Archivio: aprile 2011

Pazza Ikea, la parodia di Giovanardi spopola in rete

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Il coro si proteste nate attorno alle parole del sottosegretario Giovanardi (che ha duramente attaccato una pubblicità dell'Ikea raffigurante un coppia gay associata alla parola "famiglia") non accenna a scemare. Si va dal bacio scambiato fra Luca e Paolo alle Iene, a quello collettivo in programma per domani alle 15 di fronte all'Ikea di Sesto Fiorentino (Firenze).
Una protesta è giunta anche dall'Arcietero (un'associazione di eterosessuali che sostengono i diritti dei gay) che ha realizzato un divertentissimo video che in queste ore sta letteralmente spopolando in rete. Nel filmato si vede il sottosegretario che racconta il suo punto di vista cantando sulle note di "Pazza idea" di Patty Pravo, mentre le immagini mostrano una coppia gay che si aggira per i locali di un negozio Ikea, sartiandosi assieme sui materassi Sultan o utilizzando gli armadi Pax (con tanto di giochi di parole per la similitudine fonetica con i Pacs).
Il tutto si chiude con un invito a non fare come Giovanardi e a battersi per i diritti di tutte le famiglie, anche quelle gay.

Clicca qui per guardare il video.


Buttiglione: «I figli degli eterosessuali pagano le pensioni ai gay»

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Chi si aspettava una presa di posizione dal mondo politica davanti alle affermazioni del sottosegretario Giovanardi (che ha tuonato contro la pubblicità Ikea che utilizzava la parola "famiglia" in riferimento ad una coppia gay) sarà rimasto deluso. Dapprima Gian Paolo Gobbo, il sindaco leghista di Treviso, lo ha spalleggiato affermando «Multerei i gay che si baciano nei luoghi pubblici», poi Paola Binetti (Udc) ha parlato dell'Ikea sostenendo che quella pubblicità «sovverte il valore di famiglia», Libero ha pubblicato alcune lettere di solidarietà dei suoi lettori alla posizione del sottosegretario, Carlo Merlo (Pd) ha dato ragione a Giovanardi (anche se poi ha cancellato il post dal suo blog in seguito alle proteste indignate dei suoi stessi lettori) ed infine anche presidente dell'Udc, Rocco Bottiglione, ha dato libero sfogo alla sua omofobia.
«Ci sono le famiglie tradizionali -ha affermato Buttiglione- che fanno crescere i bambini e li educano. Questi quando sono grandi pagano tasse e contributi anche per le pensioni e l'assistenza sanitaria di quelli che i bambini non li hanno avuti, e che hanno avuto invece molti soldi in più durante la vita. Sennò da dove pensiamo che si prendano i soldi per pagare le pensioni ai gay?».
L'omofobia di Buttiglione non è certo una novità: già nel 2004 venne dapprima incluso, su indicazione del Governo Berlusconi II, da José Barroso nella sua lista di nomine come commissario per la giustizia, libertà e sicurezza, ma la nomina venne respinta dal Parlamento europeo proprio per le posizioni di Buttiglione sull'omosessualità e il ruolo della donna. In quell'occasione l'onorevole cercò di ritrattare alcune sue affermazioni ma, evidentemente, a distanza di sei anni ha trovato nella politica italiana un terreno fertile per tornare a sostenere le sue posizioni.
Probabilmente per lui poco importa se la pensione viene maturata, se anche i gay pagano le tasse, se non tutti i single senza figli sono necessariamente gay o se gli omosessuali pagano (come tutti) la pensione ai figli degli eterosessuali: probabilmente nella mente di molti politici i gay sono una categoria di serie B, una minoranza sacrificabile a confronto del ritorno che è possibile ottenere dal continuo far leva sulla diffusa omofobia si una parte della società.
E così l'attacco incrociato della politica contro gli omosessuali pare iniziato. Non resta che attendere per scoprire fino a che punto si spingeranno.


Il matrimonio di William e Kate

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Mancano ormai poche ore al matrimonio fra William Windsor e Kate Middelton. Un evento atteso da molti, probabilmente anche grazie all'attenzione che media gli hanno riservato.
Gli ospiti invitati alla cerimonia sono ben 1.900, fra i quali anche il sultano del Brunei, i reali di Norvegia, Danimarca, Olanda e Spagna, la famiglia Beckham, Elton John, Joss Stone, Rowan Atkinson, Guy Ritchie e Gareth Thomas (il primo rugbista ad aver fatto coming out).
Il matrimonio sarà trasmesso in diretta dai principali network televisivi mondiali (in Italia le dirette avranno inizio su Rai 1 alle 11.30, su Canale 5 alle 10.30 e su Cielo alle 11) e potrà essere seguito anche via Internet sull'apposito canale di YouTube.
Come spesso accade per gli eventi più attesi, attorno al loro matrimonio ruota anche un discreto giro di affari (basti pensare, ad esempio, al turismo o ai diritti). Particolarmente curioso è quello legato al merchandising: ai più classici piatti e bicchieri raffiguranti i novelli sposi si affiancano prodotti ben più curiosi. È il caso dei profilattici di William e Kate (foto) e delle unghie finte raffiguranti William e Kate (foto), fino ad arrivare alle parodie hard dell'evento (video) fino all'"imperdibile" quanto assurdo copriwater di William e Kate (foto).
Inizia dunque il conto alla rovescia, per il piacere di chi attende con ansia il fatidico «sì», ma anche di chi non vede l'ora che i due convolino a nozze pur stanchi di sentir più parlare di loro.


Un bacio fra Luca e Paolo come risposta a Giovanardi

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In questi giorni si è parlato molto dell'attacco del sottosegretario Carlo Giovanardi alla pubblicità dell'Ikea in cui si palava di "Tutte le famiglie" mentre l'immagine mostrava due uomini che si tengono per mano.
Ieri sera anche il programma televisivo "Le Iene" ha parlato del fatto. Luca, Paolo ed Ilary Blasi hanno dapprima mostrato la foto "incriminata" e poi hanno spiegato con ironia di come il detentore della delega per la famiglia abbia accusato quell'immagine di essere un attacco alla Costituzione italiana.
È a quel punto che Luca e Paolo hanno chiesto a Giovanardi di guardare con attenzione, molta attenzione... e dalle parole sono passati ai fatti scambiandosi un bacio sulla bocca. Il classico esempio in cui un gesto può valere più di mille parole nel dimostrare il proprio dissenso.


Riparte il Torino GLBT Film Festival

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Aprirà i battenti questa sera la 26ª edizione del "Torino GLBT Film Festival–Da Sodoma a Hollywood". Alla serata inaugurale sarà presente Noemi, che si esibirà in un breve concerto acustico. Attesi in sala anche l'Onorevole Anna Paola Concia e l'attore Björn Kjellman, protagonista di "Four More Years", uno dei due film di apertura.
La manifestazione proseguirà fino al 4 maggio, proponendo documentari, corti e lungometraggi per un totale di 120 film e di 35 Paesi rappresentati.
Uno dei temi portanti di questa edizione è la situazione in Iran, che verrà approfondita attraverso vari focus groups e proiezioni, fra le quali anche il documentario "Angels on Death Row" di Alessandro Golinelli e Rocco Bernini, che racconta le torture, la prigionia o la morte dei gay che vivono sotto al regime di Ahmadinejad. Si cercherà anche di sensibilizzare il pubblico sul caso di Ebrahim Hamidi, un giovane ragazzo iraniano che è stato condannato al patibolo per la sua omosessualità.
Il programma completo della manifestazione è disponibile sul sito ufficiale della rassegna.


Venticinque anni fa il disastro di Chernobyl

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Il 26 aprile 1986, alle ore 1:23 (ora locale), una brusca esplosione fece saltare il coperchio del reattore numero 4 della Centrale nucleare V.I. Lenin di Cernobyl, in Ucraina. Una nube di materiali radioattivi fuoriuscì e ricadde sulle aree circostanti Nubi radioattive raggiunsero anche l'Europa orientale, la Finlandia e la Scandinavia e, con livelli di contaminazione minori, anche l'Italia, la Francia, la Germania, la Svizzera, l'Austria, i Balcani e porzioni della costa orientale del Nord America. Il bilancio ufficiale degli effetti legati al disastro, contestato da alcune associazioni internazionali che lo ritengono troppo ottimista, è una stima di 6 milioni di decessi su scala mondiale nel corso di 70 anni.
Quella notte il reattore sarebbe dovuto essere spento, ma le autorità volelro approfittare dell'occasione per effettuare alcuni test sull'impianto di sicurezza. L'aumento della potenza del nocciolo portò alla scissione dell'acqua di refrigerazione in idrogeno ed ossigeno ad una così elevate pressione da provocare la rottura delle tubazioni del sistema di raffreddamento. Fù il conseguente contatto dell'idrogeno e della grafite incandescente delle barre di controllo con l'aria ad innescare l'esplosione che scoperchiò il reattore.
Gli operatori della centrale, attrezzati solo con contatori Geiger e mascherine di tipo chirurgico, eseguirono i primi rilevamenti, riscontando una radioattività di circa un milione di volte maggiore a quella naturale.


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Thyago Alves è il secondo classficato all'Isola dei famosi

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Thyago Alves

L'ottava edizione dell'Isola dei Famosi si è conclusa qualche ora fa con la vittoria Giorgia Palmas, seguita a ruota dall'altro finalista: il modello brasiliano Thyago Alves. Una posizione di tutto riguardo che lo ha portato ad essere il più alto in classifica fra gli uomini e che ha scongiurato alcuni pronostici che gli davano un piazzamento più basso.
A suo favore ha giocato non solo la sua innegabile bellezza fisica (ve lo ricordate in slip o mentre si fa la doccia?), ma anche un carattere tranquillo, voglia di fare e poca propensione per discussioni "inutili" a beneficio della telecamera.
Ad attenderlo in studio e ad abbracciarlo per primo c'era il suo amico e modello Pedro Soltz (foto 1, foto 2), già noto al pubblico grazie alle sue frequenti presenze in studio . Quando Thyago ha detto a Simona Ventura che "forse" c'è un amore ad aspettarlo in Italia, a qualcuno sarà forse venuto in mente il pensiero che lui e Pedro sarebbero proprio una bella coppia. Va detto che Thyago si è dichiarato eterosessuale (e fino a prova contraria vale ciò che dice lui) e l'amico aspetta un figlio (dalla compagna, non certo dal naufrago) ma l'immaginazione non deve per forza tener conto dei fatti.
Parlando dei progetti per il futuro, Thyago dice che non gli dispiacerebbe ripetere l'esperienza de "Il compleanno" e di recitare in altri film. Va detto che quella prova di attore è di tutto di rispetto, anche se con un po' di superficialità viene quasi automatico citare la scena in cui fa sesso con un altro uomo (momento drammatico del film ma forse -soprattutto se estrapolata- anche di sogni ad occhi aperti per molti suoi fan).

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I Blue posano (ancora) nudi

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Evidentemente devono averci preso gusto. Dopo essere apparsi senza veli sulla rivista "Attitude" (con tanto di video di backstage), i Blue tornano a mostre i loro corpi con un nuovo set di scatti.
Nelle immagini pubblicate dal sito internet BlueLadsPix, i quattro componenti della boy band inglese appaiono ancor più generosi e provocanti nel mostrarsi: ci sono scatti in cui tengono le mani nelle mutande, altre in cui tirano l'esastico dei pantaloni ed altre ancora in cui si mostrano in atteggiamenti da "cattivi ragazzi".
È pur vero che il loro successo risale agli anni fra il 2001 e il 2005, ma è altrettanto vero che in questo momento molti dei fan di Duncan James, Lee Ryan, Simon Webbe e Antony Costa stanno vedendo realizzati i loro sogni proibiti maturati a quel tempo.

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Malesia: lo stato apre centri rieducativi per ragazzi gay

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"Guarire" i ragazzi effeminati. È questo l'obiettivo che le autorità dello stato del Terengganu, in Malesia, vogliono raggiungere attraverso l'apertura di un "centro di rieducazione" per ragazzi di età compresa tra i 13 e i 17 anni. La selezione è affidata al giudizio dato dagli insegnanti di scuola, chiamati a segnalare i comportamenti ritenuti troppo effeminati. Al momento i centri stanno già ospitando sessantasei ragazzi.
A favore dell'assurdo progetto si è schierato anche il ministro dell'educazione malesiano, il quale ritiene sufficiente specificare che le liste state accuratamente scremate prima della selezione finale per sostenere che i ragazzi potrebbero avere dei problemi qualora il loro comportamento non venisse corretto in tempo. Ma anche nel Paese -nel quale l'omosessualità è tutt'oggi considerata un reato- ci sono delle voci di dissenso: Shahrizat Abdul Jalil, il ministro delle donne, sostiene l'illegalità di queste strutture e ne ha chiesto l'immediata chiusura. A suo parere, inoltre, una selezione dei ragazzi sulla base dei loro atteggiamenti effeminati (o presunti tali) potrebbe risultare un vero e proprio trauma e rivelarsi dannoso per la loro salute mentale.
Pareri negativi all'apertura dei campi sono giunti anche da numerose associazioni gay e per i diritti umani, sottolineando come episodi simili possano anche alimentare nuove ondate omofobe in un Paese dove la comunità lgbt non ha certo vita facile.


Buona Pasqua

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Pasqua

Un centro commerciale di Bergamo si accinge ad entrare nel Guinness World Record grazie alla realizzazione dell'uovo di pasqua più grande del mondo.
In modo sicuramente meno scenografico (ma non per questo meno sentito) è giunto il momento di fare a tutti voi gli auguri di buona Pasqua.
Se volete leggere qualche aneddoto o scoprire qualche curiosità su questa festa, vi ricordo che nell'archivio trovate un post dedicato origini dell'uovo di Pasqua e un'edizione pasquale del quizzone.
Ancora auguri, con la speranza che possiate passate una buona giornata e un piacevole lunedì dell'angelo (nonché festa della liberazione, poiché la coincidenza vuole che quest'anno le due feste siano cadute nello stesso giorno).


Giovanardi contro la pubblicità gay-friendly dell'Ikea

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Carlo Giovanardi, sottosegretario con delega alle politiche per la famiglia, è tornato a parlare ai microfoni della trasmissione web "KlausCondicio" e, ancora una volta, non ha perso l'occasione per scagliarsi contro i gay. Lo scorso dicembre sostenne che avrebbe voluto il «Don't ask, don't tell» anche in Italia, questa volta ha lanciato accuse alla nota catena di arredamento svedese Ikea. La pietra dello scandalo sarebbero i manifesti pubblicitari utilizzati in occasione dell'apertura del loro nuovo punto vendita di Catania, nei quali erano ritratti due uomini che si tenevano per mano e capeggiava la scritta "Siamo aperti a tutte le famiglie".
Probabilmente troppo per le coronarie del ministro che, tirando in ballo la Costituzione, ha tuonato: «Il termine famiglia usato dalla multinazionale è lesivo della Costituzione italiana, perché per essa si deve intendere solo quella formata dal matrimonio tra uomo e donna».
Immediata è arrivata la replica del colosso svedese che precisa: «L'Ikea non offende la Costituzione e non è contro la famiglia citata dall'articolo 29. La Costituzione stabilisce qual è l'oggetto dei diritti, ossia quella fondata sul matrimonio, ma non definisce la famiglia tout court».
Durissime le critiche dell'opposizione nei confronti del sottosegretario, far le quali anche quella di Aurelio Mancuso che denunzia: «Sono dichiarazioni pericolose e aggressive che rischiano di alimentare quel clima di omofobia che porta poi a violenze e insulti contro gay, lesbiche e trans, non ultima quella nei confronti di Paola Concia».

Immagini: [1]


Daniel Di Tomasso

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Daniel Di Tomasso

È buffo ma alle volte capita. La possibilità di incappare in fotografie che lo ritraggono è molto alta, quasi in maniera inversamente proporzionale a quella di riuscire a reperire i suoi dati personali (anche solo una data di nascita: ci si deve accontentare di sapere che ha circa 28 anni).
Stiamo parlando di Daniel Di Tomasso, un modello canadese di Montréal. Alto 185 cm, ha occhi azzurri e capelli castani. Indossa la taglia 50 e porta il 44 di scarpe. Attualmente lavora per tre importanti agenzie di moda: la Next di Montréal, la Next di Toronto e la Ford di Parigi (il suo arrivo sulla scena europea risale al 2008).
Al suo attivo numerose campagne pubblicitarie che spaziano da Intimissimi a Quinze, da Armani ad Azzaro e da Narta ad Ikks. Daniel è apparso anche sulle copertine delle riviste "Dallas", "Huston" e "CS".

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Il web festeggia in diretta i 102 anni di Rita Levi Montalcini

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Rita Levi Montalcini

Lo scorso anno Rita Levi Montalcini festeggiò i suoi 101 anni con una trasmissione diffusa in diretta via web da centinaia di web tv e micro web-tv italiane. Quest'anno, in occasione del suo 102esimo compleanno (che cadrà domani), l'iniziativa verrà replicata.
In programma non ci sono solo gli auguri al premio Nobel, ma anche dibattito e la divulgazione scientifica. Per questo verranno utilizzati tutti i mezzi offerti dalla rete ed in grado di accorciare le distanze non solo fra scienziati e comuni cittadini, ma anche fra i vari istituti di ricerca. Nel corso della maratona (in onda stasera dalle 21 alle 24) verrà data voce ad alcune delle centinaia di ricercatrici che lavorano in Italia e nel mondo, sia attraverso collegamenti video con Skype, sia con messaggi affidati a Twitter. In previsione anche collegamenti con laboratori scientifici in nord Europa, Stati Uniti, Giappone, nord Africa e con le università di Siena, Pavia, Catania Messina e L'Aquila.
In previsione anche una telefonata di auguri da parte dell'astrofisica Margherita Hack.


Un gay fuori dagli stereotipi nella nuova sit-com della ABC

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Adam Pally

Ha debuttato negli Stati Uniti una nuova sit-com dal titolo "Happy Ending". Ideata da David Caspe e prodotta dalla ABC, la serie ruota attorno alle vicende di sei inseparabili amici, la cui unità è messa a dura prova da una rottura sentimentale fra due di loro.
Fra i personaggi principali anche un gay, Max (interpretato da Adam Pally, nella foto), il cui profilo pare però voler rompere i consueti stereotipi: si tratta di un ragazzo un po' paffutello, maschile nei modi ed amante dell'alcool.
In molti hanno notato delle similitudini fra questa serie e "Friends", dal rapporto di amicizia che lega i protagonisti al carattere di alcuni personaggi. Ad aggiungere un altro elemento di similitudine fra Max ed uno dei protagonisti di "Friends" è lo stesso Adam Pally. In un'intervista rilasciata ad "E! Online", durante la quale gli era stata fatta notare una certa somiglianza fisica con Chandler (interpretato da Matthew Perry), lui ha risposto: «Diciamocelo, Chandler era gay. Giusto? Tutti abbiamo pensato almeno una volta che fosse gay. Te lo dico io: Chandler era gay».


Ungheria: approvata la nuova costituzione ultraconservatrice

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È stato un risultato preannunciato ma non per questo meno preoccupante. Con voto favorevole di 262 membri del parlamento su 386, l'Ungheria ha approvato la sua nuova carta costituzionale. A dire il vero, a votarla è stato solo il Fidesz (il partito di maggioranza del premier conservatore Victor Orban) che in parlamento ha i due terzi necessari per approvare da sé le riforme costituzionali anche contro il parere di tutti gli altri partiti.
Il nuovo testo presenta tratti nazionalisti e forti richiami ad una certa interpretazione del cristianesimo. I matrimoni fra persone dello stesso sesso sono espressamente vietati: le coppie omosessuali potranno registrare la loro relazione, ma il matrimonio rimarrà un'esclusiva di quelle eterosessuali. Orientamento sessuale e identità di genere, inoltre, non vengono contemplate nella parte in cui si parla della condanna alle discriminazioni.
La famiglia eterosessuale viene considerata la comunità centrale della nazione. I genitori potranno votare alle elezioni anche per conto dei figli minorenni (norma probabilmente unica al mondo) e la vita verrà tutelata fin dal concepimento, lasciando conseguentemente a leggi ordinarie la possibilità di limitare o vietare l'aborto.
Viene anche confermata l'esistenza della Nmhh, un organo a nomina politica con ampi poteri di vigilanza sull'informazione pubblica e privata, tale da mettere in serio dubbio la libertà di stampa in Ungheria.
Critiche sono arrivate un po' da tutte le parti. Amnesty International ha denunciato come alcune delle misure siano dei tentativi di limitare le libertà individuali e collettive. L'Unione Europea, invece, ha fortemente criticato l'intero iter della stesura del teso, dall'escursione delle forze di opposizione alla tardiva presentazione della bozza (resa pubblica solo lo scorso 14 marzo) e dalla mancanza di un dibattito pubblico all'assenza di una vera discussione parlamentare prima del voto.
Molto duro anche il commento di Attila Mesterhazy, il leader socialista ungherese: «Orban vuole istituzionalizzare la dittatura».


San Sebastiano, il patrono dei gay

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Un servizio della trasmissione televisiva "Mistero" ha riportato all'attenzione una curiosità probabilmente sconosciuta ai più: anche gay e lesbiche avrebbero il loro santo patrono, ossia San Sebastiano.
Nato in Francia nell'anno 256, divenne un alto ufficiale dell'esercito imperiale di stanza a Roma per la difesa dell'Imperatore Diocleziano. Quest'ultimo, che nutriva un grande odio verso i cristiani, scoprì la sua fede e lo condannò a morte. Durante l'esecuzione, il suo corpo venne trafitto da frecce e, secondo la leggenda, venne abbandonato senza che i carnefici ne constatassero l'effettiva morte. Santa Cecilia lo raccolse e lo curò. Una volta guarito, Sebastiano tornò da Diocleziano per rimproverarlo per il suo gesto e questi ordinò di flagellarlo a morte e di gettare il suo corpo nella Cloaca Maxima.
La storia del santo venne ripresa da numerosi artisti e scrittori. Ma è nel 1909 che Georges Eekhond parlò apertamente dell'omosessualità del santo nella sua opera "Saint Sébastien Dans la Peinture", riprendendo voci ed aneddoti risalenti a molto tempo prima. Anche Gabriele D'Annunzio nel 1910 si riferisce a Sebastiano come il "favorito" degli imperatori Diocleziano e Massimiano nella sua opera "Martyre de saint Sebastien": secondo alcuni quel termine indicava un rapporto di tipo affettivo con gli imperatori, secondo altri potrebbe anche lasciar intendere un ruolo da consigliere.
Fatto sta che nel corso del XX secolo, in più occasioni la letteratura è tornata a fare riferimenti alla sua omosessualità, creando un legame molto forte fra la figura del santo e la comunità gay. È per questo motivo che secondo alcuni -nonostante la Chiesa sia di parere opposto- San Sebastiano è da considerarsi a tutti gli effetti il patrono della comunità lgbt.


Gedeon Burkhard nudo

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Gedeon Burkhard è uno dei finalisti del programma televisivo "Ballando con le stelle". Nato a Monaco di Baviera (Germania) il 3 luglio 1969, è diventato noto al grande pubblico per aver interpretato Alex Brandtner nel telefilm "Il commissario Rex".
Gedeon, però, è attivo nel mondo del cinema fin dall'età di 10 anni e ha preso parte ad oltre una trentina di film. Fra quelli di maggior successo anche "Kleine Haie" (1992, per il quale ha ricevuto il Premio Bayerischer come migliore attore), "Donne senza trucco" (1993) e "La Piovra 7" (1994).
Un po' meno noto è un film del 1988 dal titolo "2 donne, 2 uomini, 4 problemi", ma è proprio qui che l'attore tedesco si mostra come mamma l'ha fatto. Nella scena in questione, Gedeon si sveglia di soprassalto dal letto e, credendo ci sia un incendio, inizia a cercare di mettere in salvo la famiglia ed i quadri: per colpa della fretta -e sotto gli occhi dei vigili del fuoco che lo guardano un po' storto- si accorge solo all'ultimo del fatto di essere completamente nudo.

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Giulio Spatola è Mr. Gay Europe

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Giulio Spatola

Il 26enne italiano Guido Spatola si è stato eletto Mr. Gay Europe 2010/2011. Insieme a lui sono saliti sul podio, rispettivamente al secondo e terzo posto, il 25enne svedse Christo Willesen e il 27enne iralndese Barry Francis Gouldsbury.
Le porte della competizione si erano aperte per lui lo scorso anni, in seguito all'elezione a Mr. Gay Italia 2010 nel corso della manifestazione tenutasi a Torre del Lago. Dopo l'incoronazione ha voluto dedicare il premio alla memoria di David Kato, l'attivista gay ucciso lo scorso gennaio in Uganda.
Guido è di Palermo, è alto 175 cm, è biondo e ha occhi verdi. È il manager di un albergo e lavora anche come filmaker. Fra suoi hobby ci sono il cinema, la musica, la discoteca, l'editing video e la palestra.

Immagini: [1] [2] [3]


Berlusconi scherza e dice di essere lesbica al 25%

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«In tutti noi esiste un 25% di omosessualità, ce l'ho anch'io. Dopo un attento esame ho scoperto che la mia parte gay è lesbica». È quanto ha affermato Silvio Berlusconi in occasione di una convention dell'associazione "Pdl a servizio degli italiani" come conclusione ad una serie di battute "piccanti".
Poi, conclusa la fase di cabaret, il presidente del Consiglio si ha lanciato le sue solite accuse contro la scuola pubblica e la magistratura (con anche qualche riferimento contro le indagini di Tangentopoli che «Hanno fatto fuori Bettino Craxi, accusandolo di aver usato la politica per arricchirsi»).
Riguardo alla sua battuta sui gay, Franco Grillini commenta: «Per Berlusconi la questione omosessuale e il suo rapporto con gay e lesbiche sono una vera e propria ossessione [...] Probabilmente il fatto è dovuto alle sue frequentazioni, evidentemente molto ravvicinate, ma più probabilmente è colpa dell'inveterato maschilismo di cui il premier si sente il massimo rappresentante. Bisogna dire che se voleva scherzare avrebbe dovuto sforzarsi di più perché la battuta non fa ridere per niente».


Sette giorni a Pasqua

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Manca una settimana esatta a Pasqua. In occasione delle feste, è ormai quasi una tradizione di Gayburg quella di realizzare proporre un quizzone: dieci domande a risposta multipla per mettersi alla prova con domande legate alla festività in arrivo.
A domade più semplici ve ne sono affiancate altre ben più complesse, il tutto nell'ottica di offrire lo spunto anche per scoprire qualche nuova curiosità sulle origini e tradizione della Pasqua (magari anche da poter riutilizzare per raccontare degli aneddoti agli amici). Se ciò dovesse intaccare il punteggio totalizzato (100 punti per ogni risposta corretta), ricordatevi che il risultato numerico è assolutamente marginale e che l'importante è divertirsi :).

Clicca qui per giocare al quizzone.


Il teologo David Berger: «Ratzinger è gay»

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Papa Ratzinger è gay. A sostenerlo è il celebre teologo David Berger in un'intervista rilasciata alla rivista gay-friendly "Fresh". Protagonista del proprio coming out lo scorso anno, lo studioso afferma che non si tratta solo di una sua intuizione, ma «Quando si parla con i teologi in privato, tutti concordano sull'inclinazione omosessuale di Ratzinger».
Sarebbe proprio dall'odio verso la propria sessualità che avrebbe origine l'omofobia di Benedetto XVII: «Lui viene da una cultura clericale nella quale il tema dell'amore per persone dello stesso sesso era totalmente tabù -afferma Berger- Quello che odia in sé lo proietta sugli altri e lo disprezza».
Nell'intervista si fa riferimento anche all'importanza che viene data al tema dal pontefice, al punto che 2005 uno dei suoi primo documenti ufficiali dopo l'investitura fu proprio volto a vietare il sacerdozio agli omosessuali.
Il teologo ha anche scritto un libro sull'argomento ed è in quelle pagine che sono contenute le dichiarazioni della giornalista Valeska von Roques, secondo le quali Papa Ratzinger avrebbe anche avuto delle storie omosessuali con alcune guardie svizzere mentre era ancora cardinale a Roma.
Per completezza di informazione va ricordato che Berger è stato allontanato dal Vaticano nel maggio 2010 dopo il suo coming out, un fatto che potrebbe tranquillamente essere utilizzato sia per motivare la fondatezza (lotta all'ipocrazia) che l'infondatezza (vendetta) delle sue parole. Lui ne parla marginalmente nell'intervista, affermando come altri teologi gay siano pronti a sostenere tesi contro l'omosessualità pur di proteggere il loro segreto (così come lui stesso aveva fatto per anni). Sostiene anche di averne conosciuti alcuni in dei bar gay, ma a domande dirette l'evidenza veniva negata e la loro presenza veniva giustificata con generici "altri motivi" che li avevano spinti a recarsi lì.


Tra pubblico e privato

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E così l'iter della prescrizione breve va avanti. Sono oltre 15mila i processi che risulteranno a rischio (compresi quelli legati al terremoto de L'Aquila, al crack Parmalat, al caso Cirio ed alla tragedia della Thyssen Krupp) ma è un prezzo che la Camera si è detta pronta a correre pur di salvare il premier dal processo Mills (l'avvocato condannato per aver ricevuto soldi in cambio di un falsa testimonianza ad un processo che coinvolge Berlusconi in qualità di proprietario di Videotime, Mondadori, Mediolanum e Tele+). Probabilmente, a seguire, la norma segnerà anche la prescrizione nel procedimento a carico di Mediatrade per la compravendita di diritti televisivi.
Il fatto più preoccupante dell'intera vicenda è come si sia voluto dare un risvolto politico al tutto, quasi come se un attacco all'operato delle sue imprese abbia un qualche cosa a che fare con il voto popolare o come se le sue oltre 367 aziende abbiano conquistato una sorta di impunità come soluzione al suo conflitto di interessi. Un problema reale anche per i concorrenti che, volenti o dolenti, le leggi devono rispettarle senza poter chiederne il cambiamento in corsa.


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Mara Maionchi è la testimonial di Gay Help Line per la prevenzione dell'Aids

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Mara Maionchi, ex-giudice di "X-Factor" e nuovo acquisto di "Amici", è un personaggio molto popolare fra i giovani. Ed è forse questa caratteristica che può renderla particolarmente autorevole per una campagna di sensibilizzazione destinata proprio ai giovani.
E così, nello spot realizzato dalla Gay Help Line, Mara veste i panni di una professoressa che prova ad interrogare i suoi alunni sui temi legati alle malattie sessualmente trasmissibili (come Aids, sifilide ed epatite): attraverso i loro sguardi e l'assenza di volontari per l'interrogazione viene sottolineato come sull'argomento ci sia troppa ignoranza. È a quel punto che, sotto lo slogan di "meglio informarsi", viene suggerito di chiamare la Gay Help Line al numero 800713713 per avere tutte le informazioni del caso. Una corretta informazione, infatti, è spesso la chiave per poter agire in modo più consapevole ed evitare di correre rischi inutili.

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Zack Johnathan Vazquez

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Zack Johnathan Vazquez è un modello statunitense di Miami, Florida. Altro 178 cm per 76 chili di peso, ha 27 anni e lavora in campi che spaziano dalla recitazione alle sfilate e dal fitness alla pubblicità.
I suoi primi ingaggi da modello risalgono al 2000, con un servizio realizzato per "Universal Gear". Ma è grazie alle fotografie pubblicate da "All American Guys", "Men Magazine" e "Playgirl" che il suo volto inizia a fare il giro del mondo.
Il suo portfolio è comunque lungo: alcuni esempi vanno da "Mens Exercise" nel 2006 a "Mens underwear store" nel 2009 e da "Nuwear Catalog" a "Design Book Magazine" nel 2008. Sempre lo stesso anno presta il proprio volto a "Miami Fashion Week" e "International Vision Expo", seguiti l'anno successivo da "Cover Skinz Swimwear", "ZipTan model" e "Mens underwear store". Nel 2010 -oltre che nella collezione di Nicolas Felizola Seductrice- lo si vede come interprete principale in uno spot televisivo a diffusione nazionale della Gillette. Lo scorso anno, infine, è stata la volta di "Vive-max" e "Jack Rack".

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Inghilterra: i gay potranno donare il sangue ma solo dopo 10 anni di astinenza

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In Gran Bretagna ai gay non è permesso di donare il sangue, divieto basato sulle statistiche che vogliono che la percentuale di gay che abbiano contratto il virus sia maggiore a quella degli eterosessuali. Ovunque vigano norme simili c'è sempre stato un acceso dibattito sulla vera efficacia di una divisione in base ai gusti sessuali: la croce rossa statunitense (dove vige una normativa simile) ha definito tali norme «clinicamente e scientificamente infondate» e sono in molti a domandarsi se l'esser gay sia di per sé così significativo o se siano ben altri i fattori di rischio (è la logica a suggerire che un omosessuale sano con un rapporto stabile corra meno rischi di un eterosessuale che, ad esempio, vada saltuariamente con delle prostitute).
Fatto sta che la Gran Bretagna si muovendo proprio in questa direzione, preparandosi ad abolire quel divieto. Prima di esultare, però, è necessario guardare quali sono le condizioni previste: sembra quasi una beffa, ma ai gay che desiderano donare il sangue viene chiesto un periodo di astinenza dai rapporti sessuali di almeno 10 anni.
Insomma, una via per poter dire di non discriminare nessuno pur dettando condizioni che permetteranno a ben pochi di soddisfare il criterio richiesto (un po' come se la norma attuale rimanesse ancora in vigore). Uno stratagemma già utilizzata anche da altri Paesi come la Nuova Zelanda e il Sud Africa (anche se in quest'ultimo Paese l'astinenza richiesta è dimezzato a 5 anni). A prevedere ancora in divieto assoluto rimarrebbero gli Stati Uniti, dove chiunque abbia avuto anche solo un singolo rapporto sessuale con un altro uomo dal 1977 ad oggi viene considerato escluso a vita dalla possibilità di donare sangue.


Westboro Baptist Church: dopo i picchetti ai funerali arriva lo spot anti-gay

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Chiunque sia stato a catechismo sa che una delle prime cose che viene insegnato è che Dio è amore. Eppure i fedeli della Westboro Baptist Church del Kansas, un gruppo che si definisce una chiesa indipendente, partono dall'assunto esattamente contrario, ossia che Dio odi.
Impegnati un una loro crociata contro l'omosessualità, hanno fatto parlare di sé per i loro odiosi (ed incivili) picchetti organizzati ai funerali dei gay, ai quali si presentavano con striscioni e slogan omofobi.
Inevitabile è anche la loro posizione a favore della Prop8, la legge (considerata incostituzionale) che avrebbe abolito i matrimoni fra persone dello stesso sesso già celebrati in California. Durante il dibattimento il fotografo Adam Bouska diede vita ad una bellissima campagna di sensibilizzazione dal nome "NOH8", ed è proprio per fare il verso a quell'iniziativa (alla quale prestarono il volto numerosi personaggi celebri e star di Hollywood) che la Westboro Baptist Church ha realizzato una sua campagna dal nome "God H8S" (basato sullo stesso gioco di parole, ma con il significato esattamente ribaltato: da un rifiuto dell'odio ad un presunto sentimento d'odio da parte di Dio. Volti sicuramente meno noti (e spesso inquietanti) si alternano nel recitare versetti delle scritture -ovviamente tolti dal loro contesto per potergli dare il significato desiderato- con anche dei bambini piazzati davanti alla telecamera ed utilizzati per portare avanti i loro fanatismi al grido di "Dio odia i fr*ci".
Peccato, però, che fino a prova contraria chi odia i gay sono loro ed il solo fatto di ipotizzare che Dio possa odiare qualcuno suona un po' come una blasfemia (per non parlare del voler arrogarsi il diritto di decidere che cosa Dio debba pensare o meno... almeno gli si lasci il diritto di pensarla e di agire come meglio crede, no?).

Video: [1]


Bradley Cooper in "Limitless"

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Uscirà nella sale italiane il prossimo 15 aprile "Limitess", un film interpretato da Robert De Niro, Abbie Cornish e Bradley Cooper. Quest'ultimo veste i panni dell'autore Eddie Morra, protagonista della vicenda, che per superare il suo "blocco dello scrittore" decide di provare il NZT, un nuovo farmaco rivoluzionario che gli permette di aumentare al massimo le sue capacità intellettive. Tanto basta per permettergli di imparare lingue, risolvere equazioni complesse e a decuplicare i suoi investimenti a Wall Street. Il suo ingresso nel mondo finanza non mancherà di destare le attenzioni di Carl Van Loon (Robert De Niro), che lo invita a fare da mediatore per la più grande fusione nella storia delle corporation. Ma l'interesse di ignoti verso il NZT e gli effetti collaterali del farmaco ancora sperimentale non mancheranno di manifestarsi.
Attore sempre più affermato ad Hollywood, Bradley Cooper nasce il 5 gennaio 1975 a Philadelphia (Stati Uniti). Di origini irlandesi dalla parte del padre ed italiane da quelle della madre, si laurea in lettere inglesi e consegue un master all'Actors Studio Drama School. Il suo esordio da attore è in nell'episodio dal titolo "Single è bello?" della serie "Sex and the city", al quale segue immediatamente un ruolo nel film "Wet Hot American Summer".
Il suo successo e la sua popolarità vengono rafforzati grazie a serie televisive come "Alias" (dal 2001 al 2006) e Nip/Tuck (2007–2009) e a film come "2single a nozze" (2005) e "A casa dei suoi" (2006).
Ormai affermato, viene scelto per interpretare dei ruoli in commedie americane come "La verità è che non gli piaci abbastanza", "Yes Man" con Jim Carrey e "A proposito di Steve" con Sandra Bullock, "Una notte di Leoni", "Una notte di Leoni 2" ed "A-Team".
Ma non sono solo le sue doti interpretative ad essere apprezzate: ad un folto gruppo di uomini e di donne non è passata inosservata anche la sue bellezza fisica, tant'è che nel 2009 Bradley Cooper si è classificato alla quarta posizione nella classifica degli uomini più sexy dell'anno stilata dalla rivista "People".

Immagini: [1] [2] [3] [4] [5] - Video: [1]


Il vescovo Vera Lopez a sotegno dei gay

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Sono in molti a ritenere che l'omosessualità non sia in contrasto con la religione. E così, se una parte ci sono degli alti prelati pronti a scagliarsi a spada tratta contro i gay, dall'altra ce ne sono altri proni a difenderli con altrettanta determinazione. È il caso di Raul Vera Lopez, vescovo della diocesi di Saltillo (Messico) che senza mezze misure ha affermato: «Gesù Cristo ha accolto con favore i peccatori e scacciato i farisei, il che dimostra che l'esclusione di altri non è cristiano. Vogliamo cancellare l'omofobia dal cuore delle persone».
Alle parole ha fatto seguire anche dei fatti, organizzando a marzo -insieme all'associazione San Elredo da lui sostenuta- un convegno per spiegare comunità come anche i gay abbiano il diritto di far parte della comunità praticante e di come gli atti d'amore omosessuali non possano essere considerati contrari alla volontà di Dio.
Immancabili sono giunte le proteste dei gruppi più conservatori della Chiesa ma, volendo guardare il bicchiere mezzo pieno, è innegabile come stia aumentando il numero di religiosi pronti a guardare l'omosessualità in un'ottica diversa e di come la loro presa di pozione dovrà necessariamente portare prima o poi a mettere quantomeno in discussione la posizione assunta dall'ala più radicale e conservatrice.


Il primo gay della storia

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I resti ritrovati nei pressi di Praga

Si ritiene possa essere il primo gay della storia di cui si abbia notizia. I suoi resti sono stati riportati alla luce vicino a Praga, in Repubblica Ceca, da un gruppo di archeologi, i quali hanno datato la sua morte fra 2900 e il 2500 a.C.
Nonostante le ossa mostrino chiaramente dei tratti somatici maschili, la sua sepoltura era stata eseguita seguendo le modalità riservate alle donne durante l'Età del Bronzo, ossia con la testa rivolta verso est e con il corpo circondato da vasellame.
L'ipotesi di un errore viene scartato a priori da Kamila Remisova Vesinova, il capogruppo della spedizione archeologica: «Dalla storia e dall'etnologia abbiamo appreso che le persone in questo periodo prendevano i rituali funebri molto seriamente, quindi è davvero poco probabile che questo collocamento sia stato uno sbaglio». «È molto più probabile -prosegue l'archeologa- che si sia trattato di un uomo con un diverso orientamento sessuale, omosessuale o transessuale».
In passato gli archeologi si erano già imbattuti nella tomba di una donna guerriero del mesolitico sepolta come un uomo e in sciamani siberiani sepolti insieme a degli accessori, anche se più ricchi e più appropriati per il loro rango. È l'anomalia e la scarsa somiglianza con gli altri due casi a far pensare che la motivazione possa essere diversa, ipotizzando per l'appunto che si tratti del corpo di un omosessuale o di un transessuale.
La scoperta, inoltre, potrebbe rivelarsi particolarmente importante anche dal punto di vista sociologico, dimostrando l'esistenza dell'omosessualità fin dai tempi della preistoria.

Immagini: [1] [2]


Jesse Metcalfe sulla copertina di "Men's fitness"

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Jesse Metcalfe per Men's fitness

È a Jesse Metcalfe che sarà dedicata la copertina del numero di maggio della rivista "Men's fitness". L'attore 32enne è diventato famoso in tutto il mondo per aver preso parte alla prima stagione di "Desperate Houseviwes" interpretando John Rowland, il sexy giardiniere della famiglia Solis.
Negli anni successivi si è dedicato al cinema, partecipando ai film "Il mio ragazzo è un bastardo" (2006), "Amore in linea" (2008), "Insanitarium" (2008) e "Un alibi perfetto" (2009). Opere che non hanno brillato particolarmente al botteghino e che di certo non hanno eguagliato il pubblico raggiunto attraverso la serie che lo ha portato al successo.
E così, per la gioia di chi ha un po' di nostalgia del suo fisico (esibito in numerosi episodi), Jesse torna a mostrarsi generosamente attraverso l'obiettivo del fotografo Tyrese Gibson. L'attore ha raccontato alla rivista anche di come si sia esercitato per aumentare la propria massa muscolare, ed effettivamente la prova fotografica pare confermare come a distanza di qualche anno il suo fisico sia ancora atletico come allora.

Immagini: [1]


Fiamma Tricolore vuol far chiudere il Muccassassina

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Muccassassina

Il "Muccassassina" è una delle serate gay più famose della capitale. Organizzata dal circolo di cultura omosessuale Mario Mieli, è stata fondata nel 1990 e nel corso degli anni ha visto direttori artistici come Vladimir Luxuria e Diego Longobardi.
È a questa serata, organizzata ogni venerdì presso la discoteca Qube di Roma, che Fiamma Tricolore ha dichiarato guerra. «Siamo stati spesso lì davanti per renderci conto di quello che succedeva -ha affermato Stefano Tersigni, segretario Romano del partito di estrema destra- È una vergogna: si va dallo spaccio di sostanze stupefacenti a cielo aperto fino ad arrivare al trans seminudo e ubriaco in cerca di un passaggio, passando per scene di effusioni amorose omosessuali. Tutto ciò è vergognoso, anche il numero spropositato di ambulanze che si recano li il venerdì è indice di ciò che dentro quel locale accade. Bloccheremo quello scempio».
E così, seguendo la promessa finale della loro dichiarazione, i loro militanti hanno iniziato a raccogliere firme per chiedere la chiusura del Qube e, in particolar modo, della sua serata del venerdì. Una presa di posizione di per sé che non stupisce -soprattutto considerando le frequenti prese di posizione omofobe di Forza Nuova- anche se non è da sottovalutare come quest'azione vada nella direzione di uno scontro aperto e alla luce del sole (ben diversa dagli atti intimidatori di ignoti o aggressioni omofobe già successi in passato sempre in relazione alla serata del Muccassassina).


Spettatori

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Si è svolta oggi a Milano l'udienza lampo (solo 9 minuti) per il processo sul cosiddetto «Rubygate», la vicenda giudiziaria che vede coinvolto Silvio Berlusconi con le accuse di concussione e favoreggiamento della prostituzione minorile. L'aspettativa di molti (racchiusa anche in un divertente video che in questi giorni sta spopolando per la rete) non è stata ripagata ed il tutto è stato rimandato al 31 marzo prossimo. Anche se non è detto che a quel giorno si arrivi: a pesare c'è del voto parlamentare di ieri sul conflitto di attribuzione (approvato alla Camera con 12 voti di scarto) che potrebbe permettere la presentazione di un'istanza ai giudici che chieda la sospensione del dibattimento in attesa di una decisione della Consulta.
Anche se a quella storia ben pochi ci credono (forse nessuno), è bastato che i nostri parlamentari si dicessero assolutamente certi del fatto che nella notte del 27 maggio 2010 il premier abbia telefonato in questura a Milano nella piena convinzione che Ruby fosse realmente la nipote di Mubarak (attribuendo quindi a quella chiamata un ruolo istituzionale) per rimescolare le carte e aprire la strada verso un possibile "nulla di fatto" fra rinvii, prescrizioni brevi o, magari, di qualche nuova legge (già in altre occasioni delle legge ad personam hanno sottratto Berlusconi dai suoi guai giudiziari).


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Gesù era gay?

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Gesù

È una di quelle notizie in grado di far rizzare i capelli a mezzo Vaticano e, se confermata, potrebbe rimettere in discussione gran parte della dottrina sociale della Chiesa cattolica.
In Giordania, all'interno di una grotta, sono stati trovati settanta libri riguardanti la vita di Gesù. In base alla datazione stimata, si tratterebbe di documenti redatti poco dopo la sua morte e antecedenti i più noti rotoli del Mar morto. Stando a quanto riportato dal quotidiano inglese "Guardian", la traduzione dall'ebraico antico di quei testi da parte di un gruppo di studiosi avrebbe portato alla luce una scoperta sensazionale: Gesù sarebbe stato dichiaratamente gay, così come tutti i suoi apostoli. Insieme avrebbero formato un gruppo di omosessuali che -prosegue il Guardian- «non si nascondevano ma affermavano la loro libertà contro le rigide regole della religione ebraica».
Per il resto, la versione raccontata da quei testi risulta perlopiù combaciante con le ricostruzioni storiche che noi tutti conosciamo: c'è la conferma del massaggio di amore universale predicato da Gesù, la fede per il Padre, la morte sulla croce. Fra le differenze più significative, invece, la presenza di una nuova parabola riguardante due ragazzi la cui anima era legata indissolubilmente, così come il loro cuore e le loro vite. Un ruolo più significativo viene attribuito anche a Maria, sua madre, dalla quale Gesù sarebbe tornato frequentemente per passare del tempo con lei. Anche riguardo a Giuseppe, suo padre, viene citato un episodio inedito nel quale il falegname avrebbe avuto una discussione animata con il figlio riguardo alla sua "virilità".
In attesa di ulteriori conferme (e probabilmente anche di qualche pronta smentita), va sottolineato che quei testi non fanno altro che confermare il messaggio di Gesù che tutti conosciamo, anche se i nuovi elementi riguardanti le sue preferenze sessuali non piaceranno di certo a chi ha utilizzato la religione per mascherare la propria omofobia.

Via Guardian


L'Impero Romano è caduto per colpa dei gay. Lo sostiene il vicepresidente del CNR

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Roberto De Mattei

Roberto De Mattei, esimio storico nonché vicepresidente del CNR, è noto per alcune sue posizioni anti-scientifiche a favore di visioni ben più teologiche. Nel 2009 si batté per portare avanti la sua posizione antievoluzionista, nel 2011 si fece firmatario di una petizione a Papa Benedetto XVI per chiedergli di annullare l'incontro interconfessionale di ottobre ad Assisi (sostenendo che potrebbe creare confusione fra la «vera religione» e le altre) ed ancora, in occasione del terremoto in Giappone, fece scalpore la sua presa di posizione secondo la quale le catastrofi naturali «possono essere, e talora sono esigenza della giustizia di Dio».
Un gran bel curriculum per uno che dovrebbe essere un uomo di scienza, perdippiù posto ai vertici del Centro Nazionale Ricerche (con tanto di stipendio che si aggira intorno ai 100mila euro annui pagati dai cittadini). Ma le sue teorie non si fermano qui. Ai microfoni di Radio Maria (emittente che non è generalmente fra le più gettonate per i divulgatori scientifici), De Mattei ha spiegato il perché del crollo dell'Impero Romano (e pure di quello cartaginese).
Problemi amministrativi? Confini troppo estesi per essere difesi? No, nulla di tutto ciò. Secondo lui l'Impero Romano (ed anche quello cartaginese) è caduto per colpa dei gay.
A sostegno della tesi viene citato un brano di uno scrittore cristiano di scarsa fama, che in quegli anni sostenne «che venne fatta cenere del prestigio di Roma grazie alla macchia infamante di quella perversione contro natura». Data la presenza di un così alto numero di gay nella città eterna («L'effeminatezza di alcuni pochi contagiava la maggioranza», sostenne lo scrittore), i barbari (probabilmente eterosessuali) giunsero ai confini e conquistarono l'impero in virtù del loro essere «uno strumento del giudizio di Dio».
A non lasciare il carattere di opinione a quegli scritti del V secolo, ma ad accreditarli storicamente è il commento finale del vicedirettore: sulla base di un paragone fra quell'epoca e la società odierna, ha sostenuto come oggigiorno ci sia un reale rischio di una punizione divina dato che «i peggiori vizi vengono alimentati dai mass-media e addirittura iscritti nelle leggi come diritti umani».
Ogni commento sarebbe superfluo (sono affermazioni che si commentano da sole), ma di certo non è difficile capire le ragioni di molti suoi colleghi che chiedono gran voce le sue dimissioni dalla direzione del CNR.

Via Giornalettissimo


I Blue nudi su Attitude: le foto in anteprima

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I Blue

La notizia ha iniziato a diffondersi qualche giorno fa: i Blue, la boy band inglese diventata celebre tra il 2001 ed il 2005, sarebbero apparsi senza veli sull'edizione denominata "The naked issue" della rivista gay "Attitude".
Lo scetticismo iniziale ha lasciato spazio all'aspettativa quando su Internet ha iniziato a circolare l'immagine copertina del numero in questione, nella quale erano mostrati Duncan James, Lee Ryan, Simon Webbe e Antony Costa in un nudo integrale (anche se censurato da stelline ed altri elementi grafici, così come generalmente avviene sulle copertine). La data fissata per l'uscita in edicola è il 5 aprile prossimo, motivo per cui non rimaneva che attendere.
Ma come si sa, mantenere il segreto nell'epoca di Internet non è semplice. È così, con un po' di d'anticipo rispetto all'uscita in edicola, sulla rete hanno fatto capolino alcune immagini tratte proprio da quel numero. Si tratta di immagini di bassa qualità, provenienti da scatti fotografici alla rivista cartacea, realizzati presumibilmente con una macchina fotografica o un qualche telefono cellulare (le immagini in questione sono proposte nella gallery di fine post). Ma tanto basta per poter dare uno sguardo ai corpi dei cinque musicisti (che in passato han fatto perdere la testa a molti fan per la loro bellezza) e per capire la struttura del servizio.
Chi si aspettava nudi integrali rimarrà deluso: da quel che si vede, il servizio è impostato con una sorta di collage di immagini, alcune tagliate poco sotto il ventre, altre in mutande, altre ancora con le mani posizionate a coprire le parti basse. Una sorta di "vedo non vedo" che comunque non mancherà di farà piacere a molti loro fan.

Immagini: [1] [2] [3] [4] [5] [6] [7]


Il caso «Porn Wikileaks»

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Si chiama "Porn Wikileaks" (ma va premesso non ha nulla a che vedere con il sito di Julian Assange) e la similitudine del nome con Wikileaks probabilmente è stata scelta per lasciar intendere l'obiettivo di divulgare materiale riservato. Ed effettivamente di materiale molto riservato si tratta.
Online dall'inizio dell'anno (anche se ha raggiunto una certa notorietà solo nelle scorse settimane) il sito non prende di mira affari di stato o personaggi potenti, ma chi ha lavorato nel settore della pornografia, con particolare attenzione al settore gay. L'area che suscita maggior scalpore è un enorme database che contiene oltre 23.000 nomi e cognomi di attori pornografici americani. E con nome e cognome non si intende il nome d'arte, ma proprio i loro dati personali (qualcuno ipotizza siano stati sottratti ad una qualche clinica privata che conduceva abitualmente i loro test sanitari), in alcuni casi anche con schede che propongono fotogrammi dei loro film ma anche fotografie dalla loro attuale abitazione privata.
Da qui il problema: molti di quegli attori hanno scelto di abbandonare quella professione per dedicarsi ad altro (poco meno del 10% dei nomi indicati è ancora attivo nel settore) o hanno recitato in un qualche film anni fa, magari come secondo lavoro o come occasione "una tantum" per qualche soldo extra. I loro dati personali spiattellati sul web possono quindi portare ad effetti devastanti per le loro vite personali o lavorative attuali. Giuso come esempio, il quotidiano britannico "The Indipendent" ha già raccontato la storia di due insegnanti statunitensi che sono stati licenziati dalle loro rispettive scuole dopo che le loro amministrazioni scolastiche avevano scoperto -proprio tramite Porn Wikileaks- che in gioventù avevano preso parte a dei film a luci rosse.
Un grosso interrogativo aperto riguarda anche gli autori del sito. Al momento si sa solo che i server sono ubicati in Olanda, ma in molti ipotizzano che possa trattarsi di un qualche gruppo intento a portare avanti una sorta di crociata moralizzatrice. Ad avvalorare questa tesi, anche l'omofobia che sprizzata un po' ovunque nel sito: dalla particolare attenzione al settore gay dell'industria pornografica, a frasi del tipo «Non siamo abbastanza gay per Twitter e per questo siamo stati cancellati» per lamentarsi del fatto che il social network abbia chiuso il loro account o, ancora, la rivendicazione in home page in cui sostengono che la nascita del sito sia motivata dall'intento di «cacciare i gay dal porno, visto che lo hanno rovinato, ed eliminare l'obbligo sull'uso dei preservativi imposto dal Governo. La California è piena di gay messicani che adesso possono persino sposarsi, cosa davvero sbagliata».
Un odio verso i gay e verso l'uso del preservativo che potrebbe essere un indizio per ipotizzare la regia di un qualche gruppo religioso, presumibilmente californiano (data l'attenzione data a quello stato).


I pesci d'aprile 2011

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In molto Paesi del mondo è tradizione mettere in atto degli scherzi nel corso della giornata del primo di aprile. È per questo motivo che nella giornata odierna è necessario prendere con molta cautela tutto ciò che si sente o legge: il rischio di una burla è sempre dietro l'angolo.
Oggigiorno sempre più numerose le aziende o le testate giornalistiche (anche affermate) che non si astegnono dal tirare un qualche scherzo. Google è una di quelle, anzi, nel suo caso c'è una vera e propria aspettativa visto il successo dei suoi scherzi passati: è così che oggi l'azienda di Mountain View ha annunciato l'introduzione di una curiosa modalità di navigazione del loro servizio di posta elettronica attreverso il movimento del corpo (video e sito) e ha lanciato un servizio chiamato Google Friendership che, nell'anteprima pubblicata, mostra chiaramente una pagina tratta dal concorrente Facebook con solo pochi aggiustamenti a livello di colore (foto). Non manca anche un finto annuncio di lavoro in cui si cerca personale che inserisca manualmente ed in tempo reale i suggerimenti mostrati nel servizio di autocompletamento delle parole presente sul motore di ricerca.
Youtube ha pubblicato un video in cui ripropone alcuni video-tormentone del momento spacciandoli come realizzati nel lontano 1911, mentre LinkedIn ha alterato il meccanismo per il suggerimento di nuovi amici proponendo nomi come Albert Einstein o il Sherlock Holmes (foto).


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