Verona: approvata una mozione che impedirà di parlare di omosessualità nelle scuole



Con 17 voti a favore e 12 contrari, il consiglio comunale di Verona ha approvato una mozione volta ad impedire che nelle scuole comunali si possa parlare di omosessualità. La proposta prevede l'istituzione di un «osservatorio» che vigili sulle attività scolastiche e fornisca «un'adeguata informazione preventiva ai genitori sul contenuto dei progetti di educazione all'affettività e alla sessualità, come pure sugli spettacoli e sugli eventi ludici, che vengono proposti ai loro figli». Inoltre il Coordinamento dei Servizi Educativi verrà incaricato di raccogliere le «segnalazioni dei genitori e degli insegnanti sui progetti di educazione all'affettività e alla sessualità, come pure sugli spettacoli e sul materiale didattico, che risultino in contrasto con i loro principi morali e religiosi». Sarà anche istituito un numero verde incaricato di raccogliere tali segnalazioni.
Il promotore della legge è Alberto Zelger, consigliere della Lista Tosi, grande sostenitore de La Manif Pour Tous Italia e presidente del Movimento Europeo per la Difesa della Vita e Dignità Umana (una onlus dotata di un assistente ecclesiastico nominato con bolla vescovile che ha lo scopo di promuovere iniziative in collaborazione con le associazioni «che si ispirano alla concezione cristiana della vita e dell'uomo»).
Zelger si dice pronto a sostenere che la scuola pubblica propone «progetti educativi volti a declassare l'impegno matrimoniale tra un uomo e una donna, considerandolo un mero stereotipo di genere, equivalente ad altri tipi di unioni affettive». Ed è così che, partendo dal presupposto che l'omosessualità non sia una orientamento sessuale naturale ma «un'ideologia che non trova riscontro con il dato biologico e con la necessità di un equilibrato sviluppo psico-fisico del bambino», evidentemente non si fa problemi nel sostenere la necessità di abbandonare a sé stessi gli studenti gay e di propagandare un'ideologia malata che possa spingere quanti più giovani possibili verso l'infelicità o il suicidio.
Dopo aver colpito in Lombardia con l'approvazione dell'abominevole mozione 263, la Lega è ora artefice di un'altra bruttissima pagina di storia.

Da segnalare è anche come Alberto Zelger risulti il promotore di alcuni incontri pubblici con Gianfranco Amato, presidente dei Giuristi per la vita, nonché autore di una lettera aperta con cui nel 2013 invitò a partecipare alle manifestazioni delle Sentinelle in Piedi. In quell'occasione scrisse: «gli attacchi alla famiglia e alla libertà di espressione si fanno sempre più pesanti. Le Istituzioni europee, l'ONU e persino l'OMS vogliono abolire il diritto dei bambini ad avere un papà e una mamma. Anche la Rai svolge egregiamente il suo ruolo di imbonitore, con lo scopo di rieducare gli italiani –come già faceva l'Unione Sovietica– ad accettare una "visione etica" contro natura. Se sarà approvata la legge sull'omofobia , chi si opporrà a un'educazione gay-friendly nelle scuole potrà essere arrestato; per convincerci che questa legge è necessaria, strumentalizzano alcuni episodi di cronaca per dirci che l'omofobia è la causa principale dei suicidi di omosessuali, il che è falso. Il Governo poi ha deciso di promuovere e finanziare con 10 milioni di euro la teoria del gender nelle scuole, mentre le associazioni gay-trans cercano di far tacere ogni opposizione con un'aggressività crescente [...] Siamo tutti chiamati a partecipare a questa battaglia, fra natura e contro-natura, fra famiglia e anti-famiglia: credenti e non credenti; perché si tratta di far valere la ragione e il buon senso; perché le dottrine sull'identità di genere e ciò che ne consegue portano a un capovolgimento dei parametri antropologici su cui ha sempre gravitato la società umana, e quindi all'infelicità e all'autodistruzione del genere umano».
20 commenti