Comizio anti-gay a Taranto: la Provincia conferma il patrocinio, l'università si tira indietro



L'«ideologia gender» non esiste, ma la provincia di Taranto è stata pronta a patrocinare un incontro di disinformazione che ha cavalcato l'odio con lo sopo di portare voti all'estrema destra. Pare di essere ormai tornati all'epoca nazista, quando le autorità incolpavano gli ebrei di qualunque cosa e la gente finiva con il credergli credeva. Eppure, allora come oggi, chi finiva nei campi di sterminio erano proprio le persone verso le quali si alimentava una pura infondata.
La testimonianza di come l'incontro fosse privo di ogni scientificità ci giunge dal constatare come si fosse dinnanzi ai soliti comizi a senso unico in un cui alcuni ultras dell'integralismo anti-gay vengono lasciati libero di vomitare odio senza che nessuno possa ribattere. Non si vuole informare: si vuole armare un esercito pronto ad uccidere la dignità e la speranza di una vita migliore per milioni di adolescenti gay.
Ed è così che l'incontro intitolato "Ideologia del gender, unioni civili e omofobia: difendere la famiglia per difendere la società" era organizzato dalla Manif Pour Tous Italia, avrebbe visto l'intervento di Massimo Gandolfini (quello pronto a sostenere che l'omofobia non esista e che i gay si suicidino perché malati), di Filippo Savarese (referente de La Manif Pour Tous Italia) e di Maria Rachele Ruiu (referente La Manif Pour Tous Italia). Il volantino provvedeva a sottolineare ulteriormente l'intento ideologico dell'incontro, usando parole chiave prime di qualunque senso accademico come «dittatura gender» o «diseducazione sessuale».

Questa vergogna si sarebbe dovuta tenere presso l'aula magna del Centro Interdipartimentale del Politecnico "Magna Grecia" di Taranto. Eppure pare che qualcosa sia successo, dato che all'ultimo l'università ha deciso di non rendersi complice di questo crimine. A darne notizia è la stessa associazione omofoba che, attraverso Facebook, afferma:

La conferenza sull'ideologia Gender di stasera a Taranto (cui parteciperà anche Massimo Gandolfini, portavoce del Comitato Difendiamo i Nostri Figli) non si terrà più presso il Politecnico 'Magna Grecia' ma presso i locali della vicina Parrocchia di San Massimiliano Kolbe. L'università infatti ieri sera ha unilateralmente disatteso i patti già concordati ritirando la propria disponibilità (prestata chiaramente dietro compenso).

Il messaggio ci porta una serie di considerazioni. Da una parte c'è la convinzione che basti pagare e un'università deve essere pronta a diffondere disinformazione e rendersi complice di un genocidio. C'è l'indicazione ci come dietro a tutto quest'odio ci sia sempre la Chiesa Cattolica (pronta ad offrire i suoi spazi a chiunque diffonda odio verso i gay) e come la politica sia l'unica ad non aver avuto remore nel diffondere disinformazione nella speranza di un ritorno elettorale.
L'unica cosa certa è che ora Taranto sarà una città meno sicura per migliaia di ragazzi che rischieranno di essere spinti a gesti estremi da genitori indottrinati all'odio da una propaganda violenta e basata sul mero pregiudizio.
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