Berlusconi ci riprova: «Nessuna preclusione nei confronti dei gay, non c'è mai stata»

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«Sono assolutamente d'accordo a concedere diritti civili alle coppie di fatto, anche se gay, e credo che anche in Parlamento non sarà difficile a trovare una maggioranza al riguardo. Nessuna preclusione mia nei confronti dei gay, non c'è mai stata». È con queste parole che, dalla web tv de Il Messaggero, l'onnipresente Silvio Berlusconi è tornato a riaprire la porta ai diritti gay.
L'affermazione appare molti simile a quella pronunciata lo scorso gennaio, ma poi prontamente ritrattata nel salotto di Bruno Vespa: «C'è stato un voluto e forzato fraintendimento -affermò nell'occasione- ho ricordato che noi abbiamo presentato una legge per quanto riguarda i diritti delle unioni di fatto, anche tra parroco e perpetua, tra fratello e sorella, che possono dare diritti che oggi non hanno, come sull'eredità o sulle visite in ospedale. È una legge che ha come primo firmatario Carlo Giovanardi e che abbiamo presentato sei mesi fa in Parlamento». «Niente nozze gay?», gli chiese Vespa. «No, assolutamente», fu la lapidaria replica del Cavaliere.
C'è da chiedersi se il riferimento sia lo stesso e se, magari, sia volutamente fumoso per ottenere il favore di quanti si dovessero accontentare di una vaga promessa senza addentrarsi troppo nei suoi confini.
Solamente negli ultimi giorni, Berlusconi è tornato a promettere la restituzione dell'Imu (anche se le la Svizzera dice di non saper nulla del presunto accordo per la copertura finanziaria), di un "condono tombale" per gli evasori (già parzialmente ritrattato ai microfoni di Radio 24) e si quattro milioni di nuovi posti di lavoro (e, dato che in molti sono tutt'ora in attesa del milione promesso nel 2001, ha poi precisato che il suo è solo un auspicio e non una promessa).
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