L'integralismo non ha più limiti nella menzogna. Ora dicono che i gay uccidono i figli e li danneggiano psicologicamente



È agghiacciante che un comitato che si arroga il nome di "Difendiamo i nostri figli" sia in prima fila nel chiedere che i bambini siano privato degli affetti e di qualunque diritto nel nome dell'ignoranza e della violenza di alcuni adulti ideologizzati. Attraverso un comunicato stampa, l'associazione anti-gay dichiara:

La legittimazione della cosiddetta “omogenitorialità”, compresa la forma derivata della “stepchild adoption”, costituisce una palese violazione dei diritti e della dignità del bambino (cfr. Art. 7 Convenzione internazionale sui diritti dell'infanzia): non solo contrasta con l’evidenza (nessuno è figlio di due padri o due madri), ma riduce lo strumento dell'adozione ad un metodo per dare bambini a chi non può averne, dimenticando che l’adozione serve invece a dare un padre e una madre sostitutivi a chi li ha perduti, nell'interesse supremo del bambino.

L'affermazione è di per sé interessate perché esplica chiaramente come i loro continui riferimenti alla maternità surrogata non siano altro che una manipolazione della realtà, dettata dal fatto che si possa essere famiglie omogenitoriali anche i n tanti altri modi. Si decide poi che l'interesse del bambino non sia una vita felice, ma una famiglia in cui l'orientamento sessuale dei genitori sia il fattore più importante. Ne consegue, dunque, che chi non troverà una famiglia eterosessuale pronta ad accoglierlo sarà destinato a rimanere in un'istituto perché così ha deciso Gandolfini.
Allo stesso modo ci si dimentica come molti dei bambini delle famiglie omogenitoriali abbiano già dei genitori e che è il loro comitato a chiedere che siano resi orfani di uno dei due (perché questo è il senso di un'opposizione alla stepchild adoption, ossia la privazione dei diritti del bambino nei confronti di chi li cresce).

Ma non solo. Il comitato millanta anche falsi dato scientifici volti a sostenere che i gay siano dannosi per il benessere psicofisico dei bambini, sostenendo che:

Quello che il ddl Cirinnà consentirebbe, contrasta inoltre con ciò che la scienza afferma sui danni che i bambini si trovano a subire in coppie dello stesso sesso. Molti studi, già a partire dagli anni ’90, evidenziano sia le differenze psicologiche tra l’uomo e la donna, sia la loro ricchezza specifica come necessarie allo sviluppo psicologico, affettivo e caratteriale del figlio. Tali specificità evidentemente si perdono nella “famiglia omogenitoriale”.
Tutte le indagini più credibili effettuate sul campo convergono poi sul fatto che la stabilità della relazione della coppia sia uno dei pilastri fondamentali del benessere psico-fisico dei bambini: le coppie same sex, come ammettono anche studi provenienti dallo stesso mondo gay (a partire di quella di Bell e Weinberg) convergono nell’evidenziare una forte instabilità delle coppie omosessuali (con o senza bambini a carico). Inoltre ricerche basate su dati statistici nazionali, provenienti da enti ufficiali, governativi e non certo ostili agli LGBT (come il recente National Health Survey USA del 2013) mostrano come rispetto alla popolazione generale, il livello di salute psico - fisica della popolazione omosessuale o bisessuale sia significativamente peggiore degli eterosessuali (es. depressioni e altri problemi psicologici, tossicodipendenza, alcolismo, certi tipi di tumori, HIV, aspettativa di vita, ecc.). Ed è chiaro a tutti che un livello più basso di salute psico -fisica di eventuali genitori non può non influire negativamente sui bambini.

Ovviamente dati ben più veritieri ed attendibili dimostrano come un genitore dedito all'integralismo religioso possa avere danni sulla crescita sana dei propri figli, ma l'evidenza è che qui non si voglia mettere in dubbio i propri diritti ma negare esclusivamente quelli altrui. Ed è così che dati che porterebbero alla propria condanna vengono diffusi sulle riviste integraliste al solo fine di danneggiare le famiglie altrui.

Poi citando studi già screditati (per cui l'autore è già stato denunciato per la falsificazione dei dati riportati), aggiungono:

Scrivendo su il British Journal of Education, Society & Behavioural Science, una nota e prestigiosa rivista peer - reviewed, il sociologo americano Paul Sullins afferma che i “problemi emotivi [sono] maggiori per i bambini con genitori dello stesso sesso rispetto a quelli con genitori di sesso opposto, addirittura con una incidenza più che doppia”. Il dottor Sullins afferma inoltre che “non è più lecito affermare che nessuno studio ha trovato i bambini che vivono in famiglie omogenitoriali svantaggiati rispetto a quelli i n famiglie eterosessuali.” Si deve notare che lo studio Sullins si basa un campione più ampio rispetto a quelli di qualsiasi altro precedente - 512 bambini con “genitori” dello stesso sesso - ; dati tratti dal Interview Survey National Health. I problemi emotivi rilevati sono molteplici, compresi comportamenti scorretti, preoccupazioni, depressione, rapporti difficili con i coetanei e incapacità di concentrarsi.
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