Archivio: novembre 2012

Justin Bruening

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Justin Bruening nasce il 24 settembre 1979 a Chadron, in Nebraska (Stati Uniti). Cresciuto nella piccola cittadina di St. Helena (85 abitanti), si diploma dopo aver frequentato le scuole superiori in una classe di sole dieci persone.
Trasferitosi a San Diego, in California, viene notato da un talent scout mentre si trovava in un McDonald's: si ritrova così a lavorare come modello e a debuttare in un servizio fotografico per la Abercrombie & Fitch.
Nel frattempo inizia a studiare recitazione fino al 2003, quando non viene notato dal direttore casting di "All My Children" che gli offre un ruolo nella soap opera. Per un breve periodo a cavallo fra il 2004 e il 2005, entra a far parte anche del cast di "One Life to Live", ottenendo un forte riscontro mediatico con servizi apparsi su riviste come Teen People, Us Weekly, Star e J-14 magazines.
Il 2 novembre 2007 viene annunciato il debutto da protagonista di Bruening nel film "Knight Rider", un remake della fortunata serie degli anni ottanta "Supercar". Dato il successo ottenuto, la NBC decide di proseguire quella storia dando vita ad un omonimo telefilm (attualmente trasmesso da Italia 2) nel quale Justin continua a vestire i panni di Mike Traceur.
Nel 2011 entra nel cast della serie "Ringer" (prodotta dalla CW), mentre nel 2012 è la volta di un ruolo in "Switched at Birth" (ABC).

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Vicenza: i 16enne preso di mira con insulti omofobi. I genitori sporgono denuncia

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Non si è ancora spento il clamore suscitato dal ragazzo quindicenne suicidatosi a Roma, che la cronaca ci porta all'attenzione un nuovo caso di uno studente vittima di insulti omofobi da parte dei compagni.
Trasferitosi a Vicenza quest'anno, il giovane è stato preso di mira per i suoi atteggiamenti un po' effeminati. Lo hanno deriso, lo hanno chiuso nel bagno delle ragazze, gli hanno infilato delle riviste gay nello zaino e hanno scritto il suo numero di cellulare alle fermate dell'autobus promettendo prestazioni sessuali con altri uomini.
Una situazione divenuta insostenibile, al punto che il giovane ha iniziato a sentirsi malvoluto da tutti e ha smesso di uscire di casa (prima ha abbandonato la pallavolo -il suo hobby preferito- poi anche la scuola).
A quel punto i genitori hanno deciso di passare all'azione e di sporgere denuncia ai carabinieri verso i cinque compagni di scuola (quattro maschi e una femmina, dai 15 ai 17 anni di età) che gli stavano rendendo la vita impossibile.
I militari hanno già provveduto a convocarli, ad ascoltare le loro testimonianze e ad intimargli di desistere dalle loro azioni persecutorie.
Fabrizio Marrazzo, portavoce del Gay Center, ha commentato: «Questo caso è emblematico di come possano esserci tra i giovani alcune forme di discriminazione verso quei compagni gay o ritenuti tali. È urgente e necessario che sulle scuole si faccia un lavoro di educazione alla diversità e all'affettività».


Le iniziative in programma per la giornata mondiale contro l'Aids

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Domani si celebrerà la Gionata mondiale contro l'Aids. In molte città italiane sono stati organizzati eventi e manifestazioni in occasione della ricorrenza.
A Bari, Arcigay e Makumba Officine organizzano una settimana di eventi: il 1° dicembre alle 09.00 si terrà un convegno sul tema dell'HIV presso la sala consiliare, il 2 dicembre sarà allestito un banchetto informativo presso il Nord Wind in occasione della serata Drag Factor, dalle 8 alle 14 del 3 dicembre saranno organizzati dei punti informativi presso le facoltà di Scienze Politiche e di Giurisprudenza; il 4 verrà distribuito materiale informativo sulla prevenzione in Via Sparano; il 6 l'ITC Romanazzi di Bari ospiterà un convegno/dibattito per parlare di malattie sessualmente trasmissibili e l'8 dicembre si chiuderà la lunga liste di eventi con un banchetto informativo presso il Gran Galà all'Heineken Disco.
A Bergamo, presso il City Sauna Club di via Clementina, verrà allestito un punto prelievi (aperto dalle 16 alle 19 il 2 e il 16 dicembre) presso cui poter effettuare gratuitamente, in totale anonimato e senza bisogno di appuntamento, il test dell'HIV, dell'epatite (A, B e C) e della sifilide.
A Genova, dalle 15 alle 18, alcuni attori reciteranno dei monologhi su sessualità e sieropositività in in via Cesarea, proprio davanti al teatro. A Grosseto, in Via Ugo Bassi 78, a partire dalle 18 si terrà una serata dal titolo "Occhio alle tentazioni", con interventi, musica e filmati.
A Messina, l' Arcigay e l'Associazione Crono organizzano un'iniziativa dal titolo "Il silenzio non elimina il problema", con il riconoscimento di un credito formativo agli studenti che ve ne prenderanno parte.


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Quattro ragazzi denunciano le violenze subite durante una presunta terapia "di riconversione sessuale"

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La Jews Offering New Alternative for Healing è in'associazione statunitense che organizza e pratica le cosiddette terapie "di riconversione sessuale". I due fondatori, che vi lavorano pur non avendo mai ottenuto una licenza da psicologo, si definiscono ebrei ortodossi e convinti che l'omosessualità sia una violazione della legge divina.
Ora dovranno salire sul banco degli imputati dopo che quattro ragazzi del New Jersey hanno presentato denuncia per i loro metodi «crudeli, fraudolenti, dannosi e che possono indurre tendenze suicide».
«Ci hanno costretto a pratiche umilianti -hanno raccontato- come stare nudi di fronte ai terapisti con il pene in mano, colpire le immagini delle nostre madri giudicate colpevoli della nostra omosessualità, persino bere il succo di due arance visualizzate come testicoli».
Nelle terapie proposte non mancavano anche dei "week-end di ritiro spirituale" dai costi esorbitanti. Un esborso notevole ai quali si sono dovute poi aggiungere anche le spese di psicoterapie successive necessarie a riprendersi dai traumi subiti.
«Cercavano di farmi esplodere di rabbia contro i miei genitori -afferma uno dei ragazzi- e siccome non riuscivo a liberami delle mie attrazioni gay, venivo colpevolizzato e insultato».


Pdl, verso l'addio alle primarie

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È passato poco più di un mese da quando Silvio Berlusconi ha dichiarato: «Non ripresenterò la mia candidatura a premier ma rimango a fianco dei più giovani che debbono giocare e fare gol. Ho ancora buoni muscoli e un po' di testa, ma quel che mi spetta è dare consigli, offrire memoria, raccontare e giudicare senza intrusività».
Da lì l'potesi delle primarie per individuare il suo successore, con tanto di articoli in cui si diceva che il Pdl aveva battuto il Pd dato il maggior numero di pretendenti (foto). A contendersi il ruolo Angelino Alfano, Giulio Tremonti, Giancarlo Galan, Guido Crosetto, Giorgia Meloni, Alessandro Proto, Daniela Santanché, Alessandro Cattaneo, Alessandra Mussolini, Gianpiero Samorì, Vittorio Sgarbi, Andrea Di Pietro (noto a livello nazionale solo per la sua battuta omofoba contro Vendola), Luigi Alfonso Marra, Michaela Biancofiore e Luciano Silighini Garagnani.
Ora, però, si sta concretizzando l'ipotesi che non se ne faccia più nulla: sembra che Berlusconi ci abbia ripensato e che il ruolo da leader gli spetti di diritto senza la necessità di chiedere il parere degli elettori, motivo per cui lo stesso Alfano aveva dichiarato: «Queste primarie hanno senso solo se non si candida. Altrimenti occorre ripensare tutto».
L'ipotesi più gettonata è quella di un suo ritorno in campo con un nuovo partito -una sorta nuova Forza Italia- che potrebbe essere presentato attraverso una una convention organizzata entro Natale (forse proprio il 16 dicembre, data prevista per le primarie del Pdl).
Immediato è arrivato il commento di Giorgia Meloni, la principale sfidante dell'attuale segretario, che su Twitter scrive: «Si dice vogliano annullare le primarie, ma nessun organo del Pdl si è riunito. Chi vuole annullarle ci metta la faccia, io non mi ritiro».


Verso il ballottaggio del centro-sinista: ecco le posizione dei due candidati sui temi lgbt

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Lemony Snicket scriveva che «Se dovessimo aspettare finché non saremo pronti, aspetteremo per il resto della nostra vita». Eppure è proprio l'attesa di tempi futuri ad unificare il pensiero dei due candidati al ballottaggio del centro sinistra in materia di matrimoni gay. Matteo Renzi afferma che «In Italia non ci sono neanche le unioni civili. Intanto facciamo le civil partnership», mentre Pierluigi Bersani asserisce: «Siamo in Italia: le unioni civili tedesche sono già un enorme passo avanti in questo Paese».
Un «no» unanime riguarda anche le adozioni: attraverso un'integrazione inserita 16 novembre scorso nel proprio programma, Renzi propone solo quelle disgiunte per «Riconoscere ai bambini già presenti in famiglie omogenitoriali gli stessi diritti di tutti gli altri bambini, a cominciare dal diritto di adozione da parte del genitore non biologico. Bersani, invece, ha affrontato l'argomento solo nel corso del confronto televisivo su Sky Tg 24, affermato che «Dobbiamo occuparci delle decine di migliaia di bambini che già vivono con coppie omosessuali, per andare a vedere qual è il filo dei loro diritti».
Per quanto riguarda la legge contro l'omofobia, nell'integrazione dello scorso 16 novembre Renzi promette che «Saranno introdotte aggravanti a sanzione dei reati con movente omofobico e transfobico», opponendosi all'estensione dell'attuale Legge Mancino. Bersani, invece, nel programma afferma che «È necessaria una legge urgente contro l'omofobia», pur senza addentrarsi in ulteriori dettagli.


I gay italiani temono la loro terza età

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I gay italiani sono preoccupati dalla loro vecchiaia e di come vivranno la propria condizione di anziano omosessuale. È quanto emerge dall'indagine "Omosessualità e anzianità in Italia", condotta dal sociologo Raffaele Lelleri per conto di Spi-Cgil e di Equality Italia.
I dati raccolti si basano su un campione di oltre duemila persone omosessuali, bisessuali e transessuali. Il 55% di loro dichiara di essere preoccupato per il proprio domani, il 38% si dice certo che la propria vita da anziano sarà peggiore di quella attuale e solo il 23% si dichiara fiducioso verso il futuro. Il 28%, infine, non ha saputo dare una risposta su cosa aspettarsi per il proprio avvenire.
Per quanto riguarda la società, il 52% è convinto che oggi essere anziani ed omosessuali rappresenti una situazione di svantaggio rispetto ai propri coetanei eterosessuali, il 22% è stato più drastico nel sostenere che l'essere gay sia sempre uno svantaggio mentre il 17% ritiene che l'età non influisca sulla propria condizione.
La maggior parte
Il 40% ritiene che condizioni di vita degli anziani omosessualità siano probabilmente migliorate rispetto a dieci anni fa, il 17% si dice certo del miglioramento mente il 30% la reputa invariata. Inoltre il 53% pensa che la propria condizione probabilmente migliorerà nel prossimo decennio, il 16,5% si dice certo del cambiamento mentre il 18% è convinto che tutto che resterà uguale ad oggi.
Carla Cantone, segretario generale dello Spi-Cgil, ha commentato: «Nella giustizia sociale devono trovare un posto di parità di diritti anche gli anziani e le anziane che vogliono vivere la propria omosessualità in libertà e in pace. Senza essere emarginati, perseguitati o derisi. I diritti di queste persone devono imboccare la strada giusta ed è per questo che devono essere rimossi tutti gli ostacoli culturali, sociali e politici che fino ad oggi hanno impedito loro di vivere alla luce del sole la propria esistenza».
Aurelio Mancuso, presidente di Equality Italia, ha aggiunto: «Quasi un milione di anziani omosessuali sono doppiamente discriminati: invisibili nella comunità gay e invisibili nella società. Il nostro impegno è quello di proseguire con determinazione promuovendo formazione e informazione in tutta Italia, di introdurre nella contrattazione sociale territoriale il tema delle discriminazioni e di attuare azioni concordate con i sindacati europei».


Balls Dream Band, la boyband del wc

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Marcellus, Alejandro, Marcus e Dimitri sono i quattro componenti della Balls Dream Band, una boyband lanciata da Henkel per la promozione del suo Bref Power Activ (un prodotto per la pulizia del wc caratterizzato da quattro palline che igienizzano e profumano i sanitari).
Attraverso una pagina di YouTube dedicata all'iniziativa è possibile gustarsi il videoclip del brano "Please baby flush-it". Un video non solo ironico e trash, ma anche dotato di interattività: di volta in volta l'utente dovrà tirare la catenella del wc per far proseguire il brano e per "lavar via" un capo d'abbigliamento ai modelli. Il tutto fino a quando non li si lascerà in mutande.
L'idea è stata partorita della TBWA/Italia ed è pensata per ottenere una grande virilizzazione (un obiettivo che una campagna più seriosa non avrebbe mai potuto ottenere dato che i prodotti per la pulizia dei wc non risultano certo fra gli argomenti più condivisi su Facebook o Twitter).
Nei prossimi giorni arriverà anche un video pubblicitario da 15 secondi che sarà veicolato a YouTube e ad altre comunità on-line. A Milano e Roma, invece, si darà vita anche al Dancer in a ball, un evento realizzato per le strade cittadine durante il quale un modello stupirà i passanti attraverso la sua esibizione canora e uno spogliarello ad ogni tiro di catena.

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Ecco le prime immagini del film hard di Tassinari

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Luca Tassinari è noto al grande pubblico come il vincitore del reality "La pupa e il secchione", nonché come concorrente del fallimentare "Human take control". Due ruoli con cui il mondo televisivo l'ha praticamente presentato come stereotipo dello "sfigato".
Ormai assente dal piccolo schermo già da qualche tempo, Tassinari ha deciso di ripiegare sul mondo della pornografia e di prendere parte ad un film dall'inequivocabile titolo di "La pupa e il nerchione". Da notare che la pellicola è stata prodotta dalla Love-me, la stessa casa cinematografica che ha realizzato anche il film hard di Sara Tommasi e che -nonostante le smentite del diretto interessato- ha annunciato quello di Nando Colelli.
Nonostante la pellicola sia sul mercato ormai da qualche tempo, solo ora è stato reso pubblico un trailer che ne anticipa alcune sequenze. Sequenze che, però, paiono non deludere le aspettative dei più scettici.
Già abbondantemente deriso in televisione, Tassinari ad essere ancor più umiliato anche nel suo nuovo ruolo: basti pensare che già nella prima scena viene mostrato mentre indossa una cuffietta con orecchie rosa da Teletubbies e manifesta indecisione su chi preferire tra una ragazza ed una bambola gonfiabile. Poi, anche nel corso delle scene d'azione, non mancano sguardi nel vuoto, movimenti simili a convulsioni ed espressioni facciali che ben poco hanno a che fare con la sensualità. Di contro sono da sottolineare delle dimensioni fisiche probabilmente superiori alle aspettative, anche se forse risultano di poco conto se inserite in un contesto che talvolta pare voler mortificare il protagonista piuttosto che esaltarne le gesta...

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L'Uganda stralcia la pena di morte dalla legge anti-gay

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Prosegue inarrestabile l'iter della legge ugandese per l'inasprimento delle pene contro gli omosessuali. Nei mesi scorsi Rebecca Kadaga, presidente del Parlamento e forte sostenitrice della norma, aveva rivendicato un presunto diritto dell'Uganda nel decidere la persecuzione dei gay. Poi, dato che non c'è mai fine al peggio, si era arrivati addirittura a definirla «un regalo di Natale», quasi come se un popolo attanagliato da guerre, epidemie, analfabetismo e mortalità non necessitasse d'altro che di una nuova campagna d'odio.
Fatto sta che ora il progetto di legge è stata approvata anche dalla Commissione Giustizia ugandese che, però, ha deciso di stralciare la pena capitale dal testo. Perlomeno per il momento, dunque, i gay ugandesi rischieranno il carcere ma non la propria vita.
Nella sua versione originale, la norma sanciva la condanna all'ergastolo per chiunque avesse rapporti omosessuali. Nel caso di figure che rivestissero una qualche autorità (compresa quella all'interno della famiglia, come nel caso do genitori genitori), di sieropositivi, di pedofili o di delinquenti, era prevista la pena di morte.


Tutti a torso nudo nella saga di Twilight

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Che siano licantropi o vampiri, i personaggi della saga di Twilight paiono accomunati tutti da una caratteristica: prima o poi appaiono a torso nudo.
E così, mentre "Breaking Dawn" continua a mantenere il primato nel box office italiano (con quasi 3 milioni di euro di incassi nel week-end del 23 novembre), il sito internet Hollywood.com ha realizzato un filmato che raccoglie tutti gli spezzoni più significativi dei film precedenti in cui i protagonisti appaiono senza maglietta.
Un video in cui rivedere tutte le occasioni in cui Jacob Black (interpretato da Taylor Lautner) ha messo in bella mostra i suoi pettorali, o in cui Edward Cullen (Robert Pattinson) improvvisa uno sorta di spogliarello nella piazza di Volterra. All'appello non mancano anche altri vampiri e licantropi che affiancano i protagonisti, anche loro spesso non esonerati dal mettere in mostra il proprio fisico.

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X-Factor: Morgan cade e mostra i suoi attributi in diretta televisiva

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Fortunatamente la scorsa puntata di X-Factor non è stata caratterizzata solo dalla dalla brutta scena dei Freres Chaos che dal palco hanno iniziato a lanciare accuse di complotti nei loro confronti dopo la loro eliminazione. La serata passerà probabilmente alla storia anche per un divertente incidente accaduto a Morgan.
Durante la trasmissione è consuetudine che i giudici rimangano sul palco al fianco dei propri concorrenti durante l'annuncio dei nomi di chi ha passato il turno. Ed è così che nell'udire il nome di Ics, Morgan e il rapper si sono fatti prendere dall'euforia e sono caduti rovinosamente a terra. Poco dopo il conduttore, Alessandro Cattelan, ha fatto sapere ilg iudice si era dovuto assentare perché in quella caduta gli si erano strappati i pantaloni.
Una situazione più che sufficiente per strappare una risata, ed il tutto pareva finito lì. Ma è con il passaggio in chiaro su Cielo di ieri sera che qualche telespettatore più malizioso si è accorto di un dettaglio: nonostante sia immediatamente corso a ripararsi dietro il corpo di Ics, in alcuni frame si vede chiaramente che in quel momento il giudice non indossava biancheria intima...

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Nando Colelli si dichiara etero ma confuso...

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«In questo periodo sono molto confuso». È quanto affermato dall'ex gieffino Nando Colelli, anche la confusione di cui parla non ha nulla a che vedere con quella che le sue dichiarazioni altalenanti e contraddittorie hanno generato nel pubblico.
Dopo essersi fatto riprendere da "Le Iene" durante la realizzazione di un provino a luci rosse di fronte al regista Riccardo Schicchi, ha negato e minacciato azioni legali verso le recenti voci che lo vorrebbero come protagonista di un film hard dal titolo "La bella e il Porcone", asserendo di non aver avuto mai intenzione di debuttare in quel mondo nonostante le dichiarazioni in quel senso fatte (per gioco, a suo dire) davanti alle telecamere di Italia 1.
Ma le contraddizioni non finiscono qui. L'ex concorrente del Grande Fratello aveva fatto parlare si sé anche per alcune sua inaccettabili frasi omofobe. In quell'occasione, sempre di fronte alle telecamere de "Le Iene", Nando ha affermato che se un suo amico gli avesse detto di esser gay, lui gli avrebbe risposto: «Pigliate una pasticca e guarisci che c'hai solo da curà».
Ora, però, ritratta ed afferma: «Non potevo mai pensare a quella cosa e non pensavo che li avrei offesi così. Chiedo scusa di quello che è successo, non ho niente contro, ho tanti amici gay e loro mi amano, mi ci trovo anche bene... La vita è bella perché siamo tutti diversi».
Ed ancora: «Io mi sento un tipo non bello e non brutto, però piaccio, e poi mi sento tanto porco. Sì, molte donne per il mio sguardo. E anche gli uomini...».
Non pago, dopo aver precisato di essere eterosessuale («Mi sento etero al 100 per 100, poi nella vita non si sa mai»), parte da quell'ultima apertura nella sua frase per sostenere di non poter escludere una storia con un altro uomo: «In questo periodo sono molto confuso, tutto può succedere».
Parole sentite o un'azione di marketing per far parlare si sé?


Turchia: proposta l'espulsione dei gay dall'esercito

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Secondo quanto riportato dal quotidiano Milliyet, il governo di Ankara si sta preparando ad approvare un nuovo regolamento disciplinare militare che prevede l'allontanamento di tutti i gay dell'esercito a causa delle loro "scelte di vita" considerate "innaturali". È la prima volta nella storia del Paese che l'omosessualità viene definita "innaturale" in un documento ufficiale delle forze armate.
La riforma, decisa dal ministro della difesa Ismet Yilmaz, dovrà ora essere sottoposta all'approvazione del governo. Le associazioni gay e lesbiche turche, però, hanno già iniziato a manifestare la propria contrarietà alla norma, considerata una violazione dei diritti umani legata a motivi «che non hanno nulla a che vedere con la capacità a svolgere il servizio militare».
Stando al nuovo regolamento, gli altri motivi che prevedono l'espulsione dall'esercito di un soldato sono l'omicidio, il furto, le frodi o una condanna a oltre un anno di carcere.


Francia: apre la prima moschea riservata ai gay

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Ludovic Zahed Mohamed è un mussulmano di origini algerine che attualmente vive in Francia. Dichiaratamente omosessuale e legalmente sposato in Sudafrica con il compagno Qiyam al-Din Qiyam, ha già fatto parlare di sé dopo essere riuscito a coronare il proprio sogno ed aver vista benedetta la propria unione da un Imam secondo quanto previsto dalla sharia.
Un matrimonio che non è stato visto bene da tutti, tanto che da quel momento la coppia è stata al centro di minacce e ritorsioni. Ma il trentacinquenne algerino non si è scoraggiato e ha deciso di rilanciare fondando una moschea riservata esclusivamente ai fedeli gay mussulmani.
«Le donne nelle moschee siedono dietro gli uomini e si coprono con lo hijab -ha raccontato al quotidiano Hurriyet- Noi abbiamo paura di essere molestati, sia verbalmente che fisicamente e per questo dopo il mio rientro dal pellegrinaggio ho deciso di aprire una moschea dove solo gli omosessuali possono pregare… gli omosessuali potranno in un primo tempo svolgere la preghiera del venerdì e più avanti sarà aperta tutti i giorni».
La nuova moschea verrà aperta nel sobborgo parigino di Sevres il 30 novembre prossimo. A France 24 Ludovic Zahed Mohamed ha dichiarato: «Sono sicuro che se il profeta Maometto fosse ancora vivo, sposerebbe le coppie gay».


Nando Colelli: «Mai fatto film a luci rosse»

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«Ve lo assicuro, non ho fatto film del genere». È quanto dichiara Nando Colelli in un'intervista a Televisionando dopo le voci girate nei giorni scorsi che lo vedrebbero come protaginista di un film a luci rosse realizzato da Love-me.
L'annuncio era arrivato dalla stessa casa di produzione, la quale ha anche pubblicato sul proprio sito internet una locandina del film (dall'inequivocabile titolo di "La bella e il porcone"), ma l'ex concorrente del Grande Fratello sostiene si tratti di un fotomontaggio e minaccia azioni legali contro chi ha voluto sfruttare la sua immagine. Anzi, rilancia ed afferma che anche il provino con Riccardo Schicchi e trasmesso da "Le Iene" non era altro che un gioco e che lui non ha mai avuto intenzione di debuttare in quel settore.
È curioso notare, però, che la casa di produzione del film è la stessa che ha prodotto quello di sara Tommasi. Anche in quel caso la show-girl negò di averlo mai realizzato e fece causa al produttore sostenendo che il tutto fosse stato girato illegalmente dopo averle somministrato delle droghe. Poi, dopo aver sollevato un polverone mediatico, la Tommasi preferì ritrattare affermano: «Alcuni giorni prima di entrare in questo ambiente ho avuto un contatto con entità aliene che mi hanno impiantato un microchip nel cervello con lo scopo di diffondere l'amore nel mondo. Due di loro sono stati sempre presenti di nascosto sul set».
Che ci siano chip alieni in arrivo anche per l'ex gieffino?


Flavio Romani è il nuovo presidente di Arcigay

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Flavio Romani, 45enne di Rovigo, è il nuovo presidente nazionale di Arcigay. La sua nomina è stata decisa nel corso XIV Congresso dell'Arcigay, durante il quale è stato nominato anche il segretario: Michele Breveglieri, 37 anni, attualmente presidente della sezione veronese dell'associazione.
Breveglieri, che sino ad oggi ha ricoperto il ruolo di presidente del comitato Arcigay di Ferrara, sostituirà Paolo Patanè alla guida dall'associazione.
I membri della segreteria, invece, saranno: Matteo Cavalieri (tesoriere), Valerio Barbini (uguaglianza, matrimonio civile e diritti), Marco Giusta (rapporti con i territori), Danilo Zanvit (sostenibilità, progetti e foundraising), Fabrizio Sorbara (coming out e giovani), Maura Chiulli (politiche di genere e cultura) e Giorgio Dell'Amico (servizi e sussidiarietà). Nel ruolo di garanti del collegio, infine, troviamo Damiano Fiorato, Stefano Bucaioni e Michele Covolan.
Nel corso dell'assemblea è stata decretata anche la modifica dello statuto associativo, decidendo l'abbandono della formula dei comitati per tornare ai circoli territoriali.
«C'è la volontà di guardare con maggior attenzione alla base, e di coinvolgere maggiormente nei processi decisionali chi lavora come volontario per l'associazione -ha dichiarato Romani- La nuova Arcigay sarà meno verticistica e più attenta a quello che succede nei Comuni e nelle Province. La scommessa è quella di riaprire con decisione una fase di lotta politica senza quartiere per i diritti di tutti e tutte».


Milano sospende il gemellaggio con San Pietroburgo

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L'ultima volta la decisione era stata rimandata per motivi di segreteria, ma ora arriva finalmente la decisione definitiva: Milano ha sospeso il proprio gemellaggio con San Pietroburgo.
L'accordo, siglato nel 1967 con l'allora Leningrado, è stata messo in discussione dall'associazione Radicale Certi Diritti dopo l'entrata in vigore nella città russa note leggi anti-gay contro quella che viene definita "propaganda omosessuale".
La mozione è stata approvata in maggioranza da Palazzo Marino, con le astensioni del presidente dell'assemblea Basilio Rizzo e del consigliere Mattia Calise (Movimento 5 Stelle). La Lega ha votato contro e il Pdl ha abbandonato l'aula in dissenso sul metodo.
Yuri Guaiana, segretario dell'Associazione Radicale Certi Diritti, ha commentato: «È un segnale forte ma rispettoso. Speriamo che l'esempio meneghino sia seguito anche da Venezia, gemellata dal 2006, e da Torino, che ha sciaguratamente siglato un accordo bilaterale di collaborazione con l'ex capitale zarista solo una settimana fa».


Si può morire a 15 anni. L'importante è farlo da etero

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Continua a far discutere la vicenda di Andrea, il giovane 15enne romano suicidatosi nei giorni scorsi. Se la testimonianza dei compagni e la presenza su Facebook di una pagina in cui il ragazzo veniva deriso per la sua sessualità ha portato praticamente tutte le maggiori testate giornalistiche a parlare di bullismo omofobico (con anche una partecipata fiaccolata per le vie della capitale contro la transfobia), nelle ultime ore si stanno moltiplicando le voci di chi lo vorrebbe etero e perfettamente integrato nella società. Quasi come se il problema non fosse il doversi interrogare sul perché un 15enne possa decidere di togliersi la vita, ma cercare di affermare che l'abbia fatto da etero.
Dopo un primo intervento dell'On. Concia che scaglionava i compagni, ai suoi funerali la stessa madre ha negato che il figlio potesse essere gay: «Lo hanno crocefisso come Gesù: ora voglio giustizia. Ora la mia forza sono gli amici veri, quelli che lo hanno diffamato li voglio fuori. Quelli marci oggi sono il marcio del futuro. L'unico colore rosa è quello della sua sensibilità. Se fosse stato gay me lo avrebbe detto, senza avere vergogna o pregiudizi. Lui lo sapeva, io c'ero sempre per lui. La foto su Facebook in cui appariva truccato era di carnevale ma lo hanno voluto deridere e farne un mostro. Non avrò pace finché non avrò giustizia».
Alle sue parole si sono poi aggiunte quelle degli amici: «Noi, gli amici, abbiamo sempre rispettato e stimato la personalità e l'originalità che erano il suo punto di forza. Non era omosessuale, tanto meno dichiarato, innamorato di una ragazza dall'inizio del liceo: lo smalto e i vestiti rosa, di cui andava fiero, erano il suo modo di esprimersi».
Ed ancora, commentando la pagina omofoba apparsa su facebook: «La pagina dove erano pubblicate citazioni di A., era stata creata per incorniciare momenti felici perché A. era così: portava il sorriso ovunque andasse; peraltro "la pagina aperta contro di lui da chi lo aveva preso di mira" (citazione dal Messaggero) è un'accusa non fondata».
Anche gli insegnanti paiono non aver dubbi: «Era ironico e autoironico, quindi capace di dare le giuste dimensioni anche alle prese in giro alle quali lo esponeva il suo carattere estroso e originale (e anche il suo gusto per il paradosso e il travestimento, che nelle ricostruzioni giornalistiche è stato confuso con una inesistente omosessualità). Probabilmente nascondeva dietro un'immagine allegra e scanzonata una sofferenza complicata e un profondo e non banale "male di vivere"».


Primarie: Bersani e Renzi al ballottaggio

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Ieri è stata una giornata di elezioni per tutti gli elettori del centro-sinistra: quasi 4 milioni di persone si sono recate nei seggi allestiti in tutta Italia per scegliere il candidato che si presenterà come leader alle prossime elezioni.
Dai primi risultati Pier Luigi Bersani è risultato il preferito con 44,6% dei voti. Il mancato raggiungimento della soglia del 50%, però, farà sì che domenica prossima dovrà vedersela al ballottaggio con Matteo Renzi (il secondo favorito di eri con il 36,9% delle preferenze).
Esclusi dai giochi, invece, risultano Nichi Vendola (14,4%), Laura Puppato (3%) e Bruno Tabacci (1,2%). Da sottolineare il 36% dei voti conquistati da Vendola in Puglia, regione di cui è l'attuale Governatore.
Stando alle dichiarazioni pre-voto, dunque, nessuno dei candidati ancora in gara è per la parificazione dei matrimoni gay con quelli eterosessuali: Bersani propone il metodo alla tedesca mentre Renzi opta per le civil partnership.


Elagabalus, l'imperatore transgender

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Marco Aurelio Antonino (detto Elagabalus) venne incoronato imperatore di Roma il 16 maggio 218, all'età di soli quattordici anni. Originario della Siria, era per diritto ereditario anche l'alto sacerdote del dio sole di Emesa, la sua città d'origine.
Il suo regno -durato sino all'11 marzo 222- fu fortemente segnato dal suo tentativo di voler importare quel culto anche a Roma, ottenendo una forte opposizione alla sua politica religiosa. I cittadini romani faticarono anche a comprendere il suo voler intrecciare l'aspetto religioso a quello sessuale (così come comunemente avveniva nella cultura orientale), facendo sì che le sue pratiche sessuali venissero spesso considerate scandalose e stravaganti. Tra queste figuravano anche le orge, la prostituzione (considerata sacra) e i rapporti omosessuali e transessuali.
Sposò e divorziò da cinque donne ma, secondo i racconti del senatore e storico contemporaneo Cassio Dione Cocceiano, la sua relazione più stabile fu quella con Ierocle, uno schiavo biondo proveniente dalla Caria del quale l'imperatore parlava come di suo marito. La Historia Augusta, scritta un secolo più tardi, riporta che Elagabalus sposò, attraverso una cerimonia pubblica tenutasi nella capitale, anche un altro uomo: un atleta di Smirne chiamato Zotico.
A palazzo impose che i mimi dovessero realizzare e non solo simulare gli atti sessuali durante i loro spettacoli, così come pare fosse solito voler interpretare personalmente il ruolo di Venere durante le rappresentazioni del mito di Paride, durante il quale si spogliava nudo davanti al pubblico prima ricevere una penetrazione. Fece anche costruire dei bagni pubblici negli edifici del palazzo, ammettendovi il popolo anche al fine di trovare quelli che lui chiamava Onobeli, ossia uomini dotati di spiccata virilità.
A mettere in discussione la sua identità di genere, però, è il fatto che Eliogabalo fosse solito dipingersi le palpebre, depilarsi ed indossare parrucche prima di prostituirsi nelle taverne e nei bordelli della città. Cassio Dione Cocceiano sostiene che tale pratica avvenisse anche nello stesso palazzo imperiale: «Riservò una stanza nel palazzo e lì commetteva le sue indecenze, standosene sempre nudo sulla porta della camera, come fanno le prostitute, e scuotendo le tende che pendevano da anelli d'oro, mentre con voce dolce e melliflua sollecitava i passanti».
Venne spesso descritto anche mentre «si deliziava di essere chiamato l'amante, la moglie, la regina di Ierocle» e pare abbia offerto metà dell'Impero romano al medico che fosse riuscito a dotarlo di genitali femminili. Motivo per cui Eliogabalo viene spesso descritto dagli scrittori moderni come transgender.


Ecco lo spogliarello di Giulio Berruti

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L'aveva anticipato lui stesso in un'intervista rilasciata a Vanity Fair: Giulio Berruti è stato il protagonista di due scene di nudo; una frontale contenuta nel nuovo film di Peter Greenaway ("Goltzius and the Pelican Company") e l'altra più soft in "L'amore è imperfetto" di Francesca Muci (nel quale peraltro l'attore veste i panni di un gay).
Entrambe le pellicole non sono ancora state distribuite sui circuiti cinematografici, ma se nelle foto di scena di "Goltzius" lo troviamo ancora abbastanza vestito (contrariamente a quanto avvenuto nel caso di Flavio Parenti, l'altro attore italiano che ha preso parte al film), un suo spogliarello è al centro di un'anteprima ufficiale di "L'amore è imperfetto".
Nella gallery di fine post trovate lo spezzone video e, giusto per gradire, alcune immagini di Berruti.

Immagini: [1] [2] [3] [4] [5] [6] [7] - Video: [1]


Flavio Parenti nudo in "Goltzius and the Pelican Company"

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Flavio Parenti (classe 1979) è un attore e regista italiano. Ha preso parte a svariate commedie teatrali, fiction televisive ("Diretto di polizia", "Einstein", "Cenerentola"...) e film ("Parlami d'amore", "Colpo d'occhio", "Un altro mondo", "To Rome with Love"...).
La sua ultima fatica nelle vesti di attore è all'interno del opera diretta da Peter Greenaway dal titolo "Goltzius and the Pelican Company". La pellicola racconta il viaggio a Colmar, in Alsazia, intrapreso nel 1590 dal poeta Hendrik Goltzius per trovare finanziamenti per la sua attività da incisione. Qui concluderà un contratto con il governatore locale per la realizzazione di cinquanta volumi illustrati delle storie della Bibbia e -attraverso l'uso della sua compagnia di attori e stampanti- per la rappresentazione presso la corte di sei drammi biblici erotici.
I soggetti messi in scena saranno tutti basati su temi tabù, come l'incesto, l'adulterio, la pedofilia, la prostituzione e la necrofilia. Il tutto prendendo spunto dalle storie bibbliche di Adamo ed Eva, Lot e le sue figlie, David e Betsabea, Giuseppe e la moglie di Potifar, Sansone e Dalila e Salomè e Giovanni Battista.
Dalla trama si evince che la sessualità e il sesso sono parti fondamentali della storia, motivo per cui nel film non mancano anche una serie di nudi integrali. Tra questi c'è anche quello frontale che coinvolge Eduard, il personaggio interpretato per l'appunto dal nostro Flavio Parenti. Trovate le immagini del momento nella gallery di fine post.

Immagini: [1] [2] [3] [4]


Al via la dodicesima edizione di "Amici"

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Accantonata l'ipotesi di un trasferimento su Sky, la dodicesima edizione di "Amici" debutterà domani pomeriggio su Canale 5.
Tra le novità annunciate per il 2012 ci sarà una maggior interazione con il pubblico attraverso l'uso del web e la fase di casting sarà molto rapida: già nel corso delle prime due puntate verranno selezionati i 20 ragazzi che andranno a formare le classi in gara.
Il compito di decidere sarà ancora una volta nelle mani della commissione, composta anche quest'anno da Alessandra Celentano, Garrison e Luciano Cannito per il ballo e da Mara Maionchi, Rudy Zerbi e Grazia Di Michele per il canto.
Per quanto riguarda il serale (previsto per la tarda primavera) alcune indiscrezioni parlano della riconferma di un doppio girone big e giovani, con il possibile ritorno in gara di Emma Marrone ed Alessandra Amoroso.
A seguire i nomi e le foto dei ragazzi che si presenteranno per tentare di ottenere un posto all'interno del talent show di Maria De Filippi.


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Russia: Madonna assolta dall'accusa di "propaganda omosessuale"

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Madonna è stata assolta. La scorsa estate era stata querelata da alcuni attivisti anti-gay russi che chiedevano 333 milioni di rubli (oltre 8 milioni di euro) per danni morali. A scatenare le loro ire quanto accaduto durante il concerto tenutosi a San Pietroburgo, durante il quale la pop star aveva fatto distribuire braccialetti rosa tra il pubblico ed aveva invitando i partecipanti ad alzare le mani in segno di sostegno della comunità gay.
Dato che nella regione vige un'odiosa legge contro quella che viene definita "propaganda gay", l'intera vicenda è finita nella aule di un tribunale.
La corte distrettuale Moskovsky di San Pietroburgo, però, ha ora rigettato tutte le accuse, assolvendo Madonna e condannando gli accusatori al pagamento di tutte le spese legali del processo.
Daria Dedova, responsabile del gruppo anti-gay che ha sporto querela, non si da per vinta ed annuncia che farà ricorso presso un'istanza superiore. Secondo lei, infatti, il il verdetto di assoluzione sarebbe stato precucinato solo perché Madonna è una star internazionale.

Video: [1] [2]


Il doposcuola di Andrew Christian

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I ragazzi di Andrew Christian sono tornati ad animare un nuovo video, questa volta per promuovere con largo anticipo il White Party che si terrà a Palm Springs dal 29 marzo al 31 marzo 2013.
L'ambientazione scelta è quella di una scuola (presumibilmente cattolica, data la presenza di una suora interpretata da Pandora Box) dove alcuni ragazzi sono stati messi in punizione ed assegnati ad un corso di recupero. Il loro professore (interpretato da Jordan Shannon) riuscirà inizialmente a metterli in riga, ma subirà la loro rivolta non appena deciso di prorogare la loro punizione di altre due ore...
I modelli chiamati a vestire i panni degli scatenati studenti sono Brandon Wertz, Johnathan Myers, Colby Melvin, Jason Medina, Brandon Brown, Cameron Marshall e Murray Swanby. La musica è di Kwanza Jones mentre la produzione è stata curata da Jeff White e da Brad Hammer.

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Ragazzo suicida a Roma: Concia scagiona i compagni, i lettori de Il Gionale infieriscono sul ragazzo

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Dopo il clamore suscitato dal suicidio di 15enne per le prese in giro dei compagni a causa della sua identità sessuale, sul caso è intervenuta anche la deputata Paola Concia: «Oggi ho incontrato per due ore i compagni di classe e i professori del ragazzo suicida -ha dichiarato- Ho voluto farlo per capire cosa fosse accaduto davvero. I ragazzi mi hanno spiegato che hanno un doppio dolore: quello della perdita del loro compagno di classe e quello di essere stati descritti oggi su tutti i siti come i responsabili della sua morte. Li ho trovati sconvolti e ho riscontrato un contesto scolastico assolutamente non ostile alla diversità».
La deputata afferma che -stando alla sua ricostruzione- persino la pagina Facebook ricca di offese ed insulti omofobi rivolti al ragazzo sarebbe stata costruita insieme a lui.
«Ho cercato di spiegare a quei ragazzi così addolorati -ha proseguito la deputata- che il clamore suscitato da questa notizia, e forse da sentenze azzardate, è legato al fatto che il bullismo omofobo è diffusissimo all'interno di tutte le scuole e che la parola gay, omosessuale, o peggio frocio, è una parola usata per disprezzare».
Ora c'è chi ipotizza che i problemi familiari del ragazzo potrebbero non essere del tutto estranei alla sua decisione di togliersi la vita.


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L'Eliseo e lo spettro dell'obiezione di coscienza sui matrimoni gay

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La comunità francese ha tremato non appena il loro presidente ha parlato di «libertà di coscienza» in relazione al disegno di legge sui matrimoni gay.
Intervenuto all'assemblea dei sindaci, François Hollande ha risposto a quanti si opponevano alla celebrazione delle nozze gay affermando: «I sindaci sono rappresentanti dello Stato e se la legge verrà approvata, dovranno applicarla. Ma c'è la possibilità di ampliare le deleghe. E poi c'è la libertà di coscienza».
Parole che non hanno mancato di suscitare forti perplessità ed interrogativi, portando le principali associazioni lgbt del Paese a domandarsi: «Come può la libertà di coscienza, basata su convinzioni personali, superare la legge e il principio fondamentale della nostra Repubblica che è l'uguaglianza per tutte e tutti?».
Ma non solo. Se già di per sé appare assurdo sentir affermare che una legge possa essere rispettata solo da chi lo desidera, c'è chi teme che simili affermazioni possano arrivata anche a legittimare le discriminazioni attuate delle frange omofobe più estremiste.
Proprio per placare le polemiche, Hollande è tornato sull'argomento ed ha precisato: «I sindaci e i vice-sindaci celebrano i matrimoni in nome dello Stato. La loro celebrazione sarà dunque assicurata in ogni comune francese in nome della parità dei diritti». A quel punto, però, non è chiaro ci si riferisse nel parlare di possibile «libertà di coscienza»...


Matthew Mitcham in costume per la Funky Trunks

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Matthew Mitcham è tornato a posare per la Funky Trunks, una marca australiana di costumi da bagno.
Il vincitore della medaglia d'oro ai Giochi Olimpici di Pechino aveva iniziato la sua collaborazione con l'azienda già nel 2010, realizzando un primo servizio fotografico promozionale (foto) e divenendo portavoce e "swimwear ambassador" del brand.
Tornato a posare davanti all'obiettivo fotografico, Matthew ci regala oggi un nuovo set di immagini. Un'occasione per apprezzare ancora una volta il fisico scolpito di uno dei pochi atleti dichiaratamente gay che hanno preso parte ai Giochi Olimpici.

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Usa: avvocato anti-gay arrestato per pedopornografia

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Lisa Biron, è un avvocato del New Hampshire (Usa) associato alla Alliance Defending Freedom, un gruppo cristiano che si è fatto conoscere a causa delle sue strenue battaglie contro i diritti della comunità gay.
Per lei sono scattate le manette dopo che l'Fbi ha ricostruito una terribile storia di abusi e di pedo-pornografia di cui la donna sarebbe stata l'artefice.
Secondo la ricostruzione, la 43enne avrebbe condotto in Canada una ragazzina per poi convincerla a fare sesso con uno sconosciuto davanti a una telecamera. Ulteriori accertamenti hanno condotto al ritrovamento di materiale pedo-pornografico sul suo computer di casa (cinque video e due immagini) a cui andranno sommate anche le testimonianze rilasciate da almeno altri cinque minorenni.


Omofobia: deriso dai compagni, 15enne si suicida

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Andrea aveva solo 15 anni ma, da quando si era iscritto ad un liceo nel centro di Roma, per lui ha avuto inizio un vero e proprio calvario. I suoi compagni lo chiamavano il "ragazzo dai vestiti rosa", lo deridevano quotidianamente e avevano anche creato una pagina su Facebook in cui prenderlo continuamente in giro per i suoi modi di fare e per il suo abbigliamento.
Martedì, come come ogni mattina, Andrea è andato a scuola. Dopo essere stato ripreso da un'insegnante per aver usato uno smalto per le unghie, è tornato a casa. Forse per l'ennesima umiliazione subita o forse per una situazione che andava avanti da troppo temo, Andrea ha deciso di farla finita ed intorno alle 17 si è impiccato con una sciarpa.
Il fratellino, che ha assistito alla scena, è ora sotto choc ed è già stato affidato alle cure di una psicologa. A ritrovare il corpo è stato il padre, giunto a casa quando ormai non c'era più nulla da fare.
«Una notizia del genere, purtroppo, non mi stupisce –ha dichiarato Fabrizio Marrazzo, portavoce del Gay Center, all'Huffington Post– Casi di questo tipo sono tutt'altro che rari e ci sono scuole dalle quali riceviamo numerose segnalazioni di insulti omofobi. Peccato che non tutti i presidi siano così disposti a collaborare con noi. E, invece, la formazione dei ragazzi è tutto».
La polizia sta ora indagando sul profilo Facebook creato dai suoi compagni nel novembre del 2011: l'ipotesi di reato è l'istigazione al suicidio.

Update 22/11: In sua memoria, il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, Queerlab, l'Associazione Radicale Certi Diritti e Luiss Arcobaleno hanno organizzato a Roma una fiaccolata che si svolgerà stasera, a partire dalle 19.30, da via di San Giovanni in Laterano al Liceo Cavour in Via delle Carine, 1. L'invito è a prenderne parte senza bandiere ed indossando un capo di color rosa.


San Francisco vieta il nudismo in strada

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San Francisco è da sempre considerata una delle città più liberali del mondo, aperta anche agli stili di vita più alternativi. Fino ad oggi era anche possibile praticare nudismo nei luoghi pubblici, ritenendolo una libertà di espressione individuale.
Ora la situazione potrebbe presto cambiare. Con sei voti a favore e cinque contrari, il consiglio comunale della città ha deciso di vietare il nudismo, accogliendo la così richiesta avanzata da Scott Wiener, il supervisore del quartiere gay di Castro (uno tra i più coinvolti dal fenomeno). Stando alle dichiarazioni del funzionario, però, è curioso notare come ad infastidirlo non fosse tanto la nudità in sé, ma la moda di indossare anelli attorno ai genitali maschili. Probabilmente, pur di non vederne più in giro, ha optato per un divieto più ampio e meno eludibile.
Se la legge verrà confermata anche nella seconda votazione ed approvata dal sindaco, nessuno che abbia più di cinque anni d'età potrà mostrare i propri organi genitali in strada. Le multe previste per i trasgressori andranno dai 100 dollari fino ad un massimo di di 500 dollari ed un anno di carcere.
Le restrizioni, però, non includeranno il Gay Pride di marzo e la fiera di Folsom Street, probabilmente anche per via dell'alto numero di turisti richiamati dalle due manifestazioni (e dei conseguenti introiti economici).
Le proteste dei cittadini non si sono fatte attendere. Quattro attivisti hanno anche protestato direttamente nell'aula in cui si era tenuta la votazione, spogliandosi di fronte alle telecamere ed affermando: «È un attacco della destra contro la libertà di San Francisco. Pensano di non riuscire a tenerci in pugno se non ci tolgono la possibilità di esprimere noi stessi».

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Usa: leader religioso omofobo ed ex-gay accusato dell'omicidio della moglie

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Tyler Deaton (nella foto) ha 26 anni ed è il leader di un gruppo cristiano di Kansas City (Stati Uniti). Dopo essersi dichiarato un ex-gay ed aver affermato di essere "guarito" dall'omosessualità, si è adoperato in ogni modo possibile per contrastare ed attaccare la comunità gay.
Per sottolineare la sua "nuova" eterosessualità, si è sposato con la 27enne Bethany Deaton, il cui corpo senza vita è stato ritrovato all'inizio del mese.
Se le circostanze lasciavano pensare al suicidio, nella ricostruzione dei fatti è stata fondamentale la confessione del 23enne Micah Moore, il quale ha affermato di aver ucciso la donna dietro la spinta del marito, mandante ed organizzatore della messa in scena necessaria a simulare una morte volontaria.
Per il leader religioso sono così scattate le manette e su di lui pende un'accusa di omicidio di primo grado.
Tyler Deaton viveva in una casa a Grandview, in Missouri, insieme ad altri membri del suo gruppo religioso, i quali ritenevano che gli atti sessuali fossero una parte integrante della spiritualità di una persona. Ciò includeva anche atti violenti, al punto che la moglie si era ritrovata ad essere più volte violentata dai seguaci che ospitava nella sua casa. L'ipotesi è che l'omicidio sia stato architettato non appena la ragazza ha manifestato l'intenzione di voler parlare dell'accaduto con una terapista.


Celebrare Messe conto il gay Pride: la proposta shock di un politico vicentino

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Mentre Flavia Vento si improvvisa opinionista televisiva contraria ai matrimoni gay, spiegando poi su Twitter che «In Italia ci sono milioni di chiese e abbiamo il Papa», lo cronaca ci porta all'attenzione di un altro personaggio che pare non aver compreso di vivere in uno stato che dovrebbe essere laico.
Si tratta di Luciano Parolin, un ex insegnante 70enne che milita nella politica locale vicentina (prima nel Pd, poi nell'Idv ed ora simpatizzante del Fli). La sua posizione, però, apparirebbe più consona alla parte avversa se si considera la sua idea di dar vita ad alcune iniziative d'ispirazione cattolico-conservatrice da contrapporre al Gay Pride del prossimo 15 giugno.
«Abbiamo pensato a due messe nell'orario della sfilata. Una ai Filippini e una nella parrocchia di San Gaetano Thiene», ha dichiarato, «Chiederemo ai commercianti di chiudere i negozi per un'ora in segno di lutto e affiggeremo lungo il percorso epigrafi per "lutto di famiglia", intesa come comunità vicentina che non approva».
Mattia Stella, presidente del comitato Vicenza Pride, ha replicato: «Mi fa riflettere che gli attacchi più duri ci siano giunti da persone che, come l'ex insegnante Parolin e l'assessore regionale all'istruzione Elena Donazzan, hanno a che fare con il sistema educativo [..] Da un lato mi verrebbe da dire "grazie" a Parolin e a tutti quelli che ci attaccano, perché ci regalano visibilità e solidarietà: al Bassano Pride, a giugno, molte persone hanno partecipato proprio in contrasto a dichiarazioni di alcuni politici contro la sfilata. Dall'altro lato temo che alimentare un certo clima contro la sfilata potrebbe spingere qualcuno ad azioni di violenza: a Bassano un ragazzo che sfilava con cappello da alpino e bandiera rosa è stato picchiato».
L'altro dubbio che viene spontaneo riguarda anche il motivo per cui si stia in tutti i modi cercando di alimentare una guerra fra il mondo gay e la Chiesa, quando la presunta contrapposizione non si basa su motivi di fede, ma solo su affermazioni di alcuni esponenti.


Lukas Ridgeston tornerà sul set nel 2013

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Negli anni novanta Lukas Ridgeston è stato uno dei pornoattori più conosciuti ed acclamati della Bel Ami, ai tempi spesso considerato come il volto stesso della casa di produzione.
Il suo carattere solare e la sua espressività segnarono in modo indelebile anche il mondo della pornografia gay, in quegli anni perlopiù nelle mani di performer americani spesso inespressivi e meccanici nei movimenti. Uno sdoganamento dell'omoaffettività che andava oltre al semplice atto sessuale, dunque, che non mancò di suscitare apprezzamento da parte del pubblico e che spronò anche altri studios ad adeguarsi ad un rinnovamento del mercato.
La sua attività proseguì fino al 2005, quando decise di ritrarsi dalle scene pur continuando a lavorare presso la Bel Ami come cameraman, regista e tecnico.
Dalla casa di produzione, però, è giunto in questi giorni l'annuncio di un suo ritorno sui set, nelle vesti di attore, già a partire dal prossimo anno.
A 38 anni il suo fisico risulta ancora prestante (così come testimoniato anche dal servizio fotografico a lui dedicato lo scorso anno dalla rivista DNA), ma non è questo a preoccupare i più scettici: c'è chi si domanda se sarà in grado di far fronte al decennio di cambiamenti di cui lui stesso è stato uno degli artefici, ad esempio coniugando la sua risaputa riservatezza con il contatto diretto che gli attori odierni cercano di avere con i propri fan, spesso condividendo con loro anche anche alcuni momenti della propria vita privata attraverso Facebook, Twitter o Instagram.
Al momento, però, l'unica certezza è che bisognerà attendere di vederlo nuovamente in azione per scoprire se la casa di produzione intenderà far leva sulla nostalgia dei suoi fan o puntare su qualcosa al passo coi tempi, magari con la sua apertura ad un settore over 30.

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A grandi poteri corrispondono minori responsabilità

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Nel film "Spiderman", lo zio di Peter Parker affermava che «A grandi poteri corrispondono grandi responsabilità». Sembrerebbe, però, che il presidente della Commissione Giustizia del Senato -Filippo Berselli- sia di parere diametralmente opposto.
Dopo l'approvazione della norma che prevede il carcere per i giornalisti condannati per diffamazione (già approvata con voto segreto da Palazzo Madama), il senatore del Pdl ha proposto un emendamento che conferma la reclusione per i giornalisti, ma salva da quel rischio i direttori: per loro sarà applicabile solo una multa pecuniaria.
In altre parole, Alessandro Sallusti (condannato per diffamazione) non finirebbe più dietro le sbarre, ma quel rischio continuerebbe a pendere sulle teste di tutti quei giornalisti che sceglieranno di realizzare delle inchieste (come, ad esempio, nel caso di "Report"). Un rischio che potrebbe chiudere definitivamente la bocca anche a quelle poche voci che non si sono uniformate a quel processo che nell'ultimo ventennio ha portato molti telegiornali a diventare sempre più simili a dei rotocalchi (con sempre meno denunce verso i poteri forti, ma ampi spazi per ricette, cronaca nera e gossip).
In una proposta dove manca solo l'indicazione esplicita dei nomi di chi si vuol salvare o intimidire, non manca anche un trafiletto dedicato a Renato Farina (il deputato Pdl ed ex-giornalista radiato dall'ordine che ha firmato l'articolo condannato per diffamazione ed apparso nel 2007 sulle pagine di Libero): «Qualora l'autore sia ignoto o non identificabile, ovvero sia un giornalista professionista sospeso o radiato dall'ordine, si applica la pena della multa da tremila a trentamila euro».
L'emendamento verrà esaminato giovedì prossimo dall'aula del Senato.


Nando Colelli: dal Grande Fratello ai film porno

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Pare quasi che la pornografia stia diventando uno tra gli sbocchi professionali più gettonati dai concorrenti dei reality show. Dopo Fernando Vitale (Uomini e donne), Sara Tommasi (Isola dei famosi), Davide Di Porto (Isola dei famosi) e Luca Tassinari (La pupa e il secchione), questa volta ad aver scelto la via del cinema a luci rosse è l'ex gieffino Nando Colelli.
Concorrente dell'undicesima edizione del "Grande Fratello", non esitava a dire che: «Ormai so' un vip!» (così come mostrato in un'intervista realizzata da "Le Iene", nel corso quale si era anche lanciato in alcune affermazioni omofobe). Un vip che ora ritroveremo in azione in un film dal titolo "La bella e il porcone".
La sua decisione, però, pareva annunciata: proprio pochi mesi fa si era fatto seguire da una troupe de "Le Iene" durante un provino osé di fronte al regista Riccardo Schicchi. Una performace che, nonostante la sua tanto ostentata sicurezza, si concluse con una sua sfuriata rivolta alle telecamere dopo aver fatto cilecca a causa dell'alto numero di persone che gli ronzavano attorno.

Immagini: [1]


Lo strip di Taylor Lautner in Breaking Dawn

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"Breaking Dawn - Parte Seconda" è uscito nelle sale cinematografiche italiane lo scorso mercoledì, divenendo immediatamente campione d'incassi.
In molti han voluto conoscere l'epilogo della saga di Twilight, altri han preferito cogliere l'occasione per rivedere all'opera i propri beniamini. E se il pubblico si divide fra chi preferisce il fascino vampiresco di Robert Pattinson e chi il corpo mozzafiato del licantropo Taylor Lautner, per i fan di quest'ultimo c'è una piccola sorpresa: una sorta di strip tease di fronte a Charlie, il padre di Bella.
In realtà Jacob non sta facendo null'altro che prepararsi a diventare lupo per mostragli la sua vera natura, ma se negli altri episodi della saga la trasformazione avveniva senza particolari preparativi, nell'ultimo capito si è preferito mostrarlo mentre si slaccia i pantaloni e lascia intravedere i suoi boxer grigi.
Purtroppo il cambio di inquadratura è più repentino di quanto molti fan si sarebbero augurati, ma tanto è bastato per far sì che quei pochi fotogrammi trafugati nelle sale iniziassero a diffondersi a macchia d'olio su Internet.
Nella gallery di fine post trovate le immagini del momento e, giusto per gradire, alcune fotografie che mettono in risalto la prestanza e la bellezza di Taylor Lautner.

Immagini: [1] [2] [3] [4] [5] - Lo strip: [1] [2] [3] [4] [5] [6]


Insulti omofobi dal palco di "Colorado"

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Un brutto, bruttissimo momento di televisione è quello andato in onda ieri sera su Italia Uno nel corso dell'ultima puntata di "Colorado". Se molti dei suoi comici spesso ricorrono ad un umorismo infantile e dozzinale, ieri sera Fabrizio Casalino (nella foto di apertura mentre si crede divertente nell'imitare un gay) si è superato sconfinando nell'omofobia più offensiva.
Dopo aver preso in giro i fidanzati di Belen, il comico (?) ha deciso di iniziare a sfottere tutto lo suo staff della showgirl, da lui definito "una nuvola di ricchioni". Di seguito la trascrizione del suo pezzo (che è possibile vedere dopo un'ora e 40 minuti su Video Mediaset);

Belen è irragguiungibile, è perennemente circondata da una nuvola di ricchioni. Ovunque lei vada, ci sono dodici ricchioni che se ne prendono cura infinita. "Oh, guarda, aspetta, il vestito! Il rossetto! Il ciuffetto!".
Come uno sciame di api operose le ronzano sempre intorno. Cambia solo il suono: le apri fanno "zzzz" invece i ricchioni fanno "oh, aspetta! Sei spendidaaa!".
E quindi per un etero Belen è irraggiungibile. O ti infiltri tra i ricchioni, ma è pericolosissimo. Quelli sono dei professionisti: ti beccano in un attimo e ti crocifiggono in un atelier di Dior. E vi sconsiglio di correre questo rischio.
Sennò l'unico metodo efficace per un etero di entrare in contatto con Belen è entrare nel suo camerino con in braccio Barbra Streisand. Quando entri dici: "Ragazzi, guardate un po'". E loro: "Oh, la divina!". A quel punto tu butti Barbra Streisand dalla finestra, loro vanno ad aiutarla e tu sei finalmente solo con Belen e fai: "Ué, ciccia, e adesso?". Perché non sai cosa dirle a Belen. Oh, ragazzi, non è facile vivere 24 ore al giorno in una nuvola di ricchioni.
Poi sui rotocalchi ti fanno vedere le foto su una moto, col manzo, attaccata agli addominali di sostegno. Non si vede che dietro ci sono dodici ricchioni che la rincorrono disperati col monopattino rosa. E allora ho capito perché in quei pochi secondi in cui Belen riesce a seminare la nuvola di ricchioni, lei ha bisogno di ricordarsi cos'è un maschio.

Lo sketch omofobo ha immediatamente suscitato sdegno sui social network, ed è proprio da Twitter che arriva il primo commento ufficiale rilasciato dallo stesso Fabrizio Casalino. Ad un utente che gli faceva notare che i gay sono tanti e che, dopo essere stati presi in giro, potrebbero boicottarlo e decretarne l'uscita dalle scene, ha risposto: «Lo staff di Belen ha letto il pezzo prima che lo facessi. E lo ha approvato. Senza il loro permesso non lo avrei mai fatto. Loro, indifferentemente da te, hanno il senso dell'umorismo. Quindi fott**i stro**o e minaccia qualcun altro».
Il fatto che qualcuno (con chissà poi con quale tipo di potere contrattuale, visto che anche i gay devono portare a casa la pagnotta) acconsenta a farsi umiliare non significa che sia possibile insultare un'intera comunità. Perché c'è differenza tra insulti ed umorismo, ed in questo caso non si sta certo parlando di quest'ultimo.


Oggi è la Gionata della memoria Transgender

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In molti Paesi si celebra oggi la Gionata della memoria Transgender (Transgender Day of Remembrance o TDoR) in commemorazione delle vittime della transfobia e del pregiudizio anti-trans.
Dal 2008 ad oggi, sono oltre mille le persone transessuali uccise ed il dato è in continua e preoccupante crescita: nel corso del 2012 sono state ben 265 le vittime, a fronte delle 162 nel 2009, delle 179 nel 2010 e delle 221 nel 2011.
Con 126 omicidi in un anno è il Brasile a detenere il triste primato del maggior numero di omicidi scaturiti dall'odio transfobico, seguito da Messico, Stati Uniti, Venezuela, Honduras, Colombia, India, Uruguay, Guatemala, Pakistan, Turchia e Filippine. Il tutto prendendo in esame solo le morti accertate, alle quali vanno sommate tutte le vittime uccise nell'ombra e destinate a rimanere senza nome.
In Italia l'ultimo probabile omicidio è stato registrato solo pochi giorni fa a Roma, dove il cadavere di una transessuale brasiliana di 27 anni è stato ritrovato seminudo in un parco di Torpignattara. Per lei anche lo smacco di essere chiamata al maschile nell'articolo che racconta l'accaduto (quando creanza vorrebbe che in simili casi sia da utilizzarsi il genere di elezione), quasi a sottolineare quanta poca informazione e sensibilità ci sia anche da parte di chi probabilmente non aveva alcuna intenzione discriminatoria.


Jaymi Hensley (X-Factor Uk) fa coming out

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Jaymi Hensley è un ragazzo di 22 anni che fa parte degli Union J (qui in foto), uno dei gruppi in gara nell'attuale edizione inglese di "X-Factor".
Dichiaratosi gay in famiglia a soli 14 anni, Jaymi non aveva mai parlato pubblicamente della sua sessualità, perlomeno fino ad oggi. A portarlo alla scelta di fare coming out pubblico è stata una lettera di una sua fan, nella quale gli si chiedeva se le voci che parlavano della sua omosessualità fossero vere o meno.
Anziché mentire o tergiversare, Jaymi ha preferito affrontare la questione di petto ed affermare: «Sono gay, e non sono mai stato più felice». Si appreso così che è fidanzato da tre anni con un parrucchiere, che desidera sposarlo ed avere dei figli con lui.
Se molti personaggi hanno paura della reazione del pubblico di fronte a dichiarazioni simili, è da sottolineare come il suo coming out pre non averli penalizzati e di come la sua boy band risulti ancora in lizza fra i papabili vincitori del talent show.


Chiesa cattolica: spesi quasi 2 milioni di dollari contro le nozze gay negli Stati Uniti

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La Chiesa cattolica avrebbe speso quasi 2 milioni di dollari per sovvenzionare le associazioni che, nel corso delle campagna elettorali referendarie statunitensi, si sono battute contro i matrimoni gay in Minnesota, Maryland, Maine e Washington. Una cifra pari al 17% del totale raccolto, ma la percentuale sale al 65% se si somma quanto donato anche dalle associazioni ad essa affiliate.
È quanto emerge dai dati raccolti dall'Human Right Campaign, la quale sottolinea anche come l'investimento fosse da ritenersi poco motivato: «Tutto questo è avvenuto nonostante le cifre dei sondaggi fatti tra i cattolici statunitensi abbiano dimostrato come il 60% di loro fosse a favore dei matrimoni gay e come l'80% affermi di non sentirsi sentirsi vincolato dalle opinioni dei vescovi. Il tutto mentre il tasso di povertà oltreoceano aumenta, specialmente tra la popolazione che arriva dai paesi latinoamericani, uno dei bacini di fedeli più imponenti per la chiesa cattolica».

Via: Gay.it


G&T, una nuova webserie italiana

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Tommaso è eterosessuale, lavora in azienda biologica e convive con Serena, la sua ragazza fin dai tempi delle superiori. Giulio è gay, è un affermato architetto e -dopo essere stato tradito- ha appena chiuso la sua storia di tre anni con Matteo.
Sono loro i protagonisti di "G&T", una nuova web serie italiana dedicata ad un amore (im)possibile tra due ragazzi appartenenti a due mondi lontani che, però, sono in grado di intrecciarsi grazie al linguaggio universale del cuore.
I due, amici sin dall'infanzia, non si vedono ormai da tempo: la loro ultima serata passata insieme risale a cinque anni prima, quando l'aver alzato troppo il gomito li ha portati a ritrovarsi insieme in bagno e a scambiarsi un bacio.
Un amico comune li farà rincontrare e Tommaso non reagirà bene nell'apprendere che Giulio è ora un gay dichiarato. Trovatosi a collaborarci assieme per motivi lavorativi, il suo atteggiamento si ammorbidirà progressivamente fino a portarlo a scoprire qual è la reale motivazione del suo astio nei confronti dell'amico.
La serie è composta da un totale di 14 episodi (della durata di 14 minuti l'uno), che sarà resa disponibile a partire da metà dicembre su Gay.it e, successivamente, anche su Youtube, Vimeo e Facebook.
Il soggetto è stato scritto ad otto mani da Francesco D'Alessio, Matteo Rocchi, Lorenzo Li Calzi e Gabriele Pellegrino, mentre l'autoproduzione è della RtaMovie (associazione teatrale e cinematografica di Torino).
Nel cast, infine, troveremo Matteo Rocchi (Tommaso), Francesco D'Alessio (Giulio), Angela Miriam Ceppone (Sara), Anthony Circiello (Gianluca), Moritz Ceste (Matteo), Valeria Tardivo (Serena) e Paolo Mazzini (Renato).

Immagini: [1] [2] - Video: [1] [2]


Rinviato a giudizio il mago siciliano che sosteneva di poter "guarire" dall’omosessualità

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Definiva l'omosessualità «una terribile malattia» e nel suo listino prezzo includeva una fantomatica cura in gradi di guarirla. Il tutto alla modica cifra di 5 mila euro.
Si tratta di Alfio Sciacca, un 72enne di Acireale che operava come cartomante e medium sotto il nome di mago Paracelso.
Lo scorso febbario, però, la sua attività era finita nell'occhio de "Le Iene". Attraverso una telecamera nascosta, la trasmissione documentò la sua curiosa richiesta dopo che il loro inviato Niccolò Torrielli si era presentato nel suo studio fingendosi omosessuale. Una volta scoperto di essere stato ripreso, il mago reagì ferendo alla mano l'inviato e ricorrendo il cameraman.
Oggi, a qualche mese di distanza, dalla Procura della Repubblica di Modica è arrivato per lui il rinvio a giudizio. Le accuse sono di violenza privata continuata ed esercizio del mestiere di ciarlatano.


Francia: manifestazioni pro e contro le nozze gay

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Dopo l'approvazione da parte del Consiglio dei Ministri francesi del progetto di legge per consentire nozze ed adozioni gay, in Francia è stato un week-end di manifestazioni e contromanifestazioni: oppositori e sostenitori della norma sono scesi in piazza per esprimere la propria opinione.
Per quanto riguarda il fronte del «no», c'è chi si opponeva alle sole adozioni e chi non voleva neppure sentir parlare di un possibile riconoscimento di un'unione fra persone dello stesso sesso. Dall'altra parte, invece, c'era chi sostiene che una famiglia debba basarsi sull'amore, indipendentemente dai sessi di chi la compone.
Non sono mancati anche momenti di tensione quando alcuni cortei si sono incrociati e, in alcuni casi, è stato necessario anche l'intervento delle forze dell'ordine che ha disperso la folla utilizzando spray urticanti.


John Addington Symonds

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John Addington Symonds è da molti considerato uno dei padri del movimento gay. Nato a Bristol (Inghilterra) il 5 ottobre 1840, durante l'adolescenza fatica ad accettare la crescente consapevolezza della propria omosessualità.
Durante i suoi studi alla Oxford University, incontra il pensiero di John Conington (il suo professore di latino che approvava i rapporti tra uomini e ragazzi) e gli scritti omoerotici di William Johnson Cory.
Inizia a collaborare anche con gli studi sulla sessualità di Havelock Ellis, firmando assieme a lui il primo volume dedicato alla "inversione sessuale" (i suoi eredi chiederanno ed otterranno poi la rimozione del suo nome dall'opera) e due libretti sull'omosessualità: "A problem in Greek ethics" (1883, in dieci copie), e "A problem in modern ethics" (1891, in 50 copie). Symonds scrive anche un'autobiografia assai esplicita sui suoi amori omosessuali, pubblicata solo nel 1984.
La cattedra ottenuta come professore di latino, inoltre, gli permetterà anche di dedicarsi quasi esclusivamente allo studio dei classici. Nel 1877, però, perde quel posto perché considerato troppo "intimo" con gli studenti. Decide così di abbandonare l'Inghilterra e di rifugiarsi in Italia.
Symonds muore a Roma il 19 aprile 1893, lo stesso giorno in cui appare il suo ultimo libro intitolato "Walt Whitman. A Study".