Monza: scuola cattolica confina un alunno nei corridoi perché gay



L'incredibile storia giunge da Monza, dove un 16enne è stato dai compagni e lasciato fuori dalla classe perché gay. A raccontare la vicenda è il Giornale di Monza, a cui si è rivolta la famiglia per denunciare l'accaduto.
Tutto ha avuto inizio da una semplice fotografia scattata al mare e pubblicata sul suo profilo Instagram. Il ragazzo, omosessuale dichiarato, frequenta il secondo anno di un istituto professionale cattolico di Monza ed il preside dell'istituto pare si sia detto scandalizzato proprio da quello scatto: il fatto che il giovane fosse a torso nudo in compagnia di un altro ragazzo è bastato perché il preside bollasse il come «pedopornografia» il tutto. da qui la punizione: il ragazzo è stato confinato in banco a parte, in fondo al corridoio e lontano dall'aula (nella foto).
Quell'assurda vicenda ha avuto fine solo quando i genitori hanno sporto denuncia presso i carabinieri : giovedì mattina la madre si è presentata a scuola accompagnata dai militari e a quel punto il ragazzo è stato finalmente riammesso in classe.

Il preside difende la sua decisione, sostenendo che «i compagni del ragazzo, a cui lui aveva mostrato la foto sul social network, hanno prima chiesto e ottenuto dal sito la rimozione dell'immagine pedopornografica, e dopo si sono rivolti agli insegnanti. A quel punto abbiamo deciso di sistemare il ragazzo in un postazione a parte, insieme con un educatore, come facciamo quando uno dei nostri corsisti di approfondire un argomento di studio. In attesa di parlare sia con la famiglia, sia con i servizi sociali che hanno in carico il ragazzo. E per capire come affrontare la questione con i compagni ed evitare discussioni in classe».

Flavio Romani, presidente di Arcigay, commenta: «È un fatto gravissimo, inconcepibile, per il quale chiediamo l'intervento fermo e severo del Miur. Il ministero invii gli ispettori». Gli fa eco il deputato Alessandro Zan, pronto a parlare di «una vicenda di una gravità inaudita, perché sottoporrebbe il minore a un trattamento degradante e discriminatorio, violando il suo diritto all'educazione ma ancor prima la sua libertà e dignità». Rosaria Iardino, consigliera delegata alle Pari Opportunità della Città metropolitana, annuncia che chiederà «un'ispezione nella scuola incriminata. Mi chiedo quanto influiscano, in situazioni del genere, le aberranti esternazioni e gli assurdi convegni che certe forze politichesi ostinano a organizzare, contro la cosiddetta teoria del gender e a difesa di una fantomatica famiglia naturale».

Intanto, nella notte, le scuole di Monza sono state imbrattate con i soliti volantini omofobi di Forza Nuova volti a creare paura ingiustificata verso una fantomatica "ideologia gender". Pare dunque evidente che episodi come questi abbiano mandanti ben precisi, in una nuova fase di una Chiesa che non ha vergogna a collaborare con le estreme destre per una reintroduzione del fascismo in Italia.
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