Archivio: novembre 2011

Stati Uniti: la presenza di gay nel quartiere aumenta il valore degli immobili

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La presenza di gay in alcuni quartieri degli Stati Uniti influirebbe positivamente sul valore degli immobili. È quanto sostiene studio pubblicato sul "Journal of Urban Economics" e che ha preso in esame 20mila case in vendita, registrando un lieve aumento di prezzo per ogni mille abitazioni che ospitano almeno una coppia gay. Un trend inverso, invece, è stato registrato nei quartieri più conservatori dove, però, influisce non poco anche una domanda nettamente inferiore.
La tesi di per sé non è per nulla nuova: se ne parla già da una quindicina d'anni sulla base delle esperienze di quartieri come il Greenwich Village a New York o il Castro District di San Francisco, dove l'arrivo della comunità gay portò ad una riqualificazione e un rilancio del territorio attraverso un ammodernano a loro spese infrastrutture e servizi. Inoltre l'apertura di ristoranti, bar e locali notturni hanno ottenuto come effetto anche una netta diminuzione della criminalità. Il tutto, ovviamente, con ripercussioni anche sul valore immobiliare delle abitazioni.


Polonia: il tribunale autorizza il simbolo omofobo di un partito di estrema destra

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Sta facendo molto discutere la sentenza di tribunale polacco che ha autorizzato il Narodowe Odrodzenie Polski, un partito di estrema destra, all'uso in campagna elettorale della croce celtica e di un simbolo esplicitamente anti-gay (dove un cartello di divieto copre la sagoma di due uomini stilizzati nell'atto di fare sesso).
Immediata è giunta la protesta delle associazioni lgbt del Paese ed il deputato dell'opposizione Robert Biedron -uno dei pochi gay dichiarati che siede in Parlamento- ha lanciato un appello al ministro della Giustizia per chiedere il suo intervento nella questione. Parole di condanna sono giunte anche da esponenti della destra laica al potere che pare non abbiano per nulla gradito il ricorso all'uso della croce celtica.
Ma nella realtà dei fatti il Narodowe Odrodzenie Polski canta vittoria e sta riempiendo le strade di manifesti dove il suo simbolo anti-gay è accompagnato dallo slogan «Zaka Pedalowani» (una sorta di «divieto di froceria»). Ma come se ciò non bastasse, quel logo finirà anche sulle schede elettorali, andando ad alimentare quel clima di omofobia che il Polonia è già di per sé palpabile, con il 66% dei polacchi che si dichiara contrario anche solo allo svolgimento dei Gay Pride.


Il Tar ordina il reintegro del capitano di fregata gay

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Lo scorso febbraio un capitano di fregata della Marina Militare italiana di era visto togliere i gradi dopo che alcune sue foto osé hanno fatto la loro comparsa su in sito di incontri gay. Secondo i suoi superiori, tale azione avrebbe leso l'immagine della Marina Militare, perché contraria al «senso di responsabilità, con i doveri attinenti al giuramento prestato ed al grado rivestito, nonché con i doveri di correttezza ed esemplarità propri dello status di miliare».
L'ufficiale, però, ha presentato ricorso al Tar di Genova e proprio in questi giorni è giunta la sentenza: i giudici hanno stabilito che i suoi comportamenti sono di natura squisitamente privata e che non hanno comportato alcune lesione all'immagine e al prestigio della Marina Militare, ordinando al ministero della Difesa il reintegro del militare la riassegnazione dei gradi e del ruolo ricoperto in precedenza ai fatti.
Soddisfazione è stata espressa dall'Arcigay di Genova, che ha così commentato la sentenza: «Apprendiamo con viva soddisfazione che il Tar Liguria ha reintegrato un ufficiale di Marina, imponendo che gli vengano restituiti mansione e gradi riconoscendo quindi l'impianto omofobico delle accuse e delle sanzioni [...] Vi sono certamente molte persone omosessuali nelle forze armate italiane che ingiustamente subiscono ritorsioni e sono costrette a nascondersi: meglio sarebbe seguire l’esempio degli Stati Uniti che hanno sancito definitivamente la fine della discriminazione per orientamento sessuale nell’esercito dando termine alla politica ipocrita del "Don't ask, don't tell"».


End marriage discrimination

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I sondaggi dicono che in Australia la maggioranza dei cittadini (compresi quelli di religione cristiana) è favorevole ai matrimoni fra persone dello stesso sesso. La normativa vigente. però, non li permette ed è per questo che il gruppo australiano GetUp ha lanciato una petizione per chiedere alle autorità di abolire una discriminazione che ormai pare essere già stata abbattuta nell'opinione pubblica.
Per promuovere l'iniziativa è stato realizzato uno spot che ha riscontrato un enorme successo su Internet con oltre 700mila visualizzazioni in pochi giorni (il video è proposto al termine del post e vi suggerisco di guardarlo prima di proseguire nella lettura in modo da non rovinarvi la sorpresa).
In due minuti viene ripercorsa la storia d'amore far due persone: si parte dal primo incontro alla decisione di andare a vivere assieme, passando dalla presentazione del partner ai genitori, alle vacanze insieme, alle liti, alla quotidianità del fare la spesa in due e alla condivisione anche dei momenti più brutti della vita.
La narrazione si conclude quando il protagonista porge al partner un anello di fidanzamento e, solo in quel momento, si scopre che il suo compagno è un uomo. Un espediente che permette di sottolineare la normalità di una vita condivisa fra persone dello stesso sesso, sorprendendo chi guardando il video per la prima volta possa essere tratto in inganno dall'abitudine e pensare che dall'altra parte dell'inquadratura possa esserci una ragazza.

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Ronaldinho nudo in cam? Lui nega e parla di un falso

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Nelle scorse ora è comparso su YouTube un video che pareva mostrare Ronaldinho, l'ex giocatore del Milan ora in forze al Flamengo, nell'atto di masturbarsi davanti ad una webcam.
I sei minuti e trentanove di filmato (già rimosso da YouTube ma che ancora circola sulla rete grazie ad alcune copie) si aprono con un primo piano del suo volto e, dopo lo spostamento in basso della cam, con un'inquadratura delle sue (grandi) doti nascoste a cui la mano dedica le sue attenzioni (salvo qualche breve pausa per digitare qualcosa sulla tastiera del computer).
La notizia ha iniziato a rimbalzare per tutto Internet e, dopo qualche ora di silenzio, è arrivata una dichiarazione ufficiale proprio da chi si riteneva il protagonista del video: attraverso un comunicato pubblicato sul sito ufficiale del Flamengo, Ronaldinho ha dichiarato: «È un fotomontaggio. È offensivo e di cattivo gusto».
Roberto de Assis, fratello ed agente del giocatore, ha parlato di una violazione della privacy e ha minacciato azioni legali: «Abbiamo avvocati in Brasile e anche il Flamengo ce l'ha e ovviamente prenderemo provvedimenti».
Con un tono decisamente più goliardico, Vanderlei Luxemburgo, tecnico del Flamengo, ha dichiarato: «Ognuno ha il suo modo di essere, non mi interessa. Non ho intenzione di guardare Ronaldinho mentre si masturba». E poi, rivolto ai giornalisti, ha aggiunto: «Chi ha visto il video? Di che dimensioni ce l'ha?».

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Abercrombie: modelli a torso nudo per il Black Friday

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Oggi negli Stati Uniti è il Black Friday, la giornata che tradizionalmente dà il via allo shopping natalizio. Per questo motivo molti negozi del Paese hanno organizzato sconti ed aperture notturne. La catene di Abercrombie e di Hollister, però, hanno pensato bene di giocare una carta in più per attirare clienti ed hanno organizzato eventi in numerosi punti vendita dove alcuni aitanti modelli si mescoleranno in mezzo agli acquirenti, girando per il negozio rigorosamente a petto nudo e con i muscoli in bella mostra.
L'iniziativa è stata ampliamene pubblicizzata e, per ingolosire ulteriormente il pubblico, sono state diffuse alcune immagini che anticipano i volti ed i corpi del nutrito gruppo di ragazzi che invaderà i negozi della catena, mostrando come anche da quel punto di vista la "merce" offerta è di prim'ordine.

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Buonanno: «Le sfilate dei gay mi fanno vomitare»

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Dopo Scilipoti e Ciarrapico, un altro politico si scaglia contro il mondo gay. Si tratta del deputato leghista e sindaco di Varallo Gianluca Buonanno che, ospite di KlausCondicio, ha ostentato la propria omofobia.
Dapprima -forse anche con il desiderio di fare campagna elettorale attaccando il proprio avversario politico- ha affermato: «A pensare che Vendola possa diventare presidente del consiglio mi viene male. Ci dividono troppe cose. L'idea che una coppia gay possa adottare un bambino, ad esempio, la trovo inconcepibile. La coppia è fatta da un uomo e una donna. Due uomini non possono procreare e anche se volessero non avrebbero la possibilità di insegnare ad un bambino a crescere. Lo trovo diseducativo al massimo. So che in altri Paesi ci sono leggi che lo permettono, ma da parlamentare e da cittadino, se ci fosse un referendum in Italia voterei no».
Poi, in merito alla recente vittoria della destra alle elezioni politiche spagnole, risponde ad un commento riguardo al timore della comunità lgbt che il neo-eletto parlamento possa abolire le leggi sul matrimonio e sulle adozioni gay aggiungendo: «Speriamo! Io sono contrario. Penso che un omosessuale debba avere tutte le libertà possibili, ma vedere le sfilate di omosessuali è una cosa che mi fa venire il vomito. Penso che ognuno debba comportarsi in maniera normale e non esternare delle cose solo per fare clamore».
Da notarsi la classica costruzione della frase dove prima ci si auto-attribuisce piena oggettività nel giudizio e poi si spara una qualche affermazione omofoba nel tentativo che nella mente nell'auditore ancora echeggi l'auto-incesamento iniziale.


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Der Eigene, il primo periodico gay della storia

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Stampato fra il 1896 e il 1932 a Berlino, il "Der Eigene" viene considerato il primo periodico omosessuale della storia. Anche se non se ne conosce l'esatto numero, si stima che la rivista avesse circa 1.500 abbonati.
Il suo fondatore, Adolf Brand, contribuì alla rivista con numerosi articoli, affiancato da autori fra i quali figurano nomi noti come Benedict Friedlaender, Erich Mühsam, John Henry Mackay, Theodor Lessing, Klaus Mann e Thomas Mann. Artisti come Wilhelm von Gloeden, Fidus e Sascha Schneider si occuparono invece della parte grafica.
Dopo i primi anni di vita più a basso profilo, nel 1900 la rivista mostrò apertamente la propria natura gay attraverso la pubblicazione dell'antologia di letteratura omoerotica curata da Elisar von Kupffer. Brand produsse e pubblicò anche molte foto di nudo maschile, che presentò come "studi antropologici" sulla bellezza della razza tedesca.
Com'è immaginabile, si tentò il tutto e per tutto per ostacolare l'uscita della rivista e lo stesso Brand finì in carcere per ben tre volte con svariate accuse. Ciò nonostante, la pubblicazione riuscì a sopravvivere per ben 36, ma nel 1932 il suo fondatore dovette dichiarare bancarotta e fermare le rotative.
La delusione fu tale da allontanarlo per sempre dall'attivismo gay e lo portò a cercare le attenzioni di Elise Behrendt, un'infermiera che accettò di diventare sua moglie nonostante la sua dichiarata omosessualità. Entrambi morirono sotto i bombardamenti di Berlino del 2 febbraio 1945.


Praga: proietta un film porno gay in Comune per chiedere la chiusura di una sauna

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Si chiama Katerina Klasnova ed è una parlamentare del partito conservatore ceco che si sta battendo per la chiusura di una sauna di Praga riservata ai gay. Secondo le sue accuse, all'interno della Sauna Babylonia ci sarebbe un giro di prostituzione legato a giovani disposti a far sesso con gli avventori in cambio di soldi. Accuse che sono state prontamente respinte dai gestori che sottolineano come la prostituzione sia espressamente vietata anche nel contratto d'affitto del locale.
La Klasnova, però, non si è data per vinta e, per cercare di raccogliere consensi per la propria battaglia, ha pensato bene di proiettare un film pornografico gay all'interno del palazzo comunale di Praga. La parlamentare ha poi spiegato: «Ho voluto far vedere come funziona il mondo della prostituzione omosessuale, anche se ho oscurato le scene più esplicite. Chiedo scusa se ho offeso la sensibilità delle persone».
Verrebbe da dire che più che la sensibilità forse ne ha offeso l'intelligenza: tutti sanno cos'è la prostituzione (e quella gay non è certo diversa da quella etero), un film a luci rosse non è certo specchio della realtà (come non lo sono quelli etero) e l'unica motivazione del gesto che pare plausibile e quella di cercare di far leva sull'omofobia dei colleghi attraverso la visione di scene esplicite.


Ciarrapico: «I gay? Una razza che non mi piace»

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In più occasioni i nostri politici (i più pagati d'Europa) hanno dimostrato di non avere il tempo di leggere le leggi che si accingevano a votare. Eppure quando si tratta di vantarsi dei propri preconcetti (per non dire di peggio) in una qualche intervista, il tempo lo trovato senza problemi.
Ed è così che a poca distanza dalle dichiarazioni shock di Scipiloti (che ha sostenuto che i figli dei gay rischiano di diventare gay o che ci ha edotti sul fatto che due uomini non possono partorire), un altro esponente del nostro governo ha pensato bene di dire la sua sull'omosessualità.
Si tratta del senatore Giuseppe Ciarrapico, in forza al Pdl, che in un'intervista rilasciata alla trasmissione "La zanzara" su Radio24 ha affermato: «La Minetti è una bella ragazza. Tra un popolo di pederasti e uno di belle ragazze preferisco il secondo. Non si parla d’altro che di gay sdoganati e indemoniati. Non mi piace questa razza qui. Lasciamoli sfilare una volta l'anno tutti in coda, a Roma purtroppo».
Poi, non pago di quanto già detto, ha aggiunto: «A me piacciono le donne. Noi fascisti esaltiamo la mascolinità, la fierezza dell'uomo. All'epoca non c'era molta omosessualità».
E come si comporterebbe se dovesse scoprire che suo figlio è gay? Lui non ha dubbi: «Mi vergognerei terribilmente. Mi vanto che mio figlio ha fatto il servizio militare nei paracadutisti. Comunque cercherei di fargli capire che ci sono valori più importanti».
Ricapitolando, dunque, la Minetti è bella quindi brava, i gay non piacciono ai fascisti quindi sono cattivi (e pure una razza a sé, in ricordo dei tempi in cui venivano rinchiusi nei capi di concentramento) ed il fatto che suo figlio abbia fatto il paracadutista è prova inconfutabile che sia etero (perché si sa che un gay non può fare il paracadutista, no?). Assurdità simili si commentano da sé.

Ciarrapico si è candidato al Senato nel 2010 con il Popolo della Libertà, su richiesta di Berlusconi e nonostante il parere contrario di Alleanza Nazionale. Durante la campagna elettorale suscitò forti polemiche -anche a livello europeo- per aver affermato di non aver mai rinnegato il fascismo. Dopo l'elezione alcune sue affermazioni provocarono una reazione sdegnata della comunità ebraica italiana, alla quale dovette poi porgere scuse ufficiali.
Lunga ed articolata è anche la lista dei reati a lui imputati: è stato condannato per truffa aggravata e continuata ai danni di Inps e Inail, multato per violazione legge di tutela del "lavoro fanciulli e adolescenti", condannato per falso in bilancio e truffa, condanna per diffamazione, condannato per bancarotta fraudolenta, condannato per finanziamento illecito, condannato per il crac "Valadier", condannato in appello per assegni a vuoto e in seguito reato depenalizzato, condanna in primo grado per abuso ed in seguito prescritto, condannato per truffa e violazione della legge sulle trasfusioni, rinviato a giudizio per ricettazione ed indagato per truffa ai danni di palazzo Chigi.


Un bacio gay in diretta su Al Jazeera

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Il canale satellitare in lingua inglese di Al Jazeera era in collegamento con Madrid, dove il reporter stava raccontando i festeggiamenti in pizza per la vittoria del partito popolare. Ad un certo punto, però, alle sue spalle sono comparsi due ragazzi che hanno deciso di esibirsi in un lungo ed appassionato bacio gay a favore di telecamera.
Non si conoscono le esatte ragioni del gesto, ma è facile ipotizzare che fosse in dissenso con il centrodestra che, tornato al potere dopo i sette anni di governo Zapatero, rischia di rimettere in discussione tutti i diritti conquistati dalla comunità lgbt spagnola in questi anni.
Il governo socialista, infatti, ha garantito al Paese una serie di riforme sui temi legati ai diritti civili fortemente osteggiati dalla destra, fra i quali anche la legalizzazione del matrimonio fra persone dello stesso sesso. Norma su cui i popolari hanno calcato la mano in campagna elettorale, promettendo di metterci mano nonostante il parere contrario già espresso dalla Corte Costituzionale.

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Scilipoti ancora contro i gay: fanno sesso anale e non partoriscono

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Hanno suscitato una pioggia di critiche e di battute le affermazioni dell'Onorevole Scilipoti che in un'intervista a Klauscondicio ha parlato di lobby di banchieri pronti a favorire lobby gay e della sua strana teoria secondo le quali i figli delle coppie gay rischierebbero di diventare anch'essi gay.
Eppure il deputato dei Responsabili non demorde ed oggi è tornato a parlare di governo ed omosessualità in un'intervista rilasciata a "Il Giornale".
Dopo aver definito «violenti» il governo Monti (a sue dire per «il golpe che ha ucciso la democrazia»), la giornalista ha chiesto chiarimenti sulle sue affermazioni di ieri. Ecco il passaggio:

A proposito di famiglia: lei ha detto a Klaus Davi che le banche favoriscono le lobby gay...
«Ezdra Pound: "Se un uomo non è disposto a lottare per le sue idee...»
Vabbè, quindi?
«Immagini il sesso fra due uomini»
Prego?
«Lo faccia. È un rapporto anale»
Scilipoti!
«È anomalo, più che fra due donne, lo dico da ginecologo: ha mai visto un uomo partorire?»
Suvvia onorevole!
«Sto dicendo che abbiamo il dovere di tutelare la famiglia naturale. E che invece la banche hanno più interesse a favorire i single, che consumano di più. E la massoneria: quanti di questo governo ne fanno parte?»

Quindi, ricapitolando, dapprima le coppie gay non andavano bene perché i bambini non le avrebbero capite, poi perché i loro figli sarebbero diventati gay ed oggi perché fanno sesso anale e non partoriscono. Ogni commento pare inutile...


Ronnie Kroell nudo in Eating Out 4

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Quella di "Eating Out" è una serie di divertenti film commedia gay con una curiosa caratteristica che è ricorrente in ogni episodio: nella trama c'è sempre un personaggio che spicca per la sua bellezza fisica e che, puntualmente, viene mostrato completamente nudo in almeno una scena.
Ed è così che nel primo film abbiamo potuto ammirare senza veli attori come Jim Verraros (foto) e Ryan Carnes (foto); nel secondo è stata la volta del modello Marco Dapper (foto) e nel terzo di Chris Salvatore (foto).
Nel quarto episodio, uscito quest'anno ed intitolato "Eating Out 4: Drama Camp", questa tradizione non è venuta a mancare. Il protagonista della scena è Ronnie Kroell, modello 28enne noto al pubblico statunitense per aver partecipato al reality show "Make Me a Supermodel".
Nel suo caso, però, c'è una piccola differenza rispetto a quelli precedenti: se i suoi predecessori si sono mostrati senza veli per la prima volta (eccezion fatta per una foto amatoriale di Chris Salvatore che circola su Internet), Ronnie Kroell aveva già mostrato -peraltro in modo molto generoso- le sue "qualità nascoste" in un servizio fotografico realizzato per la rivista Playgirl (foto: 1, 2 e 3).
Kroell è dichiaratamente gay ed ha partecipato come ospite d'onore a numerosi gay pride in giro per gli Stati Uniti.

Immagini: [1] [2] [3] - Video: [1]


Il passato da pornoattore di Fadi Fawaz, il nuovo fidanzato George Michael

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Si è molto parlato in questi giorni del nuovo fidanzato di George Michael, il libanese Fadi Fawaz. Di lui si è saputo subito che è un parrucchiere delle star, ha studiato in Australia e ora lavora a Londra. Fra i suoi clienti figurano nomi del calibro di Naomi Campbell, Pussycat Dolls, Girls Alound ed anche George Michael.
Ma nell'era di Internet sono bastati pochissimi giorni, se non addirittura ore, prima che la sua nuova popolarità lo portasse all'attenzione di persone dotate di sufficiente memoria per ricordarsi di averlo già visto da qualche altra parte. Ed è così che in breve si è iniziato a parlare della sua straordinaria somiglianza con Isaac Mazar, un attore pornografico gay che nel 2006 ha recitato in due scene del film "Match maker". Una somiglianza così incredibile da non lasciare praticamente dubbi sul fatto che si tratti proprio di lui.

Immagini: [1] [2] [3] [4] [5]


Il Pakistan vieta di scrivere "omosessuale" negli sms

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È entrata in vigore oggi una disposizione dell'autorità di telecomunicazioni pakistana che impone agli operatori telefonici il blocco degli sms contenenti una o più parole delle 1.600 inserite in una lunga lista.
I termini vietati (o meglio sarebbe dire "censurati") spaziano da quelli volgari a quelli che riguardano la religione cattolica (come "Gesù Cristo" o "Satana") e da quelli violenti (come "stupro", "uccidere", "cecchino"...) a quelli a sfondo sessuale (come "seno", "preservativo" e -immancabilmente- "omosessuale"). Inoltre non si potranno usare neppure termini su cui è più difficile fare congetture riguardo al contesto, come "lingua", "herpes", "flatulenza", "taxi".
Alle compagnie è stato anche affidato il compito di stilare un rapporto mensile in cui indicare il numero di messaggi bloccati.
Le organizzazioni internazionali hanno già dissotterrato l'ascia di guerra contro questa disposizione, ma le autorità pakistane si dicono convinte che «i diritti fondamentali all'intimità e alla libertà di espressione, garantiti per Costituzione, non sono illimitati e sono soggetti alle ragionevoli restrizioni imposte dalla legge».


Secondo Scilipoti i figli dei gay rischiano di diventare gay

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Il nome di Domenico Scilipoti ha iniziato ad essere conosciuto nel dicembre 2010, dopo che anche il suo abbandono dell'Idv a favore del gruppo misto permise al governo Berlusconi di ottenere la fiducia e di rimanere al potere. Da lì in poi il suo voto è diventato essenziale e, forte della sua nuova popolarità, non ha perso occasione per dire la sua su tutto e tutti. Ha negato che gli stipendi troppo altri dei parlamentari potessero essere un problema, ha proposto finanziamenti all'agopuntura, ha sostenuto un condono tombale sia fiscale che edilizio e ha suggerito di abrogare le norme che vietano al partito fascista di sedere in parlamento.
Si è detto un difensore della morale e dei valori cristiani (forse a parte il "non rubare", data la sua recente condanna in via definitiva per non aver pagato parcelle per 200 mila euro), ma si è dimostrato anche un acerrimo nemico delle coppie gay.
Già nel corso del primo congresso del Movimento di Responsabilità Nazionale, il partito da lui fondato, sostenne che i gay non possono formare una famiglia perché i bambini non sarebbero in grado di capirlo, poi in un'intervista al sito cattolico Pontefix ribadì «certe unioni che famiglia non sono, non possono trovare accoglienza nel nostro ordinamento» (questa volta senza neppure il bisogno di tirare in ballo i bambini) , ma è oggi che ha dato il meglio si sé esprimendo teorie che un laureato in medicina e chirurgia dovrebbe vergognarsi anche solo di pensare: «È nella natura che i genitori siano un uomo e una donna. Un fatto naturale. Il figlio di due genitori dello stesso sesso potrebbe imitare i propri genitori e diventare gay o lesbica anche lui o lei».
Ma nella sua intervista a Klauscondicio non si è fermato a questo, aggiungendo: «Guardando al comportamento delle banche, alla loro politica economica e al modo in cui si sono comportate coi risparmi della gente, possiamo tranquillamente affermare che questo loro stile non giocherà a favore delle famiglie, ma punterà a disgregarle; e, in linea di massima, potrebbero favorire le lobby gay piuttosto che le famiglie».


Un attore gay nel cast di Breaking Dawn

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È da poco uscito nella sale cinematografiche "Breaking Dawn", il primo episodio del capitolo finale della saga di Twilight. Ed è proprio a ridosso del suo lancio che ha iniziato a circolare una notizia legata ad uno sei suoi protagonisti: uno degli interpreti sarebbe gay e avrebbe voluto fare pubblicamente coming out proprio in occasione dell'uscita del film. A quanto pare, però, la produzione sarebbe intervenuta e gli avrebbe chiesto di attendere l'uscita dell'ultimo film, prevista fra un anno, prima di compiere il gesto... chissà, magari per paura di scontentare qualche giovane fan (in più occasioni le adolescenti che seguono con attenzione la saga hanno dimostrato di non gradire alcuna voce circa la possibile omosessualità di uno dei loro beniamini).
Le voci però non si fermano qui e, in una sorta di Quesito della Susi, forniscono anche alcune indicazioni sull'identità del misterioso attore gay. Di lui sappiamo che:

È un attore di talento
Ha avuto almeno due ruoli da protagonista molto desiderabili negli ultimi due anni
Questi film non sono stati enormi successi al botteghino, ma hanno contribuito a dargli un alto profilo all'interno del settore
I suoi manager hanno un problema con lui e con il suo passato. Perché ha iniziato la sua carriera di attore come omosessuale. Da anni tentano a cancellargli di dosso quell'immagine
Ultimamente si è fatto crescere la barba, rilasciando interviste sulla sua vita privata, in cui parla del suo rapporto con le donne

Immediato si è scatenato su Internet una caccia al nome che, in attesa di conferme o smentite, è comunque destinato a rimanere una pura supposizione.


Per il People è Bradley Cooper l'uomo più sexy del 2011

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È ormai tradizione che a fine novembre la rivista "People" pubblichi una classifica dei dieci nomi di personaggi maschili considerati gli uomini viventi più sexy (per l'appunto chiamata "Sexiest Man Alive"). La scelta dei nominativi segue un percorso non necessariamente oggettivo secondo una procedura analoga alla "Persona dell'anno" eletta dal "Time".
Il vincitore del titolo 2011 è l'attore Bradley Cooper, protagonista quest'anno dei film "Limitless" di Neil Burger e di "Una notte da leoni 2" di Todd Phillips.
Al secondo posto si è classificato l'attore australiano Liam Hemsworth, seguito sul gradino più basso del podio dal britannico Idris Elba.
Completano la classifica l'attore e sceneggiatore Justin Theroux, l'attore Chris Evans, il cantante e attore Tim McGraw, l'attore Josh Charles, il comico e sceneggiatore Joel McHale, l'attore Jason Momoa e il musicista e attore canadese Ryan Gosling.
Se qualche nome non vi fosse familiare o se desiderate semplicemente rinfrescarvi la memoria, le foto di tutti i dieci personaggi sono proposte nella gallery di fine post.

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Russia: approvata una legge contro la "propaganda gay"

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Il distretto di San Pietroburgo (Russia) ha approvato ha approvato in prima lettura una legge che prevede una multa da 3.000 a 5.000 rubli (ossia da 72 a 120 euro) a gay, lesbiche e transgender che dovessero dichiarare pubblicamente la propria omosessualità in presenza di un minorenne. E come se ciò non bastasse, nella norma vengono colpite anche le organizzazioni che tutelano i diritti dei gay (punite con multe fino a 50.000 rubli, ossia 1.200 euro) e si equiparano le manifestazioni della comunità lgbt (come i Gay pride) alla propaganda autorizzata della pedofilia.
Immediata è stata la reazione delle associazioni lgbt internazionali che, dopo aver preannunciato un ricorso alla Corte Europea dei diritti dell'uomo, hanno definito "medioevale" la norma, accusandola anche di essere una trovata pre-elettorale per cercare di far leva sull'omofobia (ancora molto diffusa fra la gente) per racimolare voti a favore di Russia Unita, il partito guidato da Vladimir Putin.
Per quanto folle possa apparire, l'iniziativa purtroppo è isolata: nel Paese norme simili sono state già state varate lo scorso settembre nella regione di Arkhangelsk e nel 2006 nella regione di Riazan. In Russia l'omosessualità non è più reato solo dal 1993 e sino al 1999 è stata mantenuta nella lista delle malattie mentali.


L'attore Giuseppe Schisano cambia sesso

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Fino ad oggi non era mai capitato in Italia che un personaggio dello spettacolo vincesse la paura del pregiudizio e compisse una scelta simile. Stiamo parlando dell'attore Giuseppe Schisano, classe 1979, che ha annunciato pubblicamente la sua intenzione di voler cambiare sesso.
«Mi sento finalmente guarito da un equivoco del corpo -ha dichiarato- Vado incontro più sereno a quello che mi aspetta perché non devo più fingere. Mi sento migliore e più leggero. La verità mi salva da un'infelicità che né io né altri meriterebbero».
La strada che l'ha portato a questa scelta non è stato semplice, così come lui stesso racconta: «Quando sei giovane non capisci precisamente quello che senti ed anzi estremizzi l'opposto. Così ho fatto mascolinizzandomi sempre di più. Mi sono fatto crescere la barba e sono andato in palestra a sviluppare muscoli e ho assunto un atteggiamento più maschile di quello che avrei avuto naturalmente [...] Prima eterosessuale, poi, negli ultimi cinque anni della mia vita omosessuale, ma nemmeno così mi sentivo io. Non era neppure questa la mia verità, perché il punto è che io non mi sento uomo».
Riguardo alla sua carriera ha aggiunto: «Spero che mi arrivino ruoli femminili potendo così portare la mia vera anima e la mia vera arte nel cinema. Il percorso di trasformazione è appena iniziato, ma ci sono persone che già non mi riconoscono. La transessualità non deve più ricondurre l'immagine mentale alla prostituzione. Io voglio portare un messaggio di diversa normalità. Se anche avessi fatto l'ingegnere avrei continuato a farlo da donna e così sarà per il mio lavoro di attore».
Giuseppe è divenuto noto al grande pubblico come uno dei co-protagonisti delle fiction "Mio figlio" e "Io e mio figlio-nuove storie per il commissario Vivaldi". Sul grande schermo, invece, ha preso parte alla coproduzione italo-spagnola "Dentro ai miei occhi" ed al film di David Petrucci "Cane Pazzo".

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Valerio Pino: «Non andrò più in onda a Kalispera»

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Ad inizio novembre il settimanale "Chi" aveva pubblicato alcuni scatti tratti da una rivista gay inglese in cui Valerio Pino (l'ex Ballerino di "Amici") e Luca di Tolla (concorrente del "Grande fratello") posavano in atteggiamenti intimi davanti all'obiettivo. Poi si è cercato di cavalcale l'oda, sostenendo a "Domenica 5" che Pino avesse ammesso di aver avuto una relazione con Luca e -in quella che si è rivelata una delle pagine più buie della televisione italiana di questi anni- si è cercato pure di costringere il concorrente della casa a fare un coming out in diretta.
Al di là dei commenti su quanto fosse triste cercare di far scandalo su un qualcosa che non ha assolutamente nulla di scandaloso, due erano i dubbi ricorrenti che avevo espresso nei vari post sull'argomento: perché mai il posare per un servizio gay dovrebbe in qualche modo essere considerato una prova delle preferenze sessuali dei modelli? E che tipo di rapporto c'era fra questo presunto scoop ed il fatto che Pino fosse stato scelto come coreografo e ballerino dell'imminente nuova edizione di "Kalispèra", il programma condotto da Alfonso Signorini nonché direttore di "Chi"?
Una risposta ad entrambi gli interrogativi pare giungere da Valerio Pino stesso che, in un'intervista rilasciata a Donna Moderna", ha affermato: «Mi è successo di tutto. Mi hanno cercato allo sfinimento giornalisti e televisioni, tutto per una vicenda in cui non c'entro nulla. Sono stato tirato in mezzo e alla fine mi hanno perfino dipinto come il colpevole. Fra me e Luca c'è solo amicizia. Oltre che il ballerino ho fatto anche il modello e quegli scatti sono stati fatti nel 2006 per la rivista inglese "Refresh" di Cosmopolian. E lui, come ha detto in TV, si è limitato a posare con me per quel servizio. Non sento la necessità di dovere alcuna spiegazione. Mi hanno attribuito frasi che non ho mai pronunciato e ora è tutto in mano al mio avvocato. Non ho più intenzione di commentare questa triste vicenda. Non mi faccia parlare. So solo una cosa... che dopo tutto questo casino non andrò più in onda a Kalispera! Diciamo che ci sono stati diversi problemi e tutta questa situazione ha parecchio influito. Fatto sta che l'accordo che avevamo preso a fine estate e che era stato anche ufficializzato a "Domenica 5" è definitivamente saltato».


Un bacio fra il Papa e l'Imam nella nuova campagna pubblicitaria Bennetton (già ritirata)

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Si chiama "UnHate" ed è la nuova campagna pubblicitaria lanciata ieri a Parigi da Alessandro Benetton. L'intento dichiarato, come suggerisce il nome stesso e che è anche il nome dell'associazione che sta dietro all'iniziativa, èquello di promuovere una nuova cultura di tolleranza. Per farlo si era scelto di creare delle immagini provocatorie in cui vari leader politici e religiosi si baciavano fra loro.
A Milano, dinnanzi a Piazza Affari, è stato affisso un cartellone con un bacio tra Barack Obama ed il politico cinese Hu Jintao, ma è a Roma che si è assistito alla provocazione maggiore: su Ponte Sant'Angelo, a pochi passi dal Vaticano, è stato srotolato uno striscione raffigurante un bacio fra Papa Ratzinger e l'Imam de Il Cairo.
Era prevedibile ed inevitabile che immagini simili potessero suscitare reazioni contrastanti (ed in fondo è quello il senso di una provocazione: far scaturire una discussione ed un confronto di fronte ad un'immagine "forte"), ma nel caso specifico si è registrata una reazione particolarmente scandalizzata da parte del mondo cattolico.
«Io penso che la malizia sia soprattutto negli occhi di chi guarda -aveva dichiarato Benetton in conferenza stampa- È possibile dare tante interpretazioni alle cose. Mi piacerebbe pensare che chi guarda questa campagna o chi avrà l'occasione di vederla pensi invece agli elementi di riconciliazione e non di rottura». Ma evidentemente non è stato così.
Dapprima i PapaBoys -shockati nel vedere il lor pontefice raffigurato in un bacio gay con il leader di un'altra religione- hanno proposto di boicottare il marchio di abbigliamento, poi è arrivata anche la presa di posizione più ufficiale da parte del Vaticano stesso che ha definito inaccettabile l'uso improprio dell'immagine del Papa.
A quel punto all'azienda non è rimasta altra scelta se non quella di ritirare la campagna ancor prima che potesse vedere l'alba del giorno dopo.
Va ricordato che questa non è la prima volta che Benetton suscita le ire del mondo cattolico attraverso le sue provocazioni, come ad esempio negli anni '80 quando uno scatto di Oliviero Toscani raffigurante un bacio fra un prete e una suora (foto) suscitò polemiche altrettanto aspre.


Robert Pattinson e Taylor Lautner in "Breaking Dawn"

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È uscito nelle sale cinematografiche statunitensi "Breaking Dawn, parte 1", il quarto episodio della fortunata saga di Twilight.
Con un po' di superficialità e scarso senso critico, proviamo a mettere da parte la trama del film e dedichiamoci esclusivamente ai suoi due protagonisti maschili principali: Robert Pattinson (il vampiro) e Taylor Lautner (il lupo mannaro). Il pubblico divide equamente le proprie preferenze fra i due e la loro co-presenza non ha mancato di suscitare fantasie omoerotiche, amplificate anche da eventi esterni come il loro parlare dei capezzoli altrui o l'ormai celebre bacio in bocca agli MTV Movie Awards.
Ma a contribuire in modo determinante al loro successo è senza ombra di dubbio anche la loro presenza fisica. Eppure pare quasi che loro non se ne rendano conto.
Prendiamo ad esempio Taylor Lautner: pensare che i suoi pettorali possano passare inosservati è pura follia (tant'è vero che la sua fisicità viene ampiamente sottolineata anche in "Mordimi", la parodia del film), ma in più occasioni lui ha ribadito che si sente a disagio a recitare a torso nudo. In occasione di questo film ha pure sbandierato la sua felicità nell'aver mostrato il proprio fisico in poche scene e, comunque, molto meno di Robert Pattinson (Edward) e Kristen Stewart (Bella). Chissà se anche i suoi fans saranno d'accordo nel condividere la sua felicità o se avrebbero preferito vederlo mezzo nudo in quasi tutte le scene del film.
In fatto di timidezza anche Robert Pattinson non è da meno, ed anche lui in un'intervista precedente all'inizio delle riprese si è detto molto preoccupato di dover recitare a torso nudo. Di primo acchito verrebbe da dire che in effetti non è il fisico il suo punto di forza (soprattutto se si pensa a qualche anno fa, quando con ben meno timidezza recitò nudo davanti ad uno specchio nel film "Little Ashes"). Già nello scorso episodio della saga ("Eclipse") c'è chi ipotizza abbia sia ricorso all'aiuto dei truccatori per far comparire un po' di addominali nella scena girata in Italia in cui si toglie la maglietta.
Ma in è proprio in occasione di "Breaking Dawn" c'è pare possa aver osato ancor di più, ricorrendo ad una controfigura per girare le scene di sesso. A sostenerlo sono i blog statunitensi Perez Hilton ed Hollywood Life, i quali hanno preso ad esempio una scena be precisa (peraltro presente anche nei trailer ufficiali) in cui Robert è di spalle mentre si accinge a far sesso con Bella (foto): a loro parere quelle spalle sono troppo muscolose per poter essere le sue. Immediate e prevedibili sono arrivate le smentite e le proteste dei fan più affezionati.

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L'astrologia secondo gli uomini delle Alpi

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È stata presentata l'edizione 2012 di "Men in the Alps", un calendario tutto al maschile dai toni erotici ed omoerotici che quest'anno è dedicato all'astrologia. L'opera, infatti, non è suddivisa per mesi, ma è strutturata per dedicare una pagina a ciascun segno zodiacale, rappresentato dai modelli amatoriali che sono tutti di provenienza italiana, altoatesina, austriaca e bavarese.
Va sottolineato che il ricavato delle vendite verrà devoluto ad attività benefiche e, più in particolare, sarà suddiviso fra l'organizzazione Debra-Alto Adige (attiva nell'assistenza ai cosiddetti "bambini farfalla", colpiti da una malattia congenita della pelle), alla Muenchner Aids-Hilfe e.V. (Aiuto AIDS di Monaco di Baviera), all'Aiuto AIDS Alto Adige Pro Positiv (associazione che si occupa di sensibilizzazione e prevenzione di malattie infettive, con particolare attenzione all'HIV) e alla Casa Emmaus di Laives (una struttura che offre alloggio e consulenza a persone HIV positive e malate di AIDS).
Il costo è di 15 euro e gli ordini possono essere effettuati online.

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Su Internet le presunte foto di Adriano nudo

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In queste ore stanno iniziando a circolare su Internet tre fotografie private che immortalerebbero Adriano, il calciatore brasiliano del Corinthians ed ex giocatore di Roma ed Inter.
In uno scatto lo si vede in canottiera, berretto ed occhiali da sole; in un'altra c'è il primo piano di un suo tatuaggio e nella terza -e più controversa- ci sarebbe un primo piano di un pene che si pensa possa essere proprio il suo.
Al momento non è dato di sapere se quelle immagini siano autentiche o meno. Ciò che si sa è che molti quotidiani e riviste brasiliane si sono visti recapitare una mail da Angelica Motta, la sua portavoce, che contenevano in allegato proprio quelle immagini. Dapprima si è ipotizzato un errore nell'invio, ma poi i contorni della vicenda si sono tinti di giallo e l'ipotesi si è fatta più intricata: la mail non sarebbe stata inviata dalla portavoce ma semplicemente a suo nome. Sulla provenienza delle immagini, invece, c'è chi ipotizzano possano provenire dalla scheda di memoria di un cellulare che pare sia stato rubato ad una sua ex fiamma o c'è chi non scarta l'idea che possa essere stata quest'ultima a divulgare le foto come vendetta per una delusione sentimentale.
Al momento, però, tutto rimane sul piano delle ipotesi, compresa l'autenticità o meno degli scatti (in particolar modo dell'ultimo, dove è quasi impossibile avere degli elementi che permettano di dedurre se sia davvero lui o se si tratti di uno scatto realizzato sul corpo di qualcun altro e semplicemente accostato ai precedenti).

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Il calciatore David Testo fa coming out

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Continua a crescere il numero di sportivi che scelgono di dichiarare pubblicamente la propria omosessualità. Questa volta a farlo è stato il calciatore statunitense David Testo fa (giocatore del Montreal Impact e del Vancouver Whitecaps) che ai microfoni di CBC Radio-Canada ha dichiarato: «Sono gay. Sono gay. Non ho altra scelta. È solo una parte di ciò che sono. E non ha nulla a che fare con il talento di un calciatore. Si può essere sia un ottimo giocatore di calcio che essere gay. Mi dispiace solo di non averlo fatto prima».
David ha anche parlato di come oggigiorno possa ancora essere difficile conciliare la propria omosessualità con una carriera sportiva: «Ho combattuto con questo per tutta la mia vita, la mia carriera. Vivere la vita di un atleta professionista ed essere gay allo stesso tempo è qualcosa di incredibilmente difficile».
Il giocatore 30nne è uno dei pochi calciatori in carriera ad aver trovato il coraggio di di uscire allo scoperto. Qualche mese fa, a marzo per la precisione, era stato preceduto nella scelta dallo svedese Anton Hysen, anch'egli ancora nel fior fiore della sua attività agonistica.


Berlusconi si è dimesso

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Alle 21 di ieri, Sivio Berlusconi si è recato al Quirinale e ha presentato le sue dimissioni. Dopo l'annuncio della disponibilità a fare un passo indietro, reso inevitabile dall'andamento dei mercati, Giorgio Napolitano si era fatto garante delle parole dell'ex premier e si è adoperato per garantire tempi brevi nell'approvazione del maxi-emendamento che avrebbe dato una prima risposta ai mercati e segnato l'ultima attività istituzionale di Sivio Berlusconi.
La votazione si è tenuta ieri mattina e, dopo 17 anni di attività politica (ripercorsi nella timeline interattiva pubblicata nella seconda parte del post), sono in molti a parlare della fine di un'epoca.
Oggi Napolitano darà il via alle consultazioni, ma pare ormai certo che il successore nella carica di Presidente del Consiglio sarà Mario Monti, nome su cui tutti i partiti -Lega esclusa- si sono già espressi favorevolmente. Dal canto suo il Pdl ha imposto dei paletti riguardo alla durata del suo mandato, al fatto che il programma possa prevedere solo le misure illustrate nella lettera inviata all'Ue da Berlusconi, che il neo-premier non si candidi alle prossime elezioni e, pare, anche riguardo alla presenza di Gianni Letta come vice-premier (richiesta, quest'ultima, che è venuta a cadere dopo che lo stesso Letta ha dichiarato di voler fare un passo indietro per non risultare di ostacolo). Alcuni quotidiani riportano anche un'affermazione che Berlusconi pare abbia pronunciato durante l'Ufficio di Presidenza del Pdl tenutosi prima delle dimissioni, rassicurando i presenti sul fatto che si possa staccare la spina al nuovo governo tecnico quando si vuole.
Nella serata di ieri si sono registrati festeggiamenti davanti a Montecitorio e al Quirinale, con un clima che pareva ricordare quelli che generalmente si svolgono in occasione di una vittoria sportiva.


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Valerio Pino querela la Marcuzzi: «Mai detto di aver avuto una relazione con Luca»

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Nel corso della puntata di lunedì scorso del "Grande Fratello", Luca Di Tolla era stato chiamato nel confessionale ed Alessia Marcuzzi, con il supporto di Alfonso Signorini, ce l'aveva messa tutta per estorcergli un coming out in diretta televisiva.
I due gli hanno mostrato alcune immagini tratte da un servizio fotografico in cui lui posava in atteggiamenti intimi insieme al ballerino Valerio Pino e gli hanno detto che quest'ultimo avrebbe dichiarato di aver avuto una storia con lui.
In studio si sono fatte affermazioni del tipo: «Valerio Pino ha detto che ha avuto una storia con te», «Prenditela con Valerio Pino», «Valerio Pino fuori dice di aver avuto una storia con te». Ed ancora, dato il forte pressing, dopo che Luca ha abbozzato un «Forse è Valerio Pino che cerca di sfruttare il momento per avere un vantaggio mediatico», la Marcuzzi ha replicato con un: «Aaah.. volevo sentirti dire questo».
Insomma, al di la del brutto momento di televisione (che abbiamo già ampiamente criticato in un post precedente), le carte in tavola parevano chiare: l'altro aveva parlato della loro storia e mancava solo la sua ammissione.
Peccato, però, che l'altro pare non abbia mai dichiarato nulla. Perlomeno è quanto emerge da una lettera dell'avvocato di Valerio Pino che chiede una rettifica e minaccia di querelare la Marcuzzi e gli autori del programma. Si legge: «Nessuna affermazione in tal senso è mai stata espressa dal Sig. Valerio Pino, non presente in studio né contattato in altro modo, al quale non veniva offerta possibilità di intervento in contraddittorio, né alcuna forma di replica [...] L'affermazione più volte ripetuta dalla presentatrice risulta del tutto gratuita ed integra gli estremi della diffamazione, aggravata dall'utilizzo dello strumento televisivo di enorme portata».
Va ricordato che ad oggi l'unica fonte di quella presunta storia è Gabriele Parpiglia, collaboratore di Signorini, che a "Domenica 5" ha affermato che sarebbe stato il proprio ballerino a confermargliela nel corso di una telefonata.


La prima volta di Kurt e Blaine

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È una notizia che probabilmente farà piacere ai fan di "Glee": nel nel quinto episodio della terza stagione (dal titolo "The First Time") la coppia gay formata da Kurt e Blaine farà l'amore ed i due perderanno la loro verginità, così' coma accade alla maggior parte dei loro coetanei.
Ryan Murphy, creatore dello show, ha dichiarato: «Tutti hanno visto una coppia etero perdere la propria verginità ma nessuno si era mai spinto ad equiparare la prima volta di un'unione gay a quella eterosessuale. Si tratta di una cosa completamente nuova che andava fatta».
Anche Chris Colfer (l'attore che interpreta Kurt nella serie) ha espresso un parere positivo sull'esperienza: «Io e Darren eravamo preoccupati quando ci hanno fatto leggere la sceneggiatura, poi è andato tutto bene. Quando gli autori ci hanno detto di essere al lavoro su un episodio sulla verginità e io e Darren ci siamo guardati con occhi spalancati del tipo "Eh? Cosa?", ed eravamo un po' scettici. Ma poi abbiamo fatto le riprese ed è andato tutto bene. Quello che pensavo potesse essere volgare si è rivelato invece molto dolce e commovente».

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Finisce in coma e si risveglia gay

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Chris Birch è un ragazzo inglese di 26 anni che in un'intervista rilasciata al Daily Mirror ha raccontato una storia che ha dell'inverosimile.
Qualche tempo fa la sua vita ruotava attorno al suo lavoro in banca, alla fidanzata (con la quale sarebbe dovuto convolare presto a nozze), alle partite di calcio viste al pub insieme agli amici e alla sua passione per il rugby (che praticava da dilettante).
Un bel giorno, però, Chris fu vittima di un incidente: mentre giocava a rugby con gli amici, una capriola un po' troppo azzardata lo portò a sentire un dolore molto forte e la vista gli si oscurò. Si trattava di un ictus.
Al su risveglio in ospedale, i conoscenti iniziarono a notare che il suo carattere e perfino il suo accento non erano più quelli di prima. Ma non erano gli unici cambiamenti, così come lui stesso notò quando dal letto di ospedale guardò un ragazzo ed iniziò a provare una forte attrazione sessuale. Stando al suo racconto, in quel momento si accorse di essere diventato gay. Le ragazze non gli interessavano più, così come non lo appassionavano più lo sport ed il suo lavoro.
Iniziò a curare di più il suo aspetto, cercò un impiego da parrucchiere (la sua nuova passione) e conobbe un ragazzo con il quale ora è fidanzato da 19 mesi. Vive apertamente la propria omosessualità e si dice orgoglioso di essere gay.
I neurologi che hanno seguito le sue cure dicono che non è un fenomeno poi così strano: gli ictus sono esperienze traumatizzanti che possono aprire nuove connessioni nel cervello ed innescare cambiamenti di accento, lingua e, talvolta, persino l'orientamento sessuale.
Quello che però non è del tutto chiaro -perlomeno a chi legge la notizia senza conoscerei vari aspetti medici della questione- è il perché si sia trasformato in un vero e proprio stereotipo (l'odiare il calcio o il voler diventare parrucchiere non sono certo condizioni necessarie dell'esser gay), così come pare un po' stano una così repentina accettazione di sé stesso (processo che in molti gay richiede tempi anche molto lunghi).


Si dimetterà

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L'area di crisi si respirava già da qualche giorno. Dopo il voto di ieri che ha evidenziato come la maggioranza non sia più tale alla Camera, Berlusconi si è recato al Colle negando ancora una volta di voler fare un passo indietro. Ma poi, dopo i 45 minuti di colloquio con Giorgio Napolitano, annuncia: «Mi dimetto una volta approvata legge di stabilità».
Poi il consueto tour mediatico in varie trasmissioni televisive per lanciare accuse verso quelli che lui considera "tradizioni" e per promuovere Alfano come suo possibile successore (si, proprio quello che in piena crisi passava il tempo su Facebook chiedendo agli amici di aiutarlo a comporre una playlist musicale). Curiosa anche un'affermazione rilasciata al GR1 in cui il premier ha dichiarato: «Ho anteposto gli interessi del Paese ai miei interessi» (nel senso che ha ammesso di avere interessi personali nell'occupare quel posto?).
Comunque sia, ora la situazione è questa: lui non si è dimesso (si dimetterà, dice), guiderà senza maggioranza l'iter del maxi-emendamento per la sistemazione dei conti pubblici (ancora non si sa bene che cosa conterrà, dopo la bocciatura della Ue della sua lettera di intenti presentata al G20) e sarà Napolitano a decidere come procedere una volta compiuto il fatidico "passo indietro" (il cavaliere spinge verso le elezioni anticipate -forse anche per evitare le primarie internet al Pdl- ma il Colle si riserva di decidere dopo un giro di consultazioni).
Dubbi sull'aver rimandato le dimissioni sono stati espressi dal mercato finanziario e dalle opposizioni. Belisario afferma: «Le dimissioni non si annunciano, si danno». Di Pietro rilancia: «L'epilogo annunciato da Berlusconi preoccupa e non poco. Egli sostiene che prima di dimettersi vuole farsi approvare la legge di stabilità, contenente quelle misure da macelleria sociale che abbiamo sempre contestato, e lo vuol fare in pratica da dimissionario, quindi con le mani libere». Dello stesso parere è anche Dario Fo: «Penso che le dimissioni annunciate da Berlusconi siano una trappola perché condiziona l'abbandono della sua carica all'approvazione di una legge di stabilità da parte di tutti i partiti senza che nessuno l'abbia né vista né tantomeno discussa».
E, proprio a riguardo all'incertezza dei contenuti che si andranno a votare, anche su Internet le perplessità non mancano: da Polisblog al Fatto Quotidiano ci si domanda se dietro al rinvio delle dimissioni e il voler tenere in vita ancora un po' questo governo non possa esserci un qualche altro interesse o, magari, la volontà di inserire una qualche norma che possa condizionare anche l'operato dei governi futuri.


Uomini e donne in versione gay‎

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Qualche tempo fa, fecero molto clamore le voci di un possibile inserimento di un trono gay nella trasmissione televisiva "Uomini e donne". Le voci si rivelarono poi del tutto infondate ed è probabile che qualcuno possa anche esserci rimasto un po' male.
A porvi rimedio è arrivata TeleNapoli, un'emittente locale campana, che inizierà a trasmettere un format ispirato a quello della De Filippi dal titolo "Made in love", ma con la differenza che si cercherà di trovare l'anima gemella a dei concorrenti gay.
I requisiti per la selezione dei partecipanti prevedevano un'età fra i 18 e i 38 anni, l'attrazione verso persone dello stesso sesso e lo status di single. I provini inizieranno proprio fra pochi giorni, per l'esattezza l'11 novembre.
La conduzione verrà affidata a Lina Carcuro, noto al grande pubblico per essere stata una concorrente dell'ottava edizione del Grande Fratello e per aver fatto parlare di sé dopo che l'ordine dei medici l'aveva sospesa per un presunto comportamento indecoroso in seguito alla sua nottata "infuocata" insieme a Roberto Mercandalli all'interno della casa.

Video: [1]


Gayburg su Google+

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Fin dalla sua apertura il social network di Google è stato riservato al solo uso personale, senza che potessero essere creati account per marchi ed aziende. Una scelta inizialmente non così documentata (tant'è che in molti avevano creato spazi per i propri siti o per le proprie attività), ma che è diventata di dominio pubblico quando nomicome Repubblica.it e Ford si sono viste chiudere le loro pagine dall'azienda di Mountain View.
In queste ore, però, è stata rilasciata una nuova funzionalità denominata "pages" che permette anche ad aziende, siti e marchi di entrare a far parte del social network.
Gayburg non ha voluto mancare all'appuntamento e, dopo alcune prove condotte su un profilo personale a partire dallo scorso luglio, nel pomeriggio è stata inaugurata la nuova pagina ufficiale. È sufficiente inserirla in una delle proprie cerchie per poter seguire tutti gli aggiornamenti direttamente dal proprio stream, esattamente come avviene quando si aggiunge un amico.

Clicca qui per visitare la pagina di Gayburg su Google+


Taylor Burford

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Taylor Burford nasce nel 1986 ad Austin (Texas, Stati Uniti). Durante il suo ultimo anno di liceo inizia a fare sollevamento pesi per potenziare la propria forza con il fine di migliorare il suo gioco a baseball.
Inizia poi a seguire anche diete più appropriate per il potenziamento muscolare e, durante la prima estate dopo il suo diploma, si iscrive ad una palestra locale. Era l'agosto del 2005 ed il suo peso era di circa 80 chilogrammi.
Taylor inizia ad andare in a palestra sette giorni su sette, a giocare a baseball due volte a settimana e fare lunghe corse. L'esercizio gli porta grandi risultati nella perdita di grasso, ma non nel potenziare i suoi muscoli. È così che inizia a studiare e si crea da solo un piano di allenamenti, riuscendo così a raggiungere i 93 chili di peso. Nel 2007 decide di partecipare ad un concorso di bodybuilding in Texas, vincendo il primo premio nella sezione "Collegiate".
Nel frattempo Taylor ha anche iniziato a lavorare come modello. Particolarmente conosciuto è il servizio realizzato da All Americans Guys che gli ha garantito notorietà a livello mondiale.

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Le docce del Grande Fratello

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È praticamente un dato di fatto: uno dei momenti più attesi di ogni edizione del Grande Fratello è quello in cui i concorrenti si svestono per farsi una doccia e mostrano i loro corpi davanti alle telecamere. Ed è probabilmente questa aspettativa da parte degli spettatori che ha fatto sì che di edizione in edizione le docce conquistassero una posizione privilegiata anche all'interno dell'architettura della casa, passando da spazi privati (chi ha buona memoria si ricorderà che nella prima edizione del programma i bagni -docce comprese- erano zona "off-limits") a teche di vetro o spazi aperti.
Quest'anno scucita molta attenzione l'igiene personale di Rudolf Mernone [1] [2] e di Mario Ermito [3] [4] (perlomeno fino all'eliminazione di ieri) o in passato anche quella di personaggi come Marco Mazzanti [5] o di Gianluca Zito [6] solo per citarne alcuni.
Gli autori dell'edizione italiana, però, non sono i soli ad aver scoperto l'interesse del pubblico verso la condivisione di momenti così intimi. Anzi, a ben guardare l'Italia rimane uno fra i Paesi più pudici da questo punto di vista: da noi i concorrenti sono ben attenti ad indossare un costume da bagno, mentre in molti altri stati non c'è tale accortezza e c'è chi non si fa troppi problemi a farsi una doccia complimentante nudo (con tanto di tacito benestare da parte emittenti che trasmettono senza censure quelle immagini, a volte pure con qualche zoommata sulle "parti" di interesse).
È così che in modo più o meno intenzionale, nudi maschili si siano registrati nell'edizione tedesca [7] [8], australiana [9] [10] [11] [12] [13], belga [14] [15] [16], finlandese [17] [18], ceco [19] [20] e così via...
In alcuni casi a mostrarsi sono state addirittura delle star hollywoodiane, come nel caso dell'attore James Marsden [21] nella prima edizione del Celebrity Big Brother statunitense.
Non è dato di sapere se sia noncuranza, voglia di apparire o un tentativo per conquistarsi il favore del pubblico. Di certo quando a vincere l'edizione 2006 del Big Brother Australiano è Jamie, un ragazzo che non ha perso occasione di mostrare le sue "grosse" doti [22] [23], viene un dubbio sull'eventuale ritorno di tanto mostrare.
Tornando all'Italia, però, va fatta una precisazione. Anche se su canale 5 non si è mai assistito a scene simili, sono esistiti dei format simili trasmessi su Internet con un livello di pudore ben più basso. Ad esempio durante Cicciociccio, un reality show del 2001, si è potuto ammirare il corpo nudo nientepopodimeno che di Francesco Arca [24] [25] [26]. Ed ancora nel 2006 "Vietspiate" ci ha mostrato senza veli Andrea Scifo [27] [28] [29], Rudy Valente [30] [31] [32] e Riccardo Messina[33] [34].


GF: si cerca l'outing in diretta TV

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Mi sarebbe piaciuto non doverne parlare ancora, ma buona parte della la terza puntata del Grande Fratello è stata dedicata a quello che pare sia stato ribattezzato il "caso" Luca.
Il tutto ha avuto inizio quando il settimanale "Chi" ha pubblicato alcune foto, tratte da un servizio fotografico per una rivista gay inglese, in cui Luca posava in atteggiamenti intimi assieme a Valerio Pino. Poi, ancora, a "Domenica 5" hanno mostrato altre immagini (sempre tratte da quel servizio), parlando di una telefonata in cui Pino avrebbe confermato di aver avuto una relazione con lui (anche se poi il ballerino ha precisato di non voler rilasciare interviste e di voler restare fuori dalla vicenda).
L'obiettivo del tutto pare chiaro chiaro: cercare di dimostrare che Luca è gay e che sta fingendo di essere etero. Da qui l'idea per cercare il picco di ascolti: sbrattargli in faccia il tutto in diretta televisiva.
Ora, proviamo a guardare le premesse e a fare due considerazioni: se Luca fosse gay è evidente che non vuole farlo sapere e il sentirsi accusato o forzato a fare qualcosa che non vuole non è certo una modalità che possa rasserenare gli animi. Dall'altra parte c'è l'ipotesi che sia etero: l'essere accusato di mentire al pubblico e alle ragazze non deve risultare altrettanto piacevole.


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Il governo sull'orlo del baratro

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Al G20 aveva provato a rassicurare tutti, sostenendo che «La vita in Italia è la vita di un Paese benestante: i ristoranti sono pieni, sugli aerei a fatica si trovano posti, i posti di vacanza nei ponti sono assolutamente iper-prenotati». Ma negare l'evidenza dopo il declassamento del Paese e le continue richieste di misure concrete da parte dell'Europa era servito a ben poco, come non hanno mancato di sottolineare anche numerosi quotidiani esteri ai quali è stata offerta l'ennesima occasione per facile ironia.
I giornali a lui vicini hanno parlato di speculazione e, mentre il Financial Times affermava che "solo un cambio di leadership può ridare credibilità all'Italia", riattribuivano ad Obama alcune affermazioni di Ben Rhodes che definivano influente un cambio di governo.
Eppure pochi giorni più tardi, dopo che anche la Carlucci ha abbandonato il suo partito e dopo il «È finita» di Maroni, è bastato che Ferrara annunciasse le imminenti dimissioni di Berlusconi perché le borse reagissero in modo positivo con il raggiungimento del record dello spread sui bund tedeschi a quota 490 punti. Passano due ore, Berlusconi smentisce e la Borsa ha rallentato di colpo.
Ben diversa, invece, è la situazione in Grecia dove le dimissioni di Papandreou e l'accordo per la formazione di un governo di unità nazionale ha portato ad un forte rialzo delle banche elleniche.
D'altra parte viene automatico ricordare quanto il premier disse nel 1993, dichiarando a Biagi e a Montanelli che «Se non vado in politica, mi mandano in galera e mi fanno fallire». Ora le cose non sono cambiate, anzi, su di lui pesano accuse ancor più gradi (corruzione in atti giudiziari, illeciti nella compravendita di diritti televisivi, frode fiscale, appropriazione indebita, prostituzione minorile, concussione aggravata ed abuso d'ufficio) che potrebbero infierire non poso sulla sua scelta di cedere o meno il passo.
Al momento le carte non sono chiare e le voci che si rincorrono sono molte. Lui afferma in tono quasi intimidatorio: «Domani si vota il rendiconto alla Camera, quindi porrò la fiducia sulla lettera presentata a Ue e Bce. Voglio vedere in faccia chi prova a tradirmi. Non capisco come siano circolate le voci delle mie dimissioni, sono destituite di ogni fondamento». Il fedelissimo Ferrara torna a dire che si dimetterà dopo la richiesta di fiducia e che si andrà alle urne a gennaio. Alcune voci di corridoio, infine, ipotizzano che la possibile scappatoia possa essere il fatto che sia proprio lui, da dimissionario, a guidare il governo verso l'appuntamento con le urne.
Non rimane che attendere le prossime ore per scoprire se ci saranno dimissioni o se i numeri in aula saranno sufficienti per non staccare immediatamente la spina all'attuale esecutivo.


Al Grande Fratello si cerca l'outing di Luca

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A "Domenica 5" è stato presentato come uno scoop incredibile, eppure aveva le linee di un copione già scritto e molto scontato. Il tutto ha avuto inizio due giorni fa, quando la redazione del programma ha diramato un comunicato stampa nel quale si annunciava: «Nel corso dello spazio dedicato al Grande Fratello verrà trasmessa l'intervista al noto ballerino Valerio Pino che sostiene di aver avuto una lunga relazione con il concorrente Luca di Tolla il quale, davanti alle telecamere, si dichiara eterosessuale».
Nella realtà, però, i fatti sono stati un po' diversi: in studio non c'era traccia di Pino e il tutto è stato raccontato da Gabriele Parpiglia che ha riferito di una telefonata dove il ballerino ha confermato di aver avuto una relazione con il concorrente del Grande Fratello. Poi, a riprova della tesi, le solite foto in cui si vedono i due in atteggiamenti intimi. Per maggiori approfondimenti -quasi come fosse una televendita- si viene rimandati a quanto verrà pubblicato da "Chi", il settimanale edito da Mondadori che già la scorsa settimana aveva pubblicato alcune foto dei due, lasciandosi andare ad alcune illazioni. Da notare che il direttore di "Chi" è Alfonso Signorini, ospite fisso del Grande Fratello e, a partire da metà dicembre, anche conduttore della trasmissione "Kalispèra" di cui Valerio Pino sarà -guarda a caso- ballerino e coreografo.
Già a questo punto della storia una precisazione andrebbe fatta: le foto mostrate sono tratte da un servizio del trimestrale "Refresh", distribuito in Inghilterra nei locali gay. L'ambiguità con cui vengono presentate, però, pare sia stata sufficiente perché si potesse leggere su alcuni siti affermazioni del tipo «L'abbigliamento sembra quello di una festa privata o comunque un ambiente molto riservato». No, nessuna festa provata ma un semplice set fotografico dove è quantomeno normale che si stringa l'occhio al mondo gay dati i gusti del pubblico a cui è destinato. Presupporre che un professionista etero non possa posare per riviste gay pare già di per sé una forzatura se non addirittura un'offesa (sia verso gli etero che non sono necessariamente tutti omofobi, sia verso il mondo gay).


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L'Unione Europea decide l'asilo politico obbligatorio per i trans in tutti gli stati membri

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Il 27 ottobre scorso il Parlamento Europeo ha deciso che tutti gli stati membri dovranno obbligatoriamente concedere asilo politico ai transessuali che subiscono persecuzioni nel loro Paese d'origine a causa del loro cambio di sesso.
Si tratta di una decisione particolarmente significativa perché per la prima volta viene riconosciuto a livello legislativo comunitario che l'identità e il genere di un cittadino possono essere elementi che costringano ad abbandonare il proprio Paese per cercare asilo.
Nella norma si legge:

In funzione delle imperanti circostanze nel paese di origine, si può includere nel concetto di gruppo sociale determinato un gruppo basato su una comune caratteristica riguardante l'orientamento sessuale. L'orientamento sessuale non dovrà essere inteso come un crimine nella legislazione nazionale degli stati membri. Ogni aspetto relazionato con il sesso della persona, inclusa l'identità di genere, si terrà debitamente in conto nel determinare l'appartenenza ad un determinato gruppo sociale. La menzione all'identità di genere suppone una novità di fronte alla cornice di leggi già esistente, che non la contemplava espressamente.

Soddisfazione è stata espressa dalla vicepresidentessa dell'Intergrupo LGTB -Sirpa Pietikäinen- che ha affermato: «La scelta di oggi aiuterà a salvare molte vite».


Matthew Rush trova l'amore e si ritira dal porno

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L'annuncio è arrivato dallo stesso attore attraverso un messaggio pubblicato su Twitter: il Matthew Rush ha deciso di abbandonare le scene della filmografia gay a luci rosse. Il motivo? A spiegarlo è sempre lui: «Ho incontrato un ragazzo insieme al quale potrei facilmente spendere il resto del mia vita. Ho sentito una cosa forte e la sento aumentare ancora».
C'è chi sottolinea anche un altro singolare particolare che andrebbe a confermare la scelta di Matthew: l'attore ha infatti modificato il suo pseudonimo su Twitter in "MeetGreg", con un abbandono del suo nome d'arte ed un chiaro richiamo a quello di battesimo (Gregory Grove).
Nato a Huntingdon (Pennsylvania, Stati Uniti) il 22 settembre 1972, esordì nel mondo della cinematografia a luci rosse nel 2001 con "Bounce", un film diretto da Chi Chi LaRue e prodotto dalla Falcon Studios. Da lì una serie di attività che lo hanno portato ad aggiudicarsi numerosi Grabby Awards: nel 2001 come miglior esordiente per "Alone with... Volume 1", nel 2001 per la miglior scena a due in "Deep South: The Big and the Easy, Part 2", nel 2006 è come miglior attore di supporto per "The Velvet Mafia: Part 1" e nel 2010 come "Best Versatile Performer".
La sua attività, però, non si è limitata alla sola industria pornografica: Matthew ha lavorato anche nel film televisivo "Third Man Out" al fianco di Chad Allen e nel 2006 ha ottenuto una parte nella commedia "Another Gay Movie". Da segnalare anche alcune sue partecipazioni in produzioni teatrali.

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Il nudo integrale di Jonathan Groff

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La notorietà di Jonathan Groff è legata a vari fattori: ha recitato nella fortunata serie televisiva "Glee" e, fresco del suo recente coming out, pare sia anche sia l'attuale ragazzo di Zachary Quinto.
Nato a Lancaster (Pennsylvania, Stati Uniti) il 26 marzo 1985, esordisce a teatro nel 2005 all'interno del musical "In My Life". nel 2007 muove i suoi primi passi nel mondo del piccolo schermo, recitando in un ruolo ricorrente nella soap opera "Una vita da vivere". Nel 2010 è Jesse St. James, il cantante dei Vocal Adrenaline, in "Glee" ed entra a far parte del cast del film "The Conspirator" di Robert Redford.
Sempre nel 2010, però, partecipa anche ad un film meno conosciuto dal titolo "Twelve Thirty". Ed è proprio in questa pellicola che Jonathan recita una scena come mamma l'ha fatto, mentre l'inquadratura frontale a figura intera non lascia nulla all'immaginazione.
Come consuetudine, trovate alcuni scatti della sequenza in questione nella gallery di fine post.

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Inghilterra: da dicembre le unioni gay potranno essere celebrate anche in chiesa

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A partire dal prossimo 5 dicembre, le coppie gay inglese potranno celebrare la propria unione anche all'interno di luoghi di culto. È quando previsto da ampliamento alle cosiddette Civil Partnership introdotto dal governo d'Oltremanica.
La novità è stata annunciata dal sottosegretario alle Pari Opportunità Lynne Featherstone, anche se alle singole chiese presenti sul territorio nazionale verrà data comunque facoltà di decidere se aderire o meno alla nuova norma.
Se da un lato risulta prevedibile che alcune professioni religiose non daranno il lo benestare (non a caso il premier Cameron ha dovuto affrontare le forti resistenze della Church Of England e della Chiesa Cattolica), dall'altro è da sottolineare come quaccheri ed ebrei progressisti siano stati in prima linea nel chiedere a gran voce l'approvazione della norma, lasciando presagire che saranno fra i primo ad aprire le porte dei loro templi.