L'ospedale di Padova modifica le sue procedure per venire incontro alle coppie gay
Pubblicato il 03 gennaio 2013 |

Se le famiglie formate da persone dello stesso continuano ad essere ignorate dallo Stato, altre realtà paiono ben più disposte a rimanere a passo con i tempi. Un esempio che va in questa direzione è giunta in questi giorni dall'azienda ospedaliera di Padova.
Quando una partoriente veniva ricoverata, la procedura della struttura sanitaria prevedeva l'assegnazione ai genitori di due braccialetti: una con la dicitura "madre" e l'altro con scritto "padre". Il sistema, però, ha mostrato una pecca quando all'accettazione si è presentata una lesbica incinta accompagnata dalla propria compagna: per quest'ultima era disponibile solo un braccialetto con l'appellativo maschile.
«Di fronte a questa situazione -ha dichiarato Giovanni Battista Nardelli, direttore della Clinica ginecologica- abbiamo capito che la dicitura "padre" avrebbe, di lì in avanti, potuto creare inopportuni imbarazzi per i genitori. Ne è nato un percorso di verifica con la direzione sanitaria fino alla soluzione: abbiamo modificato i bracciali, non facendo più scrivere "padre", ma un più generico "partner". È stato un processo lungo, scattato a seguito di un evento oggettivo, che ci ha permesso però di compiere una riflessione fondamentale».
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