Archivio: ottobre 2011

Brian J. Smith

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Brian Jacob Smith nasce ad Allen (Texas, Stati Uniti) il 12 ottobre 1981. Studia presso il Quad C Theatre del Collin Community College a Plano (in Texas) e si laurea alla Juilliard School Drama Division di New York.
Diventato attore, esordisce sul grande schermo nel 2005 in "Hate Crime", un film indipendente nel quale interpreta Trey McCoy, un gay che deve affrontare l'intolleranza del figlio di un predicatore fondamentalista.
Nel 2008 recita a Broadway nella commedia "Come Back, Little Sheba", mentre nel 2009 partecipa ad un episodio della serie "Law & Order" e a due film indipendenti ("The War Boys" e "Red Hook").
Sempre nel 2009 viene scelto per il ruolo che gli darà notorietà: il tenente Matthew Scott nella serie televisiva "Stargate Universe".
Nel 2011 partecipa film per la TV "Red Faction: Origins" e a due episodi di "Gossip Girl".

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Il rugbista Jed Hooper fa coming out

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Dopo Gareth Thomas, un altro giocatore di rugby ha deciso di fare coming out. Si tratta di Jed Hooper, il capitano degli Old Recliffians di Bristol. Il 22enne gallese ha scelto di dare l'annuncio su Facebook, poi riprendendo l'argomento in un'intervista rilasciata al Bristol Evening Post.
Un gesto che lui stesso non esita a definire difficile, ma che ammette gli abbia tolto di dosso un gran peso. Il tutto scatenato da una relazione con un ragazzo che gli permetteva di star bene ma che non era disposto a mantenere nascosta la loro relazione nascosta come se lui fosse uno scheletro da tener chiuso nell'armadio.
«Non ho mai avuto intenzione di dichiararmi a poco a poco, così ho deciso di farlo tutto in una volta, scrivendolo anche su Facebook» ha dichiarato. Ed ancora: «Ero terribilmente nervoso. Ho scritto e riscritto il testo quattro o cinque volte, e ho tenuto il dito sul tasto dell’invio per tanto tempo, prima di spingerlo finalmente. Subito dopo ho provato angoscia e mi sarei voluto rimangiare il post, ma poi ho iniziato a ricevere più di 40 risposte ed erano tutte positive».


La notte di Samhain

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Tra pochi giorni sarà Halloween, una festa le cui origini risalgono ai tempi in cui Francia, Irlanda, Scozia ed Inghilterra erano ancora dominate dalla cultura celtica.
Per i Celti l'anno nuovo iniziava il 1° novembre, data in cui terminava la stagione del lavoro nei campi ed iniziava quella invernale in cui le famiglie potevano rinchiudersi in casa per ripararsi dal freddo e per dedicarsi alla costruzione di utensili agricoli. Quella sorta di Capodanno era dedicato a Samhain, una divinità considerata il Signore della Morte ed il Principe delle Tenebre.
Secondo le credenze dell'epoca, durante la notte tra il 31 ottobre ed il 1° novembre Samhain sospendeva tutte le leggi dello spazio e del tempo per permettere al mondo dei morti di unirsi a quello dei viventi: tutti le persone decedute durante l'anno tornavano in vita per raggiungere il mondo dell'aldilà, mentre gli spiriti dei defunti lasciavano il Tir nan Oge (una landa di eterna giovinezza e felicità in cui risiedevano le anime) per mostrarsi ai vivi e per divertirsi a spaventarli.
Per nascondersi dagli spiriti nei villaggi venivano spenti tutti i fuochi e, per farsi luce, gli abitanti costruivano delle lanterne costituite da rape e cipolle in cui venivano inserite braci ardenti. Anche il Fuoco Sacro custodito sull'altare veniva spento, per poi essere riacceso dai druidi il mattino seguente all'interno di un rito che sanciva l'inizio del nuovo anno. Tizzoni ardenti del Fuoco Nuovo venivano portati nelle case del villaggio anche per accendere i focolari domestici.
I festeggiamenti duravano poi per tre giorni, durante i quali ci si mascherava con le pelli di animali per esorcizzare e spaventare gli spiriti.
In Scozia era usanza anche lasciare cibo sui gradini delle case in modo da guadagnarsi il favore della fate, creature considerate ostili e pericolose per la loro abitudine di fare "scherzetti" agli umani, intrappolandoli per sempre nelle Colline delle Fate.
Un altro curioso rito Scozzese che avveniva durante la notte di Samhain prevedeva che si seppellissero delle pietre nella terra e che le si ricoprissero di cenere: il ritrovarle smosse al mattino successivo era presagio della morte entro l'anno per chi le aveva sepolte.
Tra il 1845 ed il 1850, una malattia colpì le coltivazioni di patate dell'Irlanda e costrinse circa 700mila persone ad emigrare in America. Nel loro lungo viaggio, questa parte della popolazione portò oltreoceano anche le proprie usanze e credenze (fra cui anche quella di festeggiare Halloween).
Negli Stati Uniti la festa perse ogni connotazione religiosa, ma alcune tradizioni sopravvissero: dall'abitudine di vestirsi in maniera spaventosa (con maschere e non più con pelli di animale) a quella di lasciare cibo in cambio della rinuncia a combinare un qualche disastro (un tempo si temevano le fate, ora i brutti tiri dei bambini che reclamano il dolcetto o scherzetto"). Anche l'abitudine di costruire lanterne sopravvisse, ma rape e cipolle vennero sostituite dalla zucca, ritenuta più adatta allo scopo (e dalla quale poi nacque la leggenda di Jack O' Lantern).
In Europa, invece, la tradizione andò affievolendosi per volere della Chiesa che fece di tutto per cercare di contrastare la celebrazione di feste di origine pagana. Nell'835 Papa Gregorio Magno spostò la festa di Ognissanti dal 13 Maggio al 1° novembre ma, poiché rimasero in vita alcune tradizione legati al culto dei morti, nel X secolo la Chiesa collocò il 2 novembre una nuova festa dedicata proprio ai defunti, durante la quale i propri cari venivano ricordati accendendo dei falò e mascherandosi da santi, angeli e diavoli.


Dominick Juneau

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Dominick Juneau è canadese. Alto 180 cm per 66 chili chili di peso, è stuart di professione presso una compagnia area del suo Paese. Ma, ma quando è con i piedi appoggiati per terra, è anche un modello.
A dire il vero, attualmente al suo attivo ci sono solo poche campagne pubblicitarie, ma è lui stesso ad affermare sul suo profilo su Modelmayhem di voler tentare di rendere più seria la sua esperienza professionale da modello. Dato uno sguardo ai suoi occhi azzurri e al suo fisico atletico, risulta difficile pensare che non abbia tutte le carte in regola per tentare di sfondare in quel mondo (anche il semplice fatto che le sue poche foto siano state ripresa da svariati blog la dice lunga sul possibile indice di gradimento del pubblico).
Sempre dal suo profilo che si apprende anche la sua disponibilità a postare per eventuali servizi di nudo, sostenendo che per lui non è un problema dato che si sente perfettamente a proprio agio con il suo corpo.
E così, in attesa di vederlo nuovamente coinvolto in un qualche servizio fotografico, l'occasione potrebbe essere quella di avere un'ottima scusa per volare in Canada... sia mai che ci si possa ritrovare in sua compagnia durante viaggio.

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Roger José de Noronha Silva

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Roger José de Noronha Silva nasce a Cantagalo (Brasile) il 23 luglio 1972. La sua carriera da calciatore professionista (con il ruolo di portiere) inizia nel 1991, quando viene scelto come riserva nel Flamengo. Tre anni più tardi viene prestato al Vitória: l'occasione gli permette di mettersi in mostra nel campionato e di trovare ad attenderlo al suo ritorno un ruolo da titolare fino a fine stagione.
A partire dal 1997 si trasferisce come riserva al São Paulo (nell'unica partita giocata quell'anno subisce ben sette reti). Successivamente passa al Vitória, al Portuguesa (in prestito) e al Morumbi. Nel 2007 il Botafogo gli offre l'occasione di tornare titolare ma, dopo aver ricoperto quel ruolo per breve tempo, un infortunio alla spalla lo costringe ad abbandonare la carriera.
Roger decide così si buttarsi in politica e nel 2008 viene eletto aldermanno di Cantagalo per conto dei Democratici.
Il suo volto, però, potrebbe risultare familiare anche a chi di calcio ne mastica ben poco: nell'ottobre del 1997 è infatti apparso in un servizio fotografico di successo realizzato da "G Magazine" (e ripreso nel tempo da innumerevoli siti e blog) nel quale il portiere allora 25enne ha posato completamente nudo in una serie di scatti erotici anche espliciti.

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GF 12: Sotto la doccia in casa e caccia al gay all'esterno

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È iniziata l'altro ieri la nuova edizione del Grande Fratello, ma del tanto annunciato concorrente gay ancora non si sa nulla.Poiché l'intero discorso si basa solo su indiscrezioni, non è dato di sapere se quel personaggio ci sia davvero o se in un qualche modo la redazione abbia scelto di cavalcare l'onda dei rumors per alimentare l'interesse verso la trasmissione.
Fatto sta che su Internet c'è chi ce la sta mettendo tutta per cercare di individuare a chi si riferivano quelle voci e, grazie anche alla facilità con cui si può accedere oggigiorno alle informazioni, le vite dei concorrenti sono state passate al setaccio e su tre di loro sono emersi degli indizi che li legano al mondo lgbt.
Prima fra tutte Gaia Elide Bruschini, la 23enne romana che nel 2010 si aggiudicò fascia di Miss Lesbica Roma e che -stando a quanto riportano alcune fonti- pare sia impegnata come attivista del movimento lgbt.
Poi c'è Luca Di Tolle, che era stato ipotizzato come il possibile modello gay delle indiscrezioni. Nonostante nel video di presentazione si sia lasciato andare ad alcune frasi che lasciavano intendere fosse eterosessuale, il portale Gay.it riporta le affermazioni di una fonte che sostiene la sua omosessualità, affermando che Luca sia anche piuttosto conosciuto dal mondo lgbt romano perché un assiduo frequentatori delle discoteche gay della capitale.
Infine c'è Danilo Novelli che pare abbia avuto una storia con la trans Manila Gorio (nota alle cronaca per essere amica dell'escort Patrizia D'Addario e per l'accusa essere coinvolta insieme all'onorevole Italo Bocchino in una presunta storia di fotoricatti).
E così, in attesa di saper dove ci condurrà questo ennesimo toto-gay, non ci resta che dedicarci a seguire le vicende all'interno delle mura di Cinecittà, come la prima e tanto attesa doccia che ha visto coinvolto in un sol colpo tutti i concorrenti maschili di quest'edizione. Nella gallery di fine post le immagini mostrate ieri da Pomeriggio 5.

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Marco Carta sexy su Facebook

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Non sono certo passati inosservati alcuni scatti sexy che Marco Carta ha pubblicato sul suo profilo Facebook: già dopo pochi minuti dalla messa online i suoi fans hanno iniziato a bombardarlo di commenti.
D'altra parte era inevitabile: abituati come siamo al suo modo di fare timido e casto, il trovarselo davanti mezzo nudo su di una spiaggia in un inedito ruolo da modello non poteva che scatenare gli ormoni di chi non è mai stato indifferenze alla sua bellezza.
«Non è assolutamente per fare il piacione –ha scritto ieri in un commento il cantante– mi sono divertito tantissimo a prestarmi come fotomodello se così si può definire... ce ne sono tantissime... ma una ogni tanto... spero vi piaccia».
Una promessa vera e propria, dunque, che fa pensare che nei prossimi giorni lo potremo ammirarlo ancora in questa insolita veste. A chi sperava di veder di vederlo osare ancora di più, però, Marco ha già riposto in un altro messaggio precisando che «non manco e non mancherò mai di professionalità [musicale] non cadendo nella volgarità».

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Versilia: chiusi i locali gay perché disturbano la flora e la fauna

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Dopo un'estate burrascosa fatta di chiusure anticipate e terrazze inibite al pubblico, la giustizia ordinaria ha inflitto un nuovo colpo al turniamo gay di Torre del Lago.
Proprio mentre il consorzio che riunisce i locali gay della zona era al lavoro per trovare un accordo con il sindaco di Viareggio, il pubblico ministero ha posto i sigilli alle due discoteche dell'area: il Mamamia e lo Stupida. Nell'ordinanza si legge che le due strutture avrebbero creato "Disagi derivanti dall'attività di discoteca svolta compromettendo la salvaguardia del paesaggio e degli ambienti naturali tutelati con particolare riguardo alla flora e alla fauna protetta ed ai rispettivi habitat".
Il consorzio si è immediatamente attivato per chiedere un incontro urgente con il presidente della regione e, in una nota, ha precisato: "Alle Istituzioni, Magistratura compresa, non possiamo che far notare come la stessa efficacia e velocità manifestata contro le nostre attività ci sarebbe piaciuta vederla in azione contro spacciatori ed abusivi questa estate -a difesa della legalità e della nostra clientela- e, tanto per andare qualche anno indietro nel tempo, nella vicenda processuale dei fatti del '99 sul Lago, quando per arrivare alla chiusura delle indagini servirono quattro anni. E, come sempre, ci chiediamo se le nostre attività siano così uniche nei dintorni di Torre del Lago o se non basti qualche chilometro per vederne di simili che non hanno subito il medesimo trattamento ed i medesimi controlli".


Concorrenti del GF 12: Mario Ermito

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Mario Ermito ha varcato la soglia della casa del Grande Fratello a Cinecittà pochi minuti fa. Ventenne, originario di Brindisi ma residente a Milano, è di professione modello.
Alto 186 cm, con 105 cm di petto e 98 cm di vita, ha gli occhi chiari (che nelle immagini cambiano curiosamente spesso colore fra azzurro e verde).
Nella sua carriera figurano alcune sfilate e pubblicità di successo commissionate anche da grandi marche. La sua passione è il mare ed è molto attaccato alla sua famiglia.
Alcuni ipotizzano che possa essere lui il modello gay che, stando al mondo del gossip, dovrebbe varcare la soglia della casa quest'anno. Tesi, quest'ultima, che potrebbe anche troverebbe conferma dal fatto che Luca di Tolla -altro personaggio papabile per quel ruolo- si è implicitamente dichiarato eterosessuale nel suo video di presentazione. Naturalmente, dati gli scarsi indizi, è impossibile sapere alcunché alcunché sulle preferenze dei protagonisti, quasi come se la produzione abbia preferito evitare che quello che doveva essere un gay dichiarato si dichiarasse. La speranza è che non si generi una "caccia al gay" come quello dello scorso anno, probabilmente piacevole per la trasmissione a livello di audience ma un po' meno per il continuo susseguirsi di situazioni in cui i concorrenti si sentivano in obbligo di dimostrare la propria virilità anche con affermazioni poco piacevoli verso il mondo lgbt.

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GF 12: Luca di Tolla entra nella casa

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Alcune indiscrezioni lo avevano preannunciato come possibile concorrente e così è stato.
Trentaquattrenne di Eboli (Salerno), è stato presentato dalla Marcuzzi come biologo marino, senza riferimenti alla sua carriera da modello e alle sue numerosi apparizioni televisive (come quella a "I Soliti Ignoti" dove i concorrenti dovevano indovinare che fosse uno studioso dello squalo bianco).
Nessun riferimento anche al fatto che -stando alle indiscrezioni- doveva essere lui il concorrente gay. Anzi, all'interno del video di presentazione si è in smoking a lato di due ragazze in bikini ed ha esordito con un: «Queste sono le mie prede preferite e, vi assicuro, bisogna saperci fare».
Che non sia lui il gay delle anticipazioni? Di certo dopo la lettura della sua poesia dal titolo "Ode allo squalo", letta in studio fra le facce un po' schifate degli spettatori, per alcuni avrà già perso parte del suo fascino.

Video: [1]


Concorrenti del GF 12: Rudolf

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Presentato come "regalo" ad Alfonso Signorini, è appena entrato nella casa del Grande Fratello, Rudolf Mernone. Ventitreenne romano, è rugbista di professione. Uno sport che lo ha portato a giocare due mondiali con le giovanili e che sicuramente ha contribuito a forgiare il suo fisico (è alto 1 metro e 86 cm per 97 chili di peso). Tant'è che anche nel video di presentazione non si è mancato di metterlo ben in risalto, con alcune inquadrature al rallentatore che lo hanno immortalato mentre usciva dal mare in costume da bagno o mentre si faceva la doccia negli spogliatoi del campo (con il costume, non pensate male!).
Per il dispiacere di Signorini (e di tutti noi) Rudolf si è definito un po' sciupafemmine, duro sul campo ma tenero con le ragazze.

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Scartato dal Grande Fratello, si da fuoco

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Sembra incredibile ma è possibile arrivare a cospargersi di benzina e a darsi fuoco per il solo fatto di non essere stati inseriti nel cast del Grande Fratello 12.
È quanto è accaduto a Cinecittà, dove Emilio Perrella -noto al pubblico televisivo anche come "Lo Stallone di Cercola" della trasmissione Tamarreide- è ricorso all'estremo gesto dopo aver avuto conferma della sua non-partecipazione al reality show di Canale 5. Grazie al tempestivo intervento dei presenti si è evitato il peggio e Perrella se lìè cavata con qualche bruciatura giudicata "non grave" dai medici.
Stando al suo racconto, il tutto ha avuto inizio quando un dirigente di Mediaset gli avrebbe assicurato la sua partecipazione al GF12. Lui eta talmente convinto di entrare nella casa da arrivare anche a farsi tatuare il biscione di Mediaset sul braccio. Con l'avvicinarsi dell'inizio della trasmissione, però, aveva provato a ricontattare il manager che, pur di non farsi trovare, era arrivato a farsi passare per morto. Avute tutte le conferme che le promesse ricevute non avevano fondamento, Perrella ha annunciato il suo gesto ad una TV locale, poi dando seguito a quanto minacciato.
Ora, passi che il comportamento del dirigente Mediaset -qualora confermato- risulti chiaramente deplorevole, ma è possibile arrivare a tanto per il solo fatto di non essere entrati a far parte dell'ennesimo reality show?


Il calendario dei contadini svizzeri 2012

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Data la loro nazionalità sarebbe stato difficile non scommettere sulla puntualità del loro ritorno, e così è stato: l'edizione 2012 del calendario dei contadini svizzeri è giunta sul mercato e ha già iniziato a far parlare di sé.
Si tratta ormai di un vero e proprio classico, con scatti a ragazzi che non sono modelli professionisti ma persone "reali" che nella loro quotidianità lavorano a stretto contatto con la terra. Un connubio fra spontaneità, bellezza e contesti rurali che sta conquistando gran parte dei Paesi europei, con una produzione di calendari in vari stati che riesce a tenere il passo anche con quelli più classici dedicati a sportivi o modelli professionisti.
La caratteristica dell'edizione 2012 è l'aver cercato di ricreare il contesto di alcuni dipinti famosi attraverso gli scatti a protagonisti in carne ed ossa (e pochi vestiti).
Da sottolineare anche come le immagini appiano un po' più patinate e meno spontanee rispetto al passato: considerato come la naturalezza delle pose fosse uno degli aspetti più apprezzati, sarà interessante vedere quale sarà la reazione del pubblico a questa nuova scelta.
L'opera è disponibile, come ogni anno, anche in una versione femminile dedicata alle lavoratrici della terra.

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È morto Damiano Russo

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Mentre l'Italia è ancora sotto shock per la morte di Marco Simoncelli nel tragico incidente avvenuto ieri al GP della Malesia, la cronaca porta alla nostra alla nostra attenzione un altro lutto, anche in questo caso legato alle due ruote.
I fatti risalgono a venerdì scorso, quando il giovane attore barese Damiano Russo (28 anni) ha perso la vita in un incidente stradale avvenuto a Roma, durante il quale è stato investito sulla Via Prenestina mentre era in sella alla sua moto.
Da molti considerato come una stella promettente del cinema italiano, Damiano è noto al grande pubblico per i suoi ruoli in serie televisive come "Compagni di scuola", "Distretto di Polizia", "Ris 3", "I Liceali" e la recente miniserie "Come un Delfino" al fianco di Raoul Bova.
La sua carriera da attore, però, non è limitata al piccolo schermo ma ha avuto inizio quando lui aveva solo 13 anni e venne venne scelto per il film "Io non ho la testa" di Michele Lanubile (1998). Due anni più tardi ripeterà l'esperienza in "Tutto l'amore che c'è" al fianco di Vittoria Puccini, Sergio Rubini, Margherita Buy e Gerard Depardieu, un ruolo che gli permise di ricevere una nomination al Globo d’oro come miglior attore esordiente.

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Lecco: gay picchiati per divertimento

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Quattro ragazzi (tre ventenni e un diciannovenne), tutti di buona famiglia, sono stati denunciati a piede libero dai carabinieri di Oggiono (Lecco) con l'accusa di aver picchiato e rapinato alcuni gay. Il fatto sconcertante è che -per stessa ammissione dei quattro- le aggressioni sarebbero state condotte per puro divertimento e con l'unico scopo di ingannare un po' il tempo.
Anziché andare al cinema o al bar, pare che i quattro preferissero recarsi in un luogo del lecchese frequentato da gay in cerca di incontri occasionali. Qui uno di loro adescava le proprie vittime e le convinceva a seguirlo in un posto più appartato. Ad attenderlo i complici: pronti a mettere in atto il proprio piano di aggressione e di rapina.
Sconcerto è stato espresso dall'associazione gay lecchese "Renzo e Lucio" che in un comunicato si è chiesta: «Chissà perché la scelta delle vittime è caduta proprio su persone gay. Forse nel nostro territorio c'è ancora uno spazio politico culturale che spinge a prendersela con coloro che vengono ritenuti diversi, c'è ancora chi nega che possa esistere l'omofobia intesa come odio o contrapposizione verso le persone omosessuali».


È Luca di Tolla il modello gay del Grande Fratello 12?

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Sarà Luca Di Tolla il modello gay che prenderà parte alla dodicesima edizione del Grande Fratello? Poiché i nomi dei concorrenti non sono ancora stati resi noti non è dato di saperlo, ma dopo le prime indiscrezioni che parlavano di un generico Luca, è il blog di Davide Maggio a farne il nome.
In attesa di conferme o smentite (per le quali probabilmente bisognerà attendere la prima puntata di domani sera) proviamo a scoprire chi è Luca Di Tolla.
Nato 34 anni fa ad Eboli (Salerno), ha raccolto negli anni un discreto numero di esperienze da modello e da personaggio televisivo. È stato uno dei Mara Boy in un'edizione di "Domenica In" (condotta per l'appunto da Mara Venier), è stato una delle identità de "I Soliti Ignoti" (presentato come studioso dello squalo bianco) ed ha partecipato ad "Uomini e Donne", "Bisturi" e a tre puntate di "Incantesimo".
Come modello è apparso sulle riviste "Refresh" e "Cosmopolitan" ed ha sfilato per Andrew MacKanzie, David Mayer e Pitti uomo.

Update 24/10: Luca è effettivamente entrato nel cast del GF12, ma nella presentazione fa alcune affermazioni che lasciano intendere che non sia gay (da cui la conseguente caduta di parte delle indiscrezioni). Qui maggiori dettagli.

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I gay preferiscono il sesso soft

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Secondo i risultati di uno studio condotto da due università Statunitensi (l'università dell'Indiana e la George Mason University), risulta che la maggior parte dei gay apprezzi il sesso anale meno di quanto si sia soliti pensare.
Dai dati raccolti su un campione di 25mila gay emerge come solo il 35% degli intervistati abbia praticato sesso orale nel corso del loro ultimo rapporto sessuale, a fronte di un 74,5% che si è scambiato baci, un 72,7% che ha praticato sesso orale e un 68,4% che si è dedicato alla masturbazione reciproca.
I ricercatori hanno anche incrociato i dati riguardanti i ruoli preferiti e l'età, notando come aumenti la percentuale di passivi fra i giovani di età compresa fra i 18 e i 24 anni ed aumenti quella di attivi fra la popolazione dai 30 ai 39 anni.

Via: Queerblog


Scilipoti dice «no» alle famiglie gay: i bambini non capirebbero

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Domenico Scilipoti è politico che sta conquistando sempre più visibilità, non tanto per ciò che dice o ciò che fa, ma per il suo essere -insieme al suo gruppo- l'ago della bilancia in grado di decidere le sorti dell'esecutivo da quando lo scorso anno abbandonò l'Idv per votare la fiducia al Governo Berlusconi. Un'importanza sottolineata anche dal fatto che, mentre Barack Obama, Angela Merkel, Nicolas Sarkozy e David Cameron erano riuniti in videoconferenza per discutere di Libia e di crisi economica, il nostro premier Silvio Berlusconi ha trovato il tempo per omaggiarlo con la sua presenza al primo congresso nazionale del suo partito, il Movimento di Responsabilità Nazionale.
Ed è proprio da quel palco che Scilipoti ha pensato bene di non astenersi dal parlare anche di famiglie e di omosessualità, dicendo il suo «no» alle unioni fra persone dello stesso sesso. Non che ci si potesse aspettare nulla di diverso da un convegno il cui slogan era "Cristianità, patria e famiglia" e neppure da un relatore che intrattiene rapporti amichevoli con l'estrema destra italiana.
Ecco le sue parole: «Che spiegazione posso dare a mio figlio se vede in TV un uomo che parla di famiglia e convive con un altro uomo? Come fa a procreare una coppia di fatto, tra due persone dello stesso sesso? Chi parla di famiglia deve capire che una famiglia è fatta da un uomo e una donna. Non posso dire a mio figlio che quella è una famiglia, non lo capirebbe».
Una manfrina già sentita, dunque, dove ci viene detto che la colpa non è sua ma è costretto a negare dei diritti perché suo figlio non capirebbe.
Il tutto, naturalmente, con buona pace di chi crede che in fondo non sarebbe un concetto così difficile da spiegare ad un bambino o, perlomeno, non lo sarebbe di certo di più che motivare il perché un onorevole partecipa ad un convegno politico cattolico circondato da ragazze in minigonna e tacchi a spillo portate come "omaggio" ad un altro leader politico, anch'esso cattolico e padre di famiglia.

Video: [1]


Scuola: 7 ragazzi gay su 10 sono vittime di bullismo

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Secondo quanto emerso da un'indagine condotta dal Gay Center di Roma, il fenomeno del bullismo omofobo sarebbe ancora ampiamente diffuso anche in Italia. Il campione preso in esame è formato da alcuni studenti di età compresa fra i 13 e i 26 anni che studiano nella capitale.
I dati raccolti evidenziano come il 45% dei gay eviti di fare coming-out per il timore di pressioni fisiche e verbali dei compagni. Fra coloro che hanno invece deciso di dichiararsi apertamente omosessuale, è il 74% ad affermare di aver subito almeno un episodio di discriminazione o di bullismo.
A spiegare il perché di percentuali così elevate è un altro dato: nonostante si sia soliti pensare che le nuove generazioni siano più aperte e tolleranti, il 55% degli studenti intervistati è risultato omofobo. Un tesi che sarebbe confermata anche dalla maggioranza degli studenti stessi, tant'è che solo il 9% di loro è convinto che i gay non siano discriminati nelle scuole italiane.
Davanti ad un quadro così desolante, quattro istituti di Roma hanno già deciso di correre ai ripari e partecipare ad un progetto europeo che prevede la realizzazione da parte degli studenti di una campagna di comunicazione creativa per combattere la discriminazione sessuale fra i banchi di scuola.


Un modello gay al Grande Fratello 12?

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Lunedì prenderà il via la dodicesima edizione del Grande Fratello, uno dei reality show più longevi e discussi della televisione italiana.
Stando al alcune indiscrezioni che circolano sulla rete, fra i i vari concorrenti di quest'anno potrebbe esserci anche un modello gay. Le voci sostengono che si chiami Luca, che sia di una bellezza mozzafiato con un fisico scolpito ma non palestrato e che, soprattutto, risulti diverso dallo stereotipo a cui la televisione italiana ci ha abituato in questi anni.
Un personaggio positivo e fuori dai luoghi comuni, dunque, che già di per sé potrebbe sembrare un passo avanti. Ma ci sono anche indiscrezioni che arrivano addirittura ad ipotizzare che gli verranno concessi spazi per denunciare le discriminazioni subite day gay e per dimostrerà che gli omosessuali sono diversi da come vengono spesso rappresentati. Forse un po' troppo da credere, soprattutto per un programma trasmesso in prima serata da Canale 5. Probabilmente risultano più con i piedi per terra i commenti di chi non manca di sottolineare come le illazioni e le ipotesi riguardanti i gusti sessuali dei concorrenti delle ultime edizioni abbia avuto un effetto positivo sugli ascolti, motivo per cui l'inserimento di un gay possa essere più semplicemente una mossa per tentare di guadagnare qualche punto di share.
Ora non rimane che attendere qualche giorno per scoprire la veridicità o meno di queste ipotesi.


Il calendario dei contadini austriaci

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Edito a partire dal 2001 con l'obiettivo di "modernizzare" l'immagine di chi lavora a stretto contatto con la terra, sta per uscire la versione 2011 del calendario dei contadini austriaci. Così come avviene anche per il calendario dei contadini svizzeri, si è scelto di non ricorrere a modelli professionisti ma a persone comuni che in un modo o nell'altro sono legati al mondi agricolo anche nella vita reale (perché contadini o anche solo per il fatto di vivere in zone rurali).
Mese dopo mese viene proposta l'immagine di un ragazzo (immancabilmente seminudo) immerso in un contesto che sottolinea il mutare delle attività e della natura nel corso delle varie stagioni.
L'opera, stampata con tiratura limitata, è distribuita in Germania, Italia, Danimarca, Stati Uniti e Svizzera.

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Zachary Quinto fa coming out

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Continua ad allungarsi la lista di artisti che decidono di fare coming out. L'ultimo in ordine di tempo è Zachary Quinto, l'attore statunitense noto per i suoi ruoli nelle serie "24", "So NoTORIous" ed "Heroes", nonché per la sua interpretazione del giovane Spock nel film "Star Trek" di JJ Abrams (2009).
La sua decisione di dichiararsi pubblicamente omosessuale in un'intervista rilasciata al New York Magazine di domenica scorsa non è del tutto casuale, ma trova le sue radici in un fatto di cronaca e, più precisamente, nel suicidio di Jamey Rodemeyer (un adolescente statunitense molto impegnato nella lotta per i diritti dei gay ma bersagliato a scuola dal bullismo omofobo).
«Quando ho scoperto che Jamey Rodemeyer si è ucciso -ha dichiarato Zachary- mi sono sentito profondamente turbato. Ma quando ho scoperto che Jamey Rodemeyer aveva fatto, un mese prima di togliersi la vita, un video nel quale spiegava la propria solitudine, ho sentito una disperazione indescrivibile. Anch'io ho fatto un video nel quale parlavo della scia di suicidi gay insensati e tragici che si stavano abbattendo sugli adolescenti e che stavano spazzando via la nazione in quel momento ma, alla luce della morte di Jamey, è per me immediatamente diventato chiaro che vivere una da vita gay senza riconoscere pubblicamente la propria omosessualità non è abbastanza per dare un contributo significativo al lavoro immenso che ci troviamo davanti nella strada verso la completa uguaglianza.
La nostra società deve riconoscere lo slancio inarrestabile e inequivocabile verso l'uguaglianza civile per tutti i cittadini lgbt di questo Paese. I ragazzi gay devono smettere di uccidersi perché sono vittime di un bullismo crudele e implacabile. I genitori devono insegnare ai loro figli i principi di rispetto e accettazione. Stiamo assistendo all'enorme spostamento di una coscienza collettiva di tutto il mondo. Siamo sul baratro di una grande trasformazione nella nostra cultura e del nostro governo. Credo nel potere della volontà di cambiare il panorama della nostra società ed è mia intenzione vivere una vita autentica di compassione, di integrità e di azione. La vita di Jamey Rodemeyer ha cambiato la mia. E mentre la sua morte mi fa sentire solo il desiderio di averlo fatto prima, ammetto che gli sarò eternamente grato di essere stato il catalizzatore del cambiamento dentro di me. Ora posso solo sperare di servire come catalizzatore anche per un'altra persona in questo mondo».


Il calendario di Mark Wright

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Mark Wright (classe 1987, nella foto) è una star televisiva inglese, nota soprattutto per essere uno dei protagonisti principali del semi-reality show "The Only Way Is Essex". Prima del suo esordio sul piccolo schermo, Mark era un giocatore di football semi-professionista ha giocato con le squadre del Tottenham Hotspur, Southend United, Grays Athletic, Rushden & Diamonds e Crawley Town.
Una carriera sportiva che evidentemente ha contribuito a costruire il suo fisico scolpito, apprezzato attraverso le riprese televisive ed ancor più valorizzato nel suo calendario per il 2012.
Non nuovo a scatti semi-erotici (come quello in cui mostrava un pube perfettamente depilato su Cosmopolitan magazine), Mark è tornato a mostrare il suo fisico e a stimolare l'immaginazione di chi lo guarda attraverso i dodici scatti realizzati per il primo calendario della sua carriera.

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L'arcivescovo di Torino a favore delle discriminazioni e di chi vuole curare i gay

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Il mondo scientifico è concorde nel sostenere che l'omosessualità non sia una malattia ma uno semplice stato delle cose. Una tesi che non è mai piaciuta alla parte più conservatrice della Chiesa, sempre attenta a cercare ogni occasione per demonizzare chi ha un orientamento sessuale diverso da quello che viene da loro predicato.
Ed è così che l'arcivescovo di Torino -Cesare Nosiglia- ha rilasciato delle dichiarazioni shock per offrire il proprio appoggio a chiunque cerchi di dimostrare che la scienza è in errore e che trovi motivazioni atte ad avvalorare i pregiudizi contro la comunità gay.
«Non bisogna discriminare, censurare o ostacolare (anche nell'accesso a eventuali finanziamenti) chi con metodo scientifico coltiva la tesi che l'omosessualità sia curabile» sono state le parole del prelato, parole che si è cercato anche di ufficializzare attraverso una lettera inviata al presidente del Consiglio regionale, Valerio Cattaneo, in cui si chiede piena tutela per chi dovesse sostenere che gli omosessuali siano affetti da una forma di malattia.
In altre parole, in barba alle priorità di un Paese afflitto da una grave crisi economica, si chiede di offrire anche finanziamenti pubblici a chi dovesse cercare di dimostrare il contrario di tesi già ben affermate. Un po' come se potesse aver senso che la regione tagli fondi alla sanità o al sociale per destinarli ad un tizio intenzionato a dimostrare che la terra è piatta.
Il motivo scatenante del tutto è stata la presentazione di una proposta di legge regionale in cui viene sancita "la parità di trattamento e il divieto di ogni forma di discriminazione nelle materie di competenza regionale". Una discriminazione che -a quanto pare- la curia vorrebbe vedere mantenuta se non addirittura incentivata (quando si parla di carità ed amore cristiano...).
L'ex presidente della regione e relatore della prostata di legge, Mercedes Bresso, ha replicato che: «La Chiesa sostiene teorie smentite dalla comunità scientifica da decenni. L'omosessualità non è una malattia o un comportamento che necessita di cure o riabilitazioni di alcun genere, e questa è un'evidenza scientifica».


Spagna: il Partito Popolare vuole vietare i matrimoni gay in caso di vittoria

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Durante il mandato di José Luis Zapatero, la Spagna ha assistito all'approvazione di numerose leggi volte ad aumentare la libertà personale, fra le quali anche la nota legalizzazione dei matrimoni fra persone dello stesso sesso.
Ora che il premier socialista ha rassegnato le dimissioni in seguito alla crisi economica, la comunità lgbt guarda con timore la possibilità che il Partito Popolare possa salire al governo: infatti il loro candidato premier -Mariano Rajoy- ha già preannunciato la sua intenzione di mettere mano alla riforma della famiglia, nonostante il parere contrario espresso dalla Corte Costituzionale.
E così anche la Spagna rischia di diventare uno dei Paesi dove la campagna elettorale si fa sulla pelle della gente, cercando il consenso dei gruppi cristiani e costringendo le minoranze a dover godere dei propri diritti o meno in base a chi siede sulla poltrona presidenziale.
Ed è così che in questi giorni si sta registrando un vero e proprio boom di matrimoni gay in tutta la penisola: ciò che oggi è un diritto, infatti, potrebbe ben presto essere vietato qualora i dati che emergono dai sondaggi si dovessero rivelare corretti e se l'area cristiano-conservatorice dovesse aggiudicarsi la maggioranza dei voti.
Va ricordato che la Spagna è stata il terzo Paese al mondo (dopo Olanda e Belgio) a legalizzare le unioni fra persone dello stesso sesso. Un passo d'avanguardia e di civiltà che presto potrebbe essere spazzato via.


Gay e discriminazione sul posto di lavoro

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Secondo un'indagine condotta da Arcigay (la prima ricerca scientifica nazionale realizzata in questo campo) è emerso come ancor oggi siano molte le discriminazioni riservate alla comunità lgbt sul posto di lavoro.
I dati sottolineano come negli ultimi dieci anni il 13% dei gay abbia visto respinta la propria candidatura ad un colloquio di lavoro a causa della propria identità sessuale. Percentuale che sale al 45% per le trans.
Attraverso la raccolta di ben 2.229 questionari, l'intervista di 52 testimoni qualificati e l'ascolto di 17 storie di discriminazione, è stato tracciato anche un quadro della situazione sul posto di lavoro: è il 26,6% a dichiarare di tenere celata la propria identità sessuale, temendo un peggioramento della propria condizione lavorativa qualora il loro orientamento fosse noto.
Per chi ha scelto di fare coming out, invece, la maggior parte degli intervistati sostiene che la propria situazione non sia cambiata o sia addirittura migliorata. Esiste però un 4,8% che afferma di essere stato licenziato o non rinnovato perché omosessuale (percentuale che sale al 25% tra le trans) ed il 19,1% che parla di trattamenti iniqui ricevuti a causa alla propria identità sessuale (in questo caso la percentuale sale al 45,8% fra i trans che hanno cambiato sesso da femminile a maschile, ed il 56,3% fra le trans passate da uomo a donna).
Facendo degli incroci geografici, emerge anche che i casi di discriminazione appaiano distribuiti pressoché in modo uniforme sull'intero territorio nazionale, senza che sussistano differenze sostanziali fra nord e sud.


Ricky Martin in Honduras: concerto vietato ai minori di 15 anni perché il cantante è gay

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Qualche giorno fa aveva fatto scalpore la notizia della possibile sospensione del concerto di Ricky Martin in Honduras (in programma per il prossimo 16 ottobre) dopo che alcuni gruppi religiosi avevano chiesto al governo di negargli il visto di ingresso dato che la sua omosessualità è ormai di dominio pubblico.
Nessun problema con i testi delle sue canzoni o con i suoi spettacoli, dunque, ma solo riguardo alla persona e a ciò che ha deciso di fare nella sua vita privata. Probabilmente se avesse fatto finto di essere uno sciupafemmine non ci sarebbe stato alcun problema riguardo alla sua esibizione (un concetto che in molti sintetizzerebbero con il semplice uso del termine "omofobia").
Eppure c'è chi ha dato ascolto a queste richieste, come il ministro degli interni honduregno che ha attaccato il compagno e le figlie del cantante affermando: «Questa famiglia non piace ai gruppi cattolici ed evangelisti; non è il genere di famiglia che sarebbe accettata in Honduras e che la famiglia vuole incoraggiare nella nostra società e nel resto del Paese. Per questo motivo ci sentiamo in dovere di proteggere la morale e i principi su cui si basa il nostro paese da una figura che ci rappresenta».
Contro una simile risoluzione si era espressa Sandra Poce, responsabile dei Diritti Umani dell'Honduras, che aveva minacciato conseguenze penali qualora si fosse deciso di impedire l'ingresso del cantante nel Paese.
In queste ore pare si sia giunti ad una decisione definitiva: il concerto si svolgerà regolarmente ma pare che sarà vietato ai minori di 15 anni.
Un divieto che, oltre ad apparire assurdo, sembra messo lì per cercare di creare un alone di peccaminoso e di torbido attorno alla figura del cantante, quasi come se il solo vederlo sia un qualcosa di pericoloso che possa "contagiare" il pubblico. Chissà se l'effetto sarà quello desiderato dalle autorità o se il polverone suscitato non farà altro che alimentare la curiosità e la voglia di dibattito verso certi temi.


La Corbin Fisher acquista Gay.xxx per 500mila dollari

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L'Icann è l'ente che, fra le altre cose, si occupa della gestione dei domini di primo livello su Internet (ossia il .it, il .com e così via). Il 10 maggio 2006 approvò la creazione di un dominio .xxx destinato ad ospitare siti per adulti, salvo poi revocare la sua scelta il 5 gennaio 2007. Il 25 giugno 2010 si è tornati sull'argomento e il dominio in questione è stato definitivamente approvato, programmando sua effettiva entrata in funzione entro la fine del 2011.
Dal 7 settembre al 28 ottobre di quest'anno si è svolta la cosiddetta fase di "sunrise" (ossia quella in cui è possibile ottenere la proprietà dei domini di marchi registrati), mentre dall'8 novembre al 25 dicembre è in corso il periodo di "landrush", durante il quale l'accesso all'acquisto di domini è riservato ad un gruppo chiuso.
Ed è proprio approfittando di questa fase che la Corbin Fisher, uno dei maggiori produttori mondiali di pornografia gay, si è aggiudicata la proprietà di "gay.xxx" per 500.000 dollari. Si tratta del valore più alto mai pagato per un dominio non accora liberamente acquistabile.
Includendo anche la compravendita di domini già registrati, invece, il primato assoluto del dominio più costoso al mondo è detenuto da "sex.com", venduto lo scorso anno per ben 13 milioni di dollari.


Il backstage del Dieux du Stade 2012

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Qualche giorno fa sono uscite le prime anticipazioni di alcuni scatti dell'edizione 2012 del Dieux du Stade, il calendario che da più di dieci anni propone scatti erotici ed omoerotici dei giocatori di rugby che ruotano attorno allo stadio di Parigi. Oggi arrivano altre anticipazioni, questa volta riguardanti il video del "Making of".
Introdotto a partire dall'edizione del 2004, il DVD con le immagini di backstage della realizzazione del calendario è diventato col tempo un vero e proprio oggetto di culto, a volte atteso ancor più dei semplici scatti.
A contribuire al suo successo non solo la curiosità, la presenza di inquadrature più lunghe o di soggetti in movimento, ma anche alcune sequenze particolarmente ricche di carica erotica, fra le quali -nel corso degli anni- anche qualche nudo frontale lasciato solo all'immaginazione nella versione cartacea.

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Libero difende la gnocca ed attacca i gay

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Questo non è sicuramente un momento facile per il governo. Tre declassamenti in pochi giorni, un indice di gradimento in caduta libera, critiche a pioggia verso l'aver voluto dare priorità al ddl-intecettazioni piuttosto che a quello per lo sviluppo, i dubbi riguardo all'opportunità di un'assenza di tre giorni dalla scena politica del Presidente del Consiglio per permettergli di recarsi alla festa di compleanno di Putin e così via...
Fra le varie polemiche c'è anche quella che riguarda una battuta di Berlusconi. Mentre a Barletta si celebravano i funerali delle cinque donne morte nel crollo di una palazzina, il primo ministro era impegnato a raccontare barzellette in aula, arrivando a lanciare anche l'ipotesi di ribattezzare il suo nuovo partito (quello che probabilmente andrà a sostitute il Popolo delle Libertà, ormai troppo poco apprezzato dagli elettori per poter essere ricandidato) in "Forza Gnocca". Notizia peraltro ripresa da quasi tutta le principali testate internazionali con ben poco vantaggio per l'ipotetico e tanto decantato prestigio internazionale regalato al nostro Paese.
È ormai consuetudine che i giornali a lui più vicini siano pronti a difendere a spada tratta ogni sua dichiarazione e ogni sua mossa, ed il caso odierno non fa eccezione.
Nella sua vignetta domenicale Libero titola «Da Forza gnocca a Forza gay», con tanto di caricatura di Bersani vestito da donna.
Un paragone già visto e che viene tirato fuori ormai a ciclo continuo da una certa parte della stampa, quasi come se si volesse fare leva sugli istinti più omofobi della gente per convincerli che chi dimostra di essere eterosessuale (anche tramite comportamenti discutibili o battute sessiste) debba essere preferito a chi difende i diritti e la dignità delle minoranze.
Il tutto, per di più, costruito attorno ad un dualismo sinistra-destra non del tutto corretto (ad esempio anche i finiani hanno mostrato più volte delel aperture su questi temi) e con affermazioni nell'occhiello che purtroppo non corrispondono al vero (che ne dica Libero, Bersani non ha mai affrontato apertamente l'argomento delle nozze gay, quindi affermare che «Bersani vuole le nozze omosex» è una pura congettura).
Insomma, i gay diventano ancora una volta un'arma di campagna elettorale, utili da mettere alla gogna solo per guadagnarsi la simpatia di Chiesa e di omofobi. E poco importa se anche loro sono parte dello Stato e se la pari dignità dovrebbe essere un diritto.

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Torturato a 12 anni per "guarirlo" dall'omosessualità

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Samuel Brinton oggi ha 23 anni, studia presso il Massachusetts Institute of Technology ed è gay. Intervistato dal gruppo "I'm From Driftwood", un'associazione che raccoglie le testimonianze di gay, lesbiche e transgender in giro per gli Stati Uniti,ha svelato alcuni terribili retroscena riguardo al trattamento che gli avrebbero riservato la sua famiglia e la comunità religiosa dei Battisti del sud a causa delle sue preferenze sessuali.
Samuel aveva solo 12 anni quando decide di parlare ad un religioso dell'attrazione fisica che provava verso le persone dello stesso sesso. Davanti a quella affermazioni il missionario della chiesa Battista dello Iowa reagì iniziando a picchiarlo, al punto da mandarlo in ospedale.
Per lui, però, quello era solo l'inizio di un calvario: i maltrattatemi divennero sistematici e fu poi costretto a sottoporsi a delle "terapie" per "curarlo". Sul piano psicologico si adattò una tecnica a dir poco terroristica: gli venne detto che era malato di Aids e che era l'unico gay rimasto al mondo perché il governo aveva già sterminato gli altri: se voleva rimanere in vita doveva tenere ben nascosta l'attrazione che provava verso gli altri uomini.
Sul piano fisico, invece, si cercò di inculcargli l'associazione fra l'amore gay ed il dolore fisico: era costretto tenere cubetti di ghiaccio o a subire terribili scottature mentre gli venivano mostrate immagini di uomini che si baciavano. Torture che cessavano solo quando gli venivano mostrate immagini di amore eterosessuale.
Arrivarono addirittura ad infilargli degli aghi nelle dita per l'elettrocuzione mentre gli mostravano fotografie esplicite di sesso gay.
Dopo mesi di torture Samuel arrivò a pensare di suicidarsi e si spinse fino a salire sul tetto di un palazzo di tre piani. La madre cercò di fermarlo promettendogli «di amarlo ancora se fosse cambiato», quasi come se la vita di suo figli avesse avuto valore solo se eterosessuale.
Dopo essere stato scomunicato ed allontanato dalla famiglia, per Samuel la vita è finalmente cambiata ed ora è libero di poter raccontare e testimoniare quanto ha dovuto subire.

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Nozze gay in arrivo a 90210

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Era l'estate del 2010 quando gli sceneggiatori del telefilm "90210" annunciarono l'introduzione di un personaggio gay (o, meglio, riscopertosi gay) all'interno serie. Poi hanno iniziato ad arrivare i primi timidi baci e, presumibilmente in sintonia con le reazioni del pubblico, si è andati verso un crescendo che a novembre porterà ad un episodio in cui Teddy (Trevor Donovan) e Shane (Ryan Rottman) convoleranno a nozze.
Dalle anticipazioni si sa già che la cerimonia verrà celebrata in una cappella di Las Vegas, con gli amici come testimoni e un imitatore di Elvis come officiatore dell'unione.
Va segnalo che in Nevada i matrimoni fra persone dello stesso sesso non sono stati ancora legalizzati e, pertanto, anche all'interno della trama della serie la loro unione avrà un valore puramente simbolico. Al momento , però, non è dato di sapere se gli sceneggiatori vorranno dare risalto al fatto e se ci saranno sviluppi o conseguenze all'interno del proseguo della trama.


La centenaria e lo spogliarellista

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È decisamente singolare il regalo chiesto da Claire Ormiston per il suo centesimo compleanno. La caposala della casa di riposo di Birmingham (Inghilterra) in cui la donna risiede le aveva proposto di festeggiare con una grande torta ed un quartetto d'archi, ma la nonnina -vedova ormai da tre anni- aveva ben altri progetti ed è stata categorica nel chiedere l'esibizione di uno spogliarellista.
E così è stato. È stata la sua stessa famiglia ad organizzare il tutto e ad ingaggiare uno spogliarellista che si esibisse davanti a lei in una lapdance. La scelta è caduta su John Green (il cui nome d'arte è Scorpion) che nel corso della festa si è spogliato davanti alla neocentenaria circondata da amici e parenti.
«Mi è piaciuto. Mi ha davvero dato un sorriso» è stato il commento di Claire al termine dell'esibizione.
Il tutto è stato anche ripreso e il filmato è stato pubblicato su Internet ed in queste ore sta risultando uno dei più visti e diffusi in maniera virale del momento.

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È morto Steve Jobs

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Si è spento questa notte, a soli 56 anni, Steve Jobs. Da tempo era malato di un tumore al pancreas e lo scorso agosto si era trovato a dover rassegnare le dimissioni da Ceo di Apple.
Nato a Green Bay (Stati Uniti) il 24 febbraio 1955, viene adottato appena nato da una coppia residente a Mountain View. Nel 1972 si diploma all'istituto Homestead di Cupertino, in California, e si iscrive al Reed College di Portland. Lascerà gli studi dopo solo un semestre per andare a lavorare.
Nel 1974 entra in Atari ma poi, insieme al suo amico Steve Wozniak ottiene un finanziamento che gli permette di fondare nel 1976 la Apple Computer. la sede della società è nel garage dei suoi genitori, ed è qui che il 1º aprile del 1977 veda la luce l'Apple I.
È il 24 gennaio 1984, però, che viene lanciato sul mercato quello che sarà uno dei prodotti pià apprezzati e geniali di Jobs: l'Apple Macintosh, il primo personal computer compatto e dotato di un nuovo sistema operativo a interfaccia grafica.
Nel 1985 Wozniak lascia la Apple e cambia attività mentre Jobs fonda una nuova compagnia, la NeXT Computer, ed acquista nel 1986 la Pixar, una casa di produzione cinematografica specializzata in animazioni realizzate tramite computer-grafica.
Dici anni più tardi torna a concentrasi principalmente sulla Apple Computer: il sistema operativo è ormai obsoleto ed è necessaria guidare la transizione verso un qualcosa di più moderno: sarà quanto sviluppato dalla NeXT a fornire le base di quello che ben presto diventa il MacOS X.
Nel 1997 torna ad occupare il ruolo di Ceo e spinge la Apple -fino ad allora concentrata su un pubblico di nicchia- verso la produzione di tecnologie di massa. Nel 2001 vede la luce l'iPod, nel 2007 l'iPhone e nel 2010 l'iPad.

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Ballando con le stelle (e senza vestiti)

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Immaginate di trovarvi comodamente seduti davanti al vostro televisore a guardare "Ballando con le stelle" e di vedere ad un certo punto il ballerino che si strappa di dosso gli slip rimanendo nudo sul palco. Pura fantasia? Forse in Italia ma non in Argentina.
Il contesto di cui stiamo parlando è quello del programma televisivo "Bailando por un Sueño" (per l'appunto la versione argentina del nostro "Ballando con le stelle"), dove la coppia formata da Cristian Falcon ed Erika Mitdank si è presentata sul palco vestita in un modo che già avrebbe potuto far presagire il finale: lui con l'intimo in pelle, lei con un abitino simile a quelli venduti nei sexy-shop. Una volta partita la base, fra un passo di danza e qualche gesto da ginnasta, i due hanno iniziato a strusciarsi e spogliarsi fino a rimanere in mutande. Poi il finale: un rapido gesto e i costumi si sono aperti lasciandoli nudi davanti al pubblico.
Non che si vedesse poi molto, è vero, ma di certo appare comunque un gesto abbastanza audace in una trasmissione generalista come quella.
Inoltre pare non sia neppure la prima volta: frugando sul web è possibile imbattersi in almeno un altro momento del programma in cui un altro concorrente si è cimentato in una sorta di balletto sexy, terminato anch'esso con un costume slacciato. Che gli argentini ci stiano prendendo gusto?

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Wikipedia sospende la sezione italiana per protestare contro la norma «ammazza-blog»

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È un fatto senza precedenti, mai avvenuto prima d'ora in nessun altro Paese al mondo. Wikipedia, la nota enciclopedia in a cui tutti gli utenti possono contribuire, ha deciso di autosospendere la propria versione italiano. Il motivo? Una protesta contro il comma 29 del ddl intercettazioni, proposto dal Governo Berlusconi e già ribattezzato da tempo in «norma ammazza-blog». Nel testo dell'articolo, infatti, viene imposto a tutti i blog e siti siti italiani (quindi anche a Wikipedia) l'obbligo di rettifica entro 48 ore in seguito ad una qualsiasi richiesta da parte di persone che dichiarino di sentirsi diffamate da quanto scritto, indipendentemente dalla fondatezza o meno della richiesta.
Nel lungo messaggio, pubblicato da ieri sera al posto dei consueti lemmi enciclopedici, viene spiegato come «l'obbligo di pubblicare fra i nostri contenuti le smentite previste dal comma 29, senza poter addirittura entrare nel merito delle stesse e a prescindere da qualsiasi verifica, costituisce per Wikipedia una inaccettabile limitazione della propria libertà e indipendenza: tale limitazione snatura i principi alla base dell'Enciclopedia libera e ne paralizza la modalità orizzontale di accesso e contributo, ponendo di fatto fine alla sua esistenza come l'abbiamo conosciuta fino a oggi».
Dal canto suo l'enciclopedia si dice da sempre disponibile a mettere in discussione quanto riportato e ricorda come l'onore e l'immagine di ognuno siano già tutelati dall'articolo 595 del codice penale, che punisce il reato di diffamazione.
Immediata è stata anche la reazione e la protesta del popolo di Internet, al punto da spingere il governo a cercare di correre ai ripari e di mettere delle toppe alla proposta di legge.
In un'intervista rilasciata a L'Espresso, Stefano Rodotà -ex presidente dell'authority per la privacy- ha spiegato: «Non c'è dubbio che quella di Wikipedia sia una protesta motivata. Dietro questo Ddl ci sono due elementi principali: aggressività e ignoranza. Chi ha scritto l'articolo dedicato ai siti informatici non ha chiaramente idea di cosa stia parlando. Prevedere quelle modalità di rettifica, quei tempi e quelle sanzioni significa ignorare del tutto come funzioni la rete».

Update: la protesta di Wikipedia (e la scia mediatica che ne è seguita) ha portato ad un primo risultato concreto: il governo ha infatti deciso di modificare la norma e di prevedere l'obbligo di rettifica e la relativa sanzione unicamente per le testate online registrate. Ora, però, bisognerà capire se anche in questo caso si avrà la possibilità di chiedere la rettifica (da pubblicarsi con uguale visibilità rispetto all'articolo contestato) indipendentemente dalla fondatezza o meno della richiesta.
Al momento rimangono comunque in vigore i punti che riguardano il divieto di pubblicazione delle intercettazioni fino alla cosiddetta udienza filtro ed è ricomparsa l'ipotesi del carcere per i giornalisti che pubblicano intercettazioni o fatti deducibili da esse (in altre parole, se la norma fosse in vigore ad oggi non sapremo nulla ad esempio di tutti gli scandali che hanno visto coinvolto il premier o di chi rideva nel letto durante il terremoto all'Aquila).


Ricky Martin è gay? A rischio sospensione il suo concerto in Honduras

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Il cantante portoricano Ricky Martin dovrebbe tenere una tappa del suo tour in Honduras il prossimo 16 ottobre. L'uso del condizionale, però, pare d'obbligo dopo che il quotidiano El Heraldo ha riportato una notizia secondo cui alcuni gruppi religiosi locali avrebbero chiesto al governo di non concedere il visto al cantante dopo il suo coming out pubblico. Secondo il loro parere, infatti, la sua omosessualità lo renderebbe «una presenza sgradita al Paese a causa della pessima influenza e cattiva condotta».
Una tesi fondamentalista che parrebbe talmente assurda non dover nemmeno essere presa in considerazione... Peccato, però, che la realtà spesso sia ancora in grado di stupire: il loro ministro degli interni, Africo Madrid, ha infatti fatto eco all'appello dei religiosi scagliandosi contro il nucleo familiare di Ricky Martin (formata dal compagno e dalle due figlie): «Questa famiglia non piace ai gruppi cattolici ed evangelisti; non è il genere di famiglia che sarebbe accettata in Honduras e che la famiglia vuole incoraggiare nella nostra società e nel resto del paese. Per questo motivo ci sentiamo in dovere di proteggere la morale e i principi su cui si basa il nostro paese da una figura che ci rappresenta».
Affermazioni che paiono collidere con quelle del segretario di Stato dell'Honduras che ha negato tutto sostenendo di non aver mai ricevuto alcuna da richiesta da qualsivoglia leader religioso.
Nettamente contraria all'ipotesi di una mancata concessione del visto è la responsabile dei Diritti Umani dell'Honduras, Sandra Poce, che ha messo tutti in guardia facendo sapere che ci saranno gravi conseguenze penali qualora una qualche autorità del Paese dovesse negare l'accesso al cantante.
Ricky Martin, infine, ha fatto sapere dal suo blog di non essersi pentito di aver fatto coming out e di aver raggiunto finalmente la felicità grazie al suo compagno e alle sue due figlie.


In arrivo il Rugby's Finest 2012

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Lo si potrebbe quasi definire la risposta d'oltremanica al Dieux du Stade: è il Rugby's Finest, un calendario che dal 2010 immortala alcuni fra i più bei giocatori di rugby del campionato inglese.
Data la somiglianza fra le due opere è quasi inevitabile fare dei confronti. Dal canto loro, i sostenitori del Rugby's Finest pare amino sottolineare come gli scatti risultino più naturali e meno patinati rispetto quelli in cui posano i colleghi francese. Inoltre c'è una significativa differenza di prezzo che rende l'edizione inglese meno proibitiva dal punto di vista puramente economico (il prezzo è di poco più di 9 euro contro i 28 euro del Dieux du Stade).
Gli atleti che hanno prestato il volto (ed il fisico) all'edizione 2011 sono: Dom Waldouck, Seb Stegmann, Ben Foden, James Haskell, Alexander Cheesman, Chris Wyles, Noah Cato, Charlie Amesbury, Nils Mordt, Paul Hodgson, Tom Varndell e Adam Thompstone.

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Nick Scotti

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Nick Scotti (all'anagrafe Dominick Scotti) nasce il 31 maggio 1966 a New York (Stati Uniti). Ancora minorenne decide di abbandonare la scuola superiore per seguire il suo sogno di diventare modello: a 17 anni si trasferisce in Giappone e a 19 in Francia. I risultati sono promettenti e nel giugno del 1996 appare sulla copertina di Newsweek con la didascalia "La biologia della bellezza".
Nel 1993 esordisce come cantante realizzando il suo primo album, contenente due brani, che arriverà a piazzarsi al nono posto della Club Play chart. Ne seguirà un singolo dal titolo "Get Over" scritto da Madonna e Stephen Bray.
Tre anni più tardi è la volta di un altro esordio, questa volta come attore: dal 1996 al 1999 prende parte alla soap opera della CBS "Febbre d'amore" nel ruolo del meccanico Antonio Viscardi.
Nel 1997 ottiene una parte nel film indipendente "Baciamo Guido" (andato in onda ieri in seconda serata su Iris e in replica oggi pomeriggio alle 17.45) in cui interpreta Frankie, un pizzaiolo di origini siciliane e aspirazioni nel mondo dello spettacolo, che in un certo qual senso supererà i suoi pregiudizi verso la comunità omosessuale dopo aver fatto la conoscenza di Warren, un attore gay da poco lasciatosi con il fidanzato.
Da segnalare anche la sua presenza nei film "Bullet" (1996) e "Rock City" (1999), nonché in alcuni episodi delle serie televisive "Sex and The City" e "Tracey Takes On" (2004).

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Un primo sguardo al Dieux du Stade 2012

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Nato quasi per scherzo nel 2001, il calendario "Dieux du Stade" è stato uno fra i primi nel suo genere e, forte della sua tradizione, risulta ancor oggi uno dei più attesi. Da più di dieci anni propone mese dopo mese alcune fotografie di nudo o semi-nudo maschile, aventi come modelli dei veri rugbisti provenienti dallo Stade Français di Parigi.
In questi giorni hanno fatto la loro comparsa su Internet alcune immagini che anticipano la copertina ed alcuni degli scatti interni della versione 2012.
Le 42 immagini (a cui si somma un doppio poster) sono state realizzate dal fotografo François Rousseau (già autore dell'edizione del 2004 e del 2011) e hanno come soggetto alcuni sportivi provenienti da ben da 18 squadre di rugby. Fra loro figurano nomi come Alexandre Flanquart, Benjamin Dambiele, Txomin Amestoy, Tomas Combezou e Sébastien Torresin.
Riguardo al tema, infine, è l'ufficio stampa a comunicare che "Gli atleti nudi incarneranno gli unici sopravvissuti di un mondo scomparso che stanno cercando nuovi orizzonti a bordo di una zattera".

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La Serbia annulla il Pride di Belgrado

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Il Gay Pride di Belgrado si sarebbe dovuto svolgere domenica, ma il ministro dell'interno serbo, Ivica Daci, ha annunciato che sarà vietato dalle autorità qualora non siano gli organizzatori stessi ad annullarlo (ipotesi che, però, è già stata scartata da quest'ultimi). Il motivo della scelta è spiegato dal timore di possibili disordini durante il corteo.
Nei giorni scorsi, infatti, il governo ha subito da un lato le le pressioni della Chiesa ortodossa (che chiedeva la cancellazione di quella che il Patriarca Irinej ha definito la "Parata della vergogna") e dall'altro le minacce di gruppi di ultranazionalisti omofobi che hanno figurato l'ipotesi di bruciare addirittura la sede del governo e di alcune società estere, andando ben oltre a quanto già avevano causato lo scorso anno (con il ferimento di 140 persone, la città praticamente distrutta e strascichi della protesta arrivati fino in Italia con disordini nel corso dell'incontro di calcio tra la nazionale Serba e quella nostrana).
E così, al posto di adoperarsi per garantire la sicurezza, il governo ha deciso di vietare del tutto il corteo in modo da non scontentare chi gli ha lanciato la minaccia di ritorsioni. Ed evidentemente poco gli importa se in questo modo vengono calpestati i diritti dei cittadini che chiedono di poter scendere in piazza per manifestare pacificamente.