Archivio: aprile 2012

Oltre l'evidenza. Racconti di vita... gay

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Francesco Sansone è uno scrittore che abbiamo già conosciuto qualche tempo fa con il libro "Io: Nella gioia e nel dolore". Uscirà oggi nelle librerie la sua ultima fatica, dal titolo "Oltre l'evidenza. Racconti di vita... gay", edito da Tempesta Editore.
L'opera propone 13 storie raccolte dall'autore. Storie vere di gay di ogni età che raccontano le loro esperienze, le loro difficoltà, i loro drammi, le loro speranze e i loro sogni. Un modo attraverso il quale potersi confrontare con le esperienze di altri omosessuali e di poter affrontare le avversità della vita.
Il tutto immerso in un quadro non certo gratificante della nostra Italia, un Paese dove ancor oggi discriminazioni, violenze e ignoranza sono scuse addotte per sopraffare il diverso. Un'Italia che fa da sfondo a storie come quelle raccontate da Francesco, con un fratello maggiore che picchia selvaggiamente il minore e tenta di seppellirlo nelle fondamenta di un palazzo, di un padre che picchia suo figlio perché cammina in modo troppo poco virile, di un ragazzo che si sente in colpa per essere sé stesso e che decide di auto-punirsi conficcandosi più volte nel braccio una penna da scrivere.
Nonostante le premesse, non mancano storie dal lieto fine, in cui i protagonisti riescono a rinascere e conquistare una nuova consapevolezza di sé, attraverso la quale poter affrontare la propria vita a dispetto di un contesto sociale che spesso gli è stato avverso.


H&M contro l'Aids

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Per il quinto anno consecutivo il colosso svedese H&M ha rilasciato sul mercato la collezione "Fashion Against AIDS", una selezione di capi di abbigliamento il cui 25% dei proventi derivanti dalla vendita sarà devoluto ad organizzazioni che si occupano della lotta all'AIDS (per l'esattezza, a Designers Against AIDS, MTV Staying Alive Foundation, United Nations Population Fund e YouthAIDS).
La linea è anche pubblicizzata attraverso uno spot nel quale si vedono una serie di coppie che si scambiano effusioni, fra le quali non mancano all'appello anche alcune coppie gay e lesbo.
Legata alla collezione c'è anche un'area del loro sito, attraverso la quale poter inviare le foto dei propri baci: per ogni scatto inviato H&M devolverà alle associazioni citate un ulteriore dollaro.

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I gay più influenti del 2012 secondo Out Magzine

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Come ormai consuetudine, la rivista Out magazine ha redatto una lista di quelli che reputano i 65 gay dichiarati più influenti al mondo.
Sul gradino più alto del podio troviamo Tim Cook, l'uomo che ha preso in mano le redini della Apple dopo la scomparsa di Steve Jobs, a cui segue la presentatrice statunitense Ellen Degeneres (conduttrice del talk show "Hellen") e il magnate della finanza Peter Thiel (fra gli altri incarichi, anche CEO e co-fondatore di PayPal).
Le altre posizioni della top 10 sono occupate da Ryan Murphy (scrittore e regista), Rachel Maddow (conduttoire televisivo e commentatore politico), Anderson Cooper (giornalista televisivo), Rich Ross (presidente dei Walt Disney Studios), Barry Diller (presidente dello IAC), Shepard Smith (giornalista televisivo) e Andy Cohen (personaggio televisivo).


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Homecoming

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Ormai quasi in tutto il mondo occidentale stanno nascendo gruppi che chiedono l'abolizione di quella che viene ritenuta una discriminazione, ossia il riservare il matrimonio alle sole coppie eterosessuale.
In Inghilterra la Coalition for Equal Marriage ha lanciato una raccolta firme proprio per chiedere l'introduzione dei matrimoni fra persone dello stesso sesso nel Paese e, per promuoverla, ha realizzato un video che sta ricontando un notevole successo sul web.
Il contesto è quello dell'homecoming, ossia il momento del ritorno in patria di soldati che sono stati lontani da casa in una qualche missione. Ad attenderli ci sono mogli, figli ed anche fidanzati dello stesso sesso. Lo slogan finale ricorda che «tutti gli uomini possono essere eroi» e che «tutti gli uomini possono essere mariti», sottolineando come sia irrilevante il sesso del compagno o della compagna di fronte ad una storia d'amore.

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Arriva il pupazzetto di François Sagat

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François Sagat (classe 1979) è un attore francese noto sia per le sue performance in film gay per adulti, sia per il suo fisico e per il suo caratteristico tatuaggio a forma di scalpo sulla testa.
Già in passato il mondo del merchandising non si era lasciato sfuggire l'occasione di un nome noto e aveva realizzato alcuni "giochi" per adulti a sua immagine e somiglianza (qui e qui due esempi). Ma è proprio in questi giorni che gli esperti del marketing hanno superato sé stessi (a meno che non si tratti di una semplice bufala), dando alla vita qualcosa che probabilmente non ci si sarebbe mai aspettati: un suo pupazzetto sullo stile del vecchio Big Jim.
La principale differenza tra i due pupazzetti è che il vecchio Big Jim aveva delle mutande impossibili da sfilare, mentre nel caso di quello dedicato a François Sagat pare che anche quelle aree siano state fedelmente ricostruite. Per il resto le similitudini sono molte, compresa la disponibilità in varie edizioni in cui il pornodivo è immerso in personaggi e situazioni diverse, anche se probabilmente gli utenti finali a cui si è pensato nel realizzarla non sono sicuramente gli stessi.

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Washington: sei parroci si rifiutano di raccogliere firme contro i matrimoni gay

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A volte la rivoluzione può partire dal basso.
Negli Stati Uniti l'arcivescovo di Seattle ha lanciato una raccolta firme per promuovere un referendum attraverso il quale cercare di abrogare la recente legge che permette i matrimoni fra persone dello stesso sesso. I parroci di sei parrocchie cattoliche dello dello stato di Washington (tra cui anche la cattedrale) hanno però deciso di rispedire al mittente l'invito e di non pesarsi a raccogliere quelle firme.
La loro scelta è motivata da una critica a quella che ritengono un'eccessiva rigidità da parte delle gerarchie cattoliche nei confronti degli omosessuali e da quello che reputano il rischio di una politicizzazione della fede.
I sei parroci non solo stati lasciati soli nella loro battaglia: a dargli pieno appoggio sono stati gran parte dei loro parrocchiani, con tanto di applausi durante l'omelia all'annuncio della loro presa di posizione.


Carlo Giovanardi shock: «L'Olocausto dei gay non c'è mai stato»

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«L'Olocausto dei gay non c'è mai stato. C'è stata invece, questo si, una persecuzione dei gay. Ma per essere chiari di Olocausto ce ne stato uno solo, ed stato è quello del popolo ebreo, anche dal punto di vista legislativo, normativo; tutti elementi che hanno costituito l'unicità di questo terribile dramma storico. L'Olocausto ha interessato il popolo ebraico. Poi ci sono stati da parte del Nazismo tutta una serie di azioni che hanno riguardato gli handicappati, i malati mentali, gli zingari, le popolazioni dell'est considerate popolazioni inferiori, i cattolici e gli evangelici che si opponevano al regime e anche i gay. Però ricordo anche che il movimento nazista era largamente rappresentato dai gay, perchè c'erano gay nazisti ai vertici del partito. L'Olocausto riguarda solo gli ebrei. Non c'è stato nessun Olocausto dei gay, ma solo una persecuzione di situazioni gay».
È quanto ha affermato il senatore del Pdl, Carlo Giovanardi, ai microfoni di Klaus Davi. Un negazionismo che non manca di lasciare shockati di fronte a una volontà di spacciare per vera una realtà che non si basa su fatti storici.
L'Omocausto, infatti, c'è stato e furono tra 10mila e i 600mila gli omosessuali che vennero internati nei campi di concentramento nazista tra il 1933 e il 1945. E non perché ebrei, ma semplicemente perché gay.
Molti di loro morirono per fame, stenti, freddo o sotto tortura. Ora la loro memoria viene vergognosamente insultata da un Senatore della Repubblica Italiana, che per mera omofobia è pronto ad affermare che quegli uomini e quai fatti non siamo mai esistiti.
E se i vertici del suo partito tacciono davanti a simili affermazioni (al posto di allontanarlo come avverrebbe in un Paese civile) è tempo di dire «Basta!». Non è accettabile che un uomo del Senato insulti la memoria di migliaia di perseguitati solo per riuscire a guadagnarsi una citazione su una qualche pagina di giornale, nella speranza che la sua omofobia riesca a portargli voti.


I vincitori del 27° Torino GLBT Film Festival

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Si è conclusa la 27a edizione del Torino GLBT Film Festival "Da Sodoma a Hollywood", durante il quale sono stati presentati oltre 140 titoli.
Il Premio Ottavio Mai dedicato ai lungometraggi è stato assegnato al brasiliano del 2011 film "A novela das 8 (Prime Time Soap)" di Odilon Rocha. Nella motivazione ufficiale della giuria si legge l'apprezzamento «per aver trovato il giusto equilibrio nel raccontare la storia di un paese che vive il dramma della dittatura ma sogna con la televisione, per avercelo mostrato con uno stile che recupera le strategie estetiche di Fassbinder e Almodòvar, per averci suggerito che la vita non è una telenovela e che ciascuno ha il dovere di lottare per la propria libertà».
Nella categoria dei documentari, invece, il primo premio è stato assegnato a "Trans di Chris Arnold" (Usa 2012) «perché affronta un tema che sempre più affiora nella sua drammaticità, portandolo fuori dall'ombra e rappresentandolo con una efficace varietà di testimonianze, con un ritmo intenso e illuminato da una fotografia assai curata». La giuria ha anche riservato una menzione speciale a "Detlef" di Stefan Westerwelle e Jan Rothstein (Germania 2012).
Il premio per il miglior cortometraggio è stato assegnato a "The Lesson di Paul Metz" (Giappone 2011)., considerato «una piccola, grande lezione sul linguaggio universale dell'amore, e la dimostrazione di quanti miracoli sia ancora in grado di compiere. Ed è bello che ci venga ricordato che "Se ami qualcuno glielo devi dire, anche quando dai per scontato che lo sappia"». Anche in questo caso la giuria ha riservato una menzione speciale a "Down Here" di Diogo Costa Amarante (Portogallo 2011).
Oltre a quelli assegnati dalla giuria, la struttura del festival prevede l'assegnazione di premi anche da parte del pubblico. I partecipanti alla manifestazione hanno premiato "Parada" di Sđrjan Dragojević (Serbia, Slovenia, Croazia 2011) fra i lungometraggi, "Call Me Kuchu" di Malika Zouhali-Worral e Katherine Fairfax Wright (Usa 2012) fra i documentari e "Tsuyako" di Mitsuyo Miyazaki (Giappone 2011) fra i cortometraggi.
Infine il premio Queer Award, assegnato da una giuria di studenti dell'Istituto Europeo di Design di Torino, è stato assegnato a "Mosquita y Mari" di Aurora Guerrero (Usa 2011) con la seguente motivazione: «Per la sensibilità e l'intimità con cui la regista tratta un momento così delicato della vita di un'adolescente, il primo amore. Partendo dalla sua esperienza personale, riesce a raccontare una storia universale». Una menzione speciale è stata riservata anche a "Dicke Mädchen" di Axel Ranisch (Germania 2011).
La prossima edizione del festival si terrà dal 19 al 25 aprile 2013.


Justin Seitz

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Justin Seitz ha 32 anni, è originario di Cincinnati (Ohio, Stati Uniti) e lì ha passato gran parte della sua vita prima di trasferirsi ad Hollywood con il sogno di diventare un modello e un attore.
La sua decisione scaturisce dal fatto che nel corso della sua vita quasi tutti gli avevano chiesto se non fosse il caso di provare a diventare un modello dato che aveva il look adatto. E così ha fatto. A diciott'anni inizia a posare per vari servizi fotografici destinati a riviste di fitness e vent'anni decide anche di frequentare una scuola per modelli attraverso la quale imparare a valorizzare le proprie doti naturali.
Il successo ottenuto lo portano anche ad affiancare una carriera da personal trainer, fondando col tempo anche una sua compagnia.

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La Ue comunicherà l'orientamento sessuale dei passeggeri diretti negli Stati Uniti

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Con 409 voti favori, 226 contrari e 23 astensioni, il Parlamento Europeo ha autorizzato la cessione agli Stati Uniti di tutti i dati personali dei passeggeri che voleranno entro i loro confini nazionali.
Oltre a nome, indirizzo, telefono e numero di carta di credito, le autorità d'oltreoceano verranno informate anche dati ben più sensibili. Tra queste anche la scelta di menù (in particolar modo se legata a motivi religiosi), l'appartenenza etnica, il credo religioso, la salute psicofisica e -non ultimo- l'orientamento sessuale.
L'accordo dovrebbe entrare in vigore il prossimo 26 aprile, in occasione dell'incontro dei ministri della Giustizia e degli Interni, ed è motivata dalla necessità di ottenere dati utili alla prevenzione del terrorismo.
I dati raccolti potranno essere conservati da gli Stati Uniti per cinque anni, ai quali si aggiungeranno ulteriori dici anni all'interno di un archivio cosiddetto "inattivo" (ossia con un numero di persone limitato che vi potrenno accedere). I dati sensibili riguardanti l'orientamento sessuale e il credo religioso, invece, potranno essere conservati per un massimo di 30 giorni. In tutti i casi i limiti potranno avere proroghe in caso di indagini in corso.
Molti hanno già espresso dubbi al riguardo. Da un lato non è chiaro cosa c'entri l'orientamento sessuale con la prevenzione al terrorismo, e dall'altra viene da domandarsi se esista un qualche archivio europeo di quei dati dato che in caso contrario non sarebbe possibile comunicarli. Tempo fa in Italia si era ipotizzata una possibile schedatura dei gay, ma l'allora ministro degli Interni, Roberto Maroni, ne aveva negato l'esistenza.


Cody Cummings si ritira dalle scene

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Cody Cummings ha annunciato il suo ritiro dalla pornografia per intraprendere una carriera da terapista sessuale. È quanto ha accennato il performer, noto per il suo fisico mozzafiato e da qualche anno titolare di un proprio sito internet attraverso il quale distribuiva i video delle proprie performance.
Dietro il suo abbandono, però, non manca l'ombra di un'imposizione dettata dal mercato. Lui è uno dei cosiddetti gay-for-pay, ossia un eterosessuale dichiarato che fa sesso con altri uomini per convenienza economica e di mercato. Ma nel suo caso non è mai andato oltre allo scambio di un qualche bacio o al lasciarsi fare sesso orale. Una limitazione peraltro sottolineata dal non aver mai avuto problemi a realizzare scene con rapporti completi insieme a delle donne.
Un tempo forse ci si accontentava di più, ma con il moltiplicarsi delle proposte il pubblico dei siti a pagamento è diventato sempre più esigente. Persino chi subisce il fascino dei gay-for-pay oggigiorno ha a disposizione una serie di altri personaggi disposti a concedersi molto di più (non senza qualche dubbio che si professino tali ma che in realtà siano quantomeno bisex, dato che in caso contrario meriterebbero un oscar per la loro capacità di fingere piacere e attrazione). D'altra parte sembra abbastanza logico: che chi non prova attrazione per il partner difficilmente potrà dare il meglio si sé davanti alle telecamere.
A fargli probabilmente perdere ulteriori consensi, inoltre, è stata anche una sua promessa mancata. Da tempo Cody Cummings aveva promesso che nel corso del suo ultimo video si sarebbe concesso in un rapporto anale con un altro uomo: il suo ultimo video è uscito ma all'interno c'è solo una scena contenente una penetrazione visibilmente simulata (qui e qui due fotogrammi). Insomma, una bufala che non avrà mancato di lasciare scontenti i suoi fans.

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Luciana Littizzetto vince il premio "Dorian Gray"

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È Luciana Littizzetto ad essersi aggiudicata il premio "Dorian Gray" in occasione della 27a edizione del festival "Da Sodoma a Hollywood". Si tratta di un riconoscimento che vine assegnato di anno in anno ad una personalità del cinema che durante la propria vita ha dato un contributo speciale al mondo gay.
Nelle motivazioni ufficiali si legge che «Il premio Dorian Gray 2012 va a Luciana Littizzetto perché come attrice ha saputo con la sua ironia ribaltare i luoghi comuni sull'amore, sostenendo con impegno costante la causa dei diritti delle persone lgbt».
La cerimonia di premiazione si terrà stasera alle ore 20 presso la Multisala Cinema Massimo di Torino.


La Svezia introduce un pronome neutro contro le discriminazioni di genere

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La Svezia è sempre stata all'avanguardia nei diritti sociali e di genere. Da ormai qualche anno i loro negozi di abbigliamento hanno eliminato la distinzione fra i reparti "uomo" e "donna" e i loro giocattoli non hanno più un target maschile o femminile determinato: ognuno è libero di acquistare ciò che più gli pare senza che il prodotto in sé racchiuda una distinzione di sesso.
Data per assodata la rivoluzione culturale, gli svedesi hanno deciso di abbattere anche il muro linguistico, i cui pronomi sino ad oggi sottintendevano necessariamente una distinzione tra generi.
Nella versione online dell'Enciclopedia Nazionale è infatti comparso in questi giorni il termine "hen", un pronome personale neutro che può essere utilizzato al posto di lui ("han") e lei ("hon").
Il termine era già in uso in ambienti femministi e omosessuali e la sua introduzione nella lingua ufficiale venne proposta già nel 1994 dallo studioso Hans Karlgren.


Canada: un video porno gay interrompe il telegiornale

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È venerdì mattina. Ad Hamilton (Ontario in Canada) l'emittente televisiva CHCH stava trasmettendo come consuetudine il suo telegiornale. Ad un certo punto, intorno alle 9.30, sui televisori degli spettatori sono però iniziate ad andare in onda alcune scene di un film gay a luci rosse.
Solo dopo tre minuti la situazione è stata ripristinata ed è stato trasmesso un messaggio in cui il direttore news dell'emittente (nella foto) si è affrettato a chiedere scusa per l'incidente.
Va detto che quel canale è molto seguito e il suo segnale viene irradiato fino alla capitale, Ottawa: la risonanza di quella gaffe è stata tale da diventare nel corso della giornata uno degli argomenti più discussi in Canada su Twitter.
Contrariamente a quanto accaduto in casi simili, però, pare che il problema non sia dipeso dall'emittente televisiva ma da alcuni lavori di riparazione alle sue linee via cavo. La società locale che si stava occupando dei lavori avrebbe infatti inserito per errore la programmazione sbagliata dopo aver fissato le linee cavo tagliate durante le riparazioni.


La ribellione dell'underwear secondo ES

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I produttori di intimo maschile si danno battaglia attraverso campagne pubblicitarie spesso contraddistinte da immagini sexy e provocanti. Questa volta, però, l'azienda spagnola ES Collecion ha optato per un'operazione un po' più complessa: organizzare un tour in alcune discoteche gay per la promozione della sua collezione. Il tutto con tanto di trailer ufficiale dai toni fantascientifici.
Le immagini mostrano un ipotetico mondo in cui il nudismo è imposto per legge. Si vocifera, però, di un'isola dove gli abitanti indossano capi di intimo maschile: mentre le autorità ne negano l'esistenza, in giro per il mondo si moltiplicano i casi di ribellione di chi vuole sfoggiare i propri capi di intimo (gesto considerato immorale, punito con l'arresto e per il quale vengono aperti anche dei centri di recupero e di cura). L'isola però esiste e i suoi abitanti paiono anche piuttosto soddisfatti di abitarvi.
Insomma, un video dalla trama sicuramente ben più articolata e complessa rispetto a quanto siamo abituati a vedere in quote genere di spot, con tanto di denunce più o meno velate ad alcune situazioni che si verificano nella vita reale.

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Jake Andrews

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Giusto ieri abbiamo parlato del video di backstage del servizio fotografico di Jake Andrews per Andrew Christian. A quanti avessero ritenuto poco gentile l'aver pubblicato l'unico frame in cui era possibile vederlo completamente nudo, mi sento di rassicurarvi: a mostrare ben di più ci ha pensato lui stesso. Jake Andrews, infatti, oltre a lavorare come personal trainer e modello di intimo, è anche un attore pornografico gay.
Nato il 27 marzo 1992, attualmente vive a Seattle (nello stato Washington, Stati Uniti). Studia fisioterapia ed ha esordito nel mondo della cinematografia per adulti a diciott'anni, quando sotto lo pseudonimo di Ben ha preso parte al suo primo video per conto della Sean Cody. Successivamente ha lavorato con la JakeCruise, la CockSureMen e, recentemente, ha firmato un contratto di esclusiva con la Randy Blu (per la quale prende regolarmente parte anche ad alcuni live-show proposti sul loro sito).


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È venerdì. Concediti una pausa!

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Già di per sé la stagione (unita anche alla pioggia che ha colpito gran parte d'Italia in questi giorni) non stimola la voglia di fare, e se ci aggiungiamo che è venerdì e che molti di noi hanno alle spalle una lunga settimana di lavoro, il desiderio di concedersi qualche minuto di pausa viene da sé.
Se escludiamo una passeggiata (piove!) o un pomeriggio in piscina (il capoufficio potrebbe anche accorgersi della vostra assenza!), l'occasione può essere "The same color", il nuovo gioco online che va ad aggiungersi a quelli già disponibili su Gayburg.
Il funzionamento è semplice: sul piano di gioco troverete una serie di tessere colorate e basterà cliccare su quelle che confinano con almeno un'altra tessera dello stesso colore per farle scomparire. Lo scopo è quello di ripulire completamente il piano di gioco (che di livello in livello diverrà sempre più affollato e caratterizzato da un numero crescente di colori).
Una volta eliminate tutte le tessere adiacenti, è consentito lasciarne alcune disaccoppiate ma il loro numero numero non deve eccedere quello previsto dal bonus che avrete a disposizione in quel momento (il suo valore è indicato a destra, sotto al punteggio).

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La Corte di Budapest annulla il divieto del Gay Pride

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In Ungheria lo svolgimento dei Gay Pride non è mai stato semplice. In passato si sono verificati disordini legati all'intervento di gruppi neo-nazisti e anche dal punto di vista politico la comunità lgbt non gode di particolare benevolenza (proprio di questi giorni è stata avanzata una proposta di legge che prevede 8 anni di carcere per le effusioni in pubblico fra persone dello stesso sesso).
Intenzionati a bloccare lo svolgimento della manifestazione di quest'anno (prevista a Budapest il 7 luglio prossimo), le autorità si sono inventati una scusa abbastanza patetica: l'hanno vietata perché avrebbe creato intralcio al traffico.
La Corte cittadina, però, non è stata al gioco e con una sentenza ha annullato il divieto imposto dalla polizia. Secondo i giudici, infatti, il problema sollevato dagli oppositori può essere facilmente risolto, ad esempio deviando la circolazione sulle strade che ospitano le maratone o su percorsi in bicicletta.
La battaglia, però, non è ancora vinta. Alcuni esponenti politici, infatti, starebbero ipotizzando l'approvazione di una legge dell'ultimo minuto che riguardi la morale pubblica e una fantomatica attenzione alla salute mentale dei giovani. In tal modo potrebbero riuscire nel loro intento di impedire definitivamente lo svolgimento del Pride.


I social video di Andrew Christian

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In più occasioni ci siamo occupati dei video promozionali di Andrew Christian (l'ultimo in ordine cronologico risale proprio a pochi giorni fa), lo stilista 34enne noto per le sue linee di costumi da bagno e di intimo maschile.
Quella da lui adottata è una strategia di comunicazione che passa attraverso dei veri e propri cortometraggi dalle forti connotazioni erotiche ed omoerotiche unite ad una buona dose di ironia. I soggetti spaziano da bizzarre videoguide di cucina alle più classiche ambientazioni in lavanderie a gettoni o presso degli autolavaggi (con tanto di rivisitazione in chiave maschile di un sexy-lavaggio del parabrezza), con la presenza di modelli disinibitili e pronti a mettere in bella mostra i loro corpi e i loro capi di intimo (e non senza risvolti gay più o meno velati).
Una vera e propria produzione destinata al marcato virale (ossia alla diffusione mediante la condivisione dei video da parte degli utenti) che probabilmente riesce a beneficiare di tutti gli aspetti che qual canale di comunicazione è in grado di offrire (come, ad esempio, il fatto che la pubblicità non ci venga imposta da un'azienda ma ci venga presentata da un amico o il riuscire a far conoscere il proprio prodotto attraverso immagini verso le quali si nutre interesse ed curiosità). Insomma, chi si occupa di marketing potrebbe probabilmente disquisire per ore del fenomeno ma, dato che noi ci occupano di bellezza maschile, è solo su quel punto che ci concentreremo. Per farlo ricorreremo a quello che presumibilmente è stata la loro idea per portare i visitatori virali sul loro sito: l'esistenza di un'intera sezione dedicata alla versione non censurata di gran parte dei loro video.


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La giunta lombarda non censura le parole omofobe di Romano La Russa

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Si sa che i politici sono molto attenti a tutelarsi fra di loro. Se c'è chi è arrivato a dirsi certo che Ruby fosse considerata la nipote Mubarak pur di bloccare un'autorizzazione a procedere, c'è anche chi si è dimostrato pronto a sostenere l'insostenibile solo per risparmiare una semplice tirata d'orecchi ad un collega.
È quanto è avvenuto ieri in Lombardia.
La giunta regionale (che peraltro vanta il ben poco invidiabile record di 10 consiglieri indagati su 80) era stata chiamata a votare una mozione di censura proposta dall'opposizione nei confronti dell'assessore Romano La Russa (attualmente indagato per finanziamento illecito al Pdl) in merito alle sue dichiarazioni sull'omosessualità rilasciate nel corso di un'intervista a Radio 24.
In quell'occasione La Russa l'aveva definita una malattia, sostenendo addirittura l'esistenza di una possibile "cura". Parole folli che hanno sollevato molte polemiche e che hanno portato alla decisione di proporre una censura nei suoi confronti (che -va ricordato- in termini pratici non è altro che una semplice sgridata).
Durante la sua difesa, l'assessore ha sostenuto che «Questa è l'ennesima dimostrazione di come si può interpretare un discorso, estrapolando solo qualche parola e costruendo una verità secondo il proprio comodo. Sono state infatti riprese mie frasi stralciando quanto ho detto all'inizio della trasmissione [...] Non ho mai inteso considerare l’omosessualità come un morbo, certamente però ribadisco il parere che la coppia dovrebbe formarsi fra due persone in grado di procreare [...] L'Aula può censurare le mie parole, ma non il mio pensiero».
Ma l'aula non se l'è nemmeno sognato di censurarle, respingendo con 38 voti a favore la mozione. Un voto che ha anche pesanti conseguenze, dato che in tal modo ha indirettamente avallato quella tesi.
Il capogruppo Pdl, Paolo Valentini, ha giustificato la decisione sostenendo che «La Russa non ha detto che l'omosessualità è una malattia, ma che la discussione è aperta».
Bhe, chiunque abbia sentito la registrazione del suo intervento sa benissimo che cos'ha dichiarato l'assessore (al principio più pacato ma poi scatenatosi in tesi insostenibili) ed anche il concetto di "discussione aperta" non è molto chiara: l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha infatti chiuso il discorso nel 1991 (quando sancì in modo definitivo che l'omosessualità non è una malattia) e per riaprire la discussione forse servirebbero delle motivazioni un po' più valide che i propri pregiudizi personali.


A luglio arriva il primo Toscana Pride

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Il 7 luglio prossimo si terrà a Viareggio il primo Toscana Pride. L'evento è stato fortemente voluto dal Consorzio friendly Versilia, intenzionato a rilanciare il ruolo della Toscana nella battaglia per i diritti gay.
La manifestazione sarà infatti accompagnata da una serie di iniziative realizzate in collaborazione con le realtà culturali, sociali e imprenditoriali toscane per l'affermazione di una politica volta alla tutela e alla valorizzazione delle differenze. L'idea, infatti, è quello di coinvolgere l'intera popolazione, nell'ottica di una battaglia di libertà ed autodeterminazione che non coinvolge una singola minoranza, ma che riguarda il benessere di ogni singolo cittadino.
Ci si aspetta una partecipazione all'evento di almeno cinquantamila persone e si registrano anche le prime adesioni individuali (come quella di Fabio Canino, Alessandro Cecchi Paone, Anna Paola Concia, Franco Grillini, Giuseppina La Delfa, Sergio Lo Giudice, Vladimir Luxuria, Aurelio Mancuso, Paolo Patanè, Sergio Rovasio, Ivan Scalfarotto, Dolcenera ed Emiliano Zaino).


L'addio di Alessandro Del Piero alla Juve

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Nel suo nuovo libro, presentato in anteprima nel nuovo numero di Vanity Fair, Alessandro Del Piero parla del suo rimpianto per la decisione di Andrea Agnelli di non rinnovargli il contratto alla Juventus (in scadenza il 30 giugno prossimo). In maglia bianconera Alessandro ha giocato un totale di 700 partite ed ha segnato ben 288 gol. Dal canto suo si dice non ancora pronto ad abbandonare il campo e, nonostante il suo sogno di chiudere la carriera indossando quella maglia numero 10, per lui si prospetta un futuro all'estero, forse in Australia.
È facile immaginare che non tutti i tifosi avranno apprezzato la scelta dei vertici della squadra e a molti mancherà la sua presenza in campo (sia come sportivo che come uomo, caratterizzato da un atteggiamento sempre pacato e da una bellezza che lo ha portato ad essere considerato da molti uno dei calciatori più sexy del campionato).

Nato il 9 novembre 1974 a Conegliano Veneto (Treviso), Alessandro Del Piero ha iniziato a giocare a calcio da giovanissimo, dapprima presso la squadra del suo paese (il San Vendemiano) e poi nella categoria più alta con il Conegliano. La madre avrebbe voluto vederlo giocare in porta, dov'è più difficile farsi male, ma il fratello maggiore riuscì a convincerla che il suo ruolo ideale era quello dell'attaccante.
A sedici anni si trasferisce al Padova, squadra nella quale riesce a mettere in luce il proprio talento al punto che in soli quattro anni passa dalla Primavera ai massimi livelli: Del Piero viene così ceduto alla Juventus e ben presto si ritroverà a fare da sostituto a Roberto Baggio. In forza alla nazionale Under 21 di Cesare Maldini, contribuisce ai successi nel Campionato europeo del 1994 e del 1996.
Nel 2001 diventa il capitano della Juve, squadra di cui detiene il primato assoluto di gol e di presenze, e i suoi successi lo portano a diventare anche il terzo miglior marcatore italiano di sempre, preceduto solo da Silvio Piola (364 gol) e da Giuseppe Meazza (338).
Nel 2004 è stato incluso nella FIFA 100, un elenco dei 125 migliori calciatori viventi. In Nazionale ha totalizzato 91 presenze e 27 reti, partecipando a tre Mondiali e quattro Europei.

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"Amici" passerà su Sky?

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Maria De Filippi è spesso considerata una delle conduttrice maggiormente di punta di Mediaset. Solo quest'anno la si è potuta vedere in trasmissioni come "Italia's got talent", "C'è posta per te", "Uomini e donne" ed "Amici".
Ed è proprio quest'ultimo programma, in onda ormai dal 2001, ad essere finito nel centro del mirino a causa dei suoi bassi ascolti dell'edizione in corso (è stato addirittura battuto dallo speciale su Mino Reitano trasmesso su RaiUno), motivo per cui è stato ipotizzato un suo ridimensionamento in vista dei tagli ai costi annunciati dal vicepresidente Piersilvio Berlusconi. In parole povere, nella la prossima edizione il talent-show potrebbe diventare un comune programma privi di tutto quei meccanismi che oggi gli ruotano attorno (dalla scuola ai tour e agli spettacoli teatrali).
Il contratto che lega la conduttrice a Mediaset scadrà a giugno e secondo alcune voci la De Filippi potrebbe star già trattando con Murdoch per portare "Amici" su SkyUno (la rete sulla quale è già approdato anche "X Factor").
L'ipotesi, però, sembra più facile a dirsi che a farsi: da un lato ci cono le altre trasmissioni in onda su Canale 5 e, ammesso e non concesso che riesca ad ottenere un contratto non in esclusiva, c'è un tema legato ai diritti dato che il format appartiene alla società Fascino (al 50% di proprietà della De Filippi e al 50% in mano a Mediaset). Conseguentemente se la trasmissione passasse su Sky, quest'ultima dovrebbe trovare un accordo con Berlusconi per poterla mandare in onda.


Licenziato per un "Mi piace" su una pagina gay

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Si chiama TwoDads ed è una pagina Facebook i cui intenti sono ben spiegati dal loro slogan semplice e incisivo: "Due papà sono meglio che niente".
Peter TerVeer, ai tempi analista presso il Library of Congress, ha apprezzato quel messaggio e e ha cliccato sul tasto "Mi piace" della pagina. Un gesto semplice e che ormai fa parte della quotidianità di molti, ma in pochi avrebbero potuto immaginare potesse avere delle conseguenze simili.
Il suo datore di lavoro deve aver visto nello stream del dipendente quell'apprezzamento all'idea di due genitori gay ed ha deciso di punirlo con recensioni negative sui suoi incarichi e minacce di finire all'infermo in quanto gay. Il tutto anche attraverso una serie di mail nelle quali il datore avrebbe attaccato l'uomo con offese, discriminazioni e manacce, il tutto argomentato da motivi pseuso-religiosi.
Il contratto di lavoro del dipendente, ormai esasperato dalla situazione, si è concluso il 1° di aprile dopo che l'uomo non si era presentato in ufficio per 37 giorni conseguivi in base ai suggerimenti del suo terapeuta. Ora si è rivolto ad un avvocato per chiedere giustizia, anche se leggi contro le discriminazioni sessuali in vigore negli Stati Uniti sono poche ed inefficiaci, motivo per cui si teme che il tutto si possa concludere senza alcuna conseguenza di rilievo per il suo persecutore.


L'arcivescovo di New York nega il suo aiuto ai senzatetto gay

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Negli Stati uniti circa il 40% degli adolescenti senzatetto è gay, spesso abbandonati dalle loro famiglie incapaci di accettarli sulla base di presunti motivi religiosi. È per questo motivo che Carl Siciliano ha fondato l'Ali Forney Center di New York, un'organizzazione senza fini di lucro che offre servizi di emergenza proprio ai senzatetto della comunità lgbt.
Qualche settimana fa Siciliano aveva inviato una lettera all'arcivescovo di New York, Timothy Dolan, nella quale chiedeva un aiuto economico per i propri ospiti nel nome «degli insegnamenti sull'amore lasciati da Cristo». Una richiesta che forniva anche un'ottima occasione per la Chiesa di prendere posizione e di spiegare a fatti che l'abbandono dei figli è un gesto innaturale ed insensato (indipendentemente dalla posizione che si può avere riguardo all'omosessualità).
Eppure il rifiuto del prelato non si è fatta attendere: nella sua lettera Dolan ha sostenuto che lui e la Chiesa sono sempre dalla parte dei figli di Dio, ma che ogni riferimento agli insegnamenti della chiesa era a suo parere fuori luogo. Insomma, esistono senzatetto meritevoli di aiuto e senzatetto indegni della stessa attenzione semplicemente perché gay.
Il rifiuto di Dolan ha ricevuto il pieno appoggio da parte di Roma e dalla gran parte dei vescovi locali, ma anche all'interno della Chiesa c'è chi non ha per nulla apprezzato il gesto. È il caso di Joseph Amodeo, il rappresentante del comitato esecutivo della Caritas diocesana di New York, che in segno di protesta ha presentato le proprie dimissioni.
«Ne ho abbastanza del cardinale Timothy Dolan e del suo atteggiamento chiuso sui gay -ha dichiarato Amodeo- Ogni domenica in chiesa ci viene insegnato ad amare il nostro prossimo, ma quando poi si tratta davvero di amare l'altro, non ne siamo capaci. Il cardinale non è riuscito a rispondere a una richiesta di assistenza pastorale, non è riuscito a rispondere alla domanda: "Che cosa possiamo fare insieme come chiesa e come popolo per i giovani che sono senza casa?" e tutto ciò è intollerabile».

Via Queerblog


Barack Obama non firma la legge contro le discriminazioni dei gay sul lavoro

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Barack Obama, il presidente degli Stati Uniti, è sempre apparso vicino alla comunità lgbt. Si è battuto contro il divieto ai matrimoni fra persone dello stesso sesso, ha proclamato giugno come mese dell'orgoglio gay ed è stato uno dei promotori dell'abolizione del «Don't ask, don't tell».
È per questo motivo che ha stupito molto la sua decisione di non firmare un ordine esecutivo che avrebbe vietato le discriminazioni dei gay sul posto di lavoro presso le aziende pubbliche e le società che operano per il governo.
Joe Solmonese, il presidente dell'Human Rights Campaign, ha espresso tutto il suo disappunto: «Siamo molto delusi della decisione che ha preso l'amministrazione Obama e continueremo a insistere per sostenere la riforma. [...] La triste verità è che i lavoratori possono essere licenziati soltanto perché sono gay».
A rendere ancor più incomprensibile la decisione è alche il fatto che Obama, nuovamente in corsa per la Casa Bianca, ha già annunciato la sua intenzione di attuare un provvedimento a favore della comunità lgbt che sarà annunciato prima delle elezioni di novembre. A questo punto, però, ci si domanda il perché abbia voluto creare così tanto malcontento fra la comunità lgbt (peraltro su un tema che sarebbe potuto anche sembrare scontato), se poi intende puntare proprio su quella comunità par avere i consensi necessari ad un un suo secondo mandato.


Ungheria: proposti otto anni di carcere per i gay che vivono alla luce del sole

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Dopo San Pietroburgo, anche l'Ungheria potrebbe scegliere la via della repressione per imporre a gay e lesbiche di vivere nell'ombra.
L'assurda proposta arriva da Adam Mirkoczki, parlamentare del partito ultra nazionalista Jobbik, che ha confezionato una proposta di legge che prevede fino ad otto anni di carcere per qualsiasi manifestazione pubblica di affetto tra persone dello stesso sesso (dallo scambio di un bacio al semplice tenersi per mano), la chiusura dei locali gay, il divieto di manifestazioni pubbliche (come il Gay Pride) e l'obbligo per i mezzi di comunicazione di parlare dell'omosessualità esclusivamente in chiave negativa.
Come spesso accade in questi casi, i promotori hanno cercato di nascondersi dietro alla scusa che l'intento è solo quello di eliminare l'omosessualità dai possibili modelli cui le giovani generazioni si possano ispirare. Inutile dirsi che l'omosessualità non è una scelta e quindi quella tesi non si regge in piedi ma appare un semplice pretesto dietro a cui gli omofobi potranno cercare di nascondere le loro vere ed insostenibili motivazioni.
Il partito Jobbik ha ottenuto il 17% dei voti nelle parlamentari del 2010, poco dietro l'opposizione socialista. Fra i suoi proclami c'è il sogno della "Grande Ungheria" e si additano gay, rom e stranieri in generale come la causa del ritardo nel risorgere come grande nazione.


San Pietroburgo: arrestato il leader degli attivisti gay

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Il 34enne Nikolaj Alekseev è un avvocato, un giornalista e il leader degli attivisti russi per i diritti gay. La sua è una presenza ritenuta "scomoda" da potere (a lui è riconducibile l'organizzazione del Moscow Pride o la vittoria riportata nel 2010 quando portò la Russia di fronte alla Corte Europea per i Diritti Umani per il trattamento riservato alla comunità lgbt), tant'è che in più occasioni si arrivò anche a tentare di farlo tacere attraverso l'arresto.
La situazione della comunità lgbt russa non è certo migliorata col tempo e l'approvazione di una legge anti-gay a San Pietroburgo ha permesso alle autorità di far scattare con maggior facilità le manette ai polsi di numerosi personaggi gay, fra i quali anche Nikolaj Alekseev. Il suo ennesimo arresto è stato effettuato mentre il giovane si trovava davanti al palazzo comunale di San Pietroburgo per protestare proprio contro quell'assurda legge.
Solo pochi giorni fa Alekseev si era visto respingere da un tribunale moscovita anche il suo ricorso contro la decisione di vietare lo svolgimento del gay prode a Mosca.
Insomma, qualora ce ne fosse stato bisogno, ora sembra sempre più evidente di come quella legge sembri confezionata ad hoc per far tacere gli oppositori piuttosto che per le fantomatiche teorie a tutela dei minorenni espresse al momento della sua formulazione.


Picchiato perché gay va in ospedale e un infermiere gli consiglia di curarsi e di diventare etero

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La storia di Claudio T., un ragazzo 28enne di Reggio Calabria, ha dell'incredibile. Dapprima è stato aggredito e picchiato nel centro cittadino da un branco di ragazzi e poi, giunto in ospedale per le prime cure (la prognosi è stata di 30 giorni), si è sentito consigliare da un infermiere di seguire una cura ormonale o di rivolgersi ad uno psicologo per diventare eterosessuale. Insomma, due tipi di omofobia e di violenza molto diversa nella forma, ma entrambi inaccettabili nella sostanza.
È lui stesso a raccontare a Repubblica la sua storia: «Mi trovavo in centro, in via del Torrione, davanti ad un locale, in compagnia dei miei amici. Stavamo chiacchierando, intorno all'una e trenta. A un certo punto sono venuti a provocarci quattro o cinque ragazzi. Reggio Calabria è piccola, ci conosciamo tutti, e loro sapevano il mio nome. Ci sfottevano e insultavano, ma inizialmente abbiamo cercato di ignorarli, facendo finta di niente. Dopo un po', però, mi sono stancato, ho risposto ad uno di loro, chiedendogli cosa volesse. Lui si è risentito, e mi ha detto di piantarla, perché altrimenti sarebbe finita male».


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Cent'anni fa la tragedia del Titanic

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Oggi ricorre il centenario dalla tragedia del Titanic, la nave che il 15 aprile 1912 affondò in mezzo all'oceano Atlantico in seguito all'impatto con un iceberg. La sua storia, riportata in auge anche dal celebre film di James Cameron, ha affascinato e incuriosito intere generazioni.
La portata del progetto era enorme: l'RMS Titanic era destinata ad essere la nave passeggeri più grande e prestigioso del mondo. La sua costruzione, effettuata per conto della White Star Line, iniziò nel 1909 presso il cantiere navale Harland e Wolf. La sua lunghezza era di oltre 880 metri, il peso di più di 46.000 tonnellate ed era equipaggiata per accogliere 3.547 passeggeri. La maestosità era accompagnata anche dal lusso degli interni dedicati ai ricchi ospiti di prima classe.
Le condizioni per i passeggeri di seconda classe risultavano già più comuni, mentre quelli di terza venivano imbarcati praticamente con l'unico obiettivo di portarli dall'altro capo dell'Atlantico.
Il 10 aprile 1912 il Titanic lasciò il porto di Southampton (Inghilterra) per il suo viaggio inaugurale. A bordo vi erano 2.228 persone dirette alla volta di New York. Il britannico Edward John Smith era a capo della nave.
Durante la notte del 14 aprile 1912,a soli quattro giorni dalla partenza, la nave urtò un iceberg che procurò uno squarcio allo scafo e, conseguentemente, il lento allagamento della nave. Il capitano chiese aiuto lanciando il primo SOS della storia (il cui significato era "Save Our Souls", ossia "Salvate le nostre anime"), ma non vi erano imbarcazioni sufficientemente vicine per poter intervenire in tempi utili.
Ci vollero circa tre ore prima che la neve affondasse completamente. La dotazione di solo 16 scialuppe di salvataggio (in grado di ospitare circa 1.178 passeggeri), alcuni errori organizzativi e il tentativo di dare priorità ala prima classe durante l'evacuazione furono tra le maggiori cause dell'alto numero di vittime. I sopravvissuti furono circa 700 (alcune delle scialuppe erano state sottoutilizzate), mentre gli altri passeggeri morirono nelle acque gelide.

Immagini: [1] [2] [3] [4] [5] [6]


Spagna: lo spot gay-friendly di Burger King

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Burger King ha lanciato sul mercato spagnolo due prodotti dal gusto italiano: Steakhouse Siciliana e Tendergrill Toscana. Per la loro promozione è stato realizzato uno spot, all'interno del quale alcuni personaggi tipicamente italiani si materializzano alle spalle di alcuni addetti alla preparazione dei panini, incapaci di resistere al loro fascino.
Un'addetta si intrattiene con un gondoliere, un'altra con una maschera di carnevale e un terzo con la Gioconda. Anche il quarto ragazzo vede materializzarsi i suoi sogni, ma anziché una qualche fanciulla è un aitante gladiatore ad apparire e ad abbracciarlo sensualmente.
Questa non è la prima volta che Burger King decide di inserire una figura gay in una sua campagna pubblicitaria: solo qualche tempo fa aveva realizzato un altro spot in cui una commessa e un commesso non riuscivano a resistere al fascino di David Beckham. In quel caso si poteva forse pensare che l'intento fosse quello di compiacere il loro testimonial (così affascinante che nessuno può resistergli), ma il loro continuare su questa strada lascia presupporre che dietro ci sia un progetto ben più delineato.

Clicca qui per guardare lo spot.


Un ruolo gay per Bruno Cabrerizo

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Dall'11 al 29 aprile al Teatro dei Satiri di Roma andrà in scena la commedia "Gli uomini preferiscono le tonte", un viaggio nei meandri della psicologia femminile attraverso una serie di situazioni comiche.
Fra gli interpreti, al fianco di Barbara Foria, Beatrice Fazi e Giulia Ricciardi, ci sarà anche il sex symbol Bruno Cabrerizo (l'ex calciatore brasiliano, noto in Italia per essere stato uno dei D'Uso boy, un concorrente di "Ballando con le stelle" e uno degli interpreti dell'ultimo film di Jerry Calà) che nell'occasione vestirà i panni di un personaggio gay chiamato Lollo.
Come purtroppo spesso accade in questi casi, alcuni giornalisti si sono affrettati a chiedergli quanto sia stato difficile per lui impersonificare un gay, ma Bruno ha freddato il loro entusiasmo con un lapidario «Non particolarmente», spiegando poi che non c'è alcuna complicazione aggiuntiva rispetto ad qualsiasi altro ruolo.
«È stato difficile tanto quanto interpretare gli altri tre ruoli -ha dichiarato- Ho dovuto prepararmi attentamente per non esasperare eccessivamente il personaggio perchè il confine tra il comico e l'eccesso è davvero minimo. È stato molto bravo il regista nel darmi le giuste direttive. Per quanto riguarda i miei amici invece, non amo catalogarli in gay e etero, italiani e stranieri, belli e brutti... potrei continuare all'infinito, ma è solo un modo per far capire che non classifico i gay in un modo particolare. Sono amici punto e basta».


Ecco la campagna pubblicitaria del Bologna Pride

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È l'orgoglio la parola chiave che traspare dai manifesti realizzati per promuovere il Pride nazionale che si terrà a Bologna il 9 giugno prossimo.
I riferimenti contenuti nelle immagini riguardano tre importanti avvenimenti storici che hanno contribuito in modo importante al raggiungimento dell'odierna libertà per alcuni gruppi di persone: c'è la foto di Rosa Parks che nel 1955 si rifiutò di cedere il suo posto a sedere sull'autobus ad un bianco, ci sono le donne scese in piazza nel 1977 per reclamare il diritto alla libertà e c'è il Cassero di Bologna, divenuto nel 1982 la prima sede nazionale di un'organizzazione lgbt.
Tutti riferimenti a fatti storici che sottolineano come l'azione sia uno degli strumenti per la conquista dei propri diritti e di come il movimento lgbt non sia il solo ad aver incontrato ostacoli e resistenze sul proprio cammino.
Ogni manifesto riporta lo slogan ("Tutto comincia con l'orgoglio") ed il logo dell'evento, mentre i toni tendono al rosa in ricordo del colore utilizzato nei campi nazisti per contrassegnare i gay.

Immagini: [1] [2] [3]


Il Policlinico di Milano non vuole il sangue dei gay (eccetto quelli casti)

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Il Policlinico di Milano è stato investto da una serie di polemiche dopo aver imposto il divieto di donazione da parte di ragazzi gay. Dal canto suo la struttura ospedaliera continua a sostenere la decisione ed il direttore del Centro Trasfusionale e di Immunoematologia, Maurizio Marconi, ha spiegato la propria posizione: «L'esclusione di alcuni cittadini dalla donazione non dipende dall'orientamento sessuale. In Italia ci siamo adeguati a norme che in altri Paesi sono legge: non si tratta di una discriminazione, perchè donare il sangue non è un diritto ma un dovere civile, un'opportunità perseguibile in base a un'idoneità stabilita da criteri fondati sulle evidenze scientifiche. Un maschio eterosessuale che subisca una violenza da parte di un altro maschio verrebbe comunque escluso permanentemente dalla donazione, e viceversa un maschio omosessuale che non avesse mai avuto rapporti sessuali verrebbe ammesso alla donazione di sangue».
Insomma, dalle sue parole pare che il problema siano proprio i rapporti sessuali fra persone dello stesso sesso (con tanto di esclusione a vita dalla donazione in seguito anche ad un unico rapporto omosessuale, indipendentemente dalle modalità e dalle conseguenze), ma a questo punto non è chiaro il suo far riferimento a delle "evidenze scientifiche".
Il considerare i gay maggiormente a rischio di Aids è una teoria ormai sorpassata, introdotta nel 1991 quando la patologia era ancora poco conosciuta e si ignoravano le sue modalità di trasmissione. Con l'avanzare della ricerca, il 26 gennaio 2001 Umberto Veronesi (allora Ministro della Sanità) dichiarò che non esistono gruppi più colpiti di altri e che la possibilità di contagio sono da imputare esclusivamente ai comportamenti sessuali. Proprio per quel motivo definì con un decreto legge che i criteri di donazione dovessero essere legati alle abitudini sessuali dei donatori (come l'assenza di rapporti occasionali o l'uso del preservativo) e non al loro orientamento sessuale.
La difficoltà che si incontra nel coniugare la prima e la seconda parte del discorso di Maurizio Marconi (ossia il nesso tra le "evidenze scientifiche" e i rapporti omosessuali che -come spiegato- non possono essere considerati tali a priori) è il motivo che lascia presupporre che le polemiche difficilmente si placheranno, così come rimane poco chiaro anche il perché una struttura sanitaria possa operare con regole che paiono in contrasto con quanto stabilito dalle leggi nazionali.


Francia: Imam benedice l'unione di una coppia gay

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Ludovic Zahed Mohamed (in foto a destra) è un francese di origini algerine che vive in Francia insieme al compagno sudafricano Qiyam al-Din Qiyam (a sinistra). Sposati legalmente in Sudafrica (dove i matrimoni gay sono legali) i due non hanno potuto ufficializzare la loro unione anche in Francia, ove le leggi attualmente non consentono le nozze fra persone dello stesso sesso.
Ludovic, però, è un mussulmano praticante e ha chiesto ed ottenuto la benedizione della loro unione da parte dell'Imam. Il loro matrimonio religioso si è svolto presso moschea di Sevran, in Francia, in conformità con quanto previsto dalla sharia (la legge islamica) e con un rito identico a quello utilizzato per le coppie eterosessuali. La funzione è stata celebrata da Jamal, un Imam originario delle isole Mauritius, che ha provveduto ad inserire nella cerimonia anche alcune preghiere cristiane ed ebraiche in onore degli amici ebrei e cattolici degli sposi.
Ludovic Mohamed Zahed ha recentemente pubblicato un libro dal titolo "Le Coran et la chair" ("Il Corano e la carne") nel quale tenta di riconciliare l'Islam con l'omosessualità ed ha fondato un'associazione per la difesa dei diritti degli omosessuali musulmani (HM2F, Omosessuali musulmani di Francia).


Dalla Croazia arriva lo "scaldapene"

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Nella regione croata di Mrkpalj era un tempo consuetudine che le mogli dei pastori cucissero dei cappucci in pura lana destinati a scaldare i loro mariti nelle loro parti intime. Ai tempi, infatti, gli uomini erano spesso costretti a doversi allontanare per lunghi periodi durante il rigido inverno e le loro mogli temevano che il freddo potesse renderli infertili, motivo per cui prevenivano il rischio facendo ricorso ad un indumento economico da poter facilmente confezionare in casa.
Con il tempo quell'usanza è stata dimenticata, ma a rispolverarla e a portarla nuovamente in auge ci ha pensato Radmila Kus, una sarta croata di 55 anni. Grazie alle nuove tecnologie, la donna è riuscita a promuovere le sue creazioni a livello globale ed è riuscita a far conoscere quella curiosa tradizione anche al di fuori confini nazionali.
I suoi capi sono realizzati a mano, hanno un costo di circa 8 euro ed hanno forme e colori che spaziano dal classico fino a forme ben più curiose e divertenti. Il successo ottenuto è stato tale da portarla all'assunzione di due nuove apprendiste che potessero aiutarla a confezionare le sue creazioni.

Immagini: [1] [2] [3] [4]


Zac Efron paparazzato nudo

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Zac Efron, l'attore il cui nome è diventato celebre grazie ad High School Musical, si trova ora in Australia per promuovere il suo nuovo film dal titolo "Ho cercato il tuo nome". Si sa, però, che la privacy dei personaggi celebri è costantemente minacciata e che i paparazzi non perdono occasione per cercare di catturare con i loro obiettivi quanti più attimi possibili delle loro vite. Una camera d'albergo con un balcone in bella vista e un parapetto trasparente devo quindi essere apparsi come una vera e propria manna per i vari fotografi che lo hanno immortalato praticamente in ogni circostanza: mentre ritira i suoi abiti, mentre prepara la colazione, mentre telefona e persino mentre si infila una mano nei pantaloni per darsi una grattatina.
A far notizia, però, è stato uno scatto in particolare, realizzato mentre Zac si è inavvertitamente avvicinato un po' troppo alla finestra mentre era completamente nudo: tant'è bastato perché un paparazzo riuscisse a scattargli una foto nel quale si intravede abbastanza chiaramente il suo lato b.

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Secondo uno studio scientifico, i peggiori omofobi sono spesso gay repressi repressi

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È una tesi già sostenuta da molti, ma che ora potrà avvalersi di basi scientifiche: le persone più omofobe sono in realtà spesso degli omosessuali repressi.
A sostenerlo è uno studio da tre università inglesi ed americane (quella di Essex, di New York e della California) pubblicata sul Journal of Personality and Social Psychology.
I ricercatori hanno condotto negli Stati Uniti e in Germania quattro esperimenti che hanno visto il coinvolgimento di 160 studenti ciascuno, durante i quali sono state misurate le differenze fra le dichiarazioni verbali sulle varie tipologie di sessualità ed il modo in cui si reagiva all'osservazione di immagini e parole legate ad omosessualità ed eterosessualità. In una fase successiva gli scienziati hanno poi analizzato la vita personale e l'educazione familiare di ogni soggetto, osservando anche le loro reazioni di fronte ad immagini di coppie gay ed eterosessuali.
Dall'analisi dei risultati è emerso che vi sarebbe un collegamento tra un'educazione sessuale repressiva e l'insorgenza di pregiudizi nei confronti degli omosessuali, così come alcuni gay che non sono riusciti a riconciliarsi con la loro propria sessualità potrebbero sentire il bisogno di reagire contro le persone omosessuali perché capaci di riportare in superficie i loro desideri repressi.


Dopo la morte di Zamudio, il Cile approva la legge anti-omofobia

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In certe cose il mondo è paese e capita un po' ovunque che ci siano politici che preferiscono dar retta ai loro pregiudizi che pensare al bene comune. Eppure esistono atti di incredibile efferatezza che creano un tale senso di indignazione nell'opinione pubblica da obbligare le istituzioni a prendere provvedimenti necessari per la sicurezza personale di tutti, anche quando preferirebbero non farlo.
Ed è così che in Cile c'è voluta la morte di Daniel Zamudio (il ragazzo 24enne picchiato a morte perché gay) per far sì che il Parlamento cileno approvasse in gran parte una legge contro le discriminazioni (comprese quelle basate sull'orientamento sessuale) che giaceva nei loro cassetti da più si sette anni.
L'iter non è comunque stato dei più semplici: la chiesa cattolica ha continuato ad opporsi strenuamente alla sua approvazione e molti politici di destra ne hanno preso le distanze. Alla fine, però, la Camera ha confermato la versione già votata in Senato, con l'unica eccezione di alcuni articoli procedurali che verranno valutati da un'apposita commessone.


Andreas Derleth è Mr Gay World 2012

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Si chiama Andreas Derleth, ha 32 anni ed è il nuovo Mr Gay World. Giunto in finale in rappresentanza dalla Nuova Zelanda, Andreas ha dovuto contendersi il titolo con gli altri 21 finalisti a Johannesburg, in Sudafrica.
È da segnalare che per la prima volta hanno partecipato al concorso anche alcuni esponenti dell'Africa nera, anche se il maggior numero di concorrenti è comunque rimasto principalmente europeo e nordamericano, con pochi asiatici e nessuna presenza dalle aree a prevalenza mussulmana.
Ben più gravi, inoltre, alcuni fatti di cronaca che hanno segnato l'edizione 2012: Taurai Zhanje (il concorrente dello Zimbabwe) si è dovuto ritirare in seguito ad alcune minacce ricevute dal suo governo che gli avrebbe lasciato lasciato intendere che sua madre avrebbe perso il posto di lavoro se lui avesse continuato a partecipare. Inoltre l'etiope Robel Hailu, ora residente in Sudafrica per motivi di studio, è stato diseredato dalla sua famiglia dopo che quest'ultima ha appreso via radio la notizia della partecipazione.
Nel suo discorso di insediamento Andreas ha scelto di parlare di coming-out: «Io sono cresciuto in un paesino cattolico, dove essere gay era impensabile. Ero pietrificato quando ho capito di esserlo. Mi ci è voluto molto tempo per dirlo a qualcuno, perché pensavo che tutti mi avrebbero abbandonato. Se siete nella mia stessa situazione, non fate lo stesso errore e non abbiate paura del vicinato. Io incontrai una squadra pazzesca al Rainbow Youth e sono stati per me un grande punto di appoggio: ho potuto incontrare altri giovani ragazzi gay. [...] Fare coming-out può non essere facile, ma non dimenticate mai che i veri amici saranno sempre con voi, indipendentemente dal vostro amore per una donna o per un uomo. Credetemi. La vita è stupenda!»
Al secondo posto si è classificato il sudafricano Weyer Lancecon e sul terzo gradino del podio il francese Rémy Fréjaville.

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Gli dei dell'arena debuttano stasera su Cielo

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"Spartacus-Gli dei dell'arena" è una miniserie di sei puntate andata in onda negli Stati Uniti fra gennaio e febbraio del 2011. In Italia è stata trasmessa da Sky nell'agosto del 2011 e stasera debutterà in prima visione free su Cielo.
Si tratta del prequel di "Spartacus Sangue e rabbia", realizzato con lo scopo di far slittare la produzione della seconda serie nella speranza che le condizioni di salute di Andy Whitfield (l'attore che ha interpretato Spartacus) potessero migliorare (anche se purtroppo così non è stato).
L'ambientazione è quella della casa di Batiato prima dell'arrivo di Spartacus e le vicende seguono le gesta di Gannicus, il primo gladiatore diventato campione a Capua. Non mancheranno, inoltre, anche relazioni e baci gay [1].
Così come già avvenuto per la prima serie, è presumibile che Cielo propenderà per la messa in onda della versione censurata e, come già fatto a gennaio, ecco qualche anticipazioni delle scene di nudo maschile che probabilmente non verranno trasmesse in tv.


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I ragazzi di Andrew Christian si scatenano al ritmo di "F*ck U Betta"

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Si sa che Andrew Christian non è solito lesinare nel mettere in bella mostra dei corpi maschili all'interno dei video per la promozione dei suoi capi di intimo.
E così, in occasione dell'uscita della collezione primaverile, ha realizzato un nuovo filmato in cui una folta schiera di ragazzi ballano scatenati in un magazzino al ritmo di "F*ck U Betta" (brano interpretato da Neon Hitch, a cui è  rivolto un tributo esplicito al termine del video). Il tutto, come da suo stile, farcito da movimenti sexy, toccatine nelle parti basse e ben poca preoccupazione verso eventuali sballottolii di quanto contenuto negli slip.
Come consuetudine trovate il video completo ed alcune immagini tratte dal filmato nella gallery di fine post.

Immagini: [1] [2] [3] [4] [5] [6] [7] - Video: [1]


Buona Pasqua

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Anche quest'anno e arrivata Pasqua ed il momento dei consueti auguri.
Le stime dicono che la crisi ha portato ad una riduzione delle spese: a scegliere il ristorante per il pranzo pasquale saranno 4 milioni di persone (con un costo medio di 40 euro a testa) in leggero calo rispetto al 2011, mentre pare aumenteranno del 3 per cento le presenze nei più economici agriturismi. L'agnello sarà presente in una tavola su tre, spesso accompagnato da uova consumate in ricette tradizionali o in prodotti artigianali.
Ovunque sarete e qualunque cosa mangerete, permettetemi di farvi i miei personali auguri per una Pasqua serena da passare (e questo la crisi non può certo togliercelo) con le persone a voi più care.

Se poi volete soddisfare qualche curiosità, in archivio trovate post dedicati alle origini dell'uovo di cioccolato, al motivo della data variabile di anno in anno e ad un'edizione pasquale del quizzone.


Jason Biggs nudo in "American Reunion"

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"American Pie" è un film commedia del 1999 diretto dai fratelli Weitz. Dopo il successo ottenuto al botteghino, ne sono stati realizzati due seguiti diretti ("American Pie 2" nel 2001 e "American Pie-Il matrimonio" nel 2003) e quattro spin-off destinati al mercato home video ("American Pie-Band Camp" nel 2005, "American Pie-Nudi alla meta" nel 2006, "American Pie Presents: Beta House" nel 2007 e "American Pie Presents: Book of Love" nel 2008).
Il 4 maggio prossimo uscirà nelle sale cinematografiche italiane "American Pie: Ancora insieme" (American Reunion), un film scritto e diretto da Jon Hurwitz che riunirà ancora una volta il cast originale dei primi tre episodi.
Fra loro c'è anche l'attore Jason Biggs (nel ruolo di Jim Levenstein) che all'interno del film è protagonista di una scena di nudo integrale frontale.
Non è dato di saperne il contesto, ma dalle prime immagini che stanno iniziando a circolare su Internet proprio in queste ore si può supporre che il suo personaggio sia stato colto di sorpresa mentre si trovava nudo davanti al bancone della cucina e che abbia deciso di coprire in fretta e furia le sue nudità con un coperchio e una padella. Tolta quest'ultima, si scopre che il coperchio è uno di quelli completamente trasparenti, attraverso il quale si può vedere praticamente tutto (con tanto di primo piano).
Un'altro paio di immagini, presumibilmente tratte sempre da quella sequenza, ci mostrano anche il suo "lato B" e i suoi glutei sodi.

Immagini: [1] [2] [3] [4] [5] [6]


"Good As You" debutta al cinema

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Esce oggi nelle sale cinematografiche italiane "Good As You", una commedia gay diretta da Mariano Lamberti ed interpretata da Enrico Silvestrin, Daniela Virgilio, Lucia Mascino, Luca Dorigo, Lorenzo Balducci, Elisa Di Eusanio, Diego Longobardi e Micol Azzurro.
Il titolo (un acronimo della parola "gay") riprende lo slogan utilizzato negli anni '60 durante le marce di protesta del movimento omosessuale e che significava letteralmente "buoni come voi" ad incacare la necessità di garantire parità di diritti e doveri indipendentemente dall'orientamento sessuale di una persona.
Il film narra la vicende dei suoi otto protagonisti (quattro donne e quattro uomini) le cui storie finiscono irrimediabilmente per intrecciarsi fra loro. Tutti e otto sono in un certo qual modo omosessuali: alcuni dichiarati e convinti, altri indecisi, altri ancora preferisce sia uomini che donne.
La vera peculiarià, però, è che la cinematografia italiana è sempre stata solita presentarci l'omosessualità come una condizione di svantaggio esistenziale, fatta di problemi di rivelarsi o di essere accettati da società e famiglia. Questa volta, invece, i protagonisti saranno presentati in una fase della loro vita in cui tutti questi problemi sono già stati felicemente risolti e nella quale si sentono liberi di vivere tranquillamente la propria vita.

Clicca qui per guardare il trailer del film.


Vincent Piazza nudo in "Boardwalk Empire"

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Vincent Piazza è l'attore che interpreta il gangster Lucky Luciano in "Boardwalk Empire, L'impero del crimine". La serie, ideata da Terence Winter (già sceneggiatore de "I Soprano") e prodotta per il canale via cavo HBO, è ambientata ad Atlantic City durante il proibizionismoe. Le sue vicende ruotano attorno alle figure di Enoch Thompson (mezzo boss mafioso e mezzo politico corrotto, intenzionato a vendere illegalmente i liquori) e di Jimmy Darmody (suo ex-protetto appena ritornato dalla Grande Guerra e legato ad un poco più che ventenne Al Capone). Lucky Luciano, infine, è un criminale italo-americano giunto in città per assassinare il giovane James Darmody, ma che ben presto si ritroverà ad avere una relazione proprio con la madre di quest'ultimo.
Ed è proprio al termine di una scena di sesso con la donna che possiamo vedere il nudo integrale dell'attore: gli sceneggiatori, infatti, hanno pensato bene di far squillare provvidenzialmente il telefono, al quale Lucky va a rispondere senza preoccuparsi di stare a rivestirsi.

Immagini: [1] [2] [3] [4]


Channing Tatum e la sua lap dance per Elton John

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Non tutte le biorgrafie lo riportano, ma quanto l'attore e ballerino Channing Tatum era poco più che maggiorenne si esibiva come spogliarellista in un night club della Florida (così come dimostra anche un vecchio filmato di una sua performance sul palco) sotto lo pseudonimo di Chan Crawford. E chissà che non sia stato il ricordo di quei tempi a spingerlo a dedicare ad Elton John una sensuale lap dance.
I fatti risalgono allo scorso 3 aprile, quando i due si sono esibiti in coppia presso il Carnegie Hall di New York in occasione del Revlon Concert for the Rainforest, un evento di beneficenza per la raccolta di fondi destinati alla salvaguardia della foresta Amazzonica.
Channing si stava occupando della coreografia mentre Elton John cantava il classico di Marilyn Monroe "Diamonds Are A Girl's Best Friend". Ad un cero punto gli si è avvicinato e, dopo avergli porto una collana di diamanti, ha iniziato praticamente a ballargli addosso (con tanto di eloquenti espressioni di apprezzamento da parte del baronetto inglese).
Per quanti avrebbero voluto assistere al momento c'è comunque una piccola consolazione: per vederlo nuovamente in azione in atteggiamenti così sensuali non dovremo attendere molto: Channing Tatum, infatti, vestirà i panni di uno spogliarellista in "Magic Mike", il suo prossimo film.

Immagini: [1] [2] [3] [4] [5]


Il bacio della luna, il cartone animato francese che spiega l'omosessualità ai bambini

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Felix e Leon sono i pesciolini protagonisti di un filmato educativo francese rivolto ai bambini dell'ultimo anno delle elementari. Sono entrambi maschietti e sono pazzamente innamorati l'uno dell'altro.
Il primo è un pesce-gatto ed l'unico essere vivente che una vecchia gatta vede dalla torre in cui si è rinchiusa in attesa del suo principe azzurro (prigioniera nel suo castello come metafora della prigionia nei propri pregiudizi) e che faticherà ad accettare la situazione quando Felix farà la conoscenza di Leon, un pesce-luna. Col tempo, però, i due riusciranno a convincerla che tutti gli amori hanno eguale dignità.
Immediate sono giunte le proteste di associazioni e gruppi che si battono contro il riconoscimento pubblico dell'omosessualità. Il settimanale di destra "Le Quattro Verità" ha lanciato una petizione, mentre il Collettivo per l'Infanzia (un'associazione particolarmente contraria all'omogenitorialità) ha affermato che il film è «eterofobico» e che «bambini così piccoli non possono ancora parlare di problemi così adulti».
Dal canto suo il realizzatore, Sébastien Watel, ha replicato che il film è stato già diffuso a molte scuole e che la cosa «più interessante è che i bambini non si concentrano sul concetto di sessualità. Parlano di amore, di libertà e sono contenti che i piccoli pesci possano scegliere [...] Sono gli adulti che riducono molto spesso l'omosessualità alla relazione sessuale».

Clicca qui per guardare alcune scene sottotitolate in italiano.


Il 63% degli elettori Pdl reputano insufficienti i diritti civili per gay e lesbiche

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Il programma internet "KlausCondicio" è noto come il salotto che ha ospitato le esternazioni omofobiche di politici come Carlo Giovanardi, Giancarlo Lehner, Domenico Scilipoti e Gianluca Buonanno. Eppure è proprio  un loro recente sondaggio sui diritti civili degli omosessuali (commissionato alla società Euromedia Research e rivolto ai soli elettori del Pdl) che giunge un risultato molto interessante e che scredita indirettamente molte di quelle prese di posizione.
Il 13% degli intervistati, infatti, si è dichiarata disponibile a votare un partito che se ne facesse carico come parte fondamentale del suo programma, mentre il 63% afferma che in Italia non ve n'è il dovuto riconoscimento dei diritti civili per gay e lesbiche.
Insomma, una fotografia che sottolinea come il parere degli elettori del Pdl pare non coincidere con quello di chi li rappresenta (con buona pace di chi dice che i diritti vanno negati perché la gente non capirebbe o perché sono i suoi elettori a chiederglielo) e che forse la società italiana è più aperta e disponibile di quanto spesso non si creda.


Il perché della data variabile di Pasqua

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Tra poco sarà Pasqua, una festività cristiana che ha la curiosa peculiarità di essere festeggiata in giorni diversi di anno in anno. Il motivo sta nel fatto che è legata al calendario lunare e non a quello solare.
I motivi di questa scelta vanno ricercati agli albori del cristianesimo. A quel tempo la Risurrezione veniva celebrata ogni domenica ma, quando si decise di festeggiarla solo una volta all'anno, le varie correnti religiose non riuscirono a trovare un accordo su una data comune.
Quella della corrente cattolica (ossia quella celebrata in Italia) venne stabilita nel 325 dal Concilio di Nicea che prepose per la domenica successiva alla prima luna piena dopo l'equinozio di primavera (di conseguenza sempre compresa nel periodo dal 22 marzo al 25 aprile).
Gli ebrei, però, stabilirono regole di calcolo leggermente diversi (fra cui la cadenza non necessariamente di domenica) mentre gli ortodossi preferirono basarsi sul calendario giuliano anziché su quello gregoriano. Nel mondo, dunque, non sempre si festeggia la pasqua nel medesimo giorno. Ad esempio quest'anno la Pasqua ortodossa è stata celebrata il 2 aprile scorso, mentre quella ebraica cadrà il 7 aprile ad un giorno di distanza da quella cattolica e protestante (l'8 aprile).
Inoltre, se inizialmente ci si basava sull'osservazione diretta della luna, la possibilità di errore (come nel caso di lunghi periodo con il cielo coperto) e l'impossibilità di prevederla con debito anticipo portarono alla decisione di far ricorso ad un calcolo matematico. Intorno al 532, il monaco Dionigi il Piccolo teorizzò una formula basata sull'epatta, ossia un numero compreso da 1 a 30 che indica il numero di giorni trascorsi dall'ultima Luna nuova al 1° gennaio, in base al quale prevedere il giorno di Pasqua. La regola rimase valida per il calendario giuliano, mentre nel 1582 fu papa Gregorio XIII stesso ad apportarne alcune modifiche in concomitanza con il rilascio del calendario gregoriano.

Vi ricordo che se desiderate soddisfare altre curiosità sulla Pasqua, nell'archivio trovate un post dedicato alle origini dell'uovo di cioccolato e un'edizione del quizzone interamente incentrata sulla ricorrenza.