Il Timone: «Se si accetterà l'omosessualità, la terra che si spalancherà sotto di noi»



La rivista integralista Il Timone è impegnata senza sosta nel tentare di alimentare l'odio verso la comunità gay attraverso la legittimazione dell'omofobia. L'ultima trovata è un articolo in cui si spingono a sostenere che Gesù Cristo abbia condannato l'omosessualità.
Sinceramente ci sarebbe da chiedersi che senso abbia cercare di arrampicarsi sugli specchi pur di sostenere che i gay pecchino per il solo fatto di esistere, ma gli oltre 2.400 like raccolti dall'articolo lasciano pochi dubbi su una crescente sete di odio da parte di chi vuole sentirsi "migliore" agli occhi di Dio per puro diritto di nascita. Ed è così che l'articolo pare sorvolare su tutti i versetti in cui Gesù invita a non giudicare o a preoccuparsi della trave nel proprio occhio e non pagliuzza in quello dei fratelli, preferendo soffermarsi su una serie di citazioni indirette (opportunamente integrate con premesse assai discutibili).
Si tenga presenta anche che dallo scorso febbraio la guida della rivista è stata assunta da Riccardo Cascioli, già direttore de La Nuova Bussola Quotidiana (ennesima dimostrazione di come tutte le pubblicazioni integraliste risultino strettamente collegate fra di loro, perlomeno quando non direttamente gestite dalle medesime persone).

Tornando all'articolo di Paolo Pasqualucci, al solito si parte dal sostenere che esista una «assordante propaganda omosessualista e omofila, sostenuta da tutti i grandi mezzi d'informazione» e che le condanne contenute nelle lettere di san Paolo siano da intendersi come «parola di Dio allo stesso modo dei Vangeli». Esibiti tutti gli insulti e i termini cari all'estrema destra, si passa all'asserire che:

Ciò che la propaganda omofila vuole insinuare a proposito dei Vangeli, è parimenti assurdo: non avendovi il Cristo mai nominato esplicitamente l'omosessualità, non la si dovrebbe ritener da Lui condannata! La fornicazione e l’adulterio li ha condannati apertamente mentre la sodomia e affini (che sono fornicazione contro natura) li avrebbe invece assolti con il suo (supposto) silenzio? Ma ci rendiamo conto delle castronerie che vengono oggi propinate alle masse, peraltro ben felici di esser ingannate, a quanto pare?

Ed è così che si afferma che la condanna dell'omosessualità debba essere ritenuta implicita attraverso alcuni passi in cui si parla di Sodoma e Gomorra:

Dove si trova, nei Vangeli, la condanna dell’omosessualità da parte di Nostro Signore? In maniera diretta tutte le volte che Egli porta ad esempio il destino toccato a Sodoma come condanna esemplare del peccato; in maniera indiretta in un passo nel quale elenca i vizi e peccati che ci mandano in perdizione.

Ovviamente ciò presupporrebbe che la storia di Sodoma sia da intendersi come una condanna dell'omosessualità in quanto tale, anche se nelle scritture non si ha l'impressione di essere dinnanzi a dei gay quando Lot li convince a mettere da parte le attenzioni verso un uomo nel concedere loro di poter liberamente stuprare le sue due figlie (le stesse figlie che poi lo faranno ubriacare per abusare di lui per restare incinte, giusto per sottolineare cosa verrebbe legittimato attraverso una lettura testuale del brano). Eppure Il Timone non ha dubbi nel sostenere che l'omosessualità sia il più grave dei peccati, scelto da Gesù come metro di paragone per definire ogni altro male:

Per quanto riguarda Sodoma e il suo particolare peccato: nel giorno del Giudizio essa sarà trattata “meno duramente” delle città ebraiche impenitenti ma non sarà certamente assolta. Anzi, proprio la condanna di Sodoma serve da punto di riferimento, da metro di giudizio per determinare la gravità di un peccato e quindi per affermare che l’incredulità degli Ebrei è addirittura più grave di un peccato così grave come quello di Sodoma e Gomorra, di “Tiro e Sidone” in quanto ad esso assimilabile: la corruzione dei costumi spinta sino alla ribellione contro la legge naturale stabilita da Dio, in odio a Dio.

Ovviamente Gesù non ha mai parlato di legge naturale, tant'è vero che quel concetto è riconducibile alla corrente giusnaturalista e all'azione di Tommaso d'Aquino. Non a caso quella parte non è virgolettata e l'articolo si trova a dover attingere dall'Antico Testamento (per l'esattezza al libro di Ezechiele) nel tentativo di argomentare quel passaggio.

Si passa così a sostenere che la morte dei gay sia una forma di giustizia divina e si afferma che la Bibbia inviti sa non introdurre alcuna legge sulle unioni civili fra persone dello stesso sesso. La modalità scelta è molto interessante, dato che il tentativo di dare un significato alla differenza fra due racconti permetterebbe di sostenere praticamente qualunque cosa:

Il Diluvio e la fine di Sodoma sono dunque proposti più volte da Nostro Signore quali esempi della giustizia divina, esempi classici, si potrebbe dire, nella cultura e nella mentalità ebraiche. Ciò significa che Egli approvava quelle condanne e quei castighi; riteneva giusto che l’umanità fosse punita per i suoi peccati nel modo che Dio ritenesse opportuno, a seconda della loro gravità. Riteneva quindi giusto che il peccato contro natura dei sodomiti fosse stato punito col fuoco e lo zolfo caduti subitaneamente dal cielo. Si noti la sfumatura: ricorda che al tempo di Noè gli uomini, tra le altre cose, “si sposavano e facevano sposare i propri figli”; al tempo di Lot invece, cioè a Sodoma e Gomorra, tra le loro molteplici attività (“piantavano e costruivano”) mancava ovviamente il costruir famiglie, lo sposarsi e far figli secondo natura, realtà dalle quali i sodomiti (omosessuali e lesbiche) si escludono a priori, perché da loro detestate.

Ed è così che, fra collegamenti imbarazzanti e pregiudizi spacciati per assunti, si afferma:

Riscontrato tutto ciò sui Sacri Testi, come si fa a dire che Gesù non ha mai parlato dell’omosessualità e quindi non l’ha (per ciò stesso) mai condannata? Nella più perfetta tradizione ebraica, ha portato o no più volte a monito, approvandola, la condanna di Sodoma quale esempio di condanna divina esemplare dei peccati gravi e ostinati di un’intera comunità? E ciò non basta a dimostrare che Egli ha condannato l’omosessualità e la conseguente falsità radicale della tesi degli omofili? Che altro doveva dire? Aveva forse bisogno di fare tanti discorsi per condannare il peccato e un peccato come quello? Invece di cercare di falsare il senso autentico delle Sacre Scritture, i propagandisti e sostenitori a vario livello della presente, terrificante deriva omosessualista (attivi purtroppo anche nella Gerarchia!), non farebbero meglio a meditare le parole stesse di Nostro Signore sul giusto castigo di Sodoma sventurata?

Grave è però il punto in cui si giunge a far leva sulla solita paura del bigotto medio, minacciandolo di una morte orribile qualora smetta di discriminare i gay:

Sembrava ai depravati che tutto dovesse continuare in eterno come prima, immersi nel benessere, nelle loro intense attività e nei loro vizi, ma improvvisamente un giorno, “il giorno in cui Lot uscì da Sodoma, Dio fece piovere fuoco e zolfo dal cielo e fece perire tutti”. Senza preavviso fece perire tutti di una morte orribile, tutti inceneriti in un batter d’occhio, come i poveri giapponesi a Hiroshima e Nagasaki, peraltro vittime innocenti della crudeltà della guerra. Anzi, peggio, perché in Giappone ci furono dei superstiti e la vita è tornata nelle città ricostruite. A Sodoma e Gomorra, invece, non si è salvato nessuno e il luogo, inizialmente fertilissimo, è da allora un tetro e spettrale deserto di sale, acqua salmastra e bitume. Se si continuerà ad offendere gravemente Dio, come a Sodoma, andrà a finire anche per noi come a Sodoma, quale che sia la forma specifica del castigo, se l'acqua o il fuoco o la terra, che si spalancherà sotto di noi.

Si passa così a sostenere che Gesù abbia distinto fra "adulteri" e "fortificazioni" per domandare: «Potrebbero le “fornicazioni” qui menzionate dal Signore escludere quelle contro natura? Non potrebbero, evidentemente: per la natura stessa del concetto, tale da impedire di per sé simile eccezione».
Insomma, se si parte dalla tesi, la tesi viene dimostrata (strano, no?) e la si utilizza per sostenere che si tratti di un «grave peccato che merita di esser colpito dall'ira divina».

In conclusione, l'articolo afferma:

Lo scopo di quest’articolo è solo quello di ricordare la condanna evidente e manifesta del peccato di omosessualità da parte di Cristo, per sbarazzare il campo dalle falsità pullulanti sulla nostra religione e ristabilire il vero. Per completezza di documentazione, voglio ricordare che Sodoma e Gomorra sono rammentate anche nella Seconda Lettera di san Pietro, allo stesso modo di Nostro Signore e con ulteriori precisazioni, relative alla sopravvivenza e comunque alla salvezza dell'anima dei giusti che siano costretti a vivere in una società dominata dall'empietà.

Peccato che si possa tranquillamente dissentire su quest'ultima affermazione, dato che l'articolo non pare volto tanto a dimostrare qualcosa di "evidente" ma  solo a spacciare l'opinione omofoba e violenta come una verità rivelata.Un'opinione che per giunta rischia di fare del male, così come appare evidente nel pensare agli effetti che frasi simili potrebbero avere se lette da genitori bigotti che hanno difficoltà ad accettare l'omosessualità del figlio.
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