L'associazione cattolica che si vanta di aver diffuso isteria gender sin dal 2013



In italia esiste un'associazione chiamata "Associazione Famiglie Numerose Cattoliche" (FNC). Nell'accedere al sito di un gruppo chi chiede che la comunità si faccia carico dei costi che conseguono alla generazione di una moltitudine di figli, si resta un po' stupiti nel notare come la pagina si apra con una notizia intitolata "Cei:unioni civili non sono famiglia". La premessa è dunque il chiedere maggiori diritti per la propria famiglia mentre si pretende che le famiglie altrui non siano neppure riconosciute come tali.
Anzi, stando a quanto dichiara Luca di Tolve, nel 2014 l'associazione avrebbe «fortemente promosso» la diffida con cui i Giuristi per la vita hanno minacciato 104 uffici scolastici provinciali e 21 uffici scolastici regionali qualora avessero osato mettere in pratica la strategia nazionale di contrasto alla violenza omofobica nelle scuole. Quindi non solo vogliono che gli altri non siano riconosciuti, ma lavorano affinché i ragazzi non siano protetti dalla violenza.

Sul sito viene anche proposto un agghiacciante video che ci mostra il convegno che la FNC ha organizzato nella prestigiosa sala Affreschi della Provincia di Milano nell'ottobre del 2013, nel quale l'associazione utilizza l'isteria gender per attaccare frontalmente l'omosessualità in quanto tale. Tra le altre amenità, in quella sede Vittorio Lodolo D'Oria ha affermato:

Se ci avessero raccontato vent'anni fa il motivo per cui siamo qui, non ci avremmo creduto. Per rendere meglio il concetto ho immaginato un dialogo con mio nonno.
Il nonno dice: «Vittorio, dove vai stasera?». «Vado ad una conferenza che tratta del gender, nonno. Una teoria per la quale ciascuno può essere o sentirsi lesbica, gay, bisessuale oppure trans anziché semplicemente maschio e femmina».
Il nonno: «Cosa? [risata in sala] ma sei diventato matto? È pur vero che ti chiami Maria come secondo nome, ma ti è stato dato in onore della Madonna e non per confonderti le idee sino a questo punto». Vittorio: «Tranquillo nonno, parleremo anche di orientamento ed isentià sessuale, coppie di fatto, matrimoni, adozioni omosessuale, figli in provetta, maternità surrogata e utero in affitto. Ti saprò dire al mio ritorno. Ciao».
Esco di casa e il nonno giace svenuto sul pavimento [altra risata in sala].
Siamo dunque qui a difendere la famiglia. Immaginate una croce costituita da un'asse verticale e un'asse orizzontale. L'asse verticale è costituita dalle generazioni, poi c'è l'asse orizzontale che è quella dei generi: maschile e femminile. Quindi vedete che c'è l'incrocio fra genere e generazione. Quindi se io voglio attaccare la famiglia cosa faccio? Vado ad attaccare anche solo uno dei singoli componenti. Il gender fa esattamente questo: va a toccare l'asse dei generi. Inizia a dire che non c'è una complementarietà dei generi ma addirittura ogni genere può stare da solo. Quindi ecco che viene fuori l'omosessualità.

Si è anche detto che che la Chiesa Cattolica dice che «l'omosessualità è un'inclinazione oggettivamente disordinata» e si è sostenuto «che siamo la prima generazione che è costretta a dire ai propri figli che ci si sposa con l'altro sesso». Ma il punto più basso è probabilmente stato toccato con il vergognoso paragone tra omosessualità e pedofilia (peraltro condito da inesattezze scientifiche assai preoccupanti):

L'omosessualità era considerata patologia sino agli anni '90. In realtà c'è stato tutto un percorso di avvicinamento dagli anni '70 fino agli anno '90, quando è passata da patologia a normale orientamento sessuale. Lo stesso percorso lo sta facendo la pedofilia. Il maggio scorso è stato approvato il nuovo manuale di diagnostica psichiatrica che per la pedofilia ha previsto lo stesso sdoganamento come si cominciò con l'omosessualità. Cioè l'omosessualità si disse all'inizio che era patologia poi la si declassò a disturbo e poi a disturbo solo se egodistonico. Questo vuol dire che l'omosessualità è patologia solo se uno è infelice della propria omosessualità. Se invece è contento di essere omosessuale, questa allora non è patologia. L'egodistonico e l'egosintonico iniziano ad essere usati anche nella pedofilia ed ecco che da patologia è diventata disturbo solo se egodistonico, ossia se uno è infelice di essere pedofilo.

Non è facile capire perché mai un'associazione che si occupa di famiglie numerose sia così impegnata nel per propagandare disinformazione ed odio veri i gay, ma il timore è che la chiave sia in quel «cattoliche». Al solito si sostiene che il definirsi tale sia un lasciapassare per poter dire qualunque cosa, spingendosi sino a chiedere che i figli degli altri siano discriminati nel nome del pregiudizio. Forse anche sperando che il clima di paura possa spingere i loro figli a fingersi eterosessuali anche se non lo sono (praticamente una una violenza, ma loro lo chiamano cattolicesimo).

A sottolineare la loro fissazione per l'argomento è anche la modalità con cui ci si può iscrivere all'associazione, nella quale si specifica che «è necessario avere i requisiti di cui all'articolo 1 dello Statuto». Ed è proprio in quel punto che si specifica che i genitori sono «considerati come coppia eterosessuale unita da vincolo di matrimonio religioso riconosciuto dalla Chiesa Cattolica e/o concordatario di celebrazione cattolica efficace civilmente». Insomma, non basta essersi sposato ma bisogna anche fornire loro una dichiarazione della propria eterosessualità (non è chiaro se per la preannunciata «verifica dei requisiti» sia previsto anche un esame in cui i candidato dovranno dimostrare che il suo non sia un matrimonio di copertura).

Una ulteriore dichiarazione dei loro intenti viene chiaramente esplicata nel documento dell'assemblea 2015, nella quale scrivono:

Negli ultimi anni FNC si è dedicata, oserei dire quasi esclusivamente, a contrastare questa ideologia riuscendo insieme all’associazione Giuristi Cattolici a far ritirare gli opuscoli pro Gender emessi dall’Unar per istruire o, meglio, inculcare ai nostri figli tale ideologia.

E giusto per alimentare l'isteria, aggiungono:

Oggi vogliono mangiare il frutto di un altro albero: quello della Vita, vogliono cambiare il concetto naturale della sessualità (attraverso di essa si trasmette la vita). Il Gender si prefigge di fare questo: attaccare questo albero difeso dai cherubini (nell’iconografia cristiana sono raffigurati da bambini). Questo albero è ultimo baluardo dell’uomo per non morire dietro a fantasie e filosofie contro natura.
Guardate cosa è successo all’uomo: mangiando il frutto dell’albero del bene e del male viene cacciato dal paradiso terrestre, figuratevi se mangerà dell’albero della vita! Certamente perirà.

L'anno precedente si erano vantati di essere stati fra i primi ad aver avviato una campagna di disinformazione volta ad alimentare paura verso una fantomatica "ideologia gender", da loro descritta come la «teoria per la quale ciascuno può scegliere di sentirsi Lesbica, Gay, Bisessuale oppure Trans, anziché Maschio o Femmina». Dicono anche che «L’attacco è stato scatenato dalle lobby LGBT nei confronti delle famiglie naturali prendendo come scusa l’omofobia vuole imporre ai nostri figli, fin dall'infanzia, un nuovo modello recependo interamente la proposta di legge della Fornero ("Strategia Nazionale" del 29.04.13)».
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