Archiviata l’indagine su Merola per la trascrizione dei matrimoni gay contratti all'estero



Ricordate la denuncia con cui un non meglio precisato «cittadino» denunciò Virginio Merola, sindaco di Bologna,  per aver trascritto alcuni matrimoni contratti all'estero? Era gennaio e l'integralismo cattolico aveva iniziato a tentare di intimidire i sindaci nella speranza di impaurirli dinnanzi alla possibilità di riconoscere i diritti delle coppie formate da persone dello stesso sesso.
A dieci mesi di distanza, l'inchiesta è stata archiviata ed è stato riconosciuto come l'istituzione di un registro comunale in cui trascrivere le nozze contratte all'estero tra persone dello stesso sesso non ravvisasse l'ipotesi di abuso d'ufficio. Il gip di Bologna ha dunque accolto la richiesta di archiviazione, presentata a marzo scorso dal pm Luca Tampieri.
La discussa sentenza del Consiglio di Stato, con cui un giudice che tifa per le Sentinelle in piedi ha vietato quelle trascrizioni, non ha dunque cambiato le carte. Nonostante i magistrati abbiano ribaltato le sentenze di ben quattro TAR ed abbiano dichiarato nulle le iniziative dei singoli sindaci, non è ravvisabile alcun reato dinnanzi all'azione di Merola in difesa dei diritti dei cittadini.
«Siamo soddisfatti di come si sia conclusa l’indagine sul sindaco Merola -ha commentato il segretario provinciale del Pd, Francesco Critelli- dal primo istante abbiamo riposto la massima fiducia nel primo cittadino, consapevoli che nella sua azione non c’era alcun tipo di reato, ed oggi, l’archiviazione del caso ci dà la conferma della sua totale innocenza». A questo punto dovrà essere «resta inalterata la necessità che sia la politica a dare risposte normative in tempi brevi, per questo ribadiamo la necessità che il Parlamento proceda in maniera spedita per far sì che l’Italia smetta di essere fanalino di coda in maniera di diritti civili».
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