Il Sipsis pubblica una guida per contrastare le falsità dell'isteria gender



Il Sipsis è la Società di Psicoterapia per lo Studio delle Identità Sessuali ed è anche l'autrice di una giuda di 66 pagine che mira a far chiarezza sull'isteria gender. Il tutto mentre i comitati omofobi sono impegnati a diffondere ignoranza e pregiudizi attraverso i loro convegni di disinformazione, troppo spesso sponsorizzati da una parte politica che spera di poter avere un vantaggio dalla instaurazione di un clima d'odio che possa condurre ad ottenere voti attraverso la promessa di maggiori discriminazioni (di certo più semplici da attuare piuttosto che dedicarsi ad una sana politica che miri a risolvere i problemi).

L'arma migliore per difendere i nostri figli dall'integralismo è dunque l'informazione e la documentata certezza di come le loro mistificazioni si basino sul nulla. Ed è infatti da lì che la giuda inizia a fare chiarezza, spiegando il perché sia assurdo credere alle follie di quella propaganda. Ad esempio, si spiega come:

Chi si oppone alla presunta “teoria del gender” ha letteralmente diffuso il panico tra genitori poco informati con affermazioni assurde: per esempio, negli “opuscoli informativi” sono riusciti a sostenere, citando fuori contesto poche parole delle linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (un documento di 65 pagine), che l’OMS promuove la masturbazione a quattro anni e i rapporti sessuali a nove. Affermano inoltre che i corsi di educazione all’affettività a scuola hanno il preciso obiettivo di “orientare” (nel senso di indirizzare e plagiare) i desideri sessuali degli alunni; e tali corsi sarebbero addirittura “imposti” dallo Stato agli alunni per indurli a “cambiare sesso”, convincendoli che sia perfettamente analogo al cambiare un vestito. E queste sono solo alcune delle accuse, che talora fanno anche sorridere (si fa per dire), rivolte a quanti si occupano di
educazione al rispetto dei generi e degli orientamenti nelle scuole di ogni ordine e grado.
Chi opera nelle scuole con progetti che fanno riferimento agli “studi di genere” di solito mira anzitutto a promuovere la non discriminazione verso ogni forma di espressione delle differenze umane e a prevenire il diffondersi di forme più o meno velate di bullismo omofobico o di altri fenomeni dettati dall’ignoranza e dall’intolleranza di genere. Si punta, in pratica, a favorire il benessere di ogni singolo alunno, cercando di diffondere principalmente una cultura del rispetto e dell’inclusione partecipata e attiva.
Gli equivoci sorgono nel momento in cui si accenna al fatto che non esiste un unico modo di essere uomini e donne, e che esistono invece molteplici identità ed esperienze, variabili nel tempo e nello spazio. In altri termini, per esempio, si dice che essere omosessuali è solo un altro modo di essere maschi e uomini o di essere femmine e donne.

Il documento spiega così le basi scientifiche delle differenze biologiche e di quelle di genere, facendo chiarezza su cosa siano realmente gli studi di genere e quali siano le loro vere finalità. Ovviamente nessuno vuole desessualizzare i bambini così come gli integralisti cattolici sostengono, ma si vuole semplicemente prendere atto della realtà e prevenire la violenza. Quella stessa violenza messa in atto da chi sostiene l'immutabilità del mondo sulla base di preconcetti non dissimili da quando i loro stessi avi non eccattavano l'idea che la Terra girasse attorno al Sole.

Altre parti entrano nel merito dell'inconsistenza scientifica di chi sostiene che il bullismo possa essere combattuto senza entrare nel merito delle differenze di genere:

Per tutti questi motivi il tema delle strategie di contrasto alle discriminazioni, all’omofobia e al bullismo non può non riguardare gli aspetti di “genere”, anche da un punto di vista psico-pedagogico: perché, come sostengono alcuni studiosi, il bullismo omofobico è: a) una forma di “educazione” all’omonegatività e all’eteronormatività; b) un sistema di educazione alla violenza; c) una forma di “educazione di genere”, al sessismo e alla valorizzazione degli squilibri di potere tra ciò che è considerato maschile (attivo e dominante) e ciò che è considerato femminile (passivo e sottomesso). In altri termini, il sistema del bullismo è la manifestazione di un “fallimento educativo”, indice dell’incapacità del più ampio sistema educativo di pensare, progettare, costruire altri “modi” attraverso cui gli adolescenti possano confrontarsi tra loro, praticare il conflitto della crescita, affrontare la questione della differenza tra i sessi e tra le generazioni, gestire l’aggressività e il piacere.

I temi trattati, ovviamente, sono numerosi e difficilmente riassumibili dato che si è dinnanzi ad anni di menzogne omofobiciche propagandate con il silenzio complice di un Governo che non ha mai tutelato il diritto alla dignità e alla verità delle minoranze. Si tratta dunque di un testo da diffondere e da far conoscere, perché in grado di offrire risposte a tutti quei bigotti che fossero caduti nel tranello dell'integralismo cattolico dato che, a fronte di chi conduce queste campagne in malafede, c'è pure chi è finito col crederci perché incapace di avere risposte alternative alle stupidaggini che un qualche parroco o un qualche politico ideologizzato ha raccontato loro.

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