Archivio: giugno 2012

Giornata di Pride

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La gionata odierna sarà caratterizzata dallo svolgimento di ben tre Pride: a Bassano, Cagliari e Napoli.
Nel capoluogo campano l'appuntamento è fissato per le 16.30 in piazza Cavour, da dove partirà in corteo che raggiungerà il lungomare. Lo slogan scelto è "Amare, volare, sposare", con un chiaro messaggio di sperava verso il futuro e verso la possibile legalizzazione delle nozze gay. Alla manifestazione sono attesi Vladimir Luxuria, Maria Grazia Cucinotta, Ornella Muti, Francesco Facchinetti, Leo Gullotta, Laura Chiatti e Fabio Canino. La giornata si concluderà poi con il party finale presso il Criminal Candy.
A Cagliari, invece, si svolgerà il primo Pride mai realizzato in Sardegna. L'appuntamento è per le 16.30 a Marina Piccola, da dove partiranno i carri che seguiranno il corteo fino al vecchio ospedale marino (con arrivo previsto intorno alle 21). Tra gli ospiti previsti ci sarà anche il sindaco, Massimo Zedda, che recentemente ha guidato il consiglio comunale nell'approvazione del  registro delle unioni di fatto.
Anche a Bassano, infine, si svolgerà il primo Pride del territorio, già finito alla ribalta delle cronache per alcune vergognose polemiche riguardo al previsto passaggio del corteo sul Ponte degli Alpini (tappa poi soppressa per motivi logistici dagli stessi organizzatori). La partenza avrà luogo dal piazzale della stazione ferroviaria l'evento si concluderà al Piazzotto Montevecchio.


Bassano: il Pride non attraverserà il Ponte degli alpini

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Il Gay Pride di Bassano del Grappa non attraverserà più il Ponte degli Alpini ed il percorso del corteo rimarrà limitato alla sola riva sinistra del fiume.
Nei giorni scorsi era stata l'europarlamentare leghista Mara Bizzotto a lanciare i primi anatemi contro l'eventuale passaggio di gay sulla struttura: «Che la sfilata dell'orgoglio gay passi anche sul Ponte degli Alpini, un luogo sacro per tutti gli alpini e l'intero territorio che rappresenta il simbolo della nostra città in tutto il mondo, lo considero ancora più grave e inaccettabile. Bassano merita molto di più e di meglio che vedere un gay pride sfilare per le strade cittadine».
Una posizione offensiva e discriminatoria, a cui presto di è aggiunta anche quella del presidente dell'Associazione Nazionale Alpini Monte Grappa, Giuseppe Rugolo, che ha affermato: «Dispiace molto che venga manipolato un simbolo sacro per gli alpini, per la città e per l'intero territorio. Trovo una forzatura che venga sfruttato il ponte, quindi anche il nome delle penne nere, per rivendicare qualcosa di privato».
Insomma, da una parte la Lega si arroga il diritto di decidere chi possa passare o meno dal ponte, dall'altra si sostiene che la rivendicazioni dei propri diritti sia un fatto privato e da entrambi le parti che i gay dovrebbero starsene ben lontano dai luoghi simbolo della città (non so, volete che si vada a manifestare in cantina così non disturbiamo?, ndr). Per non parlare dell'assunto secondo il quale l'orgoglio gay sia vergognoso ed offensivo, con buona pace anche per gli alpini gay che sicuramente esistono e sono esistiti.


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L'Università Cattolica di Milano non discrimina i gay? Il Giornale grida allo scandalo

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Nell'articolo 1 del nuovo Codice Etico dell'Università Cattolica di Milano -che dovrà necessariamente essere sottoscritta da docenti e studenti dell'ateneo- si legge: «Tutti i membri dell'Università Cattolica hanno il diritto ad essere trattati come soggetti portatori di diritti e di valori, con spirito di comprensione ed eguale rispetto e considerazione, e a non essere ingiustamente discriminati, direttamente o indirettamente, in ragione di uno o più fattori, inclusi la religione, il genere. l'orientamento sessuale, la coscienza e le convinzioni personali, l'aspetto fisico e il colore della pelle, la lingia, le origine etniche o sociali, la cittadinanza, le condizioni personali e di salute, la gravidanza, le scelte familiari, l'età».
Un articolo semplice, basato su diritti fondamentali e che pare quasi impossibile non condividere. Eppure questa volta Il Giornale ha superato sé stesso ed è riuscito a dirsi scandalizzato da quel testo.
In un articolo apparso sul quotidiano della famiglia Berlusconi, infatti, quelle parole vengono così riassunte: «All'articolo 1 del Codice Etico si assume il principio di non discriminazione, nel quale si fa rientrare il genere e l'orientamento sessuale, che notoriamente è un modo per tacciare di omofobia chiunque metta in discussione la cultura gay».


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Dalla Lega parole inaccettabili contro il Bassano Pride

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«Che Bassano diventi per un pomeriggio la capitale dell'omosessualità la trovo una cosa del tutto fuori luogo. Che la sfilata dell'orgoglio gay passi anche sul Ponte degli Alpini, un luogo sacro per tutti gli alpini e l'intero territorio che rappresenta il simbolo della nostra città in tutto il mondo, lo considero ancora più grave ed inaccettabile».
Sono queste le parole (in questo caso, davvero gravi ed inaccettabili) pronunciate dall'europarlamentare leghista Mara Bizzotto in merito al Bassano Pride (il primo Gay Pride del Vicentino) che si svolgerà sabato proprio a Bassano del Grappa.
Il corteo percorrerà le vie del centro, toccando anche il Ponte degli alpini, al grido di «Be free. Liberatevi»: un invito ad affermare i propri diritti e a superare i pregiudizi, l'omofobia e la discriminazione. Tre sentimenti negativi di cui troviamo riscontro palese nelle parole della leghista, la quale si ritrova così a rappresentare degnamente i motivi per cui è necessario affermare la propria dignità ed i propri diritti davanti ad offese e discriminazioni inutili.
Non paga, la parlamentare europea è andata anche oltre nelle sue dichiarazioni: «È sconcertante che da parte dell'amministrazione comunale ci sia stato, in un primo momento, un silenzio complice su questa iniziativa e, in un secondo momento, addirittura un aperto consenso alla manifestazione come dimostrano le dichiarazione del sindaco Cimatti e del suo assessore, nonché segretario regionale del Pd, Rosanna Filippin. Se il sindaco e l'assessore sono contenti di ospitare un gay pride, i bassanesi assolutamente no: Bassano merita molto di più e di meglio che vedere un gay pride sfilare per le strade cittadine».
Ma per parlare a nome della cittadinanza intera, avrà forse citofonato a tutti gli abitanti della città per chiedere il loro parere? E, soprattutto, la signora Bizzotto è a conoscenza del fatto che l'unica cosa veramente sconcertante di tutta la vicenda si è accorta che l'unica cosa davvero sconcertante è la sua visione ristretta ed in palese contrasto con la carica che ricopre (la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea, infatti, vieta esplicitamente ogni forma di discriminazione basata sull'orientamento sessuale)?
Casomai sono gli italiani a meritare molto di più e di meglio che vedere cariche istituzionali affidate a persone simili. Perché non può certo stare in piedi l'equazione «minori diritti, uguali doveri» e non è tollerabile che sia proprio la classe dirigente a fomentare un clima di odio e di violenza, spesso rovinando la vita a milioni di persone solo per guadagnare qualche voto ed aggiudicarsi un cadreghino sul quale sedersi.
Puntuale è arrivato anche il commento ufficiale di Arcigay, nel quale si legge: «Che la Lega rappresentasse l'olocausto dell'intelligenza lo sapevamo, ma a tutto c'è un limite. L'ha ampiamente superato quest'oggi Mara Bizzotto, parlamentare europea della Lega Nord, commentando l'importante manifestazione del Bassano Pride».


Oggi è il 43° anniversario dei moti di Stonewall

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Alla fine degli anni Sessanta lo Stonewall Inn era uno dei pochi locali gay di New York, collocato in Christopher Street nel Greenwich Village. Quasi fosse una consuetudine, anche la sera del 28 giugno 1969, poco dopo 1:20 di notte, la polizia irruppe nel bar. Ufficialmente gli agenti si trovavano lì per dei controlli sulle bevande alcoliche, ma quello appariva più che altro un pretesto. Sotto arresto sarebbero dovuti finire anche chi era privo di documenti di identità, chi indossava vestiti del sesso opposto e i dipendenti del bar.
Anziché accettare passivamente la situazione, quella sera la clientela del locale reagì.
Non si sa bene come iniziò il tutto: secondo un resoconto, Sylvia Rivera (un'attivista transessuale) scagliò una bottiglia contro un agente dopo essere stata pungolata con un manganello. Un'altra versione dichiara che una lesbica, trascinata verso un'auto di pattuglia, oppose resistenza, incoraggiando così la folla a reagire. Fatto sta che i presenti iniziarono a sopraffare la polizia e gli agenti si ritrovarono a doversi rifugiare all'interno del locale, assediati dai dimostranti. La notizia si diffuse velocemente nel corso della notte e in molti accorsero per assistere alla scena o per unirsi alla rivolta. Bottiglie e pietre vennero lanciate dai dimostranti che scandivano lo slogan «Gay Power!».
I vertici della polizia inviarono sul posto la Tactical Patrol Force, una squadra anti-sommossa originariamente addestrata per contrastare i dimostranti contro la Guerra del Vietnam, ma anche loro non riuscirono a disperdere la folla ed il loro cammino venne bloccato da una fila di drag queen che li prendeva in giro cantando.
Alla fine della nottata la situazione si calmò, ma la folla ricomparve la notte successiva. Erano iniziati i moti di Stonewall e la scintilla del movimento di liberazione gay moderno era stata accesa.

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Milionario si spoglia allo stadio per distrarre Diamanti

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L'immagine di apertura si riferisce al rigore decisivo di Alessandro Diamanti durante la partita Italia-Inghilterra degli Europei. Notate nulla di strano?
Se tutto vi pare normale, in questa foto troverete un aiuto per scorgere tra il pubblico un tifoso che pensato bene di abbassarsi i pantaloni e di mostrasi così come mamma l'ha fatto.
Il Sun si è messo sulle sua tracce ed ha scoperto l'identità del misterioso supporter britannico: si tratta di Tim O'Leary (foto), un milionario 35enne conosciuto per essere particolarmente eccentrico.
Intervistato dal quotidiano inglese, ha dichiarato: «Prima dei rigori mi sono detto: farei di tutto per vincere questa partita e così ho raggiunto il settore dietro la porta in cui si stavano tirando i rigori. Ho fatto la mia parte per aiutare l'Inghilterra. Purtroppo non è bastato. Seguo sempre la nazionale? Se posso sì. Sono già stato in Germania per i Mondiali del 2006, in Sud Africa per quelli del 2010 e in Portogallo per Euro 2004».


Intervista a SuperSoaker

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Si chiama Michael, è nato il 4 dicembre 1983 a Taylor (Wisconsin, Stati Uniti) ed attualmente vive a Minneapolis. Su Internet, però, è maggiormente conosciuto sotto lo pseudonimo di SuperSoaker (un nick ispirato al nome della marca di una potente pistola ad acqua) ed è seguito in tutto il mondo da migliaia di fan. Il motivo della sua popolarità sono i video amatoriali che ha pubblicato negli ultimi sei anni su alcuni siti come XTube. Video che lui definisce arte ed auto-espressione sessuale, paragonando le caratteristiche specifiche di ogni performance ad un dj che remixa la musica in base al sentimento del momento.
Steward di una compagnia aerea nel corso delle sue prima apparizioni, Michael ha attraversato negli ultimi anni un periodo difficile dopo che gli è stato diagnosticato il virus dell'HIV. La sua reazione alla notizia lo ha portato a perdere il suo impiego e ad avvicinarsi pericolosamente ad un baratro. Poi, grazie ad un'attività di introspezione, è riuscito a riprendere in mano le redini della propria vita, a trovarsi un nuovo lavoro e a rimettersi in salute.

Perché hai deciso di iniziare a pubblicare quei video?
Ho iniziato a pubblicare i miei video on-line dopo averne realizzato uno in webcam per un ragazzo che mi riteneva carino. Non ne avevo idea, ma tutto ad un tratto ha diffuso quel filmato su Internet!

Secondo te, nonostante la presenza di numerosi altri video amatoriali, perché hai avuto così tanta attenzione da parte del pubblico?
Ho ricevuto più attenzioni di quante me ne aspettassi. Agli inizi avevo ricevuto una mail di un amico che mi diceva che i miei video risultavano fra quelli in evidenza sul sito DudeTubeOnline. Non ci potevo credere! Io avevo semplicemente realizzato un paio di video per un ragazzo che mi piaceva... non avevo idea che li stesse pubblicando tutti si Internet!


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Clemente Gasparri: «Ammettere di essere gay non è pertinente allo status di Carabiniere»

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«Ammettere di essere gay, magari facendolo su un social network, come un graduato della Guardia di Finanza, non è pertinente allo status di Carabiniere. L'Arma è come un treno in corsa, i passeggeri sono vincolati, prima di scendere, alla responsabilità di lasciare pulito il posto occupato. Gli ufficiali del Ruolo Speciale che fanno il ricorso, i giovani ufficiali dell'applicativo che fanno istanze per avvicinarsi alla famiglia, gli omosessuali che ostentano la loro condizione, sono in sintesi tutti passeggeri sciagurati dell'antico treno, potenzialmente responsabili della sporcizia o del deragliamento».
Queste le inammissibili affermazioni che Clemente Gasparri (fratello di Maurizio Gasparri, capogruppo del Pdl al Senato) avrebbe pronunciato in qualità di vice comandante dell'Arma in occasione di una lezione sulla pedopornografia presso Scuola Ufficiali dei Carabinieri di Roma. A denunciare il tutto è un articolo pubblicato su Il Fatto Quotidiano, nel quale si riporta anche un altro inammissibile commento del generale ha riservato ai sette carabinieri suicidatisi negli ultimi due mesi: «Chi si è dato la morte lo ha fatto senza motivo, senza dare o lasciare spiegazioni. Come si può affidare a queste persone "psicolabili" la sicurezza delle nostre comunità nazionali?».
Il Cocer, l'istituto interno alle Forze Armate italiane, ha regito a quelle affermazioni diffondendo un comunicato nel quale «Si dissocia totalmente dalle affermazioni del vice comandante dell'Arma» ed «esprime il proprio sostegno agli appartenenti alla categoria del ruolo speciale ingiustamente attaccati, ai quali, il suddetto ufficiale non ha risparmiato frasi piene di livoroso disprezzo solo perché legittimamente impegnati a rivendicare i propri diritti. Questo organismo auspica fortemente che questa vergognosa vicenda venga debitamente valutata come merita presso le competenti sedi istituzionali, affinché costituisca monito, per l'avvenire per chi intende vilipendere le istituzioni e la memoria di chi non può più autonomamente difendersi».


Francesca Vecchioni racconta la sua famiglia

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Francesca Vecchioni, primogenita del cantautore Roberto Vecchioni, ha deciso di fare coming out in un'intervista pubblicata sul numero in edicola di "Oggi".
«Voglio rendere pubblica la mia storia per dimostrare che la famiglia nasce da un'unione sentimentale onesta e profonda che prescinde dal sesso dei suoi componenti», racconta. «Mi sembra superfluo sottolineare che l'omosessualità non è una malattia, né un devianza. Io e la mia compagna Alessandra ci amiamo, abbiamo due figlie e vorremmo che fossero tutelate attraverso l'affermazione dei nostri diritti».
Vecchioni racconta anche di essere andata con la compagna in Olanda, un Paese «dove nessuno si è meravigliato per la nostra unione» e dove «la donazione è considerata un servizio sociale. Chi dona il seme lo fa gratuitamente e non può restare nell'anonimato. Se le nostre figlie vorranno, al compimento del sedicesimo anno potranno conoscere il loro padre biologico».
Rispondendo ad una delle obiezioni più comuni, ossia riguardo alla necessità da parte di un bambino di avere una figura paterna ed una materna, afferma: «Tutte le recenti ricerche dimostrano che la capacità genitoriale prescinde dal sesso. Non per niente le più avanzate democrazie occidentali, come il Canada, la Gran Bretagna, la Germania e il Belgio hanno da tempo leggi che tutelano genitori e figli nella situazione mia e di Alessandra».
Riguardo al matrimonio con la propria compagna, infine, ha dichiarato: «Spero tanto che un giorno potremo sposarci. Potremmo farlo subito, a New York o a Oslo, dove il matrimonio omosessuale è consentito anche alle coppie non residenti. Ma io e Alessandra vogliamo sposarci in Italia. Ormai di famiglie come la nostra ce ne sono tante e non possono essere ignorate».

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Matt Bomer parla del proprio coming out

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In occasione della prossima uscita del film "Magic Mike", Matt Bomer è tornato a parlare del suo coming out. In un'intervista rilasciata a ad E! Online, l'attore ha spiegato di aver scelto di rendere pubblica la propria omosessualità dopo che gli era stato fatto notare che quel gesto avrebbe colpito l'opinione pubblica e sarebbe potuto servire anche ad aiutare molti ragazzi vittima di bullismo omofobico.
«Non ho mai cercato di nascondere nulla -ha aggiunto- Ma ci sono stati momenti in cui ho scelto di non relegare la mia storia alla pagina posteriore di una rivista, che per me è come mettere la tua biografia su una parete del bagno. Spero che sia servito a qualcuno. Molti ragazzi hanno bisogno di essere salvati, sicuramente in questi tempi più che mai, non importa quanto noi crediamo di aver progredito... Quello che realmente dobbiamo fare è smettere di inserire un aggettivo dopo il titolo di lavoro, che si tratti di attore di colore, di attore gay o di attore qualsiasi-cosa».


I radicali a nudo per Certi Diritti

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L'associazione lgbt dei radicali, Certi Diritti, ha lanciato una curiosa campagna per promuovere il rinnovo delle tessere.
Parlamentari, artisti, studenti, rifugiati ed attivisti si sono spogliati al grido di «Dai corpo ai tuoi diritti», lasciando passare il messaggio che la sessuofobia colpisce tutti, sia i gay che gli etero.
Impegnata principalmente per garantire i diritti laici dei cittadini, l'associazione lamenta uno stato in cui i diritti delle coppie conviventi non sono riconosciuti, dove le regole sul divorzio sono ferme alla riforma del diritto di famiglia del 1975, dove i trans non possono cambiare nome e genere sui propri documenti senza operazione di riassegnazione sessuale e dove i termini "sessualità" e "disabilità" sono addirittura inaccostabili per i detenuti. Una condizione che secondo Certi Deritti deriva da una classe politica indifferente ai diritti dei cittadini e genuflessa ai diktat vaticani.
È per questo che per reperire i fondi necessari alle loro battaglie sociali, davanti all'obiettivo della fotografa Patrizia Todisco si sono spogliati i parlamentari radicali Marco Perduca e Maria Antonietta Farina Coscioni, l'attore e musicista Fabiano Lioi affetto da osteogenesi imperfetta, St.RoboT del teknoelectroproject La Roboterie, il consigliere comunale Marco Cappato e la co-presidente dell'associazione Luca Coscioni Mina Welby, il segretario di Nessuno Tocchi Caino Sergio D'Elia e l'ex porno divo Francesco Malcom. La lista, però, è presumibilmente destinata ad allungarsi, dato che Certi Diritti ha deciso di aprire la partecipazione alla campagna a chiunque voglia inviargli una propria fotografia a tema.

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Il profondo legame di Francesco Testi

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Qualche giorno fa il settimanale "Oggi" ha pubblicato alcuni scatti che ritraevano un bacio fra Sabrina Ferilli e Francesco Testi (foto), entrambi impegnati sul set di una fiction Mediaset.
Stando alle anticipazioni di un'intervista che uscirà domani sulle pagine di "A", l'attrice avrebbe dichiarato: «Ma quale vampata bulgara? Lui cerca pubblicità. Sono foto di scena, mai avuto rapporti intimi con Testi». Ed ancora, in riferimento all'attore 33enne, ha aggiunto: «È profondamente legato al produttore di "Baciamo le mani", Alberto Tarallo, il quale non ha mai nascosto il progetto di volerlo trasformare in un nuovo Garko».
Si sa che il mondo del gossip è abbastanza malizioso e quel riferimento ad un "profondo legame" è stato più che sufficiente perché qualcuno iniziasse a parlasse di un mezzo outing per l'attore.
Se da un lato è difficile trarre conclusioni da una frase simile (peraltro avulsa dal suo contesto), dall'altro c'è anche una smentita ufficiale che mette in dubbio addirittura il fatto che quelle parole siano state pronunciate.
Attraverso un comunicato, infatti, la Ferilli ha fatto sapere che: «L'intervista al settimanale "A" che uscirà domani e di cui leggo alcune anticipazioni, è stata da me rilasciata il 3 maggio scorso. Non ho mai parlato con la giornalista di vicende recenti sulle quali ho rilasciato un comunicato stampa giovedì 21 giugno [...] Qualsiasi frase aggiuntiva attribuitami dal settimanale "A" in questa intervista sui recenti avvenimenti, è da ritenersi falsa, tendenziosa e fuorviante. Deciderò quali misure adottare a difesa di ciò che ho oggi dichiarato».
Dal canto suo "A" si difende, affermando che «Come chiaramente scritto nell'articolo di "A", l'intervista di Elena Martelli a Sabrina Ferilli, raccolta il 3 maggio, contiene alcune frasi che l'attrice ha rilasciato successivamente in un comunicato ufficiale».
E per quanti non amano la ricerca spasmodica degli outing (insomma... ben vengano i coming out, ma perché forzare qualcuno senza motivo?), cogliamo l'occasione per rifarci un po' gli occhi con la galleria di fine post. Perché -diciamolo pure- indipendentemente dalla sua sessualità Francesco Testi resta sicuramente un gran bel vedere!

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Buenos Aires: primo matrimonio gay fra non residenti

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Grazie all'approvazione di una recentemente norma, a Buenos Aires anche le coppie straniere possono unirsi in matrimonio entro cinque giorni dalla richiesta, indipendentemente dal fatto che si tratti di eterosessuali o omosessuali.
I primi ad averne approfittato sono José Manuel Gutiérrez Ruiz e Oswaldo Antonio Ruiz Marín, uno spagnolo e un colombiano che hanno scelto la capitale argentina per convolare a nozze.
Nel loro caso il matrimonio si sarebbe potuto svolgere anche in Spagna, ma lì sarebbe stato necessario attendere il tempo minimo di residenza legale previsto dalla legge nel caso in cui uno dei due coniugi sia straniero. Un requisito difficile da ottenere dato che la coppia vive a Medellín, in Colombia, dove non è previsto alcuna forma di unione o di riconoscimento delle unioni fra persone dello stesso sesso. In questo modo, invece, i due potranno essere riconosciti legalmente anche nel paese iberico semplicemente presentando i documenti del loro matrimonio presso l'ambasciata spagnola.
L'Argentina è l'unico paese al mondo a permettere il matrimonio tra persone dello stesso sesso anche ai non residenti.


San Marino approva una mozione per il diritto di convivenza delle coppie gay

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Con 33 voti a favore e 20 contrari, il Consiglio Grande e Generale della Repubblica di San Marino ha approvato un'istanza di iniziativa popolare (promossa dall'associazione LGBT-San Marino) che prevede l'estensione «a tutti senza discriminazione» delle norme di soggiorno, parificando le coppie gay a quelle eterosessuali.
In pratica verrà resa legale la richiesta di permesso di soggiorno ad uno straniero che intenda convivere come coppia more uxorio con un sanmarinese, indipendentemente dal sesso dei due.
Al contempo anche tutte le coppie dello stesso sesso o di sesso opposto sanmarinesi conviventi potranno richiedere di rientrare nello stesso stato di famiglia, siano esse formate da gay, amici o semplici conviventi. La norma, infatti, non prevede la necessità di esplicitare il tipo di relazione che intercorre nella coppia in modo da preservarne la privacy.
A favore della norma si sono espressi i Socialisti e democratici, Alleanza popolare, i Socialisti riformisti, i Moderati e Sinistra unita. I Democratico Cristiani, invece, hanno preferito lasciare libertà di voto ai propri consiglieri, sostenendo da una parte che «Nei rapporti tra persone dello stesso sesso ci sono diritti che vanno garantiti», ma dall'altra che il loro partito «non può esprimersi a favore» della legge.


Al via le riprese di "Outing. Fidanzati per sbaglio"

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Sono iniziate le riprese del nuovo film del regista Matteo Vicino, la cui uscita nelle sale è prevista per Natale. Nel cast figurano attori come Massimo Ghini, Nicolas Vaporidis, Claudia Potenza, Andrea Bosca e Giulia Michelini.
La commedia racconterà la storia di due amici pugliesi, intenzionati a sfondare nel mondo della moda, che decidono di partecipare ad un concorso regionale per ottenere i finanziamenti necessari all'avvio della loro attività. Ben presto, però, scopriranno che il bando era riservato esclusivamente a coppie omosessuali e decideranno di fingersi tali per tentare di vincere.
La storia si svilupperà secondo gli schemi della commedia degli equivoci (un territorio minato dove si può far molto bene o risultare facilmente banali ed offensivi) nella quale la produzione preannuncia di voler affrontare anche il delicato tema della discriminazione sessuale.
Ad incuriosire è anche quell'uso del termine "outing" nel titolo che -a meno di un grossolano e preoccupante errore- non dovrebbe riferirsi al coming out dei due ragazzi (ricordo che il coming out è quando una persona decide spontaneamente di dichiararsi gay con qualcuno, mentre l'outing è l'azione con cui si rende pubblica l'omosessualità di una terzo soggetto che la vorrebbe mantenere segreta) e che magari avrà a che vedere con il finale a sorpresa preannunciato dalla produzione.


Matrimonio gay per la figlia dell'ex vice presidente degli Stati Uniti

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Mary Cheney, figlia di Dick Cheney, l'ex vice presidente degli Stati Uniti durante l'amministrazione George W. Bush, ha sposato la sua compagna Heather Poe. Le due convivono da vent'anni e hanno due figli.
La loro relazione era nota da tempo in ambiente politico e il loro matrimonio è stato reso possibile grazie alla recente legalizzazione delle nozze gay nel distretto di Washington, giunta dopo gli anni in cui i repubblicani hanno appoggiato incondizionatamente la posizione del presidente Bush contro ogni possibile forma della loro legalizzazione.
I genitori di Mary hanno rilasciato una dichiarazione ufficiale nella quale si congratulano con la figlia: «Mary e Heather sono unite da molti anni e siamo felicissimi che abbiano potuto avere l'opportunità di vedere la loro unione riconosciuta. Mary e Heather e i loro bambini sono una parte molto importante ed amata della nostra famiglia e noi auguriamo loro tutta la felicità».
Curioso, però, che oggi si rallegrino dopo aver passato gli anni al potere facendo di tutto per impedire tali unioni, quasi come se la consapevolezza della loro legittimità non fosse sufficiente per osare una posizione non in linea con la quella del partito.


Gli strip di Magic Mike

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A quanto pare i responsabili del marketing di Magic Mike hanno deciso di mettere a dura prova la resistenza del nostro cuore in attesa dell'uscita del film.
Dopo l'uscita del trailer, su Internet stanno facendo la loro comparsa anche una serie di clip che anticipano alcuni dei momenti più attesi del film. La pellicola, infatti, racconterà la vita di cinque splendidi stripper (interpretati da Channing Tatum, Alex Pettyfer, Matt Bomer, Joe Manganiello e Matthew McConaughey) e sono proprio le loro gesta sopra il palco a fare da protagoniste degli spezzoni pubblicati in questi giorni.

Video: [1] [2] [3] [4]


Amnesty International lancia una raccolta firme per diritti umani delle persone lgbti in Italia

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L'assenza in Italia di una precisa legislazione contro i reati di odio legati all'orientamento sessuale e l'identità di genere rischiano di alimentare odio ed omofobia. È quanto afferma, senza mezze parole, Amnesty International.
L'associazione ricorda come le istituzioni abbiano l'obbligo di prevenire e contrastare la discriminazione e che una qualsiasi qualsiasi eccezione all'universalità dei diritti umani sia da ritenere inaccettabile. Per questo denunciano come alcuni esponenti politici e istituzionali abbiano continuato a fomentare un clima di intolleranza e di odio verso le persone lgbt con dichiarazioni palesemente discriminatorie.
Inoltre la legge penale italiana antidiscriminazione preveda pene aggravate per crimini di odio basati sull'etnia, razza, nazionalità, lingua o religione, ma non tratta allo stesso modo quelli motivati da finalità di discriminazione per l'orientamento sessuale e l'identità di genere. Una lacuna in contrasto con la legislazione internazionale ed europea sulla discriminazione e che rischia di favorire l'aumento di atteggiamenti di intolleranza e violenza verso le persone lgbt. Il principio di non discriminazione, sancito dall'art. 21 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea (trattato vincolante per l'Italia) garantisce parità di trattamento tra le persone e stabilisce il divieto di qualsiasi forma di discriminazione basata su sesso, razza o origine etnica, lingua, religione o credo, disabilità, età e orientamento sessuale. Ciononostante il parlamento italiano ha respinto proposte di legge volte a colmare questa lacuna già nel 2009 e nel 2011.


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Scene di sesso fra Valerio Pino e il suo ragazzo

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Anche se è da qualche settima che non torniamo più sull'argomento, Valerio Pino sta continuando ad essere un vero e proprio fiume in piena nel pubblicare fotografie e video sul proprio profilo Twitter. Dopo l'immagine che ritraeva parzialmente il suo pene, è stata la volta di curiose istantanee e di filmati girati nel cuore della notte in preda all'insonnia.
Ora il ballerino è tornato a parlare del proprio ragazzo (conosciuto negli Stati Uniti e già protagonista di alcuni scatti pubblicati su Twitter) attraverso un video che li ritrae assieme mentre fanno sesso. Va premesso che le immagini non mostrano nulla di eccessivamente esplicito: dapprima si vedono i loro corpi nudi ed abbracciati, poi qualche tenero bacio ed infine l'inquadratura si sposta su un tubetto di lubrificante e lì resta, lasciando spazio solo all'audio che lascia intendere che sul divano i due abbiano proseguito nelle proprie effusioni andando ben oltre al semplice petting.

Clicca qui per guardare il filmato


Ronnie Kroell in "Into the Lion's Den" e su Playgirl

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Ci siamo già occupati di Ronnie Kroell in occasione della sua partecipazione ad "Eating Out 4", una commedia gay in cui l'attore e modello recita come mamma l'ha fatto in una scena del film (così come avvenuto per Jim Verraros, Ryan Carnes, Marco Dapper e Chris Salvatore nei capitoli precedenti della saga).
Ora torniamo ad occuparcene con "Into the Lion's Den", un film horror da lui stesso prodotto nel 2011, nel quale lo ritroviamo insieme a Jesse Archer e a Kristen-Alexzander Griffith nei panni di tre gay che intraprendono un viaggio per il Paese. Il loro ingresso in un bar razzista, però, avrà delle gravi conseguenze...
Nella pellicola non mancano anche scene di nudo integrale, come quella in cui Michael (il suo personaggio) viene immobilizzato ad un tavolo da ragazza che lo violenta dopo avergli fatto un'iniezione al pene per procurargli un'erezione. Il tutto con tanto di primi piani che lasciano ben poco spazio all'immaginazione.
E per quanti non si dovessero accontentare di quelle immagini, basta tornare un po' indietro nel tempo per ritrovarlo a mostrare generosamente il suo corpo in un servizio fotografico pubblicato nel giugno del 2010 dalla rivista Playgirl.
Ronnie Kroell è dichiaratamente gay ed è attivamente impegnato in una serie di campagne per il riconoscimento dei diritti lgbt e per la lotta all'Aids.

Ronnie Kroell in "Into the Lion's Den": [1] [2] [3] [4] [5] [6] - Video: [1] [2]
Ronnie Kroell su Playgirl: [1] [2] [3] [4] [5] [6] [7] [8] [9] [10]


Oggi i Pride di Roma e Palermo

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Oggi pomeriggio si svolgeranno, praticamente in contemporanea, i Gay Pride di Roma e di Palerno.
Nella capitale il concentramento avrà inizio alle ore 15, per poi partire in corteo da piazza della Repubblica alle 16. Il percorso si snoderà in via Cavour, largo Corrado Ricci, via dei Fori Imperiali, piazza del Colosseo, via di San Gregorio e via dei Cerchi, per poi concludersi in piazza Bocca della Verità. Qui ci saranno i saluti dal palco del comitato organizzatore e di Lucia Ocone, madrina della manifestazione. Poi in serata l'immancabile party ufficiale al Gay Village.
Per le strade di Roma sfileranno anche i consueti carri: ve ne sranno alcuni allestiti da alcune associazioni lgbt del territorio (come quello del comitato o quello del circolo Mario Mieli) ma anche altri di realtà politiche e sociali, come la Cgil Roma/Lazio e l'Italia dei Valori (unico partito politico presente alla manifestazione con un proprio carro).
A Palermo, invece, la parata avrà inizio alle ore 15 dal Foro Italico. Il corteo passerà da via Roma, da Porta Felice e attorno al Teatro Politeama, per poi concludersi in piazza Verdi, di fronte al Teatro Massimo. Anche in questo caso è prevista la presenza di ben 15 carri.
A partire dalle 18, alcune navette offerte dal comune partiranno da via Enrico Amari ogni 30 minuti per portare i partecipanti in viale Strasburgo, accanto al Pride Village che ospiterà il concerto finale.


Marco Dapper per Bridget Marie Magazine

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Il nome di Marco Dapper è principalmente legato alla commedia gay "Eating Out 2: Sloppy Seconds" (con tanto di una sua indimenticabile scena di nudo integrale), un film che è discretamente conosciuto anche in Italia nonostante non sia mai stato tradotto o distribuito su larga scala nel nostro Paese.
Negli anni successivi, l'attore e modello è comparso in alcune serie televisive (come "Dirty Sexy Money" o "90210") e recentemente in due lungometraggi ("I Choose Chaos" nel 2011 e "Nowhere Else" nel 2012), probabilmente con una visibilità minore rispetto a quanto ci si sarebbe potuti aspettare dopo quell'exploit iniziale.
Oggi l'occasione per poterne parlarenuovamente giunge dalla rivista Bridget Marie Magazine che gli ha dedicato la copertina e un servizio fotografico realizzato da Joe Lyman, di cui trovate alcuni scatti e l'immancabile di backstage nella gallery di fine post.

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Roma: in piazza per chiedere misure contro l'omofobia

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Alla vigilia della parata del Roma Pride 2012 (con partenza sabato alle ore 16 da Piazza della Repubblica e conclusione in Piazza Bocca della Verità), la comunità gay della capitale si è data appuntamento per stasera (venerdì 22 giugno) in Piazza Farnese, con l'obiettivo di dar vita ad un concerto-evento con il quale chiedere risposte concrete da parte del governo dopo le numerose aggressioni omofobe che si sono registrate in città nei giorni scorsi.
L'organizzazione è del Coordinamento Arcobaleno (nelle cui file ci sono associazioni come Arcigay Roma, Arcilesbica Roma, Azione Trans, Di' Gay Project, Gay Center e Gay Lib) ed ha ottenuto il patrocinio del Comune di Roma, della Provincia di Roma e della Regione Lazio. In piazza ci sarà anche Guido Allegrezza, l'attivista aggredito e picchiato nei giorni scorsi all'Eur.
«Da piazza Farnese faremo appello alla politica perché ci sia una risposta -hanno dichiarato gli organizzatori- L'assenza di una legge anti omofobia, il vuoto di leggi sulle coppie costringe lesbiche, gay e trans in una condizione di debolezza di fronte ad attacchi omofobi. È urgente che il clima politico cambi e abbandoni posizioni ideologiche ostili o d'indifferenza».


Abercrombie Milano e le punizioni a suon di flessioni

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Il caso del modello di Abercrombie & Fitch che ha denunciato l'azienda ed il direttore casting (sostenendo di essere stato costretto a masturbarsi davanti all'obiettivo per il puro divertimento dei presenti) ha riportato all'attualità una notizia apparsa a marzo fra le pagine delle cronache locali.
Ai tempi i sindacati erano da poco entrati nel punto vendita di Milano ed avevano iniziato ad osservare come venisse gestito il personale personale. Al di là di qualche estremismo nel rigore nel look richiesto ai commessi (niente basette lunghe o accenni di barba per gli uomini ed unghie di lunghezza non superiore ai due millimetri e niente trucco per le donne) sotto i riflettori erano finite delle vere e proprie punizioni corporali previste per chi sgarrava.
In una una mail inviata dal responsabile del dipartimento che si occupa di sicurezza e della prevenzione dei eventuali furti, si leggeva: «Da oggi ogni volta che faremo un errore -radio non presidiata, compiti non eseguiti o non completati- dovremo eseguire dieci flessioni. Squat per le donne. Questo ci porterà un grande risultato: impareremo di più dai nostri errori». Insomma, bastava non assolvere ad un qualche compito assegnato per ritrovarsi a pompare i propri bicipiti nell'ufficio del capo.


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NY: 14enne perde un occhio in seguito ad un'aggressione omofoba

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Purtroppo l'omofobia è un piaga globale che, seppur risulti più marcate in certe zone e meno in altre, si manifesta in tutta la sua insensatezza in ogni stato del mondo.
L'ultima storia arriva dagli Stati Uniti, dove un ragazzo di soli 14 anni -Kardin Ulysse di Brooklyn- si era recato come tutti i giorno a scuola. Mentre si trovava in mensa, però, due bulli lo hanno iniziato ad insultare per il suo orientamento sessuale prima di passare dalle parole sono passati ai fatti: dopo averlo immobilizzato hanno iniziato a prenderlo a pugni in faccia, sulla testa e sul collo.
Il giovane è poi riuscito a divincolarsi, ma i suoi aggressori non gli hanno dato tregua fino a quando il personale della suola non ha fatto il suo tardivo intervento. La prognosi per Kardin è quantomai drammatica: ricorso alle cure mediche, ha subito due delicati interventi chirurgici che, però, non hanno potuto evitare che il giovane perdesse l'uso del suo occhio destro.
Al momento per gli investigatori non è chiaro se il danno subito (che richiederebbe un trapianto per poter dargli la speranza di poter tornare a vedere) sia stato inflitto volontariamente con un oggetto appuntito o se la causa sia riconducibile ad una scheggia di vetro fuoriuscita in seguito alla frantumazione provocata alle lenti dei suoi occhiali.


Lo spot di Gay-ville e We Party per il Madrid Pride

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Gay-ville e We Party hanno realizzato uno spot per promuovere il Gay Pride di Madrid (che si svolgerà dal 27 giugno al 1° luglio nelle vie della capitale spagnola).
Come loro consuetudine, il video è divertente e ricco di ironia. Le immagini mostrano due signore in spiaggia (interpretate da due uomini travestiti) che si vedono arrivare di fronte un aitante Eliad Cohen. Dopo un provocante bagno, il modello israeliano (nonché co-fondatore di Gay-ville) inizia a dirigersi verso di loro, mandandole in forte stato di stato di agitazione. Ma ad un certo punto accadrà qualcosa di inaspettato...
Per scoprire la divertente conclusione, non perderti il video dello spot proposto nella gallery di fine post.

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Alla Garbatella strisce pedonali rainbow per il Pride

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In vista dell'imminente Gay Pride di Roma, il Municipio XI ha voluto dare il proprio supporto alla parata attraverso una divertente iniziativa: sullo stile di quanto già avvenuto a Tel Aviv durante la medesima manifestazione, le strisce pedonali di Via Benedetto Croce sono state ridipinte per l'occasione a tinte rainbow (nella foto al termine dei lavori).
«Il nostro Municipio persegue un programma culturale ben preciso -ha affermato il Presidente Andrea Catarci- Per noi i diritti civili e di libertà individuale sono elementi che contribuiscono al benessere concreto delle nostre cittadine e cittadini, per questo insistiamo nell’accompagnare azioni sociali, interventi territoriali e strutturali, con iniziative anche simboliche, che rammentino a tutti che la nostra amministrazione è inclusiva e rispettosa di tutte le differenze e aspirazioni».


Eliad Cohen

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Eliad Cohen nasce ad Acri (Israele) l'11 maggio 1988. Terminato il liceo, per tre anni presta servizio come tenente nelle Forze di difesa israeliane. Una volta congedato, si trasferisce a Tel Aviv per tentare di intraprendere una carriera da modello.
Nel 2010 due fotografi tedeschi lo avvicinano mentre sta lavorando come barista, chiedendo di poterlo fotografiare per la rivista Männer in merito ad un servizio sui ragazzi di Tel Aviv. Passano pochi mesi ded Eliad viene contattato per apparire sulla copertina dell'edizione 2011-2012 della Spartacus International Gay Guide.
Apertamente gay, fa parte del team creativo di Arisa (una nota drag queen israeliana) ed è apparso in molti dei suoi video musicali.
Eliad è anche il co-fondatore di Gay-ville.com, un sito web rivolto al turismo lgbt per lo scambio o l'affitto di appartamenti, per il quale ha ideato e preso parte ad alcuni degli spot promozionali.

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Coco: «Ben vengano gli omosessuali in Nazionale»

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Dopo essersi scusato dicendo di essere stato frainteso, Antonio Cassano è tornato a parlare delle proprie dichiarazioni sui gay dagli studi di Mediaset, questa volta sostenedo che stesse solo scherzando («Ora ho capito la differenza tra le parole -ha dichiarato- Davvero, non volevo offendere nessuno, era in buona fede in un momento scherzoso»).
Ma quella una brutta pagina per il calcio italiano ha avuto anche degli effetti positivi, come una serie di dichiarazioni contro l'omofobia rilasciata da altri campioni nostrani. Dopo quelle di Claudio Marchisio, questa volta è il turno di Francesco Coco.
In un'intervista rilasciata al settimanale Chi, ha raccontato di quando nel 2009 -in pieno scandalo Vallettopoli- era stato fotografato a torso nudo in compagnia di alcuni amici e di una transessuale: «Sostenevano che fossi gay, ma io dico: "E allora?". Anzi, ben vengano gli omosessuali in Nazionale, hanno una marcia in più».

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Un Dj Francesco gay nello spot del Gay Village

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Dal 21 giugno al 15 settembre riaprirà i battenti il Gay Village di Roma ed il suo testimonial sarà Francesco Facchinetti. «Volevamo dare il messaggio che il testimonial non deve essere per forza gay o lesbica», hanno spiegato gli organizzatori, ed effettivamente il poter vedere un idolo delle folle che bacia un altro uomo (anche se per finta) è un gesto che probabilmente potrà influire sull'opinione pubblica più di mille parole.
Il bacio a cui ci riferiamo è quello che sarà contenuto nello spot dell'evento (diretto da Rita Rusic e Gaia Gorrini) nel quale potremo vedere Francesco nei panni di un giovane gay che, insieme al suo giovane compagno, si proporrà ad una coppia etero come candidato per un posto da babysitter.

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Dolce, Gabbana ed i loro modelli (nudi)

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Domenico Dolce e Stefano Gabbana sono comparsi in uno scatto realizzato dal fotografo Steven Klein e pubblicato sulla rivista inglese Love magazine.
Fin qui non ci sarebbe nulla di strano, ma a far parlare di quella fotografia è il fatto che i due stilisti risultino circondati da quattro modelli completamente nudi. E non stiamo certo perlando degli ultimi arrivati, dato che fra loro figurano nomi del calibro di Anthony Gallo, Chad White e Travis Hanson.
Insomma, un'occasione per invidiare i due stilisti (chissà quanti avrebbero voluto trovarsi al loro posto) e per costatare come nel campo della moda a far parlare di sé non siano quasi mai i vestiti...

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Modello denuncia la Abercrombie & Fitch per essere stato spinto a masturbarsi davanti all'obiettivo

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Guai legali in arrivo per la Abercrombie & Fitch. A denunciarla è Benjamine Bowers, un modello che fino allo scorso anno ha lavorato in un negozio della catena.
Il tutto ha avuto inizio quando Benjamine è stato chiamato a partecipare ad un servizio fotografico, tenutosi lo scorso 17 giugno in Mississipi. Secondo il suo racconto, prima di iniziare a spogliarsi era decisamente teso ed emozionato. Ed è così che, dopo averlo convinto dell'importanza di apparire rilassato nelle immagini che avrebbero popolato il suo portfolio da modello, il direttore del casting e lo stesso fotografo gli avrebbero suggerito di masturbarsi di fronte all'obiettivo in modo che si potesse catturare la sua espressione nell'istante immediatamente successivo all'orgasmo.
Convinto della loro professionalità, Benjamine ha deciso di fare quanto gli era stato chiesto. A quel punto, però, i presenti avrebbero iniziato a scambiarsi commenti sulle dimensioni del suo pene e a far paragoni con i loro. Un motivo sufficiente per far nascere in lui il dubbio che quelle richieste non fossero finalizzate ad aiutare la sua carriera -così come gli era stato detto- ma solo a garantire un po' di divertimento ai presenti. Da qui la sua richiesta di un milione di dollari di risarcimento presentata nei confronti all'azienda e del direttore casting .
Al momento la Abercrombie & Fitch non ha ancora rilasciato dichiarazioni sulla vicenda.

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Sara Tommasi: «Fabrizio Corona è gay!»

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Diciamolo pure: Sara Tommasi le sta provando un po' tutte per far parlare di sé e la sua attendibilità non è certo ai massimi livelli. Dopo essersi presentata assieme a Scilipoti in veste di esperta di finanza (con tanto di passeggiata per Roma a gonna alzata e senza mutande), dopo essersi mostrata completamente nuda in un video contro il signoraggio bancario, dopo aver dichiarato di essere stata drogata durante le riprese di un film hard, questa volta la showgirl ha deciso di tentare di far scalpore attraverso l'outing di Fabrizio Corona.
In un'intervista rilasciata alla rivista DiTutto, la Tommasi ha dichiarato che il re dei paparazzi ha una relazione con il chirurgo dei vip Giacomo Urtis. Questo sarebbe stato anche il motivo della sua rottura con Belen Rodriguez, la quale -sempre secondo il suo racconto- l'avrebbe trovato a letto con l'amante.
A sostegno della sua tesi ci sarebbe anche una foto (prontamente pubblicata dalla rivista scandalistica) che ritrarrebbe assieme i due. Uno scatto che a ben vedere non dice poi molto e che, come accaduto in altri casi, potrebbe tranquillamente essere stata studiata a tavolino solo per offrire l'occasione di fare gossip.
A caldo Fabrizio Corona non è entrato nel merito della questione, limitandosi ad affermare il suo supporto ai gay e ai matrimoni fra persone dello stesso sesso. Dal canto suo, invece, Giacomo Urtis ha annunciato azioni legali contro la showgirl.


Marco Alemanno e l'eredità di Lucio Dalla

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In occasione dei funerali di Lucio Dalla gli italiani hanno scoperto il nome di Marco Alemanno, il compagno del cantautore che alcuni giornali si ostinano a definire "amico" pur di non far accenni alla sua omosessualità.
Una vita passata assieme, ma mai riconosciuta dallo Stato. Poi la morte improvvisa, l'assenza di un testamento ed un piatto da cinquanta milioni di euro di eredità.
Un'eredità che, senza alcuna tutela legale o riconoscimento, è finita interamente nella mani dei cinque cugini del cantautore (una delle quali è recentemente scomparsa, ma la cui fetta verrà ridistribuita ai figli) che hanno deciso di estromettere completamente Marco Alemanno.
Persino la casa di Bologna, in cui i due hanno vissuto insieme per quasi 10 anni, non è più tale. «Sono prigioniero nella mia casa -ha dichiarato- perché io la chiamo casa mia. Ho un letto, bagno e cucina. Se devo andare in un altro spazio della proprietà, dove ci sono i miei oggetti o le opere d'arte che Lucio mi ha regalato, deve esserci un testimone, attento, chissà, che non rubi nulla. Mi hanno tolto le chiavi, cambiato le serrature. Quando piansi in Chiesa dando l'addio a Lucio dissero che avevo messo in cena una commedia, recitato una parte».
Il tutto perché in Italia le coppie di fatto non sono riconosciute e, conseguentemente, non hanno diritti. In assenza di un matrimonio, di figli o di un testamento, l'eredità va va automaticamente ai parenti più prossimi entro il sesto grado di parentela senza che gli affetti del defunto vengano in un qualche modo presi in considerazione.


Torna il Festival Mix Milano

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Dal 22 al 28 giugno 2012 il Piccolo Teatro Strehler di Milano ospiterà la ventiseiesima edizione del Festival Mix, un rassegna di cinema gay e lesbico che proporrà una vasta gamma di corti, documentari e lungometraggi a tematica lgbt.
Agli appuntamenti più prettamente culturali se ne affiancheranno anche di più ludici, come l'aperitivo, i dibattiti, i dj-set all'aperto e le feste nei locali gay del capoluogo lombardo (come il Borgo, il Q, il Mono ed il Rhabar).
È da segnalare anche quest'anno il Festival verrà patrocinato dal Comune, un segno importante offerto dalla giunta Pisapia dopo gli anni di governo Moratti in cui le iniziative della comunità gay cittadina erano perlopiù bistrattate se non addirittura ostacolate.
Il programma completo della manifestazione è consultabile sul sito ufficiale.


La lotta alla segregazione razziale negli Stati Uniti

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L'immediato dopoguerra è caratterizzato negli Stati Uniti dalla presenza del fenomeno della segregazione razziale. Bianchi e neri sono tenuti separati: vivono, lavorano, studiano, acquistano e mangiano in spazi sperati. nei rari casi in cui si trovino ad incontrarsi, ai neri è richiesto di essere riverenti e rispettosi nei confronti dei bianchi.
I primi problemi per quello status quo iniziano con la richiesta avanzata da alcuni genitori riguardo alla possibilità che ai loro figli sia permesso l'accesso all'istruzione sino ad allora riservata esclusivamente ai bianchi. Il 17 maggio 1954 la Corte Suprema, chiamata ad esprimersi nel caso Brown contro il Ministero dell'Istruzione, sentenzia: «Nulla è più importante per la nostra democrazia della decisione unanime della Corte Suprema degli Stati Uniti d'America che la segregazione razziale viola lo spirito della nostra costituzione».
Nonostante quella storica decisione, molti degli stati del Sud preferiscono ignorare la sentenza e perseverano nella loro politica di segregazione razziale.
Il 1° dicembre 1955 un altro avvenimento scuote quello status quo: la signora Rosa Parks di Montgomery (Alabama) si rifiuta di cedere il proprio posto sull'autobus ad un bianco. Per lei scatta l'arresto con l'accusa di essere venuta mano al rispetto delle ordinanze cittadine sulla segregazione. In tutta risposta, un allora sconosciuto Martin Luther King organizza un boicottaggio delle autolinee di Montgomery: per 381 giorni nessun nero sale più su quegli autobus per i propri spostamenti quotidiani.
Alla fine King venne arrestato, insieme ad altre novanta persone di colore, con l'accusa di aver intralciato un servizio pubblico ma, una volta ricorso in appello, il 4 giugno 1956 la corte distrettuale stabilisce che la segregazione razziale sugli autobus di linea urbana è anticostituzionale.


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Marchisio: «Sono favorevole ai matrimoni gay»

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Dopo le brutte parole di Cassano, è il centrocampista azzurro Claudio Marchisio a ridare un po' di dignità alla nazionale.
Intervistato da L'Uomo Vogue, il calciatore ha affamato: «Su questo argomento il calcio è un po' ingessato. Se uno esce dal posto di lavoro mano nella mano con il proprio compagno per fortuna non fa più scalpore. All'uscita da un campo di allenamento, invece, la scena non si può immaginare. E non è giusto».
Riguardo a matrimoni ed adozioni, invece, ha affermato: «Personalmente, sono d'accordo sui matrimoni tra persone dello stesso sesso». Ed ancora: «Sull'adozione dei figli istintivamente trovo più indicate le figure tradizionali di un uomo e di una donna . Provo a pensare all'equilibrio necessario ai ragazzi, ma è un tema complicato. Non è che si possa sostenere che una coppia eterosessuale sia per forza in grado di dare più amore a un bambino».
Claudio Marchisio è nato a Torino il 19 gennaio 1986 ed attualmente gioca come centrocampista per la Juventus e per la nazionale. Alcuni si ricorderanno di lui anche per la sua presenza in una pubblicità dell'intimo D&G del 2010.


Rosy Bindi e la favola della Costituzione

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Ancora una volta un politico del Pd è corso fra le braccia dei cattolici di "Avvenire" per prendere le proprie distanze da Bersani e dalla possibilità di introdurre nozze gay in Italia.
Dopo Beppe Fioroni è la volta di Rosy Bindi che, in un'intervista rilasciata al quotidiano dei vescovi, ha affermato: «Ci atterremo ai contenuti della Costituzione e a una consolidata giurisprudenza che non prevede il matrimonio per le coppie omosessuali. Sulla scia del lavoro fatto escludo che il programma del Pd conterrà questa proposta, come pure escludo che possa prevedere l'adozione per le coppie gay, alla quale sono personalmente contraria anche sotto un profilo scientifico».
Se è comprensibile (anche se non condivisibile) questa smania nel voler dimostrate la propria sudditanza al Vaticano, è intollerabile che lo si faccia a suon di menzogne.
Lo scorso ventennio politico ci ha insegnato che una bugia ripetuta ossessivamente entra nella mente degli elettori e, per alcuni di loro, ben presto diventa la realtà. Ma è triste pensare che un politico possa scegliere di prendere in eredità proprio questo lato della politica, cercando di riproporlo a proprio vantaggio pur di nascondere le proprie responsabilità.
La Corte Costituzionale italiana, infatti, con la sentenza n. 138 del 2010 ha stabilito che la decisione relativa ai matrimoni fra persone dello stesso sesso non trova nessun limite od ostacolo o prescrizione nella Costituzione e dipende interamente dalla volontà del legislatore.
Quindi l'affermare che i matrimoni gay siano vietati dalla Costituzione è una favola, una bugia inventata da una serie di politici pur di non affermare pubblicamente che quella scelta è esclusivamente una loro responsabilità (o, al massimo, dei poteri che si vogliono difende). Quindi se non volete darci diritti, perlomeno prendevi le vostre responsabilità e non prendeteci in giro!
Poi, a ben vedere, ci sarebbe da dire anche sull'altra parte del suo discorso: è scientificamente provato che non vi siano differenze fra i figli cresciuti da una coppia omosessuale e quelli di una coppia eterosessuale, ma è più probabile immaginare che quel discorso sia stato tirato in ballo solo per spostare l'attenzione dai matrimoni gay (accettati dalla maggioranza della popolazione) ad un argomento più controverso.


Danimarca: celebrate prime nozze gay in chiesa

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La coppia formata da Stig Elling e Steen Andersen è la prima in assoluto ad aver beneficiato della nuova legge danese sui matrimoni fra persone dello stesso sesso, potendo così scambiarsi il loro «Sì» nella chiesa luterana di Frederiksberg, a Copenhagen.
I due avevano registrato legalmente la loro unione già nel 1990 e, a più di vent'anni da allora, oggi hanno potuto finalmente sposarsi.
La legge in questione, presentata dai socialdemocratici ed approvata con larga maggioranza lo scorso 7 giugno dal parlamento, ha sancito la possibilità di celebrare i matrimoni omosessuali anche in chiesa (pur permettendo ai singoli pastori di opporsi all'officiare alle nozze).


L'omoerotismo del Kırkpınar

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Il Kırkpınar è una lotta tradizione turca le cui origini risalgono al tempo della conquista ottomana della penisola Balcanica. Sul campo da gioco, gli atleti (chiamati pehlivanlar, un termine persiano che sta per "difensori", "guerrieri") si sfidano a mani nude dopo essersi cosparsi d'olio per rendere più ardua la presa da parte dell'avversario. È uno sport duro, con atleti regolati da una rigida disciplina millenaria ed un pubblico quasi esclusivamente maschile.
Il motivo per cui ne parliamo è un video realizzato dal tedesco Markus Dassel e pubblicato su Vimeo, all'interno del quale il suo autore è riuscito a cogliere tutto l'omoeritismo del momento.
Una sensualità che crea un certo constrato con il momento, acor più sottolineato dal fatto che la Turchia risulta uno fra i Paesi più omofobi d'Europa.

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I commessi Abercrombie & Fitch ballano sulle note di Call Me Maybe

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Per un qualche non ben precisato motivo, la Abercrombie & Fitch ha deciso di prendere un tormentone estivo e di chiedere ai propri commessi di crearne una cover dando libero sfogo a tutto ciò che gli passava per la mente.
E così, dopo essersi rigorosamente tolti le magliette ed aver messo in bella mostra i propri pettorali, decine di ragazzi dei negozi europei e d'oltreoceano hanno ballato sulle note di "Call Me Maybe" di Carly Rae Jepsen. Con un po' di campanilismo è da sottolineare la presenza nel video anche dei commessi del negozio di Milano, che per l'occasione hanno esibito i propri muscoli sullo splendido scenario del duomo cittadino.
Se alcuni passi di danza non proprio sincronizzati o i labiali fuori sincrono con la canzone sottolineano come il lavoro di quei ragazzi non sia esattamente quello di ballerini, è da notare come siano riusciti comunque a fare ciò che gli riesce meglio: esibire i propri corpi e stuzzicare la fantasia di chi li guarda.

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Anche 30 matrimoni gay al Pride di Torino

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Ieri le strade di Torino si sono riempite di colori e di gente (circa 25 mila persone) per il Gay Pride cittadino 2012 dal titolo "Non vogliamo mica la luna".
Particolarmente significativa la celebrazione di trenta matrimoni gay (ovviamente senza alcuna valenza legale) celebrati dall'assessore comunale alle Pari Opportunità, Maria Grazia Spinosa, con tanto fascia tricolore a rappresentanza della città. Un'iniziativa, quest'ultima, a cui erano stati invitati tutti rappresentanti delle istituzioni, ma a cui hanno aderito solo sei consiglieri regionali e comunali. Durante le finte nozze si è proceduto anche alla lettura di un testo incentrato sulla Costituzione come garante dei diritti.
Alla manifestazione ha preso parte anche il padre di Daniel Zamudio, il 24enne cileno ucciso da un gruppo di neo-nazisti perché gay, che già aveva preso parte anche al corteo nazionale di Bologna.


Il passato di Frank Grillo

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In molti si ricorderanno di lui nei panni di Nick Savrinn nella serie "Prison Break", ma la sua carriera di attore è ben più complessa ed articolata.
Nato a New York l'8 giugno 1965, Frank Grillo debutta sul grande schermo nel 1993 all'interno del film "Rivalità mortale". Dopo aver preso parte ad alcune produzioni televisive (come "Due poliziotti a Palm Beach" e "Wasteland"), nel 1996 entra nel cast della soap opera "Sentieri" nel ruolo di Hart Jessup, dove rimarrà per tre anni.
Nel 2002 prende parte alla commedia "La cosa più dolce" e nel ruolo di un poliziotto precrimine a "Minority Report", a cui seguono due film per tv in cui interpreta detective Terence Gillette ("Hunter-Ritorno alla giustizia" ed "Hunter-Ritorno in polizia"). Dopo la sua partecipazione ad alcuni episodi della serie "The Shield", nel 2005 è il detective Marty Russo nella serie "Blind Justice" ed entra a far parte del cast della prima stagione di "Prison Break". Nel 2008 partecipa al film "Pride and Glory-Il prezzo dell'onore" e alla mini-serie thriller "The Kill Point". Dopo essere apparso al fianco di Mel Gibson in "Fuori controllo", nel 2010 recita in "Mother's Day" di Darren Lynn Bousman e "My Soul to Take" di Wes Craven. Sempre nel 2010 diventa uno degli interpreti principali della serie televisiva "The Gates-Dietro il cancello".
Quello che non tutte le biografie riportano, però, è il fatto che il suo fisico scolpito ha fatto sì che in gioventù lavorasse anche come modello. Tra i suoi scatti dell'epoca (proposti nella gallery di fine post) non ne mancano alcuni artistici che lo ritraggono come mamma l'ha fatto.

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È morto Erik Rhodes

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È morto ieri per arresto cardiaco Erik Rhodes, l'attore pornografico e regista che lavorava in esclusiva per la Falcon Studios. Aveva solo 30 anni e le cause paiono riconducibili al suo uso regolare di steroidi.
A darne l'annuncio è stato proprio uno dei produttori della casa di produzione per la quale lavorava.
Nato a Long Island l'8 febbraio 1982, Erik Rhodes si avvicina al mondo della pornografia lavorando presso una videoteca per soli adulti. Notato in una discoteca da un produttore cinematografico, viene invitato ad inviare alcune sue fotografie alla Falcon Studios. Passa poco tempo e nel 2005 nel film "Super Soaked", diretto da Chi Chi LaRue.
In più occasioni è riuscito a mettersi in mostra come un promettente emergente e sono numerose le sue candidature ad importanti premi del settore, nonostante sia riuscito a portane a casa solo due (entrambi conquistati nel 2008 riesce come miglior attore e come miglior performer versatile).
Nel 2010 prende parte al film indipendente "L.A. Zombie" (diretto da Bruce LaBruce) e debutta come regista nel film "Rhodes' Rules" prodotto dalla Falcon Entertainment.


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Fabio Canino commenta le dichiarazioni di Cassano

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Intervistato da Panorama, Fabio Canino ha commentato le vergognose dichiarazioni rilasciate in conferenza stampa da Cassano agli europei di calcio.
All'indomani del fatto, il conduttore televisivo aveva scritto su Twitter: «Cassano può stare tranquillo: i gay hanno tanti difetti ma anche un gran buon gusto...». Al giornalista che gli ha chiesto conto di quella frase, ha risposto: «Sì e gli ho dato dell'analfabeta. È pure cafone con quei due orecchini di diamanti. Nella sua ignoranza non sa nemmeno che se li avesse indossati dieci anni fa, avrebbero dato del frocio pure a lui».
A quanti sostengano che sia meglio fregarsene di quello che dice il calciatore, ha risposto: «Concordo. Peccato che Cassano in questo momento rappresenti l'Italia all'estero, ahimè. La Lega Calcio dovrebbe tutelare l'immagine del nostro Paese: meglio far parlare solo l'allenatore o il portavoce. La cosa grave è che i ragazzini che lo seguono, sentendogli dire quelle scemenze si sentono autorizzati a emularlo».
Infine, in risposta a chi si rifiuta di mettere in discussione Cassano, ha affermato: «Agli Italiani toccategli qualsiasi cosa ma non la Nazionale. Se prendessero tutto sul serio come fanno col calcio, saremmo un Paese modello. Ma in tutta questa la vicenda c'è un altro aspetto imbarazzante: la reazione dei giornalisti in conferenza stampa. Con quella risata grassa, da caserma, come se avesse fatto una battuta Totò o Woody Allen. Alcuni amici giornalisti erano presenti: mi hanno raccontato che i loro colleghi stranieri erano basiti quando gli hanno tradotto quell'uscita penosa».


Roma: attivista gay aggredito a sassate

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Guido Allegrezza ha 47 anni ed è uno degli organizzatori della Settimana Arcobaleno, una manifestazione che si concluderà il 22 giugno prossimo con un sit-in a piazza Farnese contro ogni forma di violenza e discriminazione.
Mercoledì notte a Roma, mentre si recava a prendere la macchina al parcheggio, è stato aggredito a sassate, calci e pugni da cinque teppisti di origine italiana di età compresa fra 25 e i 30 anni.
Lasciandolo dolorante a terra, i cinque si sono poi dileguati fuggendo a piedi. È stato lo stesso Guido a chiamare le forze dell'ordine e, una volta portato all'ospedale San Camillo, gli è stata data una prognosi di 30 giorni in seguito alla frattura di tre costole, una ferita alla testa, ecchimosi e contusioni sul volto e altre parti del corpo.
Alla vittima non sono stati sottratti portafoglio e telefonino, un elemento che permette di escludere il movente della rapina e che avvalora la tesi di un'aggressione di matrice omofoba. Negli ultimi giorni, nella sola capitale si contano altri due episodi del genere: un giovane gay è stato picchiato nei pressi di Campo de' Fiori ed una ragazza è stata aggredita nella Gay Street.


Il giornalista Alessandro Baracchini fa coming out in diretta su Rai News

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In occasione del collegamento in diretta con il programma radiofonico "Un giorno da pecora" di Radio 2, il giornalista televisivo di Rai News Alessandro Baracchini ha fatto coming out.
Dapprima ha commentato le parole pronunciate in conferenza stampa da Cassano con un «Lui quelli come me non li vorrebbe in nazionale», e poi ha parlato di nozze gay affermando che «Se non fossi favorevole al matrimonio gay non potrei sposarmi nemmeno io».
Da parte sua Baracchini ha partecipato come ospite o moderatore a vari dibattiti organizzati da associazioni lgbt e a molti non era sfuggita la confidenza con cui trattava alcuni temi in veste di commentatore dell'Europride di Roma del 2011
Quello di Baracchini è il terzo coming out per un giornalista televisivo (dopo Stefano Campagna e Paolo Colombo), ma il primo effettuato in diretta.

Clicca qui per guardare l video del suo coming out


Il teatro omosessuale va in scena a Roma

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Dal 12 giugno al 1° luglio 2012 il Teatro Belli di Roma ospita la rassegna teatrale omosessuale "Garofano Verde", giunta ormai alla sua diciannovesima edizione.
Ad andare in scena sarà uno spettacolo di ospitalità e ben nove nuove allestimenti (quattro spettacoli, quattro reading e un concerto-reading) prodotti specificamente per la manifestazione.
«Un panorama di proposte contemporanee -afferma il comunicato emesso dagli organizzatori- per una rassegna che fa leva su esclusivi motivi intellettuali e creativi di militanza scenica e che riconferma la propria vocazione a tracciare un terreno comune coinvolgente poetiche e trame sociali, ma anche più tipi di solidarietà tra autori-attori-registi. Per continuare a testimoniare, a porre accenti, a eliminare tabù, a facilitare le comprensioni. Quello che dovrebbe fare sempre un sano civismo politico, e che il teatro fa sempre, incondizionatamente».
Maggiori informazioni sull'evento e sugli spettacoli in cartellone è possibile consultare il sito www.garofanoverde.info.


Al via il Pride Park 2012 di Roma

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A partire dalle 17 di oggi e fino a domenica, il Pide Pride di Roma aprità i battenti a Villa Gordiani (con ingresso da Via Prenestina).
Qui si cercherà di coinvolgere la comunità lgbt e i cittadini della capitale in un'esperienza di contaminazione e di scambio reciproco in vista del Roma Pride 2012. L'occasione sarà anche quella di rivendicare, insieme a tutte le diverse realtà che animano la città, l'orgoglio delle differenze e la lotta per i diritti.
La grande parata per le vie cittadine si svolgerà poi sabato 23 giugno da Piazza della Repubblica a Piazza Bocca della Verità.
Il programma completo della manifestazione è disponibile sul sito del Roma Pride, attraverso il quale è possibile consultare il documento politico della manifestazione (che è possibile ascoltare anche in uno spot realizzato da Subwoofer).


Intervista ad Armando Pizzuti

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In occasione dell'uscita del sesto episodio di "Tris" (che è possibile seguire a partire da stasera sul canale YouTube della serie) abbiamo intervistato il suo terzo protagonista, Armando Pizzuti.
Armando nasce a Carpinone, in Molise. Inizia a studiare recitazione nel 2002. Tre anni più tardi debutta al Teatro India di Roma con lo spettacolo "Proust", diretto da Giuliano Vasilicò. Nel 2006 approda sul grande schermo nelle vesti del secchione Santilli in "Notte prima degli esami" (ruolo che ricoprirà anche l'anno successivo nel sequel "Notte prima degli esami - Oggi"). Sempre nel 2006 prende parte alla miniserie televisiva "La freccia nera" trasmessa su Canale 5. Attualmente presta il suo volto a Martino, lo gnomo Postino, nel programma per bambini "Melevisione" in onda su Rai Yoyo.

Ci racconti qualcosa di te?
Che dire!!! Mi piace tantissimo viaggiare, che sia per lavoro o per piacere sono sempre in giro. I miei amici mi chiamano il ragazzo con la valigia. Penso di non riuscire a stare in un posto troppo a lungo. Ho bisogno di vedere sempre posti nuovi, conoscere nuova gente. E poi ti posso dire che mi piace molto parlare in inglese. Lo parlo molto bene, credo di essere stato americano in un'altra vita.


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