Gli omofobi iniziano ad essere tragicomici: «Gli ex gay superano per numero gli attuali gay»



Generalmente non vale la pena di occuparsi di siti che diffondono bufale in modo così palese, ma questa volta il sito omofobo Informare per resistere è riuscito a toccare un patetismo tale da risultare quasi divertente (l'unica cosa davvero preoccupante è il constatare come Google News sia stato disposto ad accettare una simile spazzatura con il rischio di legittimarla, ndr).
L'articolo in questione si intitola "La scienza conferma: nessuno nasce gay. Gli ex gay superano per numero gli attuali gay". Come fonte viene citato l'omofobico LoSai.eu (tanto apprezzato da Gianfranco Amato e fonte inesauribile di materiale per i cacciatori di bufale) che a sua volta cita Corrispondenza Romana. Tanto basta a capire che si sta parlando di un qualcosa di assolutamente ideologico.

La pagina si apre con la fotografie di un cartellone pubblicitario di una società statunitense che si occupa di promuovere le fantomatiche terapie riparative, nel quale vengono mostrati due gemelli accompagnati da alcune scritte volte a sostenere che l'esistenza di gemelli monozigoti con orientamenti sessuali differenti dimostri che l'omosessualità non è innata. L'operazione era volta a diffondere disinformazione durante la discussione di un progetto di legge che avrebbe potuto rendere illegali le loro attività. Inoltre caso ha voluto che quelli non fossero realmente due gemelli: il modello ritratto era sempre lo stesso, ossia il modello sudafricano Kyle Roux (peraltro gay e pronto a prestare il proprio volto ad una campagna volta proprio a smentire le bugie di quella pubblicità).

L'articolo si lancia poi nel sostenere che «esistono almeno otto importanti studi scientifici condotti su gemelli identici in Australia, Stati Uniti, e in Scandinavia, durante gli ultimi due decenni che mostrano come gli omosessuali non sono nati omosessuali». Il link proposto, però, non rimanda a siti accademici ma a una pagina che vende un libro del 1999 volto a sostenere che la genetica non abbia nulla a che vedere con l'orientamento sessuale.
Tra le tesi sostenute in quelle pagine c'è l'asserire che «i geni creano proteine, non orientamenti sessuali» o che l'omosessualità sia meno stabile dell'eterosessualità. Il tutto per giungere a sostenere che l'omosessualità possa essere "guarita" e che non esista alcuna omofobia dato che i suicidi dei gay sarebbero «direttamente connessi con l'omosessualità». Si arriva persino a citare come fonte il reverendo David Kyle Foster, un sedicente ex-gay che ai tempi era ai vertici la Exodus International (ora chiusa dopo aver ammesso l'infondatezza e la totale inefficacia delle pericolose terapie riparative da loro praticate).
E per chi avesse riconosciuto in quelle parole le assurde tesi recentemente sostenute da Gandolfini e da Adinolfi, il tutto non può che essere la riprova di come l'omofobia si basi sempre sulle stesse vecchie tesi ormai ampiamente screditate.

Tornando all'articolo, la tesi principale del loro discorso è il sostenere che non possano esistere cause genetiche all'omosessualità dato che alcuni gemelli monozigoti hanno diversi orientamenti sessuali (ma loro sostengono dovrebbero essere uguali in tutto).
La scienza ha però smentito da tempo quella teoria, così come spiega Kenneth S. Kendler dell'Ontario Consultants on Religious Tolerance: «I conservatori religiosi spesso indicano gli studi sui gemelli identici che sono stati separati alla nascita e cresciuti in maniera indipendente. Se uno è gay, allora l'altro gemello è risultato essere gay solo nel 55% dei casi. Sostengono che i gemelli identici hanno la stessa struttura genetica e quindi, se l'orientamento omosessuale è determinato dai geni, il 100% dei fratelli dovrebbe essere gay. Questa teoria si basa su una conoscenza errata o inadeguata del funzionamento della genetica. I geni hanno una proprietà chiamata penetranza, che è una misura della loro efficacia. Ad esempio la penetranza del gene che causa il diabete è solo del 30%. Quindi se un gemello ha l'allele che causa il diabete, allora anche l'altro gemello avrà lo stesso allele: ma entrambi avranno una probabilità del 30% di sviluppare la malattia. Entrambi i gemelli avranno la stessa struttura genetica, ma il diabete può essere o può non essere innescato. Se un gemello sviluppa la schizofrenia, l'altro gemello ha circa una probabilità del 48% di sviluppare anche lui quella malattia. Se un gemello sviluppa il disturbo affettivo bipolare, la possibilità che questa si manifesti nell'altro è di circa il 60%. Con questo non voglio insinuare che l'omosessualità sia una malattia: sto semplicemente suggerendo che la causa principale di molte malattie -e di tratti come l'essere mancini- è di origine genetica».

Eppure l'articolo preferisce ignorare le evidenze scientifiche per asserire che: «più che di “gene gay” sarebbe corretto parlare di “virus gay”; se nessuno nasce infatti con il gene dell’omosessualità tutti, e in particolare le giovani generazioni, sono a rischio contaminazione dell’ideologia del gender imposta come diktat etico dal mainstream culturale dominante». Insomma, il fine ultimo pare sia sempre quello di diffondere bufale finalizzate alla degittimizzazione dell'odio della violenza.

A questo punto qualcuno si chiederà che fine ha fatto la tesi volta a sostenere che degli ex-gay fossero più numerosi dei gay. Ebbene, quello è il lato interessante dato che l'affermazione non è spiegata nell'articolo né è presente dalle fonti citate. Pare dunque sia una bufala gratuita buttata lì nella convinzione che l'omofobo medio non perderà certo tempo a leggere l'articolo, accontentandosi di sentirsi legittimato all'odio da un titolo che circola su Facebook
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