Le elezioni diventano una lotteria

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Partecipa all'estrazione e vinci 13.000 euro al mese più una serie di vantaggi esclusivi (diaria, rimborso spese, trasporti, spese telefoniche, assegno di fine mandato...). È questa l'idea (la provocazione?) del Partito Lotteria, una nuova realtà politica che intende presentarsi alle prossime elezioni nazionali.
L'idea è semplice: capigruppo, senatori e deputati verranno sorteggiati a sorte fra tutti gli iscritti al movimento e, in caso di ingresso nelle aule parlamentari, i vincitori si aggiudicheranno le cifre da capogiro generalmente destinati alla casta politica. Sul loro sito, infatti, si precisa che «il Partito Lotteria non considera lo svolgimento dell'attività politica come cagione di un danno per cui debba essere percepita un'indennità. Per questo considera gli emolumenti che vengono corrisposti ai rappresentanti semplicemente una leva di partecipazione attiva alla competizione elettorale». Non solo ogni rappresentante sarà libero di perseguire le proprie finalità personali e politiche senza alcun vincolo verso il partito o verso gli altri eletti, decidano liberamente se partecipare o meno all'attività politica parlamentare (percependo ugualmente la "vincita", così come previsto dalle vigenti norme che regolano gli stipendi parlamentari).
Nel manifesto si sostiene anche che la dea bendata possa garantire elezioni più eque rispetto alla situazione attuale, dato che «oltre il 10% degli onorevoli risulta indagato», il partito crede che il «metodo dell'estrazione casuale sia l'unico in grado di garantire la migliore rappresentanza statistica e politica della popolazione in quanto non suscettibile alle distorsioni proprie della democrazia elettiva».
Non è dato di sapere se gli ideatori del progetto stiano facendo sul serio o meno, ma è evidente la voglia di provocare e di denunciare un sistema in cui i politici sono sempre più ingolositi dalla possibilità di appagare i propri interessi personali (economici e non solo) più che dalla voglia di fare politica.
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