Clemente Gasparri: «Ammettere di essere gay non è pertinente allo status di Carabiniere»

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«Ammettere di essere gay, magari facendolo su un social network, come un graduato della Guardia di Finanza, non è pertinente allo status di Carabiniere. L'Arma è come un treno in corsa, i passeggeri sono vincolati, prima di scendere, alla responsabilità di lasciare pulito il posto occupato. Gli ufficiali del Ruolo Speciale che fanno il ricorso, i giovani ufficiali dell'applicativo che fanno istanze per avvicinarsi alla famiglia, gli omosessuali che ostentano la loro condizione, sono in sintesi tutti passeggeri sciagurati dell'antico treno, potenzialmente responsabili della sporcizia o del deragliamento».
Queste le inammissibili affermazioni che Clemente Gasparri (fratello di Maurizio Gasparri, capogruppo del Pdl al Senato) avrebbe pronunciato in qualità di vice comandante dell'Arma in occasione di una lezione sulla pedopornografia presso Scuola Ufficiali dei Carabinieri di Roma. A denunciare il tutto è un articolo pubblicato su Il Fatto Quotidiano, nel quale si riporta anche un altro inammissibile commento del generale ha riservato ai sette carabinieri suicidatisi negli ultimi due mesi: «Chi si è dato la morte lo ha fatto senza motivo, senza dare o lasciare spiegazioni. Come si può affidare a queste persone "psicolabili" la sicurezza delle nostre comunità nazionali?».
Il Cocer, l'istituto interno alle Forze Armate italiane, ha regito a quelle affermazioni diffondendo un comunicato nel quale «Si dissocia totalmente dalle affermazioni del vice comandante dell'Arma» ed «esprime il proprio sostegno agli appartenenti alla categoria del ruolo speciale ingiustamente attaccati, ai quali, il suddetto ufficiale non ha risparmiato frasi piene di livoroso disprezzo solo perché legittimamente impegnati a rivendicare i propri diritti. Questo organismo auspica fortemente che questa vergognosa vicenda venga debitamente valutata come merita presso le competenti sedi istituzionali, affinché costituisca monito, per l'avvenire per chi intende vilipendere le istituzioni e la memoria di chi non può più autonomamente difendersi».
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6 commenti
Francesco Eftapelagos
28 giugno 2012 03:16 - Delete
prima il fratello di La Russa, ora il fratello di Gasparri... ammappa quante castronerie vanno a dire... soffrono d'invidia nei confronti dei fratelli parlamentari??
Antonio
28 giugno 2012 03:21 - Delete
Ma che andassero tutti affanculo...filosofi del cazzo!
Quando ci vuole ci vuole!
Sandro Roccia
28 giugno 2012 10:41 - Delete
Il fratello di La Russa, il fratello di Gasparri... ma perché quando vanno in tv e parlano di "meritocrazia" nessun giornalista gli sputa in faccia?

E soprattutto, perché agli italiani, malati di raccomandazione e di familismo, il fatto di avere nei posti chiave degli idioti che hanno il solo merito di essere "fratelli di... figli di... amanti di..." non scandalizza per niente?
loran
28 giugno 2012 12:40 - Delete
Pensa te che persone e con quali cariche abbiamo in questo paese.
Anonimo
07 luglio 2012 23:36 - Delete
uhm no per essere generale di corpo d'armata è sicuramente nell'arma da molto prima che il fratello diventasse politico.. non c'è alcun dubbio.. proprio per anzianità di servizio.. ci vogliono 40 anni di servizio circa... :-) Questo solo per conoscenza, purtroppo per quanto valgano le raccomandazioni nell'arma le cose sono a tempo, anche fosse in pensione la maggior parte ci arrivano da generali tra gli ufficiali. Ma il discorso è amplissimo.. cmq secondo il tuo discorso il fatto che mio padre, mio zio e mio fratello siano tutti ufficiali dell'arma ti farebbe pensare al nepotismo.. mio fratello ha fatto il concorso due volte, mio padre non ha detto manco a nessuno che mio fratello concorreva e abbiamo un cognome noto.. e mio zio quanto è entrato mio padre era un capitano.. quindi vedi penso si tratti più di una maggior voglia dei figli d'arma di entrare, sanno quello che liaspetta e fanno la vita militare da quando nascono in giro per l'italia. Detto ciò io non l'avrei mai potuto fare, non potrei mai servire le istituzioni perchè io servo le persone, e purtroppo anche se li indottrinano da ragazzini a pensare che sia la stessa cosa.. non lo è... e cmq ho preso l'articolo e l'ho condiviso sulla bacheca di facebook. :-) In generale, nell'arma ci sono cresciuta e tra gli ufficiali, come in tutti gli altri ambienti del mondo, ci sono persone di un'umanità rara e persone che di unico hanno il neurone che gli vaga in testa... ;-)
Anonimo
07 luglio 2012 23:37 - Delete
non noto volevo dire "comune", un cognome molto comune..

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