Usa: associazioni anti-gay attaccano le aziende che hanno sostenuto le nozze gay ai referendum

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Dopo la vittoria delle nozze gay nei referendum tenutosi a Washington, in Maryland e in Maine, le associazioni anti-gay hanno deciso di passare al contrattacco e di "punire" quanti hanno un'opinione diversa dalla loro.
In particolar modo la National Organization for Marriage ha annunciato l'intenzione di voler intervenire contro tutte le aziende internazionali che hanno pubblicamente sostenuto le campagne per i diritti lgbt, a cominciare dalla Starbucks. Nel suo caso si è deciso di far leva sui Paesi più omofobi in cui la società è presente, per cercare di spingerli a boicottarla.
«Il loro raggio d'azione internazionale è quello su cui possiamo incidere di più -ha affermato Brian Brown, leader dell'associazione- quindi, per esempio, abbiamo iniziato a lavorare in Quatar ed in Medio Oriente per assicurarci che abbiano un prezzo da pagare per la loro posizione. Questi non sono Paesi che guardano con favore ai matrimoni tra persone dello stesso sesso, ed è lì che Starbucks vuole espandersi, così come in India. Abbiamo fatto qualcosa, ma bisogna fare molto di più».
Insomma, una ritorsione belle e buona, ma non di così facile concretizzazione. Oltre che omofobi, questi gruppi sono spesso anche islamofobici e non sarà certo facile per loro riuscire a superare le proprie paure e cucire i rapporti con il mondo arabo necessari all'attuazione della loro vendetta.
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