Borghezio: «Noi chiusi ai gay? Per niente»
Pubblicato il 16 luglio 2012 |

«Noi chiusi ai gay? Per niente. La Lega deve essere aperta a tutti, anche agli omosessuali e alle loro associazioni. Non abbiamo preclusioni per nessuno, men che meno per loro». Sono queste le inaspettate dichiarazioni che Mario Borghezio, europarlamentare della Lega Nord, ha rilasciato nel corso di un'intervista rilasciata a KlausCondicio.
Sia chiaro che non si tratta di un caso di omonimia e che quelle parole sono uscite proprio dalla bocca dall'uomo che aveva affermato di voler passeggiare con un maiale sugli spazi destinati alla ostruzione di una moschea, che ha proposto la creazione di siti internet per denunciare i clandestini, che è stato condannato per aver appiccato un incendio ai pagliericci di alcuni immigrati che dormivano sotto un ponte a Torino e che aveva definito "sarabande" i gay pride.
Va anche detto che, perlomeno in linea di principio, la Lega non prevede una preclusione a priori verso gli omosessuali, tant'è che nel 1990 esisteva addirittura un'associazione chiamata "Los Padanos" che raccoglieva proprio le camice verdi gay. Ed è proprio in risposta ad un'ipotesi postagli del conduttore riguardo ad un'ipotetica riapertura dell'associazione che Borghezio ha risposto: «Che si tratti di Los Padanos o di altre associazioni di gay leghisti, non avrei nessun pregiudizio. In linea di principio, qualunque associazione che parta dalla nostra identità e rivendichi l'orgoglio di appartenenza alla civiltà padana, anche se lo fa in nome di una minoranza, ha ragion d'essere, quindi c'è spazio per tutti. Contrariamente all'immagine di xenofobi, intolleranti e persecutori delle minoranze che la politica ha voluto darci, noi leghisti rappresentiamo invece l'anima profonda di un popolo che accoglie tutti quelli che rispettano il nostro territorio, le nostre tradizioni, il nostro modo di vita e, quindi, ovviamente rispettiamo a nostra volta tutte le minoranze, non solo sessuali, ma anche religiose, etniche e culturali. Direi che questa cultura del rispetto degli altri è una delle caratteristiche più profonde della Padania».
Parole che descrivono una situazione quasi idilliaca, forse anche grazie al clima da campagna elettorale e al tentativo di accaparrarsi i voti della comunità lgbt dopo lo scivolone del Pd. Una situazione, però, che purtroppo pare scontrarsi con i fatti e con le affermazioni di molti altri rappresentanti del partito che paiono voler prre l'eterosessualità all'interno della definizione di "nostre tradizioni" citata dall'europarlamentare (giusto recentemente si è assistito alla presa di posizione contro il Bassano Pride o agli insulti di Santino Bozza).








16 luglio 2012 21:39 - Delete