Archivio: maggio 2011

Beau Mirchoff

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Beau Mirchoff nasce a Seattle (Stati Uniti) il 13 gennaio 1989. A soli due giorni di distanza dalla nascita, si trasferisce a Victoria, in Canada, insieme alla famiglia: il padre medico, la madre casalinga, un fratello maggiore e una sorella minore. È proprio quest'ultima a convincerlo a tentare la carriera di attore.
Il suo esordio ha luogo nel 2003 all'interno di un episodio della serie televisiva "Romeo!". Tre anni più tardi gli si presenta l'opportunità di farsi conoscere dal grande pubblico grazie al ruolo di Robbie nel film demenziale "Scary Movie 4".
Nel 2007 prende parte alla serie televisiva "Heartland" e nel 2009 torna sul grande schermo con "The Grudge 3". Nel biennio 2009–2010 è "Danny Bolen" nella sesta stagione di "Desperate Housewives". Nel 2010 interpreta Clark nel film "Secret Life of Dorks" e Gordon in "Una sconosciuta nell'ombra". Quest'anno, infine, è nelle sale cinematografiche con "Sono il Numero Quattro" nei panni di Drew.

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Pisapia sindaco di Milano. De Magistris vola a Napoli

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I giochi sono ormai fatti: con il 55,15% delle preferenze Giuliano Pisapia è il nuovo sindaco di Milano mentre a Napoli Luigi de Magistris, superando ogni aspettativa, ha battuto l'avversario con il 65,2% dei voti. Vincono i candidati di sinistra anche a Cagliari e Trieste. La Lega perde Novara e Gallarate.
Mentre numerosi sostenitori di Pisapia sono accorsi in piazza Duomo per festeggiare il risultato ottenuto, Radio Padania Libera ha aperto una sua trasmissione con la musica di "Bandiera rossa" ironizzando: «Aggiorniamo la scelta musicale in base al sentimento popolare».
Intanto il Pdl non ha aperto la sua sala stampa a Roma e, con l'arrivo dei risultati finali, Bondi ha dato le sue dimissioni da coordinatore del partito.
Nel pomeriggio è giunta anche un'altra notizia legata ai ballottaggi: in seguito ad una denuncia presentata dai Radicali, Berlusconi ed direttori Tg1 e Tg2 sono stati iscritti al registro degli indagati con l'accusa di abuso d'ufficio in seguito all'intervista al presidente del Consiglio -in quel caso nelle vesti di presidente del Pdl- trasmessa da Tg1, Tg2 e da tutti i telegiornali Mediaset lo scorso venerdì.
Una presenza mediatica che, visti i risultati, non pare sia risultata sufficiente a far cambiare opinione agli elettori, così come non lo è stato il cercar di far leva -soprattutto a Milano- su sentimenti di razzismo, xenofobia e omofobia.


Gay Pride di Mosca: gruppi ultraortodossi assaltano il corteo

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Il Gay Pride di Mosca era stato dapprima autorizzato dal vicesindaco della città (anche se con molte restrizione, come il numero di partecipanti che non avrebbe dovuto superare i 500 manifestanti), poi annullato dalla municipalità. Sarebbe stato in sesto anno consecutivo in cui le autorità non ne avrebbero vietato lo svolgimento sotto le influenze dei gruppi ultraortodossi; un permesso negato che aveva già portato alla condanna dell'ex sindaco moscovita da parte della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo.
Alcuni militanti della comunità lgbt hanno comunque decido di dar vita ugualmente al gay pride, organizzandolo via Twitter. Il tutto si è svolto ieri -proprio nela data dapprima autorizzata- al grido di "La Russia non è l'Iran". L'esito, però, è stato drammatico e desolante.
I manifestanti avrebbero dovuto porre dei fiori davanti alla Fiamma Eterna nel Giardino di Alessandro, ma al loro arrivo hanno trovato i cancelli chiusi ed alcuni gruppi clerico-nazisti che si sono scagliati contro di loro al grido di «A morte i gay». La polizia è intervenuta arrestando anche alcuni esponenti della comunità lgbt moscovita, già vittime dell'aggressione ultraortodossa.
Le violenze sono poi proseguite davanti al municipio, dove altri gruppi nazisti incappucciati hanno malmenato gli esponenti della comunità gay.
Al momento risultano in stato di arresto il promotore del Gay Pride, Nikolay Alexeiev, ed alcuni militanti fra cui anche esponenti di associazioni estere giunti nel Paese proprio a sostegno della causa.


Come funziona un'erezione?

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È un fatto risaputo: davanti ad uno stato di eccitazione il corpo dell'uomo reagisce provocando un'erezione. Ma come avviene esattamente questo processo?
Il tutto ha inizio attraverso una qualche sollecitazione (tattile, attraverso fantasie, guardando immagini o anche durante il sonno). Il sistema nervoso parasimpatico reagisce rilasciando delle cellule monocitiche lisce dei vasi arteriosi: l'ingresso del sangue nelle arterie del pene aumenta di circa 40 volte rispetto alle condizioni normali. La conseguente espansione dei corpi cavernosi che attraversano l'intera lunghezza del corpo del pene provocano una compressione contro le pareti delle vene periferiche, diminuendone la portata e, conseguentemente, evitando il normale drenaggio di sangue venoso (clicca qui per guardare uno schema della posizione di arterie, vene e corpi cavernosi visti di sezione). A quel punto le cellule rilassano i vasi arteriosi che si riempiono e comprimono il mantello penico che chiude i vasi venosi, mantenendo la rigidità del membro.
Il processo inverso, ossia il ritorno ad uno stato flaccido in seguito ad un'erezione, avviene nel modo esattamente opposto: il flusso di sangue diminuisce, le vene vengono decompresse e iniziano a permettere il normale deflusso del sangue, permettendo lo svuotamento dei corpi cavernosi.
Volendo provare a semplificare il tutto, si può fare un semplice paragone con un normale tubo in gomma per l'irrigazione. In condizioni normali, la quantità d'acqua che entra è la stessa che ne fuoriesce e la struttura del tubo rimane morbida. Se, però, proviamo a piegare il tubo in un punto qualsiasi, la strozzatura impedisce il normale passaggio dell'acqua e la pressione dell'acqua che continua ad entrare rende rigida la parte di tubo compresa fra il rubinetto e la strozzatura stessa. Immaginiamo che il rubinetto siano le arterie che portano il sangue al pene e che la strozzatura sia la stessa che viene provocata con la compressione delle vene: il principio che provoca rigidità risulta pressoché lo stesso.


Berlusconi senza freni (e qualche insulto) a Porta a Porta

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Manca ormai poco alla data dei ballottaggi delle elezioni amministrative, fra cui anche quelli di Napoli e Milano. E, dopo il comizio trasmesso a "telegiornali unificati" (costato a Tg1, Tg2, Tg4, Tg5 e StudioAperto una condanna dell'Agcom), Berlusoni torna a parlare in TV. Lo ha fatto ieri a Porta a Porta, il programma che già in passato aveva scelto per la firma del "Contratto con gli Italiani" del 2001 o per gli attacchi al'ex moglie Veronica Lario nel 2009 (probabilmente anche grazie alla presenza del fedele Vespa e al terreno terreno privo di grandi insidie o di "fastidiosi" contraddittori).
E così, l'uomo che afferma di non aver mai offeso l'opposizione, ha pensato bene di non limitarsi ad insultare gli avversari politici (sostenendo che De Magistris è «un bell'uomo, magari piace alle donne, ma è un incapace totale, un demagogo» e che Pisapia «ha proposto solo leggi per aiutare terroristi ed eversori, e per l'eutanasia. Non ha mai amministrato neppure un edicola»), ma direttamente anche i cittadini che non la pensa come lui: dopo il celebre «Chi vota sinistra è un coglione», questa è stata la volta del «Chi vota a sinistra è "senza cervello"».
Il Presidente del Consiglio ha tirato in ballo anche i tormentoni di sempre: contro di lui c'è un «blocco mediatico terrificante», la Moratti ha perso «a causa di televisioni e giornali» (anche se poi Elisa Anzaldo del Tg1 ha chiesto l'esonero dalla conduzione sostenendo di non essere più dipsosta a metterci la faccia per «rappresentare un telegiornale che ogni giorno rischia di violare i più elementari doveri dell'informazione pubblica: l'equilibrio, l'imparzialità, la correttezza, la completezza». Peccato, però, che fra i fatti contestati non ci sia esattamente un troppo spazio concesso a Pisapia!).


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Matthew Born

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Matthew Born

Matthew Born ha 27 anni, è di origine canadese (della città di Saskatoon per l'esattezza) e ha iniziato a posare come modello durante i suoi studi di ingegneria civile alla Farleigh Dickinson University (New Jersey).
Giocatore ed allenatore di baseball, sognava di sfondare nel mondo dello sport ma ancora non sapeva che il successo sarebbe arrivato attraverso un'altra via: nel 2007 la sua foto è apparsa sulla copertina di "Exercise for men only", una rivista di fitness abbastanza popolare a New York, che lo aveva eletto "Mr. Esercizio". E così, anziché firmare palle da baseball, Matthew si ritrovò ben presto nelle librerie a firmare le copertine della rivista ai suoi fans.
Quella sua prima esperienza -da lui definita del tutto inaspettata- davanti all'obiettivo di un fotografo non era destinata a rimanere l'unica. Già l'anno seguente è approdato su una delle riviste più ambite dai modelli, conquistando la copertina di giugno dell'australiana "DNA". Per lui si erano così ormai aperte le porte verso una nuova carriera...

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I gay si riconoscono dalle vocali

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A sostenerlo è una ricerca statunitense coordinata da Erik Tracy dell'università dell'Ohio, secondo la quale sarebbe possibile riconoscere l'orientamento sessuale di una persona attraverso il suo modo di pronunciare le vocali.
La ricerca è stata condotta chiedendo a quattordici persone -sette omosessuali e sette eterosessuali- di pronunciare alcune parole monosillabe davanti ad un gruppo di ascoltatori. A quest'ultimi veniva chiesto di provare ad indovinare l'orientamento sessuale dell'interlocutore: davanti alle parole che iniziavano con delle consonanti nessuno era in grado di dare una risposta, mentre la gran parte degli ascoltatori riusciva ad individuare correttamente l'orientamento sessuale dell'interlocutore di fronte alla pronuncia di parole che iniziassero con delle vocali.
Dato il numero esiguo del campione viene difficile ritenere esaustiva o definitiva la ricerca, anche se è ormai appurato -nonostante si stia ancora cercando una spiegazione prettamente scientifica al fatto- che l'uomo sia in grado di dedurre alcune caratteristiche dell'interlocutore (come sesso, età o etnia) dal semplice ascolto della voce (basti pensare a quando di parla al telefono con qualcuno che non si è mai visto).


Questa legge non s'ha da fare

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Come preannunciato, la legge contro l'omofobia (nella sua formula originale) è approdata in aula ieri mattina. Ad attenderla, però, c'era la chiusura di Pdl, Lega ed Udc.
Dai banchi dell'aula non sono mancate frasi offensive e ricche di ignoranza di chi ha tentato di associare l'omosessualità alla pedofilia o di sostenere che l'omosessualità non meriti tutela per non correre il rischio di «promuovere uno stile di vita».
E poco importa se anche un bambino capirebbe che una maggiore tutela della comunità lgbt non porterebbe ad una "trasformazione" degli eterosessuali in gay, ma al massimo permetterebbe ad alcuni gay che vivono nell'ombra a poter convivere più serenamente con il proprio orientamento sessuale, evitando conseguenze gravi come depressioni o anche suicidi. Un'attenzione verso i singoli che forse poco interessa ad un governo dei pochi, dove non ci si vergogna a dire che una ragazza di 16 anni debba avere il diritto di dar via il proprio corpo mentre ci si scandalizza davanti a due persone dello stesso sesso che si amano.
Il tutto si è così concluso con un nuovo rinvio della discussione a giugno e la presentazione di tre pregiudiziali di costituzionalità distinte da parte di Pdl, Lega e Udc (le stesse che già in passato avevano bloccato l'iter della legge).
D'altra parte non ci si sarebbe potuto aspettare nulla di diverso, soprattutto in questo periodo storico dove, in vista dei ballottaggi delle comunali, le forze di maggioranza stanno facendo la propria campagna elettorale proprio facendo leva su omofobia e xenofobia (o più in generale sui più bassi istinti razzisti e di menefreghismo) per accaparrarsi voti a Milano. E così il quotidiano Libero dice apertamente di non votare per Pisapia se non si vuole trasformare Milano in una mecca per i gay (foto) ed Il Giornale lancia accuse verso Tettamanzi, definendolo colpevole di fornire il suo aiuto ad atei, gay e drogati (anche se, forse, il vero problema è il fatto che non si è schierato dalla loro parte, costringendo i militanti del Pdl ad andare ad elemosinare voti fuori dalla chiese cittadine nonostante l'accoglienza non sempre calorosa).
Infine c'è la Lega, sostenitrice di una curiosa tesi secondo cui il tutelare una minoranza significherebbe creare una disparità a danno degli eterosessuali. E, ovviamente, nulla conta se nel resto d'Europa le leggi vanno in quella direzione e se in Italia esistono già norme simili a tutela di altre minoranze, fornendo aggravanti nei casi di aggressione motivata da questioni razziali o religiose.


Uno strip maschile ad Autralia's got talent

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Molti format televisivi sono comuni a più nazioni, ma non sempre lo sono anche per le esibizioni che propongono. È ad esempio il caso di "Autralia's got talent". Come nel nostro "Italia's got talent" vengono proposte le esibizioni di concorrenti che sottopongono il loro talento al giudizio di tre giudici: scenografia, inquadrature e persino la posizione dei conduttori è la medesima.
Quello che manca all'edizione nostrana, però, pare essere un'esibizione come quella (segnalata da Queerblog) di Dylan Yeandle, un ventiquattrenne ben fisicato che si è esibito in uno spogliarello mentre cantava "Sex Bomb" di Tom Jones.
Esibizione che per giunta è stata premiata con tre «sì» da parte dei giudici, forse per l'acclamazione popolare da parte del pubblico femminile (e non solo) in visibilio o forse per la sua inventiva nell'aver trovato un modo di compensare le sue doti vocali.
Potete gustarvi il momento nella gallery e nel video di fine post... e fate attenzione quando salite sul tetto per posizionare l'antenna in direzione dell'Australia!

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Palermo e Torino aprono la stagione dei pride

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Secondo le stime degli organizzatori, circa ventimila persone hanno partecipato al Pride di Palermo e trentamila a quello di Torino (tenutesi entrambi lo scorso sabato). Un totale di cinquantamila persone scese nelle strade per reclamare il diritto di ciascuno di poter essere sé stesso.
Un successo in termini di cifre ed una festa che purtroppo hanno visto anche un episodio spiacevole verificatosi nel corteo siciliano: all'arrivo in piazza, due volontarie e la segretaria di Arcigay Palermo, stavano smontando alcune decorazioni da un carro quando sono state assalite da una ventina di persone (uomini e donne) che le hanno insultate, le hanno lanciato addosso bottiglie di birra e le hanno palpeggiate, rincorrendole fino a via Ruggero Settimo.
Un episodio vergognoso che non fa altro che confermare una tra le richieste che serpeggiava fra i due cortei (soprattutto dopo la bocciatura da parte della Commissione Giustizia della Camera) la necessità di una legge contro l'omofobia che possa garantire sicurezza alla comunità lgbt.
In una nota l'Arcigay precisa: «Il bilancio complessivo del Pride resta comunque grandemente positivo: pochi imbecilli non sono riusciti a rovinare una giornata di festa e di celebrazione delle libertà civili e dei diritti umani».


In piazza a Roma contro l'omofobia

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Si è svolta venerdì scorso a Roma una manifestazione contro l'omofobia ed ogni forma di discriminazione, promossa dalla sezione cittadina del Pd. La causa scatenante è stata la bocciatura da parte della maggioranza della proposta di introdurre delle aggravanti per i reati omofobi. Sul paco, insieme ad altri politici, artisti e comici, anche l'Onorevole Paola Concia, relatrice del provvedimento anti-omofobia prima delle sue dimissioni che hanno fatto seguito all'ennesima bocciatura delle proposta.
«In questo Paese ci si rimprovera l'amore -ha dichiarato dal palco l'Onorevole Concia- Ma come si fa a rimproverare l'amore ad un'altra persona? Eppure il nostro amore non fa male a nessuno. Non fa male all'amore eterosessuale, non fa male alla famiglia tradizionale, anzi! La famiglia tradizionale viene alimentata dal nostro desiderio di famiglia. Non si riesce ad approvare una legge per migliaia di persone mentre in tre giorni ci hanno fatto approvare migliaia di leggi per una persona sola».

Clicca qui per guardare un reportage dell'evento realizzato da Valigia Blu


Giovanardi contro i candidati che non considerano le unioni gay come di serie B

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Ormai è del tutto senza freni. In occasione del voto amministrativo di settimana prossima, il sottosegretario alla famiglia Carlo Giovanardi (Pdl) ha cercato di convincere a non votare Pisapia e de Magistris, portando una motivazione alquanto curiosa. Secondo l'onorevole, infatti, i due sarebbero rei di non considerare le unioni gay come un qualcosa di serie B.
Ospite di "Klaus Davi" (un programma in onda su You Tube) ha dichiarato: «Non escludo affatto che, nell'improbabilissima eventualità che diventasse sindaco, de Magistris discriminerà sul piano dei servizi sociali le famiglie con figli favorendo femminielli, gay, trans riconosciuti attraverso "registri" che ne legittimino le unioni. L'ex magistrato ha detto chiaramente che per lui non ci sono unioni di serie A e di serie B e che è favorevole ai matrimoni omosex, che li metterebbe sullo stesso piano delle famiglie riconosciute dalla Costituzione».
«Non temo la loro politica filo gay. Io non sono anti gay -ha proseguito- Ma va evidenziato che con Pisapia e de Magistris, il riconoscimento delle unioni gay porterebbe a conseguenze discriminatorie per centinaia di migliaia di famiglie di Napoli e Milano. Con loro sindaci, le case e i servizi sociali dei comuni non darebbero la priorità alle famiglie riconosciute dalla Costituzione bensì a queste nuove forme di unioni e matrimoni gay. Per esempio cambierebbero i criteri nell'assegnazione delle case. Decine di migliaia di famiglie colpevoli di non essere gay finirebbero in fondo alle priorità degli amministratori».
Ormai i toni della campagna elettorale ci hanno abituato a sentire la maggioranza che attribuisce un po' di tutto ai candidati di sinistra (puzzano, potranno la droga, aumenteranno le tasse, faranno venire un'invasione di cavallette...) ma rimane poco chiaro del perché, perlomeno secondo il sottosegretario, l'essere favorevole ai registri per le coppie gay dovrebbe magicamente far variare le attuale norme per l'assegnazione di case popolari (dove matrimonio e numero di figli hanno un peso), dando un qualche motivo la priorità alle coppie gay. In caso contrario verrebbe da pensare che si tratti solo di un'affermazione propagandistica per accaparrasi il favore degli omofobi. Da notare anche il classico "Io non sono contro i gay, ma...", formula spesso utilizzato da chi cerca di auto-assolversi prima di lasciarsi andare ad affermazioni contro gay, stranieri o minoranze varie.


Uganda: accantonata la legge anti-gay

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Finalmente una buona notizia. Qualche tempo fa in Uganda era stato avviato l'iter burocratico di una nuova legge per l'inasprimento delle pene nei confronti di omosessuali, la quale prevedeva in alcuni casi anche la pena di morte. Ebbene, quella legge non si farà: il Parlamento ne ha infatti rimandato la discussione a data da destinarsi.
Alla base della scelta, però, non c'è alcun ravvedimento da parte del governo: la legge sarebbe stata probabilmente approvata la scorsa settimana (giusto in tempo prima dello scioglimento delle camere) se non fosse stato per le pressioni di altri Paesi e delle organizzazioni internazionali che hanno raccolto oltre un milione e 600mila firme contro la normativa.
Una mobilitazione di massa, insomma, che attraverso le proteste di singoli cittadini sparsi per tutto il mondo ha permesso di creare un clima e un'attenzione mediatica e politica internazionale tale da rendere più conveniente l'abbandono del progetto. Ma, nonostante appaia palesemente come una scelta dettata dalla convenienza, è un fatto che la comunità lgbt locale potrà tirare un sospiro di sollievo nel sapere che le loro condizioni di vita -peraltro già non fra le più semplici- non subirà un brusco peggioramento.


Legge anti-omofobia: bocciata la proposta del Pd. Carfagna: «Un'occasione persa»

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La Commissione Giustizia della Camera ha bocciato la proposta di legge contro l'omofobia redatta da Anna Paola Concia (Pd). Il provvedimento, composto da soli due articoli, è all'esame della commissione da ben 959 giorni ed anche ieri il tutto si sarebbe concluso con un nuovo rinvio se non fosse stato per l'opposizione alla decisione da parte dei proponenti. E così le carte sono state scoperte: Pdl, Lega e Responsabili hanno votato contro; Pd, Idv e Fli a favore; l'Udc si è diviso (Capitanio Santolini e Roberto Rao hanno votato contro in base alla linea del partito, mentre Lorenzo Ria si è astenuto). Il risultato finale è stato di 26 contrari e 17 favorevoli.
Paola Concia ha commentato il risultato affermando: «È davvero una vergogna. È bene che la gente sappia la verità: il centrodestra ha detto no ad una battaglia di civiltà come quella contro l'omofobia a favore della quale si era espresso anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Nel mettere a punto questo testo avevamo tenuto conto dell'intera legislazione europea. Ora a livello internazionale ci rideranno dietro perché siamo gli unici a non voler contrastare il reato dell'omofobia che viene invece punito severamente in mezza Europa». Un tema che aveva trattato anche alla vigilia del voto, affidando il suo pensiero ad una lettera inviata a tutti i membri della commissione: «In Italia, da qualche anno, siamo di fronte ad un'emergenza omofobia che allarma anche il Parlamento Europeo: centinaia i casi registrati soprattutto nei confronti dei giovani. È proprio per loro che dovremmo approvare questa legge. Non solo per i giovani omosessuali, ma per tutti. Per indicare chiaramente quale paese vogliamo costruire: un paese coeso socialmente che rifiuti la violenza e la deriva dell'odio. Omofobia, razzismo e misoginia sono in realtà la stessa cosa e la paura del diverso rende tutti più poveri».


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Ben Cohen lascia lo sport e si dedica alla lotta contro l'omofobia

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Ben Cohen, stella inglese del rugby, ha annunciato il suo ritiro dallo sport professionista.
Eterosessuale, sposato e con due figli, nel mondo anglosassone è considerato una vera e propria icona gay. Non solo per la sua fisicità, ma soprattutto per l'aver sempre preso posizione a favore dei diritti degli omosessuali e contro l'omofobia.
Un impegno reale e non di facciata, come dimostra la sua scelta odierna di dedicarsi a questa attività a tempo pieno. Conclusa la sua carriera sportiva, infatti, il campione inglese ha fondato in questi giorni la "Ben Cohen Stand Up Foundation", un'associazione che ha come scopo la lotta all'omofobia.
Fra i primi impegni è già in programma un viaggio negli States per visitare alcuni club di rugby gay-friendly di Atlanta, Seattle, Washington e Nueva York e per organizzare incontri e conferenze in collegi e università.
«C'è molto lavoro da fare -ha dichiarato- Gli atteggiamenti devono cambiare. I giovani non possono più essere vessati fino al punto di togliersi la vita. È questo quello che succede e noi dobbiamo fermarlo».


Napolitano: «Omofobia e xenofobia sono contro la Costituzione»

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Ieri, in occasione della Giornata Mondiale contro l'Omofobia, il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha affidato ad un suo discorso il richiamo alla "non discriminazione", condannando ogni forma di violenza (fisica e psicologica) nei confronti degli omosessuali.
«Voglio esprimere perciò la mia preoccupazione -ha affermato il Presidente- per il persistere di discriminazioni e comportamenti ostili nei confronti di persone con orientamenti sessuali diversi. Si tratta di atteggiamenti che contrastano con i dettami sia della nostra costituzione, sia della Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione Europea. Non dobbiamo quindi ignorare l'invito del Parlamento Europeo a trovare misure efficaci per abbattere anche questo tipo di discriminazioni. E, mentre da una parte deve essere apprezzata l’apertura di imprese italiane e straniere nei confronti di persone con diversi orientamenti sessuali e diverse unioni di vita, dall'altra, occorre denunciare e contrastare in tutte le sedi, e innanzitutto in sede politica, con costanza e con fermezza le aggressioni fisiche, gli atti di bullismo, le provocazioni verbali, quali quelle che hanno investito anche un autorevole membro del Parlamento Italiano. [...] E non bisogna sottovalutare i rischi che l'abitudine all'uso nel discorso pubblico di allusioni irriverenti, lesive della dignità delle persone, contribuiscano a nutrire il terreno sul quale l'omofobia si radica. L'ostentazione in pubblico di atteggiamenti di irrisione nei confronti di omosessuali è inammissibile in società democraticamente adulte. In altri paesi democratici persone che hanno dichiarato i loro orientamenti omosessuali hanno potuto raggiungere posizioni di grande rilievo, ricoprire alte cariche anche pubbliche. Un percorso di superamento di timori e rimozioni, nonchè di ostacoli alle carriere, è stato avviato da tempo anche in Italia, ma il nostro è un cammino che appare ancora lungo e difficile. Perciò è importante che la battaglia contro l'omofobia e le discriminazioni che ne derivano non sia condotta solo ad opera di meritorie avanguardie, ma divenga un ben più vasto impegno civile. Non disperdiamo un prezioso patrimonio di libertà e di tolleranza, guadagnato nel corso della nostra storia. Mancheremmo di rispetto nei confronti di chi, per costruire quel patrimonio, ha saputo battersi con intelligenza, rischiare di persona con coraggio».


La Abercrombie & Fitch sguinzaglia 101 modelli per le strade di Parigi

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Per promuovere l'inaugurazione del loro nuovo punto vendita di Parigi (che troverà spazio negli Champs Élysées), la Abercrombie & Fitch ha pensato di organizzare un evento abbastanza particolare: ha ingaggiato ben 101 modelli (tutti rigorosamente dal fisico scolpito e a pezzo nudo) e li ha mandati in giro per le vie cittadine.
Una tipologia di evento che pare l'azienda organizzi abbastanza di frequente negli Stati Uniti (dove la distribuzione dei loro negozi è anche molto più capillare, con presenze in quasi tutti i centri commerciali del Paese), ma che risulta ben più atipico ed originale in Europa.

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Cambia il vento

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Indipendentemente dal proprio orientamento politico, è difficile non dare risalto al risultato politico del turno elettore che si è appena concluso.
Due sono i sindaci eletti già al primo turno: Fassino (centrosinista) a Torino con il 56,7% delle preferenze e Merola (centrosinista) a Bologna con il 50,5% (dove è da sottolineare anche il 9,5% conquistato nella città dal Movimento 5 stelle).
Si andrà invece al ballottaggio a Milano e Napoli. Nel capoluogo lombardo, roccaforte storica del centrodestra, Pisapia (centrosinistra) è risultato in vantaggio sulla Moratti con il 48,1% delle preferenze contro il 41,6%. Nel capologogo campano, invece, Lettieri (centrodestra) è in vantaggio su De Magostris (Idv) con 38,5% dei voti contro il 27,3%. A rendere meno netto il distacco, però, è il 19,7% conquistato da Morcone (centrosinistra) che se sommato al risultato dell'Idv porterebbe in vantaggio l'area politica di sinistra.
Lascio ai quotidiani e ai blog di settore l'analisi e i commenti del risultato, ma il dato in sé andava comunque citato perché è inevitabile pensare che avrà degli strascichi e, probabilmente, qualcosa dovrà necessariamente cambiare anche nella vita sociale e politica del Paese.


Dopo l'Ikea Giovanardi se la prende con The Sims 3

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La notizia non è certo nuova (noi ne avevamo parlato già lo scorso anno) ma evidentemente dev'essere giunta solo ora alle orecchie del sottosegretario Carlo Giovanarni. Impegnato in una sua personale crociata contro i gay, dopo le accuse lanciate alla pubblicità dell'Ikea e dopo essersi detto infastidito dal fatto che persone dello stesso sesso possano baciarsi, ora si scaglia contro "The Sims 3", un videogioco che simula la vita reale reo -a suo parere- di aver incluso anche le coppie gay nella sua terza edizione.
A suo parere, infatti, il gioco rappresenterebbe una «campagna promozionale delle lobby che vogliono promuovere certi valori. Queste lobby promuovono una cultura in contrasto con le leggi di un Paese, come nel caso del matrimonio gay che da noi non è consentito [...] Con queste iniziative viene tolta la normalità costituzionale per spiegare al bambino che invece è tutto lecito, tutto uguale e che possono essere messe sullo stesso piano situazioni che giuridicamente e costituzionalmente non lo sono. Questi videogiochi confondono le idee per cui si deve spiegare che il matrimonio gay non ha alcuna attinenza con la realtà».
Parole che dovrebbero far nascere domande sul perché di qusta sua ossessione riguardo al fatto che anche degli omosessuali possano amarsi e voler formare una famiglia, ma che invece trovano l'appoggio anche di altri esponenti politici. Casini (Udc) ha rilanciato dicendo di voler portare il problema all'attenzione dell'Europarlamento: «Vietare la vendita del gioco almeno ai minorenni è una strada percorribile. Mi farò carico di intervenire in questa materia sia a livello europeo che italiano». Rocco Buttiglione, vice presidente della Camera, non manca di fare eco sui più volti contestati richiami alla carta costituzionale: «L'Italia ha una Costituzione che definisce cos'è la famiglia e c'è un attacco contro questo valore sociale. È in atto un tentativo pervicace di distruggere la famiglia come punto di riferimento culturale, in un più ampio processo di abbattimento dei valori nazionali. Si tentano di diffondere stili di vita che umiliano la famiglia».
Di parere diametralmente opposto è Paolo Patanè, presidente di Arcigay, che affrema: «Un gioco in cui essere omosessuali è una possibile variabile, non solo non altera la realtà, ma semplicemente la descrive con naturalità, poiché essere omosessuali è uno dei tanti naturali modi di essere uomini e donne».


Lady Gaga direttore di Metro per un giorno

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Il numero di domani di "Metro" avrà una particolarità: a dirigerlo sarà nientemeno che Lady Gaga. Il titolo assegnatole di "direttore" è ovviamente onorifico, ma ciò non toglie che sarà lei a discutere con la redazione e a scegliere gli argomenti che saranno pubblicati nelle oltre cento città (sparse in venti Paesi diversi) nelle quali il freepress è in distribuzione. In Italia il quotidiano è presente nelle città di Bologna, Cagliari, Firenze, Geova, Milano, Roma, Sassari e Torino. Per tutto gli altri è disponibile anche una versione integrale in PDF scaricabile gratuitamente dall'apposita sezione del loro sito.
Ora non rimane che aspettare poche ore per scoprire quanto avrà voluto osare e quali temi la cantante avra scelto di sviluppare.


Big Brother Germany: nudi fin dal primo giorno

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È da poco iniziata l'undicesima edizione del Big Brother tedesco e pare che i concorrenti non abbiano voluto perder tempro prima di iniziare ad esibire il proprio corpo. Ed è così che, a meno di ventiquattr'ore dell'apertura della casa, è stato il il personal trainer Rayo a rompere il ghiaccio e a mostrarsi completamente nudo sotto le docce.
Già, perché in Germania (così come in altri Paesi del Nord Europa) la nudità viene percepita con minor imbarazzo e la produzione non si è certo fatta problemi nel costellare di telecamere anche i bagni e dare mandato alla regia di non lesinare con inquadrature e primi piani dei dettagli. Anzi, sul sito ufficiale c'è addirittura un'intera sezione dedicata proprio alle docce più sexy del programma.
Per gli amanti del reality, invece, va sottolineato come la Germania abbia deciso di format del Grande Fratello con quello del programma investigativo Secret Story.

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Amnesty: «L'Italia discrimina gay, migranti e rom»

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Probabilmente non è una novità per nessuno ma quando a sostenerlo è un'organizzazione come Amnesty International, le parole paiono avere un suono diverso. Forse anche perché è la prova che non si tratta del vittimismo di chi guarda solo al proprio orticello, ma un problema reale con eco internazionale.
Nel rapporto per il 2010 si legge: «Alcuni politici e rappresentanti del governo alimentano un clima di intolleranza e xenofobia. L'atteggiamento dispregiativo di alcuni politici ha contribuito ad alimentare un clima di intolleranza nei confronti non solo dei rom e dei migranti ma anche di persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender».
Per quanto riguarda i rom, il dito viene puntato verso il crescente numero di sgomberi forzati che «hanno disgregato le loro comunità, il loro accesso al lavoro e hanno reso impossibile ai bambini la frequenza scolastica».
Anche i recenti e ripetuti casi di aggressioni omofobe sono stati presi in esame: «A causa di una lacuna legislativa le vittime di queste discriminazioni non hanno avuto la stessa tutela delle vittime di altri reati di discriminazione. L'Italia è stata fiaccata da anni di decisioni poco lungimiranti, politiche che hanno dimostrato scarsa efficacia nel governo dei fenomeni».


Il venerdì nero di Blogger

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Un guasto tecnico è all'origine del blocco di Blogger, la piattaforma blog di Google che ospita Gayburg, rimasto inaccessibile agli autori per oltre 30 ore. Oltre ad impedire la pubblicazione di nuovi articoli, i tecnici di Mountain View hanno dovuto rimuovere tutti i post ed i commenti pubblicati dopo le 7:37 di mercoledì 5 maggio (ora locale dei server).
Fra quel materiale è compreso il post di ieri (recuperato e re-inserito manualmente sulla piattaforma non risultando al momento fra quelli recuperati automaticamente dagli tecnici di Google) ed alcuni commenti che risultano persi. Me ne scuso con gli autori, sottolineando che la loro rimozione è legata esclusivamente ai problemi tecnici riscontrati dalla piattaforma e non ad un qualche intervento volontario.


Test di assunzione dell'Aler: domande su orientamento ed abitudini sessuali

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Nessuna domanda sulle loro capacità lavorative ma quesiti su eventuali rapporti sessuali avuti con persone dello stesso sesso, infedeltà coniguagli, aborti, disinibizione fra le lenzuola, perdita involontaria di urina durante il sonno. È il questionario che otto professionisti si sono trovati davanti quando l'11 marzo scorso si erano recati ad un colloquio di lavoro per un posto da dirigente tecnico presso l'Aler di Brescia (l'Azienda Lombarda Edilizia Residenziale, in pratica l'ex IACP).
Dalla selezione, affidata all'azienda esterna Cispel Lombardia, sono usciti quattro nomi, fra i quali il Cda ha scelto il nuovo dirigente. Non tutti gli esclusi, però, hanno gradito le domende che gli erano state rivolte e la voce è giunta fino all'orecchio di Mirko Lombardi (coordinatore cittadino di Sel e consigliere di minoranza della società) che dopo aver visionato gli atti ha denunziato il fatto, chiedendo al presidente di ricorrere alla Procura per segnalare «un'illegittimità di rilevanza penale» manifestatasi nel corso dei test.
«Siamo in presenza -ha dichiarato Lombardi- di una palese, gravissima violazione del decreto legislativo 216 del 2003». Tale norma, infatti, vieta espressamente una serie di discrimnazioni come, ad esempio, il porre condizioni che creino una situazione di svantaggio sulla base dell'orientamento sessuale di una persona.
Secondo Lombardi, inoltre, l'Aler di Brescia è una delle parti lese della vicenda, motivo per cui si ha chiesto le dimissioni del direttore del Cispel.


È gay. Non gli rinnovano la patente

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"Gravi patologie che potrebbero risultare di pregiudizio per la sicurezza della guida". È questa la motivazione con la quale Cristian F. si è visto negare il rinnovo della propria patente di guida a causa della propria omosessualità da parte della motorizzazione di Brindisi.
Il conseguimento del documento risaliva al 1999, ma successivamente è subentrata una dichiarazione rilasciata dall'Ospedale Militare Bonomo di Bari (nel quale era stato inviato nel corso della visita di leva), secondo la quale il suo dichiararsi gay «fa sorgere dubbi sulla persistenza dei requisiti di idoneità psicofisica prescritti per il possesso della patente». Nonostante l'assurdità dell'affermazione, tanto è bastato a negargli il rinnovo.
Il fatto è stato denunciato da un gruppo di parlamentari Radicali, che proprio oggi hanno depositato una interrogazione urgente ai ministri dei Trasporti e della Difesa.
A rendere ancor più assurda la vicenda è il fatto che non si tratta di un caso del tutto isolato e fuori dal mondo (così come il buonsenso porterebbe a pensare). Già nel 2005 si verificò un caso analogo: la motorizzazione di Catania sospese la patente a Danilo G. con l'accusa si "disturbo dell'identità sessuale" dopo che anch'egli si dichiarò omosessuale durante la visita di leva. In quel caso la Corte d'appello di Catania ha stabilito -proprio qualche settimana fa- che i titolari dei ministeri della Difesa e dei Trasporti dovranno versare 20mila euro come risarcimento danni al ragazzo per il torto subito.
Paolo Patanè, presidente di Arcigay, ha commentato la notizia affermando che: «Sono anni che l'omosessualità non è più considerata una patologia e sarebbe ora che tutti ne prendessero definitivamente coscienza. Il caso reiterato di patente negata a un omosessuale, oltre che pura follia discriminatoria, è esemplificativo di un paese in stato di perenne confusione. Chiediamo che il ministro per le pari opportunità, Mara Carfagna, si attivi immediatamente perché la folle discriminazione venga cancellata a tutela di questa ennesima vittima del delirio omofobico».


Rapporti espliciti fra due uomini già nei primi film porno di inizio Novencento

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Il cinema nacque il 28 dicembre 1895 (data della prima proiezione pubblica realizzata dai fratelli Lumière) e non passò meno di quanto ci si possa aspettare prima che la nuova invenzione venisse utilizzata anche per la realizzazione di film per soli adulti.
Si tratta di pellicole realizzate perlopiù con lo scopo di essere proiettate nelle sale di aspetto dei bordelli e la cui trama è incredibilmente simile a quella di alcune produzioni attuali: già nel primi anni del XX secolo, infatti, si ricorreva a scene che lasciavano ben poco spazio all'immaginazione, a titoli goliardici ("Ultime cartucce", "Mr. squillò"...) e a veri e propri cliché con personaggi caratteristici come suore, frati, infermiere o contadini.
E sono proprio un frate, una suora e un contadino i protagonisti di "Soeur Vaseline", una pellicola di inizio novecento recentemente ritrovata insieme ad altri 15 brevi filmati di analoga natura (tutti di difficile datazione ma comunque attribuiti ai primi anni del secolo) e dei quali ne dà notizia il quotidiano francese Libération.
Una delle peculiarità di questo filmato è nel fatto che al suo interno è presente quella che potrebbe essere il primo rapporto sessuale esplicito fra due uomini della storia del cinema. Una delle scene principali del film mostra un ménage à trois fra i protagonisti, ed è qui che ad un certo punto il frate si allontana dalla suora per praticare una fellatio al contadino e, ancora, di lì a poco il religioso torna ad occuparsi della ragazza mentre il lavoratore dedica le sue "attenzioni" proprio al posteriore dell'altro uomo.
Una scena che fa riflettere anche per la naturalità del gesto e per la "serietà" dell'azione: in quegli anni, infatti, il cinema generalista era solito raffigurare gli omosessuali solo con l'unico scopo di creare ilarità negli spettatori (nel post "La storia del cinema gay" trovate un approfondimento sul tema), mentre in quest'occasione lo scopo appare ben diverso.
Nella gallery di fine post trovate il filmato integrale (la scena in questione si trova a 5 minuti e 30 secondi dall'inizio) ed alcuni frame tratti dalla pellicola. Nonostante si tratti di un documento storico, la presenza di situazioni esplicite (a carattere bisex con il coinvolgimento di finti personaggi religiosi, quindi non adatte a tutte le sensibilità) ne rende la visione riservata ad un pubblico maggiorenne.

Immagini: [1] [2] [3] [4] [5] [6] - Video: [1]


Arriva Cosmo Centrefolds 2011

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Cosmo Centrefolds 2011

Grazie alla sua cadenza ormai annulae, si tratta forse di uno dei servizi più attesi dai lettori della versione inglese di Cosmopolitan. Stiamo parlando di "Cosmo Centrefolds", un servizio fotografico che vede alcuni coinvolti nomi noti del panorama inglese che si prestano a posare nudi.
Lo scopo, come spesso accade in questi casi, è rivolto al sociale ed è a favore della lotta ai tumori dei testicoli. Il loro posare nudi vuole essere una testimonianza del fatto che non c'è nulla di imbarazzante nell'esserlo e che è insensato correre dei rischi per la propria salute solo per l'imbarazzo che si può provare nel farsi visitare certe parti del corpo da un dottore.
Nell'edizione 2011 hanno prestato la propria immagine 28 celebrità, fra le quali anche Kirk Norcross, Stuart Baggs, Thomas McDonell, Salomon Kalou, Emmett J Scanlan, Jonny Clarke, Craig Vye, Rob Norbury ed Adam Gregory.

Immagini: [1] [2] [3] [4] [5] [6] [7] [8] [9] [10] [11] [12]


Candidato della Lega ha recitato in un fim porno gay

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Probabilmente il senatore leghista Stiffoni dovrà ricredersi. Nei giorni scorsi aveva esternato una sua assurda teoria secondo cui i leghisti hanno un DNA diverso dagli altri e che quindi fra di loro non esistono gay. Ebbene, stando ai fatti almeno un gay nel partito c'è.
Si tratta del 25enne Stefano Guida, candidato nella lista della Lega Nord per il Consiglio comunale di Bologna. Lo conferma lui stesso al quotidiano "L'Informazione-Il Domani", dopo che quest'ultimo aveva scoperto la sua partecipazione in un film pornografico gay prodotto da una casa bolognese dal titolo "Gay party underwear".
«Mai nascosto la mia omosessualità -ha dichiarato- ma di quel film non ho mai parlato nel partito. Per entrare nella Lega devi credere nei valori della Lega, innanzitutto. Poi se sei gay poco importa».
Riguardo alla sua performance a luci rosse, realizzata sotto uno pseudonimo quando era poco più che maggiorenne, aggiunge: «In Lega credo non ne sappiano niente, è una cosa che ho fatto da ragazzino, una "prova" che poi è finita lì. Ma non me ne vergogno, sia ben chiaro, semplicemente non ne parlo perché è una cosa passata».
Alle domande dell'intervistatore che chiedeva se non temesse reazioni da parte del partito, ha risposto: «Beh, se mi cacciassero forse lo capirei. E' pur sempre la Lega Nord».
Riguardo alla presenza di altri gay nel Carroccio, infine, si dice: «L'unico dichiarato, direi, ma sicuramente non l'unico in assoluto».

Via: Blitz Quotidiano


Cinque rugbisti per l'intimo Dim

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Lo spot Dim

È sempre più frequente la scelta di sportivi come testimonial per le campagne pubblicitarie. Questa volta è il turno di Dim Paris, un'azienda francese di intimo maschile, che per la promozione della sua nuova collezione ha messo in campo cinque rugbisti: Aurélien Rougerie, Henry Chavancy, Maxime Mermoz, Thierry Dusautoir e Alexis Palisson (chiamati per l'occasione il Dim Team).
La trama dello spot televisivo è abbastanza semplice: una fotografa sta realizzando un servizio ma ma i cinque non resistono al richiamo dello sport ed iniziano a giocare fra loro fin quando non vengono richiamati all'ordine con un fischietto da arbitro. Vien quindi da pensare che il tutto non starebbe in piedi se non fosse per la presenza dei cinque e per i loro fisici atletici in grado di catturare l'attenzione degli spettatori.
Già in precedenza gli spot della Dom hanno fatto leva sull'edibizione dei corpi maschili: nel lontano 1990, ad esempio, fece scalpore il loro audace spot televisivo nel quale il modello Greg Hansen usciva dalla doccia e passeggiava per casa con i glutei al vento per andare ad indossare le sue mutande.

Immagini: [1] [2] [3] [4] [5] - Video: [1]


Comunicazione di servizio

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È online una nuova versione dell'interfaccia utilizzata per la visualizzazione delle gallery e dei media (foto e video) proposti all'interno dei post.
Il funzionamento è molto simile alla versione precedente: ci sono state delle piccole migliorie grafiche ed è stata introdotta una separazione netta a livello di navigazione fra i contenuti proposti nelle gallery di fine post e quelli inseriti nel testo del post (quest'ultimi non sono più inclusi nella navigazione con le frecce).
La modifica maggiore -però- è nel codice, completamente riscritto con l'obiettivo di renderlo più compatto, più performante e più veloce da caricare (rendendo conseguentemente più rapido anche il caricamento delle pagine). Senza entrare troppo in dettagli tecnici, la nuova versione apre anche le porte anche ad una serie di migliorie e perfezionamenti futuri che potranno rendere sempre più rapida e ricca la navigazione sul blog.
Particolare attenzione è stata data anche al garantire la piena fruibilità dei contenuti anche a chi non usa browser di ultimissima generazione: i test sono stati condotti con successo su Internet Explorer 6, 7 e 8, Firefox 1.5, 2.0, 3.0 e 4.0, Opera 10 e Chome.
Qualora doveste riscontrare dei malfunzionamenti, non esitate a segnalarli (possibilmente indicando il sistema operativo, il nome e la versione del browser utilizzato).


"Tomboy" vince al Torino GLBT Film Festival

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Si è conclusa la 26a edizione del Torino GLBT Film Festival con la vittoria del film "Tomboy" della francese Céline Sciamma, la storia dell'infanzia e dell'identità sessuale di una bambina di 10 anni che gioca a fare il maschio.
La giuria dei lungometraggi, che ha votato all'unanimità la pellicola, ha motivato la scelta «per maestria sensibilità e leggerezza, ma anche per la profondità con cui viene trattato il tema dell'identità sessuale nel tempo dell'infanzia». Una menzione speciale è stata riservata anche al film "80 egunean" (80 giorni) degli spagnoli Jon Garaño e Jose Mari Goenaga.
Il premio come miglior Documentario è stato assegnato a "We Were Here" dello statunitense David Weissman, dedicato al racconto dell'epidemia di AIDS nella comunità gay di San Francisco all'inizio degli anni '80. La giuria ha riservato una menzione speciale anche a "XY Anatomy of a Boy" della danese Mette Carla Albrechtsen.
"Plan Cul" del francese Olivier Nicklaus si è aggiudicato il premio come miglior cortometraggio con la seguente motivazione: «E' il film che noi vorremmo avere nella nostra collezione privata e che vorremmo rivedere con i nostri amici. è una commedia brillante con un timing perfetto. E dopo tutto si tratta di una questione di vita o di morte o meglio di sesso o di morte».
Anche in questo caso sono state riservate menzioni speciali, riservate a "Eu Não Quero Voltar Sozinho" del brasiliano Daniel Ribeiro e a "The Colonel's Outing" del neozelandese Christopher Banks.
Il pubblico, infine, ha premiato -rispettivamente per le categorie lungometraggi, documentari e corti- "Tomboy" di Céline Sciamma (Francia), "365 Without 377" di Adele Tulli (Italia) e "Eu Não Quero Voltar Sozinho" di Daniel Ribeiro (Brasile).


William Levy nel nuovo video di Jennifer Lopez

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Per il video di "I'm into you", la cantante Jennifer Lopez ha scelto come protagonista una nostra vecchia conoscenza, il bellissimo attore e modello cubano William Levy.
Famoso fra la popolazione ispanica statunitense grazie alla sua partecipazione in alcune telenovela in lingua spagnola (attualmente è in onda con "Triunfo del amor"), per William questa è quella che può essere considerata la grande occasione per farsi conoscere dal pubblico a livello internazionale. Una cosa simile successe già nel nel 2001, quando il videoclip di "Ain't Funny" -sempre di Jennifer Lopez- portò al successo l'attore messicano Eduardo Verástegui.
Ed è forse questo il motivo che lo ha spinto ad intensificare la vita pubblica, facendosi anche fotografare per la prima volta in compagnia di moglie e figli per la copertina di "People en Español".
Le immagini che lo riguardano sono state girate sulla spiaggia di Xcacel della Riviera Maya (Messico). Il suo rolo è limitato a qualche corsa (peraltro molto sexy) sulla spiaggia, un paio di sorrisi e avvinghiamenti vari con la Lopez. Insomma, nulla che che sia in grado di mettere particolarmente in risalto le sue doti recitative, ma più che sufficiente a sottolineare le sue indubbie doti fisiche.

Immagini: [1] [2] [3] [4] - Video: [1]


Giovanardi si dice infastidito dai baci gay. A Milano nuovo allarme omofobia

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Carlo Giovanardi

«Un bacio pubblico tra due uomini a me infastidisce. Un episodio ostentato di questo genere in un luogo pubblico dà fastidio: questo tipo di effusioni, se ad esempio due vogliono darsi un lungo bacio in bocca, se lo diano a casa loro, evitino di farlo davanti a persone terze». È quanto ha dichiarato il sottosegretario Giovarnardi ai microfoni di Radio 24.
Parole che non mancano di suscitare qualche dubbio sulla sua presa di pozione contro la campagna pubblicitaria gay friendly dell'Ikea: era infastidito dall'associazione fra la parola "famiglia" e una coppie gay a o più in generale dall'omosessualità?
Intanto è in aumento il numero delle aziende che si stanno schiarendo contro la sua presa di posizione: dopo Eataly che ha ripreso lo slogan di Ikea, anche la compagnia aerea Easy Jet ha realizzato una pubblicità (comparsa il 29 aprile scorso su Il Fatto Quotidiano) in cui ironizza apertamente sulle parole del sottosegretario attraverso l'eloquente slogan "Speriamo che questa famiglia piaccia a Giovanardi" (foto).
Viene anche da chiedersi se quest'atteggiamento omofobo da parte di alcuni esponenti politici non possa avere come conseguenza diretta anche l'aizzamento di azioni violente contro la comunità lgbt (magari fornendo una sorte di alibi nelle menti più deboli).
Proprio in questi giorni il Cig dell'Arcigay di Milano ha lanciato un nuovo allarme omofobia: in un comunicato si afferma: «Con molta preoccupazione continuiamo a ricevere in questi giorni segnalazioni d'incursione armate organizzate da parte di un gruppo di ragazzi italiani che aggredisce persone omosessuali nella zona di Affori-Bruzzano. Si tratterebbe di un furgone bianco che "scarica" ragazzi intorno ai vent'anni armati di bastoni di ferro o legno, che distruggono autovetture e circondano e aggrediscono persone indifese». Un allarme preoccupante di una situazione che sembra più adatta ad un film di Kubrick che ad una società civile.


Sette sportivi posano contro l'omofobia

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Sette campioni dello sport olandese (alcuni di nascita, altri che stanno conducendo lì la loro carriera) hanno deciso di posare a torso nudo sulla copertina di "L'Homo" (un'edizione speciale della rivista femminile olandese "Linda") e di parlare dell'omosessualità nello sport.
Due di loro (il ginnasta Jeffrey Wammes -il secondo da sinistra- ed il pilota Mike Verschuur -il primo a destra) sono dichiaratamente gay, gli altri (il tennista John van Lottum ed i calciatori Ronald de Boer, Jevhen Viktorovyč Levčenko, Demy de Zeeuw e Kenneth Perez) sono eterosessuali ma a sostegno del progetto.
In un'intervista rilasciata a Radio Netherlands, Jeffrey Wammes ha dichiarato: «C'erano già un sacco di speculazioni riguardo al fatto che fossi innamorato di un ragazzo o di una ragazza. Ritengo che non abbia nulla a che fare con lo sport o con le mie esibizioni, ma quando mi è stato chiesto ho chiarito subito come stavano le cose e basta».
Dagli stessi microfoni Mike Verschuur ha aggiunto: «Molti del miei colleghi piloti -senza far nomi- mi hanno detto di essere anche loro gay. Ma loro non osano dirlo in pubblico, ed è un vero peccato perché non vi è nulla da temere. Al contrario mi ha reso più forte e ha fatto di me un pilota migliore».

Clicca qui per guardare il video del backstage.


Le "doti" nascoste di Gerard Piqué

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Gerard Piqué

Gerard Piqué, calciatore spagnolo del Barcellona e della Nazionale, le ha un po' tutte: è bello, bravo e famoso. Forse è proprio per questo che è sembrato un po' troppo quando una rivista spagnolo ha pubblicato una sua foto che avrebbe dimostrato anche altre sue "doti" nascoste (e non stiamo parlando di quelle calcistiche). Mentre si era recato in aeroporto per attendere l'arrivo di Shakira, un paparazzo l'ha fotografato in uno stato di evidente "contentezza" fisica (diciamo che Jessica Rabbit non avrebbe esitato a chiedergli se aveva un coniglio in tasca o se era felice di vederla) che, senza troppi giri di parole, dimostrerebbe che Gerard è anche superdotato.
A poco erano serviti gli elementi grafici pubblicati dalla rivista e che rassicuravano sul fatto che quelle foto non fossero state ritoccare con Photoshop: così tanti pregi su un'unica persona non avevano convinto molte persone e alcuni hanno continuato a sospettare l'uso di un qualche trucco per l'aumento dei centimetri (insomma, qualche difetto lo dovrà avere pure lui, no?). Ed è così che la rivista spagnola ha deciso in questi giorni di pubblicare anche un nuovo video (più difficilmente intoccabile) col quale dimostrare la veridicità degli scatti pubblicati.
Ed è così che non ci resta che prendere atto della cosa: il ragazzo pare proprio avere delle grossi (nel senso letterale del termine) doti nascoste.

Immagini: [1] [2]


Gerard Piqué

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Gerard Piqué

Gerard Piqué nasce a Barcellona il 2 febbraio 1987. All'età di 10 anni inizia a giocare a calcio nel settore giovanile del Barcellona, scalando le varie categorie del settore (alevín, infantil, cadete e juvenil). Il 1º luglio 2004 firma il suo primo contratto professionistico con il Manchester United. L'anno successivo viene dato in prestito al Real Saragozza, i buoni risultati ottenuti nel corso della stagione lo portano ad essere richiamato dal Manchester United, con il quale conquista la Champions League nella stagione 2007-2008.
Nel 2008 firma un contratto quinquennale con il Barcellona e nel 2009 viene convocato in Nazionale per giocare ai campionati del mondo in Sud Africa.
Proprio in quell'occasione presta il suo volto al videoclip di "Waka Waka" (l'inno ufficiale dei mondiali) e conosce la cantante Shakira con la quale pare abbia ora una storia.
Ipotesi, quest'ultima, che pare confermata da vari scatti fotografici pubblicati dai giornali scandalistici e che andrebbe in un certo modo a dare risposta ad alcune illazioni nate dopo la pubblicazione nel 2010 si uno scatto (foto n. 6 della gallery) in cui Gerard appariva in atteggiamenti abbastanza intimi assieme a Zlatan Ibrahimovic, un altro giocatore di punta del Barcellona. Ai tempi Ibrahimovic smentì andando su tutte le furie e Piqué dichiarò più pacatamente: «Macché gay, questa foto l'hanno pubblicata prima della penultima giornata di Liga, per destabilizzarci, e quando l'abbiamo vista ci siamo sbellicati dalle risate. Ibra non è il mio fidanzato. Nel mondo del calcio i gay ci sono, eccome, ma visto l'ambiente, non possono fare outing, perché li massacrerebbero».

Immagini: [1] [2] [3] [4] [5] [6]


Strumentalizzazioni

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Oggi è stata la giornata della beatificazione di papa Giovanni Paolo II. Curioso, però, è notare come i telegiornali italiani pare abbiano preferito parlare del papi piuttosto che del papa.
Tg1, Tg2, Tg4, Tg5, Studio aperto e i giornali radio Rai hanno ritenuto di mandare in onda dei filmati dove il nostro premier racconta di quanto fosse vicino a Karol Wojtyla. A riprova sono state mostrate anche numerose fotografie che li ritraevano assieme durante gli incontri istituzionali (e a poco importa se proprio per la loro natura erano parte dei suoi impegni da pontefice, senza sottintendere necessariamente una posizione a favore o contraria all'interlocutore).
Ora, passi che siamo in campagna elettorale e che Wojtyla è amato da una fetta significativa dell'elettorato, ma certe strumentalizzazioni rischiano di risultare a dir poco di cattivo gusto.
Così some può risultare anche di cattivo gusto il fatto che un divorziato (contro quanto previsto dai dogmi della Chiesa) abbia colto l'occasione per sostenere di non voler approvare «norme che siano in contrasto con la tradizione cristiana» in omaggio al defunto pontefice (il riferimento è alla legge sulla bioetica in discussione alla Camera, ma anche l'uso di due pesi e due misure fra i suoi interessi personali e quelli degli altri non passa facilmente inosservato).
Una promessa, inoltre, che appare anche un po' come una minaccia, sostenendo che uno stato laico come l'Italia non debba approvare leggi che non siano state validate dal mondo religioso (esattamente come accade in alcuni stati integralisti). E pensare che è stato proprio Wojtyla a lavorare per una separazione netta fra Stato e Chiesa e certe parole paiono più contrarie alla sua volontà che in suo onore (ma forse utili per cercare di accaparrasi i voti degli elettori cattolici).


Eataly si schiera con l'Ikea e Giovanardi rilancia

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Lo slogan è lo stesso e un "anche" iniziale sottintende un chiaro riferimento all'Ikea. È la nuova campagna pubblicitaria di Etaly, una società che si occupa di vendita online di prodotti alimentari, che ha deciso di schierarsi al fianco del colosso svedese contro le proteste lanciate dal sottosegretario Giovanardi alla loro pubblicità in cui compariva una coppia gay associata alla parola "famiglia".
In questo caso ad essere raffigurate sono due donne, immortalate praticamente nella stessa posa dei due uomini dell'Ikea. Nel testo se ne spiega il motivo: «Diciamo evviva all'amore vero fra due persone e alla possibilità per chiunque di crearsi una famiglia. Offriamo il cibo di Eataly al prezzo più conveniente possibile a tutte le persone, a prescindere dalla condizione sociale, dalla religione, dall'orientamento sessuale e dal pensiero politico».
Nichi Vendola (Sinistra ecologia libertà) ha affermato che: «Le scelte di Ikea e di Eataly sono la migliore risposta ai pregiudizi che cingono di filo spinato la vita e i sentimenti di tanti esseri umani, e che che dicono alla politica e ai suoi rappresentanti che i diritti delle persone non sono optional. Il diritto non ad essere tollerati ma ad esistere spigliati nella propria soggettività, soggetti di cittadinanza piena». Franco Grillini (Italia dei Valori) ha parlato di «un esempio che dovrebbe essere seguito da tutte le aziende italiane, verso le quali il sottosegretario Carlo Giovanardi, ha fatto vero e proprio terrorismo politico».
Non si è fatta attendere, però, anche la risposta di Giovanardi che ha rilanciato le sue accuse: «L'iniziativa Eataly di Oscar Farinetti dimostra quello che da tempo denunciamo con forza, e cioè che la vera dimenticata e discriminata in Italia è la famiglia della Costituzione, quella fondata sull'unione di un uomo e di una donna che rivendica diritti ma accetta anche doveri davanti alla collettività, prima di tutto quello di educare, istruire e mantenere i figli».
Peccato che detta così pare quasi che anche le famiglie riconosciute ma prive di figli siano contro la Costituzione, ma contro di loro il sottosegretario non ha mai detto nulla (il che farebbe quasi pensare che il discorso sui figli sia solo una scusa in mancanza di altre motivazioni...).


Pulizie di primavera

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È primavera e di pulizia si tratta, quindi in un certo senso la tradizione è stata rispettata. Nei giorni scorsi è stata portata avanti un'ampia operazione di verifica e aggiornamento dei link e dei contributi multimediali associati ai post proposti in archivio. Nel corso degli anni, infatti, alcuni dei siti linkati sono stati chiusi, così come alcuni account che ospitavano i video proposti nelle gallerie multimediali.
Immagino che a nessuno faccia piacere cliccare su un link e scoprirlo non funzionante: da qui la necessità di questa attività. Oggi tutti i link dei post in archivio dovrebbero risultare nuovamente funzionanti (il condizionale è d'obbligo perché la loro ricerca è stata eseguita in maniera automatica e quindi non ve n'è certezza matematica).
Nella maggior parte dei casi, i video che non risultavano raggiungibili sono stati sostituiti con il medesimo contributo proveniente da fonti diverse o con materiale equivalente (altri spezzoni o, nel peggiore dei casi, immagini), così come i link a siti sono stati aggiornati o rimossi. Inevitabilmente c'è qualcosa che è andato definitivamente perso, ma fortunatamente la percentuale è risultata abbastanza bassa.