Il responsabile che vuol far causa a Berlusconi

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Maurizio Grassano, è l'ex deputato leghista che il famoso 14 dicembre 2010 salvò il governo Berlusconi passando nel gruppo parlamentare dei Responsabili. Sotto processo per truffa aggravata e falso ai danni del Comune di Alessandria (aveva decuplicato il proprio stipendio), finì nella Commissione Esteri nonostante la sua abissale ignoranza sui temi geografici. Ma se oggi personaggi come Scilipoti o Razzi hanno praticamente un posto assicurato in Parlamento, il suo nome non compare in alcuna lista del Pdl.
Ed è così che il deputato ha pensato bene di far causa a Berlusconi, presentando come prova una lettera che sarebbe stata firmata da Berlusconi, Denis Verdini e Mario Pepe il 9 dicembre 2010, nella quale gli veniva garantita una poltrona anche per gli anni a venire.
«Silvio Berlusconi -si legge nel documento- nella qualità di presidente del Pdl, si obbliga ad inserire l'on. Grassano nei primi 5 posti delle liste elettorali per la Camera nella circoscrizione Campania 2. Oppure nei primi 5 posti delle liste per il Senato della Campania. In caso di cambiamento della legge elettorale l'obbligazione ad inserire nelle liste elettorali di Camera e Senato rimane la stessa, purché la soluzione garantisca l'elezione dell'on. Grassano. Quanto sopra scritto è confermato anche nell' ipotesi dell'eventualità che l'on. Grassano venga condannato nel procedimento penale in svolgimento ad Alessandria del quale sono a conoscenza. Garantisco, inoltre che non c' è alcun veto da parte dei vertici della Lega Nord».
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4 commenti
Red
18 febbraio 2013 20:57 - Delete
E meno male che ai tempi sostenne che non ci fosse stata alcuna compravendita di parlamentari. A quanto pare, però, ha preferito lasciare il conto agli Italiani anziché aprire il suo portafogli.
Anonimo
18 febbraio 2013 22:16 - Delete
Il partito degli onesti... O_o
Max
18 febbraio 2013 23:10 - Delete
Che schifo.
Giuseppe
19 febbraio 2013 21:10 - Delete
Ma si. Parlano, parlano, ma poi sono i primi a violare le norme. Guarda B. che non vuole la tranciabilità dei pagamenti sostenendo che violi la privacy, ma poi viola la privacy inviando pubblicità elettorale (nominale!) a chi non gli ha mai dato il suo indirizzo (violando così davvero la privacy dei cittadini, ma evidentemente i reati a loro favore con contano!)

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