

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Qualcuno si sarà già messo una fascia a lutto ed altri avranno visto sfumare le loro fantasie. A smentire le voci su una sua presunta omosessualità è stato lo stesso Thyago Alves, il modello concorrente de "L'isola dei famosi", durante la diretta della prima puntata del reality.
L'occasione è stata la domanda diretta della conduttrice Simona Ventutura, che senza giri di parole gli ha chiesto se preferisse solo le donne o se era più "democratico". Dapprima Tyago ha leggermente tergiversato con un sorriso, poi ha risposto: «No, no, tranquilla Simona. Mi piacciono le donne».
Pronta la risposta della Ventura che ha precisato: «Io sono tranquillissima». Ma è stato proprio l'uso della parola "tranquilla" ad aver sottolineato come forse ancor oggi in Italia (o anche in Brasile) il dichiararsi gay in diretta televisiva possa ancora essere considerato un qualcosa che possa distogliere dalla tranquillità.
I più maliziosi, inoltre, non avranno mancato di notare come Thyago abbia anche smentito i rumors riguardanti storie con Elisabetta Canalis e Madonna (dichiarando di non aver mai conosciuto la show girl italiana e di preferire le coetanee alla cantante). L'essere ancora single (mente -come lui stesso dice- tutti i suoi amici brasiliani hanno già moglie e figli), l'assenza di storie eterosessuali accertate e la voce divertita con cui ha risposto a Simona Ventura non mancheranno, probabilmente, di far rimanere il dubbio a taluni. Qualcuno potrebbe anche malignamente pensare ad una risposta "di comodo" in un reality dove conta il supporto del grande pubblico... ma probabilmente l'unico a sapere come stiano davvero le cose è lui (e, fino a prova contraria, è buona norma rispettare ciò che ciascuno decide di dire di sé stesso).
Perchi non volessere smettere di sognare, non rimane che riguardare la scena del film dove Thyago era protagonista di una scena di sesso con un altro uomo: pura finzione, ma fin tanto che ci saranno queste carte in tavola bisognerà accontentarsi.


Le donne in piazza contro Berlusconi. E Sallusti pubblica le foto di Vendola nudo

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Ci risiamo. Il fatto che oltre un milione di donne siano scese in piazza per manifestare conto Silvio Berlusconi proprio non dev'essere andato giù ad Alessandro Sallusti (il direttore de "Il Giornale") al punto che nella prima pagina di oggi l'apertura è stata tutta dedicata ad una notizia che poco o nulla ha a che vedere con le manifestazioni di ieri, ma che ai suoi occhi forse ben si poteva a buttare un po' fumo negli occhi dei lettori in difesa del suo editore.
L'articolo in questione è interamente costruito attorno ad una semplice foto scattata in una spiaggia nudista di Capo Rizzuto nel lontano 1979 e allora pubblicata sulla copertina dalla rivista gay "Lambda" (poi divenuta "Babilonia"), nella quale viene ritratto un giovane Nichi Vendola che cammina nudo in compagnia di altri due ragazzi. Il contesto era quello di uno dei primi Gay Camp (al quale presero parte anche Ciro Cascina, Stefano Casagrande, Alvaro, Curcione ed una non ancora famosa Platinette) e di un clima goliardico fatto di musica, cantate collettive, cacce al tesoro, sfilate e nudismo in spiaggia.
Ed è proprio queuest'ultimo aspetto che si sofferma il quotidiano di Sallusti: dopo la precisazione «Non è Berlusconi» dell'occhiello, segue il titolo a caretteri cubitali afferma: «Ecco il leader nudo (e in luogo pubblico)» ed il sommario spiega: «La sinistra in piazza, ma l'unica foto scandalo è quella del suo Nichi Vendola».
Al di là che verrebbe spontaneo chiedere a Sallusti se lui nei campo nudisti ci va vestito e se l'essere nudo in piena Piazza del Popolo o in un campo appositamente creato sia per lui la stessa cosa in quanto luoghi pubblici, sfugge comunque il nesso fra Vendola e Berlusconi.
A spiegarcelo è proprio l'articolo di accompagnamento, una perla che esprime concetti non così dissimili da quando il quotidiano ha sostenuto che un gay non può permettersi di parlare di morale. L'anello di congoinzune fra l'attualità ed uno scatto di trent'anni fa, sarebbe la nudità. Secondo Il Giornale, infatti, la manifestazione di ieri non avrebbe riguardato un dissenso da un certo svilimento della figura femminile, ma avrebbe visto sfilare delle donne più sempluicemente scandalizzate dalle nudità di Arcore (per le quali viene precisato non siano state ancora pubblicate foto) e inconsapevoli del fatto che anche Vendola sia stato nudo (e pure fotografato).


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Lady Gaga canta l'amore gay nel suo nuovo singolo

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Molto atteso e preannunciato quasi come un inno gay, è uscito il nuovo singolo di Lady Gaga dal titolo "Born this way". Il singolo, presentato proprio in queste ore per la prima volta dal vivo durante i Grammy Awards, fa esplicito riferimento all'amore fra gay, lesbiche, transessuali, eterosessualità e bisessuali, celebrando il modo di essere di ogni singola persona.
All'interno del testo non mancano delle provocazioni, come il passaggio in cui si afferma che Dio non fa errori, presumibilmente in opposizione con l'omofobia predicata da alcuni organismi ed estremisti religiosi: «I'm beautiful in my own way -canta Lady gaga- Cause God makes no mistakes. I'm on the right track baby. I was born this gay».
Musicalmente il pezzo ricorda certe atmosfere dance anni '80 e c'è anche chi parla di una grossa somiglianza con "Express Yourself" della rivale Madonna.
L'accoglienza non è stata molto uniforme: c'è chi plaude il suo nuovo lavoro (Elton John l'ha definita «La canzone più gay mai ascoltata») e chi ne è rimasto deluso (sostenendo la mancanza di innovazione o un ritmo un po' troppo da canzone commerciale da discoteca). Perché vi possiate fare un'idea personale, potete ascoltare il brano nel video di fine post.

Video: [1]


In fila per tre (col resto di due)

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Fin dagli esordi, una delle caratteristiche di Gayburg è stato il tentativo di non proporre delle gallerie fotografiche fini a sé stesse, ma di cercare di corredarle sempre da una storia, sia essa quella dei suoi protagonisti o quella della sua realizzazione.
E' così che nel corso degli anni sono state pubblicate più di 240 biografie dedicate a personaggi del mondo dello spettacolo e dello sport. Un patrimonio che, proprio per la sua ricchezza, rischiava di diventare di difficile consultazione, con post da cercare attraverso ricerche mirate o navigazioni solo cronologiche.
Per ovviare all'inconveniente, da qualche ora è stata messa online una nuova pagina che possa fare da indice delle principali biografie pubblicate. Non si tratta di un elenco esaustivo dei nomi (dato che sono inclusi solo i post più biografici e non quelli inerenti all'attualità) ma nel suo complesso può risultare un modo più semplice per chi non stia eseguendo ricerche mirate ma voglia solo sfogliare quella parte dei post.
E' da segnalre, infine, che la piattaforma blog che ospita Gayburg non permette di generare automaticamente l'indice ed è per questo che l'elenco verrà aggiornato periodicamente e manualmente: i post più recenti, dunque, potrebbero impiegare qualche tempo prima di essere inclusi (motivo per cui vi suggeriamo sempre di effettuare una ricerca sull'intero blog qualora non trovaste nell'elenco il nome da voi cercato).
L'indice è raggiungibile cliccando sulla voce "Indice delle biografie" nella colonna di destra dell'home page.


Quando l'omofobia diventa criminale

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Ci sono figure professionali in cui non c'è spazio per razzismi o odi personali. Quella del medico è una di queste.
Ma cosa potrebbe succedere se un dottore dovesse scegliere di agire in base al suo odio personale e non secondo la deontologia professionale? Una possibile risposta ci arriva dalla cronaca.
Il protagonista della vicenda è Steve Hardie, un podologo con un forte odio e disprezzo nei confronti dei gay. Un'omofobia così forte da non essere in grado di lasciarla fuori dal suo lavoro. E così, ogni qualvolta aveva anche solo un lieve sospetto che il suo paziente potesse essere omosessuale, lui trovava qualche scusa per farsi sostituire in modo da non doverlo neppure toccare.
Tale atteggiamento sembrerebbe già di per sé poco professionale, ma è proprio quando non riusciva a farsi sostituire che Hardie dava il peggio di sé. Forte del suo odio, prescriveva volutamente delle cure sbagliate o inutili che in alcuni casi procuravano anche il peggioramento dello stato di salute del paziente.
Una prassi che non è passata inosservata ed alcuni suoi pazienti hanno deciso di sporgere denunzia: ora l'uomo è sotto processo per abuso della professione medica.


Oggi è l'anniversario della nascita di Thomas Edison, l'inventore della sedia elettrica

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Si celebra oggi il 164° anniversario della nascita di Thomas Edison, l'inventore ed imprenditore americano che nel corso della sua carriera depositò oltre 1.200 brevetti fra cui anche il microfono a carbone (1876), il fonografo (1877) e la lampadina elettrica (1879). Dal punto di vista finanziario seppe puntare sulla produzione di massa delle sue invenzioni e capì l'importanza della pubblicità.
Negli Stati Uniti è considerato un vero e proprio eroe nazionale e a lui sono dedicate strade e musei. Anche Google oggi ha pubblicato un logo personalizzato (i cosiddetti "doodle") per celebrare l'anniversario della sua nascita.
Quello che non tutti sanno, però, è che Thomas Edison è anche l'autore di una delle pagine più buie dell'epoca moderna, il tutto nel nome del profitto.
Nel 1882 Edison mise a punto un generatore di corrente continua con il quale illuminò alcuni quartieri di New York. Quattro anni più tardi, però, George Westinghouse fece altrettanto nella cittadina di Buffalo, utilizzando una sua invenzione: la corrente alternata (il tipo di energia che utilizziamo tutt'oggi). Più economica e facile da trasportare, quest'ultima iniziò a conquistare rapidamente il mercato americano.
Thomas Edison vide così sfumare i profitti sperati e decise di dar battaglia al concorrente facendo ricorso alla propaganda. Iniziò a diffondere la voce che la corrente alternata fosse pericolosa, chiese che ne fosse vietato per legge l'uso domestico e si prestò a dimostrazioni di piazza nelle quali uccise cani e gatti attraverso delle scariche elettriche inflitte con la corrente di Westinghouse. Realizzò anche un video dal titolo "Electrocuting an Elephant" in cui mostrava l'uccisione di Topsy, un'elefante di un luna park, attraverso una scarica di 6600 volt.
Ai suoi collaboratori confidò anche un'altro particolare: non era in grado di spiegarsi come quell'invenzione potesse funzionare e quello probabilmente venne considerato come uno smacco personale.
Edison decise di alzare il tiro e di non utilizzare più quella tecnica di morte solo sugli animali: inventò la sedia elettrica e convince lo stato di New York ad utilizzarla per le esecuzioni capitali. Nelle sue dichiarazioni parlò di un gesto di umanità nei confronti dei condannati perché in grado di ucciderli in maniera rapida ed indolore, ma la condizione da lui dettata -ossia l'uso della corrente alternata di Westinghouse- lascia trasparire l'intenzione di cercare di raggiungere il suo obiettivo e di farla considerare dalla gente come "la corrente del boia".
Le cose non andarono come da lui descritte e l'esecuzione Kemmler, il primo condannato alla sedia elettrica, fù uno spettacolo agghiacciante: il 6 agosto 1890 il corpo del condannato venne attraversato per 17 secondi da una prima scarica da 1300 volt, non sufficiente ad ucciderlo. Venne così dato il via ad una seconda scarica, questa volta della durata di oltre 4 minuti e con una potenza di 2000 volt. Dal viso e dalle braccia del condannato iniziò a sgorgare sangue e la stanza si riempì di fumo. Spitzka, il medico responsabile dell'esecuzione, dichiarò: «Non ho mai assistito a niente di così orribile». Eppure nonostante le proteste, la sedia elettrica iniziò a diffondersi negli Stati Uniti sostituendo l'impiccagione.


Grace ed un nuovo Will in TV come concorrenti di Glee

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Debra Messing, l'attrice che interpretava Grace nella serie "Will & Grace", prenderà parte ad un nuovo telefilm dal titolo "Smash". Anche se al momento si conosce pochi dettagli del progetto, in molti hanno già ribattezzato la serie in "Will & Grace 2", in virtù del fatto che il suo nuovo personaggio di Julia lavorerà a stretto contatto con Tom, un compositore gay.
Nata da un'idea di Steven Spielberg, la storia racconterà le vicende di Tom e Julia e del loro tentativo di organizzare a Broadway un musical dedicato a Marilyn Monroe. Pare anche che negli episodi saranno anche inseriti dei veri e propri pezzi di musical nello stile di Glee, la serie prodotta da Fox alla quale forse si cercherà di fare concorrenza.
L'episodio pilota avrà la durata di un'ora e sarà diretto da Michael Mayer. La scrittura dei testi è stata affidata a Theresa Rebeck (già autrice di "Law and Order" e "NYPD Blue"), mentre le musiche saranno curate da Marc Shaiman e Scott Wittman (vincitori di un Tony Award con il musical "Hairspray").


Conosci tutto di San Valentino? Mettiti alla prova!

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Come per molte ricorrenze, anche la festa di san Valentino porta con sé una serie di tradizioni e di curiosità. Il 14 febbraio è ormai praticamente dietro l'angolo e per chi volesse festeggiare questa ricorrenza è tempo di affrettarsi con i preparativi.
Per aiutarvi, puntuale come le tasse arriva anche il Quizzone con un nuovo set di dimande interamente dedicate alla festa degli innamorati. Come sempre per ogni risposta corretta si guadagneranno 10 punti e le domande spazieranno fra curiosità e storia. L'occasione può essere anche quella di scoprire qualcosa che non conoscevate, magari offrendovi anche un qualche aneddoto curioso da poter sfoggiare mentre sarete a cena a lume di candela con il vostro lui.

Clicca qui per giocare al quizzone.


Predicare male e razzolare peggio

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Stephen Green è il direttore di un gruppo cristiano estremista inglese chiamato "Christian Voice", da anni in prima linea nella lotta contro i diritti degli omosessuali.
Questa volta, però, è finito alla ribalta della cronaca per qualcosa che nulla ha a che vedere con le sue classiche battaglie per sostenere che l'unica forma di sesso accettabile sia quella fra uomo e donna: come molti accaniti sostenitori della famiglia, Green è divorziato ed è proprio l'ex-moglie ad aver deciso di trascinarlo in tribunale dopo anni di silenzio con l'accusa di violenza.
Secondo la versione della donna, infatti, il marito sarebbe stato sostenitore anche della tesi secondo la quale nel matrimonio non esiste stupro e, così, forte della sua convinzione avrebbe abusato sessualmente più volte della moglie contro il suo volere.
Qualora le accuse venissero confermate, ci sarebbe da rifletteree a lungo sulle motivazioni di chi si batte contro l'amore fra altre persone (in questo caso fra quelle dello stesso sesso) dimostrando di non essere in grado di vivere neppure la forma di amore che si predica.


Arcigay espelle Fabrizio Marrazzo

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Si è da poco concluso il Consiglio nazionale di Arcigay e, fra le altre decisioni, si è assistito anche all'espulsione dall'associazione di Fabrizio Marrazzo (presidente di Arcigay Roma, in foto) e di Alessandro Poto (un altro socio della capitale) per "atti gravi commessi in violazione dello Statuto e degli obblighi associativi".
Il motivo pare essere la fondazione di un'associazione denominata "Gay Help Line Due" (che nulla avrebbe a che vedere con la ben più nota linea telefonica "Gay Help Line") che sarebbe stata tenuta nascosta ai soci e al direttivo pur risultando intestataria del contratto di affitto della sede di via Zabaglia, da tutti creduta intestata ad Arcigay Roma.
La mancanza di un qualsiasi collegamento a livello statutario con Arcigay Roma e la mancanza di una delibera a tal proposito da parte dall'assemblea dei soci romani avrebbero fatto propendere per l'espulsione, data anche l'aggravante di aver negato l'accesso al rendiconto dell'operato e ad atti ritenuti utili a chiarire la situazione.
Dal canto suo Fabrizio Marrazzo si difende dichiarando: «I fatti formali che fanno riferimento a violazioni dello statuto in realtà tali non sono. Né da presidente di Arcigay Roma, né da socio ho commesso alcuna violazione e mi batterò per dimostrarlo».
E' facile immaginare che questo non sarà l'ultimo capitolo della vicenda: va infatti sottolineato che Marrazzo ha un'ampia schiera di sostenitori e che pare chiara la sua intenzione di dare battaglia al direttivo nazionale.


Un fotoblog per dimostrare che gay si nasce

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Di teorie sull'origine dell'omosessualità prive di qualsivoglia fondamento scientifico ne esistono a bizzeffe. Una fra le più diffuse e meno apprezzate dalla comunità lgbt è quella secondo cui i gay ad un certo punto della loro vita decidano consapevolmente di diventare tali.
Con l'intento di sfatare questo falso mito è nato un blog che sta facendo molto parlare di sé su Internet (con menzioni anche su quotidiani online come El Pais o Repubblica): il suo nome è "Born gay, born this way".
L'idea è quella di chiedere ai lettori di inviare delle fotografie della loro infanzia (dai 2 ai 12 anni), nelle quali nonostante l'innocenza dell'età sia già possibile intravedere chiari segni della loro innata omosessualità. Ogni immagine viene puntualmente accompagnata da una lettera del suo protagonista, anche se è proprio la fotografia in sé a rappresentare la vera e propria chiave di volta del progetto, quale documentazione visiva che possa dimostrare senza l'uso di parole che gay si nasce e non lo si diventa.
Come generalmente accade in questi casi, c'è chi palude all'idea e chi la condanna senza mezze misure.


Iris Queer: una giornata all'insegna del cinema lgbt

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Si è appena concluso di Sundance Film Festival, il più importante festival internazionale del cinema indipendente, che anche quest'anno ha dato particolare spazio ai lungometraggi a tematica lgbt.
Queste pellicole hanno sicuramente aiutato il riconoscimento sociale dell'omosessualità nel corso degli ultimi decenni, ed è proprio in quest'ottica il canale digitale Iris ha deciso di dedicare il pomeriggio e la serata di oggi ad un ciclo dal titolo "Iris Queer".
La rassegna si aprirà alle 13.30 con il film "Salvare la faccia" di Alice Wu, seguito alle 15 da "The History Boys" di Nicholas Hytner ed alle 17 da "Una casa per Oliver" di Angela Pope.
La serata sarà aperta alle 19.00 da "Flawless - Senza Difetti" di Joel Schumacher, seguito da quello che è la vera punta di diamante della giornata: "Tutto Su Mia Madre" di Pedro Almodovar (ore 21.00).
La seconda e terza serata chiuderanno il ciclo con "Una casa alla fine del mondo" di Michael Mayer (ore 22.40) e "Infamous" di Douglas McGrath (ore 00.20).


Omofobia: le vittime hanno più possibilità di ammalarsi

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Uno studio condotto dalla Concordia University di Montreal (Canada) ha dimostrato come l'omofobia aumenti i rischi per la salute di chi ne è stato vittima. I risultati hanno evidenziato come nel loro cervello ci sia una concertazione anomala di cortisolo, l'ormone dello stress. Generalmente questa sostanza presenta valori variabili che risultano più alti al mattino e più bassi la sera: nelle vittime di omofobia, invece, la concentrazione risulta pressoché invariata in ogni momento della giornata.
Quei livelli ormonali possono condurre ad un aumento della pressione sanguinea e, conseguentemente, ad un maggior rischio di infezioni, alla riduzione della densità ossea ed alla perdita di memoria.
Come se ciò non bastasse, lo studio ha sottolineato anche una correlazione fra l'omofobia e la possibilità di riscontrare gravi problemi psicologici come, ad esempio, la propensione al suicidio.
Da un punto di vista meno scientifico e più pratico, potremmo quindi dedurne che chi ha subito violenze omofobiche rischia di esserne vittima due volte, con strascichi che possono avere ripercussioni anche a lungo termine.


L'amante di Leonardo da Vinci nel volto della Gioconda

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Silvano Vinceti (presidente del Comitato Nazionale per la Valorizzazione dei Beni Storici, Culturali e Ambientali) ha dichiarato che il volto della Gioconda è in realtà quello del Salai, l'apprendista di Leonardo da Vinci nonché il suo possibile modello ed amante.
La storia racconta di come Salai, il cui vero nome era Gian Giacomo Caprotti, fosse giovane ed effeminato e di come abbia prestato servizio presso Leonardo per 25 anni. Motivo che ha portato a credere che possa aver posato per lui più volte, il che spiegherebbe alcune somiglianze fra il naso e la bocca della Gioconda con quelli di San Giovanni Battista e dell'Angelo incarnato in altre due opere dell'artista: l'ipotesi è che in tutti i tre casi il modello fosse sempre lo stesso, ossia Salai.
Vincenti sostiene, infine, che lo stesso Leonardo abbia lasciato alcune tracce, come le lettere "L" ed "S" che sarebbero state dipinte negli occhi della Gioconda.
Questa tessi, però, pare non convinca il Louvre, il museo parigino che custodisce l'opera, che ha immediatamente sottolineato come siano stete eseguite prove di laboratorio sul dipinto nel 2004 e nel 2009, senza che fosse mai stata trovata alcuna traccia di lettere o scritte. Inoltre viene contestato come si sia giunti ad una tesi basandosi solo su delle riproduzioni, senza aver mai avuto accesso all'opera originale.
In risposta Vinceti si è reso disponibile a recarsi in Francia con il suo team per esaminare l'originale e tentare di dimostrare la correttezza delle loro ricerche.


Leonardo Corredor

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Leonardo Corredor nasce il 27 febbraio 1989 a Mérida, in Venezuela. Il suo esordio nel mondo dello spettacolo avviene a soli 13 anni, quando si unisce ad una boy band chiamata "Salserin". A 17 anni partecipa al concorsi di bellezza "Mister Handsome Venezuela" e gli apprezzamenti ottenuti lo portano a decidere di provare ad intraprendere la carriera di modello: il suo primo lavoro sono alcuni scatti pubblicitari realizzati per la Maliloda Underwear. Il successo arriva abbastanza rapidamente e Leonardo inizia ad apparire su numerose riviste di moda venezuelane.
Il 2010 è l'anno della svolta: all'avviata carriera da modello decide di affiancare anche quella di attore. Si aggiudica la conduzione su Telemundo della trasmissione "Invasion Casera" ed ottiene alcuni ruoli minori in serie televisive come "Control Remoto", "Dum Dum" e "La Merienda".
Leonardo si definisce amante dei libri, della musica, dei vestiti e del buon cibo.

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Anche escort uomini ai festini di Arcore

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«Berlusconi non ha nessuna preclusione verso i gay. Tanto che alle sue feste ce ne sono stati diversi, a quanto mi hanno riferito. Ovviamente escludo che abbiano fatto sesso con il premier, ma erano presenti. La fonte che me lo ha detto è serissima». E' quanto ha dichiarato Carlo Taormina alla trasmissione televisiva "KlausCondicio".
Alla domanda se partecipassero o meno al "Bunga bunga", l'avvocato ha risposto: «Questo non so dirglielo, ma le garantisco che nell’entourage del premier si sapeva e, in questo senso, si trattava di feste bipartisan, con la presenza di escort, sia donne che uomini, per accontentare le preferenze di ognuno. Mi sono pervenute da fonti autorevoli notizie anche di questo genere».
Ricordiamo che Taormina è stato uno dei principali avvocati di Berlusconi fino al 2008, anno in cui ha lasciato l'incarico ed il partito, denunciandone una crisi morale derivante dall'affidamento di candidature in cambio di favori sessuali. Al momento non è dato di sapere se le sue parole potranno essere usate per scagionare il Presidente del Consiglio dalle accuse di omofobia o se peserà di più il fatto che risulterà complicato accusare di immoralità i gay quando c'è il sospetto che li invitasse a pagamento nella sua villa.
Nel corso dell'intervista Taormina ha rievocato anche uno scandalo dei primi anni 2000 che aveva coinvolto gli imprenditori bresciani Emilio Gnutti e Franco Colosio: «Una mia amica mi aveva fatto la ricostruzione di tutti quanti i festini organizzati dal gotha del'economia bresciana, a cui talvolta partecipavano anche dei ragazzotti che si facevano pagare 5mila-6mila euro l'uno». Cifre da capogiro che però non appaiono troppo dissimili da certi "listini prezzi" ipotizzati per le ragazze dell'Olgettina.


Ludovic Canot abbandona il cinema porno

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Ludovic Canot è una star francese del cinema pornografico gay. nel corso della sua carriera ha lavorato per alcuni fra i più importanti studios del settore. Grazie alla sua popolarità ha potuto portare avanti anche delle vere e proprie battaglie, come quella per l'uso del preservativo sui set. Ora, però, ha annunciato di voler abbandonare quelle scene.
«Sono arrivato alla fine dei miei anni porno, è tempo di passare ad altro. Soprattutto non voglio fare come la maggior parte degli attori hard che dice: "mi fermo" e poi tre mesi dopo si mangia la parola perché ha bisogno di soldi. Questa determinazione fa parte della mia personalità, credo. Ho fatto del porno e l'ho fatto a fondo. Nel momento in cui ho preso la decisione di smettere, ho avuto diverse proposte di contratti molto allettanti ma ho detto di no. La mia decisione era già presa. L'unico rimpianto? Non aver girato con Chi Chi Larue».
Per il futuro, Ludovic è già alle prese con la scrittura di un libero autobiografico nel quale intende raccontare nedoti curiosi e svelare anche alcuni segreti di quel mondo. Il suo sogno, però, è quello di lavorare come presentatore televisivo in programmi d'informazione o musicali.

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La teoria del giorno: i gay sono diventati così perché abusati da piccoli

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Voi forse non lo sapete, ma se siete gay è perché da piccoli qualcuno ha abusato di voi. Non vi ho convinto? Stano, perché Abdullah Adhami, l'imam noto per voler costruire una moschea a Ground Zero, ne pare così convinto.
Ecco le sue parole: «Una percentuale schiacciante di persone lotta con la sensibilità omosessuale a causa di una qualche forma di abuso emotivo violento, o sessuale, ricevuto a un certo punto della loro vita. Solo una piccola, piccolissima percentuale di persone nasce con una naturale inclinazione che non si può spiegare. Ma ciò avviene soprattutto nel regno animale».
Dunque un'accettazione dell'omosessualità come fatto naturale per quanto riguarda gli animali (e in qualche rarissimo caso anche fra gli umani... sia mai che ci si trovi a giustificare qualche caso è in netta contrapposizione con questa tesi), mentre negli uomini i gay avrebbe quasi tutti subito violenze da piccoli (e, quanto pare, perdendone anche memoria).
Il dubbio, però, è anche nel chiedersi il perché tutti si sentano nell'obbligo di spiegare l'omosessualità e come mai sia così difficile accettare la spiegazione più semplice (ossia quella naturale) al posto di costruire curiose teorie prive di qualsivoglia fondamento scientifico e che spesso contengono al loro interno delle vere e proprie contraddizioni in termini.


Il coming out di Jonathan Knight

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Jonathan Knight è il cantante dei "New Kids on the Block", una boy band formatasi nel 1984. Alcuni giornali avevano frugato nella sua vita privata e si erano iniziati a diffondere i primi pettegolezzi sulla sua presunta omosessualità, con tanto di ex-fidanzato venuto fuori dal cilindro. Dubbi che lui stesso ha chiarito in questi giorni con il suo coming-out o, meglio, il suo coming out-mediatico. Una differenza lieve, ma che ben si comprende leggendo le sue dichiarazioni al riguardo: «Ho fatto coming out 20 anni fa. Non sapevo che avrei dovuto rifarlo pubblicamente daccapo solo perché sono tornato con i New Kids on the Block. Ho sempre vissuto la mia vita in maniera aperta e non ho mai nascosto il fatto che fossi gay. Apparentemente il prerequisito per essere una figura pubblica gay è quella di apparire sulla copertina di una rivista con la scritta: "Sono gay". I miei compagni di gruppo non discutono la loro vita privata e, solo perché sono gay, non penso dovrei discutere la mia».
Parole che difficilmente possono non far nascere spontanea una riflessione su come talvolta l'esser gay venga ancora sbattuto in prima pagina solo per morbosa curiosità (forse anche da parte della stessa comunità lgbt) e di come spesso ci si aspetti di avere dei dettagli che difficilmente verrebbero chiesti ai loro colleghi.