La NuovaBQ: «L'omosessualità di un prete è un problema»



Non passa giorno senza che La Nuova Bussola Quotidiana non cerchi di aizzare i suoi lettori alla violenza e all'odio verso le persone gay. Ma un articolo di Roberto Marchesini è voluto andare oltre al semplice sostenere che sia necessario condannare i gay che non erstano puti e casti per tutta la vista, sostenendo che anche i vari Giorgio Ponte siano da biasimare perché nati gay e quindi inaccettabili agli occhi di Dio.

L'uomo afferma che «è verissimo: il Magistero distingue tra atti omosessuali e tendenza omosessuale; i primi sono in peccato, la seconda no». Ma poi aggiunge:

Nel 1986 la Congregazione per la Dottrina della Fede, guidata dall'allora cardinale Ratzinger, ha pubblicato una Lettera sulla cura pastorale delle persone omosessuali (clicca qui). Una lettera che il santo padre Giovanni Paolo II ha voluto onorare della sua firma, cosa insolita se non eccezionale. In questa lettera leggiamo: «[...] furono proposte delle interpretazioni eccessivamente benevole della condizione omosessuale stessa, tanto che qualcuno si spinse fino a definirla indifferente o addirittura buona. Occorre invece precisare che la particolare inclinazione della persona omosessuale, benché non sia in sé peccato, costituisce tuttavia una tendenza, più o meno forte, verso un comportamento intrinsecamente cattivo dal punto di vista morale. Per questo motivo l'inclinazione stessa dev'essere considerata come oggettivamente disordinata».

Si sostiene così che «bisogna distinguere tra atti omosessuali e omosessualità; i primi sono peccato, la seconda no; pur non essendo un peccato, l'omosessualità non è né indifferente né buona, bensì oggettivamente disordinata». A questo punto si passa al sostenere che per essere ordinati sacerdoti sia necessario essere eterosessuali dato che l'eterosessualità deve essere ritenuta l'unico orientamento sessuale accettato da un Dio che evidentemente deve essersi sbagliato nel creare i gay. Si dice così che:

Veniamo dunque all'ultima affermazione: l'omosessualità di un prete non è un problema. Nel 2005 la Congregazione per l'Istruzione Cattolica ha promulgato una Istruzione circa i criteri di discernimento vocazionale riguardo alle persone con tendenze omosessuali in vista della loro ammissione al Seminario e agli Ordini sacri (clicca qui) nella quale, al § 2, leggiamo: «Alla luce di tale insegnamento, questo Dicastero, d'intesa con la Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, ritiene necessario affermare chiaramente che la Chiesa, pur rispettando profondamente le persone in questione, non può ammettere al Seminario e agli Ordini sacri coloro che praticano l'omosessualità, presentano tendenze omosessuali profondamente radicate o sostengono la cosiddetta cultura gay».
La stessa cosa è ribadita della stessa Congregazione in un documento del 2008 intitolato Orientamenti per l'utilizzo delle competenze psicologiche nell'ammissione e nella formazione dei candidati al sacerdozio (clicca qui). In questo documento leggiamo: «Il cammino formativo dovrà essere interrotto nel caso in cui il candidato, nonostante il suo impegno, il sostegno dello psicologo o la psicoterapia, continuasse a manifestare incapacità ad affrontare realisticamente, sia pure con la gradualità di ogni crescita umana, le proprie gravi immaturità (forti dipendenze affettive, notevole mancanza di libertà nelle relazioni, eccessiva rigidità di carattere, mancanza di lealtà, identità sessuale incerta, tendenze omosessuali fortemente radicate, ecc.)»

Il tutto per arrivare a sentenziare: «Dunque, almeno per la dottrina cattolica, l'omosessualità di un prete è un problema».

C'è da notare che se La Nuova Bussola Quotidiana investisse in scopi più nobili anche solo la metà dell'impegno che ci mette nel cercare motivazioni alla denigrazione e alla creazione dell'odio versi gay, oggi forse vivremmo in un mondo migliore. Eppure pare che il loro obiettivo primario si quello di legittimare odio e creare morte nel nome di un Dio che di certo non ha mai predicato nulla di simile (anzi, casomai Gesù aveva condannato il comportamento del fariseo che pregava dicendo «Ti ringrazio che non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo pubblicano». Eppure oggi l'integralismo cattolico prega Dio ringraziandolo di averli fatti eterosessuali e quindi -a loro dire- più meritevoli).
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