Renzi dice «no» ai matrimoni gay

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Tra contratti stipulati alla presenza di un notaio e unioni alla tedesca, pare proprio che la politica italiana non sia capace di pronunciare la parola "matrimonio" quando si tratta di coppie gay. Ed anche Matteo Renzi, attualmente ospite di una convention dei democratici statunitensi, pare aver sposato questa linea. Intervistato da Angelo Aquaro di Repubblica, Renzi ha spiegato la sua idea per le unioni gay: «Facciamo la civil partnership: ma solo per gli omosessuali».
All'osservazione del giornalista, che ha sottolineato come in quel modo si rischi di ghettizzare i gay, il sindaco di Firenze ha replicato: «Al contrario. Il matrimonio è sacramento o istituto? A noi interessa l'istituto: e creiamone uno che non sia di serie B rispetto al matrimonio». Poi la sua spiegazione del perché non si debba parlare di "nozze gay": «Il vero problema sono le adozioni...».
È curioso anche notare come sia variata la sua percezione sull'uso del termine "matrimonio": lo definisce un sacramento (altrimenti non sarebbe necessario cambiargli il nome per salvarne l'istituto), ma lo scorso gennaio pareva di tutt'altra opinione: «Io sono cattolico -aveva dichiarato alla rivista Max- ma il matrimonio, parlando da politico, non deve essere considerato un sacramento. Magari lo rimane nel mio cuore, ma sono cavoli miei. Non voglio importi niente. Ma nell'esercizio della tua libertà, voglio che tu sia in grado di prenderti diritti e doveri».
5 commenti
Davide
07 settembre 2012 01:24 - Delete
Ormai non c'è più coerenza, ma solo opportunismo. Tutti dicono ciò che gli fa comodo dire in quella circostanza (tanto generalmente gli italiani hanno poca memoria).
Anonimo
07 settembre 2012 02:39 - Delete
il problema italiano sul matrimonio è che è considerato un rito cattolico, se non si abbatte questo muro non si va da nessuna parte
Anonimo
07 settembre 2012 05:43 - Delete
Certamente Renzi non gode di buona stampa.Ma già in precedenza aveva detto che la regolamentazione delle coppie di fatto non avrebbe incluse quelle omosessuali.Due considerazioni: chi ha pagato per la sua trasferta in USA e in cosa consiste questo" istituto" che non deve essere di serie B ,rispetto al matrimonio (civile: i paggetti e la marcia nuziale non credo che interessino a chi vuole dare valenza LEGALE alla propria unione)?
A prescindere dalla simpatia che il Renzi possa fare ,vedo una non tanto sottile voglia di distruggerlo.Luigi43
Anonimo
09 settembre 2012 21:25 - Delete
l'autore di questo articolo da l'impressione di non saper leggere. Renzi ha detto nell'intervista: "il matrimonio è un sacramento o un istituto? A noi interessa l'istituto".
Come si fa a dire che sta sostenendo che va trattato come un sacramento. Capisco la malafede, ma francamente qua si esagera, ragazzi.
Gayburg
10 settembre 2012 00:54 - Delete
Non c'è malafede: Renzi ha dichiarato che a lui interessa l'istituto e non il sacramento e che quindi bisogna creare qualcos'altro rispetto al matrimonio (il che implica che il termine "matrimonio" sia da utilizzare solo per il sacramento e non per l'istituto)

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