Archivio: marzo 2011

Chris Carmack

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Christopher Carmack nasce il 22 dicembre 1980 a Washington D.C. (Stati Uniti). Cresce a Derwood, nel Maryland, dove manifesta uno spiccato interesse per lo sport, praticando fin da bambino baseball, basket, football e wrestling. Negli anni della scuola superiore matura l'interesse per il teatro: inizia a lavorare per tre produzioni l'anno e partecipa a numerosi festival teatrali.
Una volta diplomatosi, Chris si trasferisce a New York per frequentare la facoltà d'arte presso università cittadina. È in questi anni che viene scoperto da un talent scout che gli propone di lavorare come modello: lui accetta, lascia gli studi ed intraprende quella carriera. Fra i lavori a cui ha preso parte, figurano committenti importanti come Lord and Taylor, Macy's, Target, Who.A.U, Elle France, Nautica, e Cosmogirl. È però il servizio fotografico realizzato da Bruce Weber per la Abercrombie & Fitch a rendere celebre il suo nome.
Trascorsi due anni dal suo arrivo a New York, Chris decide di trasferirsi a Los Angeles e di tentare la carriera di attore: nel giro di un anno ottiene il ruolo di Luke nella prima stagione di "The O.C." (2003-2004). Nonostante quel ruolo lo porti alla notorietà, abbandona la serie dopo che il produttore non riuscì a dirgli se si sarebbe realizzata o meno una seconda stagione.
Negli altri seguenti compare sul piccolo schermo con partecipazioni in "Smallville" (2005), "Jake in progress" (2005), "Beach Girls" (2005), "Related" (2005/2006), "CSI: Miami" (2007) e "Desperate Housewives" (2008). Inizia a lavorare anche per il grande schermo, prendendo parte a "The Last Ride" (2004), "Candy paint" (2005), "Summertime: Sole, cuore... amore" (2005), "Baciati dalla sfortuna" (2006), "Doesn't Texas ever end" (2007), "Suburban Girl (2007), "The Butterfly Effect 3, Revelation" (2009), "Trappola in fondo al mare 2, Il tesoro degli abissi" (2009) e "Un principe in giacca e cravatta" (2010).

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La chiesa finlandese diffonde uno spot omofobo: migliaia di fedeli la abbandonano

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Mentre l'Italia si prepara all'inaugurazione del casinò di Lampedusa e alla futura nomina a ministro degli esteri di Nicole Minetti, dall'Europa arriva una storia che ci racconta come davanti a certe affermazioni sia possibile agire al posto di stare a guardare inermi.
Il tutto ha avuto inizio quando in Filandia è andata in onda una campagna pubblicitaria intitola "Resisti", realizzata da sei organizzazioni indipendenti affiliate alla chiesa luterane finlandese. nelle immagini dello spot si vede il volto oscurato di Anni, una donna che racconta di essere stata bisessuale ma di aver abbandonato quella "vita di peccato" grazie al Vangelo e ai comandamenti.
Un video, però, che non è stato molto apprezzato dai fedeli: immediatamente dopo la sua prima trasmissione ben cinquecento persone hanno abbandonato la chiesa finlandese, seguiti nei giorni successivi da molte altre, con numeri da vero esodo nella misura di alcune migliaia al giorno (perlomeno secondo le stime del quotidiano francese "Le Monde").
Kari Makinen, la più alta autorità religiosa finlandese, ha affidato ad un comunicato il suo rammarico, affermando di «comprendere il dolore e la collera delle persone che sono state offese dalla campagna "Resisti"». Nessun dietrofront, invece, è stato compiuto dalle sei organizzazioni che hanno commissionato il filmato: nonostante la loro autonomia, i cittadini finlanesi non hanno dimenticato che a sovvenzionarle è proprio la chiesa nazionale, ritenuta conseguentemente responsabile del fatto.
Il professore di teologia Markku Heikkila ha spiegato come questa vicenda venga valutata dal popolo nordico come la dimostrazione dei «limiti di tolleranza della chiesa di Finlandia nei confronti della sua ala più conservatrice».
Già l'anno scorso, ben 40mila finlandesi abbandonarono la chiesa per pareri troppo omofobi espressi da un membro del partito cristiano-democratico nel corso di un programma televisivo.

Via: Giornalettismo - Video: [1]


Rodrigão, concorrente del Grande Fratello brasiliano

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Si chiama Rodrigão, ha 22 anni, è un modello ed è anche uno dei concorrenti dell'undicesima edizione Grande Fratello brasiliano.
Prima che saliate sul tetto per cambiare il puntamento della vostra parabola o che facciate le valigie per partire alla volta del Brasile, vi anticipo che è stato eliminato nel corso della puntata del 22 marzo (volendo rigirare la frittata, però, verrebbe da dire che data data la sua ritrovata "libertà" siete ancora in tempo ad organizzare una petizione per chiedere alla Marcuzzi di invitarlo all'edizione italiana, giusto per farcelo gustare un po' anche a noi).
Nell'intervista di presentazione rilasciata a Rete Globo, l'emittente che trasmette la trasmissione, Rodrigão racconta di essere stato un po' preoccupato riguardo alla partecipazione per via del suo carattere, incline a sbottare quando qualcuno non è d'accordo con i suoi discorsi. Racconta anche di non aver avuto in mente alcuna strategia e di aver voluto giocare cercando di essere umile e sé stesso. In caso di vittoria, il 22enne avrebbe voluto comprare una casa alla famiglia, una macchina per lui e di investire il rimanente. Ma non è solo il denaro in palio ad averlo motivato: Rodrigão sostiene che per lui siano importanti anche la fama e il riconoscimento, gli stessi obiettivi che cerca anche ogni qualvolta posa come modello.

Immagini: [1] [2] [3] [4] [5] - Video: [1] [2]


I gay, la seconda minoranza più citata dai media

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Qual è lo spazio che i media italiani riservano alle minoranza? È per provare a dare una risposta a questa domanda che il Centro d'ascolto dell'informazione radiotelevisiva -in collaborazione con il dipartimento di Comunicazione e ricerca sociale del'università La Sapienza di Roma- ha condotto uno studio dal titolo "Minorities Stereotypes on Media".
Nel mese di giugno dello corso anno sono stati monitorati telegiornali, radiogiornali e trasmissioni di approfondimento dei principali editori radiotelevisivi. Dai dati -presentati ieri a Roma presso la sala stampa della Camera dei Deputati- è emerso come la minoranza più citata sia quella degli immigrati e dei rifugiati (40,4%), seguita dalle minoranze sessuali (30,6%), quelle religiose (12,3%), quelle nomadi (8,9%) e degli ex detenuti (1,2%).
Se di primo acchito potrebbe venire da pensare che un numero più elevato sia un dato positivo, va sottolineato come la percentuale sia puramente quantitativa e non qualitativa. Lo studio stesso, infatti, sottolinea come le accezioni con cui si parli di alcune minoranze siano spesso quelle di razzismo, xenofobia, omofobia, esaltazione della violenza, immigrazione, criminalità e giustizia legati all'immigrazione, delinquenza comune e cronaca nera.


Il mondo finirà il 21 maggio (per colpa dei gay)

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«I furti, le menzogne, la malvagità e le perversioni sessuali nella società ci stanno dicendo qualcosa, come il movimento del gay pride, inviato da Dio come segno della fine dei tempi». È quanto sostiene il reverendo californiano Harold Camping (classe 1921).
Alla base delle sue affermazioni una curiosa teoria matematica, da lui stesso elaborata, che riguarda la data della fine fine del mondo. Moltiplicando per due volte fra loro i tre numeri sacri 5, 10 e 17 si ottiene 722.500. Partendo dal presupposto che la Crocifissione sia avvenuta il 1° aprile 33 (ed ignorando il fatto che quella data non è corretta poiché Dionigi il Piccolo commise un errore di 5-7 anni nello stabilire l'anno di inizio dell'era cristiana, ndr), sommandoci 722.500 giorni si giunge al 21 maggio 2011: data che secondo lui è da considerarsi quella dell'apocalisse (e che per essere precisi dovrebbe capitare alle 18, ora della California).
Harold Camping, però, di professione è anche un predicatore radiofonico: è così che attraverso le sue trasmissioni e manifesti pubblicitari appesi un po' ovunque, è riuscito a creare "un caso" e a creare una certa apprensione in alcuni ascoltatori.
A tranquillizzarci un po', però, potrebbe essere proprio il suo passato: non è la prima volta che il reverendo azzarda una data per fine del mondo, ma il 6 settembre 1994 non accadde nulla e i fedeli che si erano riuniti insieme a lui in un auditorium per attendere la fine dei tempi ne sono usciti vivi e vegeti.

Via: Notiziegay.it


La Westboro Baptist Church contro Liz Taylor: «Ha sostenuto i gay, è all'inferno»

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Per Liz Taylor, l'attrice scomparsa lo scorso 23 marzo, non ci sarà pace neppure dopo la morte. A dichiarargli guerra è la Westboro Baptist Church del Kansas, un gruppo che si definisce una chiesa indipendente nonostante nelle loro azioni si vede ben poco di quel messaggio di amore universale che dovrebbe animarli (tant'è che viene considerato un "gruppo d'odio" monitorato da alcune agenzie federali statunitensi).
Animati da un forte spirito omofobo, il loro nome è divenuto tristemente famoso per i loro odiosi picchetti contro la comunità gay in occasione di numerosi funerali. Tutto ebbe inizio nel lontano 1998, quando organizzarono un picchetto ai funerali di Matthew Shepard, un ragazzo ucciso per la sua omosessualità, nel tentativo di non permettere ai suoi cari di dargli quell'ultimo saluto che meritava. Poi, negli anni successivi, nel loro mirino sono finiti anche Carrie French, Matthew Snyder, Gordon B. Hinckley, Michael Jackson e Christina Green (un bambino di soli 9 anni). Il tutto nel presunto nome di Dio e con slogan secondo i quali Dio odierebbe i gay (mi sbaglierò, ma secondo me è proprio questa gente a stargli molto di più sulle scatole, ndr).
Ora hanno preannunciato di voler disturbare anche i funerali di Liz Taylor, a loro parere colpevole di aver sostenuto la causa omosessuale. In un commento pubblicato su Twitter, la portavoce del gruppo (e figlia del pastore Fred Phelps, capo della setta) ha annunciato un picchetto, dichiarando: «Non riposerà in pace Elizabeth Taylor, che ha passato la vita nell'adulterio e sostenuto fr*ci orgogliosi» (il termine volgare è l'esatta traduzione di quello da lei scelto, ndr). Ed ancora, «Oggi maledicono il suo nome all'inferno. Westboro farà un picchetto al funerale!».


Una figurante a Forum: «L'Aquila è ricostruita. Il governo non ci ha fatto mancare niente». È bufera sul web

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È il 25 marzo. Dalle 11 alle 13, come consuetudine, Canale 5 trasmette il programma "Forum", seguito quel giorno da 1.642.000 spettatori.
Davanti al giudice c'era Marina Villa, una donna cinquantenne che ha raccontato di essere commerciante di abiti da sposa, divorziata e terremotata aquilana.
Tutto falso. Nella vita reale la signora non è aquilana (né di un comune colpito dal sisma), non è divorziata e gestisce un'agenzia funebre insieme al marito. «Mi hanno dato 300 euro -ha dichiarato- come agli altri attori. Anche Gualtiero, che nella puntata interpretava mio marito, recitava. Lui è un infermiere di Ortona. Hanno scelto un altro abruzzese per via del dialetto».
A far scoppiare il caso, però, non è tanto l'aver inscenato una finta causa, ma l'aver inserito nel copione una serie di affermazioni particolarmente favorevoli al governo e al loro editore. La donna, infatti, ha raccontato che «Hanno riaperto tutti l'attività. I giovani stanno tornando», «Tutti hanno le case con i giardini e con i garage, tutti lavorano, le attività stanno riaprendo».
Per evitare equivoci, quasi si trattasse di uno spot elettorale, ha aggiunto un «Vorrei ringraziare il presidente e il governo perché non ci hanno fatto mancare niente». Una tesi sottolineata anche da Rita Dalla Chiesa che davanti ad un «Ringraziamo il Signore» della donna, è intervenuta per correggere il tiro: «Dovete ringraziare anche Bertolaso che ha fatto un grandissimo lavoro».
E, quasi si volesse porre rimedio alle immagine dei terremotati abbandonati a sé stessi nelle tendopoli e di chi ancor oggi sta ancora attendendo di veder incominciare la ricostruzione, la signora ha aggiunto: «Inizialmente hanno messo le tendopoli ma subito dopo hanno riconsegnato le case con giardino e garage. Sono rimasti 300-400 che sono ancora negli hotel e gli fa comodo [...] Stanno lì a spese dello Stato: mangiano, bevono e non pagano, pure io ci vorrei andare».


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La collezione 2011 di N2N

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Il mondo del marketing sa bene che anche l'occhio vuole la sua parte e che un costume da bagno indossato da un aiutante ragazzo fa un effetto diverso che vederlo sul "ragionier Rossi" del piano di sotto.
Non è dunque un caso se alcune aziende impiegano molte risorse e sforzi per realizzare cataloghi con modelli famosi (o comunque "degni di nota") in grado di catturare l'attenzione di chi sfoglia quelle pagine. Il classico esempio è la Abercrombie & Fitch, i cui cataloghi sono considerati un vero e proprio oggetto di culto, ma anche la N2n -un'azienda di costumo da bagno e di intimo maschile- sta sempre più facendo parlare di sé per per la qualità dei suoi scatti (che in passato hanno visto coinvolti anche modelli del calibro di Edilson Nascimento e Adam Phebus).
E così, dopo il già apprezzato catalogo del 2010, è uscito in questi giorni quello per la collezione 2011. Modelli statuari, fisici atletici e capi che mettono spesso in risalto alcune forme è quanto viene proposto in quelle pagine patinate.
Nella gallery di fine post alcuni scatti tratti dalla collezione 2011 e un video -a tratti omoerotico- del dietro le quinte.

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Usa: religioso "curava" l'omosessualità con il sesso orale

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Circa un mese fa, un giovane aveva denunciato un religioso dell'Iowa (Stati uniti) accusandolo di molestie sessuali subite fin da quando aveva 15 anni. Il racconto aveva trovato riscontri anche in altre testimonianze di ragazzi appartenenti alla stessa parrocchia e le indagini che ne hanno fatto seguito hanno portato a galla una storia che ha dell'incredibile.
Brent Girouex, pastore evangelico 31enne, ha ora confessato alla polizia gli abusi inflitti ad alcuni giovani che si erano rivolti a lui in cerca di una guida spirituale, ma a creare scalpore è soprattutto la curiosa teoria con cui ha spiegato agli agenti il proprio comportamento.
A suo dire, infatti, le pratiche di sesso orale alle quali sottoponeva i giovani, altro non erano che un modo per "guarirli" dalla loro omosessualità. «Quando eiaculano -ha spiegato Girouex alla polizia- scompaiono anche i cattivi pensieri dalla loro mente». Il pastore si sarebbe anche giustificato dichiarando di aver sempre pregato per l'intera durata di tutti i rapporti sessuali avuti con i giovani.
A smentire l'efficacia di tale cura (oltre al buonsenso) anche le dichiarazioni delle vittime: tutte hanno sottolineato come le loro pulsioni omosessuali non fossero mai cambiate nel corso di quelle "terapie".
Le molestie fino ad ora accertate sono sei. Fra le vittime adolescenti ed anche un 23enne in crisi con la propria fidanzata. Girouex rischia complessivamente trent'anni di reclusione (cinque per ogni persona vittima di abusi).


Il Vaticano: «Essere contro l'omosessualità è un diritto fondamentale»

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In molti stati l'omosessualità è un reato, spesso perseguito e punito con la reclusione o anche con la pena di morte. In più occasioni all'Onu sono state state presentate delle risoluzioni per chiederne la depenalizzazione: nel 2006 la proposta venne sostenuta da 54 stati, nel 2008 da 68 stati ed ora 83 stati (la votazione si è tenuta proprio qualche giorno fa).
Premesso che nel documento non si parlava di diritti civili (come matrimoni o adozioni) ma solo di porre fine a discriminazioni e ad atti di violenza nei confronti della comunità gay e lesbica anche negli 80 Paesi al mondo che attualmente la perseguitano penalmente, il Vaticano si è contraddistinto per la sua netta opposizione alla proposta.
L'omofobia della Santa Sede non è certo una novità (note sono alcune dichiarazione di alti prelati, come il monsignor Babini che giustificava i pestaggi ai danni dei gay o il vescovo di Grosseto che voleva negar loro la comunione), ma stupisce come in questo caso si sia andati addirittura all'attacco di chi supporta la fine delle violenze ai danni della comunità gay.
L'Arcivescovo Silvano Tomasi, dell'Osservatorio Permanente del Vaticano presente alle Nazioni Unite, ha dichiarato: «La gente viene attaccata perché prende posizione contro le relazioni fra persone dello stesso sesso... quando esprimono dei pareri del tutto normali basati sulla natura umana vengono stigmatizzati, e ancor peggio, perseguitati e sviliti [...] Questi attacchi sono una chiara violazione dei diritti umani fondamentali e non possono essere giustificati in nessun caso [...] Questo vittimismo furbo vorrebbe far passare per martiri i carnefici. Nessuno nega il diritto alla libera opinione, ma quando si pretende di scendere nell'agone politico, ingerendo nelle legislazioni statali e condizionando le scelte politiche degli stati, si deve essere pronti a ricevere delle legittime critiche, senza invocare una "lesa maestà" che suona grottesca».
Seguendo il suo discorso, però, si potrebbe pensare che sostenere una qualsiasi persecuzione a chi la pensa diversamente da noi sia da considerarsi un diritto fondamentale: secondo quella tesi, ad esempio, si potrebbe andare anche oltre e supporre che un governo contrario alla Chiesa abbia il diritto di far finta di nulla davanti alle persecuzioni dei cristiani in alcuni Paesi (eppure in quel caso la Santa Sede ha un'opinione ben diversa!).
Insomma, se il diritto alla propria identità e al proprio pensiero non è predominante rispetto a quello di critica o di immobilismo davanti a quel diritto negato, il rischio è quello di far prevalere un'ipotesi surreale e pericolosa secondo la quale il diritto di odiare ed ostacolare chi è diverso da noi sia un diritto fondamentale. Inoltre questo atteggiamento pare anche un po' stonare con il messaggio di amore universale che dovrebbe animare la politica della Santa Sede: in fondo Gesù diceva «Amatevi l'un l'altro come Io vi ho amato» e non «Lasciate che gli altri uccidano chi la pensa diversamente da voi».
Perché un conto è pensarla diversamente, un altro è lasciare volutamente che la gente venga incarcerata o uccisa perché non vivono la loro vita come altri ritengano sia giusto, nonostante questo non possa in alcun modo fare del male ad altri.
Leggendo certe affermazioni sembra quasi che ci sia ancora il tribunale dell'inquisizione e che semplicemente sia abbia piacere a constatare che qualcun altro sta facendo il "lavoro sporco"...


La curiosa storia dell'italico pensiero (gay sì, ma solo se etero e per profitto)

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Lele Mora è tornato a far parlare di sé. Non solo per i 2 milioni e 450 mila euro versategli dal premier o per le sue dichiarazioni riguardo alla fidanzata 28enne di Berlusoni, ma anche per alcune foto pubblicate da "L'Unità". Il quotidiano le ha presentate come realizzate nei corso dei festini di Arcore, ma il settimanale "Chi" si è affrettato a smentire il tutto e ad affermare che sono immagini realizzate nella casa di Lele Mora. Ed effettivamente c'è anche lui in uno scatto, immortalato mentre "fa ginnastica" insieme a quello che "L'Unità" definisce «un suo amico» e al quale "Chi" dà un nome: Thiago Barcelos (foto 1 delle gallery e in veste di modello nella 2 e 3). Per quanto riguarda il presidente del Consiglio, non ci resta che attendere di sapere se ci sarà o meno il processo che potrebbe stabilire una volta per tutte come sono andati i fatti e se quelle sono realmente le foto trovate negli appartamenti delle olgettine (è cronaca di ieri il voto della giunta a favore del conflitto di attribuzione per il caso Ruby, giunto grazie al voto "in extremis" dei Responsabili in seguito alla nomina del loro leader, Saverio Romano, a Ministro dell'Agricoltura nonostante risulti attualmente indagato per concorso esterno in associazione mafiosa).
Eppure nelle foto, indipendentemente dalla loro origine, qualcosa di significativo c'è. Si vedono baci saffici (foto 4 e 6 della gallery) scambiati forse a beneficio dell'osservatore e un ex concorrente del "Grande Fratello" (sposato con Benedetta Zilli) che "gioca" in modo equivoco con il suo agente (che a quanto pare si era portato un po' di lavoro a casa). Forse anche spinti dal desiderio di difendere il proprio premier, è curioso notare come una parte dei cosiddetti "perbenisti" abbia reagito davanti a quegli scatti (in particolar modo prima che la loro autenticità fosse stata messa in discussione). «Non c'è altro. Tutto qui? Sì, tutto qui» scriveva "Il Giornale", precisando «Perché un bacio diventa tutt'a un tratto immorale?».
Sì, certo, in un bacio lesbico non c'è nulla di male (soprattutto se spontaneo e non dettato da ritorno economico), però per coerenza bisognerebbe non trovarci nulla di male anche quando a scambiarselo sono due uomini: che il gesto risulti eccitante o meno per una persona di sesso maschile non dovrebbe contare nel giudizio finale in altri casi davanti a baci fra persone dello stesso si è addirittura chiesto l'intervento della censura).
E, soprattutto, come si fa a non indignarsi davanti ad un'immagine che pare rievocare quella del 2006 dove Lele Mora si faceva massaggiare i piedi dai tronisti Francesco Arca e Cristiano Angelucci (foto 8 della gallery) o la presunta relazione fra l'imprenditore e Fabrizio Corona nel 2005? Possibile che non sia cambiato nulla e che le mosse dello show business continuino a basarsi sui "favori" che vengono scambiati scambiati lontano dai riflettori? Uomini oggetto, spesso sposati, che si devono prestare a cose simili per lavorare (con uno sfruttamento del corpo -in questo caso maschile- per nulla dissimile a quello contestato nella manifestazione delle donne dello scorso febbraio)?
Eppure basta legge un po' di commenti che si trovano su Internet per accorgersi che una parte del Paese (non necessariamente connotato nell'una o nell'altra parte politica) non ha dubbi: fare sesso (magari contro la propria natura) con un altro uomo per profitto è da furbi, è chi lo fa per amore che è un fro**o. Che sia dunque l'amore a spaventare ancor più dell'omosessualità in sé?

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La doccia sexy di Thyago

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Continua l'avventura a "L'Isola dei famosi" di Thyago Alves. Caratterizzato da una bellezza degna di nota, il modello brasiliano è ligio anche nel curare la propria igiene personale. Ed è così che in settimana la Rai ha mandato in onda le immagini di una sua "doccia", prontamente commentata dalle concorrenti presenti sull'isola. O, forse, sarebbe meglio definirle un "gruppo di assatanate" visto come hanno iniziato a dargli voti (si va dall'8 attribuitogli dalla Fico al 12 della Moric) e si sono mostrate pronte ad urlargli di massaggiarsi «più giù».
A parlare di lui ci ha pensato anche Malgioglio, che in studio ha avanzato alcuni dubbi riguardo alle sue preferenze sessuali (nonostante lui si sia dichiarato etero nel corso della prima puntata), motivando le sue sensazioni sulla base del fatto che Thyago non ci ha ancora provato con nessuna. Va detto, però, che il fatto che un uomo non sbavi come una lumaca dietro ad ogni ragazza che gli passi nei paraggi è sufficiente a denotare la classe, ma forse è un argomento un po' troppo debole per riuscire ad ipotizzarne i gusti.

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Chord Overstreet in mutande da Ellen

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Per l'attore 22enne Chord Overstreet è un periodo particolarmente roseo: il successo ottenuto grazie alla serie "Glee" (nella seconda stagione interpreta lo studente Sam Evans) lo sta portando ad aggiudicarsi prestigiose copertine e ad essere invitato a numerosi talk show televisivi.
Di certo non timido nel mostrare il proprio fisico, mentre era ospite nella trasmissione di Ellen Degeners, si è alzato in piedi e si è abbassato i pantaloni per mostrare il suo intimo firmato Ellen (in onore della presentatrice). Un gesto non particolarmente originale (Justin Bieber aveva già compiuto lo stesso gesto fatto qualche tempo fa), ma sufficiente a far riprendere la notizia da mezza blogosfera. I più maligni non hanno resistito anche alla tentazione di prenderlo un po' in giro, complimentandosi con lui per aver scelto di mostrare il suo "lato b", una parte che fortemente avrebbe contribuito al suo successo. Comunque la si pensi riguardo alle sue doti recitative, in fondo al post trovate alcuni fotogrammi ed il video della trasmissione.

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Stephan Bitterlin è Mr Gay Svizzera 2011

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Si chiama Stephan Bitterlin, ha 41 anni ed è il nuovo Mr Gay Svizzera. Incoronato a Lucerna lo scorso 12 marzo, si è aggiudicato il primato come vincitore più anziano di tutte le edizioni del concorso elvetico.
In concorso, insieme a lui, c'erano altri nove concorrenti. Una volta aggiudicatasi la fascia, ha dichiarato: «Non avrei mai immaginato di riuscire a superare ragazzi giovani e belli. Finalmente per la prima volta si è sentita l'esigenza di premiare un gay maturo e con una sua esperienza di vita».
Stephan vive a Zurigo e lavora come istruttore di palestra e di yoga.
Un'altra curiosità che lo riguarda -e che non ha mancato di attrarre una certa attenzione mediatica su di lui- è il fatto che anche suo padre è gay. Inoltre l'intera famiglia si è presentata in sala durante il concorso per fare il tifo per lui.


L'applicazione iPhone per "curare" i gay

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Premesso che l'omosessualità non è una malattia e, pertanto, non è "curabile" né tantomeno "modificabile" nel tempo, esistono dei gruppi che non vogliono accettare la realtà dei fatti e che si ostinano ad inventarsi autonomamente delle tesi curiose campate su opinioni del tutto personali e prive di fondamenti scientifici.
La Exodus International, un'associazione di cristiani conservatori, è una di queste realtà. Non paga di spendere il proprio tempo nel tentate di convincere la gente che dall'omosessualità si possa "guarire" grazie all'aiuto della preghiera (e nel mondo ci sarebbero cause ben più nobili da perseguire e gente ben più bisognosa da aiutare, ndr), l'associazione ha decido di alzare il tiro e di utilizzare le nuove tecnologie per raggiungere un target caratterizzato da menti più facilmente plagiabili, come quelle degli adolescenti che si stanno scoprendo gay. È così che hanno realizzato una loro applicazione per iPhone che promette di fornire le istruzioni per rendere eterosessuali gli omosessuali. Nella scheda si legge: «Exodus International è la più grande organizzazione al mondo di individui e famiglia colpiti dall'omosessualità. Con oltre 35 anni di esperienza, Exodus ha lo scopo di incoraggiare, educare e preparare il Corpo di Cristo ad affrontare il problema dell'omosessualità con grazia e verità».
A far scaturire le polemiche non è solo l'applicazione in sé, ma anche il fatto che la Apple abbia pubblicato senza problemi l'applicazione nel proprio store, attribuendogli un voto di 4+ (il che significa che i suoi contenuti non sono stati ritenuti offensivi).
L'associazione Truth Wins Out ha organizzato una petizione -che al momento ha già raccolto più di 100mila adesioni- per chiedere all'azienda di Cupertino la rimozione dell'applicazione, denunciando come la «Exodus punta ad obiettivi vulnerabili, come gli adolescenti lgbt che sono più inclini al suicidio, con il messaggio che il loro orientamento sessuale è "un peccato che renderà il vostro cuore malato e contraffatto", contribuendo e legittimando l'ostracismo delle famiglie verso questi giovani». Inoltre si sottolinea come la scelta di Apple sia in netto contrasto con la loro politica di vietare applicazioni antisemite o razziste.

Update 23/03: L'ondata di proteste ha portato la Apple a decidere di fare marcia indietro e di ritirare l'applicazione dal proprio store. La petizione aveva raggiunto le oltre 149mila firme raccolte.


Gary Taylor

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Waylon Gary Taylor nasce nel 1986 a Vina, in Alabama (Stati Uniti). Forse grazie anche alla numerosità della famiglia (ha quattro sorelle ed un fratello), è abituato ad essere al centro dell'attenzione. Anche a scuola si cerca un ruolo centrale, scherzando e facendo il clown per divertire i compagni. Durante il suo percorso scolastico riceve una borsa di studio per giocare a baseball, ma un grave infortunio (uno strappo alla cartilagine al livello delle spalle) lo obbligano ad appendere il guantone al chiodo.
Arrivato all'età di 22 anni decide di presentarsi ad un'audizione come modello o, meglio, viene convinto a farlo: la sue idea era quella di non avere un fisico adatto per quella professione, ma si lasciò persuadere dal continuo scontro con chi sosteneva la tesi opposta. Ed è così che in breve tempo le sue foto realizzate per All Americans Guys iniziano a circolare per mezzo mondo.
Al momento Gary si dice ancora non sicuro di quale sarà il suo futuro e le strade che si sta tenendo aperte sono molte: si va dal personal trainer all'allenatore di baseball e dall'attore o modello al fisioterapista. L'unica cosa di cui si dice sicuro è il fatto che qualunque strada imboccherà, il suo desiderio è quello di avere successo.
I suoi hobby includono la pesca, l'equitazione, il motocross, il calcio, il baseball ed il sollevamento pesi.

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James Franco e le sue foto su Twitter

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Sta facendo il giro di mezza blogosfera una foto (riproposta a fine post) pubblicata dall'attore James Franco sul suo account Twitter, nella quale si vedrebbe immortalato il suo cavallo con qualcosa che spunta dalla zip dei suoi pantaloni (e che a prima vista parrebbe proprio quello!).
In altri casi si sarebbe pensato ad uno scatto privatissimo finita online per errore o ad un qualche hacker che avrebbe violato l'account per pubblicarci materiale non autorizzato, ma nel suo caso il discorso cambia parecchio.
Basta guardare gli altri suoi post per notare come a James Franco piaccia giocare e pubblicare materiale goliardico su Internet (lo si può vedere in foto di prestigiosi backstage ma anche in scene domestiche mentre scherza col gatto in compagnia di amici): in altre parole, in gergo comune, si potrebbe dire che gli piace cazzeggiare e pubblicare foto "sceme".
Proprio per questo motivo a nessuno è venuto in mente di mettere in discussione l'autenticità delle immagini, ma più che altro si è pensato subito ad uno scherzo. Il fatto che l'attore abbia visibilmente un braccio infilato nei pantaloni ha fatto supporre quasi a tutti che quello che si vede uscire dalla patta non sia altro che un suo dito.
Il bello di Internet, però, è che spesso non tutti la pensano alle stesso modo: c'è chi è pronto a giurare che quello non sia un dito dato il sospetto cambio di colore, così come c'è chi azzarda ipotesi ben più machiavelliche (come quella secondo cui quello non sarebbe il dito ma il braccio sarebbe stato inserito proprio per farlo credere in modo da prendersi gioco della gente pubblicando foto autentiche che sarebbero state scambiate per false).
Fatto sta che James ha colpito nel segno: qualunque sia la verità sulla foto, è evidente che data l'attenzione ottenuta il suo scherzo (o la sua provocazione) sia riuscito perfettamente.

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È guerra

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Alle 17.45 di ieri i caccia francesi hanno sganciato le prime bombe in un raggio di 100-150 chilometri da Bengasi, così come comunicato dal presidente Nicolas Sarkozy immediatamente dopo la conclusione del summit tenutosi a Parigi. Alle forze in volo si è poi unita l'aviazione britannica, mentre dalle basi navali Stati Uniti e Gran Bretagna hanno iniziato a lanciare missili da crociera Tomahawk sul territorio libico. L'operazione, battezzata con nome di "Odissea dell'alba", coinvolge Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti, a cui va aggiunta la partecipazione di Italia e Canada anche se non ancora coinvolti attivamente nei raid.
L'attacco è stato deciso dopo le contestate violazioni da parte di Muammar Gheddafi alla risoluzione 1973 del Consiglio di sicurezza dell'Onu, risoluzione che Tripoli ha annunciato non considerare più valida poco dopo la mezzanotte di oggi.
In un messaggio audio il dittatore libico ha lanciato anche alcune minacce verso gli eserciti giunti in soccorso dei rivoltosi: «Il Mediterraneo è diventato un campo di battaglia, attaccherò obiettivi civile e militari».
Alla notizia dell'inizio della controffensiva occidentale contro il regime di Gheddafi sono state segnalate feste in piazza nelle città di Tahrir e di Tobruk. da più fonti, infatti, viene sottolineato come la popolazione risulti ormai stremata da anni di duro regime.


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Mark Salling

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Mark Wayne Salling nasce il 17 agosto 1982 a Dallas (Texas, Stati Uniti). A soli 14 anni debutta come attore nel film "Inferno a Grand Island" di Greg Spence (1996). Nel 1999 ha l'occasione di ripetere l'esperienza, recitando in un episodio di "Walker Texas Ranger" dal titolo "Cogli l'attimo" (il decimo episodio dell'ottava serie).
Nel 2001 si diploma alla Lake Highlands High School e decide di iniziare a frequentare la Los Angeles Music Academy College of Music di Pasadena (California, Usa): appassionato di musica fin da bambino, Mark suona la chitarra, il pianoforte, il basso e la batteria .
Nel 2007 -sotto lo pseudonimo di Jericho- pubblica "Smoke Signals", il suo album di debutto.
Nel 2009 torna a recitare, dopo essere stato scelto per interpretare Noah Puckerman in "Glee". Il successo della serie televisiva non lo distoglie dalla sua carriera musicale: il 25 ottobre 2010 esce il suo secondo album, dal titolo "Pipe Dreams".

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La Lega chiede uno stop ai baci gay in TV all'ora di cena

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Il deputato leghista Massimo Polledri ha intrapreso una battaglia contro l'accanimento televisivo nei confronti di casi di cronaca nera come quelli di Sarah Scazzi o di Yara Gambirasio. Una tesi sicuramente lecita e condivisibile, ma è se nel proseguo del discorso che il deputato ha toccato argomenti che poso o nulla hanno a che vedere con questi casi: «Invoco decenza dalle 8.30 alle 21.30, quando ci sediamo a tavola, nei programmi televisivi. È forse pudore? Non lo so, ma non mi sembra che scene esplicite, trasmesse alle 20 o alle 21, di sesso eterosessuale o anche omosessuali siano una dimostrazione di decenza».
E quali sarebbero queste scene esplicite? Lo chiarisce lui stesso: «Faccio un esempio: baci esagerati in quell'orario li abbiamo visti e ricordo Santoro che introdusse, in una bella trasmissione delle 20.30, un bel bacio prolungato tra due uomini. Non sarebbe andato bene tra un uomo e una donna e non va bene tra due uomini, in quell'orario».
Apprezzabile il voler precisare che anche i baci eterosessuali sono da trattare alla stessa stregua di quelli omosessuali, ma il problema è nel capire come mai si sia fatto esplicito riferimento a quest'ultimi: in Italia ne sono andati in onda pochissimi (spesso non prima della seconda serata) e non senza censure (come nel casi del film Brokeback Mountain tagliuzzato in più punti dalla Rai). Inoltre il bacio da lui portato come esempio non è un fatto di questi giorni. Risale al lontano 2007, quando il governo Prodi era ad un passo dalla legalizzazione dei matrimoni gay: calcolando che la trasmissione di Santoro iniziava dopo il telegiornale, rimane anche da segnalare come quelle immagini siano state comunque trasmesse al di fuori dell'orario da lui indicato.
Alcuni, infatti, iniziano a domandarsi se tutto il suo discorso non sia solo una ripicca nei confronti del servizio pubblico, dopo la sua recente sconfitta in una causa intentata alla Gabenelli in cui il giudice ha sentenziato che da parte di "Report" e del suo servizio sul nucleare (all'epoca Polledri era il responsabile per le politiche energetiche del Carroccio) non vi fosse stata alcuna diffamazione nei suoi confronti.


Glee 2: in arrivo un atteso bacio gay

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Se lo spettavano un po' tutti ed ora è successo. Uno fra i baci più attesi della serie "Glee" è arrivato. Per l'esattezza, il tutto è accaduto nel corso del sedicesimo episodio della seconda stagione, dal titolo "Original song".
L'episodio è già andato in onda negli Stati Uniti e non ancora giunto in Italia ed è da considerarsi un colpo di scena, motivo per cui sto dando la notizia senza alcun nome e con foto generiche in modo da non rovinare la sorpresa a chi segue assiduamente le vicende del telefilm. Chi lo desiderasse, però, può trovare nomi, immagini e video nella pagina del permalink: a voi decidere se scoprirli tutto e subito o se attendere di vedere la scena in TV.


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I 150 anni dell'unità d'Italia

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Oggi è eccezionalmente festa nazionale per il 150° anniversario dell'unità d'Italia. Per celebrare l'evento e per rinfrescarci un po' la memoria, proviamo a ripercorrere gli avvenimenti che un secolo e mezzo fa hanno portato all'unificazione del nostro Paese.
Giuseppe Garibaldi, grazie al sostegno economico di alcuni borghesi liberali, si stava preparando già da tempo ad una spedizione in Sicilia. L'occasione si presentò a metà del 1860, quando nell'isola scoppiarono delle ricolte e Francesco II salì al trono del Regno delle Due Sicilie in seguito alla morte del padre.
Il 5 maggio 1860 salpò, insieme ad un migliaio di uomini, da Quarto (ad ovest di Genova) sotto la protezione di navi britanniche. L'11 maggio giunse a Marsala, sulla costa ovest della Sicilia, dove lui ed i suoi uomini vennero accolti e protetti dalla popolazione locale. Il primo scontro con le truppe borboniche avvenne quattro giorni più tardi, il 15 maggio a Calatafimi, dove i Mille conquistarono un'inaspettata vittoria che gli aprì la strada verso Palermo. Qui la resistenza delle truppe fu maggiore e la battaglia durò tre giorni, concludendosi con la vittoria di Garibaldi e la caduta della città, seconda capitale del Regno. La notizia fece repentinamente il giro dell'isola e spinse molti cittadini ad insorgere o ad unirsi alle fila del Mille.


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Un tempo l'uomo aveva il pene ricoperto di spine

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A sostenerlo è uno studio dell'università di Stanford pubblicato dalla rivista "Nature": un tempo l'uomo aveva degli aculei sul proprio pene. La teoria si basa sullo studio del DNA umano: qui sono state rinvenute tracce dell'avvenuta presenza questa curiosa caratteristica, fortunatamente poi persa nel corso dell'evoluzione della specie.
L'ipotesi è che la loro funzione fosse quella di rimuovere le tracce di liquido seminale lasciate da precedenti "ospiti". Nulla da ridire sulla necessità di pulizia, ma forse non dev'essere stata una caratteristica particolarmente piacevole per il partner (anche se vien da dire che in mancanza di alternative ci si abitua un po' a tutto).
Composti dalla stessa sostanza delle unghie, non è stata esclusa l'ipotesi che tali aculei avessero anche una funzione di organi di senso.
Non è dato di sapere l'esatto motivo della loro scomparsa nel corso del tempo, ma una fra le ipotesi più avvalorate è che la loro funzione di "pulizia" dello sperma dei rivali sarebbe diventato superflua con l'arrivo di rapporti maggiormente monogami fra gli uomini.


Jake Gyllenhaal va in bagno: un fan troppo invadente gli fotografa il pene

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Immaginate di essere in un bagno pubblico e di star facendo uso di un orinatoio. Ora immaginate che a fianco a voi arrivi Jake Gyllenhaal e che inizi ad usare quello al vostro fianco. Cosa fareste? Buttereste timidamente un'occhiata per sbirciare che cosa sta tenendo fra le mani? Chissà... in quel caso magari Jake non se la prenderebbe troppo o, perlomeno, viene da pensare che se la potrebbe decisamente meno rispetto a quanto accaduto venerdì scorso nei bagni dell'SXSW Film Festival ad Austin in occasione dell'anteprima di "Source Code".
Jake si era recato in bagno e, mentre stava esplicando i suoi bisogni fisiologici, un uomo ha pensato bene di andare più là di una semplice occhiatina: macchina fotografica alla mano ha immortalato il momento.
A quel punto è scattato un diverbio fra i due: inizialmente alcuni voci hanno sostenuto che Jake lo avrebbe sollevato di peso e messo contro al muro, ma poi il portavoce dell'attore ha ridimensionato il tutto sostenendo che fra i due ci sia stato solo un accesso scambio verbale. Comunque sia andata, alla fine l'uomo è stato convinto a cancellare la foto in questione.
Non è dato di sapere se l'invadente fan abbia pensato di realizzare lo scatto per uso personale o se -e forse appare l'ipotesi più plausibile- pensasse di poterci guadagnare qualcosa rivendendola ad un qualche giornale. Certo è che l'episodio mette in mostra come per un personaggio famoso possa risultare difficile fare anche le cose più semplici, con la loro privacy sempre a rischio di essere infranta (ed anche pesantemente!).
Un'ultima nota: la foto di apertura non è ovviamente quella realizzata dall'uomo (anche perché dubito che Jack vada svestito così in un bagno pubblico, ndr) ma è tratta da un servizio fotografico realizzato da Mario Testino che immortala l'attore in scene di vita domestica.


Francois Nel è Mister Gay World 2011

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Eletto Mr. Gay Africa lo scorso anno, Francois Nel (al centro nella foto di apertura) si è aggiudicato il titolo di Gay World 2011. La cerimonia si è svolta domenica 13 marzo a Mandaluyong, nelle Filippine. Sul podio, rispettivamente al secondo e terzo posto, anche l'americano Michael Kevin Holtz e lo spagnolo Israel Acevedo.
Hair stylist di professione, Francois ha dovuto competere con altri 23 partecipanti, eletti Mr. Gay nei rispettivi Paesi.
Il nuovo ambasciatore gay nel mondo ama l'arte, ha studiato scrittura creativa e nel suo tempo libero collabora in uno studio medico che si occupa di prevenzione e cura dell'HIV.
Oltre al premio in palio di 25mila dollari, Francois viaggerà per il mondo attraverso i cinque continenti con lo scopo di promuovere una la cultura di accoglienza nei confronti della comunità gay.
I premi minori sono andati all'Australia per Mr. Gay Swimwear e per Mr. Gay Formal wear, alle Filippine per Mr. Gay People's Choice Award e per Mr. Gay National Costume, all'Estonia per Mr. Gay Congeniality, all'Irlanda per Mr. Pinoy Challenge e alla Nuova Zelanda per Mr. Gay Photogenic.

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Il terremoto in Giappone

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L'11 marzo 2011 una scossa di terremoto da 8,9 gradi della scala Richter ha colpito il Giappone. L'epicentro è stato localizzato a 125 chilometri dalla costa, ad una profondità di 24,4 chilometri. Alle scosse ha fatto seguito un violento tsunami che si è abbattuto sulle coste della città di Sendai (dove sono state registrate onde alte fino a 10 metri) e nella regione di Tokyo. Stando alle statistiche, si è trattato del nono terremoto più potente mai registrato. Il bilancio, non ancora definitivo, parla di migliaia fra morti e dispersi. Innumerevoli anche gli sfollati che hanno visto le loro case portate via dalla furia delle onde.
Ad aggravare ulteriormente la situazione anche i danni riportati a tre centrali nucleari: quella di Onagawa, di Tokai e di Fukushima. Le autorità locali hanno da subito tentato di rassicurare la popolazione riguardo a possibili contaminazioni radioattive, mettendosi immediatamente all'opera per la loro messa in sicurezza. La preoccupazione, però, rimane molta ed è molta anche circospezione riguardo ai dati rassicuranti diffusi dalle autorità.
Nel frattempo la terra non smette di tremare: nelle ultime 24 ore si sono registrate 150 nuove scosse, 25 delle quali di magnitudo 6.
In conclusione spendo due parole anche sul motivo del ritardo con cui questo post è stato pubblicato: l'indecisione se scriverlo o meno è stata alta. Trattandosi di un tema delicato e completamente estraneo ai temi del blog, avevo il timore che potesse apparire come una sorta di "sciacallaggio" mediatico (in altre parole, un parlarne solo per guadagnarci dei click). Dall'altro lato, però, il non scrivere assolutamente nulla sarebbe stato un po' come far finta di nulla: da qui la decisione di attendere qualche giorno prima di scrivere un post a sostegno della popolazione giapponese colpita dal sisma.

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Donald French

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Chi ha visto il film "Matrimonio alle Bahamas" (trasmesso ieri sera da Canale 5) non avrà potuto fare a meno di notare l'attore che veste i panni di Bob Di Giacomo, il ragazzo americano che conquista il cuore di Valentina.
Il suo nome è Donald French. È curioso, però, come trovare notizie su di lui sembri un'impresa simile al cercare un ago in un pagliaio, quasi come se il film del 2007 ("Matrimonio alle Bahamas", per l'appunto) sia stata la sua principale attività professionale.
Altre notizie frammentarie raccontano che sia nato a Pontiac (in Michigan, Stati Uniti) e che viva fra Roma e Boca Raton (Florida, Stati Uniti). Laureato, alto 183 centimetri e capace di ballare un po' di tutto, pratica golf, calcio, basket, wakeboard (una fusione di sci nautico e snowboard), surf, tennis, football, nuoto ed arti marziali. Parla inglese, italiano, francese e cinese.
Attore di professione, ha preso parte a spot pubblicitari e rappresentazioni teatrali. È stato scelto anche per un ruolo minore in un episodio di "CSI Miami".

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Jason Priestly torna in TV con "Call me Fitz"

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Dopo Joshua Jackson (prima protagonista di "Dawson's Creek" ed ora di "Fringe") o David Duchovny (prima agente dell'Fbi in "X-files" ed oggi interprete di "Californication"), un atro sex symbol degli anni '90 ha fatto ritorno in una nuova serie televisiva.
Stiamo parlando di Jason Priestly, il bravo ragazzo della serie "Beverly Hills 90210" ed ora amorale rivenditore di auto usate in "Call me Fitz", una serie canadese prodotta dalla HBO ed in onda da qualche settimana anche in Italia su Sky Uno.
Fra le varie sorprese offerte dagli sceneggiatori della serie, anche un rocambolesco tentativo del suo personaggio di prendere parte ad un film a luci rosse: tentativo poi conclusosi nel peggiore dei modi a causa di problemi di eccitamento e di erezione. La scena (proposta nelle immagini e nel video di fine post) ci permette anche di osservare come, nonostante il fisico non più tonico come vent'anni fa, Jason continui comunque ad emanare un certo fascino.

Immagini: [1] [2] - Video: [1]


Roberto Vecchioni: «Non sono gay, ma sono con i gay»

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Roberto Vecchioni, il vincitore dell'ultima edizione del Festival di Sanremo, è stato ospite questa settimana della rubrica "Social Vanity" di Vanity Fair. Riguardo a qualle fosse stata la domanda più strana che gli fosse stata posta durante la kermesse musicale, ha risposto: «Se sono gay. No, ho risposto, ma sono con i gay».
Il professore, dunque, ha mostrato come sia possibile rispondere senza discriminare e di come non sia necessario far parte di un gruppo per offrirgli il proprio sostegno.
Nel corso dell'intervento Vecchioni ha parlato anche di reality show musicali, affermando come la loro selezione durante le varie sfide possa potare a risultati migliori rispetto alle tante false operazioni commerciali che impongono l'ascolto di uno o l'altro cantante dalla «breve vita artistica». Un concetto che probabilmente non fa altro che spiegare meglio quanto da lui già dichiarato a Maria De Filippi in occasione della sua partecipazione nel corso della finale di "Amici".


Ikea: pubblicità gay-friendly anche in Italia

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Non è una novità che Ikea, la nota catena di arredamento svedese, sia da sempre particolarmente aperta alle coppie gay. Con l'apertura del loro nuovo punto vendita di Catania, Ikea ha deciso di utilizzare anche in Italia una campagna pubblicitaria che mostra due ragazzi che si tengono per mano con la scritta "Siamo aperti a tutte le famiglie", con un riferimento molto chiaro al fatto che anche i due uomini rappresentino anch'essi una famiglia.
Il colosso svedese non è nuovo a campagne di questo tipo: all'estero in più occasioni hanno fatto la loro comparsa in cataloghi o spot pubblicitari anche delle coppie gay o lesbiche (a volte anche con prole a seguito). Questa, però, è la prima volta che l'azienda lancia una campagna simile anche in Italia.
A completare il messaggio è il testo che compare in fondo alla pagina: «Da noi vi sentirete a casa. Perché quello che cerchiamo di fare è rendere più comoda la vita di ogni persona, di ogni famiglia e di ogni coppia, qualunque essa sia».

Clicca qui per guardare il manifesto pubblicitario


Calciatori gay: Anton Hysen fa coming out

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Con buona pace per quanti si ostinano a sostenere cocciutamente che nel mondo del pallone non esistano gay, il calciatore svedese Anton Hysen ha fatto coming out, dichiarando la propria omosessualità nel corso di un'intervista rivista alla rivista "Offside" e divenendo il primo giocatore svedese a rendere pubblico il proprio orientamento sessuale.
Anton ha vent'anni, gioca nell'Utsiktens BK ed è il figlio dell'ex giocatore del Liverpool e della Fiorentina Glenn Hysen.
Nel corso dell'intervista ha affermato: «Sono un calciatore e sono gay. Quando faccio il calciatore, non penso che importi qualcosa se mi piacciono le ragazze o i ragazzi». Si è anche detto dispiaciuto del fatto che al momento nessun altro giocatore svedese abbia deciso di dichiararsi e, senza perdere di vista la realtà, non ha nascosto di sapere che le sue affermazioni potrebbero incidere negativamente sulla sua carriera. Ma -ha proseguito- a suo parere è necessario che si affronti il problema del razzismo di alcuni allenatori e dirigenti delle squadre: «È un problema loro e non mio. La gente può chiamarmi come vuole, non farà altro che rafforzarmi».
Il padre, ex calciatore di serie A in Italia, ha commentato la notizia dando pieno appoggio al figlio e dicendosi felice della sua decisione di fare coming out.


Domani in piazza a difesa della Costituzione

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La Costituzione della Repubblica italiana è la legge fondamentale e fondativa dello Stato italiano. Approvata dall'Assemblea Costituente il 22 dicembre 1947, entrò in vigore il 1º gennaio 1948. In essa sono contenuti i principi del diritto e dei doveri dei cittadini, a tutela di tutti e sanciti a discapito dell'area politica di volta in volta al potere.
Le associazioni Articolo 21, Valigia blu e Libertà e giustizia, insieme ad alcune sigle sindacali, organizzazioni studentesche, movimenti di cittadini ed esponenti della cultura e della scuola, denunciano un'aggressione alla carta.
Si va dall'insofferenza del Presidente del Consiglio che nel 2009 dichiarò che «Governare con le regole della Costituzione è un inferno» ai giorni d'oggi, con i preparativi per procedere a modificarla in modo da non incorrere più nell'incostituzionalità di certe leggi. Le parti interessate vanno dalla riforma della giustizia (con la creazione di due Csm presieduti dal capo dello Stato, la separazione carriere, l'inappellabilità delle assoluzioni e l'obbligatorietà dell'azione penale "secondo criteri di legge" stabiliti di volta in volta dal Parlamento) all'introduzione di finanziamenti pubblici alle scuole private (così come vietato dall'articolo 33 della carta costituzionale che stabilisce come «Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato»).


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I nuovi VIP (personalmente preferivo quelli vecchi)

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Quando ho letto un commento in cui un lettore mi suggeriva di scrivere un pezzo su Nando Colelli, la mia prima reazione è stata quella di chiedermi: «Ma chi diavolo è Nando Colelli?». Una breve ricerca su Internet e la visione dell'intervista segnalata mi hanno chiarito il dubbio: è uno dei concorrenti dell'undicesima edizione del "Grande Fratello". Curioso che non lo sapessi, anche perché è lui stesso a precisare «Ormai so un vip!».
Il video in questione è un servizio shock trasmesso mercoledì scorso da "Le Iene", nel quale l'ex-gieffino viene seguito dalle telecamere per un'intera settimana.
Tra fasi in un italiano quasi stentato, pronunce sbagliate, la probabile inconsapevolezza dell'esistenza del congiuntivo e un po' di ignoranza geografica (Barletta non è certo un nome di città così sconosciuto, ndr) Nando si racconta. Racconta di come ormai sia famoso e pronto a fare l'attore o il cabarettista e di come oggi venga pagato migliaia di euro per una serata.
Ma quel che forse stupisce maggiormente, è il fatto che nelle immagini si veda una folla di persone che lo considerano quasi un mito, pronte a fotografarlo, ad acclamarlo o a pagare anche 50 euro per vederlo. Il tutto per non aver fatto assolutamente nulla, ma di averlo fatto davanti ad una telecamera.


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Matt Lanter

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Chi ieri ha visto il film "Disaster Movie" (trasmesso in terza serata su Italia 1) non avrà potuto fare a meno di notare l'attore che vestiva i panni di Will. Si tratta di Matt Lanter, più conosciuto al grande pubblico per la sua interpretazione di Liam Curt nella serie "90210".
Nato il 1° aprile 1983 in Ohio (Stati Uniti), si trasferisce ad Atlanta nel 1991 dove si diploma al Collins Hill High School dieci anni più tardi. Inizia a frequentare la University of Georgia, ma ben presto il suo interesse per il cinema e la televisione lo portano al desiderio di recitare. Nel 2004 partecipa al reality show "Manhunt: The Search for America's Most Gorgeous Male Model", conquistando la vittoria.
Trasferitosi a Los Angeles, viene scelto per interpretare Nick in "Supernatural Fox Point Pleasant", un ruolo con apparizioni ricorrenti per tutta la prima ed unica stagione della serie. In seguito ottiene parti in "Grey's Anatomy", "Otto semplici regole", "Big Love", "Heroes" e "Commander in Chief".
Nel dicembre 2006 viene scelto per interpretare il ruolo di Anakin Skywalker nel film "Star Wars: Clone Wars". Il 2008 lo vede impegnato nel film "Disaster Movie", scritto e diretto da Jason Friedberg ed Aaron Seltzer. Sempre nello stesso anno partecipa al remake di "Summit Entertainment", mentre l'anno seguente gli viene assegnato il ruolo ricorrente di Liam Court nel telefilm "90210", lo spin-off di "Beverly Hills 90210". Nel 2010 torna a recitare in un film parodia, interpretando Edward Sullen nel film "Mordimi".
Nel 2009 ha Matt fatto parlare di sé anche il mondo del gossip per via di alcune foto che lo ritrarrebbero in una chat gay mentre mostra il suo lato B. Come spesso accade in questi casi, a fare il giro del mondo sono state le immagini e non la storia che le accompagna, dacché non è dato di sapere se il ragazzo ritratto sia effettivamente lui e quale sia l'esatto contesto in cui quelle immagini sono state scattate (clicca qui per guardare le immagini in questione).

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Prete anti-gay ubriaco offre sesso orale agli agenti per essere rilasciato

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Ignatius Kury è un prete in una chiesa dell'Ohio (Stati Uniti) e, a detta di alcune fonti, pare sia noto anche per alcune sue teorie omofobe. Ora lo sarà anche per una vicenda che lo ha visto come protagonista ad inizio settimana.
Il religioso, infatti, è stato fermato dalla polizia per guida in stato di ubriachezza (il valore riscontrato era di tre volte superiore al limite consentito) e negli Stati Uniti si tratta di un reato abbastanza grave, sufficiente a condurlo alla centrale in stato di arresto.
Ed è qui che Kury, privo di ogni senso inibitorio probabilmente per via dell'alcool ingerito, le ha provate di tutte per farsi rilasciare: da una specie di "lei non sa chi sono io" fino all'offerta di sesso orale gay agli agenti in cambio della libertà.
Il tutto è stato ripreso dalle telecamere di sorveglianza ed è stato poi diffuso dagli organi di stampa locali. Oltre a suscitare ilarità o sconcerto, c'è anche qualche commentatore che si è lasciato andare a riflessioni più profonde, come nel caso Andy Belonsky di Towleroad che sull'argomento ha scritto: «Sarei pronto a scommettere che sia quello il motivo più profondo che lo ha portato ad ubriacarsi in quel modo. L'odio e la vergogna verso sé stessi possono essere emozioni paralizzanti. Il video potrebbe essere qualcosa di più di un semplice effetto collaterale: potrebbe essere un avvertimento di come l'omofobia e la discriminazione possano condurre gli uomini e le donne all'auto-distruzione».
Kury era già stato arrestato in precedenza per guida in stato di ubriachezza altre due volte.

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Zac Efron mano nella mano con un altro ragazzo

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Zac Efron sarebbe stato visto passeggiare mano nella mano con un altro ragazzo durante il party della NBA. È quanto racconta il National Enquirer in un suo articolo, nel quale calca la mano anche con un'intervista ad un anonimo testimo che avrebbe affermato: «Sono rimasto scioccato da quanto Zac fosse tranquillo con questo ragazzo. Andava in giro al party mano nella mano con questo amico, ridendo e stringendolo a sé di tanto in tanto».
Tanto è bastato perché la macchina del gossip si mettesse immediatamente in moto: la notizia sta rimbalzando di testata in testata, con giornali che hanno già sentenziato l'omosessualità dell'attore ventiquattrenne e riviste che non hanno mancato di tirare in ballo anche l'ex fidanzata -Vanessa Hudgens- anch'essa ospite al party.
Dal canto suo Zac non ha rilasciato dichiarazioni e fino a prova contraria pare difficile poter trarre delle conclusioni sulla base di un fatto che, seppur appetitoso per il mondo del gossip, in mancanza di una contestualizzazione potrebbe benissimo significare tutto e il contrario di tutto. Come sempre, non resta che attendere gli eventuali sviluppi.


Denny Lodi e Virginio Simonelli vincono Amici 10

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Sono Denny Lodi e Virginio Simonelli (rispettivamente nel ballo e nel canto) i vincitori della decima edizione di Amici, il reality show condotto da Maria De Filippi.
Nel ballo Denny era dato come uno dei favoriti, un pronostico perlopiù confermato nel corso della serata dai dati parziali comunicati durante la diretta (solo verso metà puntata in testa era passata Giulia Pauselli).
Per il canto, il testa a testa è stato più marcato. I due finalisti (Virginio Simonelli ed Annalisa Scarrone) si sono rincorsi con continui sorpassi per tutta la finale, fino al dato conclusivo che ha premiato il cantautore 25enne. Annalisa, però, non è rimasta a bocca asciutta: a lei è stato assegnato il premio della critica.
Sempre per quanto riguarda il canto, da segnalare anche i duetti della serata:
Annalisa si è esibita con Alessandra Amoroso e con Fiorella Mannoia, mentre Virginio ha cantato con Roberto Vecchioni e con Emma.


A carnevale... mettiti alla prova!

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Il culmine sarà martedì, ma c'è chi lo sta festeggiando in queste ore, chi l'ha già festeggiato e chi -come l'area del milanese- lo festeggerà sabato prossimo.
Stiamo parlando del carnevale, la festa che tradizionalmente voleva che tutti si mascherassero per poter sovvertire l'ordine sociale, rendendo di fatto tutti i cittadini uguali grazia all'irriconoscibilità delle singole persone.
L'Italia ha una grande tradizione alle spalle ed ospita alcuni fra i carnevali più importanti al mondo, come quello di Venezia, quello di Viareggio e lo storico Carnevale di Ivrea. Inoltre è qui che è nata la Commedia dell'Arte, dalla quale derivano molte delle maschere tradizionali che tutti conosciamo.
Ma quanto ne sappiamo realmente di questa festa? Per metterci tutti alla prova, torno il Quizzone con dieci domande interamente dedicate a tradizioni e curiosità legate al carnevale. Buon divertimento!

Clicca qui per giocare al quizzone.


«Pagami o dico che sei gay»

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L'omofobia e la mancata accettazione sociale sono purtroppo ancor oggi una realtà. C'è anche chi ha deciso di approfittarne e di cercare di trarne profitto. E' il caso di un ragazzino allora quindicenne di Portogruaro (in provincia di Venezia) che nel 2003 veniva ricattato da quello che sarebbe dovuto essere un suo amico: gli estorceva del denaro in cambio del suo silenzio riguardo alla sua presunta omosessualità.
I genitori della vittima si sono accorti che qualcosa non andava e, scoperto il tutto, l'intera vicenda è finita in tribunale.
L'esito del processo è di questi giorni: il ricattatore ha fatto ricorso al patteggiamento "in corsa" permesso dal nuovo pacchetto sicurezza ed è riuscito a farsi condannare al minimo della pena: un anno e otto mesi di reclusione e 470mila euro di multa, con la sospensione condizionale.


Il bacio negato (agli spettatori)

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Sta facendo molto discutere negli Stati Uniti un episodio accaduto nel corso della cerimonia per la consegna dei premi Oscar. Prima di consegnare la statuetta per la Migliore sceneggiatura non originale, Javier Bardem e Josh Brolin si sono baciati sulla bocca e hanno eseguito un breve balletto a due.
A creare scandalo, però, non è stato il fatto in sé, ma il comportamento tenuto dalla regia della ABC: in televisione, infatti, di tutta la scena non si è visto assolutamente nulla ma l'immagine è rimasta fissa per tutto il tempo su Penélope Cruz, per giunta mostrando la sua espressione divertita davanti a quanto stava accadendo sul palco.
Al momento la ABC ha rigettato le accuse di censura, affermando che il siparietto fra i due non era previsto a copione, mentre era previsto che in quel momento le telecamere fossero puntate su Penélope Cruz.
Una spiegazione, questa, che non ha convinto quasi nessuno e che non è bastata a placare gli animi. D'altra parte verrebbe automatico pensare che una regia dovrebbe essere in grado di gestire un "fuori programma" ed essere altrettanto pronta a staccare sulla scena (passi perderne l'inizio, ma ignorarla per l'intera durata è un altro discorso).


Steven Davies fa coming out

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Pare che nel mondo dello sport qualcosa si stia muovendo ed è in continua crescita il numero di sportivi che decidono di uscire allo scoperto e di dichiararsi pubblicamente gay.
In questi giorni a fare coming out è stato il ventiquattrenne inglese Steven Davies, giocatore di cricket e primo atleta di quella disciplina ad aver compiuto questo passo.
Steven ha raccontato di essersi dichiarato alla sua famiglia cinque anni fa e di aver ricevuto da loro tutto l'appoggio possibile. Ora ha deciso di dichiararsi anche al grande pubblico, nella speranza che il suo gesto possa aiutare gli altri a vivere più serenamente la propria omosessualità.
A suo stesso dire, l'ispirazione per il suo gesto gli è arrivata dal rugbista Thomas Gareth che, grazie al suo coming out, gli ha dimostrato come il dichiararsi pubblicamente fosse qualcosa di possibile. «Ha avuto il coraggio di alzarsi e dire chi era. È stato molto coraggioso nel farlo» ha aggiunto.


Il lato B di Gianfranco Apicerni

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Gianfranco Apicerni è il nuovo tronista della trasmissione "Uomini e donne". Nato il 9 aprile 1985, romano e studente di marketing all'università, non è nuovo al mondo della televisione e dei reality. Prima di sedere sul trono, Gianfranco aveva già preso parte all'edizione 2004-2005 di "Campioni, il sogno", un reality show calcistico trasmesso da Italia 1 nel quale ricopriva il ruolo di centrocampista.
L'obiettivo di quella trasmissione era di seguire la vita sportiva e privata di una vera e propria squadra di calcio. Ed è proprio mentre veniva mostrata la vita negli spogliatoi che la telecamera ha inquadrato le rotondità dei glutei di Gianfranco, lasciati intravedere da un asciugamano posizionato un po' troppo basso durante i massaggi di riscaldamento. Per rinfrescarci un po' la memoria, in fondo al post sono proposti alcuni frame e un breve spezzone video di quel momento.

Immagini: [1] [2] [3] - Video: [1]


Gran Bretagna: le coppie anti-gay non possono avere figli in affido

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A sentenziarlo è stata la Corte di Giustizia di Londra: una visione religiosa troppo integralista e l'ostentata condanna dell'omosessualità sono ragioni sufficienti a negare l'affido di minori.
Il tutto ha avuto inizio quando Eunice e Owen Johns (rispettivamente di 62 e di 65 anni d'età) hanno chiesto un bambino in affidamento. La loro richiesta, però, è stata respinta poiché, in occasione di un precedente affido risalente agli anni novanta, un assistente sociale aveva segnalato un clima troppo rigido all'interno della famiglia e una mancata apertura nei confronti degli omosessuali. La decisione non è piaciuta ai due coniugi né al gruppo religioso a cui appartengono, cosicché han deciso di rivolgersi ad un tribunale. I giudici, però, non hanno fatto altro che confermare la decisione presa dai servizi sociali.
La priorità, dunque, pare essere stata data al diritto di non essere discriminati per eventuali ragazzini che dovessero scoprirsi gay e che probabilmente non potrebbero trovare il dovuto supporto in una famiglia dichiaratamente contraria all'omosessualità.


Raoul Bova e la prestanza del delfino

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Alzi la mano chi non ha un brivido alla schiena nel ripensare alla scena del film "Piccolo grande amore" in cui Raoul Bova esce dall'acqua in tutta la sua prestanza fisica?
Dopo quasi vent'anni, l'attore è tornato a farci vivere un'emozione simile. L'occasione è la miniserie "Come un delfino", in onda ieri ed oggi su Canale 5. La trama narra la storia di Antonio (Raoul Bova), un campione di nuoto costretto ad interrompere l'attività per problemi cardiaci. L'incontro con Don Luca (Ricky Memphis) lo porterà in Sicilia ad allenare alcuni ragazzi vittime della criminalità organizzata.
La serie, prodotta in collaborazione con la Federazione Italiana Nuoto, è stata l'occasione per Raoul di tornare a praticare uno sport in cui si era contraddistinto da giovanissimo (a 16 anni è stato campione italiano di categoria nei 100 dorso) prima di decidere di abbandonare la carriera agonistica per intraprendere quella di carriera di attore. Per noi, invece, è anche l'occasione di tornare a vederlo in costume da bagno, con un fisico che a dispetto del tempo pare ancora quello di dieci anni fa (come d'altronde già ci aveva anticipato un servizio fotografico di Vanity Fair pubblicato qualche settimana fa).

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Lady Gaga: "Born this way", il video ufficiale

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È uscito in queste ore il video ufficiale di "Born this way", il nuovo singolo di Lady Gaga. Il brano, di cui avevamo già parlato, è un inno al modo di essere di ogni singola persona, sia essa gay, lesbica, transessuale, bisessuale o eterosessuale.
Alla musica ora si affiancano anche le immagini del video (o, forse, quasi un cortometraggio data la sua durata di ben 7 minuti e mezzo) nel quale la popstar non ha rinunciato a cercare la provocazione attraverso scene che rasentano il visionario. Da parti multipli a scene nello spazio, passando per zoombie dalla chioma rosata alla sterminatrice che estrae un'arma dalla vagina. Da sottolineare anche la presenza decine di citazioni, richiami e simbologie sparse per l'intera durata del filmato.
La regia è di Nick Knight, la produzione di Vincent Herbert e le coreografie di Laurie Ann Gibson. Guest star del video è Rick Zombie, uno degli uomini più tatuati del mondo, che mostra la sua figura che risulta quasi simile a quella di uno scheletro.

Clicca qui per guardare il video.