Inghilterra. Per il Christian Institute i gay sono troppo pochi per perder tempo a garantirgli dei diritti

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Il Christian Institute è un'associazione cristiana conservatrice inglese. Oltre a qualche campagna contro il gioco d'azzardo, l'aborto e l'eutanasia, l'associazione è nota principalmente per le sue campagne contro i diritti dei gay.
Nel corso degli anni si sono battuti per evitare l'abrogazione della legge che permetteva ai gruppi religiosi di discriminare i propri fornitori sulla base base del loro orientamento sessuale, hanno tentato di innalzare l'età del consenso per gli omosessuali e, ultimamente, si stanno opponendo strenuamente a matrimoni ed adozioni per le coppie gay (praticamente tema fisso del loro notiziario online).
Presumibilmente a corto di motivazioni a sostegno delle proprie tesi, il Christian Institute ha pensato bene di dare i numeri. Dopo aver commissionato un sondaggio, hanno affermato che dai dati in loro possesso risulta che solo il 2,6% della popolazione britannica è omosessuale o bisessuale. Data la premessa, a loro parere solo il 2,6% della popolazione beneficerebbe direttamente di una legge sulle unioni gay e, pertanto, non vale la pena perder tempo ad occuparsi di loro.
Insomma, non solo affermano che i diritti debbano essere riservati alle maggioranze, ma arrivano addirittura a sostenere che uno stato in cui ogni singolo cittadino è tutelato nei propri diritti non sia una conquista per l'intera popolazione (un po' come se ad un uomo non dovesse importare nulla dei diritti delle donne o ad un cittadino non dovesse interessare se gli stranieri sono vittime di razzismo).
Un loro portavoce ha dichiarato: «È incredibile che si stia portando avanti un cambiamento epocale solo per una piccola parte della società!». Forse, però, varrebbe la pena ricordare a quel portavoce che basterebbe ricondurre il suo discorso a duemila per giustificare i romani e le loro persecuzioni dei cristiani, dato che all'epoca erano proprio quest'ultimi ad essere una minoranza poco significativa della popolazione.
2 commenti
Anonimo
03 ottobre 2012 10:25 - Delete
Non è questione di maggioranza o di minoranza poichè i gay non fanno proselitismo per diventare maggioranza nella società. E' piuttosto una questione di diritti assicurati a tutta la società senza discriminazioni. Tutti hanno diritto ad accedere agli stessi istituti avendo gli stessi doveri (pagare le tasse).Non ci danno una aliquota fiscale diversa!Luigi43
loran
03 ottobre 2012 12:17 - Delete
Si poi bisognerebbe ricordargli che i figli di una famosa madre, anche se si dice che sia sempre in stato interessante, anche loro sono fortunatamente una minoranza.

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