Romani sul Rapporto Lunarek: «Ora spetta all'Italia»

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«Un sì ad amplissima maggioranza che incassa il sostegno, oltre che del fronte progressista, anche di parte dei popolari. Insomma i diritti delle persone lgbti in Europa non sono un tema di parte né tantomeno una guerra di bandiera o di religione». È quanto affermato da Flavio Romani, presidente nazionale di Arcigay, commentando soddisfatto l'approvazione da parte del Parlamento Europeo della relazione della deputata Ulrike Lunacek, nella quale si definisce una roadmap per il rispetto dei diritti fondamentali delle persone lgbti all'interno degli stati membri.
Romani ha anche sottolineato come per l'Europa quei siano visti come «la risposta urgente e inderogabile a quel dato registrato dalla stessa Agenzia europea e che misura nel 47% la quantità di persone lgbti in Europa che almeno una volta sono state vittime di discriminazione. Il problema è serio e la risposta che ci viene indicata attraverso la road map è giustamente complessa ed articolata. Di questa risposta fa parte anche l'importante sottolineatura al rispetto della dignità e dell'integrità delle persone transessuali: in particolare, si chiede agli Stati membri in cui ai transessuali è richiesta la sterilizzazione (e l'Italia è fra questi) di rimuovere tale obbligo. La sollecitazione è affinché si riprenda in mano quanto prima la legge 164 per il cambio di sesso e si eliminino i vincoli odiosi che esprime, così come è previsto da diversi progetti di legge già depositati in Parlamento. La politica italiana da sempre fanalino di coda su questi temi, da oggi non ha più alibi: la direzione dell'Europa è tracciata, ora spetta all'Italia rivendicare il proprio ruolo corrispondendo presto e concretamente agli auspici del rapporto Lunacek».
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