Archivio: marzo 2012

Torna l'Ora della Terra

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L'ora della Terra è una manifestazione ideata e promossa dal WWF contro i cambiamenti climatici.Quest'anno si svolgerà oggi fra le 20.30 e le 21.30.
La prima edizione si tenne nel 2007 nella sola città di Sidney, in Autralia, ma il successo ottenuto fece sì che le adesioni iniziassero ad arrivare da mezzo mondo. Nel 2011 furono ben 5.200 le città che vi presero parte da 135 nazioni diverse.
L'invito è quello di spegne le luci elettriche per un'ora, in modo da salvare risorse e lanciare un messaggio a favore di un futuro sostenibile per il pianeta. Anche numerosi luoghi-simbolo verranno spenti in tutto il mondo. In Italia rimarranno al buio per sessanta minuti monumenti come Castel Sant'Angelo e la cupola di San Pietro a Roma, il teatro alla Scala di Milano, piazza San Marco a Venezia, la Torre di Pisa, il Duomo di Firenze, la Mole Antonelliana di Torino, i Sassi di Matera, l'Acquario di Genova, la Valle dei Templi di Agrigento ed alcuni dei principali beni del Fai.

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Marco Guazzone e il mistero dello screenshot rainbow

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Marco Guazzone è stata una delle rivelazioni di Saremo Giovani 2012. Una volta spentesi i riflettori del festival, però, il suo nome ha iniziato a circolare anche nel mondo del gossip che si è mostrato forse più interessato alle sue preferenze sessuali che alle sue canzoni (probabilmente anche aizzato da una foto reperita su Internet che lo ritraeva in una vaca da bagno insieme al suo direttore d'orchestra, anche se poi Marco ha spiegato che si trattava di uno scatto realizzato alle terme di Chianciano e che in quella vasca c'era l'intera band e non solo loro due).
Fatto sta che, com'è suo legittimo dritto, lui non si è mai espresso esplicitamente riguardo alle sue preferenze (né negando né confermando, ma semplicemente eludendo le domande in merito).
A riaprire il discors, però,o è giunta ora una nuova fotografia da lui stesso pubblicato su Internet, nella quele era ritratto il desktop del suo computer durante una videochat di Radio Kaos. Fin qui nulla si trano, ma il sito Spetteguless ha notato una curiosa particolarità: in sottofondo si può scorgere una pagina Facebook con una serie di gruppi associati al profilo, quattro dei quali sicuramente gay (caratterizzati da un'inconfondibile icona raffigurante la bandiera rainbow e dai nomi eloquenti, come "Singooool Gay" ed "Orgogliosamente LGBT").
Fin qui i fatti. Tanta carne al fuoco sufficiente ad aprire una serie infinita di ipotesi (che quello non fosse il suo profilo? Che sia gay? Che si sia iscritto per motivi a noi ignoti?). Quello che sembra poco probabile è che si sia trattato di una svista: parrebbe surreale il pensare che un uomo di spettacolo possa rendere pubblica una foto senza accorgesi di ciò che vi è raffigurato in un modo così visibile. Ed è proprio basandosi su quest'ultima tesi che alcuni si spingono anche ad ipotizzare che possa trattarsi dii un velato coming out e che tutti quegli elementi si trovassero lì proprio per essere visti.
L'unica cosa certa, però, è che lui è l'unico a sapere esattamente come stanno le cose e a noi non resta che attendere per vedere se vorrà compiere nuovi passi e in quale direzione vorrà andare.

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Un bacio fra due uomini nel nuovo video promozionale dell'Abercrombie & Fitch

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La Abercrombie & Fitch è nota per le connotazioni omoerotiche che è solita utilizzare nelle sue campagne e pubblicazioni. Un giocare con la bellezza dei corpi maschili che va ben oltre il semplice voler strizzare l'occhio alla comunità lgbt, tant'è vero che i suoi cataloghi sono spesso considerati dei veri e propri oggetti di culto da numerosi gay (oltre ad aver determinato il successo di molti dei modelli che vi hanno preso parte).
Sino ad oggi, però, non si era mai andati oltre alla semplice allusione. A rompere il tabù ci ha pensato il fotografo Bruce Weber che per conto della casa di moda ha realizzato quattro filmati promozionali. Fra questi anche quello intitolato "Other Sports Require One Ball", all'interno del quale c'è una scena in cui due uomini si scambiano un bacio.
Va precisato subito che si tratta di un bacio molto casto (peraltro dato sulla fronte e non in bocca) e, probabilmente risulterebbe del tutto insignificante se fosse tolto dal suo contesto o se facesse parte della campagna pubblicitaria di un altro marchio. Ma il fatto che i blog gay di mezzo mondo ne stiano dando notizia è la dimostrazione di come l'omoerotismo di questi anni di campagne (nelle quali ognuno era libero di immaginare il proseguo che preferiva) sia riuscito stimolare la fantasia e le aspettative del pubblico ancor più di quanto probabilmente non avrebbe potuto fare un gesto ben più esplicito.

Immagini: [1] [2] [3] [4] [5] [6] [7] [8] [9] - Video: [1]


Il Cda della Rai sospende "Fisica o chimica"

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A nulla sono servite le prese di posizione del direttore di rete Carlo Freccero, le analisi degli esperti televisivi e le proteste via internet di numerosi fan: "Fisica o Chimica" verrà cancellata dal palinsesto di Rai 4.
La serie televisiva era stata presa di mira a gennaio dall'associazione cattolica Aiart, secondo la quale era troppo spinta ed avrebbe addirittura indotto all'omosessualità. Poi, a marzo, ci si è messo di mezzo anche il quotidiano Libero che, fra un'accusa alla Spagna di Zapetaro e un'altra alla figura troppo positiva dei personaggi gay, ha accusata la serie di pornografia (coniando anche il termine di "porno-Rai" utilizzato per tutto il corso della loro campagna).
Con buona pace per quanti speravano che il tutto potesse concludersi con un nulla di fatto, dalla direzione generale della Rai è ora giunta le decisione di sospenderne la programmazione. D'altro canto era difficile immaginare che potessero ignorare una richiesta giunta da un giornale così vicino proprio a chi li aveva messi a sedere su quelle poltrone.
Curiosa è anche la modalità adottata (forse motivata dalla speranza di evitare che si potesse parlare di un caso di censura): dapprima è stata imposta la sospensione delle puntate trasmesse alle 10.30 del mattino e, successivamente, si è imposto anche lo spostamento delle puntate in onda alle 14.15 ad un orario successivo alle 22.30. Al di là dell'assurdità di voler trasmettere un telefilm dedicato ai giovani in un simile orario (che di fatto avrebbe impedito a molti fan di poter continuare a seguirlo), c'è anche un impedimento tecnico: la programmazione di Rai 4 in quella fascia oraria è già satura fino alla prossima estate e, conseguentemente, non c'era spazio per un suo possibile inserimento in palinsesto.
Carlo Freccero, però, pare non averla presa troppo male e, in vista dell'ormai prossima sostituzione del Cda, ha già chiesto alla Rai l'acquisto della nuova serie con l'obiettivo di iniziare a trasmetterla a partire dal prossimo autunno.


Debutta stasera a Roma lo spettacolo teatrale "Se solo mi avessi mostrato il tuo corpo"

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Debutterà stasera (e rimarrà in scena fino al 31 marzo) presso il Centro Culturale Elsa Morante di Roma lo spettacolo teatrale "Se solo mi avessi mostrato il tuo corpo" di Paolo Vanacore (nella foto).
L'opera è dall'omonimo racconto di Paolo Vanacore contenuto nella raccolta "Donne Romane, storie al margine sotto l'argine" (2008, Edilazio) e affronta il trema dell'omosessualità femminile attraverso il monologo dell'attrice Tullia Daniele che racconta una storia d'amore ambientata verso la fine degli anni ottanta, in un periodo fortemente caratterizzato da mode e stilemi, anni di massificazione, anni protesi verso la creazione di insiemi, di consapevoli ma inutili generalizzazioni che l’autore ha sentito il bisogno di raccontare proprio per il contrasto evidente con l'originalità delle emozioni e dei sentimenti, anche quando il percorso individuale si fa complicato.
Chi fosse interessato può trovare maggiori informazioni nella pagina Facebook dedicata allo spettacolo.


Emilio Fede licenziato da Mediaset

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Erano da poco passate le 21 quando ieri sera un lancio d'agenzia ha riportato una nota di Mediaset che annunciava: «Dopo una trattativa per la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro non approdata a buon fine, Emilio Fede lascia l'azienda». Al suo posto, alla guida del Tg4 subentrerà Giovanni Toti, attuale direttore responsabile di Studio Aperto.
Da tempo ormai si vociferava di un suo possibile abbandono legato all'età (Fede compirà 81 anni il prossimo giugno), ma il suo addio dopo 33 anni passati a Mediaset è stato più duro di quanto ci si aspettasse, così come testimoniato anche dalle sue prime reazioni: «È stato un complotto interno -ha commentato l'ex-direttore- Mi hanno fatto fuori mentre Berlusconi era a San Siro e non sapeva nulla...».
A contribuire alla scelta dell'azienda (che ufficialmente parla solo di una "logica di rinnovamento editoriale della testata") è presumibile che c'entrino anche le vicende giudiziarie che lo hanno visto nell'ultimo periodo: dal caso "Ruby" per favoreggiamento alla prostituzione all'inchiesta per bancarotta legata a Lele Mora e, non ultima per importanza, la recente vicenda della presunta valigetta contenente due milioni di euro in contanti che l'ex-direttore avrebbe cercato di depositare in una banca svizzera.
La sua carriera giornalistica ha inizio da giovanissimo presso alcuni quotidiani. Nel 1954 passa alla Rai, con la quale firma un contratto di esclusiva nel 1961. Per otto anni lavora come inviato speciale in Africa, fin quando non viene fatto tornare in Italia a causa di una malattia e per un contenzioso relativo alle spese di viaggio.


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La parodia a luci rosse dei Puffi

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Sta per uscire sul mercato home video una parodia a luci rosse dei Puffi dal titolo "This ain't The Smurf". Sembra incredibile ma è vero: chi lo vorrà potrà assistere a scene esplicite (eterosessuali, ora non chiedete troppo!) che coinvolgono personaggi della nostra infanzia, da Puffetta al Grande Puffo e da Gargamella a Quattrocchi.
L'idea può sembrare quantomeno bizzarra ma vale la pena dare un'occhiata alla carriera del suo regista per capire che non è del tutto campata in aria: Axel Braun (che, a dispetto di quanto potrebbe far pensare il nome, è italianissimo) ha al suo attivo più di quattrocento film per adulti, molti dei quali ispirati proprio a cartoni animati o a serie televisive adolescenziali.
Nella sua filmografia troviamo pellicole con riferimenti a personaggi come Batman (il suo film d'esordio nel 1990) e Spider-Man, a film di successo come Ghostbusters o a serie televisive come Beverly Hills 90210 ed Happy Days.
Non solo. Oltre al proliferare di titoli che fa pensare ad un certo apprezzamento da parte del pubblico, alcuni di questi film sono valsi ad Axel Braun anche una serie di importanti riconoscimenti (come il F.A.M.E. Award nel 2010, tre AVN Award nel 2011 e due AVN Award nel 2012).

Immagini: [1] [2] [3] [4] - Video: [1]


È morto il ragazzo cileno torturato perché gay

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Dopo oltre un mese di coma, Daniel Zamudio si è spento presso l'ospedale Posta Central di Santaigo del Cile. Lo scorso 3 marzo il ragazzo 24enne era stato vittima di un aggressione omofoba presso un parco cittadino.
Quel giorno Daniel non stava facendo nulla di particolare e stava semplicemente dormendo su una panchina. Ma era gay e tant'è bastato perché quattro neonazisti (tre intorno ai 25 anni e uno di 19) decidessero di aggredirlo e torturarlo per oltre sei ore. Il tutto in un parco vigilato da guardie e vicino a un posto di polizia.
Le sevizie subite dal giovane sono da pelle d'oca: lo hanno preso a calci e pugni, gli hanno staccato un orecchio, gli hanno inciso svastiche sul corpo utilizzando i cocci di una bottiglia di vetro che gli avevano precedentemente spaccato in testa, gli hanno bruciato una gamba e gli hanno lasciato cadere pietre sull'addome e sugli arti inferiori sino a spezzarne uno.
Una simile brutalità ha scioccato il Paese e sono state molte le manifestazioni di solidarietà svoltesi in Cile e in alcune cittadine estere. Gli aggressori sono stati identificati e fermati. Ora, dopo la morte del giovane, rischiano 40 anni di reclusione per omicidio.
Va detto, però, che nei territori sudamericani vige una cultura secondo la quale i gay possono tranquillamente essere disprezzati, derisi in pubblico o aggrediti. Non mancano nazioni dove l'omosessualità è addirittura vietata e punita per legge o dove c'è una vera e propria promozione dell'odio verso i gay (come nel caso della Giamaica dove noti cantanti non si fanno problemi a scrivere testi omofobi o ad incitare all'eliminazione fisica di quelli che definiscono "portatori dell'infezione omosessuale").
E, proprio per questo, dopo la commozione deve necessariamente venire il tempo dell'azione. Sarebbe troppo facile commuoversi davanti all'orrore di quelle sevizie, costate la vita a Daniel, ed accontentarsi dell'arresto degli esecutori materiali senza preoccuparsi dei loro mandanti morali. Se un fatto simile si è potuto verificare è anche perché c'è chi ha permesso e alimentato un certo tipo di cultura.
Di questo parere è anche Jaime Parada, il portavoce del Movilh (il movimento di integrazione e liberazione omosessuale cileno), che in un'intervista rilasciata a El Mostrador ha affermato che Daniel «è una vittima dell'intolleranza, dell'omofobia e dell'odio che certe persone coltivano» e che coloro che non hanno voluto una legge antidiscriminazione «sono i primi discriminatori».

Immagini: [1] [2] [3] [4]


YouTube ha censurato il nuovo video di Madonna

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Dopo le anticipazioni affidate ad un breve teaser, è finalmente uscito il video integrale di "Girl Gone Wild", uno dei brani contenuti nell'ultimo album di Madonna.
Secondo quanto riferito dal New York Post, però, il video non sarebbe piaciuto a YouTube che lo avrebbe ritenuto troppo esplicito e volgare per un pubblico costituito da tutte le fasce d'età, motivo che li avrebbe spinti a decidere di renderlo visualizzabile solo dagli utenti maggiorenni.
La popolare piattaforma video, inoltre, avrebbe suggerito allo staff di Madonna una serie di sequenze (anche se non si sa bene quali) che a loro parere sarebbero dovute essere tagliate per dar vita ad una versione "light" non soggetta a restrizioni.
Dal canto suo la popstar ha fatto sapere che il video, diretto dai fotografi di moda Mert Alas e Marcus Piggot, a suo parere non contiene alcuna immagine che necessiti di censura. Anzi, duranta un'intervista ha ironizzato dicendo che se diventasse Presidente degli Stati Uniti farebbe immediatamente tre cose: legalizzare i matrimoni gay, dare più fondi all'istruzione e abolire la censura ai suoi video.

Clicca qui per guardare il video di "Girl Gone Wild"


La risposta di Elsa Fornero all'appello di Vanity Fair

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La scorsa settimana Vanity Fair aveva lanciato un appello al ministro Fornero (in virtù della sua delega alle Pari Opportunità) per chiedere che gli inviti dell'Europarlamento e la recente sentenza della Corte di Cassazione in merito alle coppie gay potessero sfociare in una legge che colmasse l'attuale vuoto legislativo e che garantisse al tempo stesso pari diritti per tutte le coppie.
La replica del ministro non si è fatta attendere e in una lettera indirizzata al direttore della rivista ha fatto sapere che spetta al Parlamento il compito di occuparsi di questioni «da tempo all'ordine del giorno», sollevate da «istituzioni europee e internazionali: dalla mancata previsione di una specifica aggravante per i reati motivati da odio nei confronti delle persone omosessuali e transessuali, a quella già oggetto di una sentenza della Corte Costituzionale, e più recentemente da pronunciamenti della Corte di Cassazione, inerente lo status giuridico delle coppie lgbt».
Il ministro Fornero, però, promette anche di voler «agire, senza clamore ma con fermezza e determinazione, perché i diritti di tutti vengano riconosciuti e rispettati una cultura della diversità venga promossa e affermata», anche in base ad «un obbligo morale all'approfondimento e alla discussione così come richiesto da un numero sempre maggiore di cittadini, organizzazioni e organi di stampa».


Kens

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Si intitola "Kens" ed un cortometraggio del 2008 di Pedro Pablo de la Llave, il primo da lui realizzato in 3D. Ma più che la tecnica, a colpire è la storia.
Le immagini mostrano due bambole di Ken che vogliono restare assieme nonostante l'intervento esterno di una donna che fa di tutto per ristabilire quella che lei ritiene la normalità: Ken deve stare con Barbie.
Tentare di descrivere a parole la storia rischia di toglierle la sua poesia, motivo per cui vi rimando direttamente al filmato proposto a fine post. (Via: Teo ninja)

Clicca qui per guardare il video


I concorrenti del serale di Amici 11

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Riprenderà il 31 marzo prossimo il serale di "Amici", il talent show condotto da Maria De Filippi e giunto alla sua undicesima edizione. La novità di quest'anno è la divisione del programma in due circuiti distinti: quello dedicato agli allievi (non più strutturato a squadre ma basato su sfide dirette) e quello dei big (nel quale alcuni ex-allievi della scuola si sfideranno tra loro). La semifinale e la finale si terranno nel prestigioso palcoscenico dell'Arena di Verona.
Ecco i nomi e le fotografie di tutti i concorrenti a squadre ammessi al serale:

NomeData di nascitaSpecialitàImmagini
Valeria Romitelli1/03/1993Canto[1]
Carlo Alberto Di Micco6/12/1992Canto[1] [2]
Gerardo Pulli2/05/1992Canto[1] [2] [3]
Ottavio De Stefano28/12/1991Canto[1] [2] [3] [4] [5]
Stefano Marletta11/07/1988Canto[1] [2]
Francesca Mariani12/06/1992Canto[1]
Marco Castelluzzo10/04/1993Canto[1] [2]
Claudia Casciaro23/05/1988Canto[1]
Nunzio Perricone12/09/1988Ballo[1] [2] [3]
José Becerra18/06/1987Ballo[1] [2]
Francesca Dugarte4/08/1989Ballo[1]
Giuseppe Giofrè10/01/1993Ballo[1] [2]
Jonathan Gerlo19/06/1992Ballo[1] [2] [3]
Valentin Stoica28/04/1987Ballo[1] [2]

Fra i big, invece, potremo assistere alle esibizioni di Alessandra Amoroso, Emma Marrone, Karima Ammar, Marco Carta, Valerio Scanu, Virginio Simonelli, Annalisa Scarrone, Antonino Spadaccino e Pierdavide Carone.


Channing Tatum nudo in "La memoria del cuore"

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Negli stati Uniti è già campione d'incassi, mentre in Italia lo potremo vedere nelle sale cinematografiche a partire dal prossimo 4 maggio. Striamo parlando di La memoria del cuore (The Vow), un film drammatico diretto da Michael Sucsy che narra le vicende di una coppia di neo-sposi, originaria del New Mexico, rimasta coinvolta in un incidente d'auto. La moglie finisce in coma e il marito gli rimane accanto fino al momento del suo risveglio: ma è proprio allora che si scopre che lei è rimasta colpita da amnesia e non ricorda più nulla né del matrimonio né del marito. Quest'ultimo deciderà così di far di tutto per riconquistarla.
Nei panni dell'amorevole marito troviamo Channing Tatum, un attore molto apprezzato non solo per le sue indubbie doti artistiche ma anche per il suo aspetto. Ed è proprio per questo motivo che ha creato una certa aspettativa una scena in particolare, nella quale il bel Channing recita completamente nudo e viene ripreso di spalle col il suo "lato b" in bella mostra.

Immagini: [1] [2] [3] [4]


Galan contro Alfano: «La sua uscita sui gay è stata becera»

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L'ex ministro ai beni culturali, Giancarlo Galan, è in forza al Pdl ma ciononostante in un'intervista rilasciata alla Zanzara su Radio 24 non ha mancato di contestare le affermazioni del suo leader di partito in merito alle coppie gay. Ecco quanto da lui affermato: «L'uscita di Angelino Alfano sui gay è stata un po' becera, diciamo la verità. Una cosa antiquata. Tra qualche tempo leggeremo queste dichiarazioni e ci metteremo a ridere».
Poi rilancia: «Sono favorevole al matrimonio tra omosessuali e anche all'adozione tra gay. Ma avete idea di quanti orfani abbandonati ci sono? Meglio dare un bimbo a una famiglia con due papà o due mamme piuttosto che lasciarlo in condizioni di miseria e abbandono».
Riguardo al partito, infine, Galan afferma: «Su questo tema gli elettori del Pdl sono certamente più avanti di molti leader, compreso il segretario. Sono sicuro che la maggioranza la pensa come me [...] Giovanardi o Romano La Russa hanno idee vecchie di cinquant'anni, Giovanardi condannerebbe una donna per una scollatura e manderebbe al rogo l'Ultimo Tango a Parigi. Ripeto, sono cose fuori dal mondo».


Si celebrerà il 17 maggio il primo Gay Pride albanese

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Si terrà il 17 maggio prossimo a Tirana il primo Gay Pride ufficiale celebrato in Albania. La data non è stata scelta a caso ma gli organizzatori han voluto farla combaciare con la giornata internazionale contro l'omofobia e la transfobia.
È bastato l'annuncio per mandare su tutte le furie gli omofobi del Paese. Fra loro anche il sottosegretario alla Difesa, Ekrem Spahiu, che ha affermato: «Il mio unico commento su questa marcia gay è che queste persone dovrebbero essere prese a manganellate». Parole intollerabili che, però, si scontrano anche con una legge approvata nel 2010 che punisce le discriminazioni basate sull'orientamento sessuale, motivo per cui le associazioni lgbt intendono citarlo per incitazione alla violenza.
Storicamente in Albania l'omosessualità divenne tabù a partire dal 1912, anno della proclamazione di indipendenza e della conseguente trasformazione in repubblica (durante l'Impero Ottomano non era considerata né un crimine né tantomeno una deviazione). Ancor oggi è vivo nel Paese un atteggiamento solito ad identificare gli omosessuali come ammalati, decadenti, snob e spesso appartenenti ad uno ceto sociale basso.
La prima associazione lgbt abanese (l'Associazione Gay Albania) è nata nel marzo 1994, seguita nel 1998 dalla nascita dell'ALGA, una realtà a cui risultavano iscritte 25 persone e che non aveva una sede perché i suoi membri considerano ancora troppo pericoloso esporsi.


Carlo Maria Martini apre alle unioni civili per i gay

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L'Espresso ha pubblicato alcuni stralci di "Credere e conoscere", il libro di prossima pubblicazione del cardinale Carlo Maria Martini (arcivescovo di Milano dal 1979 al 2002). Ed è proprio in quei passi che si iniziano a scoprire alcune sue aperture su temi importanti come, ad esempio, l'uso dei profilattici che «può costituire in certe situazioni un male minore».
Riguardo alla comunità lgbt, il religioso parla dei gay pride (un tempo da lui demonizzati) sostenendo che «in questo particolare momento storico esiste per questo gruppo di persone il bisogno di autoaffermazione, di mostrare a tutti la propria esistenza, anche a costo di apparire eccessivamente provocatori».
Il cardinale, poi, si dice anche «pronto ad ammettere che in alcuni casi la buona fede, le esperienze vissute, le abitudini contratte, l'inconscio e probabilmente anche una certa inclinazione nativa possono spingere a scegliere un tipo di vita con un partner dello stesso sesso» e che «tale comportamento non può venire né demonizzato né ostracizzato».
Riguardo alle unioni omosessuali, infine, Martini ribadisce che la famiglia va difesa ma «Non è male, in luogo di rapporti omosessuali occasionali, che due persone abbiano una certa stabilità e quindi in questo senso lo Stato potrebbe anche favorirli. Non condivido le posizioni di chi, nella Chiesa, se la prende con le unioni civili [..] Se alcune persone, di sesso diverso oppure dello stesso sesso, ambiscono a firmare un patto per dare una certa stabilità alla loro coppia perché vogliamo assolutamente che non lo sia?».
La Chiesa cattolica -afferma in conclusione il cardinale- promuove le unioni che favoriscono il proseguimento della specie umana, ma «non è giusto esprimere alcuna discriminazione per altri tipi di unioni».


Enrico Brignano: «L'amore è amore e non ha mica sesso»

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Nel corso del suo monologo alle Iene (visibile online su Video Mediaset) Enrico Brignano ha parlato di coppie gay e della recente sentenza della Corte di Cassazione. Una sentenza accolta dal comico romano con un «Era ora! Sono anni che la Corte per i diritti dell'uomo ci chiede di adeguare la legge italiana a quella europea, ma i nostri politici accampano sempre qualche scusa».
Poi, una ad una, ha ironizzato sulle più comuni tesi sostenute da chi sostiene la sacralità della coppia eterosessuale: dalle affermazioni di Giovanardì a quelle di chi perla di atto contro natura («Io in scienze avevo sei meno meno, ma so che in natura è pieno di specie animali accondiscendenti») fino a quelle di chi arriva a tirare in ballo perfino la creazione di Adamo ed Eva.
Poi, in conclusione, la sua presa di posizione: «Perché noi esser umani siamo tutti diversi, uomini e donne. Eppure ci innamoriamo, soffriamo, gioiamo e arriviamo persino a sposarci. Anzi, dirò di più. Io sono a favore dei matrimoni omosessuali. Scusate, perché devono soffrire solo gli eterosessuali? Che soffrano pure loro. Ma seriamente mi preme dirlo: Dio ha detto questo: "Ama il prossimo tuo", ma non ha specificato di che sesso debba essere questo prossimo e nemmeno di che tipo di amore si tratti. Perché l'amore è amore. E non ha mica sesso. Pensateci».


Ed Speleers sul set con le braghe calate

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Ed Speleers pareva destinato a grandi cose. Bello, biondo, sexy e con la faccia da bravo ragazzo... insomma tutte le carte in regola per sfondare nel mondo del cinema. La sua grande occasione pareva esserglisi presentata nel 2006, quando venne scelto come protagonista del fantasy "Eragon". Il film, però, non ottenne il successo sperato e quella che sarebbe essere una ricca trilogia si concluse lì, al suo primo capitolo.
Nonostante Ed non avesse alcuna colpa diretta nel flop, la sua carriera è proseguita sottotono rispetto a quello che ci si sarebbe potuto aspettare.
Oggi, a sei anni di distanza, si sta tornando a parlare di lui per la sua partecipazione in "Love Bite", una comedy horror attualmente in post-produzione.Ad attirare l'attenzione dei media, però, non è tanto il film (generalmente ritenuto di scarso interesse) ma per alcune foto di scena in cui lo si vede recitare con le braghe calate e apparentemente senza mutande (seppur con le mani che coprono ciò che molti vorrebbero vedere).

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Varese: divieto ai gay di donare il sangue

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Dopo il pestaggio omofobo di sabato scorso, la provincia di Varese torna a far parlare di sé per un altro caso di discriminazione.
Presso la sede AVIS ospitata nell'ospedale di Somma Lombardo, infatti, avrebbe fatto la sua comparsa un cartello con indicati i criteri che precludono la possibilità di donare il sangue. Al secondo posto dell'elenco (immediatamente dopo l'assunzione di droghe e prima dei rapporti sessuali occasionali) vengono indicati i rapporti omosessuali.
Un attonito donatore l'ha fotografato l'avviso e ne ha inviato una copia ad Arcigay. Immediato è giunto il commento dell'associazione: «È un rifiuto ingiustificato e penoso che viola il principio di non discriminazione sancito dalla Costituzione e che non ha riscontro nei dati scientifici».
Marco Mori, presidente del CIG Arcigay Milano, ha aggiunto: «Se ci sono criteri e protocolli nazionali e internazionali che sono completamente disattesi va sanzionato, e subito, chi continua a dire e fare cose sbagliate. Questi comportamenti sono pericolosi, perché creano da una parte discriminazione e dall'altra reiterazione del pregiudizio».
Mori attacca anche la strategia preventiva adottata dalla regione, denunciando: «La Lombardia non fa una decente campagna di prevenzione e informazione da tempo immemore. I nati dagli anni  novanta in poi non sanno niente su malattie sessualmente trasmissibili, non hanno mai avuto un'educazione all'uso del preservativo. Questa Lombardia che vanta eccellenze e progresso come qualcuno vuol fare credere, in realtà assomiglia sempre di più ad principato di tipo medioevale, oscurantista e reazionario che sta combinando solo danni. E da troppo tempo».

Clicca qui per leggere il cartello.


Gasparri e Giovanardi scrivono a Napolitano contro la sentenza della Cassazione sulle coppie gay

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La recente sentenza della Cassazione che ha sancito la necessità di riconoscere dei diritti anche alle coppie gay pare preoccupare parte del mondo politico più di quanto non lo avessero fatto nei mesi scorsi i conti pubblici e il rischio di default del Paese.
In questi giorni si stanno moltiplicando a dismisura le esternazioni omofobe di alcuni politici (come quelle di Domenico Scilipoti, Alessandra Mussolini e Romano La Russa, giusto per citarne alcune) che spesso hanno raggiunto livelli intollerabili da vero e proprio insulto gratuito.
Da due personaggi come Carlo Giovanardi e Maurizio Gasparri certo ci si sarebbe potuto aspettare qualcosa, ma i due si sono immediatamente attivati per fare di più: armati di carta e penna, hanno scritto una lettera indirizzata a Giorgio Napolitano (nella sua qualità di presidente del Consiglio superiore della magistratura) per chiedere il suo intervento. In particolare, gli esponenti del Pdl chiedono al Capo dello Stato «di voler ricordare che nel nostro ordinamento democratico è il Parlamento a legiferare mentre secondo l'art. 101 della Costituzione sopracitato "i giudici amministrano la giustizia" e le sentenze non possono essere utilizzate per orientare l'opinione pubblica».
Insomma, della serie "questa è casa mia e qui comando io"... sia mai che l'opinione pubblica (forse non così omofoba come credevano) o le posizioni dell'Eroparlamento possano portare ad un'estensione dei diritti dell'individuo senza che siano stati loro a decidere chi ne dovesse beneficiare.


Romano La Russa: «I gay sono malati, ma possono curarsi»

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Romano La Russa è il fratello dell'ex-ministro alla difesa Ignazio La Russa, è assessore Pdl alla Regione Lombardia ed è stato recentemente indagato per finanziamento illecito ai partiti.
Ospite alla Zanzara su Radio24, l'assessore ha pensato bene di sfoggiare tutta la propria omofobie e di sostenere curiose tesi sull'omosessualità: «Nella maggior parte dei casi sono malati -ha affermato- Ed è una malattia da cui si può uscire e si può guarire. Perchè un omosessuale... certo, c'è il depravato, ma c'è questa malattia. Non sono certo io il primo a dirlo. C'era anche la famosa canzone di Povia... SI può guarire, ma bisogna essere fortunati, come il personaggio di Povia. Devi avere qualcuno a fianco... io poi non sono nè un medico nè uno psicologo, ma più che l'aiuto dei medici serve quello degli psicologi. E poi incontrare la persona giusta, avere la famiglia che ti segua senza penalizzarti...».
Poi, non pago di motivare le proprie tesi citando delle canzonette come se rappresentassero una prova, ha aggiunto: «Due omosessuali che si baciano per strada mi danno fastidio, lo facciano a casa loro. Ragazzi, io sono fatto all'antica, che volete fare... Molti gay lo fanno per esternare e far vedere che sono superiori, che sono dalla parte della ragione e noi poveri eterosessuali siamo di una razza inferiore. Ma non è così».
In conclusione, alla domanda del conduttore sull'esistenza di una fantomatica lobby gay, La Russa pare non avere dubbi: «Altroché se esiste. È una specie di setta, di massoneria. Si aiutano tra di loro».
Insomma, parole assurde che si commentano da sole.


Vanity Fair lancia un appello a favore dei diritti delle coppie gay

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L'Italia pare andare controcorrente rispetto al resto d'Europa. Indifferente agli inviti dell'Europarlamento, nonostante le sentenze della corte di Cassazione e a dispetto di quanto sta avvenendo in altri stati, i nostri politi sembrano voler fare le orecchie da mercante di fronte alle richieste di riconoscimento delle unioni gay.
Non è dato di sapere se si tratti di arretratezza culturale, paura del Vaticano o voglia di cavalcare l'omofobia per raccogliere voti, fatto sta che c'è chi si auspica un'inversione di rotta. È il caso di Vanity Fair che, nel numero in edicola, lancia un appello al ministro del Lavoro con delega alle Pari Opportunità Elsa Fornero, nel quale si legge:

Spett. ministro Fornero, ci rivolgiamo a Lei in quanto titolare del dicastero del Lavoro e delle Politiche sociali con delega alle Pari Opportunità. L'Italia, assieme alla Grecia, è l'unico Paese dell'Unione Europea a non offrire alle coppie omosessuali alcuna opzione: né matrimonio né patto civile. Si crea così una palese disparità tra le coppie conviventi a seconda dell'orientamento sessuale. Questa disparità porta a gravi ed evidenti discriminazioni che vanno a toccare diritti fondamentali di ogni cittadino: dalla possibilità di assistere il compagno/la compagna ricoverato/a in ospedale alla presenza nell'asse ereditario. Con l'attuale assetto legislativo, le coppie eterosessuali possono decidere di sposarsi e dunque accedere ai diritti di cui sopra; se scelgono diversamente sanno che non ne godranno. Questa possibilità di scelta è invece preclusa a tutte le coppie omosessuali: a loro l'accesso a quei diritti è sempre e comunque negato.

Il testimonial della campagna è Raoul Bova, al quale è stata dedicata la copertina della rivista e un'intervista interna. Il perché della scelta viene così spiegato dalla redazione: «Quarant'anni, sposato dal 2000 con Chiara Giordano, due figli, l'attore è stato scelto per dire che il matrimonio, o comunque l'insieme di garanzie che ne deriva, è un diritto di chiunque scelga di legarsi a un'altra persona, di qualunque sesso sia. E che questa non è una battaglia dei gay: è una battaglia di tutti».
Fra gli oltre 15 mila firmatari dell'appello, anche Saviano, Geppi Cucciari, La Pina, Don Ciotti, Paola Concia, Milena Gabanelli, Marco Materazzi, Mina e Francesco Vezzoli.
L'appello può essere firmato online dal sito della rivista ed è condiviso su Twitter con l'hashtag #nocoppiediserieB.


Uomini che amano le patatine fritte

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Date uno smartphone ad un uomo e chiedetegli di scattarsi una foto. Quale sarà il risultato?
Una possibile risposta è quella che ci viene fornita Guys with iPhones (link), un sito nato nel 2009 e che raccoglie gli autoscatti di un folto gruppo di ragazzi che si sono immortalati con il proprio telefono cellulare (e che, caso vuole, nella maggior parte dei casi ha deciso di farlo nudi o comunque semi-svestiti).
L'idea è semplice ma si è rivelata un vero e proprio successo, diventando quasi un sito cult per gli amanti delle fotografie amatoriali. Quando arriva la notorietà, su Internet spesso accade che altri cerchino di cavalcare l'onda realizzando veri e propri cloni (un po' come Pinspire rispetto a Pinterest o Plinga rispetto a Zynga, giusto per citarne un paio).
Ed è cosi che dopo Guys with iPhones si è affacciato sul mercato della rete anche Guys with fries, un sito in cui sono state pubblicati una serie di autoscatti di altrettanto aitanti ragazzi che, però, anziché posare con il proprio telefono hanno preferito immortalarsi con in mano una confezione di patatine fritte.
Ok, a queto punto del racconto è giunto il momento si scoprire le carte e di dire che tutta l'introduzione riguardo ai siti-clone era volto solo a creare curiosità: in questo caso, infatti, non si tratta di un servizio similare ma di una divertente parodia in cui le fotografie (dei fotomontaggi) vogliono solo fare il verso al ben più noto sito ispiratore e ad alcune curiose pose scelte dai suoi protagonisti. Insomma, una simpatica idea che non potrà mancare di strappare un sorriso.

Immagini: [1] [2] [3] [4]


Scilipoti: «L'omosessualità è una patologia». Monsignor Babini: «Rocco Siffredi mi fa schifo»

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La sentenza emessa della Corte di Cassazione, in cui si riconosceva il diritto alla "vota familiare" anche alle coppie gay, ha mandato in subbuglio vari gruppi omofobi che si sono sentiti in dovere di passare al contrattacco. Fra questi non poteva mancare Pontifex Roma, rivista online omofoba (e che ama definirsi cattolica), che ha chiamato a raccolta due personaggi particolarmente noti per le loro sparate conto la comunità lgbt.
Intervistato dal giornale, l'onorevole Domenico Scilipoti (fresco di recenti esternazioni contro i rapporti anali) ha dichiarato: «Con tutto il rispetto e la deferenza che si deve alla corte, sono assolutamente contrario. La legge non può cambiare, per sentenza, quella che è la natura delle cose. Da questo punto di vista, sostenendo che la pronuncia ribalta la fisiologia, giudico "eversiva" la pronuncia [...] Insomma, una coppia omosessuale, con tutto il rispetto e la delicatezza che si può avere per loro, non è assimilabile mai ad una etero. La sessualità è volta alla procreazione e dunque da due uomini o due donne non è pensabile che possa nascere nulla».
Poi Bruno Volpe, direttore della rivista, cerca di dar autorevolezza all'interlocutore sottolineando che è un medico (peccato, però, che sia ginecologo ed agopuntore, quindi non proprio specializzato nei temi che gli si propongono, ndr) prima di domandargli se l'omosessualità può essere guarita. Pronta la disposta del deputato: «Anche qui occorre distinguere. Esistono casi organici, dovuti a difetto dei cromosomi che portano persone con apparato genitale maschile ad avere testa di donna e in questo caso è possibile parlare di patologia, ma non è possibile fare nulla in termini di guarigione. Viceversa, chi lo fa per vizio, o per una scelta animalesca e contro natura, o per ragioni di scompenso emotivo, può guarire e tornare alla vita normale. Mi riferisco, per maggior cautela ai viziosi».


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Dave Franco per la sicurezza dei bambini

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Essere il fratello di un attore famoso e voler intraprendere la sua stessa carriera senza essere oscurati dalla sua ombra non dev'essere semplice. Eppure Dave Franco (il fratello di James Franco) pare ci stia riuscendo, in particolar modo attraverso alcuni divertenti video diffusi su internet e da lui stesso scritti ed interpretati.
Lo scorso anno realizzò un'imperdibile video in cui spiegava la sua interpretazione del vero significato di "f**k yourself", un insulto molto diffuso negli Stati Uniti. Oggi, invece, è la volta di un appello per garantire la sicurezza dei bambini da immagini non adatte a loro.
Come spesso accade in questi casi, ogni anticipazione rischierebbe di rovinarvi la sorpresa, quindi non mi rimane che invitarvi a guardare il video proposto al termine del post.

Clicca qui per guardare il video.


Varese: picchiati dai buttafuori perché gay

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Una nuova aggressione omofoba sarebbe stata registrata lo scorso venerdì notte a Germignaga, in provincia di Verese. Sette ragazzi -fra cui anche Marco Coppola, presidente di Arcigay Verbania e componente della Segreteria dell'associazione nazionale- si erano recati a passare la serata in una nota discoteca. Secondo la denuncia di Arcigay, la security li avrebbe "identificati" come omosessuali mentre ballavano su un cubo e avrebbe così deciso di costringerli a scendere per poi insultarli, picchiarli brutalmente ed allontanarli dal locale.
Sul posto sono poi giunti i carabinieri, chiamati dai sette ragazzi che nel frattempo erano stati portati al pronto soccorso.
«Questo episodio -ha affermato Paolo Patanè, presidente nazionale di Arcigay- segna davvero un limite insopportabile. È tragicamente simbolico che uno dei massimi dirigenti nazionali di Arcigay sia stato vittima di questa spregevole aggressione omofoba. A Marco Coppola e agli altri ragazzi la mia solidarietà, carica di rabbia per la brutalità ingiustificabile e l'odio subito, e per una battaglia che si infrange sempre su un muro di scandaloso silenzio ideologico».
Dal canto loro i gestori del locale respingono ogni accusa e raccontano una versione diversa: «Escludiamo categoricamente che quei ragazzi siano stati aggrediti dai nostri buttafuori. La lite è avvenuta all'esterno e i nostri addetti alla security sono intervenuti per sedarla. E l'unico ad aver riportato una leggera contusione è proprio uno dei nostri vigilanti. Siamo stati noi, del resto, a chiamare i carabinieri. Davvero non possiamo essere accusati di omofobia, visto che con noi lavorano anche ragazzi gay».


Il pene più lungo del mondo (ed altri record del sesso)

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Qualche tempo fa ci siamo occupati di Mukhtar Safarov, il modello russo a cui viene generalmente attribuito (non senza dubbi da parte dei più scettici su possibili interventi chirurgici) il pene più grosso del mondo.
Se anziché di volume si parla solo di lunghezza, il record è attualmente detenuto dal 41enne newyorchese Jonah Falcon. Il suo pene, infatti, misura 24 cm da rilassato e ben 34 cm in erezione.
Caratteristica, questa, che gli ha garantito notorietà e la menzione in alcuni documentari, come quello prodotto nel 1999 da HBO dal titolo "Private Dicks: Men Exposed" o nell'Inglese "The World's Biggest Penis", realizzato da Channel 4 nel 2006.
Pare che, nonostante il suo aspetto non proprio da modello, siano stati molti a proporgli di prendere parte a dei film a luci rosse, ma lui ha sempre rifiutato cercando invece di entrare nello show business tradizionale. In quel caso, però, le sue "doti" non devono aver avuto lo stesso peso e Jonah non è riuscito ad andare oltre a qualche ruolo da comparsa (lo si è potuto vedere in tre episodi di "ED", in tre episodi di "Melrose Place", in un episodio di "Sex and the city", come giurato di "Law & Order" e come inserviente ne "I Soprano").


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La Cassazione sentenzia: «Anche i gay hanno diritto alla vita familiare»

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Il fatto che in Italia non esista una legge che renda possibili i matrimoni fra persone dello stesso sesso non significa che ad una coppia gay stabile non debba essere riconosciuta una "vita familiare" alla stessa stregua di una coppia di sposi. È quanto sostenuto dalla Cassazione in una sentenza deposita ieri.
L'intervento della suprema corte si era reso necessario dopo che una coppia di Latina si era vista respingere dal comune di residenza, dal Tribunale e dalla Corte d'appello, la richiesta di trascrizione del loro matrimonio celebrato all'Aja (Paesi Bassi) nel 2002. E così i giudici sono stati chiamati ad esprimersi per la prima volta sul tema del riconoscimento dei matrimoni gay contratti all'estero. Il loro ricorso è stato respinto, ma la Cassazione ha sottolineato quanto segue:

I componenti della coppia omosessuale, conviventi in stabile relazione di fatto, se secondo la legislazione italiana non possono far valere né il diritto a contrarre matrimonio né il diritto alla trascrizione del matrimonio contratto all'estero, tuttavia -a prescindere dall'intervento del legislatore in materia- quali titolari del diritto alla "vita famigliare" e nell'esercizio del diritto inviolabile di vivere liberamente una condizione di coppia e del diritto alla tutela giurisdizionale di specifiche situazioni, segnatamente alla tutela di altri diritti fondamentali, possono adire i giudici comuni per far valere, in presenza di specifiche situazioni, il diritto ad un trattamento omogeneo a quello assicurato dalla legge alla coppia coniugata.


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Freccero contro Libero: «Siete un giornale di merda»

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ieri Libero ha pubblicato un articolo ha duramente attaccato la serie "Fisica o chimica" (trasmessa in Italia da Rai 4) per la presenza di tematiche considerate sconvenienti (fra cui sesso, droga ed omosessualità). Sono passate solo poche ore ed in Rai già si parla di uno slittamento della serie in tarda nottata (con buona pace dei fan).
Carlo Freccero, direttore responsabile di Rai 4, non l'ha sicuramente presa bene ed ha contattato Francesco Borgonovo, il giornalista che ha firmato quel pezzo, per esprimergli tutto il suo disappunto. La telefonata sarebbe dovuta rimanere riservata ma, senza farsi troppi problemi etici, Libero ha pensato bene di registrarla e di pubblicarla senza chiedere alcuna autorizzazione al diretto interessato. Insomma, prima si accusa qualcuno di infrangere certe regole (perlopiù imposte dalle associazioni cattoliche) e poi non ci si fa alcun problema ad infrangerle se questo può consentire di farsi pubblicità e di poter fare un po' di vittimismo (già parlano di aver ricevuto dure minacce, un po' come nel caso del finto attentato a Belpietro).
Fatto sta che nella sua telefonata Freccero non le ha mandate certo a dire.  «Complimenti per il tuo articolo di merda!» è stato l'esordio, a cui p seguito una strenua difesa delle tematiche trattate da "Fisica o chimica" che a suo parere non è mai stata vista da chi si permette di volgerle certe critiche («La serie è pedagogica, cretino!»).
Non sono mancate anche accuse rivolte alla Rai e a Libero, le cui scelte editoriali sono a suo parere direttamente influenzate dagli ambienti cattolici. Riguardo al direttore generale della tv pubblica, Lorenza Lei, Freccero ipotizza che «non sarà rieletta nonostante i suoi amici cardinali». A Libero, invece, riserva l'accusa di fare pornografia nei loro articoli e di definirsi liberisti pur volendo far chiudere la bocca a tutti gli altri. Poi, senza mezze misure, afferma: «Fascisti. Siete un giornale di merda, mi censurate».
Nonostante i modi volgari (ma d'altra parte va ribadito che quella era una telefonata privata ed è evidente uno stato di forte alterazione), molte delle accuse non paiono completamente campate in aria e forse meriterebbero una seria riflessione da parte dei vertici del servizio pubblico.

Clicca qui per ascoltare la telefonata.


Libero si scaglia contro "Fisica o chimica"

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"Fisica o chimica" è un teen drama spagnolo che ha debuttato in Italia il 4 settembre 2010 su Rai 4. La serie racconta le vite di alcuni alunni e professori dell'istituto superiore Zurbarán di Madrid, affrontando temi importanti e delicati come il sesso, la droga e l'omosessualità.
Lo scorso gennaio l'associazione cattolica Aiart ne aveva chiesto la sospensione per le tematiche trattate, ma il direttore di rete non mancò di rispedire al mittente le accuse dicendosi stupido che in un Paese laico potessero giungere richieste così perentorie ed integraliste.
Ora è il quotidiano berlusconiano "Libero" ad aver dissotterrato l'ascia di guerra e ad averne chiesto nuovamente la sospensione. In un articolo firmato da Francesco Borgonovo, dal titolo «Porno Rai in fascia protetta: droga, sesso, ammucchiate», si ripercorre parte della trama della si sottolinea come «l'ira dei cattolici» sia stata ignorata.
Ed è l'articolo stesso a spiegare che il problema «non sono tanto i nudi o i gemiti o gli atti sessuali che scandalizzano. Piuttosto il messaggio. La serie nasce nella Spagna di Zapatero e ne incarna gli ideali: libertà uguale assenza di regole. Assumere droghe è normale e concesso. Bisogna obbedire ai diktat del politicamente corretto gay: il personaggio migliore, quello più onesto, buono e sensibile è l'omosessuale Fer. Mentre gli altri rimestano nel torbido, i gay sono puri e vanno trattati come orsi bianchi. La professoressa che rifiuta di celebrare la settimana di "orgoglio omosessuale" viene assalita in quanto "fascista"».
Insomma, sia mai che un gay venga presentato in modo positivo o che si tratti di temi vicini al mondo dei ragazzi. Da buoni moralisti è molto meglio evitare di parlare di certe tematiche e lasciare che i ragazzi le scoprano da soli, tanto c'è sempre tempo per scandalizzarsi se lo faranno nel modo sbagliato.


Giovanardi contro Priscilla

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Ormai la sua sembra quasi un'ossessione. L'ex sottosegretario alla famiglia, Carlo Giovanardi, pare non perda occasione per attaccare tutto ciò che è legato alla comunità lgbt. A volte viene quasi da immaginarselo lì, tutto indaffarato alla ricerca di eventi o notizie che gli consentano di poter esternare la sua contrarietà e i suoi «Non va bene», «Non si fa», «Il matrimonio è solo fra uomo e donna».
Dopo i noti attacchi all'Ikea, ai videogiochi e alle donne che si baciano in pubblico, Giovanardi ora se la prende con "Priscilla", il musical in scena Milano e che narra le vicende di tre cantanti travestiti, di cui uno con un figlio di otto anni.
L'occasione è stata l'intervista rilasciata alla trasmissione internet "Klauscondicio" (che in più casi gli ha fornito lo spunto per le sue esternazioni), nella quale ha affermato: «Credo che un padre che si rivela gay al proprio figlio di otto anni possa creargli dei problemi. Può capitare anche che un bambino abbia un padre o una madre che possono avere dei problemi, delle patologie. Chi si trova a vivere situazioni di questo tipo, anche nei confronti delle altre famiglie e degli altri bambini, qualche problema ce l'ha. Credo che un bambino di otto anni faccia fatica a orientarsi e a capire la situazione in cui si trova a vivere, confrontandola con altre. Secondo me qualche domanda se la pone».
Inutile dire che nello spettacolo, ispirato al famoso film australiano del 1994 di Stephen Elliott, il bambino accetta candidamente la natura omosessuale del padre, ma secondo l'ex sottosegretario quella è solo finzione. D'altra parte la scusa di essere contrari ai rapporti gay in difesa dei bambini (che spesso dimostrano di avere molti meno preconcetti dei genitori) è una motivazione spesso addotta da chi vuole nascondere la propria omofobia (ad esempio la scusa utilizzata anche da Scilipoti e persino dal distretto di San Pietroburgo per giustificare la loro legge contro il coming-out).


Scilipoti: «I gay possono amarsi anche senza atti animaleschi»

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Ospite della della web-tv berlusconiana "Movimentando", l'onorevole Domenico Scilipoti ha parlato di vari argomenti: dall'assalto delle formiche amazzoniche, agli spogliarelli di Sara Tommasi («Se si spoglia che ci posso fare io?») e dal voto del 14 dicembre 2010 («Non ho salvato Berlusconi, ma gli italiani») al duce («Forse nel mio codice genetico c'è qualcosa che riporta a Mussolini [...] Le scelte giuste fatte da Mussolini sono state moltissime, nell'interesse del Paese e nell'interesse dell'Italia»).
Immancabile anche qualche domanda sull'omosessualità (nella foto di apertura l'espressione assunta quando gli è stato chiesto il perché consideri contro natura i rapporti anali), con tanto di aspettative da parte del conduttore (che, al suo «Ora finiremo veramente su tutti i giornali», ha replicato con un «L'abbiamo chiamata apposta»).
Fatto sta che Scilipoti non ci ha risparmiato il suo punto di vista, condannando non tanto i rapporti omosessuali in sé, ma gli atti sessali che possono intercorrere fra due uomini: «Un rapporto anale secondo me è contro natura. Due uomini che stanno insieme e hanno dei rapporti anali hanno un rapporto non normale. Due gay possono amarsi anche senza avere quel tipo di rapporto».
Ed ancora: «Due si amano e si vogliono bene perché hanno dei rapporti anali? Voler bene è qualcosa di diverso: voler bene è rispettare gli altri e quello non è rispettare gli altri. Due uomini che stanno assieme e che hanno rapporti anali compiono un atto animalesco. E allora quello non è volersi bene, voler rispettare chi ti sta accanto. È un volerlo sottomettere oltre il normale».


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Don Mario fa coming out

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Nei giorni scorsi si è molto parlato di don Mario Bonfanti, l'ormai ex parroco di Perego (in provincia di Lecco), che era la curia aveva allontanato dal suo servizio. Al momento tutti ipotizzarono che i motivi del gesto fossero da ricondurre alle posizioni più volte prese dal religioso a favore dei gay, ma a mettere in discussione quella tesi e a far pensare che dietro possa esserci un altro tipo di discriminazione è l'intervista da lui stesso rilasciata a Il Giorno, nella quale parla apertamente della sua omosessualità. «Non sono voci -ha dichiarato- è una realtà che tutti i miei parrocchiani sanno bene, sono gay e allora?».
Al giornalista che si è affrettato a chieder conto dei suoi voti di celibato e castità, don Mario ha risposto: «Io presto comunque fede all'impegno che ho preso. Non ci sarebbe alcuna differenza tra un prete eterosessuale e uno omosessuale [...] Sono anni che dalla chiesa lo sostengono e sta di fatto che da quando ho cominciato a essere sincero per me sono cominciati i problemi. È per questo che parlo di omofobia all'interno della chiesa. Da quando ho affrontato questi argomenti sono iniziate le difficoltà. Quello che mi ha stupito è che le persone mi difendono a spada tratta sapendo quello che sono [...] Ora però ho bisogno di calma e che venga distolto lo sguardo da me per poter essere libero di agire e costruire qualcosa di bello».


Il Giornale contro Strasburgo e le nozze gay... ma solo per motivi economici

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Il voto a sostegno dei matrimoni gay espresso ieri dall'Europarlamento non dev'essere piaciuto a chi contava di condurre una campagna elettorale basata sulla discriminazione e sull'omofobia (risalgono giusto a pochi giorni fa le dichiarazioni in merito di Angelino Alfano), ed è così che Il Giornale diretto da Alessandro Sallusti ha pensato bene di passare al contrattacco e di prendere posizione contro il parlamento europeo.
Il quotidiano della famiglia Berlusconi è così uscito in edicola riportando in prima pagina il titolo «L'Europa è loro. Hanno vinto i gay», spiegando poi nel sommario: «Il Parlamento di Strasburgo chiede il riconoscimento delle nozze omosessuali in tutti i Paesi. Dopo aver perso la sovranità economica, ora rischiamo di farci imporre anche l'elica».
Le cose non stanno esattamente così (purtroppo, verrebbe anche da dire) ma è nell'articolo affidato a Vittorio Sgarbi che il quotidiano da il meglio di sé.
Dopo un cappello introduttivo in cui spiega che uno Stato può prendere anche decisioni laiche, lasciando la libertà ai cattolici di seguirle o meno («Se uno è cattolico praticante non divorzia», afferma), si inizia a parlare del perché le coppie gay dovrebbero essere trattate in un modo diverso: «La questione della famiglia e delle unioni è più spinosa. Infatti le ragioni che hanno mosso e muovono queste rivendicazioni non sono di natura etica, ma pratica. E riguardano l'assistenza, l'eredità, le pensioni. Da anni la libertà amorosa e la pubblica dichiarazione del proprio orientamento sessuale sono largamente riconosciute. Sono scomparse le figure della ragazza madre e del "finocchio" costretto nel suo ghetto. Dunque cosa pretendere ancora? E qui si apre la resistenza di un governo alle prese con il contenimento della spesa pubblica».
Ed ancora: «Morto un uomo il suo giovane compagno potrà, come una moglie, ottenere i benefici della pensione. Quello che valeva soltanto per marito e moglie, varrà per marito e marito e moglie e moglie, in un vertiginoso incremento della spesa pubblica. E, dal momento che ragioni materiali, non ragioni morali, hanno determinato la decisione del Parlamento europeo, Monti dovrà impedire la bancarotta dello Stato, limitando l’efficacia delle unioni di fatto alla sola sfera etica. Solo così si potrà salvare lo Stato da una certa dissoluzione. Economica, non morale».


L'Europarlamento dice «no» a definizioni restrittive di famiglia. Bocciato in aula l'emendamento del Ppe

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I governi dei 27 Paesi appartenenti all'Unione Europea non potranno dare «definizioni restrittive di famiglia» allo scopo di negare protezione alle coppie gay e ai loro figli. È quanto ha stabilito ieri l'Europarlamento in seguito alla posizione espressa nel rapporto sulla parità di diritti uomo-donna presentato dalla radicale olandese Sophie in’t Veld.
Il Partito Popolare Europeo ha cercato di stralciare il passaggio maggiormente a favore dei matrimoni gay (incluso nel nel paragrafo 7 del rapporto), ma il suo emendamento è stato bocciato in aula con 322 sì e 342 no. Quindi, loro malgrado, sono stati approvati anche i passaggi in cui si chiede alla Commissione Europea di elaborare proposte per il riconoscimento reciproco delle unioni omosessuali tra gli stati membri il cui ordinamento le preveda, nonché la richiesta al Consiglio europeo di "riaffermare il principio di uguale trattamento senza distinzione di religione o credo, disabilità, età o orientamento sessuale".


Danimarca: le coppie gay potranno sposarsi in chiesa

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In Danimarca le coppie gay potranno sposarsi anche in chiesa. È quanto stabilisce una nuova legge che entrerà in vigore il prossimo 15 giugno.
«È una mossa naturale e corretta per una Danimarca moderna», ha commentato il primo ministro Helle Thorning-Schmidt.
Ai singoli pastori luterani (religione alla quale appartiene l'80% della popolazione) verrà comunque data la possibilità di potersi rifiutare di celebrare matrimoni gay o lesbo, ma resterà comunque un loro obbligo quello di trovare un sostituto che lo faccia al loro posto.
I matrimoni civili tra persone dello stesso sesso sono consentiti in Danimarca sin dal 1989 e non prevedono alcuna differenza con quelli eterosessuali.


The Evolution of Man

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Modus vivendi è una locuzione latina che significa letteralmente "modo di vivere", ma è anche il nome di un marchio di abbigliamento fondato dallo stilista greco Christos Bibitsos. La sua linea è dedicata ad un pubblico giovanile ed include intimo, magliette, capi sportivi e costumi da bagno.
Per pubblicizzare la loro nuova collezione, la Modus Vivendi ha dato vita ad una campagna dal titolo "The Evolution of Man", una serie di scatti fotografici dai colori surreali che immortalano alcuni gruppi di modelli (rigorosamente atletici e spesso semi-svestiti) inseriti in contesti tematici ben precisi: c'è quello dedicato agli atleti, un altro dedicato ai marinai, uno agli scienziati e così via...
Pur senza riferimenti troppo espliciti, i loro corpi che si toccano o che si appoggiano delicatamente non mancano di dare anche un tocco di omoerotismo ad una campagna che sicuramente merita di essere guardata.

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Alfano contro le nozze gay. Pontifex lo plaude e rilancia

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Data la linea omofoba e spesso integralista del sito "cattolico" Pontifex, non so quanto possa far piacere ricevere il suo plauso. Fatto sta che le affermazioni di Angelino Alfano, il segretario del Pdl, hanno risvegliato l'interesse del suo direttore, Bruno Volpe. Sotto attacco -tanto per cambiare- i gay a cui Alfano promette battaglia per non consentire il riconoscimento delle coppie di fatto o di matrimoni fra persone dello stesso sesso.
E così mentre in Inghilterra il premier conservatore David Cameron ha ribadito il suo sì ai matrimoni gay e in tutto il resto d'Europa si registra un'apertura (anche da parte di alcune Chiese, come quella luterana), l'Italia conferma ancora una volta la sua posizione retrograda, in cui si preferisce fare propaganda sulla negazione dei diritti anziché sull'estensione di quelli esistenti.
Ma Pontifex non si ferma qui. Richiamando le parole di Monsignor Babini (il Vescovo di Grosseto che si era spinto fino a giustificare la violenza contro i gay), rivanga la sua tesi secondo cui l'omosessualità sarebbe un atto «contro natura» ed «evidentemente sconveniente».
E così, rafforzati nella loro omofobia dalle parole del segretario, rilanciano: «Chiediamo, tuttavia, ad Alfano di andare oltre, sia coerente. Le associazioni che oggi perorano i diritti dei gay (cosa ben diversa dagli omosessuali casti ai quali va tutta la solidarietà e la misericordia) sono oltre che inutili, persino dannose e forse contro legge, dato che insegnano ai minorenni nozioni sbagliate sulla vita di coppia e sulla sessualità, inoltre cercano in tutti i modi di fare censura e di sovvertire, probabilmente, principi costituzionali».


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La battaglia dei cuscini di Andrew Christian

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Cinque ragazzi in mutande che, al termine di una partita con una console di gioco, iniziano a divertirsi fra loro con una battaglia di cucini. È questa la trama scelta da Andrew Christian per il suo nuovo video promozionale della sua linea "White Party" (che, come suggerisce il nome stesso, è costituita esclusivamente da capi di biancheria intima in cui il bianco è il colore predominante).
Nello stile che contraddistingue lo stilista, il video ha una forte carica omoerotica e mostra i cinque modelli mentre giocano in un ambiente in tutto e per tutto linea con la collezione pubblicizzata: letto, coperte, cuscini, tendaggi e persino i controller della console sono rigorosamente bianchi.
Un po' come avviene per certi film di Hollywood, l'azienda ha deciso di realizzare due versioni del video: una di due minuti destinata alla distribuzione virale su Internet ed un'extended version (lunga circa 30 secondi in più) proposta in esclusiva sul loro sito.

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Stefano Scarpa vince Italia's Got Talent 3

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Si è conclusa ieri sera con la vittoria di Stefano Scarpa la terza edizione di Italia's Got Talent. Il 21enne operaio di Trani ha stupito ancora una volta il pubblico con le sue evoluzioni in cui, attaccato ad un'asta, ha letteralmente sfidato le leggi di gravità.
Il suo talento è risultato così evitante da essere dato per favorito sia degli altri concorrenti che dai tre giudici del programma. A sancirne la vittoria definitiva, però, è stato il pubblico da casa che lo ha premiato al televoto con il 40,28% delle preferenze. Al secondo posto si è classificato il cantante Eugenio Amato (con il 7,63% dei voti), seguito sul gradino più basso del podio dal mentalista Federico Soldati (7,28%).
L'edizione 2012 del programma, però, è stato caratterizzato anche da una forte presenza della bellezza maschile attraverso una serie di esibizioni incentrate anche sullo sfoggio del proprio corpo (alcune delle quali giunte sino in semifinale). Nel caso di Stefano Scarpa è indubbio che i meriti siano riconducibili unicamente alle sue grandi capacità ginniche, ma forse è possibile vederlo anche per un altro motivo come la degna conclusione dell'edizione: un grande talento racchiuso in un ragazzo dall'aspetto particolarmente piacevole, con tanto di occhi verdi ed un corpo muscoloso e modellato dall'esercizio fisico.
Se ancora non lo avete visto all'opera, non perdetevi il video della sua esibizione riproposto nella gallery di fine post.

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Baci gay nel nuovo video di Madonna

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Il 26 marzo prossimo uscirà nei negozi "MDNA", il nuovo album di Madonna. Proprio in vista di quella data, la cantante sta pubblicando alcune anticipazioni del suo nuovo lavoro.
Dopo il lyric video del brano "Girl Gone Wild", è ora arrivato anche un teaser del video vero e proprio. L'anticipazione dura solo trenta secondi, un tempo breve ma sufficiente per notare la presenza di tutti gli ingredienti che contraddistinguono lo stile dalla popstar: dalla sua ombra in catene alla presenza di tenerezze e baci fra uomini.
A scambiarseli sono due fra i modelli più apprezzati del momento: Sean O'Pry e Jon Kortajarena (che peraltro alcune voci indicano come il possibile nuovo boy-toy della cantante). Al video hanno partecipato anche Simon Nessman e Rob Evans, ma per scoprire il loro ruolo probabilmente bisognerà attendere l'uscita del la versione integrale.

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Sean O'Pry

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Sean Richard O'Pry nasce il 5 luglio 1989 a Kennesaw (Georgia, Stati Uniti). Spesso viene accreditato anche con i nomi di Sean Opry e Sean-O.
Il suo debutto da modello ha luogo nel 2007 per un caso quasi fortuito: viene infatti notato in una foto pubblicata sul suo profilo MySpace da Nolé Marin, il direttore dell'edizione statunitense della rivista Elle, che lo invita ad iniziare a lavorare per l'agenzia di moda VNY Model Management.
Il successo non si fa attendere e Sean viene richiesto da marchi importanti come Calvin Klein, Giorgio Armani, Dolce & Gabbana, Gianfranco Ferré, H&M, Marc Jacobs, Belstaff, Lacoste, Dsquared², American Eagle, Bottega Veneta, Fendi, Diesel e D2. A lui viene affidata anche l'apertura di alcune sfilate di Versace, Yves Saint Laurent, Givenchy e Salvatore Ferragamo, nonché la chiusura di quelle di Moschino, Trussardi e Zegna.
Nel 2007 la rivista GQ lo nomina "Uomo della stagione" e nel 2008 è l'ottavo modello di maggior successo per la rivista Forbes che, due anni più tardi, lo inserirà al al primo posto di quella stessa classifica.

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Jon Kortajarena

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Jon Kortajarena Redruello nasce il 19 maggio 1985 a Bilbao (Spagna). Nel 2004, dopo essere stato convinto da un amico a tentare di intraprendere quella carriera, debutta come modello di Emporio Armani e John Galliano nelle settimane della moda di Milano e Parigi. Nello stesso anno diventa anche il volto della campagna pubblicitaria della collezione primavera-estate di Roberto Cavalli.
Il suo nome inizia così a girare nell'ambiente e ben presto gli si presenta la possibilità di poter calcare prestigiose passerelle in rappresentanza di case d'alta moda del calibro di Bottega Veneta, Dolce & Gabbana, Salvatore Ferragamo, Giorgio Armani, John Galliano e Chanel.
Nel 2009 la rivista Forbes lo colloca all'ottavo posto nella classifica dei modelli maschili di maggior successo al mondo, mentre il sito Models.com l'ha inserito al quarto posto nella sua Top 50 dei migliori modelli internazionali maschili.
Sempre nel 2009 si registra anche il suo debutto cinematografico, con il ruolo di un omosessuale spagnolo da poco arrivato negli Stati Uniti d'America, nel film "A Single Man" di Tom Ford.

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