Archivio: dicembre 2012

Il calendario sexy con i calciatori del Verin

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Il Verin Football Club è una quadra di calcio spagnola che milita nella quinta divisione del campionato. La loro sede è nella cittadina di Verin ed il loro stadio, l'Estadio Xosé Argiz, è in grado di ospitare fino a 2.000 spettatori.
A corto di fondi per via della crisi che ha colpito tutto il Vecchio Continente la squadra iberica ha pensato bene di autofinanziarsi ricorrendo ad una modalità sempre più in auge: la realizzazione di un calendario sexy.
Ed è così che i loro ventidue giocatori si sono spogliati per posare davanti all'obiettivo del fotografo Suso Godas. A coprire le loro nudità solo dei palloni che, questa volta, sono tondi e non ovali (così come siamo abituati a vedere nel celebre calendario dei rugbisti parigini).
L'opera è poi stata venduta al prezzo di 10 euro a copia, registrando fin da subito un vero e proprio boom. È facile presumere che l'interesse derivi anche dal coinvolgimento di atleti legati ad uno sport così popolare come il cacio, solitamente meno soggetto alla mancanza di fondi rispetto ad altre realtà e, conseguentemente, meno avvezzo a simili iniziative.

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Il cardinale Barragan a Pontifex.Roma: «Non si nasce omosessuali, ma lo si diventa»

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Il cardinale messicano Javier Lozano Barragan, Presidente del Pontificio Consiglio per gli operatori sanitari dal 1997 al 2009 ha concesso una propria intervista a Pontifex.Roma. Dopo le recenti vicende che hanno portato il sito alla ribalta della cronaca, la loro linea editoriale pare essere ormai suddivisa equamente fra insulti omofobi ed offese misogine (l'ultima verso le femministe, definite «presunte nullafacenti della società, il cui ruolo è indefinito e che non servono a nulla salvo che a fare gazzarra nelle Chiese, evidente manifestazione di totalitarismo, violenza e intolleranza»). Il tutto, per di più, mentre il loro direttore -Bruno Volpe- ha asserito in un suo editoriale di essere stato messo sotto protezione dalla Digos (in altre parole, la sua tutela sarebbe finanziata da soldi pubblici, in un perverso meccanismo in cui le tasse delle sue vittime vengono investiti nella tutela del carnefice).
Ma tornando alle dichiarazioni del cardinale, il religioso si è concentrato sulla condanna dell'aborto per poi passare -su suggerimento di Volpe- a parlare di omosessualità.
Lapidaria la sua tesi: «Trans e omosessuali non entreranno mai nel Regno dei Cieli, e non lo dico io, ma San Paolo». Già, peccato che San Paolo non abbia mai parlato apertamente di omosessualità e che quella sia solo una possibile interpretazione della sua critica a riti osceni presenti nel mondo pagano. Quindi casomai, a dirlo non è tanto San Paolo quanto chi ha deciso di scegliere quell'interpretazione fra le varie possibili. Ma andiamo oltre.
Alla domanda di Volpe su cosa accadrà a chi è nato omosessuale, il cardinale pare non avere dubbi: «Non si nasce omosessuali, ma lo si diventa. Per varie cause, per motivi di educazione, per non aver sviluppato la propria identità nell'adolescenza, magari non sono colpevoli, ma agendo contro la dignità del corpo, certamente non entreranno nel Regno dei Cieli. Tutto quello che consiste nell'andare contro natura e contro la dignità del corpo offende Dio».
Considerato che la scienza ufficiale è incline a considerare l'omosessualità innata (tant'è vero che se ne stanno cercando le cause biologiche), com'è possibile che un uomo che per anni è stato al comando di un istituto dedicato agli operatori sanitari possa preferir dar retta ai propri pregiudizi che alla scienza? Certo che poi risulta semplice poter sostenere qualsiasi tesi se ci si sente liberi di inventarsi le motivazioni su cui basare le proprie argomentazioni...


Il 2012 in un post

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Come ormai consuetudine di ogni fine anno, proviamo a ripercorrere brevemente i principali eventi che hanno caratterizzato gli ultimi dodici mesi, rievocando le notizie che ci hanno fatto sorridere, arrabbiare o meravigliare.

Gennaio. Il 16 gennaio la nave da crociera Concordia si incaglia davanti all'Isola del Giglio. L'Aiart chiede la sospensione della serie televisiva "Fisica o chimica": a suo parere «Induce all'omosessualità». Ad "Italia's got Talent" si assiste all'esibizione di alcuni spogliarellisti maschili, mentre Fernando Vitale annuncia il suo abbandono dei set a luci rosse.
Febbraio. In Califonia viene abolito il divieto alle nozze gay. A Beverly Hills muore la cantante Whitney Houston. Mentre Napoli apre al registro delle coppie di fatto, negli Stati Uniti l'attore Matt Bomer fa coming out. Ha inizio "L'Isola dei famosi" e la bellezza del naufrago-modello Jivago Santinni cattura l'attenzione di molti telespettatori. Negli Usa un bacio fra due marines fa il giro di Internet.
Marzo. Muoiono il cantante Lucio Dalla e l'attore pornografico Roman Ragazzi. Il segretario del Pdl Alfano prende posizione contro le nozze gay, mentre a Strasburgo viene votata una risoluzione contro le definizioni restrittive di famiglia e la Cassazione sentenzia che «anche i gay hanno diritto alla vita familiare». In Cile muore Daniel Zamudio, un ragazzo 24enne torturato perché gay. Emilio Fede viene licenziato da Mediaset mentre il Cda della Rai sospende "Fisica o Chimica" dopo un'ulteriore polemica sollevata da Libero.


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Le feste gay per il capodanno 2013

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Per la nottata di San Silvestro, alcune città italiane proporranno eventi dedicato alla comunità gay. A Milano la serata The Farm proporrà musica pop e dance dalle 22 alle 6 presso i Magazzini Generali. Al Divina, invece, ci sarà la serata Ipercock con cena alle 21.30 e serata disco.
A Roma l'appuntamento è con il Muccassassina presso il Qube di via di Portonaccio. Al Goa, invece, avrà luogo un party di musica e celebrazione dall'eloquente titolo Time Machine.
Torino proporrà Les Folies Scandal dalle 20 con aperitivo e cena presso la Rotonda del Valentino. A Bologna l'appuntamento è al Cassero con una serata Carousel. All'Hub di Lucca, infine, il Mamamia e Stupida propongono una serata per salutare il nuovo anno alla faccia dei Maya, con ambientazioni ispirate proprio all'antica popolazione.


Borghezio espime solidarietà a don Corsi

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Dopo Scilipoti, anche Mario Borghezio è intervenendo sulle pagine di Pontifex.Roma per esprimere la propria solidarietà a don Corsi, il sacerdote che nei giorni scorsi aveva affisso in chiesa un volantino (scritto dallo stesso Pontifex.Roma) che attribuiva alle donna «che provocano» la colpa del femminicidio.
«Vorrei il numero di telefono del sacerdote -ha esordito l'europarlamentare leghista- per esprimergli la mia solidarietà e la mia vicinanza. In questo Paese non è mai possibile esprimere posizioni politicamente non corrette».
Secondo il suo parere, «La Chiesa ha bisogno di sacerdoti coraggiosi e seri come don Corsi eppure la gerarchia cattolica, conferma di una Chiesa oggi debole, non lo ha difeso come avrebbe dovuto. Il sacerdote ha espresso delle idee senza condividerle o sposarle, siamo pure liberi di manifestare il pensiero o no? Oppure dobbiamo dire solo quello che piace alla gente? Il prete come tutti è libero di dire la sua senza essere linciato come è avvenuto. La Lega è pronta a difendere il sacerdote, magari con una interpellanza parlamentare se ci saranno le possibilità».
Una posizione curiosa, soprattutto perché si evita si prendere in esame i possibili effetti di certe dichiarazioni e si lanciano simili affermazioni da un sito che non perde occasione di lanciare accuse e minacce a sacerdoti dome don Gallo, ritenuti «scandalosi» ed «eretici» perché non contrai all'omosessualità. La libertà di parole, dunque, vale solo per chi sostiene le proprie (assurde) tesi?


È morta Rita Levi Montalcini

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Si è spenta nella sua casa di Roma, all'età di 103 anni, Rita Levi Montalcini.
Nata a Torino il 22 aprile del 1909, si laurea nel 1936 presso scuola medica dell'istologo Giuseppe Levi (dove comincia anche i suoi studi sul sistema nervoso che avrebbe poi proseguito per tutta la vita). Le leggi razziali istituite nel 1938 dal Fascismo, però, gli impediscono di intraprendere la specializzazione in neurobiologia e psichiatria.
Emigrata in Belgio insieme a Giuseppe Levi, prosegue qui i suoi studi in un laboratorio casalingo. Nel 1943 si trasferisce a Firenze, dove vive in clandestinità per qualche anno. Solo alla fine della seconda Guerra Mondiale, Rita Levi Montalcini può far ritorno alla "sua" Torino.
Nel 1956 accetta una cattedra presso il Dipartimento di Zoologia della Washington University (St. Louis, Missouri) e si trasferisce così per oltre trent'anni negli Stati Uniti, guadagnando ben presto una cattedra in Neurobiologia. Nel 1986 riceve il Premio Nobel per la medicina insieme al suo studente biochimico Stanley Cohen.
Tornata in Italia, dal 1989 al 1995 lavora presso l'Istituto di neurobiologia del CNR con la qualifica di "superesperto", concentrandosi sullo spettro di azione dell'NGF. Dal 1993 al 1998 ottiene la presidenza dell'Istituto dell'Enciclopedia Italiana, nel 1999 viene nominata ambasciatrice dell'Organizzazione per l'Alimentazione e l'Agricoltura (FAO).
Nel 2001 il Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, la nomina senatrice a vita "per avere illustrato la patria con altissimi meriti nel campo scientifico e morale".


Chord Overstreet

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Chord Overstreet nasce a Nashville (Tennessee, Stati Uniti) il 17 febbraio 1989. Terzo di sei fratelli, viene incoraggiato dalla famiglia ad intraprendere la carriera musicale: inizia da giovanissimo a suonare il mandolino, per poi passare alla batteria e alla chitarra. Inizia così a scrivere canzoni e, da teenager, fa il modello per alcune campagne pubblicitarie della Gap e della Famous Footwear.
Nel 2009 esordisce come attore nella serie televisiva "Private", a cui seguono partecipazioni in un episodio di "iCarly" e nel pilot di "No Ordinary Family" (che, però, non è mai stato trasmesso).
Nel 2009 è la volta del suo esordisce sul grande chermo con il thriller "The Hole", seguito nel 2011 dal ruolo Dupree in "A Warrior's Heart" (al fianco di Ashley Greene e Kellan Lutz).
Il successo arriva per lui nel 2010, quando entra a far parte del cast di "Glee" (ormai alla sua seconda stagione) nei panni dello studente Sam Evans.

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I coming out celebri del 2012

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Nel corso del 2012 si sono registrati molti coming out anche da parte di personaggi celebri. Un gesto che non è solo gossip, ma ha anche una grande valenza data la loro visibilità: il loro dichiararsi gay può spesso aiutare i più giovani a non sentirsi soli o spingere i loro fan ad una riflessione sul tema (sfatando spesso quegli odiosi stereotipi attribuiti alla comunità lgbt).
L'apprezzamento per il loro gesto, però, è doppiamente da sottolineare anche dato il rischi che può comportare: la storia è ricca di esempi di celebrità che hanno visto la propria carriera sfumare per via del proprio orientamento sessuale. Ma, proprio grazie al continuo arrivo di nuovi coming out, questo tipo di ritorsioni appare sempre meno frequente.


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Celebrati i primi matrimoni gay del Maine

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A partire da ieri, 29 dicembre, le nozze gay sono una realtà anche nel Maine e nel corso delle giornata sono stati celebrati i primi matrimoni fra persone dello stesso sesso.
Una legge per la legalizzazione si tali unioni era già stata approvata nel 2009, ma un successivo referendum popolare aveva abrogato la norma. Lo scorso 6 novembre, però, gli elettori dello stato sono stati nuovamente chiamati ad esprimersi sull'argomento: il 53% di loro si è espresso a favore delle unioni fra persone dello stesso sesso, permettendo la reintroduzione della norma. Trascorsi i tempi tecnici, da ieri anche le coppie gay e lesbiche possono sposarsi al pari di quelle eterosessuali.
«Questo è un giorno fantastico per migliaia di famiglie del Maine -ha dichiarato David Farmer, portavoce del Mainers United for Marriage- ed è incredibile, perché il Maine ha dimostrato che gli elettori hanno sostenuto il diritto di far ottenere la licenza di matrimonio anche alle coppie omosessuali. Questo dà speranza ed energia per gli stati in cui gli elettori hanno votato il contrario».


Il calendario 2013 di Cosmopolitan Germany

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Immancabile è arrivata l'edizione 2013 del calendario di Cosmopolitan Germany, un'opera specificatamente pensata per un pubblico gay.
Come ormai consuetudine, le immagini sono state realizzate realizzate dal fotografo Frank P. Wartenberg che ancora una volta ha scelto di utilizzare il bianco e nero (l'unica nota di colore presente è il fucsia che nella barra laterale contraddistingue il numero del mese e le domeniche).
Immancabile è anche la presenza di modelli dai fisici scolpiti e ben poco propensi ad indossare troppi capi d'abbigliamento (si, forse qualcuno ne avrebbe preferito ancor di meno, ma in fin dei conti bisogna pur sapersi accontentare... e ciò che si vede è comunque un gran bel vedere).

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Il bacio gay della pubblicità? In onda solo dopo le 23

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Ricordate la pubblicità dei sughi Althea di cui ci siamo occupati qualche settimana fa? Si tratta di una serie di cinque brevi filmati che mostrano l'amore in ogni sua sfaccettatura, attraverso i baci di giovani, anziani, gay e lesbiche.
L'idea ha ottenuto immediatamente il plauso di Internet, ma l'Huffington Post ha fornito ieri un dettaglio che sta facendo molto discutere. Nell'articolo si legge: «Sono andati in onda, per due settimane, sulla tv generalista italiana (ma solo dopo le 23), gli spot che mostrano un bacio gay (e lesbico), per raccontare tutte le forme dell'amore».
Quella precisazione sull'orario non è piaciuta a molti, dato che sottolinea come un semplice bacio sia stato ritenuto adeguato solo ad un pubblico adulto, di fatto stigmatizzandolo e negando la sua naturalità.
Fra i commenti non manca chi ironizza, come Ius che scrive: «Mi sembra giusto, prima devono andare in onda solo letterine, Professoresse e Schedine; poi possiamo permetterci spot "pubblicità progresso"».
Ed in effetti così è andata: ai ragazzi viene mostrato di tutto (ben oltre il semplice bacio) ma si ha paura a mostrar loro due uomini che si amano. Una decisione che sembra più consona alla legge anti-gay di San Pietroburgo (che proibisce di parlar bene dei gay davanti ai minori) piuttosto che ad un Paese civile. Ma questa è (purtroppo) l'Italia.

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La fucina dell'odio

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Non si placano le polemiche che riguardano il volantino affisso dal parroco di Lerici (La Spezia) nella bacheca della sua parrocchia, nel quale si attribuivano alle donne stesse molte colpe del femminilicidio.
Sul caso è anche intervenuto il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, che ha definito l'accaduto: «Una cosa grave e triste». Pare che il parroco verrà ora trasferito, anche se la scelta di fargli continuare la propria missione da un'altra parte può anche apparire come una modalità per proteggerlo dal clamore mediatico in cui è incappato.
Sui media nazionali, però, viene spesso dimenticato un particolare. A scrivere quell'articolo non è stato il parroco ma un sito cattolico chiamato Pontifex.Roma. Si sa che a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca. Ed è così che viene naturale domandarsi se tale omissione non possa dipendere dalla volontà di togliere dall'imbarazzo tutti quegli alti prelati e quei politici di centro destra che hanno a lungo avvalorato le tesi del sito con le loro interviste.
Dal canto suo il direttore del sito, Bruno Volpe, continua a ribadire la sua tesi attaccando chiunque osi contestarla: annuncia di aver sporto denuncia per diffamazione contro la Repubblica ed altri quotidiani, nonché di voler ricorrere al garante per domandare giustizia. In un articolo afferma addirittura che: «Al posto di questi giornalisti da ... io non uscirei più di casa per la vergogna. Parlano di cose di Chiesa e basta leggere i loro articoli di menzogne e falsità per capire che violano parecchi comandamenti di Dio, che tristezza, è proprio il caso di ricordare che non bisogna "dare le perle ai porci"».


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Jan Koeppen

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Jan Henryk Köppen nasce il 4 marzo 1983 a Gießen (in Germania). È un DJ e presentatore televisivo, conosciuto principalmente per le sue trasmissioni sul canale musicale tedesco VIVA e ZDFinfokanal.
Il suo esordio risale al 2005, quando inizia uno stage presso VIVA Plus di Colonia all'interno del suo piano di studi di economia e commercio. Nel novembre di quell'anno, si trasferisce insieme all'emittente a Berlino. Qui inizia ad esibirsi come VJ ed ottiene la conduzione di "VIVA Live!" e della trasmissione dedicata ai 20 brani più scaricati della settimana.
Nel novembre del 2008 inizia anche la sua collaborazione con la neonata ZDFinfokanal (emittente edita dalla ZDF) all'interno di un programma pensato per i consumatori di età compresa tra 25 e 40 anni.
Dall'autunno del 2009 è uno dei conduttori di "Staraoke", uno spettacolo di karaoke per bambini trasmesso da Cartoon Network.
Parallelamente alla sua carriera televisiva, Jan Koeppen si esibisce anche come DJ in alcune discoteche del Paese.

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Un assalto al maschile al bonus di Avanti un altro

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Il modello Daniel Nilsson è entrato a far parte dell'attuale edizione di "Aavanti un altro" nel ruolo del sexy bonus. Particolarmente apprezzato dal pubblico, da alcune puntata a questa parte è spesso "vittima" dell'assalto di fans scatenate tutt'altro che indifferenti davanti al suo fascino.
Premesso che nel mondo televisivo è difficile distinguere ciò che viene studiato a tavolino da ciò che è reale, nella puntata di ieri è successo qualcosa di particolare. Anziché venir accerchiato da ragazzine scatenate, a correre fra le braccia del modello è stato un uomo.
Daniel Nilsson l'ha abbracciato e salutato sorridendo come sempre (un tentativo di scansarlo, così come alcuni personaggi italiani avrebbero scelto di fare, non sarebbe stato certo elegante), mentre un po' più ambiguo è stato l'atteggiamento di Bonolis (la speranza è che volesse scherzare "con" lui e non "di" lui).
Da sottolineare, però, è soprattutto la reazione avuta dalla "valletta" ottantenne scelta dal pubblico. Bonolis è andata da lei affermando: «Non ha capito che è successo», per poi spiegare: «È entrato un signore che è innamorato di questo ragazzo...». La donna l'ha però immediatamente interrotto con un «E che problema c'è?».
Una gran bella risposta, soprattutto se pronunciata da un signora di età avanzata. Meno bella la replica di Bonolis: «A me che me frega, lo dicevo per lui» (ma visto che lui, ossia Daniel Nilsson, non pare essersi fatto alcun problema, perché mai dovresti fartene tu in sua vece?).
Da segnalare anche un'altra incursione nella seconda parte del programma: mentre l'"assalitore" è stato richiamato a ballare con Laurenti sulle note di Livin' La Vida Loca, un altro ragazzo ha fatto irruzione sul palco per scatenarsi in un ballo a due con il maestro.

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Matrimoni gay. Sì di Grillo, no di Berlusconi

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La sua posizione risulta già nota da tempo, ma Silvio Berlusconi ha voluto ribadire il suo fermo «no» ai matrimoni gay durante un collegamento telefonico con la comunità di don Gelmini. «Andremo avanti nella difesa della famiglia -ha affermato Berlusconi- non vorremmo dover assistere, con l'avvento della sinistra al potere, all'inflazione dei matrimoni gay e all'apertura delle nostre frontiere ai migranti stranieri. Tutto ciò che rientra nella tradizione cristiana sarà al primo posto del nostro programma».
Una posizione diametralmente opposta è stata espressa nelle stesse ore dal Movimento 5 Stelle. Silvana Carcano, candidata portavoce alla Regione Lombardia, ha affermato: «Molti politici che a parole si dichiarano campioni della causa lgbt, giusto l'altro ieri votavano per quel pastrocchio normativo dei "dico" e oggi supportano un progetto di Legge per le unioni civili, che costituirebbe un matrimonio di serie B. Non è più il tempo di simili ipocrisie: per noi le persone lgbt non sono cittadini di serie B, e denunciamo le forme più deteriori di propaganda elettorale fatta sulla vita delle persone e sulla loro aspirazione a una vita serena e libera da discriminazioni e pregiudizi». Una posizione che ha portato il movimento a maturare l'idea che «la battaglia per i diritti civili passi per il nodo cruciale del diritto al matrimonio per le famiglie omosessuali».


Pontifex.Roma e Don Pietro: Femminicidio? Tutta colpa delle donne che provocano

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Il sito cattolico Pontifex.Roma pare tristemente in grado di passare dall'omofobia alla misoginia come se nulla fosse. Dopo gli innumerevoli attacchi all'omosessualità, questa volta ha pensato bene di puntare il dito contro le donne, affermando che il femminicidio sia tutta colpa loro (e chissà se questa tesi è in un qualche modo collegata alle voci circolate qualche tempo fa -mai smentite né confermate- circa il possibile arresto per stalking del loro direttore, magari alla ricerca di un'auto-assoluzione per il proprio atteggiamento).
Nel l'articolo si legge, testualmente: «Femminicidio: le donne facciano autocritica, quante volte provocano?» o, ancora: «Possibile che in un sol colpo siano impazziti tutti?» «cadono nell'arroganza e si sentono indipendenti» o, ancora: «Donne e ragazze in abiti succinti provocano gli istinti, facciano un sano esame di coscienza: forse ce lo siamo andato a cercare».
Insomma, un vero e proprio delirio. Ma la notizia e l'unanime condanna è iniziata a circolare sui media nazionali dopo che Don Pietro, parroco di San Terenzo nel comune di Lerici (La Spezia), ha stampato quell'articolo e lo ha affisso sulla bacheca della sua chiesa.
Le prime proteste lo hanno poi convinto a togliere il foglio, ma non lo hanno trattenuto dal rilanciare la tesi durante la sua omelia e nel corso di un'intervista al Gr1, durante la quale ha affermato: «Quando lei vede una donna nuda, quali sentimenti prova? Quali reazioni? Non se è un fr*cio anche lei o meno... cosa prova quando vede una donna nuda? Non è violenza da parte di una donna mostrarsi in quel modo lì?».


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La storia d'amore fra il faraone e il suo generale

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Neferkare (detto Pepi II, nato nel 2284 a.C. circa) divenne faraone della VI dinastia egizia all'età di sei anni. Il suo regno fu uno dei più longevi dell'epoca: alcune fonti parlano di sessant'anni, altre addirittura di novanta. Fra i documenti sopravvissuti al tempo, vi è anche un frammento di papiro che racconta la sua storia d'amore con il generale Sisene.
Nel testo viene citata la testimonianza di Teti, un cittadino comune, che asserisce di aver visto il faraone uscire di soppiatto dal proprio palazzo per recarsi presso la casa del suo generale. Qui avrebbe poi dato un segnale segreto (un sasso lanciato in aria ed il piede battuto per terra) al seguito del quale il suo amante gli avrebbe poi calato una scala per consentirgli di raggiungere la sua finestra.
La testimonianza parla di un incontro iniziato verso la quarta ora della notte (ossia le 22) e proseguito per quattro ore, al termine del quale il faraone ha poi fatto ritorno al proprio palazzo.
Se da un lato il documento sottolinea la clandestinità del loro rapporto, dall'altro Perpi II non viene in alcun modo criticato per aver fatto sesso con un altro uomo. La testimonianza, dai toni neutri e documentaristici, viene fornita con l'unico intento di sostenere le voci che circolavano all'epoca riguardo a regolari incontri segreti fra i due.


Il cast maschile di Grachi

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Siete cresciuti guardando i Puffi o Automan in TV? Bhe, forse è il caso che rivalutiate la sindrome di Peter Pan o che speriate in una qualche forma di reincarnazione... perlomeno stando a quelli che sono i programmi televisivi che oggi vengono offerti alle nuove generazioni.
Il riferimento è ad una serie per ragazzi intitolata "Grachi" ed attualmente trasmessa in Italia da Rai Gulp. Un rapido sguardo all'elenco degli attori che ne compongono il cast maschile è più che sufficiente per notare che molti di loro hanno anche una carriera da modello e che di loro nessuno è trascurabile dal punto di vista fisico. Ma non solo! Gli autori della serie hanno pensato bene di inserirli tutti in una squadra di nuoto (gli Squalo) giusto per assicurarsi di avere un bel po' di occasioni per mostrarceli mezzi nudi.
Giusto per farvi un'idea, nella consueta gallery di fine post trovate le immagini di attori come Alex Rosguer, Andres Mercado, Danilo Carrera, Jesús Neyra, Lance Dos Ramos e Willy Martin... immagini ricchi di carica erotica che difficilmente verrebbero da associare ad una serie per ragazzi (con tanto di indumenti a volte così attillati da lasciar facilmente immaginare cosa vi sia celato dietro).
"Grachi" è una serie creata da Mariela Romero e prodotta a Miami da Nickelodeon Latinoamérica. Lanciata l'8 febbraio 2011, è la prima produzione dell'emittente mai realizzata in alta definizione.

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Don Mario e la sua visione transgender del Natale

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Don Mario, il sacerdote salito alla ribalta delle cronache per essersi dichiarato gay e per aver scelto di abbracciare la Chiesa Episcopale, ha voluto regalare ai lettori del blog un suo messaggio di Natale. Come nel suo stile, non si è certo astenuto dal lanciare alcune provocazione e dell'offrirci una visione particolare del Natale. Di seguito il suo intervento.

Il Natale è generalmente attorniato da un clima ovattato di pace e silenzio.
L'origine di questa atmosfera forse viene dall'adorazione dei pastori e dei Magi (raccontata nei Vangeli di Luca e Matteo) o anche dall'aver immaginato un'estatica contemplazione del figlio neonato da parte di Maria e Giuseppe (come spesso appare raffigurata nelle statuine del presepe o nei quadri di grani artisti). E così oggigiorno questo clima pervade i nostri presepi e il nostro immaginario collettivo.
Ma... fu proprio così? E soprattutto: questo è il vero messaggio del Natale?
A ben vedere, leggendo i Vangeli, le cose andarono molto diversamente: altro che pace e dolce atmosfera! E così viene il sospetto che questo clima dolciastro tramandatoci dalla tradizione abbia rischiato (e rischi ogni anno) di rendere due volte infante questo Dio troppo scomodo: egli, già infante in quanto bambino che non parla (secondo il senso etimologico di "infante") viene messo a tacere (reso così nuovamente infante) perché troppo fuori dagli schemi religiosi. E allora meglio tramandare un innocuo bimbo che vagisce e desta tenerezza piuttosto che il reale avvenimento della comparsa "immorale" di Dio nel mondo. Immorale? Cosa intendi-mi chiederete. Beh l'espressione è ovviamente e volutamente provocatoria: vuole stimolare la riflessione e aprire ad una visione transgender del Natale, una rilettura, cioè, che vada al di là (trans) del modo in cui generalmente (gender) immaginiamo e viviamo il Natale.
Ma andiamo passo passo. E lo facciamo seguendo vicende e personaggi del Natale.


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California: rimandata la messa al bando delle "terapie riparative" sui gay minorenni

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Se il mondo aveva esultato dinnanzi alla decisione dello Stato della California di mettere al bando sui minori le pericolose e insensate "terapie" per la cura dell'omosessualità, l'entrata in vigore della norma (prevista per il 1° gennaio 2013) è stata frenata dalla strenua opposizione sostenuta da alcune associazioni cristiane del Paese.
La Corte di Appello del Nono Circuito, infatti, ha deciso per un'ingiunzione che blocca l'entrata in vigore del divieto in attesa che venga sancita la sua costituzionalità. Si prospetta, dunque, una lunga battaglia legale durante la quale si potrà tranquillamente continuare a somministrare le fantomatiche terapie che, secondo gli esperti, rischiano spesso di causa di problemi psicologici o di spingere gli adolescenti al sudicio. Da notare è che la messa al bando avrebbe riguardato solo i minorenni, i quali non hanno potere di decidere per sé stessi ma possono essere obbligati a sottomettersi a simili terapie dai propri genitori.
A giudicare la legge tre magistrati federali, tutti nominati da presidenti repubblicani (Bush, Reagan e Nixon): una caratteristica che non è passata inosservata ai tabloid statunitensi e che sta facendo discutere sulla loro imparzialità di giudizio.


Roma. Insultate da un carabiniere perché lesbiche

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Roma, 19 dicembre. Due ragazze raccontano di essersi scambiate un semplice bacio a stampo, a pochi passi dalla stazione ferroviaria di Acilia, quando un carabiniere in servizio all'interno della struttura le ha notate.
«Ha iniziato ad urlare contro di noi -raccontano le due ragazze- Cose omofobe tipo "fate schifo" e "fate queste cose di nascosto". Era insieme a tre militari in servizio e ad una guardia giurata».
Il militare si sarebbe dunque avvicinato alle ragazze e, in seguito alle loro domande su quale fosse il problema, ha chiesto i loro documenti e ordinando loro di non allontanarsi.
«Una volta presi i nostri documenti è tornato dagli altri tre militari e ci ha fatte aspettare per venti minuti. Quando è tornato ha anche detto "Ora so chi siete, so dove abitate, andatevene"».
Così han fatto, ma mentre si stavano allontanando il carabiniere avrebbe ripreso ad insultarle: «Fate schifo, andatevene via. Non siete normali, dovete nascondervi. Due ragazze non si devono baciare, non è normale. Queste cose dovete farle di nascosto».
Le due vittime si sono così rivolte alla caserma di Acilia per denunciare l'accaduto, ma al citofono i carabinieri le hanno risposto che non erano tenuti a comunicare le generalità del carabiniere in servizio.
«Così ho deciso di andare in un commissariato a raccontare tutto. La polizia mi ha parlato del reato di abuso di ufficio, ma è chiaro che ora toccherà alla Procura decidere come procedere».


Benjamin Godfre lancia il suo sito

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Accantonata la sua promettente carriera di modello, nel corso del 2012 Benjamin Godfre ha deciso di esordire nel mondo della pornografia, cimentandosi fin da subito in alcune scene in solitaria per conto della casa di produzione gay Falcon Studios.
Nel mondo del cinema hard odierno, un numero sempre crescente di attori decide di mantenere dei rapporti con i propri fan anche all'esterno del set grazie a blog o social network. A quanto pare, anche Benjamin Godfre ha deciso di non esimersi da quell'onere e ha lanciato un questi giorno un suo sito ufficiale. Il tutto con la pubblicazione di alcune immagini che difficilmente sarebbero potute passare inosservate e nelle quali lo si vede posare nudo in compagnia di Will Wikle (noto negli stati uniti come concorrente della quinta edizione del Big Brother).

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Berlusconi litiga con Giletti: «Vado via»

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Non si placa la presenza mediatica di Silvio Berlusconi, ormai presente in ogni programma di qualsiasi rete con l'obiettivo di saturare la televisione pur di risalire nei sondaggi prima dell'arrivo della par condicio.
Dopo il monologo con barbara d'Uso (con tanto di fuori onda in cui il Cavaliere suggeriva alla conduttrice le domande che voleva gli fossero poste), con il suo intervento a "Domeinica In" le cose sono andate un po' diversamente.
Giletti si è ricordato di essere un giornalista e ha deciso di fare il suo lavoro, ma Berlusconi non ha apprezzato che gli venissero fatte delle domande senza accettare per buona la sua versione dei fatti. Ed è così che il leader del Pdl si è infuriato e già alla prima domanda postagli dal conduttore, replicando: «Se lei mi interrompe, me ne vado. Sono il leader di quella che voi dite sia opposizione inutile, vengo qui in trasmissioni come la sua, io rimango se mi fa parlare. Vuole che me ne vada? È la quarta volta che mi interrompe!».
Dopo le rassicurazioni di Giletti, l'ex-premier è tornato a sedere per poi rialzarsi nel giro di pochi secondi: «Me ne vado? Me ne vado! Non si può ragionare così! Sta facendo disinformazione che non le rende onore».
Tornato nuovamente a sedere ha minacciato: «Mi siedo per l'ultima volta, la prossima volta mi alzo e me ne vado. Lei deve essere così cortese di farmi parlare, argomenti seri».
Pochi minuti e alla prima domanda è tornata la tensione: «Mi sembra che invece di fare un'intervista, stiamo giocando!», ha detto Berlusconi. «Presidente lei è abituato a Barbara D'Urso della scorsa settimana», è stata la replica di Giletti. Pronta la replica di Berlusconi: «Si guardi la D'Urso, mi raccomando: Non è soltanto bella, è anche brava e gentile».
Dal canto suo Berlusconi non è nuovo a simili situazioni. Sereno sei monologhi che i suoi fedelissimi gli lasciano condurre spacciandole per interviste, ogni qualvolta si trova a scontrarsi con domande "scomode" è quasi una sua prassi quella di alzarsi e di andarsene. Già nel 2008 si alzò ed abbandonò lo studio di Lucia Annunziata dopo averla minacciata: «Io mi alzo e me ne vado e questa resterà una macchia nella sua carriera professionale».

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Torino. Cacciati dal locale perché gay

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Aveva scelto di passare la sarete con alcuni amici presso il Vox di Torino, ma l'epilogo di quanto accaduto sabato scorso è assai scoraggiante.
«Ero uscito con mia sorella e due amici per una serata tranquilla», racconta D., un'universitario ventenne. Lì ha incontrato F., un ragazzo con cui si conosceva e con il quale si è scambiato un bacio. «A quel punto è arrivata una cameriera, che ci ha detto che non era il luogo adatto».
I due hanno ripreso a ballare, quando però sono stati nuovamente interrotti da uno dei titolari: «Uno dei gestori mi ha preso per un braccio e mi ha detto "finocchio, vattene" e ci ha spinti fuori dal locale».
I due hanno così chiamato la polizia che ha preso le generalità dei presenti e li ha invitati a sporgere denuncia.
Raggiunto telefonicamente dai giornalisti di La Stampa, uno dei soci ha replicato: «Si baciavano davanti a minori e famiglie, non vedo perché non dovessero essere accompagnati fuori. E poi non li abbiamo neanche presi a calci né gli abbiamo messo le mani addosso».
Ma poi -forse accortosi che le motivazioni non reggevano- l'uomo ha aggiunto: «Avevano le mani nelle mutande». Una circostanza categoricamente negata dai due protagonisti.
«Una storia odiosa –ha commentato il presidente di Arcigay Torino, Marco Giusta– Li denunceremo per violenza privata. Se ci fosse una legge contro l'omofobia saremmo più tutelati».


Aggredito sul treno perché gay

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È finito in ospedale con il naso rotto e alcune ferite alla testa. Si tratta di un uomo sulla cinquantina che stava viaggiando in treno da Dublino a Belfast quando due uomini l'hanno selvaggiamente picchiato e derubato perché gay.
Secondo la ricostruzione, l'uomo era seduto in un vagone praticamente vuoto sul treno 20.50 da Dublino a Belfast. Allontanatosi per andare in bagno, al suo ritorno ha trovato due uomini che guardavano il suo computer. Prima di allontanarsi, infatti, stava visitando un sito internet gay e quella pagina era rimasta aperta.
«Hanno iniziato ad accusarmi di essere un pervertito -ha raccontato- Ho cercato di riprendermi il computer e mi hanno inseguito in un altro vagone dove hanno iniziato a picchiarmi. Stavo urlando per chiedere aiuto, ero coperto di sangue».
Mentre la vittima è stata accompagnata in ospedale, i due malviventi sono scesi a Portadown, portando con sé anche l'iPod e le cuffie dell'uomo. Ora la polizia sta cercando di identificarli attraverso il sistema di videosorveglianza del treno.
«Spero davvero che li prendano -ha concluso il cinquantenne- abbiamo tutti il diritto di essere al sicuro quando usiamo il trasporto pubblico».


Il volto di Babbo Natale

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Erano gli anni 30 quando la Coca-Cola iniziò ad utilizzare la figura di Babbo Natale all'interno delle proprie campagne pubblicitarie. Più fonti hanno sostenuto a lungo che il vestito rosso e bianco sarebbe stato ideato proprio dai creativi della celebre bibita per richiamare il colore del loro marchio. In precedenza, infatti, Babbo Natale era tradizionalmente raffigurato in abiti verdi.
Solo recentemente questa teoria è stata messa in discussione: raffigurazioni di un Babbo Natale vestito in rosso sarebbero state ritrovate in una pubblicità del 1915 firmata dall'acqua minerale White Rock Beverages, così come in alcune copertine della rivista Puck nei primi anni del ventesimo secolo.
Fatto sta che quella figura è entrata nell'immaginario collettivo: un vecchio rubicondo dalla barba bianca e dalla pancia tonda. Un volto sicuramente adatto ad apparire simpatico, ma ben poco dotato di sex appeal... Non stupisce, dunque, se nelle immagini pubblicitarie moderne (perlomeno quelle dedicate al un pubblico adulto) i vari creativi abbiano spesso deciso di abbandonare le lunghe barbe o le forme tonde, preferendo corpi tonici e sguardi sexy (spesso anche con abbigliamenti succinti non proprio idonei al freddo polare). Alcuni esempi nella gallery di fine post.

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Quando la schiavitù era giustificata con la Bibbia

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Nella Genesi (il primo libro della Bibbia) è contenuto il racconto di Noè, l'uomo a cui Dio ordinò di costruire un'arca per poter sopravvivere al Diluvio Universale.
Nel nono capitolo, Noè si ubriaca con del vino e si addormenta nudo all'interno della sua tenda. Cam, uno dei suoi tre figli, lo vide e raccontò la cosa ai due fratelli che stavano fuori. Allora Sem e Iafet presero il mantello e, camminando a ritroso, coprirono il padre senza vedere la sua nudità.
Al risveglio Noè sia dirò per l'accaduto ed affermò: «Maledetto sia Canaan! Egli sia il servo dei servi dei suoi fratelli!». Ed ancora: «Benedetto sia l'Eterno, il Dio di Sem, e sia Canaan suo servo. Dio ingrandisca Jafet e dimori nelle tende di Sem e sia Canaan suo servo!».
Dato che tradizione vuole che da Sem siano discesi i Semiti, da Jafet gli Europei e da Cam gli uomini dalla pelle nera, quei pochi versetti fecero sì che sino al XVII secolo i suoi discendenti (ossia tutte le persone di colore) venissero considerati degenerati, impuri e maledetti. Una posizione che portò anche a ritenere un "volere divino" la loro riduzione in schiavitù.


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Original British Firefighters 2013

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Si intitola Original British Firefighters ed è un calendario ideato nel 1996 da quindici vigili del fuoco dell'Essex (Inghilterra) con lo scopo di raggogliere fondi da devolvere in beneficenza attraverso il Firefighters' Benevolent Fund (ora rinominato in The Firefighters Charity). Nel primo anno di vita ne vennero vendute più di 24mila copia, a cui si aggiunsero magliette e gadget di ogni tipo.
Uno dei modelli di quell'edizione, James Lloyd Roberts, ne divenne poi il fotografo ufficiale, pur continuando a prestare regolare servizio come vigile del fuoco. Il marchio venne rilevato dalla Jarrold nel 2001 e il calendario venne completamente rebrandizzato nel 2010, ma senza che ciò abbia modificato le caratteristiche di accettare solo dei vigili del fuoco in servizio come modelli e di devolvere in beneficenza gli introiti della vendita.
I volti scelti per l'edizione 2013 sono Ryan Jones (classe 1988), Jamie Davis (1987), Mark Newton (1985), Rich Young (1982), Craig Smith (1987), Denham Pope (1977), Lee Phillips (1976), Jamie Johal (1985), Andrew Petch (1976), Simon De Gruchy (1985), Gary Clarke (1985) e Jamie Barton (1984). Di seguito trovate alcune immagini tratte dall'opera, anche se si raccomanda di posare fiammiferi ed accendini prima della loro visione, sia mai che veniate colti da improvvisi impulsi piromani (e non per sminuire le vostre aspettative, ma probabilmente non sarebbero loro ad intervenire per spegnere l'incendio).

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Jingle Bells tradotta da Google Translate

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Si sa che Google Translate, il servizio di traduzioni del popolare motore di ricerca, non è sempre impeccabile, soprattutto quando si tratta di tradurre il testo di una canzone.
Ed è così che il fumettista Sio (autore di "Scottecs" su Shockdom) ha pensato di dargli in pasto il testo di un classico di Natale come Jingle Bells, provvedendo poi a rimusicarlo e ad accompagnarlo con alcune divertenti tavole che ne illustrano i vari passaggi. Il risultato è surreale ma decisamente imperdibile.
Dal canto suo Sio non è nuovo a simili esperimenti. In precedenza aveva già sottoposto allo stesso processo anche brani come "Call Me Maybe" di Carly Rae Jepsen e "Gangnam Style" del rapper sudcoreano PSY.

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Una sentenza introduce le nozze gay a San Paolo

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Grazie ad una sentenza storica pronunciata dal giudice Fernando Henrique Pinto, tutte le coppie gay dello Stato di San Paolo (Brasile) potranno ora sposarsi senza la necessità di dover ricorrere ad una causa legale.
Non solo, quanti non hanno ancora contratto un'unione civile poteranno accedere direttamente al matrimonio senza la necessità di quest'ulteriore passo burocratico e tutti gli stranieri gay che intendono sposare un cittadino brasiliano potranno ricevere un visto per motivi matrimoniali, un documento più facile da ottenere rispetto a quello previsto le unioni civili (l'unico richiedibile sino ad oggi dalle coppie formate da persone dello stesso sesso).
Il giudice ha commentato la decisione affermando che «rende onore alla dignità umana di una porzione della società».
Pinto è lo stesso magistrato che un anno fa concesse, per la prima volta nella storia del Brasile, la conversione di un'unione civile gay in un vero e proprio matrimonio. Pratica poi diffusasi fra quanti desideravano accedere a quell'istituzione.


La webserie G&T debutta sui social network

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G&T, la web serie autoprodotta dalla torinese Rta Movie (di cui ci siamo già occupati a novembre), ha raggiunto le oltre 16.000 visualizzazioni dallo scorso giovedì, giornata del suo debutto sulle pagine di gay.it. A partire da oggi, invece, gli episodi inizieranno ad essere disponibile anche su social network come Youtube, Vimeo e Facebook (qui il canale della serie su YouTube).
La trama ruota attorno alle figure di Giulio e Tommaso, due ragazzi che si conoscono fin da bambini. Il primo è omosessuale ed ha appena chiuso una storia di tre anni con Matteo, mentre il secondo convive con Serena. Vite diverse, ma che per un attimo solo, in passato, si sono sfiorate... inizia così il racconto di un amore (im)possibile tra due ragazzi appartenenti a mondi lontani che però saranno in grado di intrecciarsi di nuovo al di là di ogni preconcetto sociale e mentale.
La regia è di Francesco D'Alessio e Matteo Rocchi (rispettivamente anche gli interpreti di Giulio e Tommaso), a cui si affiancano nel cast Anthony Circiello (Gianluca​), Angela Miriam Ceppone (Sara), Moritz Ceste (Matteo) e Valeria Tardivo (Serena). Per ogni altra informazione sulla serie e sui suoi protagonisti è possibile consultare il sito ufficiale all'indirizzo www.getwebserie.com.

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Lo spot antiomofobia di Gaynet

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Si intitola "Fuorigioco" ed è uno spot antiomofobia realizzato da Gaynet Roma. La scelta di un'ambientazione nel calcio amatoriale è un modo per evocare la necessità di comunicazione e di sensibilizzare all'interno di uno di quegli quegli spazi sociali dove il dialogo sull'omosessualità è ancora un tabù. Il tutto prendendo spunto da una frase di Cesare Prandelli, il primo CT della nazionale italiana di calcio ad aver dichiarato dichiarare senza mezzi termini che «anche l'omofobia è razzismo».
Lo spot vuole dare un'immagine comune e quotidiana del calcio giocato, mostrando con semplicità e naturalezza che anche chi ti è accanto può essere omosessuale e che lui desidera semplicemente potersi comportare in maniera spontanea (così come tutti gli altri) nel poter vivere i propri sentimenti anche dopo una semplice partita di calcetto.
Il video è stato realizzato da alcuni militanti dell'associazione, diretti dal regista Giuseppe Bucci e sulla base della sceneggiatura scritta da Giulio Spatola (Mr. Gay Italia 2010, Mr. Gay Europe 2011 e protagonista dello spot).

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Il lottatore Ray Elbe ricoverato per la frattura del pene

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Si è soliti immaginare che un lottatore di arti marziali rischi di riportare i danni più gravi all'interno della gabbia in cui combatte, ma per Ray Elbe le cose sono andate diversamente.
Nato il 9 dicembre 1982, l'atleta si era concesso una vacanza in Malesia. Ed è proprio qui che è stato vittima di un incidente particolare: mentre faceva sesso con la fidanzata, il campione di MMA si è procurato la frattura del pene.
A raccontare l'accaduto con dovizia di particolari è stato lui stesso, affermando di aver accidentalmente lanciato in aria per più di otto centimetri la propria partner e di essere rimasto inerme durante l'atterraggio. Secondo la diagnosi, l'impatto ha provocato una frattura e un leggero strappo nel tubo urinario, ma il dolore è stato così intenso da farlo svenire, facendogli riportare anche una scheggiatura ai denti durante la caduta.
Elbe racconta anche del suo imbarazzo nell'essersi ritrovato a dover telefonare ai genitori e ad avergli dovuto spiegare il motivo per cui aveva bisogno del loro aiuto.
Giunto in ospedale (dove è stato ricoverato per quasi una settimana dopo un intervento chirurgico costato più di 6.000 dollari), i momenti di imbarazzo non sono finiti: «La parte peggiore -racconta- è che praticamente tutti i dipendenti dell'ospedale sono venuti a chiedermi di potermi guardare il pene per curiosità. Immagino che in un paese mussulmano, un incidente di questo tipo non sia così frequente come si sospetta».
La buona notizia è che i medici sono ottimisti nel suo pieno recupero di tutte le funzionalità.

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Il ministro gay australiano si sposa in Spagna

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Dopo la bocciatura del disegno di legge che avrebbe permesso i matrimoni fra persone dello stesso sesso in Australia, il Ministro delle Politiche Sociali, Ian Hunter, ha deciso di volare in Spagna per poter sposare il proprio compagno, Leith Semmers, con cui è fidanzato da 22 anni.
«Ci sposiamo per esprimere il nostro amore, come i nostri amici possono fare in patria», ha dichiarato Hunter.
Tutt'altro che abbattuto in campo politico, il Ministro promette di riprendere la sua battaglia per i diritti delle coppie gay non appena tornato in Australia: «Sono assolutamente fiducioso che l'Australia cambierà le sue leggi nei prossimi sei o sette anni. Non ci stiamo sposando per farne una campagna politica. Sappiamo che legalmente non farà alcuna differenza quando torneremo a casa, ma probabilmente sottovalutiamo ciò che significa personalmente».


Il papa: le persone manipolano il proprio orientamento sessuale per alterare la natura che Dio ha dato loro

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Nel corso del suo discorso di fine anno alla Curia Romana, Benedetto XVI è tornato sui temi del matrimonio gay già affrontati durante il suo Messaggio per la Giornata Mondiale per la Pace.
Lo spunto da lui è scelto è il messaggio che il rabbino capo di Francia, Gilles Bernheim, ha presentato lo scorso ottobre al governo francese per contrastare la decisione di legalizzare il matrimonio tra persone dello stesso sesso.
«Il Gran Rabbino di Francia -ha detto- in un trattato accuratamente documentato e profondamente toccante, ha mostrato che l'attentato, al quale oggi ci troviamo esposti, all'autentica forma della famiglia, costituita da padre, madre e figlio, giunge ad una dimensione ancora più profonda». Secondo il pontefice, infatti, in gioco non ci sarebbe solo la famiglia ma «ciò che in realtà significa l'essere uomini».
Benedetto XVI decide così di citare Simone de Beauvoir: «Donna non si nasce, lo si diventa». Una frase con cui contesta quella che lui chiama l'ideologia del «gender», ossia il sesso come un qualcosa che non è più un dato originario della natura che l'uomo deve accettare e riempire personalmente di senso, bensì un ruolo sociale del quale si decide autonomamente, mentre finora era la società a decidervi».
Secondo il pontefice, dunque, l'omosessualità sarebbe una scelta volontaria e consapevole (quasi come se i gay fossero gruppo di masochisti che vuole rendersi la vita cento volte più complicata solo per fargli dispetto) e l'umo non sarebbe da vedersi come protagonista delle proprie scelte, ma come pedina che deve essere mossa dalla società.
Affermazioni pericolose, ribadite anche nella sua idea di una «manipolazione della natura, che oggi deploriamo per quanto riguarda l'ambiente, diventa qui la scelta di fondo dell'uomo nei confronti di se stesso. Esiste ormai solo l'uomo in astratto, che poi sceglie per sé autonomamente qualcosa come sua natura».
Nell'occasione il papa spiega anche il perché della sua ingerenza nei governi locali, sostenendo che Chiesa sia impegnata a difendere i valori non negoziabili affinché questi possano tradursi in azione politica: «Essa non ha soluzioni pronte per le singole questioni. Insieme con le altre forze sociali, lotterà per le risposte che maggiormente corrispondano alla giusta misura dell'essere umano».


Mattia Poggi

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Data l'attenzione che ha suscitato fra i commenti di un post che lo riguardava solo marginalmente, occupiamoci oggi più specificatamente di uno dei cuochi più belli della televisione italiana.
Mattia Poggi nasce a Genova il 27 ottobre 1984. Dopo aver studiato presso la scuola di alta cucina internazionale Alma, viene introdotto al mondo del lavoro dallo chef Fabio Fauraz.
Capace di dar vita a piatti richiesti da star mondiali come Jennifer Lopez e Madonna, è diventato uno dei volti di Alice Tv (canale 416 di Sky) e di Arturo Tv (canale 221 del digitale terrestre) grazie a programmi come "Mattia a modo mio", "Mattia on tour" e "Mattia & "Friends". Sempre per il gruppo Sitcom -editore di entrambe le emittenti- ha pubblicato anche alcuni libri di cucina (l'ultimo dal titolo "La pasta, detto fatto") e cura una propria rubrica sul mensile Alice Cucina.
Durante la sua carriera televisiva si è cimentato anche nel ruolo di presentatore, come nel caso di "Interno 138" che ha tenuto a battesimo la nascita di Arturo Tv l'8 novembre 2011. Per il futuro è allo studio un suo possibile approdo anche su Marcopolo, l'emittente del gruppo dedicata ai viaggi, per proporre un'accoppiata fra cucina e località del mondo.

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Il giorno della profezia maya

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Secondo alcune credenze e profezie attribuite ai maya, il 21 dicembre 2012 è la data in cui si verificherà un evento di proporzioni planetarie capace di produrre una significativa discontinuità storica con il passato. Anche se si tratta di affermazioni prive di fondamento scientifico, alcuni ritengono che oggi sia il giorno in cui si verificherà la fine del mondo o in cui avrà inizio una nuova era.
Ma da dove ha preso origine questa credenza?
I Maya, come altre culture mesoamericane, misuravano il tempo utilizzando un sistema a tre calendari. I giorni erano organizzati attraverso un calendario religioso rituale della durata di 260 giorni e tramite un calendario solare di 365 giorni suddiviso in 18 periodi di 20 giorni ciascuno. Dato che non corteggiavano gli anni, questi due calendari erano combinati tra loro per dare luogo a cicli di 18.980 giorni (circa 52 anni) per un totale di 52 cicli diversi ricorrenti.
Un terzo calendario, il cosiddetto Lungo computo, calcolava invece il tempo trascorso da quella che la loro mitologia considerava la creazione del mondo (risalente all'11 agosto del 3114 a.C.). A differenza dei precedenti, tale calendario era progressivo e suddivideva il tempo in cicli non ricorrenti (detti b'ak'tun) della durata di 144.000 giorni l'uno.
Il 20 dicembre 2012 terminerà il 13º b'ak'tun ma, contrariamente a quanto sostenuto da alcuni, non sarà la fine del calendario Maya: il giorno seguente sarà semplicemente il primo giorno del 14º b'ak'tun.
La "profezia", dunque, non è legata al calendario maya in sé, ma è riconducibile ad un riferimento epigrafico ritrovato sul Monumento 6 di Tortuguero (un sito archeologico maya situato in Messico) che associa al numero 2012 la divinità maya Bolon Yokte (generalmente legata alla guerra e alla creazione). A ciò si è aggiunto il parere dello storico Popol Vuh, secondo il quale l'attuale Lungo computo è il quarto in ordine di tempo, poiché gli dei avrebbero distrutto le tre precedenti creazioni, ritenute fallimentari, proprio al termine del 13º b'ak'tun.
Tuttavia va ricordato che esistono altre tavolette maya con indicazioni di date ben successive al 2012, cosa che fa ritenere che non pensassero ad oggi come all'ultimo giorno di vita del pianeta.


Uganda: Il reverendo omofobo in TV mima rapporti gay con frutta e verdura

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Uganda. Lo slittamento nell'approvazione della norma che inasprirà le pene verso gli omosessuali e le dichiarazioni del loro presidente contro l'uccisione o la persecuzione dei gay ha infiammato gli animi dei personaggi più omofobi del Paese.
Anche la TV di Stato ha pensato di gettare acqua sul fuoco proponendo un confronto televisivo fra il reverendo Martin Ssempa, famoso per le sue posizioni violente contro gli omosessuali, e Pepe Onziema, leader di un'associazione trans. Il risultato è sfociato nel tragicomico.
Il reverendo ha portato in studio frutta e verdura, utilizzata durante il suo intervento per mimare dei rapporti sessuali gay. Con l'uso di una banana ha cercato di spiegare che l'ano serve solo ad espellere (una tesi peraltro curiosamente già sostenuta lo scorso febbraio anche dal nostro Carlo Giovanardi, secondo cui «Ci sono organi costruiti per ricevere e organi costruiti per espellere»). Poi, afferrate carote e zucchine, ha proseguito nell'affermare che le lesbiche usano quel genere di verdura per simulare un rapporto penetrativo.
Nel frattempo uno sconsolato Pepe Onziema dice al conduttore: «Non ci posso credere che tu mi abbia invitato con questo teppista».
Dal canto suo Ssemba è noto per alcune sue affermazioni anti-gay da propaganda. In passato dichiarò che tutti i gay si mangiano vicendevolmente gli escrementi, che si infilano la mano nel retto e che utilizzano qualsiasi oggetto trovino in giro per simulare rapporti anali. Nel 2010 arrivò anche a proiettare un film gay in chiesa per spiegare ai presenti come avveniva un rapporto anale fra due uomini.


Baci gay davanti alla Duma: otto attivisti arrestati

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Una quindicina attivisti si sono dati appuntamento ieri davanti alla Duma (la camera bassa del Parlamento russo) per protestare contro la proposta di legge che sarà discussa il mese prossimo e che prevede l'estensione all'intero territorio nazionale della legge contro la "propaganda" gay già approvata a San Pietroburgo.
In quello che era stato ribattezzato Kissing day, alcune coppie formate da persone dello stesso sesso hanno così iniziato a scambiarsi dei baci. La loro manifestazione pacifica, però, è stata interrotta dall'arrivo di alcuni gruppi ortodossi che li hanno aggrediti con il lancio di uova, calci e spintoni. La polizia è intervenuta, ma non certo in loro soccorso: dopo aver diviso le coppie che si stavano baciando, hanno arrestato otto attivisti.


La Westboro Baptist Church annuncia un picchetto ai funerali delle vittime di Newtown

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«Westboro farà un picchetto di fronte alla Sandy Hook Elementary School». È quanto annunciato su Twitter dalla Westboro Baptist Church, un gruppo religioso che predica odio nei confronti dei gay e che si è fatto conoscere a causa dei suoi picchetti organizzati ai funerali di chi, a loro parere, era meritevole di morte perché gay o amico dei gay.
Nel loro delirio, la strage nella scuola Elementare di Newtown è una punizione divina contro le nozze gay, motivo per cui intendono parteciparvi «per cantare le lodi al signore per la gloria del suo lavoro nell'esecuzione del suo giudizio».
La strumentalizzazione della morte di ventinove persone (venti delle quali bambini) non è piaciuta al gruppo d'azione Anonymous che si è organizzato per lanciare un attacco informatico alla setta. Per alcune ore il loro sito godhatesfags.com («Il Signore odia i gay») è risultato irraggiungibile ed i dati personali del fondatore Fred Phelps sono stati pubblicati in rete.
«I gruppi religiosi solitamente predicano l'amore e la comprensione -spiega Anonymous- Questo è ciò che attrae le persone. La Westboro Baptist Church non è una chiesa. Loro sono più come il Ku Klux Klan».
Dal canto suo i fanatici della Westboro Baptist Church hanno replicato con un messaggio pubblicato su Reddit, nel quale ribadiscono che è stato Dio ad aver guidato l'assassino.
le proteste del gruppo d'azione, però, non sono le uniche. Lo scorso 14 dicembre è nata una petizione online sul sito della Casa Bianca per il riconoscimento formale della Westboro come gruppo d'odio (ovvero come un'organizzazione che «segue credenze o pratiche atte ad attaccare una specifica classe di persone, [con] atti criminosi, discorsi, manifestazioni, marce, pubblicità, riunioni o volantinaggio»). Per poter essere accettata, si sarebbero dovute raccogliere almeno 25mila 13 gennaio 2013: nelle sole prime quarantott'ore più di novantamila persone hanno sottoscritto la richiesta.


Matrimoni gay? Sì, per ora on line

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In italia non ci si può sposare con una persona dello stesso sesso. Se la ha sinistra timidamente proposto una unione-ghetto, recenti dichiarazioni della destra lasciano presumere che buona parte della loro campagna elettorale si baserà proprio sulla negazione di quel diritto (e sul compiacimento del volere papale).
Ed è così Dreams Entertainment ACRI e Cultura Europa hanno pensati di colmare tale vuoto in maniera virtuale. Attraverso il sito www.matrimoniogayonline.org sarà possibile scambiarsi una promessa di amore eterno o sposarsi. Il tutto, ovviamente, senza alcun valore legale, ma come gesto simbolico forte di una volontà popolare troppo spesso inascoltata.
Attraverso il sito sarà anche possibile sottoscrivere una petizione, destinata al governo e all'Unione Europea, per chiedere l'approvazione delle nozze gay in Italia.
Lo scorso 13 marzo, infatti, è stato approvato il "Rapporto sulla parità dei diritti tra uomo e donna" che invita i governi locali a non dare «definizioni restrittive di famiglia» al fine di negare diritti e tutele agli omosessuali e ai loro figli, nonché di «riaffermare il principio di uguale trattamento senza distinzione di religione o credo, disabilità, età od orientamento sessuale». Ed è proprio su quei punti che si vuol far leva affinché le forze politiche italiane siano obbligate a prendere posizione.


Berlusconi: «La Chiesa ricordi cosa abbiamo fatto noi»

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«Credo che l'influenza della Chiesa sia assolutamente presente, auspico si ricordi cosa abbiamo fatto per la Chiesa negli anni del mio governo e si tenga presente cosa farebbe la sinistra se andasse al governo». Lo ha detto Silvio Berlusconi a Radio anch'io.
Se è evidente il suo voler strizzare l'occhio ai vertici ecclesiastici pur di ottenere il loro appoggio alle prossime elezioni, può essere utile ripercorrere la storia del rapporto economico fra Stato e Chiesa per rispolverare la memoria su ciò che anche il Governo Berlusconi ha fatto per loro.

Non appena raggiunta l'unità d'Italia, il Papa si rifiutò di riconoscerla e vietò ai cattolici di partecipare alla vita politica nazionale. Lo stato cercò di fargli cambiare idea firmando nel 1871 la cosiddetta Legge delle Guarentigie, una norma che riconosceva alla Chiesa il possesso dei palazzi del Vaticano, del Laterano e di Castel Gandolfo, nonché introduceva una serie di privilegi materiali a favore del clero (compresa una cifra annuale di 3.225.000 lire dell'epoca, pari a una decina di milioni di euro di oggi). Il papa, però, non incassò mai quella cifra pur di non riconoscere l'unità italiana.
L'11 febbraio 1929, il Vaticano firmò con Mussolini i Patti lateranensi, riconoscendo la sovranità della Chiesa e l'indipendenza dello Stato del Vaticano. Il trattato prevedeva anche una grossa elargizione economica come risarcimento dei «danni ingenti» subiti con la «conquista» di Roma nel 1870, a cui si sommarono 3.160.501.113 di lire (una decina di miliardi di euro odierni) di arrestarti per la somma proposta nel 1871 e mai incassata. L'Italia si impegnò anche al pagamento dello stipendio dei preti (detto "congrua"), pur negando loro la possibilità di far politica e, se nominati vescovi, dovevano avere il gradimento italiano e giurare fedeltà al regime.
Davanti a simili somme e privilegi, il 14 febbraio 1929 Pio XI definì raggiante Mussolini «l'uomo che la Provvidenza ci ha fatto incontrare». Inutile dire che la storia dimostrò il contrario.


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Monsignor Odo Fusi Pecci: «Le rivendicazioni gay sono manifestazioni del demonio»

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Se le Sacre Scritture sostengono che il piano di Dio sia imperscrutabile, c'è chi pare convinto di conoscerlo ancor meglio di Dio stesso. È il caso di Monsignor Odo Fusi Pecci, vescovo emerito di Senigallia, intervistato dall'omofobo Pontifex.Roma in merito alle recenti dichiarazioni del Papa.
«Le relazioni omosessuali -ha affermato- sono contrarie al piano di Dio, in quanto sono in contrasto con quanto Dio ha deciso e chiaramente detto. Lui li ha creati donna e uomo, affinché potessero responsabilmente riprodursi. Ora dalla unione di due uomini o due donne, questo non può accadere. Tale idea, pertanto, è contrastante con le Verità e dunque con giustizia e pace».
Il discorso del religioso parrebbe dunque focalizzare il problema sull'impossibilità per le coppie gay di riprodursi, anche se ciò non spiega perché gli eterosessuali sterili o impotenti non siano anch'essi stati definiti contrari «alla giustizia e alla pace».
Ma a spiegare che il problema non è certo quello e che l'intero discorso si basa su una visione omofoba del mondo è lo stesso Monsignore: «Le leggi [permettono i matrimoni tra omosessuali] sono in contrasto con la legge di Dio e la stessa legge naturale e legalizzano delle vere e grandi immoralità. Queste unioni sono una offesa grave a Dio, alla umanità e in sintesi non è sbagliato affermare che queste rivendicazioni gay siano manifestazioni del demonio per portare disordine e divisione nella nostra società».


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È morto il pornoattore Josh Weston

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È morto, all'età di 39 anni, Josh Weston. Il decesso risale allo scorso 16 dicembre, ma è stato confermato solo ora attraverso il blog della Hot House, la casa di produzione per cui lavorava come pornoattore gay. Pare che le cause siano riconducibili ad alcune complicazioni legate al virus dell'hiv.
Scoperto nel 2001 dal celebre regista Chi Chi La Rue mentre si esibiva come ballerino, Josh Weston iniziò la sua carriera nell'industria pornografica con un contratto di esclusiva per la Falcon Studios. Successivamente ha lavorato anche per altre case di produzione e recentemente aveva deciso di passare al genere bareback (ossia senza l'uso di preservativo) con la Hot House e la Spunk.
Quanti lo conoscevano lo ricordano come una persona solare, amichevole e sempre pronta a ridere.
La sua morte va ad aggiungersi a quella di altri performer scomparsi nel corso dell'anno, come Erik Rhodes, Adam Faust e Roman Ragazzi.

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