L'omofobia dei politici italiani? Per un giornale tedesco diventa motivo di studio

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Nonostante la maggioranza dei cittadini italiani sia a favore di maggiori diritti per le coppie gay, la classe politica non perde occasione per insultare la comunità lgbt o per negargli diritti in nome delle fedeltà alla Chiesa. È quanto afferma il Frankfurter Allgemeinze Zeitung in un lungo articolo dedicato all'analisi dei motivi per cui il Bel Paese risulterebbe essere «il fanalino di coda dell'Europa per quanto riguarda i diritti dei gay».
Il giornale conservatore tedesco ha più volte sottolineato come il Parlamento abbia bocciato per ben tre volte la proposta di legge contro l'omofobia, rifiutandosi categoricamente di aggiungere l'aggravante omofoba ai reati di discriminazione puniti dalla legge Mancino.
Dopo aver ricordato come nel 2007 la Chiesa si schierò violentemente contro l'approvazione dei Dico (un disegno di legge presentato dal Governo Prodi per il riconoscimento di alcuni diritti e doveri discendenti dai rapporti di convivenza registrati all'anagrafe), l'articolo spiega che la norma venne accantonata e che la successiva elezione di Silvio berlusconi spostò definitivamente l'attenzione su altri temi.
Oggi, però, i tempi sono cambiati e i reati omofobi non passano più sotto silenzio come in passato (quando magari si preferiva tacere piuttosto che esporre la propria sessualità all'atto della denuncia), motivo per cui la cronaca riporta con crescente frequenza casi di aggressioni omofobe o di reati legati alla discriminazione sessuale. Questo -unito ai recenti pronunciamenti della Corte di Cassazione- sarebbero le uniche cause che hanno obbligato il mondo politico a doversi nuovamente occupare del tema dei diritti negati alle coppie gay.
Ma la Chiesa è ferma nel voler ostacolare qualsiasi proposta politica sul tema, ammettendo al massimo il possibile riconoscimento delle unioni gay nell'ambito di diritto privato (attraverso diritti assimilabili a qualsiasi tipologia di convivenza, comprese quelle tra fratelli e sorelle o fra sacerdote e perpetua).
Secondo il giornale tedesco, quindi, l'aumento delle affermazioni omofobe dei politici italiani in occasione delle campagne elettorali dipenderebbe proprio dalla posizione dei vertici ecclesiastici, in una sorta di corsa al mostrare la propria sudditanza al volere della Chiesa anziché a quella della società civile.
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