Hanno ucciso l'Italia



«Grande vittoria». Così l'associazione integralista Manif Pour Tous commenta l'assurdo verdetto con cui il Consiglio di Stato ha calpestato la dignità di migliaia di cittadini. Certo, si farà ricorso a Strasburgo e probabilmente l'Italia verrà nuovamente richiamata per un'ennesima violazione dei diritti umani, ma resta il fatto che in Italia l'omofobia è stata istituzionalizzata e si è infiltrata in ogni strato sociale. In Italia non c'è più il diritto, c'è solo la speranza di non incappare una qualche persona che trovi piacere nel discriminazione.
Solamente l'altro ieri Formigoni sosteneva che non c'è nessuna legge che impedisce ad un gay di assistere qualcuno in ospedale, ma anche qui la menzogna è dietro l'angolo. La realtà dei fatti è che bisogna sperare di incontrare una qualche infermiera che non faccia storie, altrimenti viene vietato anche ciò che la legge non vieta. In Italia si fa così.
In fondo che ci si può spettare da un Paese in cui si può gestire un intero giro di prostituzione e cavarsela con qualche ora di servizio civile? Che ci si aspetta da politici che si presentano in televisione con una pistola o che pubblicano fotografie per vantarsi di essersene fregati della sospensione impartita dal presidente?
In uno stato normale i bambini verrebbero difesi da questo schifo, non da un qualcosa che manco esiste e che si è inventato a tavolino per legittimare l'omofobia. Pare quasi che si tema che si possa crescere senza pregiudizi e che magari non si finisca a rubare, mentire, incassare tangenti e andare con minorenni (se sono nipoti di Mubarak, manco si va in galera!). Ma all'integralista medio da fastidio che il bambino si limiti a questo e che magari non acquisti una pistola pagata da Buonanno per sparare alla prima coppia gay che incontra per strada.

Ma oltre al malaffare c'è anche poi la pura cattiveria e il gusto nel fare del male agli altri. Come si può parlare di «grande vittoria» dinnanzi ad un diritto negato? A loro non cambia nulla se una coppia gay può trascrivere il proprio matrimonio: non è come nel caso della reversibilità, dove qualcuno spera di mettersi in tasca i soldi di qualcun altro, qui è un atto amministrativo che prevede semplicemente la registrazione di un atto ufficiale contratto all'estero. Non viene garantito alcun diritto, solo dignità. Ma si festeggia perché la dignità altrui è stata calpestata, con cattiveria, ferocia, ignoranza. È come l'occidentale che si gusta un panino dinnanzi all'africano che muore di fame (e che magari gli fa pure notare che è buono e che dovrebbe mangiare meno perché sta ingrassando).
E che dire di Adinolfi, ossia di quello che va in giro a dire che lui non ha nulla contro i gay ma pensa solo ai bambini. Il suo giornale è uscito con un numero speciale per festeggiare come il sinodo abbia deciso che i gay valgano meno e che il suo secondo matrimonio (contratto a Las Vegas indossando tuta e scarpe da ginnastica) debba valere molto di più del primo matrimonio di due persone che si amano da una vita. Festeggia lui, perché ora potrà vendere ancora odio. Festeggia perché la Chiesa Cattolica è stata vinta dalla paura e non ha avuto il coraggio di guardare la verità. Festeggia perché la Chiesa Cattolica è morta nel nel decidere a tavolino quali debbano essere i progetti di Dio, sostituendosi a Dio. Probabilmente fra qualche anno si pentirà e si scuserà, ma sarà tardi perché alcune persone saranno già state uccisi nel suo nome. Si parla di morte ma qualcuno festeggia.
Forse il motivo di tanta gioia si cela nel gustare il dolore altrui, certo che nessuno toccherà i suoi privilegi. E a ben vedere, anche il suo secondo matrimonio è contrario alla dottrina della Chiesa, eppure lo stato gli garantisce ogni diritto e ogni privilegio. È facile giocare con la vita degli agli quando non si rischia nulla.
E allora Dio cosa diventa? Nelle mani di Adinolfi diventa uno strumento di morte e di odio, usato come arma per festeggiare se si riesce a negare il diritto all'autodeterminazione delle minoranze (con buona pace per il libero arbitrio e il diritto di ogni cristiano ad una vita di vede secondo coscienza).

Ma davvero per i loro figli vogliono quello schifo di mondo che stanno creando? Davvero la loro massima aspirazione è una società basata sulla prepotenza e sull'arroganza, in cui lo scopo ultimo della vita sia la sopraffazione e l'umiliazione altrui?
4 commenti