La diocesi di Acireale organizza il primo meeting dell'omofobia organizzata



È nato l'ennesimo gruppo omofobo. Si chiama Uniti per la famiglia e dal suo sito internet si definisce un gruppo a-partitico, a-politico, a-confessionale. A farci temere sulla buona fede di questa dichiarazione, però, è la lista di associazioni aderenti, curiosamente tutte fortemente confessionali e vincine all'estrema destra. La lista include infatti nomi noti dell'omofobia organizzata come Movimento per la Vita, Ex-Allievi Salesiani, Alleanza Cattolica, Assalto studentesco, Giuristi per la Vita, Avanguardia, Alleanza Evangelica, Spazio Libero Cervantes, Unione Giuristi cattolici Italiani Catania, Centro Aiuto alla Vita Santa Venerina, Federazione Universitaria Cattolica Italiana Adrano, Federvita Sicilia, Mater, Si alla Famiglia, AMCI Catania e Associazione Italiana Maestri Cattolici.
A sottolineare come il nome della famiglia venga utilizzato al solo fine di legittimare l'odio e la violenza è il ricorso al solito ritornello già utilizzato dalle Sentinelle in piedi o dal Family day: «Il comitato Uniti per la famiglia non è contro nessuno e contro i diritti di nessuno, ma per la famiglia e per la famiglia naturale, cioè secondo i dettami giuridici ed etici del diritto naturale». In altre parole, noi non siamo contro nessuno ma non riconosciamo che gli altri debbano avere diritti dato che ci reputiamo gli unici meritevoli di poter veder riconosciuti i nostri affetti. È come il nazista che dice che lui non è contro nessuno, è l'ebreo che merita di essere bruciato nei forni.
Interessante è notare come la nuova sigla non sia altro che l'ennesimo gruppo-ombrello volto a dar vita ad un gioco di specchi in cui l'opinione del singolo possa essere presentato più volte. Se prendiamo come esempio il solo Amato, la sua presenza varrà sia come presidente dei Giuristi della vita, come membro del comitato Sì alla famiglia e come membro di Uniti per la famiglia.

Ma è così che i soliti gruppi, guidati dalla solite persone, si riuniranno sotto questo nuovo nome per dar vita al primo meeting dell'omofobia organizzata che si terrà il 25 ottobre prossimo sotto l'egemonia della Diocesi di Acireale. Il manifesto (non propriamente a-confessionale) afferma:

La famiglia –nucleo naturale e fondamentale della società– è oggetto di incessanti attacchi: politiche fiscali e del lavoro che ne mortificano la funzione sociale; iniziative legislative finalizzate al matrimonio fra persone dello stesso sesso; interventi giudiziari che legittimano pratiche aberranti (come l’utero in affitto); introduzione nei programmi scolastici delle famigerate teorie del gender; una martellante propaganda mass-mediatica a favore di modelli di vita che riducono il rapporto affettivo a pura sessualità; una cultura dello scarto che emargina gli anziani; e tanto altro …Il comitato Uniti per la famiglia con il 1° Meeting regionale offre pertanto una preziosa occasione d’informazione (e formazione), che prevede la partecipazione di relatori autorevoli e competenti e si rivolge a tutti coloro i quali hanno a cuore l’istituzione familiare, al di là di appartenenze politiche e convinzioni di fede.
Di fronte ai pericoli che incombono sulla famiglia occorre essere Uniti per la famiglia.

Ecco dunque che il benessere altrui è considerato ancora una volta una «minaccia» con la diocesi in prima fila nel chiedere che i cristiani infliggano sofferenza e morte nel nome del pregiudizio e del sentirsi migliore degli altri (un po' come il fariseo di biblica memoria).
A dar voce all'omofobia ci saranno un po' tutti. I relatori includono l'avvocato Giancarlo Cerrelli (noto per il suo sostenere che l'omosessualità sia una malattia), il reverendo Thomas Schirrmacher, don Fortunato Di Noto, Alessandro Pagano (promotore Gruppo Interparlamentare contro il riconoscimento dei diritti gay), il senatore Lucio Malan (principale responsabile dei ritardi nella discussione parlamentare sulle unioni civili) e monsignor Antonino Raspanti. Dopo la pausa pranzo, a vomitare odio ci penseranno Gianfranco Amato (presidente dell'associazione Giuristi per la vita), Gilberto Gobbi, pastore Giovanni Cereda e Angela Grasso.
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