L'affermazione shock di Paolo Villaggio sui gay

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Dai microfoni di Radio 24, Paolo Villaggio ha contestato le recenti affermazioni di La Russa riguardo al rischio che i figlio dei gay possano essere indotti a diventare anch'essi gay. «Si tratta di una deviazione non desiderata -ha affermato- e La Russa dovrebbe sapere che l'omosessualità non è una scelta ma ci si nasce. Quando La Russa dice che i figli di coppie gay diventano omosessuali è abominevole perché i figli di coppie gay non corrono alcun rischio. È un retaggio terribile del cristianesimo impietoso che li bruciava vivi. Se uno fosse un vero cristiano dovrebbe capire questa deviazione che si chiama omosessualità. Non è una condizione che scelgono loro».
Anche se l'uso di alcuni termini potrebbe far storcere il naso, fin qui l'attore parrebbe prendere le difese della comunità gay. Ma è nel finale che Villaggio si è lanciato in un'affermazione shock: «Il rapporto tra omosex non è niente, è un vizio come andare coi transessuali». Insomma, secondo lui l'amore fra due uomini non esiste e il loro far sesso sarebbe un semplice vizio, al pari di quello a pagamento.
Poi, come se nulla fosse, l'argomento si è spostato sui temi politici: «Chi voterò? Voterò Grillo perché lo accusano di fare antipolitica ma è l'unico che si interessa al futuro dell'umanità. Invece, la casta politica vive solo in funzione della casta». «Bersani non mi piace mentre Berlusconi è un grande imprenditore che è sceso in politica perché lo stavano facendo fuori. Sono suo amico ma adesso non si può più credere in quello che propone, è una cosa marcescente, imbarazzante».
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5 commenti
Giuseppe
26 gennaio 2013 02:13 - Delete
Qui siamo alla follia, dove ognuno si sente libero di ipotizzare ciò che vuole e di spacciarla come verità assoluta. A tal proposito mi viene da segnalare anche un commento di un lettore di Il Giornale che ha contestato quelle parole di Villaggio affermando: "La triste realtà che dal '68 la sinistra drogata ha propagandato in maniera crescente la moda dell'essere gay e bisessuali. Oramai siamo al punto che è anormale essere eterosessuali. Questa è assoluta pazzia. Nessuna deviazione genetica. Pazzia indotta per fini politici dalla sinistra ed alimentata dall'uso continuato di droghe "leggere" e non".
Follia. Follia pura.
Anonimo
26 gennaio 2013 11:36 - Delete
Esatto Giuseppe, il problema è adesso non c'è differenza tra opinione personale e realtà. Tutti hanno un'opinione su tutto ma pochi vogliono fare critiche basate sui fatti, studi e ricerca. Chiunque si sente libero di dire le peggiori cavolate sapendo che verrà bollata come 'opinione' e quindi inattaccabile. Non è così!
loran
26 gennaio 2013 12:09 - Delete
Consideriamo che i discorsi di Villaggio sono da alcuni anni difficilmente seguibili su di un piano logico, magari è un genio e noi non lo capiamo.
Interessante il commento del lettore del Giornale riportato da Giuseppe, diceva così anche Stalin che affermava che l'omosessualità era una moda e un vizio delle nazioni capitalistiche.
Nanà Lanuit
26 gennaio 2013 14:35 - Delete
Paolo Villaggio...
che personaggio bislacco! Negli ultimi anni andato nell'ombra ,riappare solo quando qualche volta viene ospitato da qualche parte, divcendo ovviamente corbellerie o x meglio dire, cagate pazzesche!!!
Che ci vogliamo fare...lasciamolo pensare che l'essere gay è un vizio..invece il suo Fantozzi era una virtù??!
subterlabentia
27 gennaio 2013 14:36 - Delete
Le frasi sono parecchio ambigue, e per questo insultanti. Però, se contestualizzate, non sono poi così gravi: un illuminista in confronto a La Russa, che infatti viene contestato.

Villaggio parla effettivamente di una "deviazione non voluta", intendendo con questo una deviazione non scelta, ma naturale. Quando poi dice che il rapporto omosessuali non è niente, al massimo un vizio, sta parlando di come i cristiani dovrebberlo considerarlo nella loro ottica (un peccato veniale, cioè, non una ribellione alle leggi di natura). Quanto all'ottica cristiana, Villaggio aggiunge che il Vaticano, insieme al comunismo, è l'organizzazione che ha fatto più male all'umanità.

Chiaro che non ci fa piacere essere definiti dei devianti. Ma non facciamo di Villaggio un teorico dell'omocausto.

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