La Rai offre spazio alla propaganda di Gianfranco Amato (senza alcun contraddittorio)



Sappiamo tutti che non esiste alcun «ideologia gender». Esiste però una follia gender, ossia una propaganda criminale organizzata dall'estrema destra e dall'integralismo cattolico con lo scopo di reintrodurre il fascismo attraverso una paura irrazionale verso ciò che nessuno ha mai teorizzato. Non è forse un caso se nessuno al mondo abbia mai trovato teorizzato ciò che esiste solo nella mente di chi va in giro a disseminare panico emettendo in bocca alle proprie vittime parole mai pronunciate. E forse non è neppure un caso se le modalità e il linguaggio ricordano in tutto e per tutto la propaganda nazista nei confronti degli ebrei, indicati come una minaccia al proprio status quo e incolpati di cose mai fatte.
Quando il servizio pubblico usa i soldi del canone per dar spazio alla propaganda (peraltro senza nessun contraddittorio) si è dinnanzi ad un fatto grave. Eppure il TGR Molise ha offerto le sue telecamere al presidente dei Giuristi della Vita che ha ripetuto a pappagallo l'incipit di ogni sua conferenza.
Si è persino legittimato il pensiero di Tempi e delle Sentinelle in piedi sostenendo che esista un dossier redatto da Benedetta Frigerio, peccato che non si sia detto che la Frigerio sia una redattrice di Tempi e sia l'ideatrice delle Sentinelle in piedi. Forse il far notare come l'intero discorso fosse autoreferenziale (oltre che folle) sarebbe stato di aiuto per la casalinga media che è stata allarmata su presunti rischi che i suoi figli correrebbero a scuola qualora dovessero seguire lezioni di educazione alla diversità.
E forse non lo di sarebbe dovuto neppure chiamare "dibattito" dato che, come consuetudine, si è trattato si un comizio propagandistico a senso unico in cui non c'era spazio per qualsiasi opinione potesse contraddire l'ideologia propinata ai presenti.

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