Ignazio Marino ha ritirato le sue dimissioni



Ignazio Marino ha ritirato le sue dimissioni da sindaco di Roma.
«Sono stato eletto con il voto favorevole del 64 per cento delle romane e dei romani -dichiara in una lettera- con un programma che ha fermato il consociativismo, ha fortemente voluto il risanamento dei debiti miliardari nel Comune e nelle aziende municipalizzate. Oggi la città può riprendere ad investire . Mentre sono certo che il nostro operato abbia con fatica raggiunto l'obiettivo di ripristinare legalità e trasparenza dell'agire amministrativo, mi è chiaro che questo sforzo non è stato da solo sufficiente a garantire i necessari risultati di buon governo della città. Pur rivendicando ogni atto e ogni scelta fatta in questi due anni e mezzo per cambiare Roma, non ho difficoltà ad ammettere alcuni errori. Costretto dalle difficoltà e dalla resistenza dei poteri che stavamo sfidando a lavorare giorno e notte per portare a risultato ognuna delle nostre scelte, ho dato l'impressione di non voler dialogare e di non voler condividere queste scelte con la città, che talvolta ha così ha percepito di subirle [...] Per il sacrale rispetto che si deve alla stessa Assemblea ed alle sue prerogative, espressioni della sovrana volontà popolare, ritengo di dover sospendere (nelle more della convocazione richiesta) le riunioni dell'organo di governo capitolino e di conseguenza di inibire momentaneamente gli effetti degli atti di conferimento delle deleghe assessorili, in attesa di verificare la sussistenza delle condizioni politico-amministrative che permettano la prosecuzione del mandato».
Si andrà dunque allo scontro in aula, con 25 consiglieri che si dicono pronti a dimettersi pur di andare alle elezioni. Ma una scelta simile mostrerà la volontà politica dl Pd di far fuori un personaggio ritenuto scomodo perché troppo incline a seguire gli ordini di partito. Se Alfano non vuole le unioni gay, perché quel sindaco lavora per garantire diritti ai suoi cittadini? E perché al Giubileo dovremmo mandare una persona che non si è genuflessa alla volontà vaticana di impedire il matrimonio fra due uomini? No, al Pd non serve una persona che anteponga i diritti dei cittadini ai voleri delle lobby.
È quello il motivo per cui è scoppiato il caso degli scontrini. Un fatto che col tempo è diventato sempre meno certo e che ha visto una lunga lista di altri nomi unirsi alle stesse accuse. Ma solo Marino se ne deva ndare, gli altri vanno bene. E questo a partire dallo stesso Matto Renzi che nel quinquennio di presidenza della Provincia di Firenze spese circa un milione di euro (tra cui quattrocentomila in pernottamenti e viaggi, seicentomila in ristoranti).
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