Archivio: agosto 2011

Chris Evans nudo in "What's your number"

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Si intitola "What's your number" ed è una commedia diretta da Mark Mylod che uscirà nelle sale cinematografiche statunitensi il prossimo 30 settembre.
Come comunemente avviene, anche in questo caso la produzione ha diffuso alcuni brevi filmati tratti dal film per aumentare la curiosità del pubblico.
In uno di questi è presente una scena in cui l'attrice Anna Faris va sul pianerottolo ed incontra un disinibito Chris Evans che è uscito completamente nudo dal proprio appartamento per prendere il giornale: in mano ha solo la mela che sta mangiando ed un asciugamano con il quale si copre le parti basse (pur senza esitare a toglierselo per pulirsi la bocca).
Ad impedire agli spettatori di poter assistere appieno alla scena la presenza del corrimano della scala, provvidenzialmente interposto fra la cinepresa e ciò che in molti avrebbero voluto poter ammirare.
Particolari privati a parte, la sequenza rimane comunque l'occasione per poter ammirare ancora un volta lo splendido corpo scolpito dell'attore.

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Portorico: senatore omofobo cercava incontri gay con un'applicazione per smartphone

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Roberto Arango è un senatore portoricano che si è fatto conoscere nel suo Paese come uno dei principali sostenitori della "risoluzione 99", una legge per definire il matrimonio la stretta unione tra un uomo e una donna.
Ed è forse proprio per la sua dedizione nel cercare di impedire con ogni mezzo la legalizzazione delle nozze gay, unita a tutta un'altra serie di affermazioni che nel tempo gli hanno fatto guadagnare l'appellativo di "omofobo", che a qualcuno dev'essere sembrato strano quando lo ha riconosciuto in una foto senza veli pubblicata su Grindr, una nota applicazione per cellulari che permette di individuare i gay che si trovano nelle vicinanze in modo da agevolarne l'incontro.
La notizia è stata immediatamente ribattuta dalla stampa locale facendo esplodere il caso.
Dal canto suo il politico ha cercato dapprima di negare di aver mai scattato quelle foto ma, messo davanti all'evidenza, ha cercato di difendersi sostenendo che quegli scatti erano stati da lui realizzati per verificare i risultati di una dieta che stava seguendo.
Una scusa che evidentemente non ha convinto molti, tant'è che il senatore ha infine deciso di rassegnare le proprie dimissioni sostenendo che quella sarebbe stata «la migliore cosa per se stesso e la sua famiglia».

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I film lgbt in uscita al cinema in autunno

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Con l'avvicinarsi dell'autunno sta per aprirsi anche la nuova stagione cinematografica. Fra i vari film in uscita non mancano anche alcune pellicole legate al mondo lgbt.
Il 16 settembre arriva in Italia "Gordos" di Daniel Sanchez Arévalo, una commedia spagnola del 2009 che narra le vicende di cinque personaggi che prendono parte ad una riunione per cercare di combattere la loro dipendenza dal cibo che, inevitabilmente, si ripercuote anche nella loro vita sociale e di coppia.
Il 23 settembre uscirà nelle sale "Il Richiamo" di Stefano Pasetto, una storia d'amore lesbico ambientata in Patagonia fra Lea, operaia di un' azienda alimentare, e Lucia, un'assistente di volo che non riesce ad avere figli.
Dal 7 ottobre troveremo "Tomboy" di Céline Sciamma fra i titoli al botteghino. Vincitore del Teddy Award a Berlino e di due premi al festival "Da Sodoma a Hollywood", affronta una riflessione sull'identità sessuale attraverso la storia di Laure, una ragazzina di dieci anni dagli atteggiamenti maschili che, trasferitasi nella periferia di Parigi, si spaccia per un maschio non appena conosce la giovane Lisa.
L'11 novembre uscirà "Melancholia" di Lars Von Trier, film che affronta il tema delle depressione attraverso la storia di due sorelle e di un evento apocalittico come l'impatto di pianeta contro la Terra.
La settima successiva (il 18 novembre) arriverà nelle sale cinematografiche il film "Un giorno questo dolore ti sarà utile". Tratto dall'omonimo romanzo di Peter Cameron, la pellicola narra le vicende di James, un adolescente gay che cerca la propria identità all'interno della sua squinternata famiglia: la madre che colleziona mariti, il padre che esce solo con ragazzine, la sorella ha una relazione con il proprio professore e la nonna anticonformista.
Il 23 novembre, infine, sarà la volta di "La pelle che abito" di Pedro Almodóvar, un thriller che ruota attorno alla figura di un chirurgo plastico (interpretato da Antonio Banderas) che, sconvolto dalla morte della moglie rimasta carbonizzata in un incidente d'auto, deicide di sequestrare il ragazzo responsabile di un tentativo di stupro ai danni della figlia per utilizzarlo come cavia per la realizzazione di una nuova pelle umana più resistente.


Il calendario dei vigili del fuoco di New York

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Il FDNY, il dipartimento dei vigili del fuoco della città di New York, ha pensato di anticipare i tempi e di stampare con sei mesi di anticipo la versione 2012 del suo calendario. L'ultima versione ufficiale realizzata dal dipartimento risaliva al 2008, nonostante nel frattempo ne siano state stampate altre versioni più "ufficiose".
Parte del ricavato sarà utilizzato per finanziare attività educative e formative sulla prevenzione degli incendi domestici.
Per ciascun mese dell'anno sarà possibile trovare la foto di un vigile del fuoco a torso nudo, mentre sullo sfondo verranno mostrati temi diversi riguardo alla prevenzione degli incendi.

Immagini: [1] [2] [3] - Video: [1]


Per Giancarlo Lehner (PdL) il sesso con una prostituta è affetto, quello gay è violento

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Davanti all'assurdità di certe affermazioni verrebbe quasi da ridere, ma a smorzare l'ilarità c'è il fatto che chi le ha pronunciate non solo ne sia convinto, ma occupi pure un posto dirigenziale alle redini del Paese.
È il caso deputato del gruppo Popolo e Territorio Giancarlo Lehner, già noto alle cronache per aver proposto la castrazione chimica degli immigrati clandestini. Questa volta al centro del suo discorso il pieno sostegno alle parole della leader repubblicana dei Tea Party in corsa per la Casa Bianca, Michelle Bachmann, che insieme al marito (gestore di una clinica per "guarire" i gay) definì «barbari» gli omosessuali.
Ai microfono della trasmissione internet "KlausCondicio", Giancarlo Lehner ha affermato: «La penso esattamente come la leader repubblicana dei Tea Party Michelle Bachmann: il rapporto omosessuale è contro natura. Noi siamo stati fatti in due sessi per procreare».
Alla domanda: «È il motivo per cui siete contrari ai matrimoni gay?», la sia risposta è stata: «Si, e le dirò di più. I rapporti tra maschi sono più violenti, veramente crudi. Credo che quella che la Bibbia definisce come sodomia difficilmente può essere amorevole nelle intenzioni, ma certamente è sempre un'azione tecnicamente violenta. Il più forte, il più adulto, il più importante abusa del più debole. Nel rapporto con una donna, anche con una prostituta, non c'è solo sesso e possesso, ma anche la volontà di dare affetto. Non è un caso che un cliente abituale di prostitute tendenzialmente torni dalla stessa. Quando un uomo possiede un altro uomo l'atto è più violento rispetto a un uomo che possiede una donna».


Dopo Steve Jobs un gay alla guida della Apple

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Il 24 agosto scorso Steve Jobs, da tempo malato, ha rassegnato le dimissioni come Ceo di Apple, società di cui era stato il cofondatore. Per sua stessa volontà, il suo ruolo è stato assegnato a Tim Cook (nella foto di apertura insieme a Steve Jobs), un ingegnere industriale cinquantenne e dichiaratamente gay.
Il suo coming out pubblico risale allo scorso gennaio, quando anche allora sostituì Steve Jobs per un breve periodo.
Cook è nato il 1º novembre 1960 a Robertsdale, Alabama (Stati Uniti). Suo padre lavorava come operaio in un cantiere navale, mentre sua madre faceva la casalinga. Si è laureato in ingegneria industriale all'Università di Auburn nel 1982, e ha conseguito un Master in Business Administration alla Fuqua School of Business dell'Università Duke nel 1988.
Lavorò per Compact ed IBM prima di approdare ad Apple con l'incarico di sistemare la divisione che si occupa della distribuzione e della manifattura. Attualmente fa parte anche del Consiglio di amministrazione della Nike.
Secondo la rivista statunitense "Out", Tim Cook è il gay americano più influente del momento.


Dave Franco f**te sé stesso

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Uno fra gli insulti più comuni negli Stati Uniti è "fuck yourself", che in italiano letteralmente significa "fotti te stesso". Un'espressione colorita che al di là dell'indubbio tono minaccioso può lasciare qualche dubbio sulla sua effettiva attuazione.
Ed è probabilmente per questo motivo che l'attore statunitense Dave Franco (fratello di James Franco) ha pensato bene di pubblicare un video sul sito umoristico Funny or Die con la sua personale interpretazione dell'espressione.
Il filmato si apre con una ragazza che litiga con lui e che conclude il suo discorso con il classico: «F*ck yourself!». Dave rimane perplesso fin quando non inizia a mettere in pratica l'invito che gli è stato rivolto. Ed è così che le scene mostrano attimi bucolici fra l'attore e sé stesso, fino a quando... bhe... per non rovinare la sorpresa vi invito a guardare il video proposto al termine del post (disponibile anche in immagini sequenziali per chi disponesse di poca banda).

Immagini: [1] [2] [3] [4] [5] [6] [7] - Video: [1]


Joe Manganiello si unisce alla campagna "It Gets Better"

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Continua ad ampliarsi il fronte di personaggi celebri che hanno deciso di aderire alla campagna "It Gets Better", un progetto di comunicazione verso i più giovani nato come risposta all'aumento di suicidi fra gli adolescenti gay del Paese. Il tutto si basa su alcuni video in cui dei testimonial di spicco (fra cui anche il presidente Barack Obama) cercano di rassicurare gli adolescenti sul fatto che il futuro sarà migliore nonostante le possibili difficoltà che si stiano incontrando a causa del proprio orientamento sessuale.
In questi giorni si è unito al messaggio anche Joe Manganiello, l'attore che interpreta un affascinante licantropo nella terza stagione di "True Blood".
«Posso solo dirti di non isolarti -afferma nel video- di non pensare che sei l'unico e cerca di parlare con un amico, con qualcuno, racconta a qualcuno quello che ti succede. Non sei solo. Sono qui per dirti che andrà meglio».
Manganiello non l'unico attore del cast della serie ad aver offerto il proprio contributo. In precedenza anche Alexander Skarsgård (Eric), Sam Trammell (Sam), Kristin Bauer (Pam), Deborah Ann Woll (Jessica), Anna Paquin (Sookie) e Stephen Moyer (Bill) si sono uniti alla campagna.

Clicca qui per guardare il video di Joe Manganiello


Nozze gay ad Oslo per il capogruppo del Pd al Comune di Bologna

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Dopo il matrimonio tra Paola Concia e la compagna Ricarda Trautmann, un altro politico ha scelto l'estero per ufficializzare la sua unione con il proprio compagno.
Si tratta di Sergio Lo Giudice, capogruppo del Pd al Comune di Bologna e presidente onorario di Arcigay (che ha guidato dal 1998 al 2007), che sposerà ad Oslo (Norvegia) Michele Giarratano, avvocato e responsabile dello sportello legale di Arcigay.
La cerimonia si terrà sabato presso la Corte di Giustizia di Oslo, ad un centinaio di metri dal luogo dell'esplosione del 22 luglio scorso. Il tutto alla presenza di una quarantina di amici e parenti, in vista di una nuova festa che si terrà il 2 settembre prossimo a Bologna alla presenza del resto dei loro amici.
«La Norvegia è un porto accogliente per chi in patria vede negati i propri diritti» è stata la dichiarazione di Lo Giudice.


Ritrovato un DVD porno-gay in casa di uno dei figli di Gheddafi

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Le agenzie stampa di mezzo mondo stanno battendo una notizia secondo cui sarebbe stato ritrovato un DVD pornografico gay nella casa di Al-Saadi, figlio 38enne di Gheddafi.
Lunedì scorso, dopo l'entrata dei ribelli a Tripoli, circa duecento persone hanno fatto irruzione nella sua lussuosa villa affacciata sul Mediterraneo per saccheggiarla. Al suo interno sono stati ritrovati vari oggetti di valore, simbolo della ricchezza di cui la famiglia si era circondata.
E sarebbe qui che, secondo il racconto di un ragazzo 23enne chiamato Seifallah Gneidi, sarebbe stato ritrovato il DVD pornografico dal titolo "Boyz Tracks".
Per non sapere né leggere né scrivere, qualche dubbio sul ritrovamento potrebbe anche essere lecito. Risulta difficile credere che un uomo solito utilizzare spazzolini da denti con il manico d'oro disponesse di un unico DVD davanti al quale perdere le sue diottrie. Considerato come più volte in passato si sia cercato di far leva sull'omofobia di un popolo per screditare i suoi leader (la stessa CIA pensò di usare l'omosessualità per screditare Saddam e Bin Laden), vien da domandarsi se anche in questo caso non si tratti che di una montatura creata per cercare di far leva sull'omofobia dei suoi ultimi seguaci rimasti.


Il passato di Michael Silas

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Michael Silas è divenuto famoso in tutto il mondo per essere uno dei ballerini di Lady Gaga sin dal 2008. A qualcuno, però, il suo volto dev'essere apparso familiare e i più fisionomisti non avrenno impiegato molto a ricordare dove l'avevano già visto.
In passato, infatti, alcune immagini di Michael avevano già fatto la loro comparsa su internet, per l'esattezza su LatinBoyz, un sito pornografico gay. Allora come oggi, dunque, ad attirare l'attenzione era il suo corpo, con l'unica differenza che al centro dell'attenzione non era tanto la sua capacità di muoverlo al ritmo della musica ma bensì alcune sue caratteristiche fisiche oggi tenute celate.
Michael nasce in Germania il 23 luglio 1983. Suo padre è un militare e all'età di nove anni si trasferisce con la famiglia a Houston, in Texas (Stati Uniti). Qui inizia a studiare danza presso il Houston Metropolitan Dance Center. Si specializza in jazz, balletto, salsa, hip-hop e danza moderna. Inizia a lavorare sul palco anche con grandi artisti come Kelly Rowland, Hillary Duff e Christina Aguilera.
Michael si dimostra anche molto attento al sociale, iniziando a insegnare danza in gruppi lgbt e prestando la propria opera per l'aiuto di persone portatrici di handicap. In televisione partecipa anche al reality "Step It Up and Dance" prodotto dall'emittente Bravo.

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Repubblicano anti-gay pagava per far sesso con ragazzi diciottenni

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Phillip Hinkle è un deputato repubblicano dello Iowa (Stati Uniti), padre di famiglia e particolarmente impegnato in campagne anti-gay. In particolar modo il suo operato era volto a cercare di impedire in ogni modo che coppie dello stesso sesso potessero sposarsi legalmente.
Una posizione -la sua- che però non pare rispecchiare la sua vita privata. Perlomeno è quanto emerge dopo che si è scoperto che il repubblicano avrebbe cercato sesso omosessuale su un sito di annunci, decidendo poi di incontrare Kameryn Gibson (foto), un ragazzo diciottenne al quale avrebbe offerto 100 dollari, un telefono cellulare e un iPad in cambio di una prestazione sessuale omosex ed extra coniugale.
Il tutto è venuto alla luce perché gli tutti accordi fra i due sono avvenuti via mail e i messaggi recapitati all'escort venivano ricevuti anche da sua sorella, la quale non ha esitato a vendere la storia al giornale "The Indianapolis Star".


Sull'Italia torna l'ombra del Partito nazionalista italiano

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Proteste ed inchieste giudiziarie non sono servite a bloccare l'azione del Partito nazionalista italiano, fondato nel 2009 da Gaetano Saya, un ex massone già noto alle cronache per l'accusa di aver creato un servizio segreto parallelo.
In questi giorni, attraverso il loro sito ufficiale e la loro pagina Facebook, il movimento ha dato il via ad una nuova campagna alla ricerca di adesioni per quella che loro definiscono la protezione dell'Italia dalle invasioni dei "nuovi barbari". Nel loro programma la cacciata dal territorio nazionale di tutti gli immigrati giunti nel Paese dopo il 1977, l'uscita dell'Italia dall'Europa, il divieto di "contaminazione" del sangue italiano attraverso matrimoni con stranieri, la statalizzazione di tutte le imprese, l'introduzione della pena di morte, la censura preventiva per la stampa e l'estromissione delle donne da ogni ruolo statale.
Nei suoi proclami Saya si scaglia anche contro gli omosessuali, affermando che debbano essere buttati fuori dal Parlamento e dalle istituzioni.
Sul loro sito, inoltre, è stata aggiunta la possibilità di acquistare le "uniformi per la difesa e la sicurezza della Patria", composte da camicia bianca, cravatta e cintura nere, scudetto dell'Italia e Sole nero (simbolo del misticismo hitleriano e segno caratteristico del PNI). Il tutto in uno stile non molto dissimile da quelle delle "ronde nere" che nel 2009 suscitarono indignazione popolare ed un'inchiesta da parte della magistratura. L'obiettivo è di dar vita ad una prima "adunata delle legioni" già il prossimo 24 e 25 settembre.
L'ultima mossa più "politica", infine, risale allo scorso maggio quando Saya propose l'arruolamento di Domenico Scilipoti come segretario nazionale del suo partito. Questi si disse "onorato" della richiesta e propose il rientro degli adoratori del Sole nero dell'MSI-DN in Parlamento.


Un nuovo personaggio gay in 90210

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È passato solo un anno dall'inserimento di un primo personaggio gay nella serie "90210" (spin-off di "Beverly Hills 90210") ed evidentemente deve essersi trattata di una scelta particolarmente fortunata, perlomeno guardando al continuo inserimento di situazioni e personaggi gay all'interno della trama degli episodi.
Nella quarta stagione farà la sua comparsa Shane, un ragazzo gay a proprio agio con la sua sessualità nonché attivista dei diritti gay e, in particolare, per il diritto ai matrimoni fra persone dello stesso sesso.
Ad interpretarlo sarà l'attore 27enne Ryan Rottman, noto negli Stati Uniti per aver preso parte alla serie "Gigantic".


Daniel Argentino è Mister Gay Italia 2011

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È stato eletto venerdì notte a Torre del Lago il nuovo Mister Gay Italia. Si tratta di Daniel Argentino, 21enne nato a Fiumicino e residente a Roma dove lavora come commesso.
A competere con lui, fin dalle selezioni regionali, altri 240 concorrenti dai quali sono usciti gli altri 13 finalisti presenti alla serata.
Daniel ha dedicato la vittoria alla sua famiglia, dapprima in difficoltà ad accettarlo ma poi divenuta capace di sostenerlo con calore. «Come Mister Gay Italia -ha dichiarato- voglio contribuire ad aiutare la comunità lgbt italiana a trovare nuova forza per superare il recente voto contrario del Parlamento sulla legge contro l'omofobia proposta da Anna Paola Concia e rilanciare questa grande battaglia di civiltà, di cui l'Italia ha bisogno».
L'ambita fascia porterà Daniel anche a partecipare nel 2012 all'elezione di Mister Gay Europe che si terrà in agosto per la prima volta in Italia (con le semifinali a Torre del Lago e la finale al Gay Village di Roma).


Brandon Quinn

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Brandon Quinn nasce il 7 ottobre 1977 ad Aurora, Colorado (Stati Uniti). La sua carriera da attore ha inizio nel 1998 quando ottiene il ruolo di Charlie Murphy nel film commedia "Express: Aisle to Glory".
A portarlo al successo, però, sono ruoli come quello di Tom, il ragazzo di Rex Lee, nella serie televisiva "Entourage" o quello di Tommy Dawkins, il protagonista della serie "Un lupo mannaro americano a scuola" (Serie girata in a Montreal, Canada, tra il 1999 e il 2002). È proprio a Montreal, inoltre, che conosce la modella Rachel Catudal, con la quale si è sposato e vive ora a Los Angeles insieme ai figli Chloe ed Ezra.
Fra gli altro ruoli interpareti anche quello di Murphy, un agente della sicurezza nazionale che scopre i segreti del Trio nell'ultima serie di "Streghe" e di Spencer Bullitt, un istruttore di tennis nella quarta stagione di "O.C.".
Negli Stati Uniti è anche apparso in uno spot della bibita "7 Up" insieme a Marcia Cross e Nicolette Sheridan.

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Il codice penale del Regno di Sardegne ed il reato solo origliato

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Siamo nel 1883. L'Italia è già unita e sul territorio nazionale -ad eccezione dei territori dell'ex Regno delle Due Sicilie- è vigente il codice penale del Regno di Sardegna. Fra le varie norme contenute c'è anche quella che riguarda la condanna dei cosiddetti "reati contro natura" (poi cancellata nel 1889 dall'introduzione del primo codice penale nazionale, il "Codice Zanardelli").
Ed è così che in quegli anni molti omosessuali finito in carcere perché considerati rei di aver commesso sodomia. Fra di loro anche un caso piuttosto particolare, il cui racconto fece scalpore e rimase negli atti fino a giungere ai nostri giorni.
Luigi De Barbieri e Antonio Marchese si erano recati in una stanza d'albergo e qui avevano iniziato a parlare, presumibilmente in modo un po' piccante. I loro discorsi, però, vennero uditi dall'ospite della stanza attigua che, convinto di averli colti in fragrante, chiese alla cameriera di avvertire la polizia. Gli agenti arrivarono sul posto ed arrestarono i due. Al processo di primo grado, tenutosi il 12 giugno di quell'anno, vennero condannati a tre anni di carcere.
Considerato che non vi erano testimoni oculari e che le accuse si basavano solo sui loro discorsi, i due decisero di far ricorso alla Corte d'Appello genovese che, però, confermò la sentenza. L'articolo a cui fecero riferimento i giudici è il 425 del Codice penale del Regno di Sardegna: "Qualunque atto di libidine contro natura, se sarà commesso con violenza, nei modi e nelle circostanze prevedute dagli articoli 489 e 490, sarà punito colla reclusione non minore di anni sette, estensibile ai lavori forzati a tempo; se non vi sarà stata violenza, ma vi sarà intervenuto scandalo o vi sarà stata querela, sarà punito colla reclusione, e potrà la pena anche estendersi ai lavori forzati per anni dieci, a seconda dei casi".


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Una ricerca sulla prostituzione maschile in Italia

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Un recente studio condotto in cinque città italiane (Roma, Bologna, Milano, Napoli e Cosenza) ha cercato di esplorare la vita di prostituti e senza fissa dimora appartenenti al mondo lgbt, anche nel tentativo di delineare quale atteggiamento venga mantenuto nei loro confronti da parte operatori di strutture pubbliche e privare per l'assistenza ai più disagiati.
Attraverso 80 interviste effettuate per strada e 30 presso gli operatori, ne è emersa una vera e propria mappa d'Italia. La città che risulta maggiormente dotata di un tessuto sociale attento alla marginalità è risultata Bologna. Qui esiste anche una forte cooperazione fra laici e religiosi e quest'ultimi non risultano particolarmente inclini ad effettuare emarginazioni sulla base dell'orientamento sessuale degli assistiti. Come contropartita, però, le migliori condizioni di vita portano ad una aumento del numero di gay e lesbiche che scelgono la città come propria dimora e, conseguentemente, questo aumento del potenziale "mercato" conduce ad un aumento proporzionale anche del mercato della prostituzione.
Un po' diversa è la condizione che si è registrata a Roma. Anche qui la rete assistenziale pare funzionare abbastanza bene ma, soprattutto per le trans, le condizioni di vita sono peggiorate dopo l'ormai celebre "Caso Marrazzo". Il numero di aggressioni è in continuo aumento e la capitale sta registrando un vero e proprio spopolamento dovuto ai rischi legati al prostituirsi.
Mentre Milano e Roma si sono registrati un buon numero di interventi per strada, questi sono risultati quasi inesistenti al sud d'Italia. Motivo, quest'ultimo, che influisce sull'elevata diffusione della prostituzione maschile a Napoli e Cosenza.
L'altro dato importante emerso dalla ricerca riguarda i motivi che spingono alla prostituzione. Il principale risulta essere l'escursione sociale, rappresentata in molti casi proprio dalla mancanza di accettazione manifestata dalle famiglie.


I nudi maschili del cinema

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Dopo aver ripercorso la storia della nudità del cinema, proviamo ad entrare nel vivo della faccenda con alcuni esempi pratici. Va premesso che esistono varie tipologie e livelli di nudità: c'è quella che si intravede, quella lasciata all'immaginazione ma anche attori che mostrano chiaramente il proprio "lato b" o che vengono ripresi frontalmente.
Anche la popolarità e il potere contrattuale influisce: ci sono personaggi noti che magari hanno recitato come mamma li ha fatti all'inizio della loro carriera, quando l'anonimato e la necessità di sbancare il lunario non permetteva loro di essere troppo schizzinosi sugli ingaggi che gli venivano offerti. Questa, però, non è una regola scritta nella pietra: c'è anche chi ha deciso di mostrarsi proprio nell'apice della propria carriera.
Un esempio potrebbe essere Sylvester Stallone, protagonista di un nudo frontale [1] nel film "The Party at Kitty and Stud's" (1970), da lui stesso definito un film orribile ma a cui aveva preso parte per il bisogno di soldi. Ma poi, trascorsi gli anni e raggiunto il successo, ha recitato nuovamente come mamma l'ha fatto -anche se decisamente in modo più velato e meno volgare- in "Atto di forza" (1990), con tanto di immagini di backstage [2] che fecero il giro del mondo (quella qui proposta comparve non censurata in Italia anche su riviste di cinema generaliste come "Ciak").


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Tucker Des Lauriers

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Non esiste una formula per il successo: servono sicuramente delle doti personali ma spesso influisce molto anche la fortuna. Nel caso dei modelli la dea bendata potrebbe presentarsi sotto forma dell'ingaggio giusto, con il fotografo giusto e con la giusta distribuzione fra il pubblico.
Ed è quanto pare essere successo a Tucker Des Lauriers. Bello, con un sorriso ammaliante ma di cui poco o nulla si sapeva, perlomeno prima di essere scelto dall'Abercrombie & Fitch (azienda nota per aver portato molti nuovi modelli al successo) per una campagna pubblicitaria realizzata dal fotografo Bruce Weber.
Ed è così che il suo nome ha iniziato a rimbalzare di blog in blog per mezzo mondo. Di lui si sa relativamente poco per il momento. Lavora per l'agenzia Re:Quest, è altro 185 cm, vive a New York ed è sentimentalmente legato ad una ragazza.
Sono in molti a scommettere, però, che presto ne sentiremo di nuovo parlare e forse quella sarà l'occasione anche per conoscere qualcosa in più su di lui e sulla sua vita.

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Storia della nudità nel cinema

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Fin dagli arbori del cinema esiste un intreccio fra la nudità e i film generalisti (ossia quelli non appartenenti al mondo a luci rossi). Già presente in molti dei film muti dei primi anni, venne vietata negli anni trenta attraverso l'introduzione del cosiddetto Hays Code. Solo negli anni cinquanta fecero la loro comparsa alcune scene di nudo, ma esclusivamente all'interno di pellicole a sfondo documentaristico.
L'argomento venne di nuovo messo in discussione negli anni sessanta, in occasione dell'introduzione dell'MPAA film rating system, un sistema ancor oggi in uso per segnalare la presenza di scene esplicite o violente nelle pellicole e per vietarne eventualmente la visione in base all'età. La prima reazione di Hollywood fu quella di produrre alcune pellicole incentrate sulla nudità in sé e non sull'uso di essa come qualcosa di incidentale e parte di una storia più complessa (così come avviene nella maggior parte dei casi oggigiorno).
La nudità frontale negli Stati Uniti rimase comunque un tabù e venne introdotta solo in rari casi all'interno delle pellicole. Vennero anche istituite delle vere e proprie regole non scritte basate sul livello di accettabilità delle varie scene: i nudi femminili risultarono più frequenti di quelli maschili, così come per quest'ultimi la ripresa di un pene in stato flaccido veniva ritenuto ben più accettabile di un'eventuale erezione. Nel 1994 il film "Angels and Insects" fu il primo a ricevere una classificazione NC-17 specificatamente perché un attore veniva mostrato durante un'erezione.
Il primo nudo integrale di una star di Hollywood, invece, risale ad una quindicina di anni prima (per l'esattezza nel 1980), da parte di Richard Gere nel film "American Gigolo" (foto).
Un po' diversa, invece, è la storia del cinema europeo. Mentre gli spettatori statunitensi tendono a percepisce la nudità come più opinabile rispetto all'eccesso di violenza, gli spettatori del vecchio continente -perlomeno a partire dalla seconda metà del Novecento- si sono dimostrati maggiormente inclini ad accettarla se se inserita in un contesto sessuale ma non pornografico. La differenza di percezione ha dunque portato ad un uso più libero di questa tipologia di scene.


Il catalogo autunno-inverno di Doce & Gabbana

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Per il loro catalogo autunno-inverno della collezione "Gym Lookbook", la Doce & Gabbana si è affidata ancora una volta all'obiettivo del fotografo Mariano Vivanco. Davanti a lui alcuni fra i più bei modelli del momento, fra i quali Guy Robison, Adam Senn, Sam Webb e Sacha M'Baye.
Al centro della scena c'è sempre David Gandy, a volte immortalato da solo, altre volte circondato da uomini. Il modello è anche reduce dalle recenti fatiche per la realizzazione del suo libro fotografico -realizzato proprio insieme ai due stilisti- per sostenere un progetto di digitalizzazione di alcune collezioni museali fiorentine.

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Jon Fleming

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Jon Fleming nasce nel 1981 a Neenah, in Wisconsin (Stati Uniti). Il suo esodio come attore ha luogo nel 2003, quando viene scelto per interpretare un aitante nuotatore nella serie "Passions" prodotta dalla NBC. Negli anni seguenti ottiene altre parti minori in svariate serie televisive, sempre in ruoli che mettono in luce il suo lato più sexy: è un ragazzo in costume da magno in "Mad TV", un corridore senza maglietta in "Desperate Housewives" e un uomo misterioso in "Il tempo della nostra vita".
Il 2006 è l'anno della svolta. Jon inizia a recitare nel ruolo che lo porterà alla notorietà, ossia quello di Adam nelle serie televisiva gay "Dante's Cove".
Da segnalare anche la sua partecipazione ai film horror "Camp Daze" e "Frat House Massacre".
Probabilmente complici i suoi ruoli, Jon risulta particolarmente generoso nel mostrarsi davanti all'obiettivo. Si va dalle natiche al vento durante le scene di sesso gay in "Dante's Cove", al recente nudo integrale frontale (con tanto di primo piano delle sue parti basse) durante una sua comparsa da guest star nella serie "Femme Fatales" (qui, qui e qui tre immagini tratte dalla sequenza).

Immagini: [1] [2] [3] [4] - Video: [1]


Bojan Krkić

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I giornali sportivi italiani ne stanno parlando per il suo passaggio alla Roma ma, meriti sportivi a parte, è difficile non notarlo anche per la sua presenza fisica, al punto che in molti lo considerano uno dei giocatori più sexy del mondo.
Bojan Krkić nasce a Linyola (Spagna) il 28 agosto 1990 da padre serbo e madre catalana. Inizia a giocare a calcio alla tenera età di quattro anni, prendendo parte a cinque stagioni all'interno della squadra del Bellpuig. A 8 anni partecipa ad un campo estivo organizzato dal Barcellona: i tecnici blaugrana lo notano e lo mettono subito sotto contratto.
A partire dal 1999 Bojan inizia a giocare nella squadra giovanile del Barcellona. Il 24 aprile 2007 fa il suo ingresso non ufficiale in prima squadra, dove verrà ben presto confermato grazie ai suoi meriti sul campo. Il 22 settembre dello stesso anno partecipa anche alla partita contro il Lione, diventando (a 17 anni e 25 giorni) il più giovane esordiente nella storia della Champions League.
La sua storia sportiva prosegue all'interno del Barcellona fino al 2011, quando il 22 luglio 2011 viene ufficializzato il suo trasferimento alla squadra italiana della Roma.

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Giamaica: uno spot contro l'omofobia

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Quando un personaggio apprezzato dal pubblico è il portatore di un messaggio, è più facile che venga ascoltato. Ancor più se il tutto è accompagnato dalla testimonianza della propria esperienza personale.
Ed è così che Christine Straw, Jamaica World nel 1998 e Miss Jamaica Universe nel 2004, e suo fratello Matthew, dichiaratamente gay, hanno accettato di prendere parte ad uno spot conto l'omofobia realizzato da J-Flag, un gruppo giamaicano per i diritti lgbt.
Nel filmato si vede l'affetto che esiste fra i due e si sottolinea come i gusti sessuali di una persona non possono in alcun modo interferire con i sentimenti di affetto che si provano nei suoi confronti.
Lo spot verrà trasmesso dalle televisioni giamaicane per tutto il mese di agosto con lo scopo di invitare la popolazione a sostenere i gay e le loro famiglie.

Clicca qui per guardare lo spot.


Giovanardi a Torre del Lago

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L'invito di Carlo Giovanardi all'apertura del Mardi Gras di Torre del Lago è stato vissuto da alcuni come puro masochismo e da altri come occasione di confronto. Fatto sta che il dibattito si è tenuto anche l'esito era praticamente annunciato. Dal palco del Mammamia, non senza qualche fischio da parte del pubblico, il sottosegretario ha confermato i suoi «no» alle nozze gay, alle adozioni e ad una legge contro l'omofobia.
A sostegno della sue tesi anche i già preannunciati dati provenienti da un sondaggio commissionato dal Dipartimento per le politiche della famiglia della presidenza del Consiglio e condotto su un campione di 3000 persone secondo cui il 60% degli italiani è contrario ai matrimoni gay. Dati che hanno portato ad un acceso dibattito durato una ventina di minuti in cui Paolo Patanè, presidente di Arcigay, ha contestato la maniera in cui erano state formulate le domande e l'uso di denaro pubblico per fornire dati raccolti con «domande tendenziose».
La discussione si è poi spostata sulla legge contro l'Omofobia. Giovanardi ha spiegato il suo punto di vista: «Sarei stato d'accordo se fosse stata prevista una aggravante per qualsiasi violenza determinata da un orientamento sessuale. Ma non posso accettare che la violenza su un omosessuale sia più grave di una violenza sulle donne».
Infine in merito alle sue polemiche contro la pubblicità gay-friendly dell'Ikea, ha aggiunto: «Io ho solo detto che ho giurato fedeltà alla Costituzione, e che la Costituzione non prevede che due uomini possano formare una famiglia. Se vedo due uomini che camminano mano nella mano, non me ne può fregare di meno, lo dimostra il fatto che sono qui questa sera. Ma di matrimonio gay con me non si può discutere. Semmai possiamo parlare di modifiche del codice civile e di maggiori diritti per le minoranze, questo sì».
Al di là delle piccola contraddizione sul fatto che i gay non lo infastidiscano con le sue dichiarazioni del maggio scorso (nelle quali sosteneva l'esatto opposto), sono in molti a ritenere che dall'incontro non sia emerso nulla di nuovo. Una voce fuori dal coro, però, è rappresentata da Enrico Oliari, presidente di GayLib (gay di centrodestra) che ha commentato: «Non abbiamo avuto l'impressione che si sia trattato di una "volpaggine", ma di un'apertura interessante poiché Giovanardi ha dato la sua disponibilità alle unioni civili solo per le coppie gay, sul modello tedesco, proposta che combacia con la nostra sul Riconoscimento delle Unioni omoaffettive».


Ivan Scalfarotto contro Avvenire

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Non accenna a diminuire il dibattito attorno alle polemiche sollevate dal quotidiano Avvenire nei confronti delle nozze a Francoforte fra Anna Paola Concia e sua compagna Ricarda Trautman.
Dopo il totale sostegno espresso da Gasparri (Pdl) è la volta di Ivan Scalfarotto, vicepresidente del Partito Democratico, la cui opinione è diametralmente opposta.
In una lettera indirizzata al direttore del quotidiano, Scalfarotto ha affermato: «Mettere sullo stesso piano un rapporto d'amore e un omicidio dovrebbe far specie per primo a chi lo fa e al giornale che tale opinione pubblica senza spendere una riga per stigmatizzare un così vergognoso parallelo. Non potrebbe accadere in nessun giornale rispettabile di nessuna grande democrazia. L'omofobia si ciba di queste cose e chi se ne rende responsabile dovrebbe almeno rendersene conto. Ho notato con sgomento che, in una delle lettere da lei pubblicate, un suo lettore ha addirittura equiparato il matrimonio civile tra omosessuali alla pena di morte: per il primo come per la seconda, a giudizio del suo lettore, se altri paesi ne sono provvisti non è detto che lo stesso debba accadere per l'Italia».
Poi, a sostegno della sua tesi di incoerenza da parte di Avvenire, ha aggiunto: «I Paesi che hanno approvato leggi per riconoscere le unioni gay sono proprio quelli che, in generale, non fanno ricorso alla pena di morte, al contrario: gli stati più civili hanno approvato leggi sul matrimonio gay. L'Italia è invece nell'ottima compagnia delle peggiori dittature incluse quelle dove l'omosessualità è un crimine punibile, appunto, con la morte. Diciamo che in tema di coppie gay l'landa, la Svezia, la Germania e il Portogallo stanno da una parte; l'Iran, la Bielorussia, l'Uganda e la Corea del Nord da un'altra: mi dica lei in che gruppo si pone l'Italia».


Gasparri: «Quello della Concia è un finto matrimonio»

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Dopo Giovanardi, anche Maurizio Gasparri ha voluto esprimere il proprio giudizio sul matrimonio di Paola Concia con la sua compagna. Oltre al suo disappunto per un'unione fra due persone dello stesso sesso, il capogruppo del Pdl al Senato non ha evidentemente digerito le polemiche fra la donna ed il quotidiano cattolico Avvenire (scettico sull'unione ma anche accusato di aver pubblicato notizie false riguardo a dei presunti compensi derivati dalla cessione dei diritti di esclusiva).
Fatto sta che il piatto risultava assai ghiotto, con la possibilità di attaccare in un sol colpo le unioni omosessuali e di difendere a spada tratta un quotidiano cattolico. Ed è così che ha dichiarato: «Suggeriamo a chi ha le idee confuse in materia di famiglia e di matrimoni di leggere la risposta che ha pubblicato oggi il quotidiano Avvenire a firma del suo direttore Tarquinio. Sono considerazioni chiare, non ideologiche, basate sul buon senso e sulla Costituzione. L'unica famiglia tutelata dalla Costituzione e orientata alla vita è quella formata da un uomo e una donna. L'aggressione polemica della Concia ad Avvenire è priva di senso come il suo finto matrimonio. Legga anche lei le parole di Tarquinio piene di equilibrio, saggezza e verità».


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Definì "malati" gli omosessuali, ma per la procura non c'è reato

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Lo scorso febbraio, in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario ecclesiastico, Monsignor Paolo Rigon si scagliò contro i gay dichiarando: «Non si nasce omosessuali. La nascita dell'omosessuale è rarissima, nel senso di disfunzione ormonale o fisica. Quindi, dal momento che l'omosessualità è indotta, bisogna prenderla dall'inizio, perché così si può superare, attraverso la psicoterapia. Un'omosessualità incancrenita non è superabile, non c'è matrimonio che possa aiutare questa persona. E' chiaro che un omosessuale non potrà essere fedele alla moglie o al marito».
Simili affermazioni lasciarono profondamente indignare le associazioni gay ma anche l'ordine dei medici e degli psicologi.
«Ciò che va estirpata è l'omofobia, l'odio e la discriminazione che monsignor Rigon ha contribuito a diffondere con falsità e disinformazione. Sono passati più di trent'anni dall'eliminazione dell'omosessualità dal manuale diagnostico dei disturbi mentali, ma Rigon non se n'è accorto» è stata la pronta risposta di Arcigay e Arcilesbica Liguria. La Casa della Legalità, però, decise di andare oltre e sporse denuncia contro il religioso per violenza privata e diffamazione aggravata.
Il 9 agosto scorso, però, la Procura della Repubblica di Genova ha chiesto l'archiviazione del caso per infondatezza della notizia di reato.
Soddisfazione è stata espressa dall'avvocato del monsignore che da sempre ha definito le parole del suo assistito come "non offensive". «Aveva parlato di omosessualità -ha dichiarato il legale- come di un problema per le famiglie nel momento in cui si manifesta in uno dei due coniugi, ovvero quando una persona già omosessuale contragga matrimonio con una persona eterosessuale. Non era configurabile alcun reato nelle frasi dette dal vicario giudiziale. Non avevamo dubbi sull’esito della vicenda processuale poiché le parole di monsignor Rigon non possono integrare alcun reato».
Sarà che ognuno è libero di dire ciò che vuole ma personalmente continuo a ritenere offensivo (o, perlomeno, molto pericoloso) il diffondere come verità certe delle teorie personali su presunte patologie legate a fenomeni che la scienza riconosce come del tutto naturali, soprattutto quando lo so fa in veste ufficiale e non al bar con i propri amici. Ma, evidentemente, il tribunale è stato di parere opposto.


Giovanardi dà i numeri

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Dopo i suoi commenti contro il matrimonio dell'On.Concia, il sottosegretario Carlo Giovanardi torna a parlare di un tema che pare stargli particolarmente a cuore: il suo totale dissenso nei confronti dei matrimoni fra persone dello stesso sesso.
Dichiarandosi pronto ad un confronto sul tema con la comunità gay, ha dichiarato: «Al confronto con il presidente del Arcigay, Paolo Patané, nell'ambito del festival di Mardì Gras a Torre del Lago, sarò in grado di presentare un sondaggio commissionato dal Dipartimento per le politiche della famiglia della presidenza del Consiglio, sull'opinione degli italiani in ordine al matrimonio fra persone dello stesso sesso. [...] Dal sondaggio, che ha valutato anche l'orientamento religioso degli interpellati, emergono dati estremamente interessanti che vanno analizzati con attenzione. Ad esempio, emerge che mentre il 65% degli italiani ritiene che una famiglia debba essere formata da un uomo e da una donna, solo il 30 per cento ritiene invece possibile il contrario. Inoltre, solo il 14% degli italiani contro un 85% di contrari, è favorevole al fatto che le coppie omosessuali possano adottare bambini».
Naturalmente non ci è dato modo di sapere se i dati esposti dal sottosegretario derivino da un sondaggio reale o da uno dei tanti in cui il risultato finale viene deciso al momento della loro commissione. Fatto sta che precedenti sondaggi sul tema erano emersi altri dati: dal 53% di contrari riscontrati da Sky Tg 24 al 60% di favorevoli registrati da Il Giornale. L'altalenare delle percentuali in una forbice del 25% indica già di per sé che il risultato è molto soggetto a chi viene interpellato e che difficilmente il dato può essere ritenuto esaustivo.
Inoltre va sottolineato come fino a ieri Giovanardi incentrasse tutte le sue affermazioni sulla base di quanto riteneva sancito dalla Costituzione (nonostante anche in questo caso i pareri discordanti sul tema risultassero molti) e non è chiaro il perché di questa inversione di rotta e del nuovo tentativo di cercare di ricondurre il tutto ad una ipotetica volontà popolare (chissà, poi, in base a quel campione).


Jesus Velasquez anticipa alcuni particolari sulla storia fra Lafayette e Jesus in "True blood"

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Kevin Alejandro, l'attore che veste i panni dell'infermiere Jesus Velasquez nella serie "True Blood", ha rilasciato in un'intervista ad E! alcune anticipazioni riguardo al suo ruolo nella stagione della serie in onda da qualche settimana negli Stati Uniti.
Si apprende così che si potrà assistere ad un evolversi della sua storia gay con Lafayette (interpretato da Nelson Ellis): «Si arriverà a vedere alcuni momenti davvero intimi e belli -ha dichiarato- e si vedranno delle scene davvero fuori dal normale».
A far pensare che non si tratterà di un rapporto solo fisico, ma di qualcosa di più complesso è un'altra sua affermazione: «Ciò che rende Jesus e Lafayette unici è proprio l'essere l'uno opposto dell'altro e questo, si sa, è un buon equilibrio. Penso che con qualsiasi rapporto hai bisogno di un equilibrio, non si può avere troppo da una cosa senza far andare l'ago della bilancia in una direzione, c'è sempre bisogno di qualcosa che riequilibri».
In precedenza Kevin Alejandro ha già interpretato un altro ruolo gay nella seconda stagione di "Big Love" prodotto dalla HBO.


Bocconi: un anno di sospensione per lo studente omofobo

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Qualche mese fa alcuni manifesti affissi nell'ateneo dell'Università Bocconi di Milano dal Best (Studenti Bocconi equal students) sono stati resi di mira da un omofobo che li ha imbrattati con frasi ingiuriose del tipo "I froci si curano a Zyklon b" (un acido usato nei campi di concentramento) e "L'HIV la vostra punizione". E, ancor prima, un altro studente è stato aggredito verbalmente mentre affiggeva in bacheca dei volantini del gruppo.
Un gesto che forse Bossi avrebbe liquidato come "bonario" ma che poco è piaciuto consiglio di facoltà. Anziché lasciar cadere il tutto, le indagini interne sono andate avanti ed il responsabile di entrambi i fatti è stato identificato. L'annuncio è giunto dalla voce del consigliere delegato della Bocconi, Bruno Pavesi, che ha dichiarato: «Lo studente responsabile è stato identificato, sottoposto a provvedimento disciplina­re e portato davanti al Consi­glio di facoltà».
Nei suoi confronti è stata decisa la sospesone per un anno dalla possibilità di sostenere esami e, inevitabilmente, una macchia indele­bile sul curriculum. Una punizione esemplare, dunque, resa possibile dall'introduzione nell'ateneo da circa un anno di un Honor Code che prevede, fra gli altri comportamenti sanzionabili, anche il «causare un pregiudizio o un pericolo di pregiudizio all'incolumità fisica o morale di altre persone».


Giovanardi contro il matrimonio della Concia

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Ci sono persone che hanno un'idea fissa ed amano ripeterla in continuazione, quasi fossero come quei pupazzetti con la cordicella da tirare che dicono sempre la stessa frase.
E così, Carlo Giovanardi, sottosegretario con delega alle Politiche della Famiglia, dopo le sue crociate anti-gay contro Ikea, The Sims 3 e Pisapia, non è riuscito ad astenersi dal dire la sua riguardo al matrimonio gay dell'Onorevole Concia svoltosi nei giorni scorsi in Germania.
Cercando di ridimensionare il tutto, ha affermato: «Lo considero, come tutti i rapporti fra due persone, un fatto che che rappresenta un vincolo affettivo; dal loro punto di vista, anche un rapporto d'amore» ma «non ha nulla a che fare con il matrimonio così com'è disegnato nella nostra Costituzione laica e repubblicana».
Dopo aver tirato in ballo la laicità dello Stato davanti ad una situazione forse più voluta dalla Chiesa che dagli elettori, il sottosegretario ha proseguito il discorso delineando quella che è la sua idea di famiglia: «Questa unione, in sé, non è assolutamente giudicabile. In Italia e in Europa c'è la libertà di praticare l'orientamento sessuale che si ritiene opportuno» ma «la nostra Carta prevede, quali requisiti per il matrimonio, un rapporto tra un uomo e una donna, per realizzare quella "società naturale" che è il luogo in cui nascono i figli».
In pratica il tutto sarebbe finalizzato alla sola procreazione, quasi si stesse parlando di conigli. Un'ipotesi che, per assurdo, porterebbe a dover mettere in discussione anche la validità dei matrimoni fra uomini e donne fino al momento del concepimento.
Inoltre suona fastidioso anche qual continuo riferimento alla Costituzione, quasi fosse un maldestro tentativo di cercare di dare maggior autorevolezza alle proprie parole. Peccato, però, che si stia facendo riferimento ad una precisa interpretazione della Carta, tant'è vero che proprio quel testo è stato usato per rivendicare l'incostituzionalità del divieto di matrimonio fra persone dello stesso sesso, richiesta poi respinta dai giudici non tanto sulla base dei diritti fondamentali, ma in virtù della loro opinione riguardo alla necessità di demandare al legislatore la decisione in merito.
«Il matrimonio –ha concluso il sottosegretario– è quello fra un uomo e una donna. Altri sono rapporti diversi: monogami, poligami, omosessuali...».


Accoltella il fratello perché gay

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È la storia di due fratelli di (Foggia), uno dichiaratamente gay di 38 anni e l'altro eterosessuale di 20. Quest'ultimo pare fosse particolarmente contrariato dai gusti sessuali dell'altro e, ad aggravare la situazione, anche le continue prese in giro che arrivavano dai suoi amici e conoscenti proprio per via dell'omosessualità del fratello.
E così, una sera come le altre, fra i due è scoppiata una lite per futili motivi. Una lite come ne accadono molte in tutte le famiglie, tanto più che anche la madre e un terzo fratello presenti nella stanza non avrebbero mai potuto immaginare l'epilogo.
«Sei il disonore della famiglia» ha iniziato a dirgli il 20enne e, preso un coltella da un cassetto, gli si è scagliato addosso. I presenti sono intervenuti per dividerli, riuscendoci solo dopo che il più giovane aveva già inflitto 29 coltellate al fratello.
Il tempestivo intervento del 118 ha evitato che il tutto si trasformasse in tragedia. La sua prognosi è ancora riservata ma pare non sia in pericolo di vita.
Nel frattempo il fratello, dileguatosi dopo l'aggressione, è stato individuato dalla polizia mentre faceva ritorno a casa per recuperare la sua Apecar con l'intento di utilizzarla per darsi alla fuga. Per lui sono scattate le manette per tentato omicidio.


Paola Concia sposa la sua compagna a Francoforte

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Il deputato del Pd Anna Paola Concia (48 anni) si è unita civilmente in matrimonio con la compagna, la psicologa e criminologa Ricarda Trautmann (44 anni). La cerimonia si è svolta Francoforte, in Germania, stato in cui la cosiddetta "convivenza registrata" è legge fin dal 16 febbraio 2001 (con ulteriori modifiche nel 2009 che ne hanno aumentato l'equiparazione con il matrimonio eterosessuale).
Le due si sono conosciute circa tre anni e mezzo fa e convivono in un appartamento di Roma. La decisione di compiere il grande passo venne presa nel 2009, ma l'annunciato matrimonio venne rinviato per alcuni motivi burocratici. L'Onorevole Concia, infatti, è già stata sposata e i documenti del suo divorzio con l'ex marito -necessari per procedere con le pratiche- andarono dispersi fra le macerie durante il terremoto dell'Aquila.
Le foto (da cui è tratta quella di apertura) e il video delle nozze possono essere consultate sul sito di Vanity Fair, la rivista che si è aggiudicata l'esclusiva dell'evento.


Sul web si rincorrono voci sul possibile arresto per stalking del direttore di Pontifex Roma

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Pontifex Roma è il nome di un giornale ultra-cattolico online che la comunità lgbt ha dovuto, suo malgrado, imparare a conoscere. Anche se impegnato su molti fronti (non ultima la loro battaglia per chiedere il divieto alle spose di vestirsi di bianco se non più vergini), il tema dell'omosessualità è per loro un vera e propria ossessione, al punto che la loro azione viene da molti considerata una vera e propria crociata anti-gay.
Nelle loro pagine hanno trovato spazio le opinioni di tutti i principali omofobi della Chiesa, pronti a paragonare i gay agli animali, a voler negare loro la comunione o a dirsi certi che in paradiso non ci sarà posto per loro. Parole di per sé assurde, e che lo potrebbero diventare ancor di più se la notizia che sta circolando per la rete riguardo al pulpito da cui sono state lanciate le accuse venisse confermata.
Ma andiamo con calma. Qualche giorno fa la stampa locale ha riportato la notizia dell'arresto di B.V., uno stalker 46enne che ha perseguitato per lungo tempo una ragazza di 26 anni di cui si era invaghito. Dopo averla conosciuta sul posto di lavoro, infatti, avrebbe iniziato a tempestarla con richieste a sfondo sessuale attraverso messaggi, email e telefonate in piena notte. L'uomo si sarebbe spinto anche a lasciarle il fegato di un animale morto accanto al citofono. la ragazza si è trovata così costretta ad abbandonare il proprio posto di lavoro e ha iniziato a dover vivere in uno stato di costante preoccupazione. Le forze dell'ordine sarebbero riusciti finalmente ad arrestare l'uomo dopo averlo trovato nei pressi dell'abitazione della ragazza nell'atto di scrivere alcune minacce su di un muro.
Cosa c'entra questa storia con Pontefex Roma? Ebbene, secondo alcune voci che si stanno rincorrendo sul web, B.V. non sarebbero altro che le iniziali di Bruno Volpe, il direttore e principale animatore del sito.
Al momento i gestori di Pontifex si sono rifiutati di dare una risposta a chi li ha interpellati per avere chiarimenti sulla vicenda, anche se pare che qualcuno si sia lasciato sfuggire una dichiarazione riguardo al fatto di "non poter smentire" la notizia.
Per conoscere la realtà dei fatti non rimane che attendere ulteriori sviluppi. Certo è che, in caso di conferma, lo scenario sarebbe aberrante e verrebbe da domandarsi che cosa animi lo spirito omofobo di persone che celano segreti e gesta ben più gravi.


Si è spento l'ultimo gay sopravvissuto ai campi di concentramento nazisti

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Si è spento lo scorso 3 agosto in Francia, all'età di 98 anni, Rudolf Brazda, l'ultimo gay ancora in vita sopravvissuto alla deportazione nei campi di concentramento nazisti.
Nato in Germania nel 1913, Brazda venne più volte perseguito per il suo orientamento sessuale, dapprima venendo condannato alla prigionia, poi espulso in Cecoslovacchia ed infine inviato nel campo di concentramento di Buchenwald. Lì visse per tre anni, costretto ad indossare l'ormai tristemente noto triangolo rosa, il simbolo con cui i nazisti contrassegnavano gli omosessuali.
Si spegne, così l'ultimo testimone oculare di una delle pagine più buie della storia moderna. Si stima che in quel periodo siano state circa 10 mila le persone rinchiuse nei campi di sterminio a causa del proprio orientamento sessuale.
I funerali si terranno la prossima settimana e, seguendo il suo volere, il corpo sarà cremato e le ceneri verranno poste accanto a quelle di del suo compagno Edward Mayer, anch'esso deportato a Buchenwald insieme a lui e morto nel 2003.


Il nuovo SpiderMan sarà gay

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Peter Parker non c'è più: è stato fatto morire nell'albo uscito nel giugno del 2011. La Marvel, infatti, si sta preparando a lanciare sul mercato la nuova serie "Ultimate", ossia fumetti ambientati in universi paralleli che meglio possano adattarsi alle esigenze delle nuove generazioni di lettori.
È per questo che sotto la maschera di SpiderMan si celerà un nuovo personaggio: Miles Morales, un adolescente newyorchese gay e di colore.
«Quando abbiamo avuto l'occasione di creare un nuovo SpiderMan -ha dichiarato Axel Alonso, capo editore della Marvel- sapevamo che doveva essere un personaggio che rappresentasse la diversità di preparazione ed esperienza, del ventunesimo secolo. Miles è un personaggio che non solo segue la tradizione di personaggi in cui identificarsi come Peter Parker, ma mostra anche perché è un nuovo, unico tipo di SpiderMan, e degno di questo ruolo».
Una scelta sicuramente coraggiosa, soprattutto se si considera che nell'ottobre 2010 c'è chi gridò allo scandalo per la presenza di un bacio gay sullo sfondo della copertina di un albo del "vecchio" SpiderMan. In questo caso l'omosessualità non sarà celata in un qualche angolo, ma sarà addirittura associata al personaggio principale, con l'aspettativa che milioni di adolescenti (anche etero) possano immedesimarsi in lui.


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Il Vaticano avvia un'indagine contro il vescovo pro-gay

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La posizione anti-gay della Chiesa è un fatto risaputo, ma all'interno della curia c'è anche chi ha idee ben diverse. E' il caso di alcuni preti di strada e di sacerdoti che lavorano a stretto contatto con la gente e che, probabilmente, hanno interpretato in senso più ampio il messaggio d'amore universale dei Vangeli ritenendo che ognuno debba vivere secondo la propria natura e non secondo una natura scelta qualcun altro.
Uno di loro è Raul Vera Lopez (di cui ci eravamo occupati qualche tempo fa), vescovo della diocesi di Saltillo (Messico) e in prima linea nella difesa della comunità gay.
Il suo voler sostenere che gli atti d'amore omosessuale non possano essere in alcun modo considerati contrari alla volontà di Dio non dev'essere piaciuta al Vaticano, tant'è che proprio in questi giorni è stata avviata un'indagine contro di lui.
Dal canto suo il vescovo pare intenzionato a non gettare la spugna. «C'è chi vorrebbe indebolire il mio lavoro -ha dichiarato- ma io ho tutte le intenzioni di andare avanti».
Rimane, però, un po' di amarezza verso quello che sembra un gesto quasi intimidatorio nei confronti di chi osa mettere in discussione la posizione di chiusura espressa dalla Chiesa nei confronti dell'omosessualità. Quasi come se un dialogo o un confronto sull'argomento sia da escludere a priori, nonostante un atteggiamento simile possa ricordare ad alcuni quello dei farisei -tanto criticati da Gesù- così occupati ad autoincensarsi e a sentirsi nel giusto per il loro modo di vivere la religiosità da non accorgersi si essere nel torto ben più di coloro che venivano da loro ritenuti peccatori.


In arrivo un remake gay di "Tre scapoli e un bebè" prodotto da Adam Sandler?

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La notizia non è confermata, ma sta iniziando a circolare con crescente insistenza: Adam Sandler starebbe pensando ad un remake in chiave gay di "Tre scapoli e un bebè". Il film (già remake del francese "Tre uomini e una culla" del 1985), uscì nelle sale nel 1987 e ottenne un tale successo da portare anche alla realizzazione di un sequel dal titolo "Tre scapoli e una bimba" (1990). Nella pellicola si raccontatava la storia di tre scapoli (interpretati da Steve Guttenberg, Tom Selleck e Ted Danson) che vedevano la propria vita sconvolta dal ritrovamento sulla soglia di casa della figlia neonata di uno di loro.
Stando alle indiscrezioni, il possibile remake dovrebbe basarsi grossomodo sulla medesima storia, ma con tre gay che vivono una relazione fra di loro come protagonisti. Se le voci dovessero essere confermate, Adam Sandler non si troverebbe soltanto ad dar vita ad una storia gay (come già avvenuto, ad esempio, nel 2007 con il film "Io vi dichiaro marito e marito"), ma anche ad affrontare temi discussi e controversi come l'omogenitorialità e la poli-affettività.
C'è infine chi azzarda anche dei nomi, sostenendo che il ruolo da protagonisti verrà affidato a David Spade, Chris Rock e Rob Schneider e che Adam Sandler si limiterà alla sola produzione del film.


Le dimensioni di Enrique Iglesias

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A quanto pare Enrique Iglesias ci sta prendendo gusto a parlare e far parlare delle proprie dimensioni.
Nel 2005 dichiarò per la prima volta di averlo piccolo, aggiungendo anche qualche aneddoto riguardo alla sua difficoltà nel riuscire a trovare dei profilattici della sua taglia (al punto da aver pensato di lanciare sul mercato una propria linea di profilattici XS).
Poi, nel corso 2008, il cantante ritrattò il tutto, affermando: «Ho detto per scherzo di avere un pene piccolo. Tutti l'hanno presa seriamente, ma non è vera. Quando le ragazze si rendono conto del contrario, sono molto più contente».
Oggi, a tre anni di distanza, Enrique tornato nuovamente sull'argomento. Durante un concerto a Melborne ha esordito con un: «Avrò anche la bellezza spagnola ma ho il pene più piccolo che esista al mondo. Sono serio». Poi ha proseguito con altri dettagli: «Sono cresciuto con un sacco di amici che hanno perso la verginità con le prostitute, non che ci sia qualcosa di sbagliato in questo. Hanno dovuto pagare per far l'amore. Invece io volevo aspettare la ragazza giusta. Così l'ho fatto a 25 anni». Passa poco tempo e la versione viene ritratta: «No, l'ho fatto a 17 anni ma è durato in tutto dieci secondi a causa del nervosismo e anche oggi non vado oltre i dieci minuti».
Basta sfogliare qualche blog che riporta la notizia per accorgersi che il parere quasi unanime espresso dagli autori può essere tranquillamente riassunto in un «Ma perché?». Perché mai andare a raccontare i fatti i propri al pubblico quasi come se il parlare delle dimensioni del proprio pene fosse un normale argomenti di discussione? E perché farlo dimostrando una così scarsa autostima?


Forse un trono gay a Uomini e Donne, ma...

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Le voci che circolano in rete si stanno facendo sempre più insistenti. La trasmissione televisiva "Uomini e Donne" potrebbe presto proporre un trono gay. A smorzare l'entusiasmo per notizia, però, è il nome di chi si è autoproposto per occuparlo e che molti in rete danno come il più probabile: Marcol Berti.
L'ex gieffino è noto per la sua voglia di mettersi in mostra, per i suoi eccessi e per le sue crisi isteriche. In altre parole è uno stereotipo particolarmente caro alla televisione nostrana e che non si distacca dai gay tutti piume di struzzo di cui parlava qualche giorno fa anche Fabio Canino.
Con questo -ovviamente- non voglio dire che essere effeminati sia un male. Il problema è che la televisione tende a mostrare un'unica tipologia di gay e, guarda a caso, probabilmente quella che maggiormente si presta alla presa in giro e dare l'idea dell'omosessualità come qualcosa di buffo e di lontano dalla quotidianità. Tant'è vero che già ai tempi del "Grande Fratello" in molti presero le distanze dicendo di non sentirsi rappresentati, ancor più dopo che Maicol dichiarà di sentirsi una donna intrappolata in un copro di uomo (il che lo rende tecnicamente un transessuale all'inizio del proprio percorso e non un gay, che notoriamente non provano alcun desiderio di cambiare sesso). Ma come gay viene spacciato e quello è lo stereotipo che viene passato allo spettatore comune.
D'altra parte il ragionamento sarebbe lo stesso anche nel caso di uomini eterosessuali. Se, per assurdo, non si conoscessero persone etero e se la televisione mostrasse solo il Grande Fratello, l'idea di eterosessuale che passerebbe non sarebbe particolarmente gratificante perché ci si confronterebbe solo con una certa tipologia di persone. Solo dalla pluralità ci si può fare l'idea che esistono uomini più rudi, altri più sensibili, alcuni più intelligenti, altri più simpatici...
E allora perché non dev'essere possibile far passare il messaggio che anche nella comunità lgbt c'è varietà? Perché non si deve far sapere che c'è il gay più maschile, quello più tradizionale, il direttore di banca e anche quello più pittoresco?
Lo sforzo non sarebbe poi molto, ma fintanto che si continuerà a non aver problemi a mostrare Maicol in fascia pomeridiana ma si censureranno i baci più "normali" di Gossip Girl, allora è evidente che al pubblico verrà dato un unico messaggio, con buona pace per chi deve fare i conti con gli stereotipi nel sostenere la normalità dell'esser gay.