Le origini dell'Albero di Natale



Le origini dell'Albero di Natale si perdono nella notte dei tempi, quando le genti erano solite decorare piante con nastri colorati, fiaccole e piccole campane. Si credeva anche che le luci rappresentassero altrettante anime di defunti.
Quella tradizione venne riassorbita dal cristianesimo durante il Medioevo, quando la si etichettò come una «prefigurazione della rivelazione cristiana». L'albero divenne quindi simbolo di Cristo (la linfa vitale) e della Chiesa (un giardino voluto da Dio sulla terra), con riferimenti anche all'Albero della Vita che la Bibbia collocava al centro del Paradiso Terrestre e all'albero con cui venne costruita la croce della crocifissione.
Non vi è certezza neppure sulla nascita della tradizione moderna: alcuni la collocano in Estonia nel 1441 (quando pare venne eretto un grande abete nella piazza del Municipio), altri a Brema nel 1570 (le cronache dell'epoca parlano di un albero decorato con mele, noci, datteri e fiori di carta). La città di Riga, invece, si è autoproclamata sede del primo albero di Natale della storia con una targa commemorativa ne celebra la costruzione nel 1510.
Similitudini con la tradizione possono essere ritrovate anche nella Germania medioevale, quando il 24 dicembre si era soliti celebrare il "gioco di Adamo e di Eva". Le piazze e le chiese venivano riempiti con alberi da frutta e simboli dell'abbondanza allo scopo di ricreare l'immagine del Paradiso. Ben presto, però, si preferì sostituire quelle piante con abeti dato che nella sua caratteristica di sempreverde veniva ravvisata una sorta di magia (ai tempi si credeva anche che quello fosse un dono dato da Gesù come ringraziamento verso un abete lo aveva protetto durante una fuga dai nemici).
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