Archivio: settembre 2011

I matrimoni gay durano più a lungo

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Secondo un recente studio statistico dell'Office of National Statistics britannico, i matrimoni fra persona dello stesso hanno maggiori probabilità di durare più a lungo di quelli eterosessuali.
La tesi nasce da alcuni dati che hanno preso in considerazione un campione di 42.000 coppie omosessuali sposate, constatando che nei cinque anni di monitoraggio solo il 2,5% ha scelto di divorziare a fronte di un 5,5% fra le coppie eterosessuali.
Trattandosi di pura statistica non viene fornita alcuna spiegazione del perché, ma ad aiutarci a capirne le cause potrebbero venirci in aiuto alcuni dati sociologici pubblicati nel 2008 dal New York Times (proprio a poche settimane di distanza dalla decisione della Corte Suprema della California di legalizzare i matrimoni fra persone dello stesso sesso). Fra i motivi che favoriscono i rapporti interni alle unioni fra persone dello stessi vi sarebbe innanzi tutto l'assenza di una così marcata differenza biologica fra le parti, spesso motivo di conflitti nella coppia. Inoltre vi sarebbe anche molta più equilibrio nella ridistribuzione di oneri ed onori riguardanti temi quotidiani come i lavori domestici, il sesso ed il denaro (ridistribuiti in modo pressoché eguale nelle coppie omosessuali, contrariamente a quelle eterosessuali dove è più facile che sia la donna a doversi occupare delle faccende domestiche o che sia l'uomo ad occuparsi della gestione finanziaria).
Infine, qualora nascano dei conflitti all'interno della coppia, pare che i gay abbiano una capacità maggiore nel risolverli in modo più rapido.


Atleti nudi per pubblicizzare l'intimo

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Athena, uno dei marchi leader nel campo dell'intimo maschile in Francia, sta lanciando sul mercato la sua nuova collezione. Per pubblicizzarla e per sottolineare la loro rinnovata partnership con il team francese di atletica, l'azienda ha scelto di dar vita ad una campagna -intrisa anche da aspetti volutamente ironici- che mostra alcuni sportivi che praticano la loro attività agonistica in mutante o completamente nudi.
Più in particolare sono quattro gli atleti che hanno prestato la propria immagine: Renaud Lavillenie (campione europeo di salto con l'asta nel 2009), Kevin Mayer (campione del mondo junior di decathlon nel 2009), Martial Mbandjock (campione europeo in carica della staffetta 4×100 metri) e Romain Barras (medaglia d'oro di decathlon ai campionati europei 2010).
A far parlare ancor più degli scatti, però, è il video di backstage che che ha fatto la sua comparsa su Internet. Le immagini, opportunamente offuscate in prossimità della parti basse, mostrano i quattro durante gli scatti che completamente nudi che eseguono i loro difficili esercizi ginnici, accompagnati dall'intero staff che si è spogliato anch'esso per metterli a proprio agio.

Immagini: [1] [2] [3] [4] [5] [6] [7] - Video: [1]


Tuo figlio è gay? Te lo dice il telefonino

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Ha suscitato molte polemiche in Francia l'uscita di un'applicazione per smartphone dall'eloquente titolo "Mon Fils Est-Il Gay?" ("Mio figlio è gay?"), pubblicata sia sull'App Store di Apple che sul Market di Android.
Al costo di un euro e 99 è possibile scaricare il software che, una volta installato sul proprio telefonino, promette di svelare alle mamme apprensive e preoccupate per la sessualità del figlio (così perlomeno come pare debba essere il loro umore, perlomeno in base all'immagine proposta come "copertina" del prodotto) se loro figlio sia gay o meno. Il tutto attraverso un quiz di venti domande che paiono ripercorrere per filo e per segno i peggiori stereotipi sugli omosessuali. Si va dal classico «Gli piace il calcio?» al «È particolarmente attento all'abbigliamento e ai marchi?» e dal «Gli piacciono i musical?» fino al «Ha mai fatto a botte con qualcuno».
Già è di per sé singolare proporre di ricorrere ad un test anziché fare quattro chiacchiere con proprio figlio, ma il basare il tutto sull'assunto che non esistano gay a cui piace il calcio o che tutti gli omosessuali adorino i musical appare un po' come il parto di una mente che ha assimilato un po' troppi luoghi comuni riguardo al mondo lgbt.
Alla fine il test sentenzia uno dei due possibili esiti: «Non preoccuparti, tuo figlio non è gay. Quindi ci sono buone possibilità per te di diventare nonna con tutte le gioie che comporta» oppure «È inutile voltarsi dall'altra parte! [...] Tuo figlio è gay! [...] Accettalo! Lui è attratto dai ragazzi come tu lo sei dagli uomini».
Alcune associazioni francesi, preoccupate sia per la superficialità delle domande che per i possibili effetti che l'applicazione potrebbe avere su madri già troppo apprensive, si sono già messe in opera per chiederne la rimozione dai due store.


Torna l'ombra del bavaglio su Internet

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Ci avevano già provato nel 2010, ma le manifestazioni e le proteste dei cittadini (unite a voci critiche da parte dei finiani -ai tempi in forza alla maggioranza- e di alcuni deputati dello stesso Pdl) riuscirono ad avere la meglio su quella che era stata da tutti definita la «legge bavaglio». Ora, a poco più di un anno di distanza, il governo ci riprova e presenta una norma già ribattezzata con il nome di «ammazza blog».
Il tutto è contenuto nel ddl contro le intercettazioni -fortemente voluto dal premier Silvio Berlusconi- realizzato da Angelino Alfano ed approdato oggi alla Camera. All'interno del comma 29 i blog vengono equiparati ai siti di informazione e vene imposto ai loro gestori a rettificare ogni contenuto pubblicato sulla base di una semplice richiesta di soggetti che si ritengano lesi dal contenuto (indipendentemente dalla fondatezza o meno) entro 48 ore dalla richiesta. In caso contrario si rischia una multa fino a 12 mila euro.
In altre parole potrebbe bastare un week-end al mare o due giorni senza controllare la posta elettronica, perché un blogger amatoriale possa per finire nei guai per aver espresso il proprio punto di vista (peraltro anche nel caso in cui venga comprovato che non sussista diffamazione alcuna) solo per non aver dato spazio alla rettifica nei tempi previsti dal comma.
Un'ipotesi che è stata fortemente contestata dal mondo di Internet e dai blogger di ambedue gli schieramenti politici che intravvedendo rischi troppo elevati per chi vuole raccontare l'attualità o esprimere il proprio pensiero in maniera del tutto amatoriale.
Ed è così che si sta già preparando ad una nuova ondata di proteste simile a quella già avvenuta lo scorso anno, in occasione di una norma simile, o come lo luglio scorso luglio quando il governo propose l'introduzione della possibilità di multare e di inibire l'accesso a determinati contenuti senza bisogno di passare dall'autorità giudiziaria (ed anche in quel caso ad essere molto criticate furono le 48 ore di tempo lasciate agli autori per la rimozione del materiale contestato).


Anche relazioni gay su The Sim Social

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"The Sims" è videogame creato undici anni fa Will Wright (già autore di giochi di successo come "Sim City" e "Spore") che nel corso degli anni ed attraverso le sue tre versioni ha venduto più di 140 milioni di copie. Da circa un mese ne ha esordito su Facebook una nuova dal titolo "The Sim Social", sempre prodotta dalla Electronic Arts e realizzato dalla Playfish (società già autrice di altri celebri giochi per social network come, ad esempio, "Pet Society").
Una delle peculiarità che ha accompagnato il videogame sin dalla sua prima versione è la presenza di personaggi gay (cosa che ai tempi fece scalpare in quanto si trattò di una delle prime volte in cui questa possibilità veniva prevista). Caratteristica, quest'ultima, rimasta invariata anche nella versione online: ogni sim (l'alter ego virtuale dei giocatori) ha piena possibilità di corteggiare e di instaurare relazioni amorose sia con persone dell'altro sesso che con quelle del proprio.
Man mano che la relazione avanza, nel gioco vengono sbloccate nuove interazioni con il proprio partner che vanno dalle coccole al fare la doccia insieme o dal scambiarsi bacio al sesso vero e proprio (rappresentato -ovviamente senza scene esplicite- da un letto che sobbalza in mezzo ad una pioggia di cuoricini).
L'unica assenza rispetto alla versione off-line è l'assenza della possibilità di celebrare matrimoni (sia etero che gay), previsti invece nelle versioni precedenti e, a partire dalla terza versione, comprensivi di uno status di "marito e marito" (scelta che, seppur con qualche mese di ritardo, mandò su tutte le furie il sottosegretario Carlo Giovanardi che rispolverò alcune delle critiche già rivolte verso la campagna gay-friendly dell'Ikea).


Monsignor Babini: «Vendola pecca più di Berlusconi»

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Monsignor Giacomo Babini, vescovo emerito di Grosseto, è tornato a parlare dalle pagine di Pontifex e, come nel suo stile e nello stile del sito, non si è trattenuto dal parlare di omosessualità. Nella fattispecie, mentre tutti i giornali di oggi riportano la notizia del richiamo della CEI ad uno stile di vita più etico per i politici italiani, Babini ha pensato bene di difendere a spada tratta Berlusconi spiegando che «oggi la politica spesso si fa con le mutande e non con la testa».
Poi, per rincarare la dose, è tornato su uno dei suoi concetti più rincorrenti, ossia che qualsiasi atto sia comunque meno peggio dell'essere gay. Ed è così che, riguardo al presunto coinvolgimento del premier in un giro di escort, il religioso fa ricorso ad un paragone con un suo avversario politico: «Credo, da cattolico, che la omosessualità praticata sia un peccato gravissimo e contro natura, certamente peggiore di chi va con l'altro sesso. Alla luce dei fatti, senza stilare classifiche, Vendola pecca molto di più di Berlusconi».
Già in passato il religioso si era lanciato in altre sue personali classifiche dove, guarda il caso, l'omosessualità risultava il male assoluto. Una fra le sue dichiarazioni più celebri e scioccanti fu quella in cui sostenne che la pedofilia fosse preferibile all'omosessualità. E non è neppure la prima volta che una certa parte della curia usa questo tipo di confronti per prendere le difese del premier: ad esempio, in occasione della bestemmia pronunciata dal Presidente del Consiglio durante una sua barzelletta, Monsignor Rino Fisichella spiegò -sempre alle pagine di Pontefix- che in fondo era meglio bestemmiare che appoggiare le unioni civili per i gay.
Riguardo al leader di Sinistra Ecologia Libertà, infine, questo non è certo il primo attacco a lui diretto da parte di Babini: già in passato si scagliò verso di lui e il suo essere gay, arrivando a sostenere la necessità di «non dare la comunione a Vendola e agli omosessuali conclamati come lui».


È morto Sergio Bonelli

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Si è spento stamattina a Monza Sergio Bonelli, personaggio di spicco nel panorama fumettistico italiano ed editore di collane come "Tex", "Dylan Dog", "Mister No" e "Martin Mystère". Aveva 79 anni ed era ricoverato in ospedale da circa una settimana.
Nato a Milano il 2 dicembre 1932 da Gian Luigi Bonelli (creatore di Tex e fondatore della casa editrice Audace) e da Tea Bonelli (che dal 1946 ha preso le redini della casa editrice dell'ex marito), entra giovanissimo come tuttofare nell'azienda di famiglia. Nel 1957 prende in mano la casa editrice Cepim, futura Sergio Bonelli Editore, subentrando alla madre nella direzione.
Sotto lo pseudonimo di Guido Nolitta (scelto per evitare confusioni con il padre) esordisce come autore nel 1958, scrivendo la sceneggiatura di "Un Ragazzo nel Far West", seguita due anni più tardi da "Il Giudice Bean". È nel 1961, però, che darà vita a Zagor, personaggio che diventerà uno dei più grandi successi della casa editrice. la sua creazione preferita, però, rimarrà quella di Mister No, figura da lui partorita nel 1975. Nel gennaio del 1976 è il primo sceneggiatore a sostituire il padre sulle pagine di "Tex", esordendo con la storia dal titolo "Caccia all'uomo".
I suoi impegni da editore lo portano poi a doversi allontanare sempre più dall'attività di autore: nel 1982 interruppe la realizzazione di sceneggiature per "Zagor" e nel 1995 anche quelle di "Mister No", pur rientrando per un breve periodo per scrivere le sue ultime avventure prima della chiusura del mensile (sostituito fino al 2009 da una serie di albi speciali).
A gennaio 2007 ha preso il posto di Decio Canzio alla direzione generale della Sergio Bonelli Editore.


Tutti nudi al Grande Fratello inglese

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In Gran Bretagna è iniziata lo scorso 9 settembre la dodicesima edizione del "Big Brother", la versione inglese del nostro "Grande Fratello". Sette uomini e sette donne (tutti tra i 18 e i 30 anni d'età) rimarranno chiusi in una casa per 64 giorni, spiati 24 ore al giorno dall'occhio indiscreto delle telecamere.
Una delle prime cose a saltare all'occhio è che la versione trasmessa dall'emittente britannica Channel 5 è sicuramente meno pudica di quella nostrana. Un esempio eloquente è la modalità con cui vengono trasmesse le immagini delle docce dei concorrenti (mostrate solo di recente anche in Italia): i nostri concorrenti erano soliti indossare dei costumi da bagno per coprirsi la part intime, mentre i loro pare non si facciano particolari problemi a farle completamente nudi nonostante la presenza di solo un vetro smerigliato che lascia comunque intravedere o immaginare qualcosa.
Ma a sommarsi è anche la vera e propria voglia dei concorrenti di mettersi in mostra anche da quel punto di vista, come nel caso del naked pool party (una festa in piscina completamente nudi) che hanno pensato di improvvisare e che le telecamere hanno puntualmente immortalato.

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Arriva Bunker, il supereroe gay

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La "Teen Titans" è una serie lanciata nel 1964 per seguire le avventure degli aiutanti dei supereroi: da Robin a Kid Flash e da Aqualad a Wonder Girl.
Ora che la DC Comics ha deciso di rilanciare la serie, il fumettista Brett Booth ha annunciato che uno dei nuovi personaggi sarà gay. Si tratta di Bunker, un ragazzo cresciuto in nel piccolo villaggio di El Chiar in Messico e che non avrà problemi a vivere con naturalezza la propria sessualità.
Per il mondo del fumetto statunitense questa non è certo una novità assoluta, anche se i personaggi gay rimangano comunque abbastanza rari. Parlando di ruoli di rilievo (e quindi non di semplici apparizioni), attualmente ve ne sono quattro nelle serie "X-Factor" e "Young Avengers" prodotte dalla Marvel ed altrettanti in "Batwoman" e "Stormwatch" per quanto riguarda le pubblicazioni edite della DC Comics.


Nick Ayler

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Nick Ayler nasce nel 1987 a Las Vegas, in Nevada (Stati Uniti). Negli anni della scuola (high, middle e grade school) si trasferisce di città per ben diciotto volte, avendo così ben poco tempo a disposizione per potersi concentrare sul tentativo di costruirsi una carriera da modello.
L'occasione arriva nel 2008, quando posa per una campagna pubblicitaria della Abercrombie & Fitch a cui seguono altri servizi per Tyori Menswear ed Apple. Le sue fotografie iniziano ad apparire anche su numerose riviste, come "DNA", "Mens Exercise" e "Bello".
Per lui la strada verso il successo è ormai aperta, ma Nick decide di rimettersi in gioco provando ad esordire come attore. Ottiene così alcune parti nei film "Holy Rollers" e "Fighting" ed in serie televisive come "Army Wives" e "Mercy".
Nick è anche un grande appassionato di musica. Fin dall'età di 14 anni Nick ha lavorato come deejay e da sette anni suona la batteria.

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Minzolini censurò un servizio sui matrimoni gay

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I fatti risalgono al 26 giugno scorso, quando nel corso del Tg1 delle 20 venne trasmesso un servizio dal titolo "I matrimoni gay nella chiesa valdese", dedicato per l'appunto alla prima unione fra due uomini celebrata in Italia in un tempio valdese. Il pezzo era stato realizzato da un giornalista della sede Rai di Milano per il TG regionale e poi passato a quello nazionale. Peccato, però, che quello andato in onda sul Tg1 sia stato un servizio "depurato" da qualsiasi riferimento che potesse risultare "scomodo".
A denunciare il fatto è stato lo stesso Consiglio di redazione del TGR Lombardia che ha inviato un esposto per censura all'Ordine dei Giornalisti contro il direttore del telegiornale di Rai Uno, Augusto Minzolini. Secondo il CdR lombardo, infatti, non solo ci sarebbero stati dei tagli, ma questi avrebbero modificato l'intero servizio «nel senso e nella struttura».
A finire fra le forbici sono stati tre passaggi: quello in cui Guido Scelsi dall'altare ha promesso fedeltà al compagno (con la formula «Ciro, mi dono a te, ti amo. Confido in te e in te mi rallegro»), quella in cui il pastore valdese Giuseppe Platone si è mostrato critico verso la mancanza in Italia di una legge sui matrimoni gay («Noi non celebriamo questa mattina un matrimonio gay. Quello che faremo non ha nessun valore giuridico perché siamo in un Paese che su questo punto è completamente assente» e la chiusura in cui veniva annunciata l'intenzione da parte del sindaco Giuliano Pisapia di istituire il registro delle unioni di fatto a Milano.
Il tutto, ovviamente, senza comunicare assolutamente nulla all'autore del servizio (nonostante l'ampio anticipo con cui il tutto era stato consegnato), il quale avrebbe avuto il diritto di discutere delle modifiche e, eventualmente, di chiedere la rimozione del proprio nome dal nuovo montaggio.
Nel suo esposto il CdR lombardo ha segnalato anche altri casi di tensione fra la loro redazione e quella del Tg1, come accaduto in occasione di alcuni servizi riguardanti i processi a carico di Silvio Berlusconi o nel caso di altri pezzi giudiziari richiesti da Roma e poi misteriosamente "sfilati" all'ultimo momento.


Lista di politici gay e omofobi: le prime reazioni

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Dopo la pubblicazione da parte di un gruppo anonimo di una lista contenente i nomi di politici accusati di essere omofobi in aula ma segretamente gay, stanno iniziando ad arrivare le prime reazioni.
La strategia scelta da chi ha visto citare il proprio nome pare essere l'ironia e il desiderio di drammatizzare. Massimo Corsaro ha dichiarato: «Mi era giunta notizia che il mio nome sarebbe stato strumentalmente inserito in un elenco infamante. Per un attimo ho temuto che mi inserissero in quello degli interisti occulti. Tutto sommato meglio così». Mario Baccini, invece, ha affermato: «Sono seriamente preoccupato perché ho già ricevuto un centinaio di telefonate di donne in apprensione, a cominciare da mia moglie Diana. A seguito della notizia mi hanno assicurato che si sta costituendo un comitato femminile per la tutela del maschio latino che lancerà una campagna di adesioni e raccolta firme affinché l'Unesco mi riconosca come maschio patrimonio dell'umanità».
Più duri i toni scelti dal ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, che ha dichiarato: «Si tratta di una bufala, cinica e violenta: diffamazione gratuita che non aiuta certo la causa della lotta contro l'omofobia, anzi, fomenta l'intolleranza e, quindi, la violenza. Il ricorso all'idea di lista, poi, riporta alla nostra memoria orrori del passato che non si ripeteranno». Dello stesso parere è anche Carlo Giovanardi che ha parlato di «un'azione violenta di intidimazione».
Da parte del mondo gay, invece, arrivano reazioni discordanti. C'è Aurelio Mancuso, presidente di Equality Italia, che difende la lista sostenendo che sia il «frutto dell'indignazione di chi quotidianamente subisce violenze e insulti. Se uno dice ad un altro che è gay di cosa lo sta accusando?». Di parere diametralmente opposto è Paolo Patanè, presidente di Arcigay, che ha parlato di un'«operazione spregevole» che «inganna la legittima rabbia delle persone gay, lesbo e trans esasperate dall'assenza di rispetto e delle leggi».


Pubblicata la prima lista di politici gay ed omofobi

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Ferdinando Adornato, Mario Baccini, il portavoce di Berlusconi Paolo Bonaiuti, il leghista Roberto Calderoli, Massimo Corsaro, il governatore della Lombardia Roberto Formigoni, Maurizio Gasparri, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, Marco Milanese e Luca Volontè. Sono questi i nomi di presunti politici omosessuali non dichiarati ed omofobi pubblicati oggi dal sito Listaouting. Una lista secca, dunque, di soli nomi e cognomi senza l'aggiunta di prove a sostegno della tesi sostenuta che indica solo esponenti di centro-destra (Pdl e Udc) che votarono per affossare la legge contro l'omofobia.
L'iniziativa era stata annunciata da un gruppo di anonimi (presumibilmente di italiani residenti all'estero) lo scorso 15 settembre, con lo scopo dichiarato nel loro manifesto di voler «far comprendere chiaramente come nel Parlamento italiano viga la regola dell'ipocrisia e della discriminazione». Il tutto su ispirazione di Aurelio Mancuso, presidente di Equality Italia, che di fronte ad una bocciatura annunciata della legge contro l'omofobia dichiarò: «Smaschereremo tutti quegli omosessuali invisibili, politici, preti, uomini e donne di potere, che per nascondersi si accaniscono pubblicamente contro le libertà e i diritti delle persone omosessuali».
Un'iniziativa, però, che non ha mancato di spaccare la comunità lgbt italiana fra favorevoli e contrari. Mentre Arcigay condanna la pratica dell'outing, su Internet non è difficile imbattersi in persone che la sostengono a spada tratta. Va ricordato, infatti, che si tratta di uno strumento abbastanza diffuso all'estero e che nel corso degli anni ha portato a smascherare molti casi di politici segretamente omosessuali ma pubblicamente contrari ad ogni tipo di legge pro-gay. L'ultimo in ordine di tempo è il caso di Roberto Arango, un senatore di Porto Rico fra i maggiori oppositori alle nozze fra gay ma colto ad aver pubblicato alcune sue foto osé su un social network per incontri gay. Dopo aver cercato di negare il tutto, il senatore ha poi deciso di rassegnare le proprie dimissioni.
Bisognerà vedere, però, se anche in Italia basterà mettere un politico davanti alle sue contraddizioni (qualora vengano confermate) per metterlo in difficoltà o se l'abitudine alla contraddizione a cui la politica ci ha abituato in questi anni sarà sufficiente a far finire il tutto a tarallucci e vino.


Stati Uniti: si è suicidato il 14enne gay che lottava contro l'omofobia

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Jamey Rodemeyer viveva nella città di Buffalo, nello stato di New York (Stati Uniti) ed aveva solo 14 anni. Da quando decise di dichiararsi pubblicamente bisessuale, i suoi compagni hanno iniziato ad essere più violenti con lui, sia verbalmente che fisicamente.
Lui, però, non si perse d'animo ed iniziò ad intraprendere una serie di iniziative per difendere sé stesso e le altre persone gay e bisessuali. Registrò anche un video per la campagna "It Gets Better", un progetto ideato da Dan Savage e Terry Miller per prevenire i suicidi fra addolescenti gay attraverso i messaggi di incoraggiamento lanciati da numerosi personaggi celebri e meno celebri (fra cui attori, cantati e lo stesso Presidente Obama).
A sostenere Jamey c'era anche la sua famiglia ed era seguito da un assistente sociale e da uno psicologo. Probabilmente, però, non era abbastanza. La sua crescente sofferenza per la situazione e per la sensazione di impotenza si intuiva anche dai messaggi che pubblicava sul suo blog. L'8 settembre scorso scrisse: «A nessuno della mia scuola importa prevenire i suicidi, voi siete quelli che mi chiamate checca e mi fate a pezzi». Ed ancora: «Io parlo sempre di quello che subisco, ma nessuno mi sta a sentire. Cosa devo fare perché la gente mi ascolti?».
Un grido d'aiuto che portò ad una serie di messaggi di incoraggiamento da parte di alcuni fan di Lady Gaga (da lui ringraziata nel suo video per il supporto dato alla comunità lgbt) ma anche alcuni commenti stupidi e violenti pubblicati su un social network che era solito frequentare («Jamie è stupido, gay, grasso e brutto. Deve morire!» e «Non me ne fregherebbe nulla se tu morissi. Non importerebbe a nessuno. Quindi fallo. Renderebbe tutti più felici»).
Poi, ad inizio settimana, il tragico epilogo: Jamey evidentemente non ce l'ha fatta più a continuare a lottare e ha deciso di togliersi la vita.
Dan Savage ha così interpretato l'accaduto: «L'obiettivo di "It Gets Better" è dare ai ragazzi come Jamey un po' di speranza per il loro futuro. A volte però la speranza non è sufficiente. A volte il danno che fa dentro di te l’odio delle persone che ti stanno attorno è troppo grande. A volte il futuro sembra troppo lontano. È quello il momento in cui il tuo cuore si spezza».

Video: [1]


Thore Schölermann

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Thore Schölermann nasce il 26 settembre 1984 a Iserlohn (Germania). Dopo essersi laureato nel 2004, si trasferisce nella cittadina di Palma sull'isola di Maiorca (Spagna) per studiare recitazione e diventare un attore professionista.
Ottiene alcune parti in dei cortometraggi ma è nel 2006 che arriva il successo dopo essere stato scelto per interpretare il personaggio gay di Christian Mann nella soap opera "Verbotene Liebe".
Anche se eterosessuale, Thore si è sempre detto a proprio agio con il suo ruolo gay: «Ho tratto ispirazione dal film "I segreti di Brokeback Mountain". So che potrebbe apparire un po' esagerato, ma cerco di puntare in alto. Quel film mi ha sorpreso in modo positivo. Mi ha mostrato come si possa rappresentare l'amore fra due senza pregiudizi.... "Io non sono gay" è una delle frasi più belle di tutto il film: i due personaggi si amano e non importa che nome diano al loro amore».

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Il «Don't ask, don't tell» non c'è più

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Dalla mezzanotte di ieri è stato definitivamente abrogato il cosiddetto «Don't ask, don't tell», la norma vigente dal 1993 che consentiva ai gay di prestare servizio nelle forze armate statunitensi a patto che nessuno avesse dei sospetti riguardo alle loro preferenze sessuali.
Dopo una serie di tira e molla, il senato aveva deciso la sua abrogazione lo scorso dicembre, ma dato l'intercorrere di alcuni "tempi tecnici" che consentissero al Pentagono di recepirne le nuove norme, il tutto è divenuto operativo solo ora. Anche tutti i processi in corso nei confronti di militari accusati di essere omosessuali decadranno automaticamente.
La notizia, com'è prevedibile, è stata accolta con gioia dalla comunità omosessuale che presta servizio nell'esercito statunitense e che fino ad oggi ha dovuto vivere nell'ombra. C'è chi, come Gary Ross e Dan Swezy (fidanzati segretamente da 11 anni), ha deciso di celebrare il proprio matrimonio allo scoccare della mezzanotte o chi ha voluto pubblicare su YouTube il proprio coming out telefonico con il padre.
Fra i militari usciti allo scoperto c'è anche Josh Seefried, uno dei co-fondatori di OutServe, un sito riservato ai gay delle forze armate che in questi anni ha messo in contatto fra loro più di 4mila soldati omosessuali in servizio in giro per il mondo.


Il figlio di Brooke diventa un attore porno gay

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Jeremy Skott Snider ha 21 anni ed è il figlio dell'attrice Katherine Kelly Lang, più nota al grande pubblico come Brooke Logan della soap opera "Beautiful".
Da bambino aveva già recitato una piccola parte al fianco della madre proprio nella celebre soap opera e qualche tempo fa aveva dichiarato che «questo settore scorre nelle mie vene, e ho intenzione di portare avanti l’eredità. Sono un ragazzo carino con un atteggiamento positivo e professionale».
Ed effettivamente così è stato e Jeremy ha recentemente esordito come attore in un film... anche se probabilmente non proprio del genere che in molti si sarebbero aspettati. Stiamo parlando, infatti, di due distinti filmati gay a luci rosse realizzati da Seancodye, nei quali Nick (questo è lo pseudonimo che ha scelto sul set) è coinvolto rispettivamente in una scena in solitaria e in un ruolo da passivo insieme ad un altro uomo.
Per la cronaca, la madre interpreta sul piccolo schermo un personaggio che non si fa particolari problemi a passare di letto in letto (senza farsi mancare neppure avventure alcune con compagni e mariti dei familiari) mentre il padre (Skott Snider, divorziato da Katherine nel 1995) è un regista e produttore cinematografico che nel suo curriculum vanta anche svariati filmati realizzati per Playboy. Che siano quelle le eredità che il giovane Jeremy ha affermato di voler portare avanti?

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Da calciatore ad attore pornografico gay

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Lui si chiama Jonathan De Falco e fino a qualche mese era un calciatore della Racing Mechelen, una squadra di calcio belga militante nella terza categoria B. Poi, in seguito ad alcuni infortuni in campo, ha dovuto rescindere il contratto in accordo con la squadra.
Per lui è così iniziata una nuova vita: l'ex calciatore ventottenne ha aperto un un centro massaggi ed ha iniziato ad esibirsi come ballerino in un night club. Ed è proprio qui che è stato notato da un produttore di film per adulti che gli ha offerto una parte in un suo film.
Coniato il nome d'arte di Stany Falcone, Jonathan ha così esordito nel settore della pornografia gay, ripetendo poi l'esperienza anche con altre case di produzione e riviste di settore. In meno di un'anno di attività ha collezionato esperienze con Hard Brit Lads, UK Naked Men, Citebeur, Uk Naked Men, Citebeur e Cazzo film.
Riguardo ai suoi ruoli gay e al suo passato da calciatore, Jonathan ha dichiarato: «Sono stato fidanzato con un ragazzo alcuni mesi, e da quando ho vent'anni frequento soltanto persone gay e locali gay. Nessuno ha mai notato nulla. Se avessero conosciuto il mio orientamento sessuale avrei avuto dei problemi. Il mondo del calcio non è pronto per accettare giocatori gay dichiarati. Ci sono ancora molti pregiudizi e pochissima tolleranza».

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Su Internet cresce il porno fai-da-te

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Si stima che il 12% dei siti presenti online si occupi di contenuti per soli adulti e che di questi l'89% sia stato creato negli Stati Uniti.
Fra loro anche tutta una serie si siti che permettono di guardare dei video amatoriali (o, perlomeno, che dovrebbero essere tali) caricati dagli utenti sullo stile di YouTube. Ed è proprio quest'ultima fetta di mercato che, secondo un recente studio statistico, starebbe registrando in questi mesi una forte crescita.
Nonostante il un crollo di accesso registrato dopo il forte boom seguito alla loro nascita (un trend probabilmente insostenibile e quasi fisiologico in caso di interesse nel pubblico verso una novità), gli attuali dati mostrano una curva in continua crescita del numero di visitatori unici (ossia di persone fisiche che accedono ai siti indipendentemente dal numero di pagine da loro visualizzate) che è arrivato ad un incremento di oltre il 100% nell'ultimo anno.
Al celebre You Porn, uno dei pionieri di questo mercato, si sono affiancati una serie di concorrenti che con tempo hanno conquistato fette di pubblico anche maggiori rispetto al rivale: nella classifica odierna dei siti più visti troviamo PornHub con i suoi 25 milioni di visite uniche al mese, seguito Redtube, Xhamster, YouPorn e Xnxx.com.
Se da un lato si assiste a questa crescita (e si potrebbe disquisiste sul fatto che il traino possa essere la volontà di assistere a scene "vere" e non recitate come nei film o se è la gratuità dei contenuti a fare la differenza), dall'altro va registrato anche come sia in aumento in numero di persone che scelgono di condividere in rete i propri momenti di intimità (da soli o con il partner), filmandoli e rendendoli disponibili a tutti.

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Censimento 2011: coppie gay e disinformazione

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Si sta molto parlando in questi giorni del nuovo censimento dell'Istat che, per la prima volta, riconoscerà anche le unioni affettive fra persone dello stesso sesso.
Come purtroppo capita spesso in questo periodo, alcuni giornali hanno cercato di tirare l'acqua al proprio mulino (o alla propria parte politica) con titoli ad effetto che lasciavano anche immaginare particolari inesatti o non inerenti alla realtà.
È per questo motivo che Arcigay ha richiesto la diffusione di un proprio articolo in cui cerca di fare un po' di chiarezza. Di seguito il testo:

Leggiamo oggi, su testate di opposto colore politico, che, da una parte, le coppie gay saranno "contate" nel prossimo censimento 2011, dall'altra, no.
E se "Il Manifesto" titola "Censimento, manca il quesito sulle coppie di fatto", "Libero" dice: "L'Istat spende milioni per dirti se sei gay". "Avvenire", per parte sua, è soddisfattissimo: "Resterà a bocca asciutta, dunque, chi ha cercato di strumentalizzare perfino una rilevazione statistica".
Considerato che Arcigay ha incontrato più volte Istat, i suoi ricercatori e i suoi dirigenti, proprio sul prossimo censimento, per trovare una soluzione idonea al conteggio delle famiglie conviventi gay e etero (anche in luce della normativa vigente, delle richieste Europee e della normativa sulla privacy), siamo a sgomberare il campo da ogni equivoco.
Il censimento dirà il numero globale di coppie conviventi etero e gay per motivi affettivi. E cioè quelle che nel censimento barreranno la casellina, a p. 16 del questionario, "Convivente in coppia con l'intestatario". Il dato che emergerà sarà fondamentale nella battaglia di piena parità di tutte le famiglie, etero e gay che siano.
Ma veniamo ai gay.
Nel censimento, a pagina 3, si dichiara il sesso dei conviventi. Istat, incrociando il dato relativo al sesso dei conviventi (M e M o F e F) con la casellina "Convivente in coppia con l'intestatario", disporrà del numero di famiglie di omosessuali e lesbiche che convivono per motivi affettivi. Istat quindi considererà le famiglie composte da persone dello stesso sesso allo stesso modo di ogni famiglia italiana. E questa è una grande vittoria.
Evidentemente rimarranno fuori dal censimento le coppie gay non conviventi, i single e quelli che, per ragioni loro o perché male informati, non vorranno dichiararsi come coppie conviventi.
Il Censimento non conterà quindi il numero di gay italiani, come nessun altro censimento al mondo, ma offrirà finalmente di un punto di partenza necessario e fondamentale per la nostra battaglia di piena parità per le nostre famiglie.
Proprio per questo, insieme all'Associazione radicale Certi diritti, Rete Lenford e a Gay.it, abbiamo lanciato la campagna "Fai contare il tuo amore", chiedendo alle coppie di omosessuali e lesbiche conviventi di mettere una crocetta su quella casellina.
Qualunque altra ipotesi o illazione che sostenga che le coppie gay non saranno contate, e ne abbiamo letto persino su siti gay di opinabile valore e ascoltato per bocca di persone che fanno parte del movimento lgbt, fa il gioco pericoloso di "Avvenire", che vorrebbe trasformare puerilmente una vittoria di tutti noi in una sconfitta.


In arrivo su Internet i nomi dei i politici gay ma omofobi

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Il 23 settembre alle ore 10 verrà pubblicata una prima lista di dieci nomi di politici -o di altre importanti cariche pubbliche- segretamente omosessuali ma pronti a discriminare le persone gay, lesbiche e transessuali per mantenere il loro status.
È quanto promette Listaouting, un sito creato da un gruppo anonimo che nel proprio manifesto afferma di voler «riportare un po' di giustizia in un Paese dove ci sono persone che non hanno alcun tipo di difesa rispetto agli insulti e gli attacchi quotidiani da parte di una classe politica ipocrita e cattiva. L'outing è uno strumento politico duro ma giusto [...] Abbiamo deciso di iniziare con questi primi dieci nomi per far comprendere chiaramente come nel Parlamento italiano viga la regola dell'ipocrisia e della discriminazione».
L'ideatore "morale" dell'iniziativa è Aurelio Mancuso (ex presidente di Arcigay ed ora presidente di Equality Italia) che la minacciò ai tempi del voto sulla legge contro l'omofobia nel caso in cui la norma fosse stata bocciata. Attualmente si dice estraneo al gruppo anonimo, pur affermando di condividerne pienamente ideali e scopi.
Di parere diametralmente opposto è Paolo Patanè, attuale presidente nazionale di Arcigay, che ha dichiarato: «Per Arcigay, l'outing, e cioè la pratica di fare i nomi di omosessuali o lesbiche che per diverse ragioni hanno scelto di vivere segretamente il loro orientamento sessuale, è una pratica di estrema violenza, del tutto estranea alla nostra storia, cultura e orizzonte politico. Arcigay si dissocia quindi da iniziative di quel genere e condanna con la massima severità perché gratuite, violente ed inutili».
Dello stesso parere è anche Per Franco Grillini (anch'egli ex presidente di Arcigay) che teme che simili metodi di lotta potrebbero avere effetti controproducenti: «Se sputtano al mondo i nomi dei parlamentari omosessuali non risolvo il problema e forse mi metto contro chi in incognito potrebbe aiutarci a raggiungere gli obiettivi che ci proponiamo da qualche tempo».


Dominic Nell

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Dominic Nell è un modello 27enne originario del Sud Africa ed ora residente a Londra. Alcuni, però, lo ricorderanno anche con atri nomi: ha infatti lavorato sotto lo pseudonimo di Steve per FirstAuditions e come James Nichols per Englishlads. Nonostante si presuma sia etero, nei filmati e sei servizi fotografici pubblicati dai due siti pare evidente che Dominic non abbia avuto particolari problemi a prestarsi alla realizzazione di materiale espressamente realizzato per un pubblico gay (con tanto di scene soft con altri uomini o l'utilizzo di giochi erotici).
Alto 170 centimetri per 59 chili di peso, una volta finita la gavetta ha iniziato a lavorare più prettamente come modello, prestando la propria immagine anche a fotografi rinomati come Dylan Rosser e Dean Stockings.
Fra le sua altre occupazioni, Dominic è anche un personal trainer, un consulente nutrizionista e quello che lui definisce un motivational health speaker.
Recentemente è divenuto anche il co-fondatore del Masghuk (Motivating and Supporting Great Health), una compagnia che offre supporto per la salute ed il fitness e che pubblica periodicamente sul proprio canale You Tube anche alcuni video motivazionali presentati proprio da Dominic.

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La storia del concorso di Mister Gay Italia

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Il concorso di Mister Gay Italia è nato nel 1997 da un'idea di Corrado Fumagalli (che ne rimaste il patron fino al 2009) per ricalcare le orme di concorsi simili che già si svolgevano in altri Paesi europei.
La prima edizione si tenne a Bergamo e venne vinta da Salvatore Inguì, la cui storia fece scalpore perché i suoi genitori appresero dell'orientamento sessuale del figlio dalla TV. Anche le edizioni successive si svolsero nella città lombarda, fino al 2002 quando si scelse di renderlo un appuntamento itinerante per varie città d'Italia.
Fin dall'esordio l'evento ha avuto un carattere nazionale e si è riproposto di scegliere il vincitore non solo per la sua presenza fisica, ma anche in base alla sua capacità di rappresentare mondo omosessuale in termini di visibilità e di impegno sociale. L'obiettivo ultimo, infatti, è sempre stato quello di cercare di aumentare la visibilità dei gay italiani e di contribuire conseguentemente al cammino per la pari dignità ed i pieni diritti di gay, lesbiche, bisessuali e transessuali.
È proprio per questo motivo che il vincitore dell'edizione 2002, Cristiano Luongo, rischiò di perdere il titolo perché reticente a rivelare il proprio orientamento sessuale, in pieno contrasto con il regolamento che prevede espressamente che i partecipanti accettino di rendersi visibili. Alla fine decise di fare coming out e conservò la fascia.
A partire dal 2010, la gestione del concorso è passata nelle mani del portale internet Gay.it, con il conseguente maggior coinvolgimento degli iscritti alla loro community nelle varie fasi del concorso.


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La collezione autunno/inverno dell'intimo ES

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Se un tempo poteva essere considerata una scelta audace o pionieristica (seppur premiante nei risultati), oggigiorno è in continua crescita il numero di aziende che decidono di inserire all'interno dei propri cataloghi alcune immagini non solo altamente curate dal punto di vista tecnico, ma a tratti anche erotiche o omoerotiche.
La spagnola ES Collection è fra queste e nel suo catalogo autunno/inverno di intimo maschile non è venuta meno alle aspettative. Quattro modelli ben degni di nota (Julian Escamilla, Juan Guttierrez, Ruben Lopez e Tatiana Gallardo) sono stati immortalati mentre indossano i capi della collezione nella cornice dell'ex carcere di Segovia (città situata al centro della Spagna).
Un forte contrasto fra l'ambiente e i suoi protagonisti, dunque, in cui si alternano foto in solitaria, abbracci fra maschi e una serie di parti lasciate intravedere per solleticare l'immaginazione dell'osservatore.

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Padova: don Barbero benedice l'amore fra due donne

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Don Franco Barbero è un sacerdote padovano che il 4 settembre scorso ha benedetto l'unione tra due donne lesbiche.
Finite le celebrazioni ha deciso di spiegare al vescovo della città il perché della sua scelta, affidando il suo pensiero ad una lettera aperta che è stata pubblicata ieri da "Il Mattino di Padova". Ecco il testo:

Caro vescovo, sabato 4 settembre ho benedetto le nozze di due donne omosessuali sui Colli Euganei. E' stata una celebrazione partecipata nella quale ho incontrato persone attente e disponibili ad accogliere il messaggio di Gesù di Nazaret. Con sorpresa ho letto una bella cronaca sul mattino di Padova e poi il suo comunicato. Ciò che un vescovo può dire rispetto alle persone omosessuali, si sa già prima che lui apra la bocca; ma io voglio solo proporle due riflessioni.
Come può dichiarare invalido questo atto quando la sua validità non dipende né da lei né da me, ma dalla realtà del dono che Dio ha accordato a queste due donne? E se imparassimo a scoprire i mille modi in cui Dio fa scorrere l'amore in tutte le arterie del mondo? Il rischio è quello di ripetere regole ecclesiastiche che la scienza e l'esegesi storico-crtitica hanno sepolto da decenni. Dio non si ferma alle mappe della nostra Chiesa.
Ma, signor vescovo, io le chiedo di partecipare a questa gioia. Voglio dirle che ormai milioni di gay e lesbiche vivono senza contraddizione l'esperienza di fede e l'esperienza dell'amore omosessuale, in tutta pace, sotto il sorriso di Dio. E' davvero un tempo nuovo, un tempo di grazia: sono cristiani e cristiane adulti/e, che finalmente non hanno più bisogno di chiedere permesso. Ne incontro a decine di migliaia. Per me come prete -tale sono da48 anni e tale resto- questa è una constatazione che mi allarga il cuore. Davvero il Vangelo libera, responsabilizza, fa crescere, alimenta l'amore. Perchè lei non partecipa a questa gioia nel vedere che esistono questi cristiani e cristiane usciti/e dalla minore età? Si tratta di discepoli del nazareno più autonomi, meno pastorizzati, più felici di essere ciò che sono e più capaci di assumere la responsabilità di un amore profondo e fedele.
Le esprimo queste riflessioni in evidente ed aperto dissenso, con rispetto e con viva cordialità.


È morto Andy Whitfield

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Si è spento a Sydney Andy Whitfield, l'attore divenuto celebre in tutto il mondo per essere stato il protagonista della prima stagione di "Spartacus - Sangue e sabbia" (trasmessa in Italia da Sky). Aveva solo 39 e da 18 mesi combatteva una battaglia contro il cancro.
Il suo debutto televisivo avvenne nel 2004 con un'apparizione in un episodio della serie "All Saints". Nel 2007 esordì sul grande schermo con il film "Gabriel - La furia degli angeli" diretto da Shane Abbess, mentre nel 2008 tornò in TV in alcuni episodi di "The Strip", "Packed to the Rafters" e "Le sorelle McLeod".
Quando nel 2010 venne chiamato dalla produzione di "Spartacus ", Andy era ancora un attore semi-professionista e non aveva ancora lasciato il suo impiego da ingegnere ed ispettore edile. Per prepararsi alle riprese lavorò molto in palestra per trasformare il suo copro magro in quello muscoloso che meglio si addiceva al personaggio che si stava apprestando ad interpretare.
Al termine della prima stagione gli venne diagnosticato un linfoma non Hodgkin. Il produttore esecutivo della serie, Steven DeKnight, lo voleva a tutti i costi anche per la seconda e così tentò di dargli il tempo per curarsi creando un prequel dal titolo "Gods of the Arena" (Gli dei dell'arena). Alla fine, considerato anche l'aggravarsi della sua situazione, dovette cedere e nella seconda stagione (in onda dal prossimo febbraio su Sky) il ruolo passo all'attore australiano Liam McIntyre.
«Sarà ricordato come l'uomo ispirato, coraggioso e gentile, padre e marito che era», ha dichiarato la moglie. In una nota ha voluto anche ringraziare anche i numerosi fan che in questi mesi hanno sostenuto il marito.

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Giovanardi contro Madonna (perché amica dei gay)

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Carlo Giovanardi è tornato a sedere nel salotto di "KlausCondicio", un programma di Klaus Davi trasmesso attraverso You Tube, in una puntata dal titolo "Popstar contro Berlusconi: è marketing?".
Come prevedibile, il sottosegretario ha difeso a spada tratta il suo leader contro gli attacchi a lui rivolti da Madonna nel corso di un'intervista rilasciata al Festival di Venezia in cui l'ha definito «Inadatto a governare».
«Molto intelligente l'attacco all'Italia e a Berlusconi della signora Ciccone -ha dichiarato Giovanardi- Riprende un giornale inglese, The Economist, che pontifica da un Paese in cui, ad agosto, abbiamo visto rivolte sociali senza precedenti e certamente avrà sentito cosa ha detto il premier inglese a commento di una città come Londra messa a ferro e fuoco; l'Inghilterra è un Paese in preda a un evidente sfascio delle strutture familiari, a una disgregazione totale della società. Insomma se il pulpito cui si ispira Madonna è quello inglese... allora possiamo stare tranquilli».
Provando a sorvolare sul perché una situazione interna dovrebbe screditare automaticamente , per il solo fatto di essere stampato lì, un giudizio espresso da un famoso giornale economico (che qualche tempo fa aveva dedicato a Berlusconi un articolo dal titolo "Perché è inadatto a governare l'Italia") e su quale sia il legame che fa sì che un giudizio espresso su singolo politico dovrebbe risultare un insulto all'intero Paese (pensiero poi ripreso anche da Daniela Santaché, il che mette Giovanardi in buona compagna), è sul finale che il sottosegretario ha dato il meglio di sé tornando su uno dei suoi più classici tormentoni, la sua ossessione contro i gay.
«Gli italiani sanno che è una supermiliardaria e non è che la gente si lasci irretire da questi satrapi ricchi e viziati -ha affermato- Tra l'altro, la signora Ciccone è apertamente per le famiglie omosessuali, quindi schierata palesemente contro la nostra cultura e la nostra Costituzione che non prevedono famiglie gay».
Qualcuno potrebbe gentilmente digli che quella è la sua personale cultura e che la Costituzione non dice nulla di specifico a tal proposito (quella che continua a rivangare è solo un'interpretazione). E, già che ci siamo, potreste ricordargli che anche Berlusconi è un multimiliardario?


Max Emerson

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Max Emerson è un modello della nota agenzia Q Management di New York (Stati Uniti). È da circa un paio d'anni che alcune sue fotografie e campagne pubblicitarie hanno iniziato a circolare su Internet, ma in questi giorni si sta registrando un vero e proprio boom nella sua presenza su blog e siti grazie ad un nuovo sevizio fotografico firmato da Rick Day. A renderlo così imperdibile la forte carica di erotismo che il fotografo è solito dare ai propri scatti unita ad un fisico decisamente degno di nota.
Già nel 2010 Max fu il protagonista di un altro servizio con forti connotazioni erotiche realizzato da Jeremy Kost: in quel caso, però, al suo fianco nei vari scatti c'era un peluche di tigre (a volte tenuto stretto fra le braccia, altre volte esibito in pose simil-erotiche sotto alla doccia). Una scelta che, evidentemente, non deve aver appassionato così tanto il pubblico al punto da garantire una diffusione mediatica delle immagini paragonabile a quella odierna.
Max Emerson è alto 182 centimetri, la sua cantante preferita è Yoko Ono ed ama il tennis e la ginnastica ritmica.

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Il censimento dell'Istat apre alle coppie gay

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Prenderà il via il prossimo mese il nuovo censimento dell'Istat con un'importante novità: l'ingresso delle coppie gay fra quelle censite dal questionario. Un riconoscimento chiesto a gran voce fin dallo scorso censimento, risalente a dieci anni fa, quando due uomini che vivevano sotto lo stesso tetto erano considerati come normali coinquilini indipendentemente dal rapporto sentimentale che potesse esistere fra loro (e contrariamente a quanto avveniva per le coppie etero).
La speranza è quella che ne possa uscire un quadro veritiero, tale da costringere il governo a dover prendere atto della situazione attuale senza potersi più nascondere dietro a scuse o finti assunti, motivo per cui alcuni siti ed associazioni gay stanno conducendo delle campagne per chiedere a tutti di indicare la vera natura della propria convivenza senza incorrere nella paura di pregiudizi.
«È un traguardo importante -ha dichiarato il presidente di Arcigay- Ci siamo intestati questa battaglia dieci anni fa come Gay.it, ai tempi del precedente censimento che non prevedeva in alcun modo la possibilità di individuare le coppie omosessuali conviventi ignorando, così, una fetta importante della popolazione. Dopo ripetuti appelli e contatti con l'Istat in cui abbiamo chiesto che il nuovo questionario contemplasse anche le nostre realtà, finalmente ce l'’abbiamo fatta. Adesso sta ai gay e alle lesbiche italiane cogliere questa importantissima occasione».


Matthieu Charneau

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Matthieu Charneau nasce il 23 novembre 1988 a Parigi, in Francia. La sua prima esperienza da modello ha luogo nell'estate del 2010, dopo essere stato notato per le strade cittadine da un fotografo che gli ha proposto di prendere parte ad un servizio fotografico.
L'esperienza si ripete ben presto e Matthieu ha così l'occasione di posare per diversi fotografi che gli propongono stili molto diversi fra loro.
A contribuire alla sua popolarità anche la sua partecipazione al concorso di Mister Gay organizzato sul sito Internet dalla nota rivista francese "Tetu": vince dapprima il titolo di "Mister Gay settembre" e, pochi mesi più tardi, anche quello di "Mister Gay 2011".
Il titolo appena vinto contribuisce anche alla sua carriera, permettendo agli operatori del mondo della moda di notarlo e di proporgli nuove opportunità lavorative.
Matthieu è alto 173 centimetri, pesa 64 chili, ha occhi marroni e capelli castani.

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Lesbica aggredita e picchiata in un ristorante di Milano

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I fatti si sono svolti nella serata di mercoledì in un ristorante cinese in via Raffaello Sanzio a Milano, dove una ragazza lesbica di 29 anni stava cenando insieme ad alcune amiche e alla sua fidanzata.
Stando a quanto raccontato dai testimoni oculari, in un tavolo vicino sedeva un uomo calvo, tatuato e di corporatura imponente che per tutta la serata avrebbe rivolto alla ragazza dei commenti di carattere omofobo per farle capire che non gradiva vederla in compagnia di una fidanzata. Innervosita dalle continue provocazioni, la ragazza gli ha risposto: «Ma non sei gay anche tu?».
Tanto è bastato per mandare su tutte le furie l'uomo che si è alzato e ha iniziato a prenderla a pugni in pieno volto. Gli avventori del locale sono rimasti impietriti e il tutto si sarebbe svolto con una tale fretta da non permettere a nessuno di intervenire, se non chiamando la polizia ed il 118 quando ormai la ragazza aveva già la maglietta insanguinata e riportava forti dolori al naso.
Nel frattempo l'aggressore, accortosi che alcuni dei presenti avevano chiamato le forze dell'ordine, si è dileguato in compagnia della fidanzata. Due amiche della vittima hanno tentato di inseguirlo ma, giunti alla fermata Buonarroti della metropolitana, sarebbero state costrette a fuggire dopo un tentativo di aggressione da parte dell'uomo.
Nel frattempo la ragazza è stata trasportata all'ospedale San Paolo, presentandosi successivamente in questura per sporgere denuncia.


Marco Mazzanti è gay?

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Vi ricordate di Marco Mazzanti, il concorrente della nona edizione del Grande Fratello? A tempi la stampa scandalistica si occupò molto dei suoi presunti gusti sessuali, ipotizzando che fosse bisex. Si arrivò anche a sostenere che, una volta uscito dalla casa, avesse intrapreso una relazione amorosa con il conduttore televisivo (dichiaratamente gay) Alessandro Cecchi Paone.
A richiamare oggi l'attenzione sull'argomento è stato un messaggio pubblicato sul suo profilo Facebook dall'ormai ex-fidanzata Lea Veggenti. Nel testo si legge:

È con immenso sollievo che comunico a tutti la fine della mia relazione, se così si può chiamare, con Marco. Il sollievo deriva dal fatto che finalmente non mi sento in colpa e ho voglia di dire che la rottura dipende dall’averlo colto in flagrante ma non con il tipo di persona che mi sarei aspettata! È troppo moderno per me.

Un messaggio che, pur senza affermare nulla di preciso, ha lasciato ipotizzare a molti che Lea lo possa aver trovato a letto con un altro uomo.
Non va sottovalutata, tuttavia, l'ipotesi che si possa trattare anche di un messaggio volutamente allusivo ad una voce che circola da tempo nel mondo del gossip lasciato da una ragazza magari delusa o arrabbiata per la fine di una storia d'amore.
Fatto sta che le illazioni sull'argomento si stanno ricorrendo su Internet e, al momento, il diretto interessato non ha ancora rilasciato dichiarazioni in merito.

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La Rai censura il matrimonio gay di una sere tedesca

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Due uomini che si sposano in un convento, fra la gioia delle suore e del sindaco che sta celebrando la funzione. È quanto si vede nell'ottava puntata della serie televisiva "Un ciclone in convento" dal titolo "Romeo e Romeo". Puntata che, seguendo la normale sequenza degli episodi, sarebbe dovuto andare in onda proprio ieri mattina su Rai Uno. Peccato, però, che la rete di viale Mazzini abbia trasmesso quella successiva dal titolo "Un nonno mitico" e dalle tematiche sicuramente meno controverse.
La serie va in onda dalla'8 gennaio 2002 su Das Erste, il canale nazionale della TV pubblica tedesca ARD, ed è sbarcato in Italia nel 2004.
Non è la prima volta che la Rai finisce nell'occhio del ciclone per via di una certa facilità nel mettere mano alle forbici in presenza di scene gay. È celebre, ad esempio, il caso di Brokeback Mountains, trasmesso da Rai Due nel dicembre del 2008 dopo un'accurata depurazione da tutti i baci fra uomini (ma non delle scene eterosessuali). Le proteste dei telespettatori portarono alla riprogrammazione del film nel marzo del 2009, ma la pellicola venne trasmessa in tarda serata e in anticipo di un giorno rispetto a quanto comunicato. Poi, ancora, la versione censurata del film venne messa nuovamente in onda anche da Rai Movie nel settembre del 2010 e nel giugno 2011 (sostenendo in entrambi i casi che si sia fosse trattato di un errore tecnico).
Sotto le mani dei censori è finito anche un episodio del telefilm "Las Vegas" (trasmesso da Rai Due) nel quale è stato tagliato il bacio lesbico fra Mary e Sam.
In quest'ultimo caso, invece, al posto di ricorrere a tagli, si è preferito saltare direttamente l'episodio. Qualsiasi sia la motivazione che verrà fornita dalla Rai, è difficile non notare come le casualità, i disguidi e le varie scelte cadano sempre in un'unica direzione (quando si dice il caso!).
Dura la reazione di Paola Concia che ha commentato: «La Rai nelle mani del centrodestra, lontana anni luce dal sentimento degli italiani».
Aurelio Mancuso, presidente di Equality Italia, ha aggiunto: «La decisione di censurare la puntata è stata presa da Rai Uno, ovvero Rai Vaticano, la rete più vicina alle gerarchie cattoliche. Il problema sono i dirigenti della televisione pubblica, i quali pensano che gli italiani non siano pronti a vedere scene di questo tipo. Non è così».


La moda... a luci rosse

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Pur di catturare l'attenzione del pubblico si sta provando un po' di tutto. Ed è così che Nicola Formichetti, noto per il suo ruolo di fashion director di Lady Gaga e nuovo direttore creativo di Thierry Mugler, ha schioccato Parigi attraverso la modalità da lui scelta per presentare la collezione di moda primavera/estate 2010 dal titolo "Fratelli di Arcadia" di Mugler.
Il tutto, infatti, è stato basato sulla realizzazione di un cortometraggio realizzato da Branislav Jankic ed ispirato al cinema neo-realista italiano. Le immagini si rifanno ai miti greci, al mondo fantastico e al voyeurismo, ed è proprio in virtù di quest'ultimo riferimento che non mancano scene di nudo e di sesso esplicito, con risolverti piccanti che a tratti sconfinano nella pornografia.
Non è dunque un caso se per la distribuzione della versione non censurata del video è stato scelto un sito come Xtube, una nota piattaforma per la condivisione di video riservati ai soli adulti.
Fra i modelli nelle riprese anche il supermodel 22enne francese Matthieu Charneau, al quale si affiancano Travis Cannata, Esmir Redzepagic, Alex Eroe, Peter Pagan, Justin Barnhill, Ellie Ross e Nomi Ruiz.

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L'Italia in sciopero: resta il licenziamento facile ed arriva l'innalzamento dell'Iva

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Migliaia di lavoratori sono scesi in piazza stamattina per manifestare contro la manovra economica e, in particolare, contro la possibilità per le aziende di scavalcare i contratti nazionali di lavoro e contro la scomparsa di alcuni punti riguardanti la lotta all'evasione fiscale (che ora sarà perlopiù affidata ad alcuni spot televisivi che chiederanno a chi non ha mai pagato le tasse di iniziare a farlo). Rimarrà invece il carcere per chi evade almeno 3 milioni di euro (una somma molto elevata che ben pochi si possono permettere di raggiungere), ma è stata tolta la retroattività della norma, salvaguardando chi ha già rubato in passato.
Nonostante la partecipazione alla manifestazione di oggi sia stata stimata intorno al 60% dei lavoratori, per il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, si tratta di una percentuale "bassa" e di cancellare l'articolo 8 «non se ne parla proprio» (queste le sue testuali parole affidate ad una nota).
Intanto Berlusconi ha tenuto nel pomeriggio a Palazzo Grazioli un nuovo vertice con gli esponenti di Pdl e Lega, durante il quale sarebbero state decise una serie di modifiche aggiuntive, fra cui l'innalzamento di un punto percentuale dell'Iva, la re-introduzione del contributo di solidarietà per i più ricchi (determinati in base ad una soglia di 300mila euro di reddito) e l'innalzamento dell'età pensionabile delle donne del settore privato a partire dal 2014. Si prevede, inoltre, l'inserimento immediato nella costituzione dell'obbligo al pareggio di bilancio e l'abolizione delle province.


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Hector Peña

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L'esordio televisivo di Hector Peña, nato il 19 luglio a Caracas (Venezuela), è stato perlopiù casuale: da parte sua non vi era alcuna intenzione a partecipare al casting del programma "Ají Dulce" ma l'insistenza di alcuni suoi amici ebbe la meglio e, una volta presovi parte, venne scelto.
Si aprirono così per lui le porte del mondo del piccolo schermo. Gli anni successivi lo vedono coinvolto in programmi come "Gaitas sin pupitres" e "Ají Picante", nonché in una moltitudine di telenovelle come "Amor a palos", "Y los declaro marido y mujer", "Nadie me dirá cómo quererte" e "Que el cielo me explique". Tutti programmi trasmessi da Radio Caracas Television, una emittente che nel 2007 ha chiuso i battenti dopo che Hugo Chávez l'ha accusata di minare le attività del suo governo e di aver appoggiato il fallito colpo di stato del 2002.
Per Hector, comunque, la carriera non si è chiusa ed è stato immediatamente scelto dal canale concorrente Venevisión per interpretare il ruolo di Álvaro Moncada nella soap "Natalia del Mar".
Recentemente ha anche esordito nelle vesti di modello come volto della campagna pubblicitaria di Xantos, un'azienda che produce costumi da bagno.

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Nell'Italia dei disoccupati si favorisce il licenziamento

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Ci aveva già provato nel 2001, ma in quell'occasione il secondo governo Berlusconi fu costretto ad una retromarcia dopo che oltre tre milioni di persone scesero in piazza per manifestare contro l'ipotesi di una modifica dell'articolo 8 dei lavoratori, la quale prevedeva un indennizzo economico anziché il reintegro in caso di licenziamento senza giusta causa.
Nel 2008 fu la volta di un'altra norma, introdotta attraverso un emendamento alla finanziaria, che colpì solo i lavori a tempo determinato, introducendo la possibilità per le aziende di liquidare con un indennizzo economico anziché un'assunzione a tempo indeterminato i lavoratori per i quali fossero state accertate dal giudice delle violazioni dei presupposti per il contratto o delle norme che lo regolano.
In occasione della nuova manovra economica (che sarà esaminato dall'Aula martedì, per poi passare alla Camera), la Commissione bilancio del Senato ha approvato un emendamento della maggioranza che pare ricalcare quella già proposta nel 2001. Sotto attacco è ancora una volta l'articolo 8 dello Statuto dei Lavoratori che (insieme ad altre norme che regolano mansioni, contratti a tempo determinato, orario di lavoro...) potrà essere scavalcato attraverso accordi aziendali e territoriali con i sindacati. Le uniche eccezioni che rimarranno tutelate sono i licenziamenti per motivi discriminatori, per matrimonio o per gravidanza. Unico limite alle norme approvate saranno la Costituzione e della norme europee sul lavoro.


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Lucas Arantes

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Lucas Arantes nasce nel 1986 a Piumhi, in Brasile. Il suo primo obiettivo è quello di provare a diventare un giocatore di calcio professionista, ma in seguito ad un grave infortunio deve rinunciarvi.
Per lui, però, si apre una nuova strada quando gli viene proposto di diventare un modello: Lucas decide di accettare e di provare a seguire questa nuova opportunità.
Gli scatti che lo ritraggono iniziano così a fare la loro comparsa su riviste come "Canon", "Stern Magazine" e "Dsquared". Per lui si aprono anche le porte delle passerelle di alcuni importanti stilisti di moda.
L'ormai conquistata sicurezza davanti all'obiettivo delle macchine fotografiche gli permettono anche di affrontare con disinvoltura la paura della macchina da presa nel suo tentativo di voler tentare un esordio nel mondo del cinema.
Attualmente vive a Milano dove concentra i suoi sforzi nella sua carriera da modello internazionale, pur senza dimenticare di lavorare per gettare le basi per dar vita ad una nuova carriera anche da attore professionista.

Immagini: [1] [2] [3] [4] [5] [6] - Video: [1]


Mariano Martinez è il volto di Bakhou Underwear

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La Bakhou Underwear è un nuovo marchio di intimo maschile che sarà lanciato sul mercato il prossimo ottobre. In vista dell'esordio, la società ha già dato vita ad una campagna di marketing attraverso la pubblicazione di una loro pagina Facebook e con una serie di scatti contenenti alcune anticipazioni della loro linea. Ed è per proprio quest'ultima serie di immagini che la scelta del volto (e del corpo) protagonista della campagna è caduta sull'attore argentino Mariano Martinez.
Nato il 5 dicembre 1978 a La Boca (Buenos Aires), Mariano ha esordito come attore all'età di 16 anni nel ruolo di co-protagoonista nella serie televisiva "La Nena". Negli anni successivi ha recitato in molte altre serie argentine come, ad esempio, "Mi Familia Es Un Dibujo", "Son Amores", "Alma Pirata" e "Valientes".
Il suo arrivo sul grande schermo, invece, risale al 1988 nel film diretto da Eduardo Mignogna "El Faro". Nel 2000 ha preso parte al film "Sólo Por Hoy", seguito nel 2001 da "NS/NC" e nel 2004 da "Peligrosa Obsesión".

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Allontanato il direttore che si lasciò andare ad esternazioni omofobe durante il tg

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La vicenda ha avuto inizio lo scorso lunedì, quando in chiusura del telegiornale di Dì Lucca, un'emittente locale visibile su Internet e sul digitale terrestre, il direttore Daniele Vanni si è rifiutato di trasmettere le immagini dell'elezione di Miss Trans Italia. Il tutto con un lungo monologo che ha toccato anche molti altri punti con una serie di giudizi personali considerati da molti come omofobi.
Dopo aver parlato di Miss Italia, ha affermato: «E poi devo chiudere con due concorsi di bellezza ma di altro tipo, dei quali mi rifiuto di passare le immagini anche se ne siamo in possesso. Infatti se era ingiusto schernire una volta o tenere addirittura chiusi in casa i diversi -anche gli omosessuali- a me sembra eccessivo il gay pride oppure farci sopra dei concorsi di bellezza. Così non abbiamo passato le immagini quando c'è stato il Mr Gay qualche giorno fa: ne abbiamo dato solo notizia. Fra l'altro Daniel Argentino, l'eletto, ha dedicato la sua vittoria a babbo e mamma che senz'altro ne saranno contenti. Così diamo atto del fatto che sabato sera si è votato per la più bella Miss Trans italiana e anche per la più bella Miss Sudamericana, sempre a Torre del Lago che sta diventando, da questo punto di vista, un problema di ordine pubblico, ma forse non ce ne accorgiamo».
A denunciare l'accaduto è stato il portale Gay.it che, su segnalazione di un lettore, ha pubblicato ieri il video di quello spezzone di telegiornale. L'indignazione generata è stata tale che ben presto un alto numero di blog e di siti di informazioni hanno rilanciato la notizia, sollevando un vero e proprio polverone mediatico.


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Russia: cannibale adesca un gay e lo mangia

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È stato arrestato in Russia, nella cittadina di Murmansk, un ragazzo accusato di cannibalismo. Secondo la ricostruzione della polizia, il 21enne averebbe adescato un uomo di 32 anni tramite un sito di incontri gay e con la promessa di un incontro a scopo sessuale. U na volta invitatolo a casa sua, lo avrebbe ucciso a pugnalate per poi farlo a pezzi e mangiarlo nel giro di una settimana. Il fatto risalirebbe al 19 agosto scorso, ma si ipotizza che il giovane avesse già progettato di ripetere l'agghiacciante rituale in un'altra decina di casi.
A spingerlo nel suo gesto, secondo quanto riportato da un'agenzia stampa russa, il solo desiderio di poter assaggiare della carne umana. La sua scelta di vittime omosessuali, infatti, pare non sia da ricondurre ad una qualche forma di omofobia, ma derivi dala semplice constatazione del fatto che un gay avrebbe probabilmente mantenuto nascosto l'incontro e, conseguentemente, avrebbe reso più difficile per gli investigatori il poter risalire a lui.
Il tutto sarebbe stato anche documentato con dei video che il ragazzo averebbe poi pubblicato su Internet.
L'ultimo caso di cannibalismo registrato nella città, situata nella regione nord-ovest della Russia e popolata da circa 307mila abitanti, risale a vent'anni fa.