I manifesti omofobi ed illegali di Roma fanno la loro compoarsa durante una conferenza di ProVita



Ricordate i manifesti abusivi anonimi che lo scorso settembre avvinsero Roma con messaggi omofobi? Vennero rimossi ma l'assessore a Roma Produttiva, Marta Leonori, spiegò chiaramente come l'operazione venne effettuata con denaro pubblico e con un danno per ogni singolo cittadino della città.
Al solito, un'azione notturna da parte di squadristi anonimi aveva presumibilmente reso impossibile risalire ai responsabili di quell'azione illegale e violenta. Eppure stupisce un po' come ora basti guardare fra i tweet dell'associazione ProVita Onlus per notare una fotografia che documenta come quel manifesto risulti appeso sulle pareti della Pontificia Università S.Tommaso di Roma in occasione di una conferenza anti-gay organizzata insieme alla Manif Pour Tous Italia e a Padre Carbone (noto per aver imbarazzato persino Cl con le sue esternazioni sui suicidi dei gay durante il meeting di Rimini).
A questo punto c'è da domandarsi se Toni Brandi abbia staccato con cura uno di quei manifesti per poterlo utilizzare durante le sue conferenze di propaganda dell'odio o se siano loro gli autori di quel gesto illegale che ha comportato danni economici a tutti i cittadini romani. Ad intensificare i sospetti è anche come sulla lavagna sia affisso il manifesto che è stato affisso illegalmente per le strade della capitale proprio stamattina, ossia più due settimane giorni dopo la pubblicazione di quello scatto.
La speranza è che la Città di Roma e la procura indaghino per chiedere che gli integralisti paghino di tasca propria quel crimine, impedendo che la violenza criminale di quelle lobby debba ricadere su cittadini onesti estranei alla loro ideologia.
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