Archivio: ottobre 2012

Come vestirsi per Halloween

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Mancano ormai poche ore a quando in varie parti d'Italia si accenderanno le luci sulle varie feste organizzate in occasione di Halloween. Sicuramente c'è chi si sarà organizzato per tempo, ma altrettanto certamente non mancheranno i ritardatari che solo all'ultimo momento si domanderanno: «Da cosa mi vesto?».
In questi casi Internet è una fucina di idee: non a caso basta fare una semplice ricerca per trovare le immagini dei costumi scelti da migliaia di persone diverse. Fra questi anche quelli selezionati per la gallery di fine post: tutti accomunati dalla voglia di far festa e dalla presenza di poco tessuto (giusto perché in tempo di crisi è sempre meglio risparmiare!). A volte il risultato è egregio, altre volte... bhe... giudicate voi!

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Brad Pitt dona 100mila dollari per i matrimoni gay

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Da sempre schierato dalla parte dei gay, Brad Pitt ha deciso di passare dalle parole ai fatti e di donare 100.000 dollari alla Human Rights Campaign, un'organizzazione che si occupa di sostenere il matrimonio omosessuale.
Fondi che torneranno sicuramente utili per sostenere la fase finale della campagna a favore delle nozze gay che l'associazione sta sostenendo da mesi in Maine, Maryland, Minnesota e Washington: quattro stati in cui tra pochi giorni gli elettori saranno chiamati ad esprimersi sull'argomento con un referendum popolare.
Pitt ha dichiarato: «Per me è assurdo e incredibile che al giorno d'oggi la libertà degli individui debba essere messa ai voti. Ho scelto di donarvi questa somma perché non vorrei mai trovarmi, il giorno dopo le elezioni, a chiedermi: "Cos'altro avrei potuto fare?"».


Halloween nella tradizione italiana

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Una delle obiezioni più comini è che Halloween non faccia parte delle nostre tradizioni. Nonostante tragga le sue origini dalla cultura celtica, è stata riproposta negli ultimi anni anche nel Vecchio Continente seguendo la tradizione statunitense. Un po' per rivivere ciò che per anni si era visto nei film d'Oltreoceano, un po' perché molte aziende non volevano lasciarsi sfuggire il potenziale commerciale di una nuova festa.
Eppure basta guardare a fondo nelle tradizioni regionali per scoprire che i celti hanno lasciato le loro influenze anche in Italia e che in alcune aree è sopravvissuto una sorta di Halloween nostrano.
In Sardegna, ad esempio, c'è una tradizione antichissima chiamata Is Animmeddas, Su mortu mortu, Su Prugadoriu o Is Panixeddas (a seconda delle zone) che prevede che i bambini vadano in giro per le case dei paesi a chiedere una piccola offerta "pro su ‘ene ‘e sas ànimas", ricevendo in cambio caramelle, merendine e cioccolato... tutti doni per le povere anime del purgatorio.
Ad Orsara di Puglia, invece, la notte tra l'1 ed il 2 di novembre si celebra l'antichissima notte del "fucacost" (fuoco fianco a fianco). La tradizione vuole che davanti ad ogni abitazione venga accesso un falò che possa illuminare la strada di casa ai defunti (in genere alle anime del purgatorio) che in quella notte tornano a trovarci. Su quelle braci si cucina poi della carne, da mangiare in strada e da offrire ai passanti.


Louis e Lestat sono una coppia omogenitoriale

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Una dei protagonisti di Halloween è Anne Rice, la celebre scrittrice statunitense di romanzi gotici, horror e fantasy sempre incentrati su vampiri e streghe. Molti dei personaggi delle sue novelle sono entrate a far parte dell'immaginario collettivo, a partire da Louis e Lestat, i due protagonisti di "Intervista col vampiro" (poi interpretati da Brad Pitt e Tom Cruise nella trasposizione cinematografica del 1994).
Come forse ricorderete, i due incontrano una bambina (Claudia) che sta piangendo sul cadavere della madre uccisa dalla peste. Louis la abbraccia e la morde, dissanguandola fino a portarla sull'orlo della morte. Impaurito dal suo stesso gesto, scappa, ma Lestat ha assistito divertito alla scena e decide di rendere la piccola un vampiro e di fargliela ritrovare a casa. Da quel momento verrà trattata dai due come una figlia.
Durante una recente intervista, alcuni giornalisti hanno chiesto all'autrice se i due vampiri potessero essere visti come i genitori adottivi di Claudia. Rice ha risposto: «Certo! Non ci avevo pensato, però sono i primi genitori vampiri dello stesso sesso».
A quel punto l'intervistatore ha chiesto se si potesse parlare di una coppia omogenitoriale, ricevendo in risposta un «Certamente: Claudia è loro figlia!».
Una risposta che non stupisce se si considera come Anne Rice sia da anni impegnata in prima persona nella lotta a favore dei diritti dei gay, ma che forse fa riflettere su come certe situazioni sembrino del tutto naturali fino a quando qualcuno non inizia a cercare di etichettarle.


Quanto ne sai di mostri ed affini?

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Nella notte fra il 31 ottobre e il 1° novembre, il mondo anglosassone è solito festeggiare Halloween. Una festa in cui si è soliti indossare maschere e in cui i confini con il mondo dell'occulto e del terrore divengono più labili che mai.
Ma quanto ne sappiamo realmente di mostri e fantasmi? Sapremmo come cavarcela se incontrassimo un lupo mannaro ad attenderci sotto casa?
Per scoprirlo, ecco un'edizione speciale del Quizzone, interamente dedicata al mondo dell'horror e dell'occulto. Attraverso dieci domande sarà possibile verificare la nostra preparazione sul tema e, magari, scoprire anche qualche curiosità.

Clicca qui per giocare al quizzone di Halloween


X-Factor Usa: «È vietato mordere e mostrare il pene»

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Verrebbe da chiedersi a quale concorrente potrebbe mai venire in mente di andarsene in giro per casa a mordere gli altri, ma ora sappiamo per certo che non lo potrà fare. Quell'azione, infatti, è inclusa in lista di regole redatte dai dagli autori di X-Factor Usa ed imposta ai sedici finalisti del talent show.
La lista di regole per la permanenze nella nuova location a loro riservata, però, pare sia finita nelle mani del sito TMZ, che ha immediatamente l'ha pubblicata.
Ed è così che si scopre che i sedici concorrenti non potranno mostrare il proprio pene, né tantomeno infilarsi sotto le coperte di qualcun altro.
Le regole, però, non si limitano alla sola sfera sessuale: i concorrenti dovranno adoperare i sottobicchieri per ogni ogni tipo di drink, non potranno ascoltare musica ad alto volume, non potranno aggredirsi a vicenda (oltre, ovviamente, a non potersi mordere come già indicato in un altro punto), non potranno avere ospiti, dovranno essere gentili gli uni con gli altri, non potranno bere alcolici o far uso di droghe, dovranno rifarsi da soli il letto e non potranno utilizzare né la piscina, né i caminetti della casa.
Insomma, un vero e proprio regolamento condominiale con alcune esemplificazioni che di certo potranno far sorridere. Un'altra curiosità che riguarda la location è che in quegli stessi appartamenti sono stati fatti alloggiare i concorrenti di "Swing", un programma andato in onda su Playboy TV. Ma, probabilmente, in quel caso alcune regole saranno state un po' diverse...


Nel 1997 ha donato il seme ad una coppa lesbica: ora la madre biologica pretende gli alimenti

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Mark Langridge (in foto) è cittadino britannico gay che oggi ha 47 anni.
La sua storia ha inizio nel 1997, quando in un locale incontrò una ragazza lesbica. Con lei nacque un bel rapporto di amicizia, così stretto da portare la donna a chiedergli di donarle il suo seme per poter realizzare il suo sogno di maternità e formare una vera e propria famiglia insieme alla compagna. Mark accettò e, con il suo aiuto, la coppia di amiche mise al mondo due bambini (nel 1998 e nel 2000).
Col passare del tempo, però, il loro rapporto di amicizia iniziò a raffreddarsi, fino ad interrompersi completamente.
Dopo non aver visto la donna per anni, oggi Mark si è visto piombare addosso all'improvviso una richiesta assai inaspettata: la donna, che nel frattempo si era lasciata con la compagna, gli ha chiesto gli alimenti. Per l'esattezza 26 sterline a settimana per ciascun figlio, calcolati dal giorno della nascita fino al raggiungimento della maggiore età.
L'aver scelto di non seguire i classici canali previsti dal governo per le donazioni di seme, inoltre, lo esclude da tutte le tutele previste dalla legge britannica, motivo per cui dovrà pagare paga quanto da lei richiesto o dovrà tentare la via giudiziale nella speranza che un giudice gli dia ragione.
«Il mio voleva essere un gesto di cortesia, ma si è trasformato in un incubo», è stato il suo primo commento.


Crocetta, gay dichiarato, guiderà la Sicilia

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In un momento di forte sfiducia nei confronti della politica, non ha certo aiutato il fatto che in Sicilia i partiti abbiano inserito nelle loro liste ben 32 persone fra indagati, imputati e condannati. Ne è stata probabilmente una conseguenza il forte astensionismo che si è registrato nel week-end, con quasi la metà della popolazione che ha scelto di non presentarsi alle urne.
Al di là di qualsiasi giudizio politico, un altro fatto è degno di nota: nonostante il tentativo di far leva sull'omofobia della gente, sarà un gay a rappresentare la regione. Infatti Rosario Crocetta, il candidato dell'alleanza Pd-Udc, è dichiaratamente gay.
Nel 2003 divenne il primo sindaco dichiarato d'Italia, prendendo le redini del Comune di Gela dopo che il Tar rilevò alcune irregolarità nello spoglio dei voti e gli assegnò la poltrona sino ad allora occupata dal candidato di Forza Italia. Già in quell'occasione, nel corso della campagna elettorale, non mancò chi cercò di far leva sull'omofobia per invitare gli elettori a non votarlo semplicemente perché gay.
«Mi hanno offeso -dichiarò ai tempi- hanno usato la questione dell'omosessualità durante la campagna elettorale per denigrarmi».
Ma evidentemente gli elettori hanno meno pregiudizi di quanto si sia soliti pensare e, prima nelle comunali e poi nelle regionali, pare che l'orientamento sessuale non sia più considerato un tabù tale da poter condizionare sensibilmente il voto.
Dopo Vendola, è il secondo presidente di regione dichiaratamente gay eletto in Italia.


Tom Daley si spoglia per trovare nuovi followers

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Il tuffatore olimpico Tom Daley si è iscritto a Keek (un nuovo social network per la condivisione di filmati) e, per raggiungere velocemente un buon numero di followers, ha deciso di lanciare un appello ai propri fan.
Fin qui nulla di strano, se non fosse che Tom ha evidentemente cercato di non far passare inosservato suo appello, facendosi fotografare completamente nudo mentre si copre le parti basse con un cartello in cui è riportato il nome del suo nuovo account.
Poi è bastato diramare quell'immagine sui veri social network per ottenere in poche ore più di 35mila followers. Verrebbe da dire che Tom non sia solo un campione di tuffi, ma sia anche egregiamente in gamba nel promuovere la propria immagine e nel saper raggiungere il maggior risultato possibile con il minimo sforzo.

Clicca qui per guardare l'immagine pubblicata da Tom Daley.


Andrew Christian: ecco come vestirsi per Halloween

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Halloween è ormai alle porte e Andrew Christian ha deciso di realizzare un video (disponibile anche in una versione non censurata) in cui fornire alcuni suggerimenti su come vestirsi per quell'occasione. Da segnalare è anche la presenza in video dello stesso stilista, che nel filmato si aggira per la festa in vestaglia ed in compagnia di due ragazzi-coniglietto (interpretati Cory Lee e Brent Corrigan).
Al loro fianco incontriamo Jason Medina (il poliziotto), Quinn Jaxon (il cowboy), Johnathan Myers (il dalmata), Rhea Litre (Crudelia De Mon), Curtis Jackson (il giocatore di football), Anthony Lopez (il vichingo), Willam Belli, Allusia Allusia e Vicki Vox (le tre Bunny Snatcher).

Immagini: [1] [2] [3] [4] [5] [6] [7] - Video: [1]


Il calendario dei vigili del fuoco della Florida

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Inutile a dirsi, il fascino della divisa è sempre di gran voga. Se poi ad indossarla sono ragazzi aitanti che poco o nulla hanno da invidiare a dei modelli professionisti, il risultato pare garantito.
Sarà forse questo il motivo per cui il Firefighter calendar è giunto alla sua decima edizione, proponendo di anno in anno alcuni dei vigili del fuoco che prestano servizio nel sud della Florida. Il tutto -come spesso accade in questi casi- con lo scopo di raccogliere fondi da destinare ad attività benefiche.
L'idea nasce nel 2012 a Luis Espinosa, un vigile del fuoco ben consapevole di come il sud della Florida abbia sfornato centinaia di attori e modelli di filness. Ed è così ha deciso di rimboccarsi le maniche e di tentare di coinvolgere alcuni colleghi, mettendosi al tempo stesso alla ricerca di fotografi, stampatori e volontari. Dopo quasi un anno di lavoro, nel 2013 l'idea è stata concretizzata e la prima edizione del calendario ha visto la luce.
Nell'attesa di conoscere i volti che popoleranno l'edizione 2013 (maggiori informazioni sono disponibili sul sito ufficiale del progetto), nella gallery di fine post trovate alcuni dei protagonisti delle edizioni passate.

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Berlusconi condannato a 4 anni per frode fiscale

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Il tribunale di Milano ha condannato Silvio Berlusconi a quattro anni di reclusione, una multa di dieci milioni di euro e l'interdizione di tre anni dai pubblici uffici per frode fiscale.
La sentenza riguarda il riciclaggio di fondi neri attraverso la compravendita dei diritti televisivi. Un processo durato quasi sei anni a causa delle continue interruzioni legate alle richieste di ricusazione avanzate dai legali, l'istanza di astensione presentata dal giudice, il ricorso a legittimi impedimenti, cambi di capi d'imputazione, l'applicazione del Lodo Alfano e il ricorso alla Consulta per la richiesta di trasferimento del procedimento a Brescia.
Una serie di impedimenti che avrebbero rischiato di far cadere il tutto in prescrizione, un rischio non ancora del tutto sventato dato che , nonostante la sentenza, sul procedimento è ancora pendente la decisione della Corte Costituzionale su un presunto conflitto di attribuzioni con la Camera: se quest'ultima dovesse decidere che nel del marzo 2010 il Tribunale avrebbe dovuto accogliere la richiesta di rinvio avanzata dai legali dell'ex premier, la sentenza verrebbe annullata insieme a tutto ciò che è stato fatto dopo quella data. Inutile a dirsi, in quel caso la prescrizione sarebbe pressoché inevitabile.
Attraverso la sentenza, il tribunale ha anche assolto Federe Confalonieri e condannato a tre anni Frank Agrama, l'uomo di affari di origine egiziana di cui Berlusconi sarebbe stato il socio occulto.

Clicca qui per guardare un riassunto del processo


Lo striscione omofobo di Forza Nuova

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Decisi a candidarsi alle prossime elezioni, i neofascisti di Forza Nuova hanno cercato di ottenere il favore della parte più omofoba della società attraverso un nuovo attacco gratuito alla comunità gay.
Durante la notte, infatti, alcuni loro militanti hanno fatto irruzione presso il Cassero di Bologna (l'edificio che ospita il circolo Arcigay cittadino) ed hanno affisso uno striscione con scritto: "Le perversioni vanno curate".
Il pretesto è la loro contrarietà al patrocinio concesso al "Gender Bender", un festival delle arti visive e performative che proprio domani aprirà i battenti della sua decima edizione. Oltre a comune e provincia, fra i patrocinanti c'è anche l'ambasciata d'Israele, un nome che dev'esservi parso particolarmente gustoso anche per rispolverare vecchi odi nei confronti della comunità ebraica. Non a caso nella loro rivendicazione si legge: «Invitiamo le autorità ecclesiastiche, sempre attente a non urtare la suscettibilità delle comunità ebraiche e dei suoi esponenti, a chiedersi perché l'ambasciata d'Israele -se la notizia riportata dal sito della manifestazione è vera- abbia ufficialmente appoggiato questa kermesse che offende il sentimento religioso e rappresenta una vera e propria provocazione al mondo cattolico. Potrebbe trovare risposte interessanti».
«Sarebbe ora di chiudere questa associazione di fascistelli e magari approvare finalmente una legge contro i reati d'odio con cui colpire tali atti», è stato il commento di Luca Trentini, segretario nazionale di Arcigay. Per Franco Grillini, invece, «quelli da curare sono loro, il loro razzismo, il loro fascismo, la loro omofobia da quattro soldi. E soprattutto scioglierli visto che sono un'organizzazione eversiva».
Anche il sindaco di Bologna, Virginio Merola, ha immediatamente commentato l'accaduto etichettandolo come un «gesto vile», esprimendo a nome di tutta l'amministrazione «solidarietà e vicinanza alla comunità lgbt».


Leonard Matlovich, il primo soldato statunitense ad aver fatto coming out

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«Quando ero nelle forze armate, mi hanno dato una medaglia per aver ucciso due uomini e mi hanno cacciato per averne amato uno». È questa la frase che campeggia sulla lapide di Leonard Matlovich (foto), il primo soldato statunitense della storia ad aver fatto coming out.
Dopo aver combattuto in Vietnam, negli anni settanta decise di fare coming out e di rivelare la propria omosessualità ad un superiore. L'espulsione dall'aviazione fu pressoché immediata ed il caso suscitò un clamore tale da far sì che anche il Time gli dedicasse una copertina nel settembre del 1975 (foto).
Lui non si perde d'animo e decise di far causa all'esercito. Dopo lunghe battaglie legali, riuscì ad ottenere il reintegro nell'aviazione nel settembre del 1980. Gli anni, però, erano passati e Matlovich era ormai un attivista gay con ben poca voglia di tornare a prestare servizio nelle forze armate. L'ordine di reintegro venne così convertito in un risarcimento pecuniario di 160mila dollari.
Matlovich morì il 22 giugno del 1988 all'età di 44 anni, ma il suo nome difficilmente potrà essere dimenticato, così come il suo coraggio nell'aprire un processo che si è concluso solamente in questi anni con la piena accettazione di soldati gay all'interno dell'esercito statunitense.


In spiaggia con la tuta da wrestling

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In spiaggia niente più slip, ma tute da wrestling ispirate alla moda in voga nel 1920. È quanto propone Aussiebum con la sua nuova linea di costumi da bagno chiamata "WrestleMe".
Nei suoi video e nelle immagini promozionali, l'azienda australiana mostra come quei capi possano essere indossati sia con le classiche spalline, sia arricciati a mo' di pantaloncini. Ma, probabilmente, ciò che maggiormente li contraddistingue dai costumi utilizzati cent'anni fa non è tanto la modalità con cui è possibile indossarli, quanto aderenze marcate che permettono di intravedere molto chiaramente le forme celate e lasciano ben poco spazio all'immaginazione.

Immagini: [1] [2] [3] [4] [5] [6] [7] - Video: [1]


La Commissione Giustizia approva il testo base della legge contro omofobia

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La Commissione Giustizia alla Camera ha approvato ieri il testo base della legge contro l'omofobia e la transfobia.
«Siamo ripartiti dalle proposte di legge che Pd e Idv avevano presentato nel 2009 -ha spiegato la parlamentare Paola Concia- e che anche in quell'occasione prevedevano l'estensione della legge Mancino, ma che allora vennero bocciate. Oggi ci ritroviamo, com'è giusto che sia e per la terza volta in questa legislatura, a lavorare per l'approvazione di una norma che ci è richiesta dal Trattato di Lisbona e che si inserisce perfettamente nel nostro dettato costituzionale, visto che la legge Mancino è senza ombra di dubbio una legge costituzionale».
La proposta di legge, che poterà il nome di Di Pietro-Palomba dato che trae spunto dai testi presentati sia dal Partito Democratico che dall'Italia dei Valori, prevede alcune estensioni alla legge Mancino per un più duro contrasto a comportamenti dettati da omofobia e transfobia.
Ora il provvedimento dovrà arrivare in aula per essere discusso dal Parlamento.


La pallavolista Stacy Sykora fa coming out

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«Ora non mi nascondo più; ho finito di indossare maschere solo perché sono una giocatrice forte che ha giocato le Olimpiadi».
È con queste parole che Stacy Sykora, una giocatrice dell'Urbino, ha annunciato la sua decisione di fare coming out dalle pagine di un sito web dedicato alla pallavolo.
Da quando nel 2011 è scampata per miracolo alla morte a seguito di un incidente stradale, la sua filosofia di vita è cambiata e Stacy ha deciso di vivere appieno ogni momento della sua vita: «Ho i miei pregi e le mie debolezze -spiega- e così come non mi nascondo più in campo non lo faccio più nemmeno nell'amore: ho una ragazza, e con lei sto davvero bene; mi dispiace se qualcuno può storcere il naso e non accettare la mia omosessualità, ma io sto bene con lei ed è questo l'importante. Prima dell'incidente era già successo di avere delle fidanzate, ma un tempo tendevo a nasconderlo: questa è la prima volta che lo ammetto così».
La giocatrice ha raccontato anche di come la sua scelta di dichiararsi abbia avuto effetti anche sulle sue modalità di relazione con gli altri: «Dal '98 sono stata lontana da casa sempre da sola e senza mai condividere la mia vita con nessuno. Non chiamavo mai nemmeno i miei genitori se non una volta all'anno. Ora per la prima volta ho una persona accanto nella mia quotidianità e tutte le sere non vedo l'ora di tornare a casa dagli allenamenti per stare con lei. Adesso che ho qui con me Shivonn, sto chiamando persino i miei ogni giorno: sto semplicemente vivendo la vita perché se morissi domani almeno ora sto facendo ciò che mi rende felice».


Il bacio lesbo che scandalizza la piazza dei no-gay

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I militanti di Alliance Vita si erano dati appuntamento oggi per manifestare in piazza contro il progetto di legge per la legalizzazione di adozioni e matrimoni gay in Francia.
«Noi ci siamo radunati per tutelare i diritti dei bambini per riportare loro al centro del dibattito», è quanto affermano gli organizzatori, sostenendo che «un bimbo adottato ha bisogno di un papà e di una mamma».
Ma la presunta difesa dei bambini ha poco a che fare con lo stupore e lo scandalo generato tra i manifestanti di Marsiglia quando due ragazze si sono cimentate in una sorte di protesta nella protesta, scambiandosi un bacio lesbo davanti ai contestatori.
Basta guardare i volti ritratti nelle immagini per chiedersi se il vero motivo della loro presenza in piazza sia davvero riconducibile a presunti problemi legati all'omogenitorialità (peraltro già scartati dagli esperti) piuttosto che ad un astio più generale nei confronti della comunità gay.
Si è poi appreso che Julia e Auriane, le due protagoniste del gesto, sono eterosessuali ma hanno sentito la necessità di esprimere così la propria solidarietà allla comunità lgbt, dichiarando alla stampa che «non c'è bisogno di essere omosessuali per essere a favore del matrimonio gay».


Uomini nudi in mostra a Vienna

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Dopo aver sposto per secoli opere raffiguranti donne poco vestite, perché non dedicare una mostra anche al nudo maschile? È quanto si sono chiesti i curatori del Leopold Museum di Vienna, decidendo così di allestire una mostra dal titolo "Nackte männer" (uomini nudi).
Fino al 28 gennaio sarà possibile ammirare una trentina di capolavori realizzati dall'Ottocento ad oggi, che vanno dall'Autoritratto con tavolozza di Richard Gerstl al Querelle di Andy Wharol e da I sette bagnanti di Cézanne a La collera di Achille di Benouville.
Veri e propri capolavori, ma che in un periodo di ritrovato bigottismo non hanno mancato di sollevare polemiche. «Quegli uomini nudi sono immorali» è quanto sentenziato da alcuni gruppi che, evidentemente, non trovano differenze fra un'opera d'autore ed un'immagine pubblicata su un giornaletto di quarta mano.
A gettare ulteriore benzina sul fuoco ci ha pensato anche il manifesto della mostra, per il quale gli organizzatori hanno scelto la bellissima opera Vive la France di Pierre e Gilles (foto), una fotografia in cui tre calciatori con diverso colore di pelle posano nudi indossando solo le proprie calze e scarpe. Data l'audacia dello scatto (nonostante il messaggio di fratellanza che ne traspare) molti perbenisti lo hanno utilizzato come spunto per le proprie proteste, arrivando anche a lamentare il fatto che non sia possibile accedere alle altre sale del museo senza vedere un qualche nudo maschile (per quelli femminili, evidentemente, c'è un'altra morale...).
Gli organizzatori hanno così dovuto procedere con una rivisitazione della locandina (riproposta nell'immagine di apertura) in cui le parti intime dei protagonisti sono stati coperti da una banda rossa.

Opere esposte: [1] [2] [3] [4] [5] [6] [7] [8] [9] [10] [11]


Jesse Metcalfe e Josh Henderson in "Dallas"

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Andrà in onda stasera su Canale 5 la seconda puntata di Dallas, il remake dell'omonima serie statunitense che ottenne un grandissimo successo negli anni '80. Va detto che l'esordio italiano di questa nuova versione non è stato dei migliori ed i numeri non si sono neppure lontanamente avvicinati a quelli di 35 anni fa: il primo episodio, infatti, è stato seguito da 2.2 milioni di spettatori, pari a solo il 9% di share.
Un punto a favore del remeke, però, è la presenza nel cast di due attori dall'indiscutibile bellezza come Jesse Metcalfe e Josh Henderson, ed è proprio di loro che ci occuperemo in questo post.
Jesse Metcalfe nasce il 9 dicembre 1978 a Carmel Valley, in California. Dal 1999 al 2004 interpreta Miguel-Lopez Fitzgerald nella soap Passions ed in molti iniziano già a notare il suo fisico, anche se i produttori non vedono di buon occhio la sua esuberanza nel mettersi in mostra in servizi fotografici esterni alla serie dato che è ancora minorenne (tra quelli ritenuti troppo provocanti c'è ne uno, proposto nella gallery di fine post, in cui Jesse posa steso su un divano con i jeans sbottonati). Nel 2004 raggiunge popolarità internazionale come sex-symbol grazie al ruolo di Johw Rowland -l'amante di Gabrielle Solis- nella prima stagione di Desperate Housewives. Per motivi di trama, il suo ruolo non viene confermato e negli anni successivi la sua carriera prosegue con altri progetti di cinema e televisione: ad esempio nel 2006 è protagonista della commedia Il mio ragazzo è un bastardo, mentre nel 2010 entra a far parte del cast della serie televisiva Chase.
Josh Henderson, invece, nasce il 25 ottobre 1981 a Dallas in Texas. Il suo esordio nel mondo dello spettacolo avviene come cantante nel talet show "Popstars", ma il suo gruppo si scioglie subito dopo aver realizzato l'album d'esordio a causa delle scarse vendite. Josh decide così di dedicarsi alla recitazione. È tra gli interpreti di alcuni film horror (H2o-Bagno di sangue e Innocenti presenze) e di serie televisive (Over There e la terza stagione di Desperate Housewives nel ruolo di Austin McCann).

Jesse Metcalfe: [1] [2] [3] [4] [5] [6] [7] [8] [9]
Josh Henderson: [1] [2] [3] [4] [5] [6] [7]


La sfida di Don Santoro a favore dei gay

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Da tempo don Alessandro Santoro, insieme a don Giacomo Stinghi, don Fabio Masi e suor Stefania Baldini, ha preso posizione contro la chiusura della Chiesa nei confronti degli omosessuali.
Dopo alcune lettere aperte inviate all'arcivescovo di Firenze (l'ultima scritta proprio pochi giorni fa) il sacerdote ha deciso di passare ai fatti e di mettere in atto una obiezione di coscienza nei confronti della decisione di escludere i gay dai sacramenti. Ed è così nel corso della messa di domenica scorsa ha deciso di distribuire la comunione anche ai gay dichiarati intervenuti alla funzione. Ma non solo. Presso la sua Comunità delle Piagge i corsi prematrimoniali verranno ora aperti anche alle coppie formate da persone dello stesso sesso.
La sua posizione sulla questione, infatti, è molto chiara: a suo parere i vertici ecclesiastici dovrebbero «smettere di considerare verità assolute quelle che poi dovrà considerare come un errore, come accaduto in passato».
Una testimonianza di come il religioso non sia solo nella sua posizione arriverà anche dal film "Taking a chance on God", del quale don Santoro ha organizzato una proiezione il 25 ottobre prossimo alle ore 17 presso il cinema Odeon di Firenze. La pellicola è un docufilm incentrata sulla storia di John McNeill, un prete cattolico statunitense fortemente impegnato nella "liberazione delle persone omosessuali dalla paura e dall'esclusione" nella società e nella Chiesa.


Stephen Amell

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Stephen Amell nasce a Toronto, in Canada, l'8 maggio 1981. Divenuto attore, si fa conoscere dal grande pubblico grazie al suo ruolo nella serie televisiva "Rent-a-Goalie", nonché per aver recitato a fianco di Shirley MacLaine e Mischa Barton nel film "Closing the Ring".
Sul piccolo schermo ha interpretato anche Adam nella prima stagione della serie televisiva "Dante's Cove" (nella stagione è stato sostituito da Jon Fleming) ed è apparso anche in tre episodi di "Queer as Folk" nel ruolo di un istruttore di spinning della Liberty Ride.
Nel dicembre del 2010 è entrato a far parte del cast della seconda stagione di "The Vampire Diaries" mentre attualmente veste i panni di Freccia Verde nel nuovo serial prodotto dalla CW dal titolo "Arrow" (il cui primo episodio è stato mandato in onda negli Stati Uniti lo scorso 10 ottobre).

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Uno scandalo pedofilia travolge gli scout statunitensi

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Verrebbe da chiedersi se agli scout americani siano ben chiare le proprie priorità. Pronti a dichiarare pubblicamente guerra ai ragazzi gay e a metterli al bando dalla propria associazione, pare che i loro vertici abbiano preferito chiudere un occhio nei confronti di chi ha commesso dei crimini orribili come la pedofilia.
Lo scandalo che sta investendo la più antica organizzazione scoutistica statunitense è nata dopo la denuncia di 25 casi di abusi, un numero che, però, non rappresenterebbe che la punta di un iceberg. I giornali d'oltreoceano, infatti, stanno iniziando a parlare di 15.000 pagine di documenti al vaglio delle autorità e di ben 1.247 capi coinvolti in presunti abusi ai danni di migliaia di giovani vittime tra il 1960 e il 1986.
Ciò che ancor più grave è che i vertici associativi ne sarebbero stati al corrente, preferendo far finta di nulla senza mai presentare denunce nei confronti dei responsabili. Al massimo questi venivano allontanati dal loro ruolo, senza preoccuparsi troppo del fatto che potessero poi riprendere a lavorare tranquillamente come educatori presso altri gruppi o associazioni, a stretto contatto con possibili nuove vittime.
Wayne Perry, presidente nazionale dell'associazione, si è limitato a dichiarare: «Ci sono stati casi in cui alcune persone hanno approfittato della loro posizione per abusare dei ragazzi e, in certi casi, la nostra risposta a questi incidenti e i nostri sforzi di proteggere i giovani sono stati insufficienti, inappropriati o sbagliati. Per i casi in cui persone coinvolte nello scoutismo non sono riuscite a proteggere o, peggio, hanno causato danni ai bambini, porgiamo le nostre più profonde scuse alle vittime e alle loro famiglie».
Una scusa tardiva che, però, non spiega il perché si sia preferito "coprire" gli artefici degli abusi piuttosto che consegnarli alle autorità. Se tanta pena si sono dati nel prendere posizione verso una presunta "incompatibilità" fra l'omosessualità e un'associazione cattolica, non sarebbe valsa la pena domandarsi anche se vi potesse essere compatibilità fra la pedofilia e un'associazione che si occupa dell'educazione di bambini?


Le papere domineranno il mondo (per colpa dei gay)

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Le papere domineranno il mondo se la società continuerà ad accettare i gay e a permettere i matrimoni fra persone dello stesso sesso. È quanto sostiene una quattordicenne neozelandese.
Non paga di pensarla così, la ragazzina ha preso carta e penna e ha scritto una lettera al quotidiano Northern Outlook, spiegando come, a suo parere, l'omosessualità sia una cosa da antichi romani che condurrà l'evoluzione naturale a far predominare un'altra razza su quella umana.
Dal canto suo il giornale ha deciso di non cestinare il messaggio e l'ha inserito nella rubrica dedicata ai messaggi dei lettori (anche se non è dato di saperne il motivo: forse per mostrare che i bambini sono terrorizzati dall'omosessualità o, forse, se per sottolineare come l'omofobia possa portare a pensieri assai curiosi).
Fatto sta che quel testo non manca di mostrare quanta disinformazione ci possa essere e quanto la società possa indurre le giovani menti a maturare un pensiero ostile anche in assenza di precisi motivi. Infatti l'impressione è che, in assenza di motivazioni, la quattordicenne si sia sentita in dovere di inventarsene una propria, pur senza mai mettere mai in discussione la veridicità della tesi.
Ma è possibile che nel 2012 si preferisca credere al possibile dominio delle papere piuttosto che all'amore fra due persone dello stesso sesso?


Kenan Engerini per l'intimo di Pistol Pete

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È Kenan Engerini il volto scelto dall'azienda di intimo Pistol Pete per la promozione della propria collezione primavera/estate 2012.
Immortalato dal fotografo James Franklin, Kenan ha conquistato il titolo di Mr. Vienna nel 2009, classificandosi terzo a quella di Mr. Austria. Oggi vive a Los Angeles e lavora come modello di fitness.
Basta fare qualche semplice ricerca su Internet per notare come quel servizio fotografico non sia passato per nulla inosservato e di come il suo nome abbia iniziato a riscuotere notorietà a livello internazionale.
Dato che non è facile immaginarselo terzo ad un concorso di bellezza, va detto che quell'anno il titolo di Mr. Austria venne vinto dall'allora diciannovenne Luca Wosmek, seguito sul secondo gradino del podio da Bernd Biedermann (qui la foto di tutti e tre).

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New York: la Corte d'appello giudica incostituzionale la legge in "difesa del matrimonio" del 1996

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La Corte d'appello federale di New York ha giudicato incostituzionale una legge varate nel 1996 in "difesa del matrimonio" che prevedeva la negazione di alcuni diritti e benefici alle coppie formate da persone dello stesso sesso.
La decisione è giunta dopo che Edith Windsor (in foto), una donna 83enne rimasta vedova dopo un matrimonio omosessuale, si è ricorsa al giudizio della Corte dopo essersi vista negare alcuni benefici fiscali riservati alle coppie sposate per la vendita della casa.
Ma al di là del caso specifico, la sentenza ha messo in evidenza l'incostituzionalità di una norma vigente, rendendo così difficile per il governo federale poter continuare a far finta di nulla e ad ignorare che le nozze gay sono legali negli stati di New York, Massachusetts, Connecticut, Iowa, Vermont, New Hampshire e Washington, DC. Sulla decisione, inoltre, è attesa anche la decisione della Corte Suprema, alla quale spetta l'ultima parola sulla vicenda.


«Ellen DeGeneres mi ha aiutato a sopravvivere alle scuole superiori e a diventare una donna forte»

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Dopo la toccante storia di Joseph, il regista Elliot D London ha pubblicato un altra intervista raccolta durante il suo viaggio fra gli adolescenti gay del Paese.
A parlare è Ali, una ragazza diciassettenne dell'Arkansas.
Cresciuta in una piccola cittadina, è stata vittima di bullismo omofobico a causa del suo orientamento sessuale. In suo aiuto, però, è giunta anche la televisione, uno strumento che quotidianamente gli proponeva la figura forte e fieramente lesbica di Ellen DeGeneres, una nota conduttrice statunitense che per lei rappresentava anche una testimonianza di come le cose sarebbero potute andare meglio in futuro.
Un'intervista che vale la pensa ascoltare, ancor più se si considera che in Italia, proprio in questi giorni, il presidente dell'Osservatorio dei Diritti dei Minori si sia scagliato contro la raffigurazione positiva di personaggi gay in tv. Raffigurazioni che per Ali (e per molti altri adolescenti) hanno rappresentato un aiuto nell'affrontare una società che pareva non volerli accettare.

Clicca qui per guardare l'intervista ad Ali.


Francia: cristiani, mussulmani ed ebrei si uniscono contro le nozze gay

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Se il dialogo tra religioni è sempre stato un tema particolarmente delicato, pare che un punto di incontro sia stato facilmente identificato quando si tratta di impedire che due persone dello stesso sesso possano sposarsi.
Cristiani (cattolici, ortodossi, protestanti), musulmani ed ebrei si sono infatti coalizzate per dire «No» al progetto di legge per l'introduzione di adozioni e matrimoni gay in Francia.
È curioso come i tre culti abramitici fatichino a trovare una linea comune nel proporre un messaggio d'amore, ma trovino tanta facilità nel volerne impedire una sua forma. Il tutto mentre da stanno crescendo di numero le voci dei religiosi che dal basso contestano questa presa di posizione, chiedendosi se la Chiesa stia davvero adempiendo al suo dovere o se sia semplicemente scegliendo la strada dell'assopimento e dell'abitudine, condannando a priori tutto ciò che non fa parte di una tradizione secolare ormai priva di rischi.


Dieux du Stade 2013: ecco tutte le immagini

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L'attesa è finita ed alcune curiosità possono ora essere soddisfatte. Con l'uscita sul mercato del Dieux Du Stade 2013 su Internet stanno iniziando a diffondersi tutti gli scatti proposti dalla nuova edizione del calendario.
Per il terzo anno consecutivo (e per la quarta volta nella storia dell'opera) le fotografie sono state realizzate da François Rousseau, mentre i rugbisti che hanno postato davanti all'obiettivo sono Scott LaValla, Morgan Parra, Julien Pierre, Wesley Fofana, Jérôme Fillol, Olivier Missoup, Jules Plisson, Djibril Camara, Lisandro Gomez Lopez, Alexandre Flanquart, Hugo Bonnxxxx, Maxime Mermoz, Alexis Palisson, Geoffroy Messina, Yoann Huget, Rio Mavuba e Gaël Clichy.
Le sorprese, però, non sono ancora state tutte svelate: da ormai qualche anno l'uscita del calendario è seguita da quella di un dvd con le immagini di backstage. Un video che è sempre molto atteso dal pubblico, soprattutto considerato come negli anni siano stati proprio quei fotogrammi a svelare le situazioni più erotiche e più esplicite legati al Dieux Du Stade. Stando al teaser già diffuso, anche quello di quest'anno sembra promettere di non voler deludere le aspettative.

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Milano rimanda la mozione sull'annullamento del gemellaggio con San Pietroburgo

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Il 2 ottobre del 1967 la città di Milano si è gemellata con l'allora Leningrado (oggi San Pietroburgo). L'obiettivo era quello di contribuire al consolidamento dei sentimenti di pacifica solidarietà e di comprensione che devono esistere fra i cittadini d'ogni nazione.
Come noto, però, lo scorso febbraio la città russa ha approvato una legge che vieta ogni atto pubblico o materiale informativo che parli positivamente di omosessualità. Una norma che non ha mancato di sollevare proteste per la palese violazione delle libertà fondamentali dell'individuo.
È questo il motivo per cui il Consiglio comunale di Milano avrebbe dovuto discutere oggi una mozione sulla possibile sospensione o revoca del gemellaggio con la città russa. Il condizionale è d'obbligo dato che il tutto si è concluso con un nulla di fatto: poco prima di iniziare ad affrontare l'argomento, il PD ha chiesto e ottenuto la la sospensione della seduta per motivi di segreteria. Il tutto è così stato rimandato a data da destinarsi.
Presumibile è la delusione dell'Associazione Certi Dritti e del CIG Arcigay Milano che avevano organizzato un presidio davanti a Palazzo Marino proprio per chiedere a gran voce la fine del gemellaggio.


Anne Hathaway Anne Hathaway devolverà i diritti delle sue foto nuziali a sostegno dei matrimoni gay

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Anne Hathaway è un'attrice nota al grande pubblico per film come "Il diavolo veste Prada", "Alice in Wonderland", "Il cavaliere oscuro-Il ritorno" e "Les Misérables". Il coming out del fratello la spinse ad abbandonare il cattolicesimo e a diventare un'attivista per i diritti gay.
Moemorabile è il discorso in cui ha affermato: «Nella mia famiglia essere gay non è mai stato un problema. Quando mio fratello ha fatto coming out, l'abbiamo abbracciato, gli abbiamo detto di amarlo ed è finita lì. Per la cronaca, noi non crediamo ci sia nulla di alternativo nei nostri valori familiari [...] Ci sono persone che han detto che sono coraggiosa a supportare apertamente il matrimonio e le adozioni gay. Con tutto il dovuto rispetto, disapprovo umilmente. Io non mi comporto in modo coraggioso, mi comporto da essere umano decente. L'amore è un'esperienza umana, non una dichiarazione politica».
Ora che Anne si è sposata con Adam Shulman, l'attrice ha voluto approfittare della corsa all'esclusiva delle sue immagini nuziali per destinare parte di quei ricavati ad alcune associazioni no-profit che si battono a sostegno dei i matrimoni gay.
«Anne Hathaway si sta impegnando perché le coppie dello stesso sesso negli USA possano avere un matrimonio da favola come lei», ha dichiarato Adam Polaski.


«Sono un prete gay»

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«Sono gay. Anzi: sono prete felicissimamente gay». Sono queste le parole pubblicate su Facebook da Mario Bonfanti, un sacerdote 41enne di Pagnano (una frazione di Merate, in Lombardia) che in queste ore stanno rimbalzando sui quotidiani italiani.
Il sacerdote era già finito nella lista nera della curia all'inizio dell'anno, dopo una sua presa di posizione a favore dei gay. Sulla sua pagina Facebook, infatti, aveva condiviso una frase di Amnesty International che recitava: «Ogni giorno, anche in Europa, alle persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuate viene negato il diritto alla libertà di espressione, di riunione e di manifestazione», inserendo un commento in cui lamentava l'arretratezza della Chiesa su questi temi.
Un pensiero ritenuto inaccettabile dal cardinale Angelo Scola, esponente di Comunione e Liberazione, che l'ha immediatamente sollevato dal suo incarico presso la parrocchia di Perego. Dal canto suo si dichiarò gay dalle pagine de Il Giorno, riscontrando grande solidarietà da parte dei suoi parrocchiani, prima di essere destinato ad un periodo di pausa concordato con la curia di Milano, durante il quale riflettere e riprendersi dall'accaduto. Ma, evidentemente, le sue riflessioni non l'hanno portato a cambiare le sue idee.
Oggi Mario Bonfanti torna a dichiararsi gay, spiegando anche le ragioni del suo gesto: «Come scrive Margherita Graglia nel suo magnifico libro Omofobia, il silenzio è una sottile e gravissima forma di omofobia. E purtroppo spesso la chiesa cattolica su questi temi intima il silenzio! Oggi è il giorno in cui rompere il muro omertoso e omofobo del silenzio e dichiarare pubblicamente la propria identità omosessuale non per sfrontatezza, non per orgoglio, non per rivendicazione o altro… ma semplicemente per essere sé stessi e vivere nella verità. Spero che adesso molti gay e lesbiche cattolici abbiano il coraggio di dichiararlo».


Intervista a Fabio Segala

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Ci siamo già occupati di "Tranquillitudine", il libro d'esordio di Fabio Segala. Nato a Mantova il 24 luglio 1978, inizia a scrivere i suoi primi racconti nel '93. Dieci anni più tardi dichiarerà la sua omosessualità alla famiglia. Si definisce un sognatore, timido e romantico.

Com'è nata la passione della scrittura?
È iniziato tutto per gioco. Alle scuole medie ci veniva assegnato il classico libro da leggere in vacanza, sul quale al rientro ci sarebbe stato un compito. Nell'estate del 1991 il libro fu "Avventura a Katmandu" di Stefano Di Marino. Finito di leggere il libro, lo riposi in libreria e nel 1993, riassettandola, lo ripresi in mano e sfogliando le ultime pagine dove vi erano delle schede didattiche, trovai una nota che chiedeva di costruire una nuova avventura per i protagonisti. Ci provai decidendo di cambiare i nomi dei personaggi per inventare una storia tutta mia. Scritta con le capacità di un ragazzino di quattordici anni comparve automaticamente un personaggio gay. Perché a quattordici anni sapevo già che mi piacevano i maschietti.

Secondo te, perché vale la pena leggere il tuo libro?
Vale la pena leggerlo per la sua semplicità di scrittura e per la sua brevità, non voglio sminuirlo né tanto meno faccio il modesto. È scritto con l'intento di scorrevolezza, non ci sono le arguzie di uno scrittore di successo o le descrizioni chilometriche di luoghi ed azioni. Dal quel lontano 1993 ad oggi la mia tecnica è sicuramente migliorata. Forse perché leggendo molto ho osservato la tecnica altrui. Per chi vorrebbe iniziare a scrivere la lettura è un buon apprendimento.


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Usa: ecco il primo valletto di "Ok, il prezzo è giusto!"

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"Ok, il prezzo è giusto!" non va più in onda in Italia dal 2001, ma negli Stati Uniti è un format tutt'oggi vivo e vegeto.
In onda dal 1956, il programma ha deciso di introdurre quest'anno una grande novità: alle consuete ragazze che presentano i prodotti nelle vetrine è stato affiancato anche un ragazzo.
Lui si chiama Rob Wilson, ha 24 anni ed è di Boston. Attraverso i voti del pubblico è stato scelto tra altri due pretendenti(Clint Brink e Nick Denbeigh) ed è entrato ufficialmente a far parte del cast del programma a partire dall'15 ottobre.
Di professione modello, ha preso parte anche a varie campagne pubblicitarie di intimo maschile per conto di Andrew Christian, LA Jock, Pistol Pete, International Jock e Dickies. Risulta anche fra i modelli di Man Hunt, un famoso sito gay di incontri online.

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Bobby Cannavale nudo in Boardwalk Empire

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Nel 2009 Bobby Cannavale ha recitato nel film "Il collezionista di ossa" e nel 2000 è entrato a far parte del cast di "Ally McBeal" nel ruolo dell'avvocato Wilson Jade.
Dopo alcune apparizioni in "Oz" e "Sex and the city", nel 2004 ha iniziato a vestire i panni di Vince D'Angelo, il fidanzato di Will, nella serie televisiva "Will & Grace".
Ha poi preso parte anche ai film "Snakes on a Plane" con Samuel L. Jackson, "Shall We Dance?" con Richard Gere e "Una voce nella notte" con Robin Williams.
Attualmente impegnato nella premiata serie drammatica "Boardwalk Empire", Cannavale interpreta uno dei gangster ai tempi del proibizionismo. Ed è qui che, all'interno del quinto episodio della terza serie, lo ritroviamo in un nudo frontale.
La scena in questione, infatti, ce lo mostra mentre si ritrova improvvisamente coinvolto in un regolamento di conti mentre è impegnato in un gioco erotico con una ragazza. Naturalmente, data la concitazione del momento, tutto ciò che ne segue si svolge senza che lui abbia il tempo di rivestirsi.

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Lele Mora: «Chi voleva prostituirsi, lo faceva lontano da me»

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Dopo le dichiarazioni sulla sua presunta storia con Fabrizio Corona, Lele Mora è tonato a parlare dei retroscena del suo lavoro come "manager dei vip". L'occasione è stata un'intervista mandata in onda a "Domenica in... Così è la vita", curata da Don Mazzi che l'ha accolto come volontario nella sua comunità Exodus.
Uno degli spunti per la conversazione è stata un'immagine diventata ormai famosa, quella in cui Mora si trovava disteso su una montagna di cuscini mentre due aitanti ragazzi gli massaggiavano i piedi. Un'immagine in cui non si riconosce più, dato che assicura che 400 giorni di carcere lo abbiano cambiato.
Nell'intervista ha ammesso di aver illuso e rovinato molti ragazzi: «Ho creato personaggi dal niente, senza né arte né parte, e devo dire che lì me ne devo pentire veramente, perché in televisione devi avere l'arte, la gavetta. Devi sapere far qualcosa. Con alcuni programmi che ho guardato da detenuto mi son detto, ma li facevo io quei programmi lì? Mi facevano senso».
Mora ha affrontato anche il tema del presunto giro di prostituzione di tornisti, corteggiatori ed altri ragazzi della sua scuderia: «Ho sempre voluto tener staccato un certo topo di cose. Chi si vuole prostituire deve farlo per conto suo, non certo io li ho forzati. Certo, ho avuto un momento di megalomania. Amavo essere adorato, idolatrato, conteso. Per me avere tanta gente intorno significava non essere da solo. Io cercavo sempre di contenere il massimo che poteva succedere. Nei miei posti, a Milano, Porto Cervo e Cortina, non ho mai fatto girare né droga né prostituzione. Chi lo voleva fare lo faceva lontano da me, non succedeva davanti ai miei occhi».


Secondo l'Osservatorio dei Diritti dei Minori, i ruoli gay non devono essere mostrati ai minori

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«Ribadisco che non si può assolutamente far passare, attraverso la fiction, sia pure comica e divertente, un messaggio fuorviante, una forzatura morale come le adozioni da parte di coppie gay o addirittura la procreazione con partner surrogati. Fiction come The Foster di Jennifer Lopez o Modern family sono inaccettabili per i nostri costumi legati alla tradizione».
È quanto dichiarato a Panorama da Antonio Marziale, il presidente dell'Osservatorio dei Diritti dei Minori.
Non pago della sua presa di posizione, Marziale ha aggiunto: «Non credo che Modern Family sia una serie appropriata per i bambini: in essa vengono presentati ruoli omosessuali e non è bene che i bambini conoscano l'esistenza di questo aspetto della società moderna».
Insomma, un discorso che pare difendere quei ruoli "macchiettistici" che la televisione italiana ha affibbiato ai personaggi gay per anni e volto ad impedire che i minori possano conoscere le diversità in un'età in cui la società non ha ancora provveduto ad inculcargli una buona dose di pregiudizi. Una soluzione che pare ricalcare le norme omofobe introdotte recentemente in Russia (dov'è vietato presentare ruoli gay positivi davanti ai minori) piuttosto che un principio degno di uno stato che dovrebbe essere civile e aperto alle diversità.


A volte ritornano

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L'estate scorsa, per la prima volta nella sua carriera, il pornoattore Cody Cummings accettò un ruolo passivo nel film "Fantasy Fulfilled". L'intento era di fare un ultimo regalo ai propri fan (che in più occasioni avevano manifestato il desiderio di vederlo in quel ruolo) prima del suo abbandono delle scene.
Un "regalo" che, a ben guardare, suscitò più malumori che apprezzamenti dato che le inquadrature e la totale assenza di primi piani non avevano mancato di far nascere il dubbio che quell'atto fosse solo simulato, un'potesi che aveva fatto sentire presi in giro i suoi fan. Probabilmente è quello il motivo per cui Cody Cumming ha ripetuto l'esperienza anche in "Shadowkiss", un nuovo film dove il suo inedito ruolo da passivo era mostrato molto più esplicitamente (anche se, anche in quel caso, la scena non del tutto privo di dubbi riguardo alla possibile simulazione dell'atto).
Rimase però invariata la data ultima della sua attività nell'industria dell'hard: il 5 luglio avrebbe abbandonato quel mondo per iniziare una nuova carriera da terapista sessuale.
Questo è quanto da lui dichiarato e quanto ai tempi prontamente riportato da Gayburg e da molti altri siti web. Ma poi è andata effettivamente così?
A quanto pare no.
Nei giorni seguenti, la sua attività Twitter è proseguita come se nulla fosse, con tanto di qualche retweet di chi timidamente gli chiedeva: «Is it true you are retiring from porn?». Poi, il 23 maggio, un messaggio in cui annunciava un nuovo video caricato sul suo sito. Un annuncio poi ripetuto con crescente frequenza anche nelle settimane successive.
Anche a voler ipotizzare che si trattasse di materiale d'archivio, quell'idea va sfumando con la ripresa delle sue sessioni settimanali via webcam riservati agli abbonati del suo sito: trattandosi di video in diretta, la sua presenza fisica diventava del tutto palese.
Ecco dunque che, seppur con grande ritardo, viene da rettificare quanto scritto qualche mese fa. Il tutto senza annunci o articoli che spiegassero il perché di quella che appare una sua ritrovata attività nel mondo della pornografia (con tanto di ingenti campagne pubblicitarie del suo sito che proprio in questi giorni stanno invadendo la rete).

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Il 6 novembre un referendum deciderà la sorte dei matrimoni gay nello stato di Washington

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Il 6 novembre prossimo, in concomitanza con le elezioni presidenziali, i cittadini dello stato di Washington saranno chiamati ad esprimere il proprio parere sul quesito referendario numero 74, il quale prevede la piena eguaglianza dei diritti in ambito matrimoniale tra coppie omosessuali ed eterosessuali.
Il ricorso al referendum si è reso necessario dopo l'ostruzionismo di alcuni gruppi anti-gay che hanno raccolto 247.000 firme per chiedere la sospensione di una legge sull'argomento già approvata da entrambe le camere legislative e firmata dalla governatrice Christine Gregoire.
Secondo la legge statunitense, quell'opposizione è stata sufficiente ad impedire l'entrata in vigore della norma e a richiedere una consultazione popolare.
In caso di esito positivo, i matrimoni gay potrebbero diventare una realtà già prossimo il 6 dicembre e Washington diverrebbe il settimo stato Usa ad averli legalizzati.
Parere favorevole è stato espresso da Barack Obama, mentre repubblicano Mitt Romney si detto contrario. A lui fanno eco anche le principali realtà cristiane del Paese, anche se non manca qualche voce fuori dal coro, come nel caso dell' arcivescovo Sartain che ha dichiarato: «Il Referendum non è contro qualcosa, né contro qualcuno; [la Chiesa Cattolica è] per il matrimonio come dono di Dio, per il piano di Dio nei confronti della società degli uomini, e quindi per gli sposi e per i figli».


Si finge gay per un anno e vince la sua omofobia

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«Quello che ho vissuto non è neanche comparabile a ciò che passano gay e lesbiche tutti i giorni. La mia decisione pretendeva un coinvolgimento totale. Sapevo di voler capire, il più realisticamente possibile, come quell'etichetta poteva cambiare la mia vita». Con queste parole Timothy Kurek, un ragazzo 26enne del Tennessee, racconta ai giornali la sua particolare esperienza.
Tutto ha avuto inizio nel 2009, quando una sua amica gli ha raccontato di essere stata cacciata di casa perché lesbica. Lui, conservatore cristiano evangelico, non era pronto a confrontarsi con quella realtà: «Stava piangendo disperata fra le mie braccia -racconta- e tutto quello a cui pensavo erano delle frasi per convertirla».
Ed è così che Timothy dice di aver deciso di mettersi in discussione e di provare a vivere sulla propria pelle dei sentimenti che non era in grado di comprendere, fingendosi gay per un intero anno.
Dopo il suo finto coming out, inizia a scoprire cosa significhi essere discriminato: la maggior parte dei suoi amici lo abbandona e la madre scrive sul proprio diario che avrebbe preferito scoprire di avere un cancro piuttosto che un figlio gay.
Trascorso l'anno, Kurek ha deciso di raccogliere la sua esperienza in un libro, raccontando di essere finalmente riuscito a vincere la propria omofobia: «Ho capito che Dio ama tutti davvero -ha dichiarato- Essere gay per 365 giorni ha salvato la mia fede».


David Testo: dopo il coming out, sfumano gli ingaggi

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Lo scorso novembre lo statunitense David Testo, ai tempi calciatore del Montreal Impact, fece coming out. Le sue parole fecero il giro del mondo: «Sono gay: è solo una parte di ciò che sono. E non ha nulla a che fare con il talento di un calciatore. Si può essere sia un ottimo giocatore di calcio che essere gay. Mi dispiace solo di non averlo fatto prima. Ho combattuto con questo per tutta la mia vita, la mia carriera. Vivere la vita di un atleta professionista ed essere gay allo stesso tempo è qualcosa di incredibilmente difficile».
Parole toccanti che, però, si sono dovute scontrare con l'omofobia del mondo del calcio. Un'omofobia particolarmente odiosa perché spesso negata, nascosta, ma al netto dei fatti troppo ben radicata.
Ed è così che, dopo tutte le parole a sostegno del suo gesto, il trentunenne non è più riuscito a trovare una squadra in cui giocare.
«Non credo che ci siano squadre di calcio disposte a stringere contratti con un gay» sono state le sue laconiche parole.
E poi ci si meraviglia se i calciatori (o gli sportivi in generale) hanno paura a fare coming out...

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Iraq: bruciati vivi perché gay

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È quanto avvenuto in Iraq, dove un gruppo di integralisti islamici si è filmato mentre compiva un'esecuzione sommaria di tre uomini, considerati "colpevoli" di essere gay.
I fatti risalirebbero al 2011, ma il video che li documenta è stato tradotto e portato all'attenzione internazionale solamente ora.
Nelle immagini (che volutamente ho deciso di non pubblicare per la loro crudezza) si vedono tre uomini bendati che vengono cosparsi di benzina e buttati in una buca dove era già stato allestito un rogo. Il tutto dopo che i loro esecutori -tutti a viso coperto- hanno pronunciato il proprio verdetto di condanna: «La sentenza unanime per questi tre peccatori che abbiamo arrestato e che hanno commesso questo orribile atto è che saranno bruciati a morte. Giuro su Allah il Grande che non mostreremo nessuna pietà. Allah è grande, onore a Allah e ai credenti».
Fatti simili, purtroppo, si verificano più spesso di quanto si possa pensare, anche se nella maggior parte dei casi non trapelano documenti o testimonianze in grado di dimostrare l'accaduto. In Iraq le esecuzioni degli omosessuali vengano eseguite sulla pubblica piazza come monito alla popolazione, motivo per cui risulta uno dei Paesi da cui fuoriesce il maggior numero di testimonianze si simili barbarie. È lecito, però, supporre che avvenimenti simili si verifichino anche in molti altri stati governati dall'integralismo religioso, anche se spesso non se ne sa nulla.


Da modello per un sito gay a candidato alla Casa Bianca

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Ha lavorato come modello softcore per un sito erotico dedicato ad un pubblico gay amante dei culturisti, ed ora è in lizza per la presidenza della Casa Bianca.
Si chiama Andre Barnett -classe 1976- ed è il candidato alla presidenza degli Stati Uniti per conto del Partito Riformista, un gruppo politico conservatore nato nel 1995.
Laureato in ingegneria informatica, Barnett potrebbe essere stato scelto proprio per la sua prestanza fisica (una caratteristica che negli Stati Uniti non manca di esercitare una certa influenza sull'elettorato).
Dato che è da escludersi l'ipotesi che il partito potesse non essere a conoscenza del suo passato (ancor più considerato che non era neppure ricorso all'uso di pseudonimi durante i suoi servizi fotografici), ne consegue che il suo essersi esibito per un pubblico gay non sia stato considerato un ostacolo.
Data la natura conservatrice del partito, la notizia non può che stupire. Forse può essere considerato come un segno di apertura mentale da parte del partito o forse è il simbolo di una società che sta evolvendo verso una sempre minore stigmatizzare di certi settori.

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L'impegno del centro-sinistra per le unioni gay

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Pier Luigi Bersani (PD), Nichi Vendola (Sel) e Riccardo Nencini (Psi) sono i tre leader che si sfideranno alle primarie del centrosinistra del prossimo 25 novembre. Tutti e tre hanno sottoscritto la "Carta d'Intenti per l'Italia bene comune", un documento in cui si trova anche l'impegno al riconoscimento delle unioni gay.
«Daremo sostanza normativa al principio riconosciuto dalla Corte costituzionale, per il quale una coppia omosessuale ha diritto a vivere la propria unione ottenendone il riconoscimento giuridico», si legge.
Soddisfazione è stata espressa da Paola Concia che annuncia: «Lotterò ancora perché questo principio generico contenuto nel documento sia declinato in un istituto giuridico che tuteli realmente le coppie gay».
«Ora va trovata la forma -aggiunge la deputata- Le soluzioni possono esser due: l'estensione del matrimonio o un istituto giuridico che deve contenere diritti e doveri. Io mi batterò perché questo principio sia declinato nel modo più alto. Bene il principio, ora sia fatto nel modo più giusto».


Ryan Kwanten nudo in "Not Suitable for Children"

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Divenuto celebre come guardia spiagge nella soap australiana "Home and Away", l'attore Ryan Kwanten, ha poi  raggiunto notorietà internazionale grazie al ruolo di Jason Stackhouse nella serie "True Blood".
Il suo fisico passa difficilmente inosservato e, non a caso, è stato più volte valorizzato sullo schermo (giusto poco temo fa, anche con il suo lato b messo in bella mostra in un episodio di "True Blood").
Ed è proprio il suo lato b ad aver nuovamente catturato l'attenzione del pubblico in "Not Suitable for Children", un nuovo film australiano in cui Ryan veste i panni di un giovane playboy che scopre di avere solo un mese di tempo prima di diventare sterile.

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Raffaele Casuccio

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Raffaele Casuccio nasce a Napoli il 29 settembre 1978. Ballerino e coreografo a livello internazionale, in Italia è conosciuto soprattutto per la sua partecipazione a svariate trasmissioni televisive: dal Festival di Sanremo a "Ciao Darwin" di Paolo Bonolis, passando per "Scommettiamo che" dove ha anche affiancato Cecchi Paone nella conduzione del programma.
La sua formazione artistica affonda le radici tra Roma, Londra, New York e Los Angeles, una serie di esperienze che gli hanno permesso di maturare uno stile personale improntato su energia ed espressività.
Nel corso della sua carriera ha collaborato con Luca Tommassini (coreografo di Madonna), Michael Rooney (coreografo di Kylie Minogue), Wade Robson (coreografo di Usher, Pink e Britney Spears) e Paul Roberts (coreografo dei Blue). Oltre ad aver preso parte ai videoclip musicali di "Not for all the love in the world" dei The Trills e di "Push the button" dei Push, ha danzato sui palchi dei tour di Renato Zero, Claudio Baglioni, Holly Valance, Ricky Martin e Bananarama.
Attualmente la sua carriera ha preso una via meno visibile, attraverso l'affiancamento di alcuni autori nella scrittura dei testi di trasmissioni televisive (tra i quali anche Silvestro Montanaro per "C'era una volta" di Rai Tre).

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